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Archive for the ‘Strage del 2 agosto 1980’ Category

Accanto alle manifestazioni la lettura, in 85 punti diversi e di 85 diversi lettori e lettrici, alcune memorie sul passaggio delle 85 persone che sono state straziate dalla bomba nella Stazione di Bologna. In questa location, dietro al Convento di San Domenico, alcune letture rievocative

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Basta un titolo costruito bene, una foto che colpisca l’attenzione di tutti, e il gioco è fatto. Distrarre le persone dalla verità è facilissimo: come depistarle da una verità storica: scomoda. Manipolare gli elementi probatori, eluderli o segretarli, per chi sa farlo e possiede gli strumenti giusti, è un attimo. Non ci vuole niente.

La superficialità dei social, poi, fa tutto il resto.

“Photoshoppare” due foto per generarne una, modificando la realtà dei fatti, come ho fatto io, è semplicissimo: ma la mia è stata una provocazione conscia, responsabile, “a fin di bene”.

Non tutti però, manipolano la verità con questo scopo.
Ma nella ricerca della verità, i particolari, fanno la differenza.

Quindi, se qualcuno ieri guardando l’orologio da me pubblicato, ha anche solo per un attimo pensato: “in effetti la foto, mi sembrava un po’ strana,…”se ne ricordi: a volte è bene ascoltare le proprie sensazioni: che non sono un caso se si chiamano così.

Fermarsi a pensare con la propria testa, serve a guardare dentro alle cose: non solo a vederle per come ci appaiono.
Le lancette “ferme” sulle 10,25 stanno lì a ricordarci questo.
Ci ricordano il valore di una verità storica contro quella giuridica che s’intende far credere.

Perchè i particolari, possano cambiare la storia.
E possono fare molto male.

Perciò non facciamoci “photoshoppare” la memoria.
Non facciamoci “fotomontare” la realtà.

Massimo Manini

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Paolo Bolognesi

 Invece delle tradizionali luci natalizie, in Via Matteotti, sopra il ponte della Stazione di Bologna, dove il tragico 2 agosto 1980 alle 10,20 lo  scoppio di una bomba  costò la vita a 85 persone e a 200 feriti campeggia un simbolo massonico con occhio e triangolo con esplicito riferimento al simbolo della P2 di Licio Gelli.

I turisti e i passanti, specie i più giovani, che hanno una memoria recente e frammentaria della Strage, si chiedono se oltre a turrita e dotta Bologna, nel frattempo, sia diventata anche una capitale della massoneria che, in bella mostra si esibisce. Il simbolo nefasto e antitetico, allo stesso Natale, festa dei
bambini, dei doni e della natività, evoca morti e i poteri occulti.
Nel comunicato stampa del Comune di Bologna si legge che il …” Il progetto, curato da Martina Angelotti, si inserisce nell’ambito di BO ON Bologna si accende e chiama gli artisti Luca Vitone e
Alexandra Pirici & Manuel Pelmuş a confrontarsi con la città in due momenti diversi dell’anno, fra dicembre 2014 e gennaio 2015 mentre il titolo ‘Do elephants ever forget?’ incornicia il loro
lavoro ad un unico tema, quello della memoria. Ad esordire sarà ‘Souvenir d’Italie – (lumières)’ l’opera di Luca Vitone, una luminaria pubblica, collocata in via Matteotti sul ponte che attraversa i binari della Stazione Centrale che si accenderà sabato 13 dicembre al calare della notte.”
Senza alcuna spiegazione ,se non la stessa luce, che con le giornate corte viene accesa presto, la città guarda esterefatta questi simboli, interrogandosi sullo stesso revisionismo storico, che con le luminarie di Natale, equipara il simbolo di morte riducendolo ad una cosa come un’altra e facendolo assimilare  visivamente.
Per questo motivo abbiamo chiamato in causa  l’on. Paolo Bolognesi, che ha visionato e ha dato l’ok al progetto. On. Paolo Bolognesi :
La strage del 2 agosto è collegata alla P2. Molte persone, sopratutto giovani, non sono a conoscenza di questi simboli che si possono spiegare attraverso l’arte. La stessa arte ci permette di esprimere
liberamente l’ opinione personale, tuttavia il creatore dell’opera ha il dovere di dirlo, di fare un’azione educativa,di spiegarlo, sennò uno passa di lì e rimane sconcertato.

D. : On. Bolognesi con le recenti vicende della società di mezzo, della mafia a braccetto con la massoneria e ora questo  simbolo, non Le sembra ci sia un controsenso?

On.Paolo Bolognesi : Ho dato il mio parere favorevole all’installazione, però chi ha creato l’opera la deve necessariamente spiegare, discutere, accettando le critiche, è questo lo scopo della provocazione, rilanciare il discorso sulla Strage del 2 agosto, ad opera della P2 e non , come sempre più spesso si avverte , della pista palestinese. Dopo 34 anni non si insiste sulla pistapalestinese, è una truffa alla memoria collettiva.
Il fatto che ci sia la mafia capitale sotto l’apparato statale , le connivenze di Carminati con il palazzo,dimostra ancora di più l’apparato e durante il periodo di Natale affrontare questo
argomento con una provocazione. Come fare a ricordarela P2 e la Strage , cose che vanno a toccare l’opinione pubblica , come faccio a fare ricordare questa situazione? Cosa dico alle famiglie
delle vittime della strage? Come faccio a fare veicolare questo messaggio? i social network devono riuscire, quello che manca è un discorso di comunicazione, le persone dovrebbero dire la loro opinione. Trovare delle risposte alle loro domande. Noi conosciamo e sappiamo cosa vuol dire,  molti di loro non sanno cosa è questa simbologia e questa occasione ci serve per fare comprendere questo collegamento.
Anzi, una persona mi ha suggerito di mettere queste luminarie proprio davanti alla procura della Repubblica.

Lei, mi dica lei cosa avrebbe proposto per un ricordo sulla Strage?
Roberta .: Sicuramente avrei creato un allestimento nella sala della Stazione , nel buco della bomba e avrei organizzato delle iniziative lì…
On.Paolo Bolognesi :Venerdì prossimo, alle 18,30 il cardinale Caffarra inaugererà in quella sede un presepio che sarà dedicato alle vittime della Strage, nella sala d’aspetto della Stazione.

Lo sforzo per ricordare anche in clima natalizio avverrà in vari modi.

Roberta Ricci

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In occasione della commemorazione della Strage del 2 agosto 1980  ho contattato i fotografi che hanno raccontato la strage  alla stazione di Bologna con le loro immagini. Alcuni autori delle fotografie di documentazione  si sono improvvisati fotografi e hanno donato alla storia l’episodio.
Ho parlato con la fotografa Patrizia Pulga che ha  raccolto, assieme agli altri,  le sue immagini all’Associazione per le vittime della strage.
Il suo racconto : all’epoca , con altri, avevamo uno studio in Via Alessandrini e improvvisamente è entrato un mio amico, sconvolto.
Era talmente stralunato che mi sono preoccupata molto seriamente perchè non capivo cosa fosse successo.
Nello spettacolo di macerie che ho visto,  ho scelto di non fotografare il sangue , anche se, quando sono giunta in stazione le persone erano già state soccorse.
Ho fotografato perchè mi sembrava la cosa più semplice da fare, per me, in quel momento. Impugnata la macchina fotografica mi è venuta una grande freddezza , dopo un momento di forte disagio, mi sono sentita di andare  avanti con il pilota automatico, avrei consegnato alla Storia quelle immagini.
Ho rifiutato le foto ad un settimanale perchè mi richiedeva una spettacolarizzazione del sangue .
Ci siamo trovati , in un secondo momento, assieme ad altre persone, anche non fotografi , ma testimoni  e passanti che avevano la macchina fotografica,  per  mettere assieme la documentazione e così abbiamo potutto fornire fin da subito il materiale per il catalogo che ha pubblicato il Comune. Ora le mie immagini sono in :
http://www.stragi.it/index.php?pagina=associazione&par=fotostrage

patrizia_pulga_3_comla fotografa Patrizia Pulga

strage immagini             una immagine della Strage della Stazione di Bologna del 2 agosto 1980

manifestazione 2 agosto

Intervista al fotoreporter Paolo Ferrari 

 

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