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Archive for the ‘Uncategorized’ Category

Sovvertire le convenzioni. Vedere oltre i limiti della rappresentazione ordinaria. Osservare l’invisibile.
La Fondazione MAST ospita la prima mostra antologica dell’artista Richard Mosse, curata da Urs Stahel: un percorso unico in termini di impatto visivo, capace di rovesciare il modo in cui rappresentiamo e percepiamo la realtà.

Fin dal principio della sua ricerca, l’artista lavora sul tema della visibilità, sul modo in cui siamo abituati a vedere, pensare e intendere la realtà.
Le situazioni critiche e i luoghi di conflitto sono fotografati e filmati con l’utilizzo di tecnologie di derivazione militare, che stravolgono totalmente la rappresentazione fotografica, creando immagini che colpiscono per estetica, ma che al contempo suscitano una riflessione etica. Quando attraverso la bellezza, che l’artista definisce “lo strumento più affilato per far provare qualcosa alle persone”, si riesce a raccontare la sofferenza e la tragedia, “sorge un problema etico nella mente di chi guarda”, che si ritrova confuso, impressionato, disorientato. L’invisibile diventa visibile, in tutta la sua natura conflittuale.

Nella mostra, le fotografie di grande formato e i video generano un’esperienza immersiva di rara intensità, sorprendente per la forza degli stimoli visivi e sonori. Emerge la straordinaria attualità del lavoro di Mosse, che sovvertendo le convenzioni fotografiche, grazie alla tecnologia, ci fa osservare l’invisibile: i conflitti, le migrazioni, il cambiamento climatico.

Scrive Simona Marani su Elle :

https://www.elle.com/it/magazine/arte/a36720496/mostre-bologna-2021-richard-mosse/?fbclid=IwAR3HNlFpnhaIo1TV9Czxi-ykva5YJ28GPOMDnLZ_n0VCVRVnVzJWPHGPf44

Usando in modo eversivo la relazione tra fotografia documentaria e arte contemporanea, armi termografiche e pellicole sensibili ai raggi infrarossi in dotazione all’esercito, Richard Mosse altera anche l’equilibrio tra visibile e invisibile, tra estetica ed etica. Insinua dubbi su quello che stiamo guardando e desideriamo vedere, usa la nostra brama di estetica per recuperare l’etica. Sollecita il risveglio della coscienza del mondo per salvare la bellezza? Di sicuro accende una luce diversa su quello che non possiamo-vogliamo-riusciamo a vedere, con un messaggio rosa shocking che articola anche la sua prima antologica, Richard Mosse. Displaced. Migrazione Conflitto Cambiamento Climatico curata da Urs Stahel negli spazi della Fondazione Mast di Bologna.

Il lavoro di Richard Mosse in mostra alla #FondazioneMAST si arricchisce con la rassegna cinematografica DISPLACED, che approfondisce e amplifica i temi e i luoghi al centro del lavoro del grande fotografo irlandese.Promossa da Fondazione MAST in collaborazione con la Cineteca Bologna, la rassegna in programma al MAST.Auditorium vedrà la proiezione di film, sia documentari che cortometraggi, ambientati al confine tra Ruanda e Congo, sullo sfondo di una delle pagine più sanguinose del XX secolo. Storie di guerra, migrazioni, conflitti che innescano gesti disperati e valorosi, capaci di fornirci una chiave riflessiva sulla natura della nostra umanità.L’ingresso è gratuito, la prenotazione è obbligatoria.Per maggiori informazioni sui film e gli orari delle proiezioni:

https://www.mast.org/rassegna-cinematografica-displaced

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A sinistra Paolo Ferrari e Walter Breviglieri
le macchine fotografiche

Il 27 giugno ha chiuso , a Bologna, la mostra Criminis Imago , le immagini della criminalità a Bologna di due maestri del reportage Walter Breviglieri il cui possente archivio di 250 mila negativi è stato acquisito dalla casa editrice Minerva , e Paolo Ferrari il cui archivio è stato acquisito da Genus Bononiae.

La mostra esordisce con la Banda Casaroli che fa respirare un’aria di thriller, siamo nel 1950, e i fatti si svolgono nella centrale via Petronio Vecchio. Il regista Florestano Vancini girò un film nel 1962 sul caso e nella mostra ci sono le foto , Walter Breviglieri è il fotografo di scena.

La visione del film e delle nebbie come le sue atmosfere a sottolineare una condizione umana protratta nell’abisso. Si vede una immagine di Bologna con le rovine dopo la guerra, alle spalle di Renato Salvatori. L’immagine è dell’attuale complesso di Santa Cristina.

Alcune immagini di Walter Breviglieri sul processo e alcune foto di scena del film realizzato da Florestano Vancini

La cronaca nera di Walter Breviglieri documenta il caso Ettore Grande . Diventato viceconsole della Legazione italiana in Siam nel 1938 ,coniugato con Vincenzina Virando si trasferirono in un bungalow di lusso sulle rive del fiume Chao Phraya a Bangkok, la mattina del 23 novembre 1938 venne trovato il cadavere della moglie con ferite d’arma da fuoco alla testa. Due le tesi, Grande si dichiarò estraneo e parlò di suicidio mentre la famiglia di lei parlò di omicidio. Le foto si riferiscono al complicato processo , fu condannato a 24 anni di carcere, quando i partigiani lo liberarono Ettore Grande insistette per la revisione del processo e rimase in carcere , nel 1951 la Corte d’assise di Bologna lo prosciolse per insufficienza di prove, ci furono 19 perizie sul corpo della moglie dal 1939 al 1951.C’e anche un film su di lui “Il caso Ettore Grande” è su History Channel. Il catalogo (mozzafiato) della mostra è dell’editrice Minerva https://youtu.be/JysQoQwDv1Q

Ettore Grande il processo

Fra le immagini in mostra il caso Rina Fort

“l 30 novembre 1946 una ventata di orrore allo stato puro attraversò l’Italia intera: la notizia di un orrendo massacro scoperto in un appartamento del civico 40 di via San Gregorio, nella zona di porta Venezia, a Milano. Una donna e i suoi tre figli – un maschietto di sette anni, una bambina di cinque e un altro piccolo di dieci mesi – erano stati trovati ammazzati a colpi di spranga: la moglie e i tre figli di Pippo Ricciardi, commerciante dagli affari incerti, di origine catanese, da qualche tempo immigrato nel capoluogo lombardo.” la storia

http://www.misteriditalia.it/cn/?page_id=4510

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http://www.storienogastronomiche.it/biblioteca-malatestiana-vanto-umanistico-cesena-riconosciuto-unesco/

Un monumento perenne al valore fondamentale del libro, un solenne richiamo per la virtù della conoscenza, ma anche un monito per chi tende ad abbandonare il contatto fisico con la lettura: è un ricchissimo ordito di temi elevati la Biblioteca Malatestiana di Cesena, vanto della città ma anche orgoglio nazionale, con primati che la rendono unica.

A partire dall’essere il solo esempio di “biblioteca umanistica conventuale perfettamente conservata nell’edificio, negli arredi e nella dotazione libraria”, tanto da meritare l’inserimento dell’Unesco nel Registro della Memoire du Monde, primo caso del genere in Italia.

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allo Studio Cenacchi in Via Santo Stefano 63 a Bologna

Giovedì 17 giugno 2021 dalle 18,00 alle 21,00 inaugura presso gli spazi della galleria d’arte Studio Cenacchi, la mostra Ars Curandi con 20 fotografie di Elena Franco.

La mostra, curata da Jacopo Cenacchi, che dal 17 giugno al 23 luglio 2021 sarà esposta presso la galleria d’arte Studio Cenacchi di Bologna, presenta alcune tra le fotografie più significative del recente volume Ars curandi (Artema, 2021). 

Giovedì 17 giugno 2021 dalle 18,00 alle 21,00 inaugura presso gli spazi della galleria
d’arte Studio Cenacchi, la mostra Ars Curandi con 20 fotografie di Elena Franco.
La mostra – a cura di Jacopo Cenacchi – che dal 17 giugno al 23 luglio 2021 sarà esposta
presso la galleria d’arte Studio Cenacchi di Bologna, presenta alcune tra le fotografie più
significative del recente volume Ars curandi (Artema, 2021).

Tutte le opere allestite sono
visionabili in anteprima sul sito della galleria: studiocenacchi.com/e-franco-ars-curandi/
Ars curandi è il più recente capitolo di Hospitalia, una originalissima ricerca sugli antichi
ospedali in Italia e in Europa, dal medioevo ai giorni nostri, che Elena Franco ha iniziato
nel 2012.

Questa nuova indagine fotografica esplora il patrimonio storico e architettonico
di tre antichi ospedali ora trasformati in musei: gli Hospices di Beaune in Francia, l’ospedale
Notre Dame à la Rose di Lessines in Belgio e il Santa Maria della Scala a Siena in Italia.


Nessuno degli edifici ritratti da Elena, infatti, ha conservato la sua funzione originaria. Sono
altro. Eppure, soffermandoci sulle opere esposte, e sfogliando lo splendido libro che dà il
titolo alla mostra, ci accorgiamo che ogni scatto condensa compiutamente il passato
ospedaliero e il presente museale di questi luoghi. Ogni frammento colto dall’autrice, sia
esso una veduta esterna o un dettaglio degli ambienti, restituisce l’unicità di questi
monumenti dell’accoglienza, veri e propri luoghi fondativi della civiltà europea,
riportandoli alla nostra attenzione per poterne apprezzare gli elementi architettonici ed
artistici, facendoci al contempo riflettere sugli aspetti medici e sociali.


Scrive infatti Elena: Spero che rileggere questi luoghi attraverso l’immagine possa
contribuire al dibattito sulla cura del futuro, fermamente convinta che, se la guarigione
non può essere data per scontata, esista un diritto alla cura – fisica e spirituale – e un’arte
della cura (ars curandi) che debbano guidarci nelle scelte di evoluzione della nostra società
di fronte alle questioni etiche che la medicina ci porrà.
Questo è elemento decisivo dell’opera della Franco. Chiunque si accosti al suo percorso
artistico non può non cogliere la costante tensione etica che anima il suo fare arte.
Elena entra in risonanza con la realtà -non solo del mondo contemporaneo, come si è vistotramite un’osservazione attenta, approfondita e partecipe di essa e, grazie al linguaggio
fotografico, riconsegna a tutti noi l’essenza di questo patrimonio, “creatore” di senso della
comunità.


BIOGRAFIA ELENA FRANCO
Elena Franco (Torino, 1973) è architetto e fotografa. Attualmente lavora su progetti artistici che
legano architettura, archiv i e territorio, con particolare attenzione alla valorizzazione di beni
culturali. La sua principale ricerca fotografica “ Hospitalia”, in corso dal 2012, dopo essere stata
esposta e presentata in sedi istituzionali a Milano, Napoli, Torino, Losanna (CH), Ve nezia, Firenze,
Arles (FR), Lessines (BE), Siena, accompagnata da convegni e workshop ispirati dal suo lavoro, è
ora un libro, a cura di Tiziana Bonomo (ed. ARTEMA 2017), con successiva edizione in inglese
(ARTEMA 2019). Nel 2015, dopo aver partecipato all a proiezione pubblica dei migliori portfolio
dell’anno al Musée Elysée di Losanna, con la serie “ Hospitalia”, ha vinto la prima edizione del
“Premio Mediterraneo Fotografie” e una selezione di opere è entrata a far parte dell’Archivio del
Fondo Malerba per la Fotografia, mentre nel 2016 è stata selezionata quale finalista per il Premio
Combat al Museo G. Fattori di Livorno. È stata tra gli autori selezionati per il Premio Streamers

  1. Nel 2019, grazie a una residenza di riflessione messale a disposizione dal progetto
    Creativamente Roero, ha prodotto il trittico Devotio che è entrato a far parte della collezione
    Govone Contemporaneo del Castello di Govone. Una sua opera è il Premio Castello di Govone 2019,
    consegnato a Pier Giovanni Castagnoli. Il suo rece nte progetto “Imago Pietatis ”, realizzato per la
    Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna ed esposto da Studio Cenacchi Arte Contemporanea a
    Bologna, è tra i vincitori del Premio New Post Photography di MIA Fair 2020. Dal 2014 espone con
    regolarità in sedi istituzionali e musei in Italia e all’Estero. Le sue opere fanno parte di collezioni
    pubbliche e private. Collabora con Il Giornale dell’Architettura. Per il suo lavoro artistico è entrata
    a far parte del Gruppo di Lavoro dedicato alle Medical Humanities dell’Ospedale di Alessandria. È
    direttore artistico della Fondazione Arte Nova e collabora come curatrice con il Museo Villa
    Bernasconi a Cernobbio (CO).
    http://www.elenafranco.it

  2. STUDIO CENACCHI
    La galleria d’arte Studio Cenacchi nasce nel 2016 dalla ricerca e passione di Jacopo Cenacchi per
    l’arte contemporanea.
    Lo spazio espositivo, di 160 mq, si sviluppa su tre piani di Palazzo Ghiselli Vasselli, edificio del
    Cinquecento situato in Via Santo Stefano 63, nel centro di Bologna.
    Studio Cenacchi mantiene un rapporto diretto con gli artisti, o con i loro eredi, ricercando
    scrupolosamente la qualità delle opere proposte. Vengono rappresentati artisti storicizzati e
    contemporanei, italiani e di altre nazionalità.
    Viene fornito un attento servizio di consulenza per l’acquisto di opere d’arte e si effettuano
    sopralluoghi presso i domicili dei clienti, per realizzare progetti volti alla collocazione delle
    opere d’arte negli ambienti abitativi e di lavoro.

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Torna a Reggio Emilia il festival divenuto famoso nel mondo: dal 21 maggio al 4 luglio venti mostre di grandi nomi del panorama fotografico mondiale a cui si aggiungeranno le oltre 200 proposte del Circuito Off

REGGIO EMILIA – Torna dopo l’interruzione dovuta alla pandemia di Covid19, Fotografia Europea, tra i festival più rappresentativi del suo genere nel panorama italiano e non solo, promosso e prodotto da Fondazione Palazzo Magnani insieme al Comune di Reggio Emilia, con il contributo della Regione. Opere di grandi maestri internazionali e giovani talenti in mostra nei luoghi della cultura e all’aperto, in un programma che alimenta un confronto culturale trasversale a partire dalla fotografia.
La XVI edizione è in programma dal 21 maggio al 4 luglio in sette sedi storiche e sette piazze di Reggio Emilia; saranno più di venti progetti espositivi ispirati a un celebre verso di Gianni Rodari, “Sulla Luna e sulla Terra / fate largo ai sognatori!”.
Al fianco del programma ufficiale di Fotografia Europea 2021 ci sarà anche il Circuito Off, la sezione indipendente che presenta progetti di fotografi professionisti accanto a giovani alle prime esperienze, appassionati e associazioni, che quest’anno prevede oltre 200 mostre in strade e luoghi pubblici e privati di Reggio Emilia e provincia.

Le mostre

Otto delle nove esposizioni ospitate dai Chiostri di San Pietro insieme a quattro dei sette progetti allestiti open air in città, fanno parte della sezione DAYDREAMS, tutti a cura della nuova direzione artistica. Ai Chiostri di San Pietro troviamo L’Isola di Vittorio Mortarotti e Anush Hamzehian – risultato della committenza 2020 del festival – che raccoglie in un’opera sonora e un’installazione audio-video multicanale le ultime immagini, gli ultimi suoni e gli ultimi bagliori di una comunità che scompare. Noémie Goudal presenta Telluris, in cui geografie reali e teoriche creano uno spazio tra la realtà fisica e la sua rappresentazione mentale, mentre David Jiménez con Aura gioca con i limiti della percezione. Halfstory Halflife di Raymond Meeks realizzato alle cascate delle Catskill Mountains di New York, indaga l’amicizia e la giovinezza. The Tower Series di Donovan Wylie esamina la presenza del conflitto nel tessuto della vita quotidiana, INDEX G progetto di Piergiorgio Casotti e Emanuele Brutti curato da Fiorenza Pinna, mette in scena una specie di opera teatrale del silenzio, fatta di assenza di personaggi e delle loro storie peculiari. Lebohang Kganye presenta due corpus: Tell Tale e In Search for Memory nuova produzione dedicata alla costruzione della memoria. La Bete: a modern tale di Yasmina Benabderrahmane racconta un viaggio nel suo paese natale, il Marocco, nel tentativo di recuperare quattordici anni di assenza.
Accanto a questi progetti, al piano terra dei Chiostri, è esposta Universo Dentro mostra personale dell’artista Sophie Whettnalla cura di Carine Fol, realizzata in partnership con la CENTRALE for contemporary Art di Bruxelles. La scelta di esporre il lavoro di un’artista accanto a quello dei fotografi nasce dall’uso peculiare fatto dalla Whettnall del mezzo fotografico, mezzo di archiviazione e fonte di ispirazione.

Per la prima volta nella storia del Festival, sette progetti di fotografi contemporanei sono protagonisti di allestimenti open air in sette aree cittadine: un modo diverso di vivere la fotografia, pensato per convivere al meglio con le restrizioni dovute all’emergenza sanitaria, e per essere fruito da un pubblico più ampio possibile.
Continuano il sogno ad occhi aperti Jeff Mermelstein che espone al Parco del Popolo #nyc, un’indagine multiforme, comica e straziante sulla vita contemporanea; Virus di Antoine d’Agata, un documento visivo, allestito sulle finestre di un palazzo di via Secchi, che evidenzia la vulnerabilità umana durante la pandemia; Eden di Soham Gupta, in Piazza della Vittoria, parla di una città fantasma fittizia, inghiottita progressivamente dalla natura.
Accanto a queste, in Piazza Frumentaria, Marco Di Noia – vincitore della Open Call lanciata dal Festival con il sostegno di Iren – presenta Tottori, una storia immaginata durante un viaggio in Giappone, in cui si mescolano fotografia, illustrazione e video.
Le mostre open air proseguono con un’importante produzione: Opera Aperta di Alex Majoli presentata in grandi wallpaper appesi in vari spazi cittadini, un progetto commissionato e prodotto da Fondazione I Teatri e Reggio Parma Festival in collaborazione con il festival, in cui il fotografo interpreta il tema del teatro, il suo legame con la città e l’irruzione del Covid nelle nostre vite.
Con lo spazio aperto si confrontano anche i ragazzi dello Speciale Diciottoventicinque, percorso formativo organizzato dal festival al termine del quale otto ragazzi tra i 18 e i 25 anni, guidati dalla tutor Sara Munari, allestiranno Terra – Luna, progetto fotografico che coinvolge i visitatori in una riflessione sulla fotografia attraverso il gioco.

Anche la facciata esterna di Palazzo dei Musei di Reggio, a partire da settembre 2021, ospiterà CURIOSA MERAVIGLIOSA, un progetto di arte partecipativa ideato dall’artista catalano Joan Fontcuberta che celebra le meraviglie del museo e i suoi visitatori: un lavoro corale, basato sulla partecipazione cittadina. Fontcuberta creerà un’installazione permanente open air, con le immagini inviate dai cittadini stampate su tessere in ceramica: un grande fotomosaico simile a un album di famiglia o una pagina di Facebook a cielo aperto. Fotografie che condividono cultura ed esperienza, ma soprattutto costruiscono comunità, storie private che plasmano la memoria collettiva e offrono al futuro un’opera pubblica, di tutti.

REVENGE OF THE GOLDFISH

A Palazzo Magnani troviamo TRUE FICTIONS – Fotografia visionaria dagli anni ’70 ad oggi, la mostra a cura di Walter Guadagnini dedicata alla staged photography che comprende lavori di artisti e fotografi del calibro di Thomas Demand, David Lachapelle, Tracey Moffatt, Andres Serrano, Cindy Sherman, Hiroshi Sugimoto, Jeff Wall e molti altri. Si tratta della prima antologica in Italia dedicata al lato più immaginifico della fotografia che, a partire dagli anni Ottanta, ha rivoluzionato il linguaggio fotografico. Allestita in autunno, ma rimasta aperta per sole tre settimane, la mostra è stata prorogata fino al 4 luglio per restare accessibile al pubblico del festival.

Palazzo da Mosto ospita due mostre: Camere che sognarono Camere di Thomas Demand e Martin Boyce, dialogo tra due artisti che lavorano con diversi materiali e linguaggi generando un’esperienza complessa fatta di riferimenti, associazioni e narrazioni. Un progetto di Sabine Vollmann-Schipper e Laura Gasparini per la Collezione d’arte contemporanea Girefin di Reggio Emilia.
Le sale del palazzo ospitano anche Home Is Where One Starts From, mostra dedicata ai Photobooks, una selezione di libri sia di natura documentaria che artistica che affrontano il tema dell’abitazione nella molteplicità dei suoi significati, la cui essenza sta nel rapporto tra dimensione fisica e intima di chi la vive.

Allo Spazio Gerra quest’anno gli artisti Gianluca Abbate (Terra ignota), Martin Baraga (Bereza), Annamaria Belloni (Supernatura), DEM (Stela) propongono Back to land un’installazione open air nel giardino retrostante la struttura, una riflessione critica dedicata alle aree rurali regionali, in un’ottica di valorizzazione e rilancio di stili di vita oggi possibili anche grazie alle nuove tecnologie.

Ai Chiostri di San Domenico va in mostra Giovane Fotografia Italiana, progetto del Comune di Reggio Emilia giunto alla sua ottava edizione, che valorizza i talenti della fotografia italiana contemporanea under 35. Nella collettiva RECONSTRUCTION i progetti di Domenico Camarda, Irene Fenara, Alisa Martynova, Francesca Pili, Vaste Programme (Leonardo Magrelli, Alessandro Tini, Giulia Vigna), Martina Zanin, Elena Zottola, scelti da una giuria internazionale composta dai curatori Ilaria Campioli e Daniele De Luigi e dai rappresentanti dei festival partner, esplorano la combinazione tra fotografia e immaginazione per tentare una più autentica comprensione del reale.

La Biblioteca Panizzi con Tesori in mostra espone alcuni tra i suoi oggetti più preziosi, raccolti in oltre due secoli, diventati patrimonio e orgoglio della città, mentre a Palazzo dei Musei si tiene WUNDERKAMMER. LE STANZE DELLE MERAVIGLIE dove vengono esposti gli scatti nati dal lungo laboratorio che ha coinvolto il fotografo Luca Manfredi e persone con fragilità: un’idea nata dal progetto B. Diritto alla bellezza di Reggio Emilia Città senza Barriere, che mette in dialogo creatività e fragilità. Sempre a Palazzo dei Musei viene presentata un’opera inedita di Luigi Ghirri, preziosa anteprima del volume “Luigi Ghirri. The Marazzi Years 1975 – 1985”, che documenta il lungo lavoro del fotografo reggiano con Marazzi Ceramiche e che verrà presentato a giugno nel programma di conversazioni.

Il Circuito Off

Anche per questa edizione il CIRCUITO OFF presenta progetti di fotografi professionisti accanto a giovani alle prime esperienze, appassionati e associazioni: negozi, ristoranti, studi, cortili e case private, sedi storiche, gallerie d’arte, esposizioni in vetrina o open air, garantiscono in quest’anno particolare una fruizione ampia e in qualsiasi condizione. Parte di questo circuito è anche il progetto OFF@school che coinvolge le scuole di tutta la provincia di Reggio Emilia.
Sabato 12 giugno, con Notte OFF, la serata dedicata al circuito, il centro storico si attiva con una serie di eventi e la premiazione del miglior progetto. Il lavoro selezionato vincerà un contributo messo a disposizione dal festival per sviluppare una mostra alla prossima edizione.

Anche per questa edizione, Fotografia Europea allarga i propri confini verso importanti realtà culturali e artistiche della regione. Tra i partner regionali la Collezione Maramotti espone Mollino/Insides eShow Case. L’archivio esposto, mentre Linea di Confine per la Fotografia Contemporanea di Rubiera (RE) propone Lunario di Guido Guidi e Quattro Cortili di Luca Nostri.

Gli appuntamenti on line e off line

A causa dell’attuale situazione sanitaria, si è scelto per il weekend inaugurale il 21, 22 e 23 maggio, un palinsesto di eventi digitali, rimandando al weekend del 18, 19 e 20 giugno gli incontri con gli artisti, le conferenze, il bookfair dedicato agli editori indipendenti, le letture portfolio e i workshop, pensati per alimentare un confronto culturale trasversale a partire dalla fotografia. In quella occasione il pubblico potrà ascoltare le lectio magistralis degli architetti Mario Cucinella e Stefano Boeri e incontrare artisti come Joan Fontcuberta, Alex Majoli, Antoine D’Agata, Sophie Whettnall, Vittorio Mortarotti e Anush Hanzehiam, David Jimenez, Noemie Goudal, Francesco Jodice e molti altri.

Nel rispetto delle norme di sicurezza, a tutela di ogni partecipante, in tutti gli ambienti sarà garantito il distanziamento e l’obbligatorietà dell’uso della mascherina; qualora non dovesse essere possibile aprire gli spazi espositivi, le mostre saranno visibili in modalità online, e ogni incontro e conferenza verrà diffuso anche in diretta streaming.Reggio EmiliaeventimostreprogrammaFotografia Europeacircuito Off

https://www.reggionline.com/fotografia-europea-2021-le-mostre-programma-video/

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