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Archive for the ‘Wolfango’ Category

L’Archiginnasio d’oro a Wolfango, alla memoria all’Archiginnasio, Sala dello Stabat Mater, la prolusione è stata affidata al prof. Eugenio Riccomini, la premiazione dal Sindaco di Bologna Virginio Merola, con l’Assessore alla Cultura del Comune di Bologna, Matteo Lepore che ha letto motivazioni e ha coordinato  Marco Piazza , del  Consiglio Comunale di Bologna che ha votato unanimamente l’Archiginnasio  d’oro  per Wolfango , paragonato a Giorgio Morandi.

 

 

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Lupambolo felsineo

Domani, alle ore 18, conferimento dell’Archiginnasio d’Oro alla memoria del pittore Wolfango Peretti Poggi, scomparso un anno fa, il 16 gennaio del 2017, all’età di 91 anni.

Wolfango (Peretti Poggi) nasce a Bologna nel 1926. Sin dalla prima infanzia viene educato all’arte da uno zio pittore, Giuseppe Mazzotti. Comincia ad esporre e a vendere quadri e disegni dal 1986, in particolare dopo la prima mostra a Bologna proossa da Eugenio Riccòmini. La famiglia lo avrebbe voluto avvocato o medico. Perciò, dopo aver conseguito il diploma di maturità classica al Galvani, si iscrive a Medicina, applicandosi ai saperi anatomici esclusivamente in funzione artistica. Poi, quella che Wolfango ha chiamato l’“irrevocabilità della vocazione” lo aiuta a superare la crisi in cui cade nell’età di mezzo, a 42 anni, sino al punto da indurlo ad occultare la sua vera identità. Si risolleva grazie alla moglie Chiara Pozzati. Da allora va definendosi la sua poetica. I dipinti vengono firmati col nome di Wolfango, nella prima O del quale, molto ingrandita, appare il nome della moglie Chiara. In casa disponeva di due spazi distinti: uno per quadri e l’altro per le illustrazioni. Una “schizofrenia”, uno sdoppiamento che gli permetteva di separare con decisione i due ambiti firmando con il suo vero nome solo i quadri e congedando tutto ciò che era “altro” attraverso l’uso di pseudonimi. Per cinquant’anni è stato anche illustratore, con i nomi di Golpe, Wolf, Anonimo Bolognese, Lupambolo, Golpetto, Vulpes. Come pittore Wolfango ha attraversato i più diversi registri stilistici, spaziando dal naturalismo alla miniatura, dall’informale all’astratto, fino al grottesco e al citazionismo. Si è sempre posto dalla parte della tradizione, con un non dissimilato atteggiaemento di sospetto verso lo sperimentalismo di maniera. A favore di una rappresentazione del mondo così come lo vedono i nostri occhi: mimeticamente. Ogni altra forma, per lui, un tradimento della realtà. Per una liberazione della ricchezza che offre il linguaggio pittorico, contro la pseudo-poiesi, per la vera-mimesi. Di qui la fisicità delle cose. Sino al punto di riprenderle dall’alto. Sino all’uso della lente di ingrandimento, in modo da provocare uno spaesamento nell’osservatore, che si ritrova a “vedere” gli oggetti, in modo diverso, come nuovi. A ciò si aggiunge l’impiego di contenitori che quasi sempre coincidono con i bordi del telaio (una cassetta, un piatto, uno scatolone…).

“Il cassetto”, nella Sala dedicata a Luca Savonuzzi, a palazzo d’Accusio; che contiene, nell’apparente confusione, un ordine e qualche sorpresa.

 

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Arte fiera trova  tutta la città di Bologna  ricca di proposte e suggestioni, ora il meraviglioso invito di Alighiera Peretti Poggi , curatrice dell’Opera di Wolfango e figlia

e che Arte sia non solo in fiera ma dovunque , nelle vie, nelle gallerie, al cinema…

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Sabato 16 dicembre alle 17 in Cappella Farnese a Palazzo d’Accursio verrà presentata la biografia di Wolfango.

                                 WOLFANGO OLTRE I COLORI scritta da Eleonora Renda  di Minerva Edizioni

Introduce : Bruna Gambarelli Assessore alla Cultura del Comune di Bologna

Intervengono : Eugenio Riccomini, Marco Antonio Bazzocchi, Guido Armellini, Eleonora Renda, Alighiera Peretti Poggi

Legge Saverio Mazzoni

 

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Qualche anno fa, per mistic media, Wolfango fece una conferenza sulle sue figurine del presepio , avvicinandosi alle feste natalizie è bello riascoltarlo, la tradizione del presepio bolognese.

Accanto a Wolfango P. Giovanni Bertuzzi OP direttore del Centro San Domenico

 

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La mostra :”Wolfango disegnatore” in corso a Palazzo D’Accursio, Sala d’Ercole e visitabile fino al 21 gennaio ,  curata da Alighiera Peretti Poggi, figlia del pittore, che cura anche il catalogo, si prefigge  di fare conoscere l’immensa produzione  di disegni con cento opere inedite. All’inaugurazione hanno partecipato il prof. Eugenio Riccomini, l’assessore alla Cultura Bruna Gambarelli, l’editore Roberto Mugavero, Minerva edizioni .

Il catalogo della mostra, contiene un saggio del prof. Eugenio Riccomini , la prefazione di  da Tomaso Montanari ed è curato  da Alighiera Peretti Poggi. Le fotografie sono di Andrea Samaritani

 

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Dall’1 dicembre alle 17 a Palazzo D’Accursio si svolgerà, in Sala D’Ercole Palazzo D’Accursio,  la mostra :” Wolfango disegnatore”. L’esposizione coordinata dalla figlia di Wolfango, Alighiera Peretti Poggi,  che cura anche il catalogo si propone di fare conoscere il talento di Wolfango fin dalla più tenera età, i disegni esposti sono 100 , molte opere inedite che hanno accompagnato la vita del pittore bolognese.

Wolfango fu iniziato da uno zio, pittore, Giuseppe Mazzotti, lo zio Peppino che gli regalava le matite iniziandolo agli stilemi con uno stile ottocentesco che lo caratterizzerà dal 1940 al 1945, per poi passare ad una successiva influenza morandiana,molti disegni del piccolo Wolfango riguardano il mondo animale, osservazioni sul campo, infatti era sfollato con la famiglia in campagna a causa di una bomba che, durante la guerra, distrusse la casa di Bologna.

Wolfango preparò una sua versione illustrata della Divina Commedia  (1963-1968) di cui si vedono alcuni disegni  e altri disegni per l’opera Gesù oggi , che nel 1966 vinse il premio Fiera del libro a Bologna.

Il punto focale della mostra sono i disegni a carboncino, spiega la figlia/curatrice Alighiera , che  Album di famiglia /il passato è presente,  riguardo alle memorie familiari che sostituiscono le fotografie a cui la madre di Alighiera, Chiara,  era  contraria.

La mostra è corredata da un catalogo delle edizioni Minerva, con una prefazione del prof. Tomaso Montanari  e del prof. Eugenio Riccomini, le fotografie sono di Andrea Samaritani.

La conferenza stampa è stata presieduta da Bruna Gambarelli, assessore alla Cultura del Comune di Bologna, erano presenti l’editore Roberto Mugavero, il prof. Eugenio Riccomini, Alighiera Peretti Poggi .

 

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