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Domenica 2 luglio, sarà l’anteprima riminese del nuovo film di Marco Bertozzi, CINEMA GRATTACIELO, menzione speciale al recente Biografilm Festival di Bologna, a inaugurare l’edizione 2017 di “Agostiniani: cinema sotto le stelle”, l’appuntamento cinematografico dell’estate riminese. Fino a domenica 20 agosto, il grande schermo allestito nella corte dell’ex convento di via Cairoli 42 tornerà a illuminarsi con le storie più originali, commoventi e divertenti della stagione appena conclusa.

Il programma

Una selezione di seconde visioni, che cerca di miscelare qualità e intrattenimento, riflessione e leggerezza.

Molte le commedie, soprattutto di produzione nazionale: da Moglie e marito di Simone Godano a Beata ignoranza di Massimiliano Bruno, da Tutto quello che vuoi di Francesco Bruni a Smetto quando voglio – Masterclass di Sydney Sibilia e a Lasciati andare di Francesco Amato.

Non mancano i film d’autore: Fai bei sogni di Marco Bellocchio, tratto dal bestseller di Massimo Gramellini, La tenerezza di Gianni Amelio, Sully di Clint Eastwood, Paterson di Jim Jarmusch, L’altro volto della speranza di Aki Kaurismaki.

Ci sono poi le scommesse, film meno conosciuti e non adeguatamente premiati al botteghino, che meritano la platea di un’arena e una seconda possibilità: Libere, disobbedienti, innamorate di Maysaloun Hamoud, Quello che so di lei di Martin Provost e Sing Streetdi John Carney.

Il ricordo di ogni stagione cinematografica è spesso legato a una manciata di titoli, quelli che ci hanno più sorpreso e di cui, già sui titoli di coda, abbiamo nostalgia. Per noi, quest’anno, i colpi di fulmine sono stati: La La Land di Damien Chazelle, La tartaruga rossadi Michael Dudok De Wit e Captain Fantastic di Matt Ross.

Infine, a chiudere la rassegna, il film giudicato dall’Academy il migliore dell’anno: Moonlight di Barry Jenkins.

L’anniversario

Trent’anni fa usciva INTERVISTA di Federico Fellini, premio speciale al festival di Cannes e gran premio al festival di Mosca. Sotto le mentite spoglie di diario di lavorazione di un film immaginario tratto da America di Kafka, Intervista rende omaggio a Cinecittà e alla sua capacità artigianale di fabbricare sogni e illusioni.  Introdurrà la proiezione, in calendario mercoledì 9 agosto, Gianfranco Angelucci, che ha collaborato  alla sceneggiatura del film.

http://www.bibliotecagambalunga.it/binary/rimini_biblioteca/rassegnecineteca/pieghevole_2017_definitivo.1497681530.pdf

Giovedì 22 giugno alle ore 17.30 presso il Museo “Luigi Tonini” di Rimini verrà presentato il nuovo lavoro di Renato Barilli, I narratori della generazione di mezzo. Fitzgerald, Sartre, Camus, Gombrowicz, Moravia (edizioni Mursia).

Introduce Massimo Pulini, Assessore alle Arti del Comune di Rimini.

Anche questo saggio nasce come il precedente, La narrativa dei «capitani coraggiosi», che ha fatto seguito al capostipite della serie, La narrativa europea in età contemporanea, per il fatto che in quel primo studio non era potuto entrare un personaggio di grande statura quale Joseph Conrad.
Infatti l’attivismo esasperato e l’essere per la morte degli eroi conradiani non trovavano posto nella sottile analisi del vissuto condotta da autori quali Joyce e Compagni. Però, a sua volta, in quella sequenza successiva non è entrato uno scrittore come Camus, il cui «straniero» sembra gettarsi pure lui a compiere un atto inconsulto, un omicidio immotivato, sostenendone poi stoicamente le conseguenze. Ma in questo caso non si tratta appunto di un eroe, bensì di un essere comune, mediocre, e così si dica per gli altri personaggi presentati dai narratori di questa famiglia.
Sartre fa provare nausee e crisi di rigetto a un’esistenza media, quando si trova in presenza di oggetti banali. Il polacco Gombrowicz istruisce un’arguta caccia al tesoro andando a sorprendere certi sintomi di sapore freudiano che inquietano il comportamento di gente comune. Il nostro Moravia tratta i casi di personaggi della buona borghesia che però si dissociano dall’affarismo e dallo spirito di possesso dei loro simili. Infine lo statunitense Scott Fitzgerald, pure lui, mette in scena personaggi perplessi, esitanti, quasi degli «uomini senza qualità» alla maniera di Musil.
Anche in questo caso, come nei saggi precedenti, vengono esaminati autori quasi coetanei, nati nel corso del primo decennio del Novecento, solo con qualche anticipo, per il più anziano Scott Fitzgerald, o qualche scavalcamento in avanti, se si pensa a Camus.

Renato Barilli, nato a Bologna nel 1935, ha insegnato a lungo Fenomenologia degli stili al corso DAMS dell’Università di Bologna, di cui ora è professore emerito. I suoi interessi, muovendo dall’estetica, sono andati sia alla critica d’arte sia alla critica letteraria. Nell’ambito di quest’ultima si possono ricordare Dal Boccaccio al Verga. La narrativa italiana in età moderna, Milano, Bompiani, 2003, La narrativa europea in età moderna. Da Defoe a Tolstoj , ivi, 2010,  e i recenti La narrativa europea in età contemporanea, La narrativa dei capitani coraggiosi,  La narrativa della generazione di mezzo. Mursia, 2014, 2015 e 2016, oltre a studi monografici che hanno riguardato Pascoli, D’Annunzio, Svevo, Pirandello, Kafka, Robbe-Grillet. Tra i titoli di carattere filosofico, Bergson. Il filosofo del software, Milano, Raffaello Cortina, 2005. Il testo di base del suo insegnamento è stato, per un quarto di secolo, Scienza della cultura e fenomenologia degli stili, ora ripubblicato presso la BUP di Bologna. Volumi riassuntivi della sua attività di docente si possono considerare anche L’arte contemporanea, Milano, Feltrinelli, 2005, Storia dell’arte contemporanea in Italia, Torino, Bollati Boringhieri, 2007, Arte e cultura materiale in Occidente. Dall’arcaismo greco alle avanguardie storiche, sempre presso Bollati Boringhieri. Ha affidato le sue memorie a Autoritratto a stampa, Bologna, Lupetti, 2010. Scrive d’arte ogni domenica sull’”Unità”.

Cfr. anche il blog www.renatobarilli.it

FRONTESPIZIO. Piccola rassegna di libri nuovi
Come la prima pagina interna, che di un libro fornisce gli elementi essenziali e sostanziali, questa rassegna vuole accompagnare i lettori davanti alla porta di ingresso di nuovi testi. L’etimo della parola Frontespizio (dal tardo latino frontispicium, composta di frons, frontis ‘fronte’ e del tema di specere ‘guardare’), evoca l’atto di guardare un volto, che restituisce la conoscenza delle principali espressioni e dei caratteri peculiari di una persona. Anche queste presentazioni ci faranno incontrare il volto di un libro e insieme quello del suo autore. Presentare equivale anche a declinare al presente, al qui e ora, gli infiniti argomenti legati all’arte della scrittura. La presenza in sala dell’autore è dunque un’occasione per collocare il pubblico in una inedita postazione, aggiuntiva rispetto alla lettura del libro. Conoscere le premesse dalle quali quel testo nasce, gli intenti dai cui lo scrittore è partito per costruirne l’impalcatura, offre un importante arricchimento di senso.Quando si diffuse il termine italiano “Frontespizio”, agli inizi del XVII secolo, le pagine di apertura di un libro contenevano, oltre ai nomi e ai titoli, anche un’architettura di immagini: colonne e timpani, figure allegoriche e oggetti simbolici erano disegnati e incisi a decorazione e viatico di quelle porte d’ingresso al testo
Massimo Pulini

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Giovedì 22 giugno 2017 – ore 17.30
Museo della Città “Luigi Tonini”
via Luigi Tonini n. 1 – Rimini
info 0541 793851

ingresso libero

www.museicomunalirimini.it

Ha avuto luogo nei giorni scorsi l’inaugurazione della rassegna “Arte chiama Arte” , uno show room di tessuti e parati da Ridò, in Via Caldarese 1/2 che consente ad alcuni artist* selezionati di condividere un allestimento delle loro opere in sintonia con lo spazio a disposizione, Laura Fantini, artista bolognese (San Lazzaro di Savena) che vive anche a Manhattan e Nadia Fantini, architetto che fotografa alla ricerca di fiori in tutto il mondo per elaborarne una interpretazione negli arredi o nel design. E’ intervenuto il dott. Marco Macciantelli (già Sindaco di San Lazzaro di Savena il Comune dove risiede Laura Fantini).

 

Incidenze Spaziali

Transizioni verso il contemporaneo: nuovi progetti per il complesso di San Barbaziano

Progetto a cura di
Piero Deggiovanni
Leonardo Regano

Periodo di esposizione
dal 22 Giugno al 14 luglio 2017
inaugurazione giovedì 22 giugno 2017 ore 16

Progetto ospitato da
LABS GALLERY
via Santo Stefano, 38 Bologna

Evento OFF  – OPENTOUR 2017

in collaborazione con
POLO MUSEALE DELL’EMILIA ROMAGNA, ACCADEMIA DI BELLE ARTI DI BOLOGNA

Giovani artisti dell’Accademia di Belle Arti di Bologna coinvolti

Luca Bernardello
Alessandro Pastore
Lucia Fontanelli
Alena Tonelli
Emanuela Perpignano
Estelle Casali
Sathyan Rizzo
Armenia
Christina G Hadley

L’attuale edificio di San Barbaziano, tra via Barberia e Cesare Battisti, è ciò che resta di un antico complesso conventuale, le cui prime tracce risalgono al periodo romanico. Sconsacrato e ridotto a poco più di un rudere urbano, questo luogo oggi conserva nelle sue strutture, ancora visibili, i segni di un passato che l’ha visto protagonista. L’ex chiesa oggi si ritrova in una condizione di incertezza, tra un passato non sempre glorioso e un futuro che stenta ad avverarsi. Silenzioso e imponente, nonostante la sua inagibilità San Barbaziano è ancora una presenza viva sul territorio, per chi vi abita attorno, per chi passando ne sbircia l’interno, per chi sta tentando di riportarlo a un nuovo splendore.
Incidenze spaziali è una mostra collettiva che nasce come indagine su questo spazio svolta attraverso il linguaggio dell’arte contemporanea. A nove giovani artisti dell’Accademia di Belle Arti di Bologna, scelti dopo un attento confronto tra Leonardo Regano e Piero Deggiovanni, è stato affidato il compito di studiare questo luogo e di aprirlo verso nuovi orizzonti interpretativi. In questa doppia conduzione curatoriale, i linguaggi si sono mescolati, e hanno prodotto sette progetti che hanno portato a contatto tra loro ricerche a carattere di diversa natura, neo oggettuale, relazionale, performativo e mediale, sintesi dell’emergente panorama culturale bolognese. I risultati di questa indagine si sono espressi nelle forme più recenti del linguaggio contemporaneo, muovendosi tra video, performance, pittura, installazione e fotografia.

Incidenze spaziali è un progetto organizzato nell’ambito del programma OPENTOUR 2017, promosso dall’Accademia di Belle Arti di Bologna,  dal Polo Museale dell’Emilia Romagna, a cui oggi è affidato il compito di valorizzare quel che resta della ex chiesa in attesa del restauro, e dalla LABS Gallery, che ospiterà l’intervento degli artisti coinvolti nei suoi spazi di Via Santo Stefano, 38 tra il 22 giugno e il 14 luglio.

 

Nonostante il trend generale negativo dei listini di vendita della maggior parte dei prodotti agricoli, il 2016 ha fatto registrare un’ulteriore crescita per il CESAC, cooperativa aderente a Confcooperative, Apo Conerpo e OP Grandi Colture con sede a Conselice (Ra) e stabilimenti in provincia di Bologna e Ferrara. Sono infatti decisamente positivi i principali dati del bilancio del Centro Economico Servizi Agricoli approvato dall’Assemblea dei soci. Il valore totale della produzione ha superato i 66,6 milioni di euro, con un incremento superiore all’11% rispetto ai quasi 60 milioni di euro dell’annata precedente, mentre i ricavi delle vendite sono passati da 57,5 a oltre 63 milioni di euro (+9,6%). La produzione conferita si è attestata sulle 147.000 tonnellate. Anche in campo vitivinicolo CESAC, Centro Economico Servizi Agricoli e Cantina, punta con decisione e con crescente successo alla qualità. CESAC nasce una cinquantina di anni fa come cantina per i soci viticoltori. Aderisce a Caviro e negli ultimi anni ha potenziato la produzione vinicola. Nell’ambito del processo di rinnovamento della linea vini sono stati messi a punto dagli enologi del gruppo e ben presto saranno commercializzati nuovi prodotti come uno Spumante Grechetto Gentile, inserito nella nuova linea Caput Silicis, che si richiama all’antico toponimo del territorio conselicese. Conselice era sede di un porto fluviale ed il nome indica una strada di pietra selice che partiva dalla cittadina per raggiungere Ravenna e Venezia. Lo Spumante viene affiancato da una linea di Grechetto Gentile Fermo che si colloca nella fascia alta dell’offerta. Un Sangiovese completa le proposte enologiche. Li abbiamo degustati in anteprima. Ottima impressione per lo Spumante, fresco e di facile beva, buona e presente acidità  ma non invasiva.  Il Grechetto Gentile Fermo ha un carattere deciso e rivela una nota amarognola caratteristica del Grechetto ex Pignoletto di pianura. Il Sangiovese ha un sentore di viola e frutta rossa,  ha carattere e corpo senza essere pesante: ricorda i Sangiovese molto schietti e molto romagnoli di una volta. I prezzi al dettaglio sono decisamente interessanti. Umberto Faedi

 

Alla presentazione della Casa della Musica della Repubblica di San Marino, Museo del Violino, di Paolo Bandini, che si è tenuta nei giorni scorsi , un ospite speciale,   alcuni brani di Francesco Guccini adattati al violino l’Ensemble Capicchioni , ospite della serata Francesco Guccini intervistato dal giornalista Umberto Faedi “Il Moschetto”. La foto di copertina del video è di Roberto Serra.

 

 

 

 

 

Bologna, 2 giugno al teatro degli Angeli in Via Massa Carrara, 3 a Bologna : Lo sguardo alla memoria.

Per la festa della Repubblica si è pensato di onorare la memoria con un intervento che è mirato a fare conoscere nuovi personaggi e nuove emozioni che fanno parte della Repubblica. Ha partecipato una Associazione che sta curando una raccolta di testimonianze  per la costruzione di una identità storica e memorialistica con l’associazione culturale “la conserva” che ha l’obbiettivo di raccogliere una banca dati sulle deportazioni e sulla memoria.

Anche così si può raccontare la storia alle seconde e alle terze generazioni .

Letture di Rita Fortunato e Grazia Negrini Donini Cecilia Luzzi