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Ben Shahn

…Con la seconda guerra mondiale , il governo stautnitense che grazie al New Deal si era inserito nella cultura, cessa di dare lavoro agli artisti e viene sostituito in questo compito dall’industria: molti di essi, errando per queste nuove Corti, si vendono al migliore offerente. Scrive Ben Shahn : “- Il comunicare,strumento principale della nostra civiltà, ne è divenuto la dannazione.

Lo strumentalismo, il movimento di pensiero che fermentò negli USA all’inizio del ‘900, si assunse il compito di affrontare e trasformare l’industrialismo che i trascendalisti avevano respinto, che è la posizione di Shahn, che sostiene :” – Se l’economia di profitto e consumo è sotto processo per avere causato la deviazione della civiltà verso un progresso esclusivamente materiale , suscitando nuovi bisogni al fine di produrre per soddisfarli, non è con l’ascetismo inerte, nè con i dogmi politici che l’artista combatterà la nuova schiavitù”…

(Mirella Bentivoglio : Ben Shahn , ed. De Luca, 1963)

Emigrato con la famiglia negli Stati Uniti nel 1906, cominciò ad affermarsi dopo il 1930 con opere di chiaro impegno sociale ispirandosi al processo di Sacco e Vanzetti. Il processo (1929) susciterà uno dei movimenti di opinione più vasti del XX secolo. Le immagini di Ben Shan sono opere di presa immediata, di radice espressionista; rimandano ai coevi disegni di George Grosz e Otto Dix. Non vogliono essere solo una presa di coscienza etica ma tendono a diventare sempre strumenti di propaganda e di lotta. Partecipe di un gusto primitiveggiante ma radicato in un’esperienza affatto personale, nella quale si intravedono echi espressionisti, Shahn raggiunse nelle sue opere, soprattutto dopo il 1935, punte di notevole lirismo e sofferta umanità.
http://it.wikipedia.org/wiki/Ben_Shahn

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