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Posts Tagged ‘Bologna’

Avrà luogo il 15 settembre alle 18 l’inaugurazione della mostra di Alessandro Gui : “Omaggio a Hopper e divagazioni ” alla Fondazione Carlo Gajani in Via Castagnoli, 14 a Bologna.

l’articolo di Marco Ottavio Avvisati De Martino

https://www.iamcontemporaryart.com/single-post/LINTERVISTA-ESCLUSIVA-AD-ALESSANDRO-GUI-E-LA-SUA-ARTE-DI-ASCOLTARE-IN-MOSTRA-A-BOLOGNA

 

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Giornata della cultura ebraica a Bologna : il calendario degli eventi

 

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La panchina di Lucio Dalla di Carmine Susinni nel patrimonio dei Beni Culturali Italiani

l’articolo del FAI di Marco Magnifico

http://www.fondoambiente.it/Visto-Dal-FAI/Index.aspx?q=marco-magnifico-il-fai-e-le-soprintendenze

Carmine Susinni incontrato a Bologna durante la permanenza della sua Panchina di Lucio Dalla

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Quando ha ricevuto l’Archiginnasio d’oro ilo prof. Luigi Pedrazzi rilasciò una dichiarazione :

“Vorrei scrivere un libro su Don Dossetti per raccontare alcuni aneddoti , e lo farò , per la Chiesa la Repubblica avrebbe assicurato una pace religiosa , per l’inserimento della libertà religiosa nella Costituzione fu garantita da Togliatti e mediata da Don Dossetti. C’è una testimonianza, una lettera che Don Dossetti (e non il Papa) avrebbe scritto a Togliatti. ”
Luigi Pedrazzi ricorda, oggi, Archiginnasio d’oro oggi conferitogli dal Sindaco di Bologna Virginio Merola.

Questo post che ho ricercato nella mia gallery di tre anni fa riferisce il commento del prof. Pedrazzi al premio ambito
I funerali si svolgeranno sabato 1 luglio alle ore 11 presso la chiesa di Sant’Antonio da Padova (via della Dozza 5/2) a Bologna, la camera ardente sarà aperta a Crevalcore (con ingresso da viale Italia, di fianco alla chiesa) venerdi 30 giugno dalle 9 alle 12. La salma arriverà poi nella chiesa di Sant’Antonio da Padova dove sarà visitabile dalle 17.30 alle 21. Giovedì 29 giugno alle 20.30 nella Chiesa di Crevalcore è in programma anche un momento di preghiera per ricordare Luigi Pedrazzi.

 

 

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Nella foto il prof. Luigi Pedrazzi riceve l’Archiginnasio d’oro dal Sindaco di Bologna Virginio Merola (2014)

http://www.bibliotecasalaborsa.it/cronologia/bologna/2014/3614

Ci ha lasciati il prof. Luigi Pedrazzi, è stato anche  il fondatore e direttore de “Il Mulino” si pubblica il ricordo di Marco Macciantelli

Il Pedrazzino

Nel suo ultimo libro su Giuseppe Dossetti, Paolo Pombeni ha ricordato i contatti col gruppo dei giovani “mulinisti”, in occasione delle elezioni del ’56, quando, al termine di un incontro, l’ex vice segretario della Dc ebbe a pronunciare queste tre parole: “sceglierei il Pedrazzino”. Fu così che Luigi Pedrazzi, a 29 anni, entrò in Consiglio comunale.

Cofondatore del Mulino con una manciata di altri giovanotti anni Cinquanta: giacche larghe, cervello fino. Cultura europea e spirito “liberal”. Più sociologia, meno ideologia. Voglia di rimescolar le carte. Da Bologna, guardando oltre. Ecco: questo ha “significato” Luigi Pedrazzi. Partecipe della dimensione pastorale della Chiesa, ma sempre con autonomia di giudizio: basta rivisitare la sua esperienza di responsabile dell’inserto “Bologna Sette” di “Avvenire”, anche ai tempi del cardinal Giacomo Biffi.

Insegnante attento ai problemi dell’educazione, già all’inizio degli anni Cinquanta, denuncia: “La scuola senza riforma”. Si lancia in alcune avventure. Come “il Foglio”, fucina di futuri professionisti, non senza pesanti amarezze. Poi, in Comune, il “Foglione”. Nel referendum sul divorzio, cattolico “adulto”, è per il “no”. Tra i protagonisti del movimento referendario, alfiere del bipolarismo e di una democrazia governante, dal ’95, per un mandato, a Palazzo d’Accursio, come vice sindaco, incarnazione del motto “mai più Dozza contro Dossetti” (e viceversa).

Insofferente verso le rigide concezioni di partito, è passato tra i vasi di ferro senza far la fine del vaso di coccio. Ideatore di “cittadini in Consiglio”, per una partecipazione autenticamente vissuta. Consapevole che gli “dei accecano coloro che vogliono perdere”, in un suo scritto, prima fotocopiato e distribuito “brevi manu”, poi stampato per i tipi del Mulino, col titolo “L’Ulivocultore bolognese”, nel 1998, scriveva: “A Bologna l’Ulivo non può sbagliare. A Bologna non deve assolutamente perdere”. Così, messo nero su bianco, con un anno di anticipo.

Un esplicito “avviso ai naviganti”: nel presagire quel “clima”, che poi avrebbe portato al trauma della dolorosa sconfitta. Se la città è stata un luogo di “promozione del nuovo”, il professore può essere annoverato tra i suoi più tenaci, convinti, generosi ispiratori. L’Archiginnasio d’oro, nonostante le garbate professioni di modestia, proprio per il valore alto della sua testimonianza, gli è andato a pennello.

Mi capitava di incontrarlo per strada, oppure certi sabato mattina in una latteria vicino a casa sua, con Giorgio Comaschi, Carlo Di Palma e Marco Montanari. Ricordo con piacere il dibattito con lui promosso dalla “Casa dei pensieri” alla Zanichelli in piazza Galvani lo scorso anno: “60 anni fa, il libro bianco di Dossetti”; era sorridente, parlava fitto, rimemorante e convinto, serrato nelle spalle, maglioncino antracite. Abbiamo fatto il Pavaglione sottobraccio, sino a che si è fatto inghiottire dal taxi davanti alla Torinese. Ciao Gigi, sempre e di nuovo “il Pedrazzino”.

Luigi Pedrazzi (Bologna, 24 settembre 1927 – Bologna 27 giugno 2017).

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