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“Bisogna lavorare e osare se si vuole vivere veramente” Vincent Van Gogh
Come aveva precisato qualche tempo fa Daniela Scognamillo art director il progetto di Campogrande Concept si sarebbe trasformato, in sintonia col Web 2.0 , con il desiderio di non calcificare l’Arte in un ambiente, sia pure sfavillante e ricco di antichi stucchi e di andare oltre.
E così è stato.
La visione della mostra Van Gogh experience alla Chiesa sconsacrata di San Mattia ci ha avvicinato all’Arte in modo del tutto nuovo abbracciando, oltre la stessa visione, l’opera di Van Gogh, pura emozione vedere le opere proiettate sui muri, nei soffitti, scorrere per terra, a 360 gradi dall’osservazione dei visitatori, in modo tale che le persone interagivano con le opere d’arte dei vari maxi schermi. La visione di Vincent Van Gogh si sostituiva alla propria e trionfava . Prima di questa coinvolgente esposizione si è parlato dì un libro di Giovanna Strano, direttrice scolastica siciliana e scrittrice per vocazione che ha scritto “Vincent in love” l’amore per l’amore di un uomo con tempeste interiori frequenti.

L’ha introdotta il prof. Antonio Selvatici e Daniela Scognamillo l’ha presentata al pubblico in cammino con l’avventura Campogrande Concept.

Dice Giovanna Strano, presentando il suo libro che Vincent vuole essere ascoltato, per quello che è veramente. Giovanna Strano dice che il suo amore per Van Gogh nasce a Parigi, si consolida nello sguardo dei “Girasoli” a Londra  poi, ritornando a Parigi la Sindrome di Stendhal al Mudeo d’Orly, il pianto e la commozione davanti a tanta bellezza. La moglie di Theo Van Gogh, Giovanna,  che ha sempre ammirato il cognato e chiamerà il figlio come Vincent  ha un fitto carteggio con l’illustre cognato che mette in evidenza oltre all’amore per la vita il suo rovescio di follia. Dice la Strano, ho cercato di entrare dentro Van Gogh leggendo questo carteggio.

Alla sua morte il dottor Paul Gachet  che seguiva Vincent van Gogh  parlerà di un’arte profondamente umana e di passione viva. I problemi di Vincent nascono quando scomparse il padre che faceva  da collante della famiglia che si disgregherà, obbligando Vincent  a rinunciare ai suoi averi , mentre sia il fratello che la cognata gli rimarranno accanto.

La passione viva per le persone, lavoratori, i mangiatori di patate , dipingendo le sformate loro scarpe, fanno degli    ultimi i primi soggetti di amore pittorico di Vincent.

E per chi sostiene, come me, da tempo, di non movimentare le opere d’arte ma di fotografarle e farle leggere in un altro procedimento è stato il successo di una tesi che mi è familiare. Le opere sono organizzate per anno di creazione  e per argomento, le vedute , i ritratti, e godono di un ingrandimento dei particolari che analizzano il segno diventando macro e dunque leggibile senza mezze misure.  Ci sono alcuni momenti, come le immagini sulla piccola foresta che sembra di esserci veramente dentro  e la volta stellata sembra ad un passo per consentirci di strappare una stella. L’infinito.

 

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Di fronte all’Accademia delle Belle Arti di Bologna é stata dedicata una piccola piazza a Roberto Raviola Magnus (1939-1996) di cui è stato un allievo. E’ nata così l’idea di proiettare il film che ha partecipato a Biografiafilmfestival lo scorso anno , un biopic su Magnus di Paolo Fiore Angelini. Il film parla di quanto Magnus ci fosse nei suoi personaggi, Alan Ford, Lo Sconosciuto e di come i suoi fumetti facevano parte di lui. La moglie nel film riferisce che sentiva delle voci provenire dal suo studio, anche se Magnus era solo in studio, che altri non erano che la drammatizzazione delle sue vignette . Anche Satanik é una sua creatura e compagna precedente . Il film parla di come irrompesse l’arte nella vita . Tex e i suoi paesaggi traggono ispirazione da Castel del Rio dove si era ritirato Magnus fino all’ultimo dei suoi giorni a disegnare .

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Qualche anno fa il Sindaco di Bologna Virginio Merola ha inaugurato la piazzetta di fronte ai Salesiani intitolandola a Don Antonio Gavinelli il costruttore del complesso dei Salesiani  che è anche un polo educativo e formativo a pochi passi dalla stazione di Bologna , e oggi in questa piazzetta c’è una panchina con lo stesso Don Antonio Gavinelli.

 

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La città di Bologna ha tenuto viva la memoria di Elisabetta Sirani morta avvelenata in giovane età intitolandole una scuola, il fascino di Felsina pittrice ha varcato i confini degli Oceani e ha toccato Adelina Modesti, italiana di nascita ma australiana di adozione , la Presidentessa di Inner Wheel , Maria Luigia Casalegno, anticipando la prossima pubblicazione della docente  di Melbourne che aggiorna e arricchisce il catalogo delle opere della pittrice l’ha invitata in Italia a tenere una conferenza, la dott.ssa Sassoli ha messo a disposizione il circolo a FondAntico , una galleria di opere pregevoli, in pieno centro di Bologna.

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Dal 9 giugno avrà luogo Biogarafiafilmfestival che si presenta, alla scadenza del suo decennale con contenuti e proposte sempre nuove. Nei giorni scorsi è stata convocata la conferenza stampa, nell’ampia sala del cinema Medica, a parte alcuni film, alcuni sono ancora in corso di presentazione a Cannes. Ne ha parlato Andrea Romeo, il curatore, dicendo che quest’anno Biografiafilmfestival è ispirato alla Danza, no, non è stato suggestionato dall’effetto di “La la land” dice Romeo, pluri premiato film all’Academy Awards, ma è un suo accostamento al tema della danza del ballo e dei ballerini (non scordiamoci che si chiama corpodi ballo ndr)  la divina Isadora  Duncan è in effetti l’icona della locandina

http://www.biografilm.it/2017/

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A  Bologna la manifestazione giardini e terrazzi  ha mostrato al pubblico il cuore verde di Bologna, i suoi giardini. Anticamente pensati per potere approvvigionare le famiglie dei prodotti dell’orto, prima degli ortolani come li concepiamo . Questo giardino , detto delle sordomute, è stato al centro di una serrata del quartiere, infatti la precedente amministrazione voleva farci un parcheggio . Potete immaginare cos’è successo e oggi vedete perché abbiamo avuto ragione di impuntarci. (foto di Roberta Ricci)

Mostra mercato d’artigianato di eccellenza organizzata a sostegno del progetto “Let me talk” per la Fondazione Pio Istituto per le Sordomute povere

 

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