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Posts Tagged ‘Elisabetta Landi’

 

 

 

In occasione delle celebrazioni per i 400 anni dalla morte di Ludovico Carracci, Palazzo Fava. Palazzo delle Esposizioni di Bologna apre al pubblico le porte del Piano Nobile affrescato da Ludovico, Annibale e Agostino, grandi maestri dell’arte bolognese, che qui diedero vita alla loro prima grande opera corale.

Il fregio pittorico carraccesco sarà in dialogo con 31 opere d’arte moderna e contemporanea, provenienti dalla collezione di Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna, molte delle quali mai esposte, per un confronto trasversale tra le epoche e gli stili, alla ricerca di affinità tematiche o formali tra le opere.

“Il fregio dei Carracci – Opere a confronto” ha alla base un lavoro di ricerca nei caveaux, condotto da Benedetta Basevi e Mirko Nottoli, storici dell’arte di Genus Bononiae, per individuare opere che presentassero attinenze tematiche. Così “Il Dittatore folle” di Galileo Chini – esposto per la prima volta – dipinto in occasione delle celebrazioni per l’arrivo di Hitler a Firenze nel 1938, rimanda nella sua feroce mostruosità al minaccioso Polifemo incontrato da Enea e i suoi compagni in Sicilia; mentre i nudi di Nicola Samorì, uno dei più apprezzati artisti contemporanei, richiamano l’estetica del Seicento, mettendo in luce l’azione del tempo e il rapporto con il passato.  E ancora il tumulto della “Battaglia” di Giuseppe Maria Crespi, che rimanda a quello dei combattimenti di Giasone, o la “Salomé” di Mimmo Palladino, eroina tragica al pari della Didone dell’Eneide. Tra le opere esposte anche le “Pietre Alpestri” di Fortunato Depero e la “Scultura Luminosa” di Marco Lodola, che nei loro colori accesi e nella gioiosità della composizione richiamano il tema del gioco dei fregi della Sala Cesi, tra gare con l’arco, corse e tornei tratte dal sesto libro dell’Eneide.

Tante le proposte di approfondimento pensate durante tutto il periodo dell’esposizione: dagli eventi e laboratori per bambini, famiglie e adulti organizzati dai Servizi Educativi di Genus Bononiae per approfondire il percorso artistico di Annibale, Ludovico e Agostino a Bologna, al ciclo di incontri con esperti d’arte, coordinato dal Prof. Angelo Mazza.

Le conferenze si svolgono in Sala Biblioteca di Palazzo Fava – terzo piano, con ingresso libero.
I partecipanti alle conferenze riceveranno un coupon, da cambiare presso la biglietteria, per visitare le sale affrescate dai Carracci.

Mercoledì 12 febbraio 2020, Elisabetta Landi, “Ad apertura di libro e ad apertura di finestra: dall’Eneide di palazzo Leoni al fregio di Palazzo Fava“

https://genusbononiae.it/mostre/il-fregio-dei-carracci-opere-a-confronto/

Palazzo Fava

via Manzoni 2,

Bologna

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 Il programma di questo corso sulla Dea (abilitante per gli insegnanti!) che si terrà a Milano dal gennaio al marzo 2015. A questa iniziativa è stata promossa e organizzata dall'Istituto di Studi Umanistici Francesco Petrarca, sorto all'ombra dell'Ambrosiana e con sede a Milano, presso il convento di San Marco.
Informazioni e iscrizioni :  http://www.lrst.net/petrarcaist.htm

 

 

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ElisabettaA Bologna un ciclo di incontri su Palazzo Leoni e il quartiere degli enigmi

Gli incontri : 

Giovedì 2 ottobre alle 17 

Simboli ermetici e sapienza antica nella Bologna di metà ‘500 conferenza di Franco Bacchelli 

Giovedì 9 ottobre alle 17

L’Accademia Hermathema : Hermes e Athena nel Palazzo Achille Bocchi  conferenza di Annarita Angelini 

Giovedi 16 ottobre alle 17

Tra etica e sapienza: la civiltà dell’emblema In Emilia Romagna, conferenza di Elisabetta Landi e Ivan Orsini

 

Gli incontri si terranno a Bologna : Biblioteca Giuseppe Guglielmi dell’IBC, Palazzo Leoni, Via Marsala 31. Ingresso libero.

Situato in quello che nel corso del Cinquecento era un vero e proprio “quartiere della cultura”, Palazzo Leoni, l’attuale sede della Biblioteca dell’Istituto per i beni culturali della Regione Emilia-Romagna (IBC), racconta una storia affascinante. Qui, infatti, nel tardo Rinascimento, gli studiosi si davano appuntamento per leggere i poemi classici e discutere di filosofia, come dimostrano gli affreschi ispirati all’Eneide e un ciclo di figurazioni simboliche svelate dai restauri. Pochi anni fa, infatti, da sotto l’intonaco sono riemersi alcuni medaglioni con simboli arcani, ispirati alla civiltà degli emblemi. Modello per questo ciclo pittorico, coperto per anni, forse per secoli, sotto l’intonaco, sono i Geroglifici, dati poi alle stampe nel XVI secolo e ritrovati effettivamente tra i titoli dell’inventario della biblioteca della famiglia Leoni.

L’opera, tra i testi preferiti da Marsilio Ficino, fu scritta all’inizio del ‘500 da Pierio Valeriano, al secolo Giovanni Pietro Bolzani Dalle Fosse, docente di eloquenza presso il Collegio Romano. “Valeriano” era persuaso che i “geroglifici”, che rappresentavano la filosofia ermetica di Ermete Trismegisto, costituissero una lingua sapienziale riservata ai sapienti, e un veicolo della saggezza antica. La famigliarità con questo tipo di cultura ci rivela l’elevato livello dell’intellettualità dei Leoni, il cui palazzo si trovava, come si trova tuttora, a pochi passi dal palazzo di Achille Bocchi, nell’attuale via Goito, sede dell’Accademia Hermathena (Hermes e Athena, ovvero Mercurio e Minerva), altra importante istituzione nel panorama culturale della Bologna del ‘500. Com’è noto, anche a Palazzo Bocchi si discuteva di filosofia ermetica, che anche Ulisse Aldrovandi conosceva bene, e fu proprio dalle dotte disquisizioni del circolo intellettuale dell’Hermathena che scaturirono le Simboliche Questioni.
Di quel circuito di cultura faceva parte Palazzo Leoni. Ma quel sapere, in realtà, ricopriva con contenuti cristiani i simboli provenienti dal mondo pagano. Non si dimentichi, infatti, che non appena si entra nella cattedrale di Siena la prima figura rappresentata dalla pavimentazione musiva, sulla quale si mettono inevitabilmente i piedi, è appunto quella di Ermete Trismegisto, né si sottovaluti che il più importante repertorio del simbolismo ermetico (alla base della filosofia orfico pitagorica) fu il Mondo Simbolico scritto da un gesuita, il Picinelli. Si trattava, insomma, di un “codice etico”, attraverso il quale si esprimeva un programma di elevazione spirituale e di auto perfezionamento, in linea con il dominante neoplatonismo del pensiero rinascimentale.

                                                                                                                                              Elisabetta Landi 

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Elisabetta Landi
L’albero nell’arte figurativa in Emilia Romagna

Affascinante fenomeno biologico, monumento vivo, simbolo della cultura di un popolo, come riconosce anche la moderna legislazione, moderna ma con un’anima antichissima, l’albero, immagine del libro della vita, affonda le sue radici nei recessi della nostra psiche. Dalla notte dei tempi. Luogo sacro della teofania, dell’organizzazione religiosa o dell’aggregazione civile, axis mundi piantato al centro, tra il cielo e la terra, l’albero suscita fantasie leggendarie. Fratello silenzioso, specchio dell’anima. Come un organismo vivente, con i suoi doni materni, rappresenta la Terra, essere senziente; sintesi dei quattro elementi, l’acqua, il fluire della linfa, la terra, nella quale affondano le radici, l’aria, l’ossigeno restituito dalle piante, e il fuoco filtrato attraverso le foglie, l’albero è il custode del mistero della Vita.
Un simbolo dell’energia creatrice, e un’immagine del processo dell’esistenza? Proprio così. Nell’arco di un anno, infatti, nel volgere degli astri e delle stagioni, una pianta riassume in sé il destino degli esseri viventi: nascere, fiorire, sfiorire, appassire.
L’uomo è un albero? A questa domanda Yves Bonnefoy, oggi, risponde sì. E con lui l’ecologia moderna.
“Gli alberi sono le colonne del mondo. Quando gli ultimi alberi saranno stati tagliati, il cielo cadrà sopra di noi”.
Forse è vera questa profezia dei nativi americani. Perché da sempre l’albero, figura famigliare del paesaggio, protagonista dell’ecosistema ma insieme anche della nostra psiche, è stato il garante della nostra sopravvivenza, e un “luogo” al centro dell’immaginario popolare. Protagonista dell’arte di ogni tempo, fu rappresentato dagli artisti di ogni epoca che lo raffigurarono sia come fonte della vita che come potente simbolo del sacro. Quando la Terra era riconosciuta Madre, ed era sacra. E quando il Pianeta non rischiava l’autodistruzione.

Cortesia di Elisabetta Landi

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Maria Gabriella Buccioli, ideatrice dei “Giardini del Casoncello” ospite alla Biblioteca delle Donne per parlare della sua esperienza, rileggendo l’opera di Vita Sackeville West.
L’ha presentata Elisabetta Landi, mentre Marzia Forteguerri ha fatto un allestimento con due delle sue opere : Neve e Noli me tangere. Alla Biblioteca delle Donne, in Via Del Piombo,5.

 

maria gabriella Buccioli 1

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Maria Gabriella Buccioli

 

 

Alla Biblioteca delle donne in Via Del Piombo, 5  giovedì 17 aprile  alle 18 avrà luogo una presentazione di Maria Gabriella Buccioli, dei Giardini del Casoncello che verrà presentata da Elisabetta Landi . Con  una installazione di Marzia Forteguerri .

 

Anche l'orto può diventare un giardino

 

 

 

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Da Elisabetta Landi 

Alla Biblioteca Guglielmi in Via Marsala, 31 a Bologna , avrà luogo  il 21 novembre una conferenza in occasione della “Giornata nazionale degli Alberi”. Ai partecipanti in omaggio il volume “Verde Maestà. L’albero tra simboli, miti e storie”.
Tutti hanno diritto alla bellezza e alla poesia delle nostre foreste”. Così, nel 1855, percorrendo i boschi dell’Appennino, George Sand ammirava i grandi alberi, ispiratori di un raccoglimento profondo e misterioso. Seguendo i suggerimenti della scrittrice ed ecologista ante-litteram, Valeria Cicala e Elisabetta Landi (IBC) ci conducono in un viaggio nella natura tra simbologia, miti e leggende.
La conferenza, a ingresso libero fino ad esaurimento posti, è in programma giovedì 21 novembre 2013, alle 17.30, nella biblioteca “G. Guglielmi” di via Marsala 31 a Bologna.

Verde maestà

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