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Posts Tagged ‘Eugenio Riccomini’

 

In tema natalizio il presepio di Wolfango è una narrazione di storia raccontata con le immagini del presepio, nato originariamente con il gruppo della sua stessa famiglia , Wolfango , come nel suo stile, ha raccontato in forma tenera e confidenziale la città , Bologna, la cerchia degli amici, i fatti epocali . Se a Napoli c’è il culto del presepe Wolfango lo rende bolognese , riesce a parlare di divinità nel quotidiano, l ‘attesa del Bambinello divino nel modo che gli è più congeniale, nelle case, con affetto.
Questa statuina  è una sfoglina che prepara i tortellini (questo è il periodo che si preparano poi si mettono al fresco per mantenerli) . Ogni tortellino è ben definito sembra vero è modellato nella terracotta .
Una bella emozione , che ci raccoglie tutti. Anche a chi non sa fare i tortellini.
Il 27 novembre alle 17 si parlerà delle statuine del presepio di Wolfango raccolte in un libro.

Presentazione del volume “IL PRESEPIO DI WOLFANGO”
Mercoledì 27 novembre 2019, ore 17.00 pressp la Sala dello Stabat Mater dell’Archiginnasio – Bologna, piazza Galvani 1 –

Interverranno:
MONS. STEFANO OTTANI
Vicario Generale Chiesa di Bologna

MATTEO LEPORE
Assessore alla Cultura

FABIO ALBERTO ROVERSI-MONACO
Presidente Genus Bononiae

EUGENIO RICCÒMINI
Storico dell’arte

GIULIO SOMMARIVA
Conservatore del Museo dell’Accademia Ligustica di Belle Arti di Genova

CLAUDIO LEVORATO
Presidente di Manutencoop Società Cooperativa

ALIGHIERA PERETTI POGGI
Curatrice del volume e della mostra

ROBERTO MUGAVERO
Editore, Minerva

Lettura dell’attore
SAVERIO MAZZONI

#wolfangoperettipoggi
#ilpresepiodiwolfango

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Casadeipensieri 2019

“I Carracci : la rivoluzione silenziosa ” è un film di Giulia Giapponesi che è stato proiettato in Piazza Maggiore in occasione di “Sotto le stelle del cinema ” la rassegna estiva della Cineteca di Bologna in Piazza Maggiore.
Marco Riccomini ha parlato di Ludovico Carracci , il cugino giovane e figlio del macellaio, il cui dipinto ad Oxford raffigura la macelleria del padre e dipinge alla prima senza bozzetti , Agostino giovane e colto e suo fratello Annibale che ha sempre la matita in mano anche se non coltiva letteratura e la poesia.
Una commissione del Conte Fava che è cliente del sarto , padre di Annibale e Agostino che desidera un affresco, e nasce così il ciclo degli Argonauti . I tre Carracci riescono a lavorare e capire che l’unione fa la forza .
Ora questo team è in un film di Giulia Giapponesi che si potrà ammirare al Bellaria film festival sabato 28 settembre alle 19,15  . Ma è solo il primo appuntamento.

I Carracci erano tre ma lavoravano all’unisono. Il Conte Fava si era lamentato con Ludovico perchè i suoi cugini, Annibale e Agostino, avevano dipinto a suo dire, ma sopratutto influenzato dagli amici, in modo frettoloso gli affreschi, che sorgono ad otto metri di altezza . Ludovico gli promise di correggerli, per non scontentarlo e lo riferì ai cugini che faceva entrare nottetempo a correggere .
E’ stata elevata una piattaforma per consentire di vedere gli affreschi a distanza ravvicinata e la regista Giulia Giapponesi ha girato un film. Marco Riccomini racconta tutti i retroscena e tre musicisti di strada eseguono una straordinaria colonna sonora.

Annibale, Agostino e Ludovico Carracci furono indiscussi protagonisti del ‘500 artistico italiano, e costituirono di fatto il primo “collettivo artistico” della storia, fondando a Bologna, la loro città l’Accademia degli Incamminati, concentrandosi sulla riproduzione del reale. Il loro immenso patrimonio, esposto nelle gallerie di tutto il mondo occidentale, è raccontato da Marco Riccòmini in “Carracci, la rivoluzione silenziosa”, road-menthary diretto da Giulia Giapponesi. Il film, prodotto da Codalunga, società di produzione cinematografica, ha ricevuto il sostegno di Fondazione del Monte e UniCredit, all’interno del progetto artistico di valorizzazione di Palazzo Magnani di Bologna, ed è stato realizzato con il contributo di Emilia-Romagna Film Commission.

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La programmazione di Casadeipensieri festival dell’Unità di Bologna

La 29° edizione della rassegna culturale, che segue, per tutta la sua durata, la Festa del Parco Nord,inizia con una grande apertura.
La sera di Sabato 31 agosto  Eugenio  Riccomini, Eugenio  e Marco Riccomini , affrontano “Leonardo Pittore” nel V centenario della morte, e a seguire Alessandro Castellari legge brani del suo “Quando parla la Gioconda.

Marco Riccomini affronta il tema di “Salvator Mundi: un intrigo internazionale”

 

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Ennio D’Altri, fotografo, una mostra da non perdere, allo Studio Cenacchi in Via Santo Stefano, 63 dal martedì al sabato dalle 15,30 alle 18,30 . Ingresso libero. Fino al 22 dicembre.
Nelle foto di Ennio D’Altri Wolfango ,Archiginnasio d’oro alla memoria, il prof. Eugenio Riccomini

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La S. V. è invitata alla presentazione del libro
Burattini a Bologna

Buratén a Bulåggna la storia delle teste di legno
raccontata da Riccardo Pazzaglia e illustrata da Wolfango
MINERVA
Lunedì 26 Novembre ore 17.30

Sala dello Stabat Mater – Biblioteca dell’Archiginnasio
Piazza Galvani 1 Bologna

L’arte burattinaia a Bologna è un elemento essenziale della cultura cittadina e non solo. Tanti aspetti noti e meno noti, nonché numerosi episodi storici che hanno visto protagonisti i burattinai della città, hanno fatto di Bologna, nei secoli passati, un riferimento indiscusso per questa forma d’arte. Il volume approfondisce queste tematiche e, grazie a schede di approfondimento illustrate, racconta e descrive i burattini e i burattinai bolognesi. Non mancano poi riferimenti all’attività burattinaia  bolognese del nuovo millennio evidenziando, dopo fasi di arresto e di decadenza, uno sviluppo sempre crescente di riqualificazione. Ampio spazio è dedicato alla  figura femminile sia essa burattina o burattinaia, e a quel prodigio teatrale tutto petroniano che sono I burattini in persona. Il volume riporta, inoltre, autorevoli testimonianze che, oltre ad approfondire gli argomenti trattati, ben sottolineano come il burattino sia entrato nel tessuto sociale. Tra i contributi anche quelli di Carla Astolfi, Fausto  Carpani, Giovanni Catti, Romano Danielli, Vittorio Franceschi, Luciano Leonesi, Luigi Lepri, Eugenio Riccòmini. L’opera è impreziosita da un inserto di tavole inedite del pittore Wolfango (nate dalla sua passione per i burattini bolognesi e tratte dall’ampia  produzione delle classiche teste di legno da lui illustrate) e da splendide fotografie storiche che immortalano  momenti di vita cittadina (bambini e adulti a teatro, il dietro le quinte dei burattinai, gli spettacoli estivi tra le vie cittadine…).

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La Casa dei Risvegli “Luca De Nigris ” a Bologna, all’Ospedale Bellaria, in Via Gaist, ha organizzato una rassegna che ha come filo conduttore : La ricerca della felicità , creando un ponte fra la comunità e la Casa dei Risvegli , il centro innovativo rivolto a giovani e adulti con esiti di coma e stato vegetativo dell’Azienda USL di Bologna che ne condivide gli obbiettivi con l’associazione “gli amici di Luca onlus”.

Lo storico dell’arte, Eugenio Riccomini ha illustrato l’Opera di Wolfango presente alla Casa dei Risvegli Luca De Nigris  “L’allegoria del coma ”  martedì 19 giugno, davanti ad un folto pubblico,

Quando, al termine della sua breve e sofferente vita, Fulvio e Maria, i genitori di Luca De Negris hanno contattato Wolfango (Archiginansio d’oro alla memoria 2018) e gli hanno mostrato le foto e le testimonianze del figlio, in prospettiva della edificazione della Casa dei Risvegli che consentisse alle persone un percorso vigilato per il coma,  Wolfango non ne ha tenuto minimamente conto, per seguire una sua personale ricerca, quella del coma : “- Una coincidenza degli opposti, infatti in tale patologia la vita sussite ancora e la morte non si  è ancora conclusa . Si tratta di uno stato di latenza  totale, in equilibrio, più o meno lungo “.- Dice Wolfango nel catalogo illustrativo che descrive l’Opera.

Wolfango che ha studiato anche alla Facoltà di Medicina,  non laureandosi,   afferma :”- Dalla cultura mitologica ho ricavato le figure del Sonno – Ipnosi – e della Morte- Thanatos.- Sono due fanciulli gemelli , il primo è rappresentato dalla fiamma dormiente, la Vita e fiori di papavero , il Sonno , l’altro nell’atto di spegnere una fiaccola, la Vita.”

L’Opera che occupa una intera parete e che Wolfango chiamava pannello, è una sua Guernica, con il pavone e la ruota della fortuna bendata e la mescolanza del grande pittura assieme al fumetto.

La lezione di Eugenio Riccomini ha seguito passo passo  l’ispirazione di Wolfango e consente di fare un viaggio nel mondo dell’inconscio e del sottile confine fra vita e non. Un viaggio non solo artistico .

 

 

Dall’alto :

la copertina del catalogo : Allegoria del coma

Alighiera Peretti Poggi figlia e curatrice dell’opera di Wolfango

Il prof. Eugenio Riccomini e Fulvio De Nigris nella foto sotto

L’assistente del prof. Eugenio Riccomini Lorenza Selleri e Giorgio il fratello di Wolfango

 

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L’Archiginnasio d’oro a Wolfango, alla memoria all’Archiginnasio, Sala dello Stabat Mater, la prolusione è stata affidata al prof. Eugenio Riccomini, la premiazione dal Sindaco di Bologna Virginio Merola, con l’Assessore alla Cultura del Comune di Bologna, Matteo Lepore che ha letto motivazioni e ha coordinato  Marco Piazza , del  Consiglio Comunale di Bologna che ha votato unanimamente l’Archiginnasio  d’oro  per Wolfango , paragonato a Giorgio Morandi.

 

 

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