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Posts Tagged ‘Federico Fellini’

Rimini si sta dedicando da tempo al centenario di Federico Fellini.  In armonia con il MIBACT, la Regione Emilia Romagna  , il Ministero Degli Affari Esteri, una mostra che diventerà itinerante  : Fellini 100 . Tutto si immagina.

Il logo è la foto di Tazio Secchiaroli interpretata da Paolo Virzi,

Il comunicato stampa del Comune di Rimini

https://www.comune.rimini.it/archivio-notizie/fellini-100-tutto-si-immagina-rimini-1920-2020

Se l’Italia è diventata per tutto il mondo il paese della Dolce Vita lo si deve al suo sguardo unico e inconfondibile. Pochissimi artisti sono riusciti a rappresentare l’intera storia del nostro Paese come ha fatto Fellini. Un artista che attraverso il cinema è riuscito a inventare un mondo intero, creando un immaginario capace non solo di raccontare la propria generazione – quella di chi ha vissuto le più importanti tappe del Novecento – ma anche di entrare in contatto con quelle successive. Fellini ci ha mostrato come, viaggiando a ritroso nel tempo, si possono trovare magici suggerimenti per comprendere il presente. La sua eredità è ancora dinamica e viva nel linguaggio artistico e creativo contemporaneo. ‘Tutto si immagina’ non è solo una celebre espressione del regista riminese, genio immortale, ma la chiave di volta per fotografarne l’eredità artistica e creativa attuale e senza tempo.

A 100 anni dalla sua nascita, Rimini si prepara a celebrarlo per un intero anno con una serie di iniziative che partiranno a metà dicembre con una grande mostra nelle sale di Castel Sismondo (antica residenza dei Malatesta, signori di Rimini) e proseguiranno tutto il prossimo anno per culminare nell’apertura, a dicembre 2020, nel più grande progetto museale a lui interamente dedicato.
Rimini è alla vigilia di un anno che sarà interamente consacrato al segno felliniano del “tutto si immagina”.
L’esposizione “Fellini 100 Genio immortale. La mostra” Rimini, Castel Sismondo, 14 dicembre 2019 – 15 marzo 2020
Ad aprire le celebrazioni sarà la Mostra itinerante “Fellini 100 Genio immortale. La mostra”, che si inaugurerà a Rimini il 14 dicembre 2019, riportando in primo piano memorie, emozioni, fotogrammi, scene, suggestioni provenienti da quel mondo straordinario capace di dirci tutta la verità su noi stessi con l’irresistibile fascino universale del sogno.
“Fellini 100 Genio immortale. La mostra”, progettata da Studio Azzurro di Milano, sarà allestita a Castel Sismondo, parte della sede futura del Museo Fellini, e ruoterà attorno a tre nuclei di contenuti, nella cornice di un allestimento scenografico innovativo:
1)    il primo racconta la Storia d’Italia a partire dagli anni Venti-Trenta per passare poi al dopoguerra e finire agli anni Ottanta attraverso l’immaginario dei film di Fellini.
2)    Il secondo nucleo è dedicato al racconto dei compagni di viaggio del regista, reali, immaginari, collaboratori e no.
3)    Infine il terzo nucleo sarà dedicato alla presentazione del progetto permanente del Museo Internazionale Federico Fellini.
Dopo l’allestimento riminese, la mostra comincerà il suo viaggio e arriverà a Roma il prossimo aprile 2020 a Palazzo Venezia, per poi varcare i confini nazionali con esposizioni a Los Angeles, Mosca e Berlino.
La Mostra presenterà tanto materiale inedito che restituirà al visitatore l’immaginario felliniano. Tra le varie sezioni che la compongono, una presenterà il materiale del Fondo Nino Rota, il celebre compositore che ha collaborato con Fellini su molti film. In particolare sarà esposta, per la prima volta, una serie di taccuini originali sui quali Rota appuntava le indicazioni del Maestro sulla musica che avrebbe dovuto accompagnare ed esaltare le sue scelte registiche.
E ancora, tra i materiali inediti, sarà esposta la primissima sceneggiatura di quello che poi sarebbe diventato Amarcord, intitolato “Il borgo”, in una prima stesura, e la sceneggiatura di Otto e mezzo di proprietà di Lina Wertmuller, che fu assistente alla regia di Federico Fellini proprio in quel film.

1)    il primo racconta la Storia d’Italia a partire dagli anni Venti-Trenta

Se l’Italia è diventata per tutto il mondo il paese della Dolce Vita lo si deve al suo sguardo unico e inconfondibile. Pochissimi artisti sono riusciti a rappresentare l’intera storia del nostro Paese come ha fatto Fellini. Un artista che attraverso il cinema è riuscito a inventare un mondo intero, creando un immaginario capace non solo di raccontare la propria generazione – quella di chi ha vissuto le più importanti tappe del Novecento – ma anche di entrare in contatto con quelle successive. Fellini ci ha mostrato come, viaggiando a ritroso nel tempo, si possono trovare magici suggerimenti per comprendere il presente. La sua eredità è ancora dinamica e viva nel linguaggio artistico e creativo contemporaneo. ‘Tutto si immagina’ non è solo una celebre espressione del regista riminese, genio immortale, ma la chiave di volta per fotografarne l’eredità artistica e creativa attuale e senza tempo.

 A 100 anni dalla sua nascita, Rimini si prepara a celebrarlo per un intero anno con una serie di iniziative che partiranno a metà dicembre con una grande mostra nelle sale di Castel Sismondo (antica residenza dei Malatesta, signori di Rimini) e proseguiranno tutto il prossimo anno per culminare nell’apertura, a dicembre 2020, nel più grande progetto museale a lui interamente dedicato.
 
Rimini è alla vigilia di un anno che sarà interamente consacrato al segno felliniano del “tutto si immagina”.
 
L’esposizione “Fellini 100 Genio immortale. La mostra” Rimini, Castel Sismondo, 14 dicembre 2019 – 15 marzo 2020
Ad aprire le celebrazioni sarà la Mostra itinerante “Fellini 100 Genio immortale. La mostra”, che si inaugurerà a Rimini il 14 dicembre 2019, riportando in primo piano memorie, emozioni, fotogrammi, scene, suggestioni provenienti da quel mondo straordinario capace di dirci tutta la verità su noi stessi con l’irresistibile fascino universale del sogno.
 

“Fellini 100 Genio immortale. La mostra”, progettata da Studio Azzurro di Milano, sarà allestita a Castel Sismondo, parte della sede futura del Museo Fellini, e ruoterà attorno a tre nuclei di contenuti, nella cornice di un allestimento scenografico innovato per passare poi al dopoguerra e finire agli anni Ottanta attraverso l’immaginario dei film di Fellini.
2)    Il secondo nucleo è dedicato al racconto dei compagni di viaggio del regista, reali, immaginari, collaboratori e no.
3)    Infine il terzo nucleo sarà dedicato alla presentazione del progetto permanente del Museo Internazionale Federico Fellini.
 
Dopo l’allestimento riminese, la mostra comincerà il suo viaggio e arriverà a Roma il prossimo aprile 2020 a Palazzo Venezia, per poi varcare i confini nazionali con esposizioni a Los Angeles, Mosca e Berlino.
 
La Mostra presenterà tanto materiale inedito che restituirà al visitatore l’immaginario felliniano. Tra le varie sezioni che la compongono, una presenterà il materiale del Fondo Nino Rota, il celebre compositore che ha collaborato con Fellini su molti film. In particolare sarà esposta, per la prima volta, una serie di taccuini originali sui quali Rota appuntava le indicazioni del Maestro sulla musica che avrebbe dovuto accompagnare ed esaltare le sue scelte registiche.
 
E ancora, tra i materiali inediti, sarà esposta la primissima sceneggiatura di quello che poi sarebbe diventato Amarcord, intitolato “Il borgo”, in una prima stesura, e la sceneggiatura di Otto e mezzo di proprietà di Lina Wertmuller, che fu assistente alla regia di Federico Fellini proprio in quel film.
 
Sfileranno gli abiti di moda ecclesiastica di Roma accanto ai costumi del Casanova, per i quali lo scenografo Danilo Donati ottenne l’Oscar. Sarà esposto, sempre dal set di Casanova, il ciak originale, uno dei prestiti della Fondazione Fellini di Sion, con la quale il Comune di Rimini ha siglato un protocollo di intesa. Altri prestiti provenienti dall’archivio fotografico di Elisabetta Catalano e dalle collezioni private di due maestri della fotografia, come Tonino Delli Colli e Giuseppe Rotunno, riempiranno le sale dedicate ai compagni di viaggio di Fellini, mentre le immagini di brani di repertorio dell’Istituto Luce e di Teche Rai scorreranno accanto alle sequenze del film del regista riminese in un rinvio da cui riemergeranno gli ultimi cento anni della storia del nostro paese. Anche dall’archivio dell’Associazione Tonino Guerra ci saranno materiali inediti appartenuti al poeta, scrittore e sceneggiatore nato a Santarcangelo nel 1920, testimonianza di un incontro umano e professionale che ha segnato il cinema e la cultura italiana.
 
Una mostra inedita su Fellini, perché porta al centro del proprio percorso la visione dei film, e questo grazie alla partecipazione sia dei produttori più o meno recenti (come Cristaldi, Titanus, De Laurentiis, Grimaldi, Rai Cinema) sia di coloro che in questi anni, come Mediaset, hanno custodito e tutelato una parte considerevole della filmografia.
 
Il Museo permanente.
Ma l’appuntamento del centenario sarà anche l’occasione per porre le fondamenta del Museo Internazionale Federico Fellini. Un’esposizione permanente che aprirà a dicembre 2020 con l’ambizione di diventare per il pubblico di tutto il mondo il luogo dove poter incontrare e riscoprire l’universo inimitabile di Federico Fellini.
 
Il Museo Internazionale sarà, infatti, il più grande progetto museale dedicato al regista riminese e coniugherà la poesia del cinema felliniano con le tecnologie e le scelte urbanistiche più innovative.
 
Un progetto ambizioso, che, nel mescolare poesia e tecnologia, intende restituire tutto quello che il cinema ha voluto essere fin dalla sua origine e che i film di Fellini esprimono nel modo più compiuto: stupore, fantasia, spettacolo, divertimento. Un Museo dell’immaginario che interpreterà il cinema del regista non come opera in sé conclusa, ma come chiave del “tutto si immagina”.
 
Il Museo Fellini ruoterà intorno a tre poli: Castel Sismondo, la rocca del Quattrocento al cui progetto contribuì Filippo Brunelleschi; Palazzo Valloni, un edificio di origine settecentesca recentemente restaurato, dove a piano terra ha sede il mitico cinema Fulgor dove Fellini vide i primi film; il terzo e ultimo asse è costituito da una grande area urbana, una vera e propria Piazza dei Sogni, che, attraverso un percorso di installazioni e scenografie felliniane, farà non solo da tessuto connettivo, ma da creativo ‘fil rouge’ tra questi due edifici dallo straordinario valore architettonico e simbolico.
 
Gli spazi di Palazzo Valloni e di Castel Sismondo, così interconnessi, diventeranno il luogo di una narrazione coinvolgente attraverso film, documentari, interviste e ancora sceneggiature, lettere, spartiti, oggetti di scena e insieme a questi i disegni – che tanta parte hanno avuto nel processo ideativo del Maestro – e i costumi, a documentare anche la qualità e l’originalità delle collaborazioni e delle maestranze coinvolte in ognuno dei progetti di Fellini.
 
Le soluzioni ad altissima tecnologia, si intersecano nel castello, nel Fulgor, nelle piazze, a meravigliose ‘macchine’ e installazioni in bilico tra l’età d’oro del cinema e anticipazioni di futuro. Da questo ‘incontro’ scaturiscono scenari di grande poesia universale che, attraverso sofisticati processi di realtà aumentata, vengono condivisi dai visitatori, non più chiamati solo a ‘guardare’ ma a ‘vivere’ completamente gli spazi. La sala della nebbia di ‘Amarcord’ con l’incontro con il nonno, le pagine del Libro dei Sogni che, grazie a un soffio, si spargono virtualmente nella stanza, la grande ‘vela dell’acqua’, un enorme schermo cinematografico ‘liquido’ sul quale rivivrà il passaggio del Rex, una delle scene più emozionanti di ‘Amarcord’.
 
Alla progettazione del Museo Internazionale Federico Fellini, inserito dal MIBACT tra i grandi progetti nazionali beni culturali e sostenuto da un comitato tecnico-scientifico composto da Paolo Fabbri, Vincenzo Trione, Luca Beatrice, Mario Sesti, Laura Delli Colli, Stefano Della Torre, Francesca Fabbri Fellini e Sergio Metalli, ha concorso un raggruppamento di imprese e professionisti guidato da Lumiere & Co. e Anteo,  ideazione, progetto artistico multimediale  e messa in scena  di Studio Azzurro, curatori Marco Bertozzi e Anna Villari, progetto architettonico e allestitivo di Orazio Carpenzano e Tommaso Pallaria.
 
Il Logo Fellini 100 firmato da Paolo Virzì.
Tutte le iniziative che festeggeranno il centenario sono raccolte sotto l’etichetta di “Fellini 100”, il cartellone delle celebrazioni felliniane coordinato dal Comitato Nazionale (costituito da Ministero dei Beni e delle Attività Culturali – Direzione Generale Cinema, Ministero degli Affari Esteri – Direzione Generale per la promozione del sistema Paese, Regione Emilia Romagna, Comune di Rimini, Fondazione Cineteca di Bologna, Istituto Luce / Cinecittà, Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia / Cineteca Nazionale, Fondazione Maria Adriana Prolo/Museo Nazionale del Cinema di Torino) e che ha adottato come proprio logo un disegno del regista Paolo Virzì ispirato a una delle foto più famose della storia del cinema: Fellini domatore (di personaggi, di fantasie, di ossessioni) sul set di 8 ½, scattata da Tazio Secchiamoli.
 
Il commento del Sindaco di Rimini Andrea Gnassi
“Questa mostra, dedicata al genio immortale di Federico Fellini, è il primo passo di un traguardo ambizioso – commenta il Sindaco di Rimini Andrea Gnassi. Quello che vuole restituire l’universo creativo e umano del Maestro riminese attraverso la chiave primaria dell’immaginazione, che attraversa ogni tempo, e che si nutre permanentemente di tradizione e modernità. Il Museo Internazionale Federico Fellini, che aprirà i suoi battenti a Rimini nel 2020, centenario del Maestro, e che ospiterà in collezione permanente anche l’esposizione che presentiamo oggi, ha il dichiarato obiettivo di non essere una sequenza di teche. Semmai un luogo visionario in continuo divenire, dove la ricerca, l’approfondimento, l’apporto incessante di arte e artisti di ogni Paese si combini con l’innovazione, la tecnologia, per esaltare non soltanto la memoria ma l’eredità di Fellini. Federico Fellini è ancora oggi, a guardare film, advertising, arte contemporanea, uno degli artisti più dichiaratamente citati e soprattutto evocati. Rimini si appresta a inaugurare una mostra e un museo diffuso dinamico, che ambisce a diventare un centro di interesse mondiale anche per la sua unica location: il castello malatestiano, il palazzo del cinema Fulgor, la grande area urbana outdoor tra il monumento e l’edificio. Un viaggio trasversale tra i secoli, la storia e la creatività. Il Museo Fellini dovrà avere lo stesso ruolo e centralità del Museo Guggenheim per Bilbao. Un motore e attrattore di cultura e d’arte, che ha l’ambizione di coprire un suo spazio preciso nella grande rete museale internazionale. Non solo: l’intero sviluppo della città di Rimini si snoderà intorno alle ramificazioni di ogni tipo che garantirà questo spazio culturale unico al mondo, in armonia con gli altri straordinari contenitori culturali della città. ‘Tutto si immagina’. Questo diceva Fellini e questa sarà la chiave con cui ci apprestiamo a celebrare questo centenario”.


 

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A 100 anni dalla nascita del Maestro del cinema Federico Fellini, Rimini si prepara a celebrarlo per un intero anno con una serie di iniziative che partono da sabato 14 dicembre con la grande mostra nelle sale di Castel Sismondo. 

L’esposizione “Fellini 100 Genio immortale. La mostra” è una mostra itinerante che, dal 14 dicembre 2019 sino al 15 marzo 2020, riporta in primo piano memorie, emozioni, fotogrammi, scene, suggestioni provenienti da quel mondo straordinario capace di dirci tutta la verità su noi stessi con l’irresistibile fascino universale del sogno.

L’inaugurazione della mostra è  prevista per sabato 14 dicembre alle 17.30 alla presenza del sindaco Andrea Gnassi, dei curatori della mostra, Marco Bertozzi e Anna Villari e di alcuni ospiti in rappresentanza del mondo della cultura e dell’arte italiane come il paroliere e produttore discografico Mogol, la stilista Alberta Ferretti, la giornalista e nipote del Maestro Francesca Fabbri Fellini e il compositore Andrea Guerra, figlio del poeta e sceneggiatore Tonino Guerra. (da Rimini turismo)

Di più

https://www.mostrafellini100.it/

 

Forbes racconta il nuovo rinascimento di Rimini nel segno di Fellini
È la conferma – dopo New York Times, Guardian e gli articoli del resto della stampa internazionale – della forza del nome Fellini e della direzione di marcia imboccata dalla città. Rimini come destinazione nel mondo per chi cerca arte e cultura

“The true Italy is where people live like Italians, where Italians take vacations.”

https://www.forbes.com/sites/irenelevine/2019/12/17/the-new-renaissance-of-rimini-inspired-by-fellini/?fbclid=IwAR3aWU1695PErSL-x8bpcu_RwungtyDjqbgonlyLtfACAou6M2udaUz5zsE

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‘Se non è vero – mi disse – è come se lo fosse’. Allora, da quel momento, io non volli verificare più nulla di ciò che Fellini andava raccontando, del resto i suoi racconti erano tutta la sua verità”.
RenzoRenzi

Figura esemplare di critico cinematografico, scrittore, cineasta, divulgatore e organizzatore culturale, Renzo Renzi è stato tra i fondatori della Cineteca di Bologna.
Lo ricordiamo nel centenario della nascita (13 dicembre 1919-17 ottobre 2004) con un programma di proiezioni e con una mostra, allestita nell’atrio del Lumière e nella biblioteca a lui intitolata, che testimonia la sua amicizia con  Federico Fellini.
Introducono la figlia di Renzo, Lisetta Renzi, Gian Luca Farinelli, Vittorio Boarini e Giacomo Manzoli (Università di Bologna).

Nella gallery, un assaggio della mostra ‘Federico Fellini per Renzo Renzi’, allestita nell’Atrio del Cinema Lumière fino al 31 gennaio 2020 (ingresso libero), con oltre ottanta disegni di Fellini appartenenti alla collezione privata di Renzi.

http://www.cinefiliaritrovata.it/la-lezione-immortale-di-renzo-renzi/?fbclid=IwAR14QYs4ZinvBtKAI7eKpHydUlZ2Pf6lwH8xS-Xn0igVSgj7vVlntlfFg2s

due disegni di Federico Fellini il primo per lo Sceicco Bianco, il secondo un disegno di Renzo Renzi le due foto sono dell’inaugurazione del cinema Fulgor, 2017 dove i personaggi di Fellini sono stati portati in vita da attori

 

 

 

 

 

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Alla Biennale del disegno di Rimini ha partecipato con il suo video Diego Zuelli con un lavoro dedicato a Federico Fellini (con un’opera precedentemente presentata nel 2013 nel Foyer del teatro Galli di Rimini )  e plasmato, come dice il curatore Leone Gualtieri “nella più alta  disciplina tecnologica e interamente dedicato alla suprema finzione che Federico Fellini mise in scena nel proprio cinema…Le parti non vere (che dà il titolo al video) sembrano sei giochi d’arte illusoria  che esordiscono con la sparizione del prestigiatore.”

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