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Posts Tagged ‘Festival della fotografia europea di Reggio Emilia 2018’

Licia Faggella ,coordinatrice di un gruppo di lettura bolognese si è recata in viaggio in Iran ed ha tenuto una corrispondenza per immagini per mostrare il bellissimo Paese.

Parallelamente, al festival della fotografia europea di Reggio Emilia l’ospite d’onore è stata la fotografia iraniana, entrambe le occasioni ci offrono uno sguardo sull’Iran .

Iran nelle foto di viaggio di Licia Faggella

Festival della fotografia europea di Reggio Emilia : uno sguardo sull’Iran

Il  30 aprile 2018 ore 21.00 evento dedicato al regista Abbas Kiarostami

al Cinema Rosebudvia Medaglie d’Oro della Resistenza, 6, Reggio Emilia76 minuti e 15 secondi con Abbas Kiarostami (76 Minutes and 15 Seconds with Abbas Kiarostami) regia di Seifollah Samadiam (Iran, 2016) 76′ v.o. sott. ita.

Film di montaggio appositamente realizzato da Seifollah Samadian, fedele amico e storico collaboratore del regista che, per oltre venticinque anni ne aveva filmato l’attività e raccolto le riflessioni sul cinema, la fotografia, l’arte e la vita.

La serata sarà presentata da Marco Della Nave, autore de Il Castoro dedicato ad Abbas Kiarostami.

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Domenica 10 giugno arriva a Reggio Emilia Italia Photo Marathon, l’evento che coniuga  la passione per la fotografia e la promozione del territorio. Può partecipare chiunque sia dotato di un mezzo fotografico digitale, l’appuntamento è per domenica 10 giugno al Click Point allestito in Piazza Prampolini alle ore 10.

Ma come funziona questa originale maratona? Durante l’arco della giornata verranno assegnati 9 temi fotografici e 1 tema video, i maratoneti dovranno farsi guidare dai temi per ricercare e immortalare elementi inusuali e punti di vista originali della città.

Si può decidere se partecipare solo alla categoria “foto”, solo alla categoria “video” o a entrambe, le foto scattate e i video fatti durante la giornata dovranno essere poi caricati entro la mezzanotte di lunedì 11 sul portale dell’evento. Una giuria valuterà tutti i risultati e decreterà i vincitori per coerenza al tema, correttezza formale e creatività. Tantissimi premi in palio come macchine e attrezzature fotografiche, buoni acquisto e abbonamenti!

La quota di partecipazione è di 15€ e comprende il kit di gara e la maglietta ufficiale dell’evento.

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 Una sala al centro degli eventi della fotografia europea di Reggio Emilia presso la Banca d’italia vede il coinvolgimento del Mast di Bologna . E’ esposta  la mostra MAST Foundation for photography grant on industry and work, dedicata ai lavori di quattro fotografi (che hanno esposto le loro collezioni al Mast nei giorni scorsi)  che affrontano le tematiche dell’immagine dell’industria e del suo ruolo sociale ed economico come luogo dove avviene il lavoro, ma espandendo anche lo sguardo all’impatto dell’industria sulla nostra cultura. La mostra è dedicata ai lavori di quattro fotografi di giovane età provenienti da tutto il mondo: Mari Bastashevski (Russia), Sara Cwynar (Canada), Sohei Nishino (Giappone) e Cristobal Olivares (Cile). Nishino e Cwynar sono stati nominati vincitori a pari merito del concorso GD4PhotoArt, che da quest’anno prende il nome MAST Foundation for photography grant.

Le mostre affrontano, da punti di vista e con prospettive totalmente diversi, il tema dell’importanza del lavoro e dell’industria, proponendo scorci su questo tema che parlano anche delle differenti sensibilità degli autori degli scatti, sia per i temi trattati (dagli zuccherifici abbandonati in riva al Po fino all’abbandono delle case alla città di Flint, in Michigan, la cui acqua è contaminata, fino ai prodotti dell’industria che giocano con la nostra psicologia) che per lo stile delle immagini.

Mari Bastashevski, Sara Cwynar, Sohei Nishino e Cristóbal Olivares fanno luce su quattro realtà geografiche e umane che riflettono le rapidissime trasformazioni in atto nel mondo a livello economico e produttivo e le loro implicazioni ambientali, sociali, ed etiche nella vita di ciascuno di noi.

Dobbiamo continuamente prendere atto di quanto siano scarse le nostre conoscenze sul mondo della progettazione, dello sviluppo, della produzione, del marketing e della vendita di prodotti, di quanto sia limitata la circolazione di immagini provenienti da questi settori.

A grandi passi, la ricerca, la tecnologia e la finanza hanno reso astratto il nostro mondo. Tanto più importante ed essenziale diventa allora visualizzarlo: solo restituendolo attraverso le immagini possiamo tentare di seguirne i percorsi, di comprendere gli aspetti più radicali della digitalizzazione, l’apertura di nuovi ambiti, nuove conoscenze, nuovi materiali e nuovi modelli finanziari. E la comprensione del mondo è condizione primaria ed essenziale per l’esistenza di un cittadino adulto e responsabile in una società libera e democratica.

http://www.mast.org/MASTPHOTOGRANT
Le prime due immagini  sono tratte dal video della regista Enza Negroni e si riferiscono a Sara Cwynar  con alcuni particolari della fabbrica di cosmesi e la voce dell’autrice commenta l’uso del colore

Cristóbal Olivares parla dei profughi boliviani  e promesse non mantenute dei contrabbandieri che li fanno fuggire

Sohei Nishino fotografa il  Po

Urs Sthaler il curatore delle mostre con gli autori al Mast alla presentazione delle mostre

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Il Festival della Fotografia europea di Reggio Emilia mette al centro la sperimentazione fotografica e l’uso della fotografia per un patrimonio collettivo di storia comune è il caso della  su Lenin Montanari i cui curatori della mostra Giovanni Braglia e Guglielmo Gioni hanno vinto il concorso Off

Storia di Lenin Montanari : contadino, poeta uomo libero .

I talentuosi vincitori del concorso OFF 2017 tornano con un progetto dedicato a un personaggio singolare che, in una cittadina della Bassa, ha costruito la propria rivoluzione.

La Rivoluzione bolscevica del 1917 fu un momento epocale in grado catalizzare timori, speranze e azioni di milioni di uomini. Anche a migliaia di chilometri di distanza. Anche per i decenni successivi. Così può capitare ancora oggi di trovare in giro per il mondo numerose biografie in qualche modo toccate dagli eventi dell’Ottobre.
Tra queste ce n’è una nella campagna poco distante da Reggio Emilia. Nella cittadina di Bagnolo in Piano vive Lenin Montanari. Il nome che gli è stato dato una settantina d’anni fa implicava già un’origine precisa (il mondo rurale emiliano del dopoguerra con il suo desiderio di emancipazione) e un destino probabile: una vita all’insegna dell’ideale indicato del garante carismatico della Rivoluzione.

Montanari, contadino e poeta, ha deviato dalla “linea di condotta” prefigurata. Si è legato alla terra, ad alcuni valori saldi, a un modo di vivere solitario e discreto, lontano dai clamori dell’attualità, dalle seduzioni del progresso e dell’impegno comunemente inteso.

I giovani Tommaso Giovanni Braglia e Guglielmo Gioni, già vincitori del circuito OFF 2017, hanno raccolto i segni di questa epica personale e costruito il racconto di un altro modo di intendere l’utopia. Tante, infatti, sono le strade per conquistare il Palazzo d’Inverno…

L’intervista a Guglielmo Gioni curatore del catalogo, assieme a Giovanni Braglia del catalogo su Lenin Montanari

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La fotografia di Elio Ciol (1929-)  è un racconto fatto di luoghi e personaggi, protagonisti della storia che le rivoluzioni e gli ideali contemporanei stanno trasformando. Le rovine delle città archeologiche libiche e siriane come Palmira e Leptis Magna sono piena testimonianza di queste alterazioni del tempo e della società, ma negli scatti di Ciol conservano, intatto, il fascino della storia. Un fascino che si ritrova soprattutto nei paesaggi, in cui Ciol ha totalmente rivoluzionato la sua narrazione fotografica scomponendo le immagini in dittici e trittici per far si che le figure e i luoghi dialoghino tra loro, per far comprendere quel profondo e atavico rapporto che lega l’uomo alla natura, così come aveva fatto Francesco D’Assisi.

L’incontro con uomini rivoluzionari si è concretizzato a Casarsa, cittadina friulana di cui è figlio, dove ha conosciuto e immortalato lo spessore e la profondità di Pierpaolo Pasolini, uno tra i più importanti e rappresentativi intellettuali del XX secolo che ha saputo mettersi in gioco con la sua passione e il suo coraggio.

Nelle immagini di Ciol il mondo contadino e popolare, il legame spirituale che unisce l’uomo al mondo, fa da sfondo alle utopie contemporanee che i musei e le collezioni fotografiche internazionali hanno scelto di raccogliere.

https://www.fotografiaeuropea.it/fe2018/mostra/elio-ciol/

 

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