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Posts Tagged ‘foto e articolo di Umberto Faedi’

Serata davvero particolare alla sede storica delle Cucine Popolari di Via Battiferro che proprio in questi giorni ha festeggiato il suo quarto compleanno. La serata è dedicata a Yasmeen, una bella e tenace ragazza Palestinese che ha perso una gamba quando aveva tre anni investita da un camion dell’esercito israeliano. Grazie ad una serie di aiuti erogati generosamente dalla Regione Emilia-Romagna che ha pagato la protesi realizzata dal centro di Vigorso nei pressi di Budrio, famoso in tutto il mondo per l’altissima professionalità e da sempre all’avanguardia nello studio e nella realizzazione delle protesi, dal Rotary Club di Bologna che ha organizzato raccolte di fondi, da AssoPace Palestina che ha curato il suo arrivo e la sua permanenza a casa di volontari ed amici delle Cucine Popolari, Yasmeen ha potuto cambiarla per realizzare il suo nuovo progetto: scalare l’Everest. Da sempre appassionata della montagna non ha potuto sviluppare la sua passione in Palestina scalando le colline vicino a casa sua a causa dell’esercito di occupazione israeliano e dei coloni ostili. È riuscita a scalare il Kilimangiaro e ha piantato orgogliosamente la Bandiera Palestinese sulla cima e ora vuole scalare l’Everest con la nuova protesi. Per Yasmeen dentro ciascuno di noi c’è una montagna che dobbiamo scalare, se non lo facciamo resteremo fermi per tutta la vita. La cena è stata preparata dalla Caffetteria Araba Al Salam di Via Centotrecento 24 e dai volontari delle Cucine Popolari.

Umberto Faedi

Nelle foto di Umberto Faedi

Yasmeen con Luisa Morgantini ed Ermanno Marchi Mari

un gustoso tipico piatto palestinese

pita, simile alla nostrana piadina

riso con pollo e spezie

 

 

 

 

 

Nel

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Il pranzo che segue la degustazione dei vini del territorio al Marina di Petrolo Resort & Spa si tiene al Booga Wooga. Siamo affacciati sul porto di Castellamare del Golfo e iniziamo col Traminer Aromatico e Sauvignon Blanc 2018 Kike’ 13° IGT Terre Siciliane che evidenzia frutta bianca matura, fiori bianchi molto spiccati, colore giallo oro brillante. Lo abbiniamo con un ottimo antipasto misto di mare molto ben selezionato. I mezzi paccheri con polipo, bottarega e crema di patate sono veramente squisiti e delicati. Busiate al nero di seppia con pomodorini veramente deliziose le abbiniamo con Grillo DOC 2018 Tenuta Orestiadi 12,5°. Molto intenso e profumi di fiori bianchi. Concludiamo con una deliziosa cassata. Nel pomeriggio il parco della Villa Comunale ospita alle 18.00 la consegna dei Premi Packaging 2019. Finita la cerimonia della consegna dei premi alle Cantine, ai distillatori e liquoristi, ai produttori d’olio e al Divulgatore dell’Anno 2019 lo Chef Pino Maggiore del Ristorante Cantina Siciliana di Trapani ha preparato in piazza per tutti il Cuscusu Trapanese in abbinamento con i pani artigianali di Peppe Martinez. La Cantina Siciliana è aperta dal 1958 e Pino Maggiore propone un cuscusu nel solco della centenaria tradizione trapanese. Tutti i giorni viene preparata la semola incocciata che viene unita al brodo di pesce: altro che il cuscus nelle buste. Il ristorante è aperto tutti i giorni in pieno centro di Trapani in Via Giudecca. Peppe Martinez conduce il forno in Via Salemi a Trapani assieme alla sua famiglia: ha ben 27 tipi di pane in repertorio tutti a base di grano Senatore Cappelli, fra i quali pane alla barbabietola, pomodoro secco e peperoncino, curcuma, mais e semi di coriandolo, papavero e girasole, ortiche con fiocchi d’avena, riso venere, grani antichi siciliani, tutti i pani sono impastati con lievito madre. La pagnotta Senatore Cappelli 90% idratazione e 18 ore di fermentazione ha tre ore di cottura e la Tumminia in purezza è preparata con aggiunta di grano arso, farina di carrube e mosto cotto di uve nere. La cena a chiusura della Settima Edizione del Premio si tiene al Ristorante Burgo. Antipasto misto di pesce precede una squisita lasagna di pesce spada e melanzane con basilico e menta. E poi Busiate ai gamberi, bottarega e uova di pesce san pietro e fritto misto. Abbiniamo Zibibbo Moscato di Alessandria IGT Terre Siciliane 2018. Chiudiamo con un cannolo siciliano scomposto. Gli ospiti e i giornalisti durante i giorni del Premio Mediterraneo Packaging hanno assaggiato e apprezzato nei ristoranti che li hanmo ospitati la pasta della Antica Maccheroneria che ha sede a Rocca San Felice in provincia di Avellino. La pasta della Antica Maccheroneria è ottenuta con procedimenti strettamente tradizionali e prevede, oltre i formati classici, formati speciali e una linea di pasta integrale. I pastai hanno unito il macchinario storico a un moderno supporto tecnologico. Le trafile in bronzo e una asciugatura lunga e delicata della pasta a bassa temperatura conferiscono colore, gusto, profumo e sapore ad ogni confezione. Arrivederci al Premio Mediterraneo Packaging 2020.

Umberto Faedi
 

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Siamo al Borgo delle Vigne per la consegna del Premio Packaging 2019 al Rosato Brut Spumante Letizia della Cantina Gaggioli. Mentre sorseggiamo come aperitivo il Pignoletto Frizzante DOCG 11,5° Colli Bolognesi 2018 arriva Davide Dall’Omo neo sindaco di Zola Predosa. La bottiglia Letizia Spumante Brut Rosato ha vinto in virtù della etichetta di Umberto Sgarzi, noto artista bolognese e del contenuto: un vino gradevole, profumato e con un colore meraviglioso. Francesco Turri editore di egnews e il sindaco di Zola Predosa Davide Dall’Omo hanno consegnato a Letizia e Carlo Gaggioli la targa del Premio Mediterraneo Packaging 2019. Ci accomodiamo a tavola per gustare la cucina del ristorante Borgo delle Vigne magistralmente diretto da Letizia Gaggioli. Arrivano croccanti crescentine abbinate al gustoso salume di Franceschini di Savigno e ai salumi di Zivieri, mentre i formaggi di capra sono dei Piani di Feltrin e i bovini del Podere Forca di Savigno, i formaggi di pecora di Gianni Colo’ vengono da Castello di Serravalle. Li abbiniamo con il Rosato Brut Letizia e il Barbera Frizzante DOC Colli Bolognesi 12,5°con i trionfali ravioli con ripieno di patate e ricotta salata del Podere La Forca. Degustiamo in anteprima il Fermo Pignoletto Colli Bolognesi DOCG Superiore 2017 che dichiara 12,5°. L’etichetta è di Gino Pellegrini, grande artista e scenografo che ha lavorato a Hollywood con registi quali Stanley Kubrick e grande amico di Carlo Gaggioli come Umberto Sgarzi. Belllissimo colore giallo paglierino dorato, sentori intensi di fiori, biancospino soprattutto, e frutta bianca, pera, mela e banana. Al palato si rivela secco davvero, pieno, pulito, intenso e persistente. Deliziose patate arrosto con la buccia e caponata di melanzane accompagnano roast beef e squisite zucchine ripiene di ricotta e uova, parmigiano, crema di fiori di zucca e zafferano. Chiudiamo la serata con un trionfale sorbetto di cocomero veramente straordinario.

Umberto Faedi

nelle foto di Umberto Faedi dall’alto

Da sinistra il Sindaco di Zola Predosa, Francesco Turri, Letizia Gaggioli, Luca e Carlo Gaggioli

Da sinistra Letizia Gaggioli, il Sindaco di Zola Predosa, Francesco Turri e Carlo Gaggioli

Le crescentine

il tagliere degli affettati

I ravioli con ricotta salata del Podere La Forca

Il roast beef con l’involtino di melanzana

Le zucchine ripiene di uovo, patate e ricotta salata

la caponata

le patate arrosto con la buccia

il Barbera frizzante

Il Rosato Spumante Brut Letizia vincitore del Premio Mediterraneo Packaging 2019

Fermo Pignoletto Superiore DOCG Colli Bolognesi

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Ritorno a Castellammare e nel tardo pomeriggio degustiamo i vini sperimentali dell’ IRVO – Istituto Regionale della Vite e dell’Olio al Marina di Petrolo Resort & Spa per un viaggio nella viticoltura e nella enologia sperimentale siciliana. I vini provengono da tre terreni vitati coltivati da IRVO. La degustazione è a cura degli enologi Antonio Sparacio e Salvatore Sparla della Unità Operativa Ricerca, Sperimentazione, Trasferimento e Innovazione IRVO. Iniziamo con uno Spumante di Catarratto Lucido Metodo Classico 2014 con 45 mesi di permanenza sui lieviti. Vitigno descritto da Plinio come Uva Redica è ben noto fin dalla metà del 1600. Colore giallo dorato non troppo spiccato, sentori di frutti e fiori bianchi, al palato si mostra molto secco e deciso, spiccata acidità, persistente.

Perlage fine e persistente. In Sicilia ci sono 50 cantine che fanno vini spumanti con una produzione annuale complessiva di 1 milione di bottiglie. Passiamo a Lucignola 2018. Vitigno ottenuto per libera impollinazione fra Sangiovese e altro vitigno sui Monti Nebrodi. Colore rosso rubino con unghia violacea. Sentori di frutta rossa non tanto evoluta, tabacco, pepe verde. I terreni sono molto argillosi ad una altitudine di 500 metri.

Bracau 2018 proviene dalla zona dell’Etna nel catanese. Rosso rubino con unghia purpurea, note di frutta rossa, pepe bianco, tannino non troppo evoluto. Merlese 2018 incrocio di Merlot e Sangiovese da una idea del professor Cesare Intrieri, grande innovatore della viticoltura dell’Universita’ di Bologna. Colore rosso rubino vivo, unghia violacea, note di frutta rossa e fiori rossi  tabacco, pepe. Persistente e gradevole. Segue Frappato 2018 colore rosso rubino, note di frutta rossa acerba e fiori rossi, molto rude. Il Frappato 2018 Defogliato ha colore rubino carico e unghia purpurea. Forti note di erbaceo e fiori rossi, secco, persistente.

Alla sera siamo a cena con gli enologi alla Braceria 360 in centro a Castellammare per gustare un menù di carne in riva al mare. Quattro riduzioni di frutta e sei tipi di sale vengono portati in tavola. Il Nero d’Avola Quaranta Terre di Bruca 16,5° abbinato con gli antipasti si presenta imperioso e molto profumato. Dopo salumi e formaggi misti, carne cruda e mozzarella di bufala arrostita arriva la carne Baltic frollata e poi messa ad arrostire in un forno chiuso: davvero morbida e gustosissima, quasi si scioglie in bocca La abbiniamo con Nero d’Avola Magaddino 217 con 13,5° molto profumato e morbido.

Chiudiamo la cena con un trionfale Parfe’ di Mandorle e di Pistacchio.
Umberto Faedi

Dall’alto :

La pasta con le sarde

Le Sarde “incannate allo spido”

Il Parfe’ di Mandorle e Pistacchio

Altri antipasti alla Braceria 360

La carne Baltic frollata e arrostita nel forno

Uno degli antipasti della Vecchia Zabbara

Antipasto alla Braceria 360

Il Moscato Pali’ della Cantina Casale del Frate

 

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Castellammare arriviamo!

Partiamo dall’Aeroporto Guglielmo Marconi di Bologna con destinazione Castellammare del Golfo per la 7° Edizione del Premio Mediterraneo Packaging.

Dopo gli adempimenti burocratici con la solita scarsa elasticità di un addetto ai controlli andiamo al punto di ristoro della Famiglia Chiari e facciamo colazione con Crescente calda e Mortadella in attesa dell’imbarco. Arrivati a Palermo ci accompagnano a Castellammare del Golfo, ci sistemiamo e poi raggiungo cari amici a Selinunte accompagnato da Piero Rotolo, anima del Premio Mediterraneo Packaging.

Visito il fantastico Parco Archeologico accompagnato da Rosalba Sciacca e con le preziose esplicazioni del Dr. Giuseppe Messina.

Selinunte è molto vicina al mare: ha antiche origini greche e con i suoi 270 ettari è il più grande parco archeologico d’Europa, fa parte del territorio del comune di Castelvetrano. Su una collina si trova l’Acropoli e su altre colline circostanti molti templi, alcuni dei quali purtroppo crollati in seguito ad eventi sismici nel corso del tempo.

Venne denominata Selinus – sedano dai Greci ed il sedano è l’emblema che compare nelle monete coniate dalla città che fu una delle prime a battere moneta. Fu fondata nel 650 a.c. ed ebbe solo 250 anni di vita prima di essere distrutta dai Cartaginesi. Ebbe influenze fenicie vista la prospicienza al mare e venne poi assorbita, anche se praticamente disabitata, nei domini dei romani.

Le colline conservano l’Acropoli, mura, torri, fortificazioni, due necropoli, l’abitato antico e molti templi. Dopo l’interessante tour nelle colline e la visita al museo, che contiene solo una parte dei reperti dato che sono stati quasi tutti trasferiti al Museo Nazionale Archeologico di Palermo, andiamo a mangiare a Marinella di Selinunte al ristorante Lido Zabbara. Dopo svariati e gustosi antipasti ci portano una ottima pasta con le sarde. Uno sgombro arrosto e sarde “incannate allo spido” come secondo piatto. Ottimo il pane nero di Castelvetrano. Abbiniamo il Moscato Secco Gnuri della Cantina Casale del Frate di Partanna. Bel colore giallo dorato intenso, sentori di fiori e frutta bianca evoluta. Intenso e pieno nel palato, molto gradevole, ottimo mariage.
Umberto Faedi

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Gli Oli DOP Extravergini della Liguria in sei diverse versioni a seconda del territorio si sono presentati al Ristorante dell’ Hotel “I Portici” in Via Indipendenza a Bologna.

Sono 600 gli aderenti al Consorzio che riunisce tutti i settori della filiera della Riviera di Levante e di Ponente. La DOP comprende tre sottozone che marcano le differenze e le peculiarità dell’Olio Ligure: Riviera dei Fiori, Riviera del Ponente Savonese e Riviera di Levante. Sei i produttori presenti alla degustazione.

L’Azienda Agricola Santa Barbara è ai piedi del Monte di Portofino a Nozarego. Gli oliveti sono costituiti da piante di Lavagnine e Pignole. Opera da oltre 150 anni ed ha un frantoio moderno a ciclo continuo. L’Oleificio Anfosso si trova a Chiusavecchia di Imperia. Nasce nel 1945 ed è improntato alla modernità con un occhio di riguardo alla tradizione dell’olio della Riviera dei Fiori. Il Frantoio di Sant’Agata di Oneglia risale al 1827 con impiego di risorse umane e animali e negli anni ha saputo adeguarsi ai tempi per ben lavorare le proprie Taggiasche. Lucchi e Guastalli è l’oleificio più recente: 1995. Nel 2002 viene acquisito un antico frantoio nella zona del Magra sulla Via Francigena, territorio dove alberga la cultivar Razzola. Gli Olivicoltori Sestresi si sono accorpati in 23 nel 1978, adesso sono 1660 soci con oltre 600 ettari a oliveto. Il frantoio trasforma in media 10.000 quintali di olive all’anno prevalentemente di varietà Lavagnina. Podere Donzella esiste da svariati decenni nel comune di Castellaro di fronte a Taggia e qui si coltivano da lungo tempo le Taggiasche. Ora l’oleificio sta virando sul biologico  Quindi ci siamo seduti a tavola per assaporare il pranzo preparato appositamente dallo Chef stellato Manuele Petrosino. Una deliziosa panzanella con mozzarella all’Olio Ligure DOP viene servito con un Pignoletto Classico 2016 Terre di Montebudello con 13° La Mancina. Bel colore giallo intenso, sentori di frutta e fiori bianchi. Persistente, giustamente acido bene accompagna i delicati  tortelloni ai 5 pomodori con Pesto all’Olio DOP. La guancia di manzo con patare e spinacini sempre all’Olio DOP Ligure lo abbiniamo con il Lanciotto Merlot DOC 2017 La Mancina Colli Bolognesi. Il pranzo si conclude con una crema brule’, caramello salato, mousse di cioccolato bianco, vaniglia, noci e naturalmente l’Olio Ligure DOP. Sabato 15 e Domenica 16 Giugno il Consorzio di Tutela Olio DOP Riviera Ligure in collaborazione con la Fondazione Qualivita e la Regione Luguria inaugura l’iniziativa Oliveti Aperti allo scopo di far conoscere i luoghi delle cultivar liguri, gli oliveti, i frantoi e gli storici muretti a secco, luoghi poco battuti dal turismo: ottima occasione per conoscere il territorio, le piante, le persone, gli edifici, l’olio e la cucina ligure.

Umberto Faedi

 

 

Le foto sono di Umberto Faedi

dall’alto : Crema brule’, caramello salato, mousse di cioccolato bianco, vaniglia, noci e Olio Ligure DOP

Guancia di manzo con patate morbide e spinacini all’Olio Ligure DOP

Tortelloni ai 5 pomodori e Pesto

La Panzanella all’Olio DOP Ligure

La bottiglia del Consorzio Olio DOP Riviera Ligure

 

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I  giovedì del mese di Maggio sono davvero speciali al Ristorante dell’Agriturismo Borgo delle Vigne a Zola Predosa. Il Borgo delle Vigne è ubicato sulle colline che fanno parte della DOC Colli Bolognesi nel territorio che ha la DOCG del Pignoletto. Oltre al ristorante che si trova in un edificio che ha ospitato il pittore Francesco Raibolini detto Il Francia, il Borgo comprende la cantina presso la quale vengono conferite le uve vinificate dalla azienda agricola Gaggioli, una delle fondatrici del Consorzio dei Colli Bolognesi. Il primo giovedì i formaggi sono stati protagonisti della serata in abbinamento con i vini della cantina alcuni dei quali sono dedicati al pittore detto Il Francia. Il secondo giovedì dedicato ai Sapori Veri, prodotti e protagonisti del migliore artigianato del cibo come li ha definiti Carlo Gaggioli, vede protagonista il Salumificio Zivieri che recentemente ha allargato la sua nuova sede a Zola Predosa. Graziano Zivieri spiega come ha fatto il salame col quale ha vinto il Campionato Italiano del Salame e alcuni altri che lui ha preparato sono stati affettati e degustati. Il Salumificio Zivieri è stato il primo a confezionare salumi di selvaggina. Menù appropriato con crescentine e tigelle che si possono farcire con il pesto montanaro a base Parmigiano Reggiano 36 mesi del Caseificio Santa Lucia di Rocca di Roffeno, gramigna con salsiccia, ottimi salumi, formaggi e sfiziosi contorni. Il tagliere dei salumi comprende Salame Rosa, Salame di cervo, cinghiale e maiale, Mortadella di cinghiale e Prosciuttto crudo di Parma. I taglieri dei formaggi con formaggio tenero, caciotta dolce e Diamante Rosso di Podere Forca di Savigno, caprino fresco e stagionato Fattoria I Piani di Savigno e pecorino stagionato del Caseificio Gianni Colo’ di Castello di Serravalle. Il menù preparato dallo chef e i gustosi salumi sono stati abbinati ai vini della cantina da Letizia Gaggioli che dirige con ottimo estro il ristorante e l’agriturismo. Cominciamo con il Rosato Letizia Spumante 2018 da uve Pinot Nero e Barbera che stanno sulle bucce una notte sola e 40 giorni sui lieviti, 10 gradi. Bellissimo colore rosa cipria, sentori di frutta rossa giovane, molto gradevole al palato. La gramigna paglia e fieno è impastata con ortica selvatica. Proseguiamo con il Francia Brut 2017 11° Spumante Metodo Martinotti 10 mesi sui lieviti Pignoletto 100%. Il Barbera Frizzante con i suoi 11,5° ben si abbina con i salumi più delicati del tagliere e il Benessum Rosso Bologna Riserva 2013 che porta 13,5° si accosta ai salumi più corposi e chiude degnamente la rassegna dei salumi. Un gustoso gelato artigianale al fiordilatte e Saba di Pignoletto e cantuccini del Borgo delle Vigne abbinati all’ Ambrosia Pignoletto Passito concludono il secondo Giovedì con i Sapori Veri. Al prossimo!

Umberto Faedi


 

Le foto di Umberto Faedi dall’alto

L’agriturismo Gaggioli il Ristorante Borgo Delle Vigne

La cantina Gaggioli

Il tagliere dei salumi

Gramigna paglia e fieno  impastata con l’ortica selvatica

Friggione e verdure dell’orto saltate in padella e pesto montanaro

I cantuccini del Borgo Delle Vigne

Il gelato al fiordilatte e saba di Pignoletto del Borgo delle Vigne

Carlo Gaggioli e Graziano Zivieri

Carlo Gaggioli con una partecipante al Giovedì dei sapori veri

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