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Posts Tagged ‘Fotografia e storia’

 

Dopo il film di Clint Eastwood “Flags our fathers” che indaga sulla vita dei soldati che issarono la bandiera americana a Iwo Jima, dopo l’impacchettamento di  Christo del Reichstag , un articolo di Russia Beyond che indaga sulla bandiera rossa issata sul Reichstag a Berlino.

Un incontro con la Storia .

Evgenij Khaldej è l’unico fotoreporter sovietico ad aver lavorato per tutti i giorni del conflitto. Quella sua immagine “costruita”, che immortala la capitolazione della Germania, è diventata celebre in tutto il mondo, ma lui non ha avuto vita facile nel Dopoguerra. Ecco perché
La presa di Berlino simboleggia la vittoria finale sul nazismo e mise il punto finale sulla Seconda guerra mondiale. La sua immagine simbolo fu una fotografia del fotoreporter militare sovietico Evgenij Khaldej (1917-1997) con la bandiera dell’Unione Sovietica issata sul Reichstag, che è stata probabilmente pubblicata su tutti i media del mondo.

Tuttavia, l’incredibile successo della fotografia non rese il suo autore una stella nella sua terra natale. Poco dopo la guerra, fu licenziato, essendo bollato “mediocre”, e praticamente abbandonato all’oblio per molti anni…

Rovine di città, soldati in battaglia e in rari momenti di riposo, civili che avevano perso tutto, molti morti. Khaldej immortalava tutto ciò che vedeva. Riprendeva “la vita vera”, avrebbe detto, e non la propaganda di Stato. Dalla remota e glaciale Murmansk fino a Berlino. Attraversò metà Europa con i soldati sovietici, ma quando entrò a Berlino, non poté fare a meno di provare che tutto ciò non assomigliava a una fine solenne.

“Tutti erano convinti che ciò che avevamo fatto in tutti questi 1.418 giorni sarebbe finito con qualcosa di più grandioso. E invece avevamo di fronte il Reichstag, nero di fuliggine e fumo, e c’era un silenzio incredibile”, così ricordò la conquista di Berlino.

E quando il fotografo e i suoi colleghi raggiunsero il Reichstag, il suo intero perimetro era già costellato di vessilli sovietici della vittoria. Evgenij Khaldej non arrivò al momento giusto per immortalare la famosa fotografia della bandiera, e così decise di metterla in scena, come raccontò anni dopo.

Perché la foto con la Bandiera rossa sul Reichstag non è autentica?

Khaldej portò con sé tre bandiere rosse con la falce e martello. A quanto ha raccontato, erano state cucite utilizzando tovaglie rosse. Arrivato al Reichstag, chiese a tre soldati a caso di reggere la bandiera come se la stessero innalzando per la prima volta. Scegliendo una buona angolatura, scattò ben due rullini, per poter scegliere. Fu così che apparve il simbolo della Grande Vittoria. Il fatto che la foto sia stata messa in scena non ha mai disturbato particolarmente nessuno.

Ora, grazie alla giornalista sappiamo che la tormentata biografia del fotografo Evgenij Khaldej , con la sua leggendaria foto con la bandiera fu venduta per 13.500 $. all’asta

L’articolo di Ekaterina Sinelshchikova

https://it.rbth.com/storia/84548-che-fine-fece-lautore-della-fotografia

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Uno schiavo lavoratore russo liberato dalle forze U.S.A. indica una ex guardia nazista che picchiava brutalmente i prigionieri. 14 maggio 1945, Germania, autore sconosciuto o non fornito © courtesy U.S. National Archives and Records Administration

 

75 anni dalla fine della Seconda Guerra Mondiale – avvenuta ufficialmente il 1° maggio in Italia, l’8 maggio in Europa e il 2 settembre in tutto il mondo – ricomincia “La Guerra Totale. Il Secondo Conflitto Mondiale nelle più belle e iconiche fotografie degli Archivi di Stato americani”, prorogata fino a dicembre 2020.

La mostra riapre i battenti
Con la riapertura dei musei, da lunedì 18 maggio, la mostra è nuovamente visitabile presso la Casa di Vetro (Milano) fino al 27 giugno e, dopo la pausa estiva, è prorogata in autunno dal 2 settembre al 19 dicembre. Tuttavia, resta anche la possibilità di visitarla via web, un’innovativa proposta rivolta a studenti, professori e il grande pubblico, che fa di History&Photography un progetto all’avanguardia nel mondo. L’esposizione racconta la storia del più devastante conflitto che l’uomo abbia mai conosciuto attraverso le fotografie più suggestive, famose e rappresentative degli Archivi di Stato americani – National Archives and Records Administration, Library of Congress, United States Holocaust Memorial Museum, US Navy, US Marines Corp, US Arm e altri.

La proposta formativa

Curata da Alessandro Luigi Perna e prodotta da Eff&Ci – Facciamo Cose, la mostra fa parte di History & Photography, un progetto rivolto al grande pubblico e a scuole e università che ha per obiettivo raccontare la Storia con la Fotografia (e la Storia della Fotografia) valorizzando gli archivi storici fotografici nazionali e internazionali, sia pubblici che privati.A professori e studenti si offrono visite guidate, fotoproiezioni commentate dal vivo (o via web) e la possibilità di utilizzare le immagini (sempre via web) in slideshow manuale per fare lezione in classe sulle lavagne digitali oppure con le modalità della didattica a distanza. Per i suoi contenuti e i suoi aspetti innovativi in campo educational Rai Scuola ha definito il progetto History & Photography “un unicum in Italia (e forse nel mondo)”

https://ilfotografo.it/mostre/la-guerra-totale-la-storia-raccontata-dalla-fotografia/

Dove: La Casa di Vetro, Via Luisa Sanfelice, 3 – 20137 Milano
Quando: 15 febbraio – 27 giugno 2020 / 2 settembre – 19 dicembre 2020
Giorni e orari: Lunedì, mercoledì, venerdì, sabato dalle 15:30 alle 19:30 (ultimo ingresso alle 19:00) – Martedì dalle 15.30 alle 22.00 (ultimo ingresso alle 21:30) – Giovedì e domenica chiuso
Telefono: 02.55.01.95.65
Web: http://www.lacasadivetro.com

 http://www.history-and-photography.com

http://www.effeci-facciamocose.com

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