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Posts Tagged ‘Francesco Guccini’

 

Alla presentazione della Casa della Musica della Repubblica di San Marino, Museo del Violino, di Paolo Bandini, che si è tenuta nei giorni scorsi , un ospite speciale,   alcuni brani di Francesco Guccini adattati al violino l’Ensemble Capicchioni , ospite della serata Francesco Guccini intervistato dal giornalista Umberto Faedi “Il Moschetto”. La foto di copertina del video è di Roberto Serra.

 

 

 

 

 

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Inaugurazione della Casa della Musica : Museo del Violino
Martedì 30 giugno alle 11,30 in Contrada del Collegio , 2 Conferenza stampa .

Il 10 giugno alle 21 al Teatro Titano Umberto Faedi intervisterà Francesco Guccini. E’ previsto un brindisi. Evento gratuito. Solo 250 i posti disponibili

 

foto di Roberta Ricci 

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Una delle canzoni che ha fatto svoltare la musica leggera in Italia è stata Auschwitz di Francesco Guccini (Il bambino nel vento) ognuno, nel juke boxe, correva l’anno 1966, era raggiunto da un episodio mostruoso, la morte ad Auschwitz di milioni di  ebrei nei campi di concentramento, i bambini nel vento erano cenere che usciva dai forni crematori.  La capacità di raccontare e di emozionare con i contenuti forti è un importante dono e Francesco Guccini ne è  dotato. L’episodio dei campi di concentramento veniva assimilato alla cultura di massa grazie alla musica di un ragazzo che la suonava accompagnandosi con la chitarra. Ascoltando le parole veniva veniva a  riaffiorare  la Storia . Erano gli anni in cui le canzoni  influenzavano i sentimenti, la storia dei teenager ed erano le basi musicali per le feste di balera. L’Equipe 84 per eseguirla tagliò una parte importante della canzone, racconta Francesco Guccini, forse la più importante (Ed ora sono nel vento) mentre i Nomadi, Augusto Daolio la cantò in tutta la sua drammatica stesura con quella sua voce con punte drammatiche. E fu un successo.

Anche se sono passati cinquant’anni ancora oggi  Auschwitz appartiene ad un percorso musicale importante, eterno l’ascolto anche delle giovani generazioni,  ed è per questo che Raffaella Zuccari, docente di una scuola media di Gaggio Montano, la II B delle scuola “Salvo D’Acquisto” , ha proposto letture e osservazioni sulla Giornata della memoria il 27 gennaio (il giorno della liberazione dai campi di concentramento)  e, visto che una volta l’anno un’associazione propone un viaggio ad Auschwitz, Raffaella ha proposto ai suoi alunni se il tempo era giusto per affrontare un viaggio ad Auschwitz, coinvolgendo Francesco Guccini, suo marito, che invece ad Auschwitz non c’era mai stato . Occorreva una parte di elaborazione che andasse oltre la tragedia e che riportasse le cose nel giusto binario e così anche mons. Matteo Maria Zuppi, arcivescovo di Bologna, ha affrontato un viaggio per filtrare e indicare una strada nel percorso della sofferenza ai ragazzi. Nene Grignaffini e Francesco Conversano hanno pensato di filmare e rendere visibile collettivamente questo viaggio , è così che è uscita l’idea del film, pensato anche come percorso didattico visto che è stato proiettato ed è visibile su rai storia. Dopo una prima presentazione alla Camera il film è apparso sugli schermi di Rai storia il 27 gennaio alle 21, in prima serata, mentre al MAST il 30 gennaio è stato presentato alla Regione Emilia Romagna che ne ha sostenuto la progettualità.

Hanno partecipato alla presentazione : i registi Nene Grignaffini, Francesco Conversano, Raffaella Zuccari, Mons. Matteo Maria Zuppi (che confessa la sua formazione musicale in questa canzone) Guido Ottolenghi, Presidente del Museo Ebraico di Bologna, il Presidente della Regione Emilia Romagna, Stefano Bonaccini mentre ha condotto il giornalista Aldo Balzanelli.  Francesco Guccini  ha detto che i lager non sono finiti ed è per questo che “ora e sempre resistenza” (di Piero Calamandrei è sempre attuale ).

Grazie agli studenti della scuola media Salvo D’Acquisto di Gaggio Montano, presenti in sala.

La presentazione al MAST

Il film : Son morto che ero bambino 

http://tinyurl.com/zeh3qkl

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Ha avuto luogo, alla Camera dei Deputati  Francesco Guccini  in anteprima nazionale, il film documentario di Francesco Conversano e Nene Grignaffini ‘Son morto che ero bambino’.
Il film, prodotto da Movie Movie, sarà trasmesso da Rai Storia il 27 gennaio alle ore 21.

Siamo andati ad Auschwitz e abbiamo visto il famoso cancello, ‘Arbeit macht frei’, che è curiosamente piccolo, visto nei documentari sembra grandissimo, sembra enorme, ma è piccolo, è stretto ed è questa scritta “Il lavoro rende liberi”, un cachinno irrisorio e violento e disgustoso per questa gente che arrivava e pensava di andare a lavorare. […]
E’ allucinante, veramente un viaggio a Birkenau e ad Auschwitz non si dimentica, non si può dimenticare. E penso con stupore ma anche con grande dolore ai negazionisti, a quelli che non credono a questa cosa, penso con stupore ma anche con dolore a chi ancora sostiene queste assurde teorie, penso con stupore, con meraviglia e con dolore a chi fa ancora razzismo, xenofobia.
D’altra parte l’uomo è un animale curioso, è fatto così… […]”
(Francesco Guccini – 23 gennaio 2017 – Roma – Aula gruppi parlamentari della Camera)

 “Son morto che ero bambino” – I treni della memoria ad Auschwitz
Presso l’Aula dei Gruppi parlamentari della Camera si è svolto l’evento “Son morto che ero bambino” – I treni della memoria ad Auschwitz. L’appuntamento si inserisce all’interno delle celebrazioni del Giorno della Memoria che ricorre il 27 gennaio.
All’incontro, organizzato dai deputati Sandra Zampa e Walter Verini, ha portato il saluto la Presidente della Camera Laura Boldrini. Sono intervenuti Ruth Dureghello, Presidente della Comunità ebraica di Roma, Monsignor Matteo Maria Zuppi, vescovo di Bologna, Raffaella Zuccari, insegnante Istituto Comprensivo “S. D’Acquisto” di Gaggio Montano (Bo), Francesco Guccini, Walter Veltroni, Sami Modiano testimone della Shoah sopravvissuto al campo di sterminio di Auschwitz.
Al termine dell’iniziativa la proiezione, in anteprima nazionale, il film documentario di Francesco Conversano e Nene Grignaffini ‘Son morto che ero bambino’ – Francesco Guccini va ad Auschwitz, narrazione del viaggio ad Auschwitz della seconda B della scuola secondaria di primo grado Istituto comprensivo “S. D’Acquisto” di Gaggio Montano.
Il film, prodotto da Movie Movie, sarà trasmesso da Rai Storia il 27 gennaio alle ore 21.

http://webtv.camera.it/evento/10470  l’intervento alla Camera dei Deputati

 

guccini

Cover del film “Son morto che ero bambino ” di Nene Grignaffini e Francesco Conversano

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Ricordando le Dame, dalle osterie un’altra cultura il titolo della serata

L’incontro nelle osterie davanti ad un bicchiere a parlare come in un bistrot ha radicato le sue origini a Bologna grazie ad un frate, domenicano  P. Michele Casali OP, che ha aperto una Osteria , l’Osteria delle Dame e ha chiesto a Francesco Guccini di fare il direttore artistico per promuovere gli incontri e l’ascolto  per animare le serate. Questa è stata la partenza a cui ha fatto seguito l’apertura di tante realtà corrispondenti, la Bologna delle Osterie.

Mistic media ha proseguito in questa strada, sia pure molti anni dopo, cercando di fare una mistura, mistic appunto, di contributi, pittori, fotografi, performer, con la presentazione di libri e di dibattiti .

Francesco Guccini e Michele Casali hanno ricordato le osterie, in una serata a loro dedicata, mostrando, nel contempo le opere  di Paolo Bulgarelli “Buli”

L’intervento :  http://www.misticmedia.it/

 

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Bologna ha una ricchissima tradizione di osterie davvero.

Probabilmente in rapporto ai residenti una delle piu’ alte al mondo se non la piu’ alta. Francesco Guccini cantava “sono ancora aperte come un tempo le osterie….Una di queste che negli anni ottanta contribuì davvero a rinfrancare Via Mascarella, una strada importante di Bologna situata in piena zona universitaria, assieme alla conversione da sala a luci rosse del Cinema Odeon e’ La Belle Lu. Maria Grazia Gardani Ploti da Novara discende da una famiglia di antica e nobile schiatta che annovera trai suoi illustri componenti Bartolino Ploti da Novara, l’ingegnere che ha progettato il Castello degli Estensi a Ferrara, il castello di San Giorgio a Mantova per non parlare del Santuario di Santa Maria delle Grazie a Curtatone vicino Mantova, luogo storico nel quale gli universitari volontari si batterono valorosamente nella Prima Guerra di Indipendenza contro gli oppressori austriaci. Una Famiglia molto particolare fuori dalle convenzioni che ha sempre fatto della semplicita’ e della accoglienza uno stile di vita. Con questo DNA indelebilmente impresso Maria Grazia decise di creare a Bologna, sua citta’ di adozione, un luogo nel quale le persone potessero stare insieme e si sentissero accolte bevendo un buon bicchiere di vino nonche’ gustando buoni piatti ed ascoltando buona musica. E scelse come musica preferita il jazz che era stata la colonna sonora della sua vita fin da bambina quando abitava a Ferrara. Nacque così La Belle Lu. Contemporaneamente apriva proprio di fronte l’Odeon il primo cinema multisala cambiando radicalmente la fruibilità di Via Mascarella. Maria Grazia convinse il proprietario, il signor Bedeschi, di quello che era un grande magazzino pieno di masserizie di ogni genere accatastate disordinatamente a venderglielo. Inizio’ così con un mucchio di cambiali e tanto entusiasmo a plasmare la Belle Lu che era il nome con il quale il figlio autistico Leonardo la chiamava. Nonostante la non facile situazione famigliare iniziò a trasformare il vecchio magazzini che era una delle cantine dello storico Palazzo Bentivoglio.Trovo’ le pietre migliori del pavimento in Toscana e dalla Francia e in Italia scovo’ da rigattieri ed antiquari i pezzi per l’ arredamento fra le quali le bellissime sedie del coro ecclesiastico che ancora accolgono le persone che entrano in quella che successivamente e’ diventata la Cantina Bentivoglio e porto’ da casa in Via Oberdan il frigo da macellaio, le lampade in ferro battuto e fece forgiare da un artigiano l’infisso della insegna su suo disegno, trovo’ in Sardegna gli alti seggioloni di legno che tuttora troneggiano nella cantina. E si mise a lavorare con gli operai come dirigesse una orchestra. Oggi La Belle Lu vive nel cuore delle persone che hanno frequentato l’osteria e avuto la fortuna di conoscere Maria Grazia. Alla conferenza stampa hanno portato il loro commosso contributo Vito Germinario che era assessore al commercio negli anni ottanta e si batte’ per far sì che i bar e altri locali che ne avessero le caratteristiche potessero trasformarsi in osterie, Zap che passava tantissime serate alla Belle Lu disegnando e mangiando e Stefania Bartolini che adesso dirige Il Tinello in Via dei Giudei, il ristorante preferito da Franco Bonvicini il Grande Bonvi, che ha lavorato ai tempi degli studi con Maria Grazia. Una mostra di stupende foto di Mario Rebeschini verra’ inaugurata Domenica 12 Dicembre alle ore 18,30 nella sala al piano inferiore del Cinema Odeon e non mancheranno le “ombre” per suggellare questo avvenimento. Ciao Belle Lu. Mi hai fatto davvero commuovere.
Umberto Faedi

Francesco Guccini e Claudio Lolli parlano di osterie coordina Umberto Faedi “Il Moschetto “

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Francesco Guccini e Claudio Lolli con Umberto Faedi “Il Moschetto”parlano di : ” le osterie di fuori porta ”

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