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Posts Tagged ‘Francesco Guccini’

 

Si è appena  concluso il Festival di Sanremo, un luogo televisivo  in cui tutti gli italiani nel mondo tornano ad essere in contatto con l’Italia, che spesso è la loro Italia, quella che hanno lasciato e di cui conservano il ricordo.
Prima o poi la conduzione del Festival sarebbe da affidare ad un critico musicale che illustri le canzoni in base dell’evoluzione degli stili musicali , musica, spesso messa in secondo piano .
D’altra parte Francesco Guccini che di certo non ha venduto pochi dischi, non si è mai distolto dai jeans sdruciti e da maglie sformate , e, in semplicità ha collaborato all’affermazione della musica italiana per il suo solo talento, non per essersi messo in calzamaglia trasparente (o almeno che io sappia) poi se è per quello, non partecipava al festival di Sanremo a causa della sua mondanità .
Una fotografa, Daria Addabbo, ora, ha scritto un libro fotografico evocando i luoghi di ispirazione di Francesco Guccini , il libro, appena uscito si intitola :
“Un altro giorno è andato: un libro di viaggio in immagini e musica” .
https://www.affaritaliani.it/…/guccini-un-altro-giorno… 

La giovane fotografa aveva raccolto molte immagini e selezionandole si era resa conto che Francesco Guccini non parlava di una città ma del mondo, così dopo averle scelte si è sentita di dedicargliele .

Nella foto Francesco Guccini che riceve la Targa Volponi 2019 con Luigi Tosiani e a sinistra, lo scrittore Valerio Varesi

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nella foto in alto Odaordo Veroli

sotto Bar Gran Italia di Modena (collezione Faedi)

 

Odoardo Veroli soprannominato Dodo è una figura molto importante nella storia musicale moderna di Modena e dell’Italia. Se ne è andato in silenzio nella Città della Motta come la chiama Francesco (Guccini). In questa piccola città bastardo posto come la definì sempre Francesco è stato uno dei principali animatori e artefici della Modena e dell’Italia Beat degli anni Sessanta.

Il centro di quella fucina di talenti è stato il Bar Grande Italia che era ubicato in Largo Bologna e che purtroppo non esiste piu’. Era il luogo di ritrovo di Franco Bonvicini, il grande Bonvi, Pierre Farri, Franco Ciccio Tedeschi, Gio’ Barbieri, Carlo Savigni, Maria Roberta Olivieri, Franco Vaccari, Franco Fini Storchi e Francesco Guccini.

Alto e magro Dodo arrivava al bar preceduto dal suo schnauzer nero vestito con jeans blu di velluto, camicia a quadri e Clark blu. Si appoggiava al muro con un piede e si arrotolava una sigaretta. Assieme a Corrado Bacchelli era stato incaricato dalla EMI, non c’è più neanche questa importante casa editrice musicale, di seguire, curare e produrre un gruppo di Novellara assai promettente: i Nomadi.

Dodo non era dotato di una formazione musicale, aveva però la grande capacità di saper intuire ed intercettare le tendenze e uno straordinario orecchio. Secondo Francesco il suo talento nasceva dalla straordinaria passione per ogni genere musicale. Divorava e assimilava letteralmente brani assolutamente trasversali e questo gli permise di affinare una straordinaria capacità di interpretare i gusti delle persone. Aprì le menti della gente con le sue idee e diede ampio spazio al rock e al beat degli anni Sessanta in una regione molto legata alla musica tradizionale e ai dancing denominati balere. Il “suo” Modena Beat Sound tirò fuori l’anima hippie del gruppo che tra la Via Emilia e il West frequentava il Bar Grande Italia. Questo sound grazie a lui continua a vivere.

Evidenzio’ e valorizzo’ i sogni, le speranze, le critiche spietate nei confronti di una società e di un sistema che guardava con sospetto questi ragazzi e ragazze vestiti a volte in maniera stravagante. Diventò produttore di studio e presentò ai Nomadi il giovane e allora sconosciuto Francesco Guccini.

Dodo chiese a Francesco se avesse qualche canzone pronta da far ascoltare ad Augusto, Beppe, Franco, Antonio, Leonardo e Gualberto. Francesco gli sottopose “Noi non ci saremo” che piacque subito moltissimo alla band.

I Nomadi la incisero a firma Pontiack – Verona perché Francesco non aveva ancora dato l’esame come autore alla SIAE. I pezzi che non furono cantati dai Nomadi vennero usati da Francesco per realizzare il suo primo album “Folk Beat N. 1” pubblicato nel 1967 prodotto da Dodo.

Nel disco Francesco cita Dodo nel parlato della canzone “Talkin’ Milano”. Negli anni Settanta ideò il progetto discografico imperniato sul Bar Grande Italia di Modena facendolo diventare ancora il centro della scena musicale. Venne pubblicato nel 1975 un doppio LP al quale doveva seguire un tour che purtroppo non venne mai fatto. Nel 1979 dopo un incontro con Francesco nacque l’idea di fare un disco con le canzoni fatte anni prima.

Album Concerto pubblicato dalla EMI è stato registrato al Kiwi di Piumazzo e al Club 77 di Pavana ed è il nono album pubblicato da Francesco e l’ottavo per i Nomadi.

Ciao Dodo nomade raffinato della musica.

Umberto Faedi

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“Radici” è il titolo di uno dei primi album di Francesco Guccini, e radici è la parola che forse più di tutte rappresenta il cuore della sua ispirazione artistica. Radici sono quelle che lo legano a Pàvana – piccolo paese tra Emilia e Toscana dove sorge il mulino di famiglia, vera Macondo appenninica ormai viva nel cuore dei lettori – e radici sono quelle che sa rintracciare dentro le parole, giocando con le etimologie fra l’italiano e il dialetto, come da sempre ama fare. Oggi Pàvana è ormai quasi disabitata, i tetti delle case non fumano più. È in questo silenzio che il narratore evoca per noi i suoni di un tempo lontano, in cui la montagna era luogo laborioso e vivo, terra dura ma accogliente per chi la sapeva rispettare. Rinascono così personaggi, mestieri, suoni, speranze: gli artigiani all’opera in paese o lungo il fiume, i primi sguardi scambiati con le ragazze in vacanza, i giochi, gli animali e i frutti della terra, un orizzonte piccolo ma proprio per questo aperto all’infinito della fantasia” … scrive l’editore Giunti per la presentazione de libro di Francesco Guccini “Tralummescuro. Ballata per un paese al tramonto” , che, nei giorni scorsi è stato presentato, da Casadeipensieri,  con un grande successo di pubblico,  alla Festa dell’Unità di Bologna.

Francesco Guccini ha ricevuto la Targa Volponi da Luigi Tosiani, segretario del PD di Bologna, , con Davide Ferrari, direttore artistico di Casadeipensieri , hanno presentato Francesco Guccini Gabriella Fenocchio e Valerio Varesi.

La presentazione del libro e il ricevimento del premio.

http://www.youtube.com/watch?v=xlSBWvHcIH4

 

 

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Nello spiazzo antistantante al Memoriale della Shoah , raggiungibilissimo per chiunque lo voglia ammirare (accanto all’uscita di Via Carracci) magari aspettando una coincidenza ,  ha avuto luogo, nei giorni scorsi  la proiezione del film di Francesco Conversano e Nene Grignaffini “La linea gialla” , che è quel limite di transito disegnato sulla banchina ferroviaria e che parla della Strage del 2 agosto e di come sia sempre viva nella memoria della città il ricordo.
Ha introdotto Daniele De Paz ,  Presidente alla Comunità ebraica di Bologna che ha spiegato che il Memoriale della Shoah è stato il frutto di un concorso di oltre 280 progetti presentati grazie alla fattiva collaborazione della Regione Emilia Romagna.
Ha aggiunto il Presidente  De Paz che il Memoriale va aggiornato e vissuto permanentemente con iniziative per renderlo vivo e fruibile e con questo film si persegue questo obbiettivo.

Il film è stato preceduto da un intervento dell’on. Paolo Bolognesi grazie alla cui tenacia si continua a lottare chiedendo giustizia e verità per la strage del 2 agosto 1980.

L’on. Paolo Bolognesi ha invitato tutti alla manifestazione del 2 agosto alla Stazione di Bologna.

Davide Conte , assessore al Bilancio ha dimostrato la vicinanza dell’amministrazione comunale , Emilio Marrese che ha scritto il soggetto e la sceneggiatura del film ha condotto la presentazione .
Il film contiene anche dei filmini anni ’80 e associa il passato e il presente all’epoca della strage che ha causato la morte di 85 persone tramite una ballerina che accompagna la narrazione.
Chissà se la piccola Angela Fresu di 3 anni di cui non è mai stato trovato il corpicino avrebbe voluto essere una ballerina ?
(Come molte bimbe vorrebbero essere?) ed è in questa ipotesi che si intreccia la tra ma del film.
L’on. Paolo Bolognesi si è dichiarato soddisfatto per l’azione congiunta della nuova collaborazione fra Corte d’Assise di Bologna e diplomati e studenti del master in analisi chimiche e tossicologiche dell’Università di Bologna auspicando di ottenere nuovi risultati con i moderni strumenti di diagnostica .

Permane l’invito il 2 agosto dobbiamo esserci alle 10,25 alla Stazione di Bologna.

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In occasione della riapertura dell’Osteria delle Dame alcuni ricordi di  P. Michele Casali OP, che chiese a Francesco Guccini di fare il direttore artistico di questo esperimento nel centro di Bologna, negli anni ’70 , proponendo ai giovani un nuovo modo di ritrovarsi.

Negli anni scorsi mistic media ha organizzato un incontro con P: Michele Casali OP e Francesco Guccini, l’intervista successiva è quella rilasciata alla stampa nei giorni scorsi in occasione della riapertura dell’Osteria delle Dame.

 

 

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