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Il Festival della Fotografia europea di Reggio Emilia mette al centro la sperimentazione fotografica e l’uso della fotografia per un patrimonio collettivo di storia comune è il caso della  su Lenin Montanari i cui curatori della mostra Giovanni Braglia e Guglielmo Gioni hanno vinto il concorso Off

Storia di Lenin Montanari : contadino, poeta uomo libero .

I talentuosi vincitori del concorso OFF 2017 tornano con un progetto dedicato a un personaggio singolare che, in una cittadina della Bassa, ha costruito la propria rivoluzione.

La Rivoluzione bolscevica del 1917 fu un momento epocale in grado catalizzare timori, speranze e azioni di milioni di uomini. Anche a migliaia di chilometri di distanza. Anche per i decenni successivi. Così può capitare ancora oggi di trovare in giro per il mondo numerose biografie in qualche modo toccate dagli eventi dell’Ottobre.
Tra queste ce n’è una nella campagna poco distante da Reggio Emilia. Nella cittadina di Bagnolo in Piano vive Lenin Montanari. Il nome che gli è stato dato una settantina d’anni fa implicava già un’origine precisa (il mondo rurale emiliano del dopoguerra con il suo desiderio di emancipazione) e un destino probabile: una vita all’insegna dell’ideale indicato del garante carismatico della Rivoluzione.

Montanari, contadino e poeta, ha deviato dalla “linea di condotta” prefigurata. Si è legato alla terra, ad alcuni valori saldi, a un modo di vivere solitario e discreto, lontano dai clamori dell’attualità, dalle seduzioni del progresso e dell’impegno comunemente inteso.

I giovani Tommaso Giovanni Braglia e Guglielmo Gioni, già vincitori del circuito OFF 2017, hanno raccolto i segni di questa epica personale e costruito il racconto di un altro modo di intendere l’utopia. Tante, infatti, sono le strade per conquistare il Palazzo d’Inverno…

L’intervista a Guglielmo Gioni curatore del catalogo, assieme a Giovanni Braglia del catalogo su Lenin Montanari

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