Feeds:
Articoli
Commenti

Posts Tagged ‘Laura Fantini’

Ha avuto luogo nei giorni scorsi l’inaugurazione della rassegna “Arte chiama Arte” , uno show room di tessuti e parati da Ridò, in Via Caldarese 1/2 che consente ad alcuni artist* selezionati di condividere un allestimento delle loro opere in sintonia con lo spazio a disposizione, Laura Fantini, artista bolognese (San Lazzaro di Savena) che vive anche a Manhattan e Nadia Fantini, architetto che fotografa alla ricerca di fiori in tutto il mondo per elaborarne una interpretazione negli arredi o nel design. E’ intervenuto il dott. Marco Macciantelli (già Sindaco di San Lazzaro di Savena il Comune dove risiede Laura Fantini).

 

Read Full Post »

 

 

Da Ridò in Via Caldarese 1/2 avrà luogo una rassegna che vede tre autori confrontarsi e aderire al progetto di arte dello show room, i tre artisti sono Nadia Fantini , fotografa, Laura Fantini, pittrice che vive e lavora tra Bologna e New York e il fotografo Willy Masetti che usa da sempre la fotografia come mezzo sperimentale.

Le mostre, che sono da effettuarsi nel periodo estivo,  sono in sintonia con i progetti estivi del Comune di Bologna, ed intendono offrire altri sguardi ai turisti per consentire un’assimilazione dei luoghi d’arte della città che sono sempre attivi . All’inaugurazione sarà presente il dott. Marco Macciantelli,già Sindaco di San Lazzaro.

Inaugurazione il 12 giugno alle 18 in Via Caldarese, 1/2

 

Florilegio di Nadia Fantini (nota critica di sandro Parmeggiani) 

 

 

L’occhio di Nadia Fantini s’avvicina e si sofferma su fiori e foglie, su insetti e rane, sulla superficie di un tronco e sulla sabbia in cui il vento ha scavato ritmi e ondulazioni appena accennate, o, più raramente, si spinge lontano a cogliere le geometrie che l’uomo ha nel tempo costruito e sedimentato sulla terra, e sempre ci svela colori, forme, composizioni che escono dall’ignoto e dal mistero in cui fino ad ora la pigrizia del nostro sguardo li aveva confinati. Soprattutto, quando l’occhio di Nadia si spinge a sfiorare un tronco rugoso, segnato dalle asperità del tempo, o un intrico di foglie che non è l’esito di un’abile mano umana nel disporre una certa composizione, o ancora le increspature ossessive della sabbia, ci rendiamo conto di quanta bellezza s’annidi intorno a noi, qualcosa che abbiamo talvolta scoperto nelle opere d’arte. E ci rendiamo conto della verità intuita da Leopardi: per catturare l’infinito, il suo senso profondo, non è necessario spingere lo sguardo verso un orizzonte lontano, ma basta osservare ciò che è a noi prossimo, ciò che per definizione è finito: nel finito s’annida l’infinito.
Le fotografie di Nadia Fantini nascono da questa sua esigenza di avvicinarsi, di fare silenzio e di trattenere il respiro, quasi, di varcare la soglia di ciò che comunque potrebbe essere ritenuto ormai conosciuto, tante volte incontrato, per andare testardamente alla scoperta di ciò che di ignoto vi si cela, e che spesso si rivelerà sublime: si comporta, il suo occhio, come l’esploratore o il ricercatore che sanno che ci sono ancora luoghi o argomenti in ombra, sui quali occorre gettare luce. Da questo punto di vista, le sue immagini sono anche il diario di un percorso di iniziazione e di conoscenza personali, di scoperta della bellezza e del perenne mistero delle cose: un sentiero, lungo il quale lei si è da anni incamminata, per giungere alla “radura”, al “chiaro del bosco” dove le cose finalmente si rivelano nella loro verità. Si è detto, e a ragione, che molti hanno imparato a vedere i girasoli grazie a van Gogh, e potrei aggiungere che può capitare di essere sedotti da un mazzo di fiori che se ne sta dentro un vaso sul tavolo da lavoro non solo perché siamo a pochi centimetri, ne possiamo leggere petali, corolle, pistilli – nel mio caso specifico, l’alveare di petali di alcuni fiori d’ortensia blu –, ma anche perché sempre ritorna la memoria di un dipinto in cui quei fiori sono stati rappresentati e che abbiamo nel passato incontrato, in un museo, in una mostra, su un libro. Forse, in questo processo di avvicinamento si potrebbe correre il rischio di inoltrarsi nella terra dello stordimento, ma Nadia è molto abile nel controllare l’inquadratura e la messa a fuoco di un dettaglio, fissando l’obiettivo su un lacerto che merita di essere esaltato o su un frammento in cui le forme del reale s’accostano, s’intrecciano, rimano tra di loro, come se la mano di un artista invisibile ne avesse curato la disposizione.

Lunga è la tradizione della fotografia naturalistica. Senza considerare i reportage – si pensi solo a quelli, spesso davvero di straordinaria qualità, di National Geographic – molti fotografi si sono cimentati con l’architettura e le forme di fiori e foglie, catturati nella loro nuda essenza: si pensi, solo per fare un elenco del tutto manchevole, ai capolavori in bianco e nero di Blossfeldt, Weston, Steichen, Ansel Adams, Alvarez Bravo, Kertész, Mapplethorpe, Moriyama, Hütte. Nadia Fantini viene da un’altra esperienza – per lei la fotografia è stata l’esperienza di un’immersione nella natura, di un coinvolgimento diretto e personale che non si limitasse a inseguire e fissare la rivelazione di una forma pura – e ha imboccato una strada in cui non ha rinunciato al colore, alla sua capacità di renderci atmosfere di luce, scintillii, stordimenti, vapori. È, il suo, una sorta di rapporto personale con la natura cui lei non può rinunciare, quasi che le interessasse farsi natura, assumere un certo ritmo di respiro sincrono con quello del reale, annullare quasi il proprio intervento, non limitarsi a guardare da fuori ma avvicinarsi fino al punto estremo in cui l’occhio è giunto sull’impervio crinale oltre il quale perde la propria capacità di vedere. In queste sue immagini – esito di una luce e di un momento irripetibili – il tempo pare sospeso; nella vita reale, i fiori, più o meno lentamente, svaniscono, le foglie cadono, anche se può consolare sapere che, dentro il ciclo vitale, fiori e foglie di quel tipo torneranno in un’altra primavera, pur senza replicare esattamente l’unicità e l’irripetibilità del vivente che furono; nelle foto di Nadia, tuttavia, si respira un senso di perenne.
Sandro Parmiggiani

 

Read Full Post »

L’artista italiana Laura Fantini
trova ispirazione tra i parchi di Brooklyn e Bologna
per celebrare la Giornata Mondiale della Terra il 22 aprile
Semi e nature morte interpretati poeticamente con le matite colorate

Reduce del successo personale alla Crary Art Gallery, un museo no-profit della Pennsylvania settentrionale,
Laura Fantini continua la sua ricerca artistica per la nuova serie di quadri di matite colorate basata su
semi, ritrovati nei parchi americani, al Brooklyn Botanic Garden, ma anche a Bologna e intitolata Hope
– Speranza. Negli ultimi due decenni, la pratica artistica di Laura Fantini si e’ focalizzata esclusivamente sulle matite colorate e la natura, come pretesto per rappresentare i propri stati d’animo. L’artista trova ispirazione in semplici elementi ritrovati nell’ambiente che la circonda. Il suo lavoro è minimalista e sembra essere quasi fotografico ad un primo sguardo. Tuttavia, un’analisi più attenta rivela grande complessità di
dettagli ed estrema sensibilità compositiva. Attraverso migliaia di precisi e distinti tratteggi di matita, Fantini crea toni ricchi e profondi.
In Hope, il potere dei semi gioca un ruolo fondamentale. Si tratta di un messaggio positivo e ottimista,
perché i semi rappresentano speranza e nuovo inizio. Essi sono parte integrante di ciò che siamo, ed
emblematici di nascita e crescita. Sono piccoli, ma complicati e misteriosi e il loro ruolo è straordinario e
magnifico. Senza l’operato dei semi la vita sarebbe minacciata, dagli esseri umani alle piante, agli animali.
A volte un seme è tutto ciò che rimane di una pianta. È l’inizio e la fine, ma anche la speranza per la
generazione futura. Attraverso questi piccoli e dettagliati disegni, lo spettatore si potra’ rendere conto di
quanto una matita per un artista, possa essere potente così come un piccolo seme in natura. Lo scopo
dell’artista è invitare a fermarsi per un attimo ed osservare il meraviglioso mondo che ci circonda
sorprendendoci della superficialità che avvolge la frenetica vita quotidiana.
Laura Fantini è un’artista minimalista – iperrealista che lavora tra Brooklyn, NY, e Bologna, Italia. Si è
diplomata al Liceo Artistico e all’Accademia di Belle Arti di Bologna, la sua città natale. È stata selezionata
da Profilo d’Arte – Banca Profilo tra i più interessanti giovani artisti italiani emergenti.

Espone in Italia e all’estero e tra le numerose istituzioni e gallerie con le quali ha collaborato, si annovera il Museo della Permanente di Milano, la Galleria Forni di Bologna, lo Staten Island Museum a New York, lo Schweinfurth Art Center di Auburn, il Museo Nazionale José Malhoa in Portogallo e la Denise Bibro Fine Arts di New York. Fantini ha vinto vari premi tra cui il primo premio alla mostra floreale First Annual Sylvia Glesmann e il Jane Peterson Memorial Award al Salmagundi Club di New York. Ha anche ricevuto il Canson Paper Award for Excellence e il Premio per meriti eccezionali dalla Colored Pencil Society of America. Le sue opere sono incluse nelle collezioni permanenti dell’Hunt Institute – Carnegie Mellon University di Pittsburgh, al Monaco Government Tourist Office a New York e in numerose collezioni private in Italia, Regno Unito, Stati Uniti e Giappone. Laura Fantini è socia del Salmagundi Club di New York e Signature/Merit Member della Colored Pencil Society of America.

laurafantini.com | info@laurafantini.com |

 

Read Full Post »

Qualche tempo fa abbiamo formato un gruppo misto, fotografi, pittori, grafici, performers, e l’abbiamo chiamato Senza Titolo (artisti associati) poi, com’è giusto che sia, ognuno è ripartito dopo la breve sosta assieme. Ci chiamavano per portare le nostre opere proponendo una visione in locali dove si potevano osservare i nostri lavori mentre il clima familiare   conciliava il mangiare o parlare o bere lo facevano con lo sfondo delle nostre opere. Personalmente avevo organizzato un’esposizione in un bel locale, ma quando sono andata a ritirare le opere , che tra l’altro non erano nemmeno le mie, ma di un altro fotografo che aveva partecipato al calendario delle mostre, l’ufficiale giudiziario aveva chiuso il locale, confiscato i beni e naturalmente avrebbe sottratto anche le fotografie dell’autore che era stato colto da una crisi di panico e che minacciava di comprare uno stock di cibo per gatti. Di straforo ce l’abbiamo fatta a ritornare in possesso delle fotografie.

Come eravamo, come siamo

senza-titolo

da sinistra Franco Cioni, Willy Masetti, Xabier Gonzales, Edgrado Battiston, Massimo Amadesi, sempre da sinistra Graziano Marinelli, Roberta Ricci, Laura Fantini,Romana Marzaduri, Silla Guerrini

senza-titolo-oggi

marina-tomasi

La fotografa Marina Tomasi

glem_01

una foto di Marina Tomasi

cioni edgardo-battiston-franco-cioini golem-mostra

golem_02

Naturalmente in questa foto non ci siamo tutti, ma Massimo Amadesi è diventato Art director di Golem ed organizza eventi espositivi , c’è una mostra in corso , e infatti, al Golem in Piazza San Martino, 3 una mostra su “la donna mille modi di essere sé stessa” con le fotografe Nancy Frassino, Laura Menesini ,Blaz Poljansek ,Fabio Salvi, Nelita Specchieria, Alessiana Strepiti Bertuzzi, Peppe Tambe, Marina Tomasi, Claudio Tonin, Giuseppe Vrespa fino al 15 marzo.

 Il locale è molto accogliente…

http://www.golembologna.com/

Read Full Post »

www.LauraFantini.com   –  Luglio 2016
Se non riuscite a vedere correttamente la newsletter, cliccate
Visualizzare nel browser.

Corpus
Museu Nacional José Malhoa
Caldas da Rainha, Portogallo
2 Luglio – 4 Settembre, 2016

Il Museo Nazionale José Malhoa, uno dei musei d’arte più significativi del Portogallo, nella bella città di Caldas da Rainha, ha invitato alcuni artisti a pensare al linguaggio del corpo come una costruzione sociale e politica. Ispirato dal lavoro di Malhoa nell’importante collezione del museo, gli artisti hanno dovuto contrapporsi con le sfide della società contemporanea.

Quali sono le sfide delle donne e degli uomini al giorno d’oggi? Ogni società ha il “proprio” corpo. Tale come un linguaggio, questo corpo è soggetto ad un percorso sociale. Questo segue le regole, i rituali d’interazione, la teatralità quotidiana. Il corpo contemporaneo, l’immaginario relativo al corpo contemporaneo, si differenzia da qualsiasi altro periodo storico. Non si è mai avuta una preoccupazione tanto grande per la bellezza, la gioventù e il piacere, come nell’attualità. L’eterna ricerca per l’edonismo si presenta anch’essa come fattore decisivo in questo processo.

Questa esposizione rientra nel Progetto She (sviluppato dal 2014) ed è curata da Genoveva Oliveira.

corpus

Sono molto emozionata che mi sia stato chiesto di partecipare a questa importante esposizione, con l’opera intitolata “Un po’ di te” (immagine qui a fianco).

La mostra si e’ inaugurata il 2 luglio scorso, con una performance dell’artista Monica Mura, seguita da una visita guidata tenuta della curatrice Genoveva Oliveira.

Presto ci saranno altre news!!!

Non dimenticate di visitare il mio nuovo sito: www.laurafantini.com

Read Full Post »

2008-fantini attraverso-larte images Laura uva Laura Laura_Fantini_HappyBirthday_detail Laura_Fantini_Together LauraF laurafantini_inprogress_tulips LauraFantini_SimilarFeatures11 laura-fantini-life-size-hyper-realistic-art-a-little-of-you Pasta 01 Pasta_05_fantiniCi sono molti contributi che non possono venire ospitati all’Expò 2015 di Milano per motivi di spazio. Sicuramente , fra altri, Laura Fantini  che,  pur avendo  competenze tecnologiche (che si rifiuta di usare nella sua pittura )   usa il solo tratto manuale dando luogo ad una pittura che visivamente è conforme alla riconoscibilità delle opere a cui si ispira, fiori, frutti, piatti di italian food , ma che poi, a ben guardare appaiono frutto di una elaborazione iperrealistica con luci ed ombre che sfuggono al realismo. Da tempo Laura Fantini vive e lavora a New York a contatto di un mondo visivo internazionale a cui guarda e si ispira con attenzione e ricerca. Agli eventi Expò 2015 off l’italian food in pittura  non poteva mancare.

 

laurafantini3

 

Read Full Post »

Seguendo il percorso espositivo nella Galleria Gomma Bicromata ha avuto luogo la mostra dell’artista bolognese Laura Fantini   che vive fra San lazzaro e NY NY.

Laura Fantini 4 Laura Fantini_01 Laura Fantini_02 Laura Fantini_3

laurina 3 Laurina Laurina 2

attraverso l'arte

Laura Fantini nasce a Bologna.

E’ un’artista iperrealista-minimalista, specializzata nell’utilizzo delle matite colorate. Le sue opere sono caratterizzate da preziosi particolari e forti contrasti di luce ed ombra. Nel 1985 vince il Premio Culturale “Panta Rei” del Comune di Bologna. Consegue il diploma presso il Liceo Artistico e successivamente all’Accademia di Belle Arti di Bologna, presso la scuola di pittura del Prof. Mario Venturelli, con il massimo dei voti ed una tesi sull’ “Utilizzo del pastello attraverso i secoli”, sotto la guida dei Professori Walter Guadagnini e Silvia Evangelisti. La sua prima esperienza espositiva risale al 1992, alla galleria Barozzi di Modena; da allora le sue opere sono state esposte in numerose manifestazioni, sia in Italia che all’estero. Tra il 1997 e il 1999 collabora per la realizzazione di alcune illustrazioni pubblicitarie e tiene delle lezioni teorico pratiche sull’utilizzo delle matite colorate ad un gruppo di corsisti dell’Università Primo Levi di Bologna. Il ’98 è anche l’anno che segna l’inizio dei suoi rapporti con gli Stati Uniti d’America; infatti, nel luglio di quello stesso anno, viene pubblicata una sua opera a matite colorate, in una newsletter internazionale americana e nel 2000 viene invitata a partecipare ad un’asta di beneficenza presso la Kutztown University della Pennsylvania. Nel 2001 espone per la prima volta a Soho, New York, mentre nell’anno successivo inizia a collaborare con l’organizzazione no-profit newyorkese “Big Apple Greeter”. Nel 2002 e nel 2003 viene selezionata per il Premio Arte dalla rivista Mondadori, e partecipa alla collettiva “Proposte” della Galleria Forni di Bologna. Il 2003 è anche l’anno in cui tiene la sua prima personale, continuando ad esporre tra l’Italia e New York. Nel 2004 comincia infatti la sua collaborazione con la Object Image Gallery di Brooklyn e nel Novembre del 2005 viene invitata a partecipare ad un’asta di beneficenza per l’organizzazione Big Apple Greeter, presso il prestigioso Met Life Building di Manhattan, a cui seguiranno altri eventi importanti negli anni successivi. Nel 2008 viene selezionata per il premio Profilo d’Arte – Premio di Pittura Contemporanea, finalizzato ad individuare e valorizzare giovani artisti di talento che si distinguono nell’espressività artistica e grazie al quale avra’ modo di esporre in diverse citta’ italiane e al Museo della Permanente di Milano. Di Laura Fantini è stato scritto: “La poetica del particolare delle nature morte di Laura Fantini eleva la mimesis a potenza e, attraverso una tecnica straordinaria nel controllo della forma e del colore, rende visibile l’invisibile. Nei suoi fiori metafisici, la perfezione ideale è temperata da un forte senso di caducità in cui bellezza e vanitas si toccano.” (Vera Maria Carminati).

Laura Fantini ha esposto recentemente allo Staten Island Museum di New York, ed e’ stata selezionata per il “Premio Arte” della Mondadori. Collabora con la Object Image Gallery di Brooklyn e con la De Luca Fine Art di Toronto, CA. Ha vinto diversi Primi Premi al Salmagundi Club di New York, una “Honorable Mention” alla Gallery 364 di Brooklyn e il “Canson Paper Award for Excellence” nel Colored Pencil Society of America Explore This 9! Show. Le sue opere sono incluse nelle collezioni permanenti dell’Hunt Institute, Carnegie Mellon University (Pittsburgh, PA, US), nel Monaco Government Tourist Office di New York City e nel Comune di San Lazzaro (BO).

logo Gomma Bicromata

MISTIC_MEDIA_LOGO

Read Full Post »

Older Posts »