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Posts Tagged ‘Lucio Pardo’

Per non dissipare la memoria alcuni studenti hanno chiamato i testimoni del tempo, e hanno ascoltato le loro rivelazioni.

Yom Ha Shoah. 27 di Nissan 5777

Incontro con i Giusti delle Nazioni Manifestazione indetta da organizzazione Studenti Israeliani di Bologna Bologna .

Carolina Delburgo Testimonianza :  per la famiglia Furgeri e Gilli, che hanno salvato i Sermoneta: Vanna Furgeri  per Alfredo Giommi che ha salvato i Pardo: Antonio Caselli   per Mario Finzi che ha salvato ebrei a Bologna e Villa Emma (a Nonantola) e  per Vittorio Zanzi che ha salvato ebrei a Cotignola: Lucio Pardo Interventi con musiche ebraiche Violinista Cantante : Paolo Buconi

Riprese video : Mistic Media Channel web tv

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Un gruppo di studenti ha organizzato un incontro per trasmettere, con le testimonianze, un incontro con i testimoni della Storia, Giusti che hanno salvato le genti durante la guerra e le persecuzioni razziali.

Yom Ha Shoah. 27 di Nissan 5777 Domenica 23/04/2017 ore 17:00 Incontro con i Giusti delle Nazioni Manifestazione indetta da organizzazione Studenti Israeliani di Bologna .

Conduce: Carolina Delburgo Testimonianza : * per la famiglia Furgeri e Gilli, che hanno salvato i Sermoneta: Vanna Furgeri * per Alfredo Giommi che ha salvato i Pardo: Antonio Caselli  per Mario Finzi che ha salvato ebrei a Bologna e Villa Emma (a Nonantola) e  per Vittorio Zanzi che ha salvato ebrei a Cotignola: Lucio Pardo Interventi con musiche ebraiche Violinista Cantante : Paolo Buconi Riprese video : Mistic Media Channel web tv.

 

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Ha avuto luogo, nei giorni scorsi, presso il Complesso Monumentale di San Giovanni in Monte nel prestigioso Dipartimento di Storia dell’Università di Bologna , la conferenza/evento sul caso Edgardo Mortara , i lavori si sono svolti in quest’ordine  MISTIC MEDIA /BSC (Bologna Sanità Conoscenza) & FESTA DELLA STORIA
Nel 155mo del caso Mortara:
“La liberta’ di educare i propri figli secondo la morale universale”
CONFERENZA – EVENTO
Il 31.10.2016 dalle ore 18 alle ore 21
in Aula Prodi
(S.Giovanni in Monte, dipartimento di Storia)
Ouverture
“L’Affaire Mortara”
di e con Massimo Manini
che reciterà alcuni brani tratti dalla sua piece “Il Caso Mortara”
Conferenza
Introdotta e moderata da p. Giovanni Bertuzzi, O.P.
Intervengono
Prof. Lucio Pardo
memento del “Caso Mortara”
Prof. Andrea Zanotti Unibo Giurisprudenza
in punto giuridico

Partecipano :
Arch. Daniele De Paz
Presidente Comunità Ebraica Bologna
Dr.Yassine Lafram
Presidente Comunità Islamica Bologna
che porteranno i saluti delle due comunità
cui seguirà un
Aperitivo musicale
il Maestro Paolo Buconi suona musiche ebraiche sefardite di Livorno

La manifestazione ha fatto parte del Festival Internazionale della Storia, un particolare e sentito  ringraziamento al prof. Rolando Dondarini.

festa-internazionale-della-storia

Per chi desidera essere aggiornato sui lavori della conferenza è disponibile il video :

La particolare ricerca musicale è evidenziata nei due contributi del Maestro Paolo Buconi

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edgardo

Il piccolo Edgardo “Pio” Mortara

il-caso-mortara

bononia mistic-media

 MISTIC MEDIA  /STUDIUM BONONIAE

& FESTA DELLA STORIA

Nel 150mo del caso Mortara:

“La liberta’ di educare i propri figli secondo la morale universale”

CONFERENZA – EVENTO

Il 31.10.2016 dalle ore 18 alle ore 21

in Aula Prodi

(S.Giovanni in Monte, dipartimento di Storia)

Ouverture

“L’Affaire Mortara”

di e con Massimo Manini

che reciterà alcuni brani tratti dalla sua piece “Il Caso Mortara”

Conferenza

Introdotta e moderata da p. Giovanni Bertuzzi, O.P.

Intervengono

Prof. Lucio Pardo

memento del “Caso Mortara”

Prof. Andrea Zanotti Unibo Giurisprudenza

Partecipano :

Arch. Daniele De Paz

Presidente Comunità Ebraica Bologna

  Dr.Yassine Lafram

Presidente Comunità Islamica Bologna

che porteranno i saluti delle due comunità

cui seguirà un

Aperitivo musicale

Paolo Buconi suona kletzmer

un buffet Kasher ed uno Hhalal

aggiornamenti su

https://www.facebook.com/events/2087429764814920/

festa-internazionale-della-storia

http://www.festadellastoria.unibo.it/programma/eventi-successivi-la-festa

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La scrittrice Gemma Volli acquisì la documentazione che pubblicò in un volume sul caso Mortara , una rassegna di articoli che è stata pubblicata nella collana Historia.

Il nipote di Gemma Volli, Lucio Pardo, già Presidente della comunità ebraica di Bologna ha raccolto ulteriormente una serie di testimonianze che ha intenzione di narrare nel corso del festival Internazionale della storia .

Il caso Mortara è stato quello di un bimbo, il piccolo Edgardo, sottratto alla famiglia perchè la fantesca sostenne di averlo fatto battezzare di nascosto e dunque la legge canonica prevedeva l’allontanamento dalla famiglia ebrea del bimbo. Come si può immaginare la famiglia fu straziata da questo allontanamento forzato, anche se il Papa si affezionò al bimbo e alla causa così struggente.

lucio

 

Lucio Pardo

 

medaglietta-mortara

Lucio Pardo mostra la medaglietta che il Papa Pio IX regalò a Edgardo Mortara, medaglietta da cui non si separò mai considerandolo un pegno di affetto

 

 

 

 

 

Lucio Pardo racconta la storia in inglese

 

 

 

 

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Ha avuto luogo nei giorni scorsi, a Roma , al Senato della Repubblica italiana , un incontro per la presentazione del libro “L’arte di vivere. Conoscere, prevenire e curare le malattie neuro degenerative. Scritti in onore di Rita Levi Montalcini” a cura di Lucio Pardo, Luigi Pagnoni e Carolina Delburgo (Edizioni Cauterium) che raccoglie gli atti del convegno che si è svolto a Bologna il 23 aprile 2012 in onore del 103° compleanno di Rita Levi Montalcini. Gli interventi : Interventi

Silvana Amati Senatore (PD) Introduzione e ringraziamenti, Andrea Grignolio docente di Storia della Medicina all’Università degli Studi di Bologna, Luciana Giardino, Professore associato Scienze Mediche Veterinarie – Università di Bologna, Stefano Salvioli ricercatore del Dipartimento di Medicina Specialistica e Sperimentale dell’Università di Bologna, Marina Marini Professore associato di Medicina Specialistica – Università di Bologna.

Audio integrale su Radio Radicale

 http://www.radioradicale.it/scheda/421668?format=32

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arbeit macht frei campi-di-concentramento-03 campi di concentramento campi di concnetramento tedeschi

ARBEIT MACHT FREI : IL LAVORO RENDE LIBERI  :  C’è nostalgia di Auschwitz in Bologna?

   di Lucio Pardo

Arbeit Macht Frei : il lavoro rende liberi, si legge all’ingresso del Lager di Auschwitz, come in tanti altri Lager nazisti.

A Treblinka invece c’era un SS che con voce sacerdotale invitava i prigionieri uomini a prepararsi a lavorare , e  le donne a restare nel campo insieme ai bambini seguendo i percorsi indicati.
Per la maggioranza delle vittime la verità appariva solo nella camera a gas.
L’inganno è stato l’arma segreta più micidiale in mano ai nazisti. I benpensanti che ora chiedono con il senno di poi, ma perché non si sono ribellati, non riescono a capire che la mostruosità del genocidio anche di donne e bambini allora era semplicemente inconcepibile. Anche per tutti i romani ingannati da Kappler .
Invece il Reich Millenario che Adolf Hitler sognava era un impero solo tedesco con la Germania estesa fino agli Urali. Doveva nascere distruggendo l’Unione Sovietica, le fabbriche, i dirigenti, la popolazione di ebrei, russi, polacchi, zingari .
Hitler voleva la guerra. Non era un pazzo alieno piovuto dal cielo, ma un lucido criminale, maestro nel strappare il consenso dei suoi, e ingannare gli avversari. Solo da una nuova guerra mondiale poteva nascere il suo Reich. Lui la ha voluta e      ha indicato all’umanità nuove vie del crimine come la guerra contro civili inermi,  donne e bambini. Lui del delitto, del genocidio, ha fatto non solo uno strumento di potere, ma proprio un fine da raggiungere per costruire l’ Uomo Nuovo, la “belva bionda” il pilastro del Nuovo Ordine, che regge il mondo.
Nel 1924 Adolf Hitler, è recluso a Landsberg, condannato per il sanguinoso tentato Putsch di Monaco nel 1923. In cella detta a Rudolf Hoess il testo del Mein Kampf, (la mia battaglia) pubblicato nel 1924 (1° p.te) e 1925 (2° p.te) Fino al 1932 le copie vendute sono 230.000, fino al 1933 un milione, fino al 1939 cinque milioni. Una per ogni famiglia tedesca. Una anche in Bologna, alla Casa del Fascio ( 416 Edizione –416. Auflage – Zentral Verlag der NSDAP).
verso la fine del Cap. XIV/ vol. II (ORIENTAMENTO AD EST E POLITICA ORIENTALE -scopo del nazional socialismo in politica estera) dopo avere evidenziato che “ il  colossale impero orientale (russo) è maturo per il crollo e la fine del dominio ebraico in Russia sarà la fine della Russia come stato,…”. in carattere diverso e ben in rilevo scrive:
Ma è compito nostro, è missione del movimento nazionalsocialista , portare il nostro popolo a quella mentalità politica, che gli farà riconoscere come la sua meta futura non consiste nel rinnovare la spedizione di Alessandro, impressionante e inebriante, ma nell’alacre lavoro tedesco al quale la spada soltanto (das Schwert  nur) deve dare il terreno Con parole più semplici la frase significa : noi nazisti dobbiamo educare i tedeschi a uccidere i russi, tutti i russi (fino agli Urali). É solo la spada che deve far largo all’alacre lavoro tedesco. Il traduttore fascista italiano emenda il testo tedesco. Omette la parola soltanto. Non concorda che si usi solo la spada e si uccidano tutti. Ma quelli che invadono nel 1941 l’Unione Sovietica sono dei tedeschi con quella mentalità politica voluta da Hitler che subito massacrano: commissari politici, ebrei, prigionieri, zingari e civili in genere. Un servizio di pronto intervento (Einsatz kommando) di uomini comuni in unità di pronto intervento (come la polizia, i pompieri, la croce rossa) per azioni altrove non comuni quali il massacro di civili inermi, di donne e di bambini. Sono tremila divisi in quattro gruppi (A,B,C,D) di Pronto Sterminio uno dietro a ciascuna delle colonne di invasione e in due anni di servizio anni massacrano due milioni di persone . Troppo poco.

Così nel 1942 nella conferenza di Wannsee oltre alle migliaia di Lager esistenti, si  programmano i più funzionali, i Campi di annientamento (Vernichtungs Lager).
Auschwitz- Birkenau arriva a uccidere incenerire  15.000 persone in un solo giorno.

Si vede una linea diritta che va dai propositi criminali del 1925 alle realizzazioni del 1942 quando tutte le strutture del Reich sono mobilitate in gara fra di loro per il genocidio, senza un ordine scritto del  Führer, un programma, una legge istitutiva, un piano finanziario. C’é solo quella “mentalità politica” insegnata, instillata ribadita sempre dal 1925 al 1942.

Questa mentalità deve rifulgere ancora per quanto nella città di Bologna con quella scritta infame in Galleria Cavour?

Una scritta utilizzata ora per far pubblicità ad un signore neanche sfiorato dal sospetto di offendere vittime e superstiti del nazismo ?
Quella scritta voluta dal comandante Rudolf Hoess che dalla sua villa guardava impassibile le schiere di donne e bambini trascinati alle camere a gas e poi in casa guardava la moglie e i figli che giocavano felici e lui era felice con loro , turbato solo dal pensiero che quella felicità non sarebbe durata per sempre.
 
Lucio Pardo

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