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Posts Tagged ‘Mambo’

Con Paolo Simonazzi , preceduto da un breve video della sua mostra alla Fondazione Maramotti di Reggio Emilia , al Mambo, nel corso di una presentazione a lui dedicata, prende corpo la via Emilia, le sue storie, il suo tessuto connettivo, quasi che la via Emilia fosse la via di un’unica città . Ispirato dal “poema dei lunatici” di Ermanno Cavazzoni come da Raffaello Baldini, seguace di Luigi Ghirri di cui ha raccolto il messaggio fotografico , il territorio diventa luogo di segno e sogni da riprendere.
Al festival della fotografia europea di Reggio Emilia vengono proposte queste visioni che tutte assieme creano delle mappe di vita sul territorio.
Il libro di Paolo Simonazzi “So Near so Far” ha meravigliato per la similitudine anche gli americani che hanno trovato straordinarie analogie con le storie dei paesi accanto al Mississipi.
Con Gian Maria Manghi , sottosegretario alla Presidenza della Regione Emilia Romagna e Claudio Cumani giornalista de “Il Resto del Carlino”.

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Il fotografo Paolo Simonazzi presenterà il suo libro al Mambo , SO Near so Far, giovedì 25 ottobre alle 18,30.

Qualche tempo fa al Festival della Fotografia Europea di Reggio Emilia aveva presentato il suo intervento, comune ai lunatici, ispirato al “Poema dei lunatici ” di Ermanno Cavazzoni .

Alcune fotografie di  Paolo Simonazzi

https://misticmedia.wordpress.com/tag/paolo-simonazzi/

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E’ in corso a Bologna, al Mambo, la mostra  REVOLUTIJA. Da Chagall a Malevich, da Repin a Kandinsky, una mostra in sintonia con l’anniversario della rivoluzione russa. Un evento che, oltre a cambiare il corso della storia, influenzò radicalmente anche lo sviluppo dell’arte.

Si ritiene che la storia dell’avanguardia russa abbia avuto inizio nel 1908, quando a Mosca e a San Pietroburgo si tennero esposizioni di vari giovani sovversivi che cambiarono radicalmente le fondamenta dell’arte: i fratelli Burlyuk, Larionov, Goncharova, Lentulov, solo per citarne alcuni. Negli anni che precedettero la rivoluzione del 1917, il movimento d’avanguardia si sviluppò a ritmi vertiginosi.

Molti esponenti di questa tendenza accolsero con entusiasmo la rivoluzione. Le loro idee artistiche spesso coincidevano con slogan politici, ad esempio la proposta contemplativa di Kazimir Malevic di bruciare tutti i quadri per esporre poi le loro ceneri nei musei, visto che dopo il suprematismo l’arte non esisteva. E durante le prime decisioni politiche relative all’ordine precedente la rivoluzione, questa proposta si rivelò tragicamente premonitrice.

si legge nel sito del Mambo

L’arte delle avanguardie russe è uno dei capitoli più importanti e radicali del modernismo. Il periodo compreso tra il 1910 e il 1920 ha visto nascere, come in nessun altro momento della storia dell’arte, scuole, associazioni e movimenti d’avanguardia diametralmente opposti l’uno all’altro e a un ritmo vertiginoso.
Revolutija: da Chagall a Malevich, da Repin a Kandinsky intende mettere in luce la varietà degli sviluppi artistici in Russia tra i primi del Novecento e la fine degli anni ’30 ma anche, come evidenzia Evgenia Petrova: “riportare all’attenzione non tanto della critica o degli addetti ai lavori, quanto del pubblico, artisti tipo Repin come anche Petrov-Vodkin o Kustodiev, rimasti un po’ nell’ombra a causa dell’enorme successo avuto da altri quali Chagall, Malevich o Kandinsky che pure sono presenti in mostra”.
Oltre 70 opere, capolavori assoluti provenienti dal Museo di Stato Russo di San Pietroburgo, raccontano gli stili e le dinamiche di sviluppo di artisti tra cui Nathan Alt’man, Natal’ja Gončarova, Kazimir Malevich, Wassily Kandinsky, Marc Chagall, Valentin Serov, Aleksandr Rodčenko e molti altri, per testimoniare la straordinaria modernità dei movimenti culturali della Russia d’inizio Novecento: dal primitivismo al cubo-futurismo, fino al suprematismo e al costruttivismo.

 

Dall’alto : Il’ja Repin
17 ottobre 1905 (1907)

L’inizio del 900 la Russia era diventata la metà di arti e artisti internazionali.
Convivevano vari stili compresi i realisti di Ilia Repin. Le opere in mostra sono divise in
realismo ironico
Stile neoclassico
Jugendstil
Fauvismo
Larionov e Goncharova sono esempi di neoprimitivismo russo. Le fonti risiedevano nella tradizioni e nella ricchezza delle tradizioni popolari

Il’ja Repin
Che vastita’ 1903

Nathan Alt’man Ritratti di Anna Achmatova 1915

Natalia Goncarova Ciclista 1913

Kazimir Malevich
Composizione con la Gioconda (eclisse parziale ) 1914

Marc Chagall La passeggiata 1917

Wassily Kandinski su bianco 1920
L’Astrattismo dai Kandinski si differenzia da quello di Malevich. Kandinski voleva riprodurre il ritmo e le sensazioni .
Su bianco si riferisce al predominio del colore bianco

Nathan Alt’man Petrokommuna 1921

L’esposizione di libri di narrativa di letteratura russa

Di più:

http://www.mambo-bologna.org/mostre/mostra-238/

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foto di Patrizio Patrizi

Sono visi. Ci passiamo ogni giorno davanti. Ci chiedono:”ricordatevi, abbiate memoria, avete ancora bisogno di noi. Siamo i morti:i deportati, ammazzati,impiccati,lapidati. Siamo i partigiani, gli antifascisti. Date retta a noi: dateci la vita. Vi serve”

Il percorso di uno dei più grandi artisti del nostro tempo, Christian Boltanski,sulle anime, sulla memoria. Si farà una passeggiata in bici non agostinica. Da una idea di Roberta Ricci (Mistic mMedia) in collaborazione con FIAB BOLOGNA MONTESOLE

il programma del 27 agosto dalle 9 alle 13 (ritrovo alle 9 in Piazza Maggiore)

Il 27 agosto dalle 9 alle 12 ci sarà un giro ciclistico, non agonistico ,sui luoghi toccati dall’installazione di uno dei più grandi artisti viventi, Christian Boltanski, a Bologna. L’appuntamento è in Piazza Maggiore davanti al sacrario dei caduti partigiani.
Riflessioni sull’opera : il 21 aprile 1945, le madri, le mogli, le famiglie dei partigiani portano le fotografie dei loro congiunti fucilati e danno luogo a quello che diventerà un Sacrario. Oggi Boltanski nei suoi Bilboard/Tabelloni ingrandisce gli sguardi dei partigiani e li rivolge a noi, perchè ne facciamo memoria e tesoro. Il giro ciclistico, organizzato dall’Associazione Mistic Media e dalla FIAB (Bologna Montesole) si concluderà al Mambo per la visita alla mostra alle 12 .

Anime di luogo in luogo alla ricerca di Christian Boltanski, verranno fatte delle letture di Italo Calvino, Nuto Revelli.

Piazza Maggiore, Bologna, 21 aprile 1945. “il posto di ristoro”, delle fucilazioni dei partigiani. Nasce una epica spontanea, un racconto. E l’intervento di Christian  Boltanski oggi riflette su questo.

Una installazione  i Billboards/Tabelloni che lasciano un pò interdetti infatti ci sono sguardi penetranti che – simili ad un cartellone pubblicitario – troneggiano in vari punti della città, anche periferici. Sono gli occhi dei caduti partigiani in Piazza Maggiore, posti accanto a sala Borsa, ingranditi e posti di fronte a noi. Per non dimenticare, per ripassare ciò che è stato in un linguaggio fotografico aggiornato così come deve essere aggiornata la nostra coscienza storica. E grazie per avere trasformato Be (Bologna Estate) in Best , fa la sua differenza …

Le vie di Bologna in cui ci sono le installazioni

Via Agucchi / Via Arcoveggio / Via Battindarno / Via Colombo / Via di Corticella – fronte via Primaticcio / Via di Corticella / Via Due Madonne / Via Industria / Via Lenin / Via Lipparini – angolo via Stendhal / Via Marco Emilio Lepido / Via Mattei / Via Pertini / Via Zanardi / Viale Saragat / Via Shakespeare / Via Stalingrado / Viale Felsina / Viale Nenni / Viale Togliatti / Viale Vighi

Christian Boltanski l’autore

http://www.artribune.com/arti-visive/arte-contemporanea/2017/07/intervista-christian-boltanski-mostra-bologna/

La mostra al Mambo il curatore Danilo Eccher

 

Mambo mostra permanente

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Il Maestro Nino Migliori vede la sua foto nella conferenza del prof. Riccomini.

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Due anniversari nel 2017  per il MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna e per l’edificio che lo ospita, il Forno del pane: il 5 maggio di 10 anni fa apriva i battenti la nuova sede dedicata agli sviluppi più recenti dei linguaggi artistici, che raccoglieva l’eredità della Galleria d’Arte Moderna di Bologna.

Un secolo fa, nel 1917, entrava in funzione il forno cittadino voluto dal sindaco Francesco Zanardi per far fronte alle difficoltà di approvvigionamento dei cittadini bolognesi nel corso della prima guerra mondiale.Per celebrare questi eventi, venerdì 5 maggio e sabato 6 maggio 2017 il museo si apre alla cittadinanza con due giornate di festa sul tema che guidò l’attività politica di Zanardi: “Pane e Alfabeto”.

Il prof. Eugenio Riccomini ha tenuto una conferenza sul pane raffigurato nell’arte : il Pane dipinto , iniziando dalla raffigurazione del pane degli antichi egizi.

Le foto in alto  ritraggono il prof. Eugenio Riccomini in occasione della presentazione  del  volume : Scritti per Eugenio. 27 testi per Eugenio Riccòmini che il figlio Marco ha curato e gli ha dedicato. Nel volume (pubblicato con il patrocinio del Comune di Bologna ed il sostegno della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna) 27 saggi sull’arte antica e moderna, molti dedicati a Bologna e all’Emilia, scritti da storici dell’arte, appartenenti a diverse generazioni, alcuni dei quali amici personali di Riccòmini.

Al centro della foto il prof. Eugenio Riccomini, a sinistra la sua assistente Lorenza , il figlio Marco dietro lui e Alighiera Peretti Poggi, curatrice e figlia di Wolfango .(foto di Roberta Ricci)

 

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In occasione di Arte Fiera il Mambo ha ospitato numerosi e selezionati interventi, alcune opere che appartengono alla sua collezione come Regards, di Christian Boltansky che trasferisce gli sguardi dei caduti in piazza Maggiore in fotografie che paiono fluttuare

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Regards di Christian Boltansky

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Diario di Daniela Comani

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Riccardo Previdi

Mostra personale di  Lotsucht / Scandagliodipendenza, curata da Laura Carlini Fanfogna rende visibili negli ampi spazi della Sala delle Ciminiere 38 dipinti, prevalentemente di grandi dimensioni, creati dall’artista nell’ultimo decennio. La mostra è visibile fino al 17 aprile 2017.

 

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ORARI DI APERTURA
martedì, mercoledì, domenica e festivi h 10.00 – 18.00
giovedì, venerdì e sabato h 10.00 – 19.00
chiuso il lunedì

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