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Posts Tagged ‘Patrizia Pulga’

Alla Biblioteca di Imola (BIM) il 16 settembre alle 10,30

Le donne fotografe

Dalla nascita della fotografia ad oggi: uno sguardo di genere
Presentazione del libro di Patrizia Pulga Con la presenza dell’autrice e di Elisabetta Marchetti, assessora alla cultura
della città di Imola La rilettura al femminile della storia della fotografia porta alla riscoperta di antiche fotografe, spesso taciute dalla storiografia ufficiale, e mette in luce profili professionali di fotografe del passato recente e del presente attive in tutto il mondo. Frutto di più di vent’anni di studio e di lavoro, il libro presenta il profilo di più di duemila professioniste, oltre a informazioni sulle associazioni delle donne fotografe a livello mondiale e sulle mostre, biennali e festival e iniziative per valorizzarle.
Patrizia Pulga, bolognese, è fotografa e docente di fotografia e Charter Member di Women In Photography International. Si occupa di reportage sociale, in particolare sulla condizione delle donne nel mondo e delle modifiche urbanistiche e architettoniche in Europa e in U.S.A.

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In occasione della commemorazione della Strage del 2 agosto 1980  ho contattato i fotografi che hanno raccontato la strage  alla stazione di Bologna con le loro immagini. Alcuni autori delle fotografie di documentazione  si sono improvvisati fotografi e hanno donato alla storia l’episodio.
Ho parlato con la fotografa Patrizia Pulga che ha  raccolto, assieme agli altri,  le sue immagini all’Associazione per le vittime della strage.
Il suo racconto : all’epoca , con altri, avevamo uno studio in Via Alessandrini e improvvisamente è entrato un mio amico, sconvolto.
Era talmente stralunato che mi sono preoccupata molto seriamente perchè non capivo cosa fosse successo.
Nello spettacolo di macerie che ho visto,  ho scelto di non fotografare il sangue , anche se, quando sono giunta in stazione le persone erano già state soccorse.
Ho fotografato perchè mi sembrava la cosa più semplice da fare, per me, in quel momento. Impugnata la macchina fotografica mi è venuta una grande freddezza , dopo un momento di forte disagio, mi sono sentita di andare  avanti con il pilota automatico, avrei consegnato alla Storia quelle immagini.
Ho rifiutato le foto ad un settimanale perchè mi richiedeva una spettacolarizzazione del sangue .
Ci siamo trovati , in un secondo momento, assieme ad altre persone, anche non fotografi , ma testimoni  e passanti che avevano la macchina fotografica,  per  mettere assieme la documentazione e così abbiamo potutto fornire fin da subito il materiale per il catalogo che ha pubblicato il Comune. Ora le mie immagini sono in :
http://www.stragi.it/index.php?pagina=associazione&par=fotostrage

patrizia_pulga_3_comla fotografa Patrizia Pulga

strage immagini             una immagine della Strage della Stazione di Bologna del 2 agosto 1980

manifestazione 2 agosto

Intervista al fotoreporter Paolo Ferrari 

 

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Da Patrizia Pulga

Anche quest’anno alcune mie immagini saranno esposte, assieme ad altre scelte di Women In Photography International, al Salone internazionale della Fotografia PHOTO L.A., prestigiosa rassegna fotografica in USA.

 http://womeninphotography.org/Events-Exhibits/PhotoLA-2014/gallery-2.html

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auguri di gomma bicromataTANTI AUGURI DI CUORE A TUTTI VOI. ARRIVEDERCI A PRESTO E BUONE FESTE. UMBERTO

Quando il gioco si fa duro i duri cominciano giocare!

Ce la faremo anche stavolta! Buon 2014

Mario Rebeschini                                      foto di Mario Rebeschini

                                           Gli auguri della fotografa Patrizia Pulga

auguri 2014 di Patrizia Pulga

auguri di fausto

 

Gli auguri del fotografo Carlo Vannini 

Andrea_della_Robbia

Credo che nella vita degli uomini sia molto importante il “ricordare”… la memoria del nostro “passato” viene sempre “dimenticata” e la storia troppo spesso viene cambiata e manipolata da chi detiene il potere.

“memento”

I valori di solidarietà e convivenza civile li abbiamo sostituiti con l’interesse personale, i valori che si trasmettevano ai figli sono stati sostituiti dal: “fatti furbo”… ” tanto tutti fanno cosi, adeguati”… ” sono tutti uguali”…” tanto tutti rubano”… Vediamo genitori spingere i propri figli e figlie verso traguardi dettati solamente dai simboli e dalle icone della televisione, della moda e dello sport, dove la cosa più importante è l’apparenza, più importante ciò che sembra piuttosto di ciò che è… xfactor… le ambizioni al successo solo ed esclusivamente personale… il coltivare questi sentimenti credo sia alla base della nostra mancanza di senso civile e delle ingiustizie sociali.

Retorica?

Personalmente credo nella condivisione e nella collaborazione. Sono capitato casualmente su questa lettera di Tolstoi, e vorrei augurarvi Buon Natale e Buon Anno rendendovi partecipi di queste parole. “Tutti pensano a cambiare il mondo, ma nessuno pensa a cambiar se stesso”

“Solo voce, solo alito di vento sono. È la prima volta che rivengo qui, sulla terra, dopo lungo errare. Un secolo oramai è passato; quanti sguardi mi sono perso, quante lacrime, e battaglie. Ricordo gli ultimi tempi nella nostra villa, una villa immensa, piena di betulle, stagni, fili d’erba. Erano anni ormai che avevo deciso di lasciare ogni mondanità, ogni convenzione borghese che mi apparteneva, purtroppo, dalla nascita. Se mi guardo indietro niente mi sembra piccolo, a misura d’uomo; tutto invece è stato abbondante, titanico, oltremisura. In questa nebbia mi appari tu, Sofia, moglie devota e paziente, tu che mi hai donato tredici figli, tu che mi hai sopportato fino alla fine. Tu ed io diventammo bianchi insieme, come artide e antartide. E di questo ti ringrazio. Io capivo le tue ragioni, sai, quando litigavamo negli ultimi tempi per le questioni inerenti l’eredità. Comprendimi, come potevamo noi, già naviganti nell’opulenza più lorda, preservarci ancora, tenerci tutto per noi, senza motivo?

La decisione di dare tutti i diritti delle mie opere al popolo russo è stata un’aprirsi in petto di ogni cosa fino ad allora accumulata. Tutto il bene del mondo. La coltre di nebbia si diradò all’istante, e capii finalmente la mia missione, il mio scopo su questa terra. Donarmi agli altri, toglierli dalla miseria, dalla fame, dai marciapiedi della vita. Ricordi il viaggio che feci tempo prima proprio nella capitale? Ebbene, nell’istante in cui vidi quei poveri malfamati sul ciglio della strada, i visi tumefatti, la pelle sporca, i capelli arruffati, gli sguardi bui, percepii una fitta al cuore, la vergogna d’essere complice di quell’assassinio, io, essere umano come loro.

E poi la guerra, la miseria che ne deriva, il popolo oppresso dai governanti di sempre, avevano ridotto il mio Paese a una sterminata valle di stracci consunti, silenzi di tomba e denti mancanti.

È che non ce la facevo a vedere uomini soli, la realtà travisava ciò che il mio cuore invece urlava, e così decisi di percorrere all’indietro un cammino di redenzione, di distacco completo da tutto ciò che mi legava ai valori della società di allora.

Ma cosa vedo ancora? Nulla è mutato. Tutto si ripete, questa ciclicità di ipocrisie e falsi buonismi è ancora la melma nella quale navighiamo affogando; vi vedo disgiunti, come tanti insetti impazziti, ognuno col suo proprio destino e null’altro. Perché avete dimenticato di tendere la mano a chi vi sta vicino? Vedete che da soli non ce la farete mai. Come potete essere così ciechi, deviati dal vostro ego, voi creature infinitesime d’un universo in espansione? Guardate come siete esangui, facce consunte avete, e occhi vitrei che vagano a passeggio col proprio io. Iniziate a morire ormai; questo succede quando gli uomini non riescono a mettere radici negli altri, quando antepongono quello che hanno a quello che realmente sono, cioè particelle d’amore.

Anche l’amico Ernest, dopo di me, lo diceva spesso, che l’amore è l’unica cosa che riesce a farti dimenticare anche solo per un istante la morte, l’aridità del non esistere.

Non ci potevo credere negli ultimi tempi, quando sentivo parlare intorno a me dell’ “essere tolstoiani”; non riuscivo a credere di aver iniziato qualcosa. Vedevo giovani promettenti, belle fanciulle, uomini dotti, che venivano da me per aprirsi, per liberarsi di sé, per aiutare chi non ce la faceva.

“Anarchia cristiana” la chiamarono i miei detrattori. Stupidi esseri, inconsapevoli che unico mio volere era la fratellanza, l’amore sofferto, il sorriso di un nemico, il bacio di un figlio. Solo così, coltivando l’amore, ero sicuro, e lo sono ancora, che possiamo ritornare nel tutto cosmico che ci circonda colmi della grandezza ricevuta in dono in questo mondo.

 Perciò uomo, prodigati anche nel tuo piccolo, affinché la sfumatura dei tuoi gesti plasmi a poco a poco questo mondo informe d’amore.

 Lev Nikolàevic Tolstoj (1828-1910)

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CARLO VANNINI fotografo
Fotografie di Opere d’Arte,Architettura,Arredamento
Via Mentana , 9 42100 Reggio Emilia
+39 0522/435194 335/6912096
http://www.carlovannini.it carlovannini@carlovannini.it carlovannini@gmail.com

 

 

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invito

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patrizia pulga

 

 

La fotografa Patrizia Pulga in mostra all’Archiginnasio dal 9 al 30 novembre.

Una intervista alla fotografa Patrizia Pulga

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dal fotografo Mario Rebeschini 

Un presepio per non dimenticare

Mario Rebeschini

A sette mesi dal terremoto in vista del Natale, il card. Carlo Caffarra, arcivescovo di Bologna, ha lanciato «un vero grido di dolore», richiamando la responsabilità delle autorità di fronte a Dio. «Siamo certi che numerose comunità di fedeli – ha detto il cardinale –  a breve termine si potrebbero trovare senza luoghi di culto. Privati dell’esercizio di un diritto fondamentale: poter disporre di propri edifici di culto».

Ascoltando l’invito del vescovo e per sentirsi vicini a chi ancora vive in tenda o nel disagio, nella parrocchia Don Bosco è stato costruito con vere pietre, detriti, travi un presepio simulando una chiesa crollata durante la seconda scossa di terremoto.  Nel crollo della canonica un baule contenente le statue del presepio è rotolato distruggendosi a terra. Dal baule sono uscite le statue della natività che da anni rappresentavano il presepio a Natale rimaste miracolosamente intatte.

Un cd rilancia i comunicati dei telegiornali che ricordano il dramma di quelle  di quelle giornate alternandole con musiche

 Il presepio è visibile nella chiesa Don Bosco via Dal Monte 14, Quartiere Savena, dalle 7 alla 12,30 dalle 15 alle 19

 Didascalie  : Foto 1 e 2 il presepio

Il fotografo Mario Rebeschini ci ha donato un servizio fotografico speciale che pubblicheremo a breve.

Auguri con il presepe di Alberto Becca

Presepe di Alberto Becca

Per i bambini di tutte le età

Burattini a Bologna Natale 2012 Mostra e Spettacoli

da Riccardo e i suoi burattini

auguri 2013_Patrizia Pulga

Dalla fotografa Patrizia Pulga 

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