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Posts Tagged ‘Roberta Ricci video’

Di Marcello il ricordo più curioso e simpatico che ho erano le riunioni che organizzava a casa sua, per il progetto di una mostra, di una pubblicazione o un video. Riusciva a far incontrare i creativi più eterogenei e diversi che si possa immaginare, personaggi che potevano trovarsi insieme solo grazie alla sua sapiente, magica, mediazione. A ripensarci mi fa venire in mente il Pub frequentato da alieni di Guerre Stellari.

In verità Marcello era un fine intellettuale, molto attento alle tendenze artistiche, alle influenze di scienza e tecnologia sulla società. Infatti amava autori come J. G. Ballard e William Gibson che prediligevano appunto temi estremi della scienza sul sociale. Allo stesso tempo fine studioso delle avanguardie artistiche, all’evoluzione della percezione estetica nei vari movimenti d’avanguardia. Scriveva su varie riviste, pubblicato vari saggi dove rivelava sempre un sua visione originale, mai banale. Ha insegnato a Bologna e Ferrara, ultimamente alla prestigiosa Accademia di Brera.

Volentieri presentava artisti che in qualche modo ruotavano intorno alla sua personale Factory.

Un‘altro piacevole ricordo, a tal proposito, è quando all’Hotel Elvetia di Porretta terme presentò un mio libro di fantascienza appunto, parlò per quasi due ore, analizzando ed estrapolando significati nascosti e pertinenti che mi sorpresero. Elogiò sopratutto un racconto “ Simulator’s scream” per l’originalità e le implicazioni filosofiche.

La notizia della sua scomparsa mi ha colpito e rattristato, come tutti quelli che lo conoscevano del resto. Una grave perdita certo, che però vivrà nei nostri ricordi e nell’eredità delle sue idee, delle sue pubblicazioni, delle tante esposizioni da lui organizzate.

Willy Masetti

 

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Ha avuto luogo un Seminario di formazione , presso l’Auditorium della Regione Emilia Romagna, “80 anni dalle leggi razziali” a cura dell’Ordine dei Giornalisti e della Fondazione Giornalisti dell’Emilia Romagna , con la presenza della Presidente dell’Assemblea Legislativa Simonetta Saliera, il cui intervento è stato : “Coltivare la memoria in Assemblea Legislativa “, Claudio Santini, giornalista ha parlato delle “Leggi razziali e i giornali”, il prof. Luciano Casali (docente universitario di Storia contemporanea) ha parlato del “Momento storico dell’emanazione delle leggi razziali” , mentre Lucio Pardo (già presidente della comunità ebraica e insegnante di ebraismo allo Studio Filosofico domenicano) ha parlato de : “Il pretesto della razza per la persecuzione ebraica”.

Lucio Pardo all’interno della sua conferenza ha sviluppato un tema, insolito,  una lettura che provoca fastidi solo a sentirla, ha trovato l’edizione originale del “Mein Kumpf” e l’ha letta tutta in tedesco , evidenziandone i particolari inquietanti, Hitler voleva passare a filo di spada , radere al suolo l’Europa per realizzare l’impero che aveva in testa,  e aveva adocchiato la vastissima Russia. Durante le sue conferenze  Lucio Pardo sfuma nei particolari , quelli che gli raccontavano quando era Presidente della Comunità Ebraica, omettendo i nomi ma lasciando con tutta la forza del ricordo ciò che è stato ed aiutandoci nella ricostruzione della memoria e dei fatti. All’epoca delle leggi razziali  Pardo aveva due anni e diceva di non sentirsi una minaccia per la razza .

Durante la conferenza ha mostrato le foto  di un soldato delle Waffen SS che mostrava alla famiglia di come era bravo ad ammazzare due persone per volta, risparmiando sulle pallottole. Ha raccontato di come un altro delle SS avesse chiesto il perdono a Wiesenthal in punto di morte dei suoi crimini , aveva giustiziato donne e bambini di un villaggio ed era inciampato in una mina riducendosi in fin di vita, Wiesenthal gli disse : “Io la posso perdonare ma lei a me non ha fatto niente. Lo dovrebbe chiedere ai sopravvissuti delle  famiglie che ha giustiziato “.

Nel suo torrente di memorie Lucio Pardo non tiene conferenze, entra in dettagli della storia che ha vissuto generazionalmente  e si fa portatore di memoria, di racconti familiari e sociali che gli hanno trasmesso, e diventa  lui stesso, la persona , un trait d’union col passato con cui vorresti parlare e da presentare ai  figli e alle generazioni per fare prendere coscienza di ciò che è stato.

http://www.youtube.com/watch?v=HA35IBAJTQo

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Avrà luogo il 15 settembre alle 18 l’inaugurazione della mostra di Alessandro Gui : “Omaggio a Hopper e divagazioni ” alla Fondazione Carlo Gajani in Via Castagnoli, 14 a Bologna.

l’articolo di Marco Ottavio Avvisati De Martino

https://www.iamcontemporaryart.com/single-post/LINTERVISTA-ESCLUSIVA-AD-ALESSANDRO-GUI-E-LA-SUA-ARTE-DI-ASCOLTARE-IN-MOSTRA-A-BOLOGNA

 

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 Il premio Paolo Volponi per l’impegno civico, quest’anno, è andato  a Mauro Felicori, in precedenza dirigente del Comune di Bologna ora direttore della Reggia di Caserta, a conferirgli il premio Davide Ferrari, direttore artistico della Casadeipensieri nell’ambito della Fest’Unità di Bologna Parco Nord /Romanzo Popolare. Hanno presenziato il giornalista Mauro Alberto Mori, Marco Marozzi, Paola Bergonzoni, ha parlato delle sue precedenti collaborazioni  con Mauro Felicori, Mons. Ernesto Vecchi, Walter Vitali già Sindaco di Bologna e la direttrice dell’Accademia delle Belle Arti (di cui Mauro Felicori è stato docente)  Eleonora Frattarolo.

 

 

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 Presso la libreria MODO INFOSHOP (Interno 4 Bologna) si è tenuta la presentazione di L’ho uccisa perché l’amavo. FALSO! (Laterza), un libro di Loredana Lipperini e Michela Murgia.

Franca Menneas (Amnesty International Bologna) ne ha parlato con Michela Murgia.

Prima parte

Il libro affronta il tema della violenza maschile sulle donne. Delitto passionale. Raptus. Gelosia. Depressione. Scatto d’ira. Tragedia familiare. Perché lei lo ha lasciato, chattava su Facebook, non lo amava più, non cucinava bene, lavorava, o non lavorava. Nascondendo la vittima, le cronache finiscono con l’assolvere l’omicida: una vecchia storia, nata in tempi lontani e ancora viva fra noi. Per questo bisogna imparare a parlare di femminicidio. Tutti, non solo i media. Dobbiamo farlo noi. Dobbiamo trovare le parole.

Riprese di Roberta Ricci e montaggio di Federica Fabbiani – women.it

Seconda parte

Il libro affronta il tema della violenza maschile sulle donne. Delitto passionale. Raptus. Gelosia. Depressione. Scatto d’ira. Tragedia familiare. Perché lei lo ha lasciato, chattava su Facebook, non lo amava più, non cucinava bene, lavorava, o non lavorava. Nascondendo la vittima, le cronache finiscono con l’assolvere l’omicida: una vecchia storia, nata in tempi lontani e ancora viva fra noi. Per questo bisogna imparare a parlare di femminicidio. Tutti, non solo i media. Dobbiamo farlo noi. Dobbiamo trovare le parole.

Riprese di Roberta Ricci e montaggio di Federica Fabbiani – women.it

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