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Posts Tagged ‘Roberta Ricci video’

Ha avuto luogo un Seminario di formazione , presso l’Auditorium della Regione Emilia Romagna, “80 anni dalle leggi razziali” a cura dell’Ordine dei Giornalisti e della Fondazione Giornalisti dell’Emilia Romagna , con la presenza della Presidente dell’Assemblea Legislativa Simonetta Saliera, il cui intervento è stato : “Coltivare la memoria in Assemblea Legislativa “, Claudio Santini, giornalista ha parlato delle “Leggi razziali e i giornali”, il prof. Luciano Casali (docente universitario di Storia contemporanea) ha parlato del “Momento storico dell’emanazione delle leggi razziali” , mentre Lucio Pardo (già presidente della comunità ebraica e insegnante di ebraismo allo Studio Filosofico domenicano) ha parlato de : “Il pretesto della razza per la persecuzione ebraica”.

Lucio Pardo all’interno della sua conferenza ha sviluppato un tema, insolito,  una lettura che provoca fastidi solo a sentirla, ha trovato l’edizione originale del “Mein Kumpf” e l’ha letta tutta in tedesco , evidenziandone i particolari inquietanti, Hitler voleva passare a filo di spada , radere al suolo l’Europa per realizzare l’impero che aveva in testa,  e aveva adocchiato la vastissima Russia. Durante le sue conferenze  Lucio Pardo sfuma nei particolari , quelli che gli raccontavano quando era Presidente della Comunità Ebraica, omettendo i nomi ma lasciando con tutta la forza del ricordo ciò che è stato ed aiutandoci nella ricostruzione della memoria e dei fatti. All’epoca delle leggi razziali  Pardo aveva due anni e diceva di non sentirsi una minaccia per la razza .

Durante la conferenza ha mostrato le foto  di un soldato delle Waffen SS che mostrava alla famiglia di come era bravo ad ammazzare due persone per volta, risparmiando sulle pallottole. Ha raccontato di come un altro delle SS avesse chiesto il perdono a Wiesenthal in punto di morte dei suoi crimini , aveva giustiziato donne e bambini di un villaggio ed era inciampato in una mina riducendosi in fin di vita, Wiesenthal gli disse : “Io la posso perdonare ma lei a me non ha fatto niente. Lo dovrebbe chiedere ai sopravvissuti delle  famiglie che ha giustiziato “.

Nel suo torrente di memorie Lucio Pardo non tiene conferenze, entra in dettagli della storia che ha vissuto generazionalmente  e si fa portatore di memoria, di racconti familiari e sociali che gli hanno trasmesso, e diventa  lui stesso, la persona , un trait d’union col passato con cui vorresti parlare e da presentare ai  figli e alle generazioni per fare prendere coscienza di ciò che è stato.

http://www.youtube.com/watch?v=HA35IBAJTQo

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Avrà luogo il 15 settembre alle 18 l’inaugurazione della mostra di Alessandro Gui : “Omaggio a Hopper e divagazioni ” alla Fondazione Carlo Gajani in Via Castagnoli, 14 a Bologna.

l’articolo di Marco Ottavio Avvisati De Martino

https://www.iamcontemporaryart.com/single-post/LINTERVISTA-ESCLUSIVA-AD-ALESSANDRO-GUI-E-LA-SUA-ARTE-DI-ASCOLTARE-IN-MOSTRA-A-BOLOGNA

 

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 Il premio Paolo Volponi per l’impegno civico, quest’anno, è andato  a Mauro Felicori, in precedenza dirigente del Comune di Bologna ora direttore della Reggia di Caserta, a conferirgli il premio Davide Ferrari, direttore artistico della Casadeipensieri nell’ambito della Fest’Unità di Bologna Parco Nord /Romanzo Popolare. Hanno presenziato il giornalista Mauro Alberto Mori, Marco Marozzi, Paola Bergonzoni, ha parlato delle sue precedenti collaborazioni  con Mauro Felicori, Mons. Ernesto Vecchi, Walter Vitali già Sindaco di Bologna e la direttrice dell’Accademia delle Belle Arti (di cui Mauro Felicori è stato docente)  Eleonora Frattarolo.

 

 

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 Presso la libreria MODO INFOSHOP (Interno 4 Bologna) si è tenuta la presentazione di L’ho uccisa perché l’amavo. FALSO! (Laterza), un libro di Loredana Lipperini e Michela Murgia.

Franca Menneas (Amnesty International Bologna) ne ha parlato con Michela Murgia.

Prima parte

Il libro affronta il tema della violenza maschile sulle donne. Delitto passionale. Raptus. Gelosia. Depressione. Scatto d’ira. Tragedia familiare. Perché lei lo ha lasciato, chattava su Facebook, non lo amava più, non cucinava bene, lavorava, o non lavorava. Nascondendo la vittima, le cronache finiscono con l’assolvere l’omicida: una vecchia storia, nata in tempi lontani e ancora viva fra noi. Per questo bisogna imparare a parlare di femminicidio. Tutti, non solo i media. Dobbiamo farlo noi. Dobbiamo trovare le parole.

Riprese di Roberta Ricci e montaggio di Federica Fabbiani – women.it

Seconda parte

Il libro affronta il tema della violenza maschile sulle donne. Delitto passionale. Raptus. Gelosia. Depressione. Scatto d’ira. Tragedia familiare. Perché lei lo ha lasciato, chattava su Facebook, non lo amava più, non cucinava bene, lavorava, o non lavorava. Nascondendo la vittima, le cronache finiscono con l’assolvere l’omicida: una vecchia storia, nata in tempi lontani e ancora viva fra noi. Per questo bisogna imparare a parlare di femminicidio. Tutti, non solo i media. Dobbiamo farlo noi. Dobbiamo trovare le parole.

Riprese di Roberta Ricci e montaggio di Federica Fabbiani – women.it

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Entra nella fase finale  la docu-fiction “Caro Lucio ti scrivo”, prodotta da Giostra film, con il sostegno della Regione Emilia-Romagna – Emilia-Romagna Film Commission, il contributo di Unipol Banca, Coop Reno e il Patrocinio del Comune di Bologna.

Per sapere a che punto erano i lavori abbiamo intervistato il regista Riccardo Marchesini . In marzo il film sarà nelle sale.

http://www.youtube.com/watch?v=K01-ph1DZps

http://www.caroluciotiscrivo.it/casting/

http://www.caroluciotiscrivo.it/il-film/

http://www.caroluciotiscrivo.it/

 

La filmografia del regista Riccardo Marchesini :

Bocca di rosa

Gli ultimi

 

I docufilm :

Buio in sala

I luoghi immaginati di Pupi Avati

Voci in nero

Paese mio

Gabriele Tinti (1920-1991)

 

Si ringrazia il regista Riccardo Marchesini per la disponibilità sempre prestata fin dalle origini dell’intervento  di Mistic Media

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Bologna ha perso, negli ultimi tempi, tre artisti che ne hanno caratterizzato a fondo la seconda metà del secolo scorso e oltre, ma la legge implacabile dell’età, dei novant’anni, sfiorati o addirittura sorpassati, non ha dato scampo. Si tratta di Pirro Cuniberi, Sergio Vacchi e Vasco Bendini. I secondi due, peraltro, avevano lasciato da tempo la loro città per lunghe residenze a Roma. E così, è più che giusto che la romana Accademia di S. Luca, da tempo in pieno rilancio, dedichi proprio a Bendini (1922-2013) un’ampia rassegna, relativa all’ultima fase della sua laboriosa carriera. Che inizia nella città Felsinea all’avvio dei ’50 del Novecento, all’insegna dell’”Ultimo naturalismo” lanciato dal critico petroniano più  illustre, Francesco Arcangeli, nella cui concezione, tuttavia,  il richiamo al naturalismo era appena un modo di rispettare la tradizione longhiana che lo aveva nutrito, ma per giungere a un livello ben più profondo, a quella piena deflagrazione e immersione nel sottosuolo che fu l’Informale. Infatti Vasco aveva ben poco da spartire con qualsivoglia traccia di naturalismo o di funzione clorofilliana, semmai un maestro era da lui reperito, più che in Morandi, in Virgilio Guidi, un Maestro del primo Novecento che, in quanto docente della locale Accademia di belle arti, poté esercitare un qualche impatto su quella scena. Infatti nei primi dipinti bendiniani si potevano indovinare, seppure a stento, le tracce di un volto, ma non certo forante, come i fendenti con cui Guidi, in gara con i tagli di Fontana, solcava le tele. Fin dall’inizio per Bendini si parlò di Veroniche, cioè di impronte prese da corpi affondati chissà dove, di cui si scorgevano tutt’al più le impronte delle canne nasali, o occhiaie, ma vuote, come antri tenebrosi. Per più di un decennio l’artista bolognese ha condotto i suoi minuziosi e sfuggenti scandagli, affioranti in bolle aeree,  in pozze sulfuree. Poi ha avuto un guizzo di energia, anche sulla scorta di un altro critico, Maurizio Calvesi, che lo aveva informato sulle novità del panorama newyorchese, portandolo a tentare le mosse ardite dello happening e della performance. Queste nuove modalità chiedevano spazio, e infatti Bendini andò a coltivarle nelle ampie stanze del Palazzo Bentivoglio, facendo scuola, trascinando al suo seguito due promesse poi ampiamente realizzate, Pier Paolo Calzolari, attraverso cui anche Bologna divenne una colonia dell’Arte povera, e Luigi Ontani, chiamato a capovolgere il pendolo e a dare la stura a un’arte “ricca”, sontuosa, evocativa al massimo. Bendini, ben lieto di aver scatenato queste energie, ritenne però che per lui fosse tornato il tempo di ridarsi alle armi classiche della pittura, ma sollecitate a spremere da sé tutte le possibilità di competere con i recenti ritrovati della tecnologia. E così siamo proprio all’attuale mostra dedicata per intero alle prove degli ultimi tempi. Magari, volendo, si possono ancora scorgere vaghi riferimenti a una canna nasale, a un volto che si schiaccia contro la superficie lasciando minime impronte di sé, segnalate da qualche frammento residuo, da qualche luminosità aggettante dagli abissi. In sostanza, Bendini ha voluto dimostrare che la vecchia signora, la pittura affidata al pennello, può contrastare il passo agli allagamenti diafani e immateriali che si possono ottenere con la luce al neon, o con una manciata  di “led”, scintillanti come un branco di meduse, come un plancton diffuso a perdita d’occhio. O è anche come un rifare le Ninfee di Monet, ma non sorprese sul pelo dell’acqua, bensì in profondità oceaniche.

   Renato Barilli

Vasco Bendini. Opere 2000-2013, a cura di F. D’Amico. Roma, Accademia di S. Luca, fino al 2 ottobre. Cat. Lubrina.

Il Video è  di Roberta Ricci

 http://www.accademiasanluca.eu/it/news/id/2787/mostra-vasco-bendini-opere-2000-2013

Roma : Accademia nazionale di San Luca

La mostra rimarrà aperta fino a sabato 1 ottobre 2016. Orario: dal lunedì al sabato, dalle 10 alle 19. Ingresso libero.

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Padre Bernardo Boschi OP ricordando il giovane Lucio disse che gli portò le parole di 4 marzo 1943 e p. Boschi gli disse che non era opportuno usare la parola  puttana , ma quando non c’ero la diceva…

 

 

All’indomani del 4 marzo 2012 in giro per cercare Lucio Dalla , incontro con il prof. Renato Barilli

 

 

Il ricordo in Piazza 4 marzo 2012

 

Ad un anno dalla scomparsa di Lucio Dalla un grande concerto in Piazza  era il 2013, la conferenza stampa a Palazzo D’Accursio

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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