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Posts Tagged ‘Umberto Faedi “Il Moschetto”’

Una domenica speciale davvero. Siamo a Marghera Vecchia al Barkala’ che Stefano ha intenzione di rinominare Aldreghetti con Amici speciali. Siamo comodamente sistemati nella Sala Venezia non ancora aperta ufficialmente e Stefano comincia a deliziarci con una Spuma o Crema di Baccala’ mantecato con foglia di Parmigiano Reggiano mescolato con cioccolato fondente abbinate a uno  Spritz preparato dalla Maestra Sommelier Maria Vianello. Sarde in Saor veramente divine con Saba originata da riduzione di Amarone di Valpolicella fatta da lui: le abbiniamo un Sauvignon Santa Caterina Collio Sauvignon Fantinel 12,5°. Intenso e profumato di fiori bianchi con un buon corpo. Seppie in nero profumatissime e delicatissime ci portano a un Risotto con Pane Carasau e Bottarga di Tonno gyarniti con Baccala’ abbinato a un Tocai Friulano Villa Danieli Friuli Colli Orientali DOC 13, 5° 2015.  Un inedito Mari e Monti con Peoci Verdi, connubio tra Cozza verde e Datteri di mare e Chiocciole in letto di sale iodato di Cervia. In marriage con un Pignoletto Modena Chiarli 1860 Spumante Secco 11,5°. Uno squisito Baccala’ alla Vicentina prosegue lo squisito pranzo che si conclude con un delizioso Tiramisu’ con Pan di Spagna, imbibito da Cointreau e birra Adelscott chiude questo magnifico pranzo. Ecco un Rum Brugal Gran Riserva Puerto Plata della Repubblica Dominicana. Un imprevisto sabrage fatto con bottiglie di Extra Dry Spumante Millesimato Ca’ Ernesto eseguito dai Maestri Sommeliers Sabreurs Maria Vianello e Umberto Faedi ha fatto da corollario alla trasferta che ripeteremo assai presto.

Umberto Faedi

 

Le foto di Umberto Faedi :

1.Tiramisù con Pan di Spagna, Cointreau, Adelscott e Pralina guarnito con foglia d’oro

2. Mari e monti con Peoci verdi ibridati con Datteri di mare e Chiocciole di mare su un letto di Sale iodato di Cervia

3. Le Seppie in nero

4. Le Sarde in Saor

5. Il tavolo per preparare piatti alla lampada

6. Lo Spritz preparato dalla Maestra Sommelier Maria Vianello

7. Particolare

8. La nuova insegna

 

http://nuovavenezia.gelocal.it/venezia/cronaca/2017/02/12/news/nasce-barkala-il-locale-del-baccala-1.14870590

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L’appuntamento con i vini della Cantina Le Vie di Romans conclude la serie delle degustazioni gratuite prima dell’estate alla Enoteca La Cantina in Via Murri 105/D.

L’azienda si trova a Mariano del Friuli in provincia di Gorizia e ha da sempre improntato la sua filosofia ad  uno stretto connubio tra l’ambiente, l’uomo e le tecniche di viticoltura.

Iniziamo con Piere Sauvignon Blanc DOC Friuli Isonzo Rive Alte 2015 con 13,5″. Colore giallo dorato delicato, profumo tipico di salvia e di frutta e note di frutta tropicale. Molto intenso e persistente. Al palato risulta assai gradevole.

Segue Dolee Friulano 2015 con 13,50″, il già noto Tocai, sempre DOC Friuli Isonzo. Un bel colore giallo paglierino un po tenue. Note di fiori bianchi e frutta bianca con sfumature aromatiche. In bocca denota una marcata aromaticità e grande persistenza con finale di mandorla amara.

Grande carattere. Dis Cumieris Malvasia Istriana 2015 che porta 13″veramente particolare. Alla vista denota un bel colore giallo oro delicatissimo.

Profumi intensi di frutta bianca. Molto secco, persistente. Lo Chardonnay Vie Di Romans 2016 che dichiara 14,5″ conclude questa gradevolissima ed interessante tornata. Ha un particolare colore giallo oro e sentori di frutta bianca e fiori bianchi. Rivela al palato note di frutta secca.

Come gli altri persistente e di grande carattere. Nicola e il suo staff hanno accolto i fortunati ospiti con la solita cortesia e simpatia  Gli appuntamenti gratuiti di degustazione alla Enoteca La Cantina in Via Murri 105/D riprendono dopo l’Estate.

Umberto Faedi

Nicola Castellucci e il rappresentante della Cantina Le Vie di Romans

 

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nella foto Umberto Faedi e Giulio Biasion

Maria Grazia Palmieri ideatrice di Gustacinema

La Settima Edizione di GustaCinema si è chiusa con la disfida tra gli allievi dell’IPPSAR Bartolomeo Scappi della sede di Casalecchio ValSamoggia e due chef amateurs. La rassegna nasce dalla idea di Maria Grazia Palmieri e l’edizione di quest’anno era dedicata a Sofia Loren, icona del cinena italiana e simbolo di Napoli e della sua cultura gastronomica.  Teatro della contesa la bella sala della Tenuta Santa Croce a Monteveglio.  Giorgio Chiarli e la sua famiglia hanno gradevolmente ospitato per l’ennesima volta gli chefs, la giuria e un folto numero di persone che dal tardo pomeriggio si sono accomodati ai tavoli per assistere alle preparazioni in diretta e successivamente degustarle. L’evento finale è stato preceduto da due appuntamenti. Il primo si è tenuto alla Pizzeria Regina Sofia in Via Clavature a Bologna. Circondati da splendide immagini della Loren la giuria ha assaggiato e votato le pizze ispirate ai films della divina Sofia preparate in diretta dai pizzaioli del locale. La seconda tappa si è svolta alla sede della Associazione Panificatori in Via Gnudi a Bologna. I fornai prescelti hanno preparato tipi di pane e cornetti con riferimenti ai film della grande Sofia. Gli allievi del professor Francesco Spaniscia hanno realizzato due antipasti: il primo era un uovo in camicia assai originale ed il secondo un uovo al pomodoro molto delicato. A seguire il professor Spaniscia ha preparato Paccheri ripieni di pomodoro, ricotta di pecora, mozzarella e pecorino romano. Gli chef amateurs Giovanna Tabanelli e Stefano Fini si sono cimentati in una disfida sugli Spaghetti alla Bolognese per ricordare l’Amico Piero Valdiserra. Lo Spaghetto d’Oro 2018 istituito in suo ricordo è stato attribuito ai disegnatori umoristici Zap & Ida. Presenti la compagna Simonetta, Giulio Biasion amico ed editore del libro scritto da Piero “Spaghetti alla Bolognese: l’altra faccia del tipico”, il sottoscritto ed altri amici Piero è stato con tutti noi. I due piatti di Spaghetti alla Bolognese sono stati rispettivamente il primo di Giovanna Tabanelli ispirato a “Una giornata particolare” con un ragù fatto senza maiale e a base di carne rossa, aglio, alloro, molta passata di pomodoro e vino. Molto delicati e gradevoli. Lo Spaghetto alla Bolognese proposto da Stefano Fini era ispirato al film “Ieri, oggi, domani” ed è stato condito con un ragu’ preparato con coppone, odori, passata di pomodoro, pancetta stesa e latte aggiunto alla fine. È risultato vincitore della disfida mentre i due allievi hanno avuto lo stesso punteggio.

Giorgio Chiarli ha abbinato le portate con la Cuvee Nettuno Brut Nature molto apprezzata da tutti.

Umberto Faedi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Il primo appuntamento della nuova serie ” Il Sabato della Cantina” organizzato da Nicola Castellucci e dal gruppo della Enoteca La Cantina di Via Murri 105/D  riguarda l’Azienda di Michele Satta.

E’ tra i cinque fondatori della DOC Bolgheri e ha raccontato agli intervenuti il territorio facendo degustare alcuni dei suoi vini più rappresentativi di questa importante zona vinicola.

Il primo vino è Costa di Giulia Bolgheri Bianco 13,5° originato da Uve Vermentino al 70% e Sauvignon al 30%. Profumi intensi fruttati, fiori bianchi maturi, intenso, di carattere. Persistente ed equilibrato con buona acidità. A seguire Bolgheri Rosso DOC 2016 13,5. Blend di Cabernet Sauvignon, Merlot, Syrah e Teroldego ha un colore rubino intenso con unghia quasi violacea. Sentori intensi di frutta rossa, spezie non ancora evolute. Intenso, persistente, ancora molto giovane davvero, buona acidità. Passiamo a Piastraia Bolgheri Rosso Superiore DOC 2015  da Uve Syrah 14°. Rubino carico con unghia accentuata. Intenso ma non aggressivo al naso, note di frutta rossa molto intense, spezie non accentuate. Abbastanza morbido e gradevole al palato, buona intensità e persistenza. Buon finale al gusto di pepe nero e giusta acidità. Concludiamo questa intetessante degustazione con Cavaliere Rosso Toscana IGT 2015 da Uve Sangiovese al 100% che dichiara 13,5°. Colore rubino assai accentuato, al naso risulta non aggressivo e con buona persistenza. Potente ed imperioso, note di spezie, legno e viola. Discretamente morbido, equilibrato e deciso, lungo e gradevole. Buona acidità e persistenza.

Tutte le degustazioni che si tengono alla Enoteca La Cantina in Via Murri 105/D  sono gratuite.

Arrivederci alla prossima!

Umberto Faedi

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Il secondo appuntamento previsto dal sodalizio AMO – Associazione Mescitori Organizzati alla Cantina Bentivoglio in Via Mascarella, che aderisce ad AMO assieme ad altri sedici locali ed enoteche di Bologna, riguarda il Vitigno Montepulciano. Questa varietà trova la sua massima espressione negli Abruzzi pur essendo diffuso su buona parte del versante adriatico partendo dalle Marche e arrivando fino alla Puglia.

Pare sia arrivato dalla Toscana nell’Ottocento in Valle Peligna ai piedi della Majella e colà ha avuto la sua prima allocazione per diffondersi successivamente nelle colline abruzzesi trovando una ottima ambientazione. Particolare attenzione al Montepulciano e ai cambiamenti climatici che hanno portato il vitigno a mutare nel tempo è stata posta da Francesco Paolo Michetti e dall’agronomo dell’Universita’ di Bologna Professor Gabriele Valentini.

Negli Abruzzi il vino era il Cerasuolo Rosato mentre il Rosso Montepulciano veniva definito Fermentato. Il Cerasuolo si abbina con tutti i piatti mentre il Rosso veniva bevuto solo alla domenica.

Dopo le affascinanti ed interessanti note sui territori abruzzesi nei quali questo vitigno trova la sua massima espressione siamo  passati alla degustazione. Iniziamo con Cerasuolo Superiore d’Abruzzo 2016 Azienda Praesidium 13,5°. Colore rubino, sentori intensi di frutta rossa, deciso e persistente al gusto con giusta acidità. Viene da una collina di 400 metri.

Il Cerasuolo d’Abruzzo Le Cince Cantina De Fermo 2016 12,5° ha origine da una altezza di circa 300 metri. Bel rubino con intense note fruttate fresche, marasca. Persistente e gentile, ottima acidità. Ecco Il Montepulciano Vigneto di Popoli della Cantina Valle Reale 2016 con 13°. Bel colore rubino, intenso all’olfatto, spiccate note fruttate. Persistente ed equilibrato, buona acidità. Abbiamo ora il Montepulciano Concrete Azienda De Fermo 2016 13,5°. Rosso rubino intenso con spiccate note di frutta rossa, buona acidità e persistenza. A seguire il Montepulciano d’Abruzzo San Calisto Azienda Valle Reale 2015 con 12,5°. Solito rubino un poco carico, al naso intenso e fruttato. Buona persistenza, equilibrio e giusta acidità. Ora il Montepulciano d’Abruzzo Riserva Azienda Praesidium 2013 13,5°. Rubino carico, fine e intenso al naso. Spiccati sentori di frutta rossa e marasca che caratterizza i Montepulciano. Persistente, equilibrato, selvatico con buona acidità. Questo Montepulciano d’Abruzzo Riserva Cru Vigneto Sant’Eusanio 2011 della Cantina Valle Reale 12,5° che ci viene messo nel bicchiere è veramente particolare. Rosso rubino carico con unghia violacea, intenso, minerale, pulito al naso e molto gradevole al gusto. Persistente e molto strutturato, equilibrato, fine, elegante e con ottima acidità e giusta nota alcolica. A sorpresa arriva un altro vino: un Montepulciano d’Abruzzo Prologo Riserva 2011 con 14° della Azienda De Fermo. Rubino carico, elegante al naso.Tannino equilibrato, lungo, strutturato e gradevole. Ha concluso questa interessante e ben riuscita degustazione un assaggio di Olio d’Oliva Extravergine di Dritta Loretese della Azienda Valentini sita a Loreto Aprutino. E l’Olio d’Oliva Extravergine abruzzese non delude mai. Pieno, intenso, limpido, fruttato, profumato, gustoso e con un bellissimo colore. Presente alla degustazione il produttore Stefano Pepetti Ceroni della Azienda De Fermo che ha intrattenuto ed interessato i presenti con aneddoti riguardanti il Montepulciano  l’Abruzzo.

 

Umberto Faedi

 

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Juan Martin Guevara ha presentato a Bologna il suo libro intitolato ” Il Che Mio Fratello” scritto in collaborazione con la giornalista francese Armelle Vincent che tratta del suo rapporto con Ernesto soprannominato Che. Il fratello minore del Che vive a Buenos Aires in Argentina, nazione originaria della Famiglia Guevara de la Serna e durante il regime militare ha passato quasi nove anni in galera a causa della sua attività politica contro il governo e della sua stretta parentela con il Che. Dopo la scarcerazione ha avviato una attività di commercio di sigari cubani e ha fondato l’Associazione “Sulle tracce del Che”. In questo libro svela un Che sconosciuto partendo dagli anni dell’infanzia durante i quali Ernesto ebbe gravi problemi di salute dovuti ad una strana forma di asma a quelli della adolescenza nei quali Ernesto era un ragazzo normale ma molto esuberante, divorava libri e giocava a rugby. Un ragazzo romantico e cocciuto, molto tenero con i fratelli, il prediletto di casa che si laurea a tempo di record in medicina e scrive lettere malinconiche alla Famiglia colpito dalle ingiustizie e dalle miserie viste percorrendo in motocicletta migliaia di chilometri in molti paesi della America Latina. E’ diventato una persona eccezionale: i grandi uomini sono rari ma esistono. Dopo gli appuntamenti nelle librerie ha visitato la sede di Via Battiferro delle Cucine Popolari e ha incontrato amici e giornalisti. La prima sede delle Cucine Popolari voluta da Roberto Morgantini e da sua moglie che nella primavera del 2018 inaugurerà la quarta sede ha accolto Juan Martin Guevara nello stesso modo come ogni giorno accoglie decine di persone sole o in difficoltà. Terminate le interviste e i saluti Juan Martin si è seduto a tavola per mangiare assieme a Roberto e alle tante persone che vanno in Via Battiferro per stare assieme e rifocillarsi, assistiti dai lodevoli volontari che servono a tavola e si alternano in cucina per preparare i piatti e senza i quali l’iniziativa non potrebbe andare avanti. Mentre mangiava le buone tagliatelle al ragù preparate dalle cuoche e dai cuochi volontari ha autografato volentieri molte copie del suo libro scrivendo una dedica a tutti coloro che glielo hanno chiesto. Juan Martin è venuto a Bologna e in Italia con il supporto della Associazione Italia Cuba rappresentata da Mauro Collina che lo accompagnava. Presente la Presidente provinciale dell’ANPI e numerosi giornalisti e fotografi tra i quali Mario Rebeschini, Roberta Ricci e Pasquale Spinelli. Mentre Juan Martin mangiava e autografava i libri un bel gruppo formato da donne africane e musicisti con tamburi e chitarre hanno cantato e suonato la celebre canzone Comandante Che Guevara. È stato davvero un incontro emozionante!

Umberto Faedi

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La Cantina Lodi Corazza comincia a far uscire le prime bottiglie nel 1877  arrivando fino alla attuale generazione. Silvia e Cesare hanno preso in gestione l’azienda venti anni fa dando una impronta al passo coi tempi restando nel solco della tradizione. La serata molto informale si è tenuta nella bella sala di degustazione al primo piano della Cantina.

Dotata di ogni comfort e nella quale sono esposti oggetti inerenti la civiltà contadina e la viticoltura era allestita con tavoli sui quali si poteva scegliere cosa mangiare e bere. Presenti tutti i vini bianchi e rossi che la Cantina propone e Silvia continuamente portava bottiglie e le stappava. Zigant e Pignoletto Spumante e Frizzante, Bentivoglio Bianco Bologna e Castelzola. Corrado, Merlot, Barbera e Barbera Frizzante e Castelzola Rosso a disposizione per abbinamenti secondo piacere con appetitose torte salate, sottaceti e sottoli di grande gusto, crescente e un pane montanaro con l’uvetta fatto e portato da Gianluca Balestri che si è rivelato una vera sorpresa. E ancora tartine con aringhe, deliziosa pizza farcita, pecorino stagionato, salame ubriaco al Pignoletto e una ottima porchetta di Comellini, Anzola Emilia. Silvia a un certo punto ha portato alcune bottiglie di Corrado 2008 che aperte sono risultate ottime. Su un tavolo a parte comparivano una grande varietà di dolci che si potevano abbinare con il Castelzola Passito. A piano terra in una sala discosta il signor Gianluca Balestri di Pavullo oltre al pane dispensava delizie a chi entrava e si siedeva. Viene da una famiglia di borlengai di San Giacomo di Montese e ci ha deliziato con i suoi borlenghi abbinati con Corrado 2012 Merlot 13,5°, Castelzola Rosso 2012 e Barbera Frizzante14°. I borlenghi erano impreziositi da un Parmigiano Reggiano 30 mesi e da un eccelso Aceto Balsamico di 35 anni sempre proveniente da quella che definirei la sua Officina del Gusto  Abbiamo concluso alla grande la serata con una spettacolare degustazione di incredibilii Acquavite da Uve Pignoletto date dalla Cantina Lodi Corazza a Gianluca.

Iniziamo con  coda piu’ neve che si presenta bella potente con note di castagna e fumo abbassata a 40° dalla neve di montagna, la neve di Pavullo. Poi la testa che segue e che ben volentieri degustiamo era a 61° misurata con mostimetro ed alcolometro. Sentori di mela verde, ginepro, fragola e lampone. Lascia una grande freschezza in palato. Eterea ma non aggressiva. Dolcezza data dalla glicerina dice Silvia. Passiamo alla testa più neve a 44°. All’inizio molto ridotta, quasi sulfurea. Pera dolce tipo Williams, mela matura, note di lampone e fragola. Ora coda più neve a 43°. Mandorla amara, nocciola tostata, arachide e alberelli tipo sambuco. Un affettuodo ringraziamento a Silvia e Cesare per la bella serata che hanno regalato agli invitati e sicuramente a Gianluca che si è rivelato una gradevole conoscenza, di quelle che arricchiscono davvero. Una persona molto competente ma modesta, un vero piacere incontrarlo, e reincontrarlo, grazie a Silvia e Cesare.

Umberto Faedi

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