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Posts Tagged ‘Umberto Faedi “Il Moschetto”’

Il Premio Mediterraneo Packaging organizzato dalla redazione di egnewsoliovinopeperoncino è giunto alla Quinta Edizione ed ogni anno che passa vede aumentare il numero di cantine e produttori di vino e olio che partecipano alle selezioni. Questa edizione ha visto la sinergia con l’Istituto Mattarella Dolci di Castellammare del Golfo e Alcamo insieme agli Istituti Orio Vergani di Ferrara e Persolino Strocchi di Faenza. Il convegno e le premiazioni si svolgono a Castellammare del Golfo dato che l’Istituto Mattarella Dolci ha sede cola’ e ne è il promotore fin dalla prima edizione. I campioni di vino ed olio vengono esaminati da commissioni che valutano in maniera professionale le bottiglie che vengono inviate alla redazione. La Cantina Gaggioli di Zola Predosa e’ situata nella DOC Colli Bolognesi ed assieme alle Cantine Morini che ha sede sui Colli di Faenza ha partecipato alla selezione e con mio grande piacere hanno ottenuto entrambe un premio. I produttori dovrebbero capire che è importante l’aspetto della bottiglia, oltre che il contenuto naturalmente, è partecipare a questo evento e magari vincere un premio: serve alla azienda più che essere presenti ad inutili e costose kermesse. Il premio è stato consegnato nel giardino del Borgo delle Vigne a Letizia e Carlo Gaggioli alla presenza del sindaco di Zola Predosa Stefano Fiorini. Zola Predosa è Città del Vino da parecchi anni e sede di molte aziende vitivinicole di grande qualità. La Cantina Gaggioli ha ottenuto il prestigioso riconoscimento per lo Spumante Il Francia Brut col quale abbiamo brindato assieme ad alcuni colleghi. La Cantina ha ottenuto nello stessi giorni un Premio con il Pignoletto Superiore al Concorso Nazionale Selezione del Sindaco ed il suo Pignoletto è stato preferito in un confronto col Grechetto. Dopo la consegna del premio ed il simpatico e competente saluto del sindaco Stefano Fiorini tutti a tavola per apprezzare l’ottima cucina del ristorante Borgo delle Vigne gestito da Letizia Gaggioli con competenza e professionalità. Il Francia Brut ci ha accompagnato per apprezzare i Passatelli asciutti guarniti con porcini saltati. Sono poi arrivate deliziose crescentine fritte servite con salame, coppa, mortadella, prosciutto e formaggi. Sono state abbinate con il Rosato Letizia ottenuto da uve Barbera e Pinot Nero. A seguire un ottimo Baccalà in pastella con misticanza dell’orto ed emulsione di yogurt: da leccarsi i baffi! Mariage sublime con Barbera Frizzante. Un carpaccio di ananas marinato guarnito con gelato alla crema accostato ad Ambrosia Pignoletto Passito ha chiuso il piacevolissimo convivio che si è prolungato con Grappa di Pignoletto e Nocino. Bella occasione per stare in ottima compagnia con Letizia e Carlo Gaggioli, il sindaco Stefano Fiorini davvero molto simpatico, l’editore di egnewsoliovinopeperoncino Francesco Turri e alcuni colleghi. Siamo stati davvero bene godendo del fresco che i suggestivi Colli Bolognesi ci hanno regalato mentre in città si scoppiava a causa del caldo.

Umberto Faedi
Nelle foto di Umberto Faedi : Il Sindaco di Zola Predosa Stefano Fiorini con Letizia e Carlo Gaggioli , i vini premiati, Carlo Gaggioli e la fashion blogger Donatella Luccarini

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Nonostante il trend generale negativo dei listini di vendita della maggior parte dei prodotti agricoli, il 2016 ha fatto registrare un’ulteriore crescita per il CESAC, cooperativa aderente a Confcooperative, Apo Conerpo e OP Grandi Colture con sede a Conselice (Ra) e stabilimenti in provincia di Bologna e Ferrara. Sono infatti decisamente positivi i principali dati del bilancio del Centro Economico Servizi Agricoli approvato dall’Assemblea dei soci. Il valore totale della produzione ha superato i 66,6 milioni di euro, con un incremento superiore all’11% rispetto ai quasi 60 milioni di euro dell’annata precedente, mentre i ricavi delle vendite sono passati da 57,5 a oltre 63 milioni di euro (+9,6%). La produzione conferita si è attestata sulle 147.000 tonnellate. Anche in campo vitivinicolo CESAC, Centro Economico Servizi Agricoli e Cantina, punta con decisione e con crescente successo alla qualità. CESAC nasce una cinquantina di anni fa come cantina per i soci viticoltori. Aderisce a Caviro e negli ultimi anni ha potenziato la produzione vinicola. Nell’ambito del processo di rinnovamento della linea vini sono stati messi a punto dagli enologi del gruppo e ben presto saranno commercializzati nuovi prodotti come uno Spumante Grechetto Gentile, inserito nella nuova linea Caput Silicis, che si richiama all’antico toponimo del territorio conselicese. Conselice era sede di un porto fluviale ed il nome indica una strada di pietra selice che partiva dalla cittadina per raggiungere Ravenna e Venezia. Lo Spumante viene affiancato da una linea di Grechetto Gentile Fermo che si colloca nella fascia alta dell’offerta. Un Sangiovese completa le proposte enologiche. Li abbiamo degustati in anteprima. Ottima impressione per lo Spumante, fresco e di facile beva, buona e presente acidità  ma non invasiva.  Il Grechetto Gentile Fermo ha un carattere deciso e rivela una nota amarognola caratteristica del Grechetto ex Pignoletto di pianura. Il Sangiovese ha un sentore di viola e frutta rossa,  ha carattere e corpo senza essere pesante: ricorda i Sangiovese molto schietti e molto romagnoli di una volta. I prezzi al dettaglio sono decisamente interessanti. Umberto Faedi

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Alla presentazione della Casa della Musica della Repubblica di San Marino, Museo del Violino, di Paolo Bandini, che si è tenuta nei giorni scorsi , un ospite speciale,   alcuni brani di Francesco Guccini adattati al violino l’Ensemble Capicchioni , ospite della serata Francesco Guccini intervistato dal giornalista Umberto Faedi “Il Moschetto”. La foto di copertina del video è di Roberto Serra.

 

 

 

 

 

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Inaugurazione della Casa della Musica : Museo del Violino
Martedì 30 giugno alle 11,30 in Contrada del Collegio , 2 Conferenza stampa .

Il 10 giugno alle 21 al Teatro Titano Umberto Faedi intervisterà Francesco Guccini. E’ previsto un brindisi. Evento gratuito. Solo 250 i posti disponibili

 

foto di Roberta Ricci 

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L’ Associazione Culturale Arte & Vino organizza eventi volti a diffondere la cultura e la conoscenza di questo prodotto meraviglioso della terra e del lavoro quotidiano dei viticoltori. Sotto l’egida e la presidenza di Carmen Terranegra crea occasioni per serate di degustazione, gite, visite e momenti nei quali il vino è in evidenza e in connubio con la cultura, i prodotti, le opere d’arte ed architettoniche di un territorio.

A Bologna ha allestito due eventi di degustazione a Villa Albergati imperniati sulle Bollicine di alta gamma e sulla Valpolicella che hanno riscosso un grande successo. Il terzo imperdibile appuntamento si e’ tenuto al Relais Hotel Bellaria ed ha avuto come protagonista il Brunello di Montalcino.

La serata condotta con grande piacevolezza e competenza dal Maestro Sommelier Roberto Gardini denominata “Brunello in cattedra” ha visto in degustazione sette vini di cantine della DOCG di Montalcino. Il Brunello ha radici antiche. Il territorio dal quale deriva si trova nei pressi della Via Francigena che collegava importanti città e regioni con Roma. Questa posizione strategica ha contribuito fin dalla metà del 1200 a far conoscere questo rosso particolare e a portarlo ad essere uno dei vini piu’ stimati ed ambiti al mondo. Una fresca introduzione alla serata tenuta dalla Presidente Carmen Terranegra ha preceduto l’inizio della tornata di assaggi.

Il primo Brunello della Azienda Agricola Casanova di Neri e’ un 2012, ottima annata. Bel colore, giovane e intenso all’olfatto con note di fiori rossi. Tannini in evoluzione, elegante, piacevole verve tannica. Capanna di Cencioni 2012 non denota una spiccata intensita’ al naso. Gusto deciso con tannini in cammino, sentori di terra e di bacche rosse e di frutto fresco ancora chiuso. Robusto e persistente. Le Pottazine 2011 ha un bel colore, note di viola e fiori rossi e buona intensità al naso. Buona acidità e buona evoluzione. Sentori di terra e minerali. Sfumature di frutto dolce. Azienda Agricola Uccelliera 2011 rivela un bellissimo colore. Profumi intensi ed accattivanti. Gusto deciso ed elevata acidità.

Frutta rossa, confetture, note di mora. Armonioso, persistente, rotondo. Azienda Agricola Il Marroneto 2011 ha un colore intenso e sentori di fiori rossi. Ottima astringenza, asciutto e persistente con note di tabacco. Elegante e assai tradizionale, evoluto e buoni tannini, molto persistente. Azienda Agricola Podere Le Ripi 2007 svela un colore molto deciso. Profumi intensi e terziari, frutta secca e sotto spirito, etereo. Minerale, elegante, note di tostatura, frutta quasi dolce, molto persistente con tannini ben integrati. Ciacci Piccolomini d’Aragona 2004 si presenta con un colore affascinante. Sentori di frutta secca e goudron. Intenso, molto persistente, etereo e balsamico con un punto di fumo. Al palato svela frutta evoluta, spezie morbide e liquirizia, sfumature di salmastro.

Vigoroso, deciso, poderoso e persistente. Complimenti a Carmen Terranegra e ad Arte & Vino. Alla prossima!
Umberto Faedi

Le foto sono di Umberto Faedi

Carmen Terranegra

Roberto Gardini

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Buone notizie per i tanti estimatori del caffè. Recentissimi studi hanno evidenziato che 261 milligrammi di caffeina al giorno aiutano a prevenire molte malattie. Corrispondono a tre tazzine giornaliere e per gli Italiani che come ben si sa prediligono questa bevanda e’ sicuramente una lieta novella. La pianta si dice sia originaria dell’Etiopia nella regione di Caffa, e forse da qui il nome. Il romagnolo Pellegrino Artusi nella sua mai troppo celebrata opera “L’ Arte in cucina e la scienza del mangiar bene” ne assegna l’origine alla citta’ di Mokha situata nello Yemen. Furono gli abilissimi commercianti fenici e arabi a diffonderlo nel Medio Oriente probabilmente dopo averne conosciuto e apprezzato gli effetti. Nel XV° secolo la bevanda arriva in Turchia fino a Costantinopoli – Istanbul e in Egitto fino al Cairo. In Italia arrivo’ nel 1645 tramite la Serenissima Repubblica di Venezia che aveva una fitta rete di commerci con l’Oriente e tantissime caffetterie, che ricordavano i locali nei quali gli arabi e i mediorientali si trovavano per sorseggiare la nera bevanda, aprirono nella città e nei possedimenti della Serenissima. In Francia aprono lemaisons du cafè, le coffee house che erano all’inizio veri e propri clubs in Inghilterra, le kaffeehaus in Germania: nel 1700 ogni città europea ne aveva almeno una. La coltivazione di questa pianta si e’ estesa al Centro, Sud America e all’Asia tramite i commerci con le colonie. Agli inizi del 1700 una nave della marina francese portò alcune piantine nei Caraibi. L’ Olanda possedeva molte colonie e tramite la Compagnia delle Indie Olandesi le piantine arrivarono nella Guyana oggi Suriname ed in Indonesia. Le varietà coltivate piu’ diffuse sono l’Arabica e la Robusta. La varietà più costosa e’ il Kopi Luwak prodotta a Sumatra, Giava, Bali e Sulawesi che costa ben 900 euro al chilogrammo. Il prezzo proibitivo deriva dalla particolare lavorazione… Infatti le bacche vengono ingerite e parzialmente digerite dagli zibetti, curiosi animaletti rampicanti che si nutrono golosamente di bacche e poi le espellono. Il processo di biofermentazione attribuisce un gusto particolare….. I principali produttori al giorno d’oggi sono il Brasile con quasi un terzo del totale accertato, Vietnam, Colombia e Indonesia. Seguono le nazioni della fascia caraibica, l’Etiopia e l’India. Per quanto riguarda il cosiddetto decaffeinato, che comunque contiene una piccola percentuale di caffeina, sembrano sfatati i dubbi sui processi di estrazione che hanno visto sollevare eccezioni sugli effetti che puo’ causarne il consumo. Recentemente e’ stata rinvenuta una varietà che al naturale si può ritenere decaffeinata ma non è ancora in commercio. Se si vuole essere sicuri si possono acquistare miscele decaffeinate tramite anidride carbonica che evitano processi di estrazione chimica con tutti i dubbi che ancora aleggiano sugli effetti di questa lavorazione.

Umberto Faedi

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L’ Antitrust ha intimato ad Oscar Farinetti e alla dirigenza di Eataly di consegnare entro venti giorni la documentazione relativa ad alcune referenze in vendita nella piattaforma telematica. Il gruppo è cresciuto in pochi anni grazie alla intraprendenza del baffuto imprenditore e ad amicizie importanti ed è noto per la munificenza con la quale retribuisce i dipendenti, vedi Expo. L’ Antitrust si è mossa in seguito ad un esposto del Codacons che chiede delucidazioni su molte referenze proposte online dall’olio extravergine, al pistacchio, alla cioccolata, ai pomodori pelati e a vari tipi di salse. Sembra che le indicazioni fornite sui prodotti oggetto dell’esposto siano generiche e non rispondenti alle norme vigenti. Etichette apposte su olio d’oliva sedicente extravergine che non riportano l’esatta provenienza ma solo un generico “product of Italy” e la bandiera italiana ma senza i loghi europei che attestano gli oli con qualità certificata. Altre bottiglie di olio proposte appellate con indicazioni generiche che non consentirebbero di individuare esattamente il luogo di coltivazione delle olive e l’imbottigliamento secondo le norme in vigore. Una confezione di Pistacchi di Bronte che evidenzia l’indicazione di prodotto DOP ma non lo mostra. Vi sono confezioni di Pomodori pelati indicati come San Marzano che però nelle specifiche indicano ingredienti molto generici. Ed anche referenze che non sono italiane come sacchetti di patatine confezionati in Inghilterra e salse barbecue che sventolano la bandiera messicana e quella italiana… Le documentazioni richieste sui prodotti sotto indagine in vendita nel negozio virtuale di Eataly dovranno attestare le verifiche e le procedure di controllo volte ad assicurare gli obiettivi pubblicizzati nello store online, con particolare riguardo alla selezione di prodotti di alta qualità e tipici del mangiare italiano e alle verifiche effettuate al fine della selezione dei prodotti stessi dal punto di vista della qualità, della certificazione e della provenienza geografica. Per i prodotti indicati e segnalati nell’esposto presentato dal Codacons l’Antitrust chiede di fornire precise indicazioni sulla provenienza geografica delle materie prime impiegate, sull’utilizzo dei marchi DOP e IGP e sulla eventuale assenza degli stessi da etichette e confezioni. To eat Italiano or not to eat?
Umberto Faedi

OSCAR FARINETTI – NATALE FARINETTI CONOSCIUTO COME OSCAR, IMPRENDITORE E DIRIGENTE D’AZIENDA, FONDATORE DELLA CATENA EATALY ED EX PROPRIETARIO DELLA CATENA DI GRANDE DISTRIBUZIONE UNIEURO.

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