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Posts Tagged ‘Umberto Faedi “Il Moschetto”’

I dati aggiornati della vendemmia 2019 riportano una raccolta equivalente a 43 milioni di ettolitri di vino, ai quali vanno aggiunti 14,5 milioni di ettolitri di vino nuovo, non Vino Novello attenzione, ancora in fermentazione e 15,5 milioni di mosti.

Il Vigneto Italia è tutto sommato in buona salute. Alle regioni del nord appartiene oltre il 60 % del vino prodotto in Italia.

La raccolta ricalca la campagna del 2018 che fece registrare 42,9 milioni di ettolitri di vino, 15,3 di mosti e 15,3 di vini nuovi in fermentazione. Il 50 % e più risulta essere vino a denominazione con prevalenza dei vini rossi per il 53,5 %, 25,9 % sono vini IGP e pure qui prevalgono i vini rossi con il 55,2 %, i vini varietali sono appena l’1,6 %, i vini da agricoltura ed uve certificate biologiche sono il 5,8 %, il restante 22,3 % sono vini da tavola. In Emilia Romagna l’annata 2019 ha fatto registrare un calo nella raccolta che oscilla tra il 20 e il 25 %  in meno in confronto con il 2018.

La resa totale è di poco superiore agli 8 milioni di ettolitri rispetto ai 10,3, della ultima vendemmia 2018. In Romagna abbiamo il calo maggiore che arriva in certe zone fino al 32 %, ed è più marcato per le uve rosse.

In Emilia l’area che si estende da Bologna fino a Piacenza denuncia un calo medio del 15 % con una diminuzione nella raccolta per le uve a bacca bianca. Sui Colli Bolognesi è il Pignoletto, simbolo del territorio, a subire cali anche superiori. L’uva è di ottima qualità ma ce n’è meno come ci confermano il Dottor Carlo Gaggioli e sua figlia Letizia dalla Cantina sulle colline di Zola Predosa al Borgo delle Vigne.

Recentissimamente la cantina ha ricevuto il premio Qualità  – Prezzo dalla Guida del Gambero Rosso per il Merlot Colli Bolognesi e alla 21° Rassegna Interregionale dei Vini Spumanti e Frizzanti a Verona ha visto premiati tutti i tre vini che aveva presentato: Rosato Brut Spumante Letizia, Pignoletto Spumante DOCG Il Francia Brut e Pignoletto Frizzante DOCG Colli Bolognesi.

Sempre secondo il Gambero Rosso il Ristorante dell’Agriturismo Borgo delle Vigne condotto magistralmente da Letizia Gaggioli è nella TopTen dei migliori ristoranti nei dintorni di Bologna. Ottime le prospettive per le nostre esportazioni.

Di fronte ad un leggero regresso nel mercato inglese il vino italiano progredisce assai bene in Giappone con un 15,7 % in più e ancora meglio hanno fatto le nostre bollicine, soprattutto quelle di qualità con un incremento medio di oltre il 20%, e buone prospettive si aprono in Corea del Sud anche se in questa nazione il consumo di vino è ancora limitato.

I famigerati ed ingiusti dazi voluti dal presidente degli Stati Uniti stanno invece penalizzando i liquori e i distillati italiani.

Nel mercato Usa i nostri ottimi prodotti hanno una quota del 17 % e sono al terzo posto per vendite dopo Francia e Irlanda. È un vero peccato perché a differenza di chi ci precede si registra un aumento delle vendite, tendenza confermata negli ultimi dieci anni. Il mercato Usa è  il secondo per importanza per le esportazioni italiane di questi prodotti, dietro a quello tedesco che assieme a Francia e Regno Unito assorbono i due terzi della produzione dei nostri pregevoli distillati e liquori.

Umberto Faedi

Nelle foto dall’alto : la tenuta Gaggioli, il dott. Carlo Gaggioli, la raccolta dell’uva, Letizia e Carlo Gaggioli, Lorenza Gaggioli ritira il premio

 

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Le degustazioni alla Enoteca La Cantina in Via Toscana 105/D riprendono con la nuova dicitura ” Segni di Civiltà” ricordando una frase di Ernest Hemingway dedicata al vino.

La prima cantina è Bele Casel situata a Caerano di San Marco in provincia di Treviso. La cantina è alla terza generazione e da un ettaro di vigna con la vendita del vino in damigiana si è arrivati alla realtà attuale. Fa parte del Consorzio Asolo Montello nato nel 1985, le aziende che fanno parte del sodalizio rappresentano ampiamente la realtà vinicola del territorio. Asolo Prosecco è l’unica denominazione che permette la tipologia Extra Brut. Abbiamo tre spumanti che fanno la presa di spuma in bottiglia o in autoclave in degustazione e iniziamo con ColFondo 2016 che porta 11°. Glera 85% e Perera e Bianchetta Trevigiana al 15% Metodo Martinotti. All’aspetto si presenta con un bel colore giallo paglierino. Sentori di frutti e fiori bianchi. Al gusto è giustamente acido con un leggero retrogusto minerale. Il secondo vino è Bele Casel Asolo Prosecco 2016 DOCG Superiore Extra Brut 11°. Stesse percentuali di uve e fermentazione in autoclave per 70 giorni anziché 40 come il primo in bottiglia. Alla vista ha un colore giallo paglierino un poco scarico. Profumi di fiori bianchi. Nel palato risulta secco, deciso, con acidità più spiccata, avvolgente. Finiamo con Vecchie Uve 2017 Asolo DOCG 11° che deriva da Uve Glera, Marzemina Bianca, Perera, Bianchetta e Rabbiosa, un anno sui lieviti. Giallo paglierino scarico con note di sale e crosta di pane, gusto pieno e spiccato ed ancora più avvolgente. Ottima impressione per questi tre spumanti  Le degustazioni alla Enoteca La Cantina sono completamente gratuite.

Umberto Faedi

La foto storica di Ernest Hemingway e Inge Feltrinelli

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Il riso che si produce nel territorio del Delta del Po è un capitale naturale per l’economia e l’ecologia nella grande sfida del biologico. È un alimento di altissima qualità che vanta una lunga storia che risale al 1495. Le terre emerse allora avevano una estensione limitata che andò pian piano allargandosi con le successive bonifiche grazie ai primi lavori effettuati da famiglie veneziane e da bonifiche che si sono concluse fra i primi anni del 1900 e la fine degli anni trenta. Complessivamente sono 9000 gli ettari coltivati dei quali 1400 certificati IGP. Nel 2012 si è costituito il Consorzio di Tutela che ha effettuato importanti investimenti per il mantenimento della qualità e ha avviato una intensa politica di promozione. Sono 37 le aziende aderenti al consorzio e la produzione è passata da 3000 quintali agli attuali 78000. I motivi sono da attribuire al microclima favorevole, all’ambiente incontaminato e predisposto alla coltivazione e all’impegno dei coltivatori e dei produttori nel rispetto del disciplinare. I comuni interessati sono 9 in Emilia Romagna e 8 nel Veneto, le varietà coltivate Arborio, Baldo, Carnaroli e Volano del Delta del Po ed ognuna ha caratteristiche ben precise. Il marchio IGP legato al Riso prodotto nel Delta del grande fiume Po è stato registrato nel 2009 dalla UE. Ottimo l’impatto sulla economia e l’occupazione del territorio grazie agli accordi sui prezzi ed alla programmazione delle semine delle varietà e alla garanzia del ritiro di tutta la produzione da parte dei trasformatori. Il consorzio e l’Università di Ferrara hanno iniziato e stanno portando avanti un progetto di produzione di riso biologico connotato da importanti aspetti nutraceutici in funzione delle richieste del mercato e per migliorare la sostenibilità economica e ambientale delle produzioni e del territorio. Il riso biologico ha un valore commerciale superiore e la tecnica di coltura evita pesticidi, diserbanti e fertilizzanti chimici anche se da anni l’impiego di tali tecniche è praticamente azzerato nella zona di coltivazione del riso.

Umberto Faedi

 

Nelle foto di Umberto Faedi alcuni momenti dell’evento, ha presenziato l’Assessore Regionale all’Agricoltura Simona Caselli


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L’ Ottava edizione di TourTlen ha confermato il successo consolidatosi negli anni e rispetto alla scorsa edizione c’è stato un incremento del 5% di partecipazione.

Alle 22.00 di domenica sera molte persone erano ancora educatamente in fila per entrare e poter assaggiare le proposte che i 24 Chefs presentavano.

Dopo le inutili polemiche dei Tortellini ripieni di pollo preparati il venerdì in occasione della festa di San Petronio e destinati a chi non può per motivi vari mangiare il maiale, domenica è stato dimostrato che l’intelligenza e la curiosita’ prevalgono sull’ottusita’ e l’ignoranza.

Presenti molte cantine del Consorzio dei Colli Bolognesi che permettevano di abbinare al piatto dei Tortellini scelto un vino fra quelli proposti dai produttori: Pignoletto nelle varie tipologie DOCG, Spumante, Frizzante, Barbera, Bianco e Rosso Bologna, Cabernet Sauvignon, Merlot.

Un gustoso angolo ha proposto un delizioso panino con la Mortadella di Bologna molto gradito dai partecipanti. 18.000 gli assaggi del Re della Cucina Bolognese distribuite, più di 1000 i kilogrammi di Tortellini preparati dai 24 Chefs.

Tutto l’incasso derivato dalla vendita degli oggetti ispirati ai Tortellini ed una parte del ricavato dell’intero evento saranno devoluti alla Fondazione Hospice Maria Teresa Chiantore Seragnoli. Molto gradimento il Tortellino presentato dallo Chef Stefano Aldreghetti del Barkala’ di Marghera, unico foresto. Il suo Serenissimo Tortellino in Crema di Saor con caviale di uvetta e polvere di pinoli ha catturato l’attenzione ed il gradimento dei partecipanti. T

Tutte le edizioni del Festival hanno visto Stefano Aldreghetti e le sue proposte dell’Ombelico di Venere ricevere grande riconoscimento ed apprezzamento. Stefano ha voluto proporre un abbinamento per i suoi Serenissimi Tortellini con i vini della Cantina Gaggioli e Carlo Gaggioli ha apprezzato moltissimo il piatto e la proposta.

Le delizie del Maestro Pasticcere Campione del Mondo Gino Fabbri, i gelati di Leonardo Regazzi della Cremeria Funivia e i dolci del pasticcere Gabriele Spinelli di DolceSalato hanno soddisfatto i più golosi. Il Festival del Tortellino è realizzato con il patrocinio del Comune di Bologna, Città Metropolitana di Bologna e Bologna Welcome.

Umberto Faedi

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Il polverone sollevato in questi giorni sui Tortellini è essenzialmente un misto tra ignoranza, mistificazione e strumentalizzazione. L’origine dell’Ombelico di Venere si fa risalire alla fine del 1700 quando il grande cuoco Francesco Lombardi li descrive all’interno della sua opera “L’ Apicio moderno”. Nei ricettari medievali e rinascimentali sono contenuti una grande varietà di anolini, fagottini, ravioletti, tortelletti che venivano serviti nei pranzi. Francesco Leonardi era il cuoco personale di Caterina II° di Russia e ritornò in Italia perché a San Pietroburgo era troppo freddo, riportando in Italia l’interesse sulla gastronomia dopo che l’attenzione era stata accentrate sulla cucina francese post rivoluzionaria. La sua ricetta è molto chiara e non prevede affatto il maiale: midollo di manzo, Parmigiano Reggiano grattugiato, burro, sale, noce moscata, uova, petto di pollo arrosto, rossi d’uovo crudi. Nessuna traccia di maiale fino al 1901 quando nel libro “Il cuoco sapiente” edito a Milano dalla Casa Editrice Guigoni compare il maiale ancora affiancato dal pollo. Il primo a cassare definitivamente il ripieno col pollo fu Pellegrino Artusi nel 1891, ma il pollo ricompare ne “Il Talismano della Felicità” del 1927 a cura di Ada Boni, ne “Il cucchiaio d’argento” edizione del 1950 e ne “Le ricette regionali italiane” del 1967 a cura di Anna Bosetti. La ricetta del Tortellino odierno che è stata depositata alla Camera di Commercio di Bologna nel 1974 non contempla il pollo nel ripieno.

Personalmente prediligo i Tortellini tradizionali in brodo di cappone ma non sono assolutamente contrario al fatto che possano essere proposti con altri ripieni.Tutti quelli che strepitano a torto paventando pericolose contaminazioni delle tradizioni felsinee dovrebbero documentarsi e se possibile capire prima di levare gli scudi e di attaccare chi propone varianti che non riguardano solo i musulmani ma pure gli ebrei. La canea cialtrona approfitta di ogni occasione per accreditarsi come garante di una anacronistica sovranità nazionale, e magari sono gli stessi che bevono mojitos e che approfittano della situazione per tirare l’acqua al proprio sciagurato e traballante mulino. È stato tirato in ballo il vescovo di Bologna prossimo cardinale che ha precisato in un comunicato stampa che non è una iniziativa partita né da lui né dalla curia che rappresenta. Molti hanno paventato imposizioni e confuso l’evento del giorno di San Petronio con l’eventoTourTlen durante il quale da anni più di venti chefs propongono le loro interpretazioni dell’Ombelico di Venere: sono due situazioni assolutamente distinte. Ognuno è libero di mangiare ciò che desidera ferme restando le proprie preferenze personali. Stiano calmi i propugnatori di questa sgangherata crociata e si delizino con un buon Pignoletto e gli altri ottimi vini dei Colli Bolognesi alla salute dei polli.

Umberto Faedi

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Bologna Piazza Mercanzia inizio Via Santo Stefano: siamo al Pappagallo per festeggiare i suoi 100 anni.

Il presidente ASCOM Enrico Postacchini ha consegnato una targa a Elisabetta Valenti e Michele Pettinicchio che hanno rilevato il ristorante dalla precedente gestione e lo hanno rivitalizzato dando una nuova impronta allo storico locale bolognese. Prima del Pappagallo c’era una Osteria chiamata Il Gatto Rosso, la Famiglia Zurla aveva precedentemente una attivita’ in Via Pescherie Vecchie e nel 1919 apri’ questo ristorante che divento’ un punto di riferimento per tutti gli amanti della cucina bolognese conosciuto in tutto il mondo. Tutti i piu’ grandi attori, registi, musicisti, artisti, scienziati, nobili e persone normali del pianeta sono venuti al Pappagallo a pochi metri dalle Due Torri in Piazza della Mercanzia a gustare i piatti di Zurla. Famosa la cotoletta di tacchino preparata da Vittorio Zurla per la principessa Margaret d’Inghilterra da allora chiamata Margaret Rose. Il celeberrimo professor Augusto Murri era un affezionato cliente e si beava con i piatti che gli venivano serviti. Baccala’ mantecato avvolto in crescentine apre la degustazione che segue la presentazione. A seguire ravioli al ragu’ abbinato a Blanc de Blanc 2012 Cantine dalla Volta.  Colore giallo oro carico con note di frutta e fiori bianchi evoluti. Pieno in bocca e persistente. Segue il 2013 nettamente piu’ fresco e vivace. Spiccata acidita’ e sentori di frutta bianca e fiori bianchi non ancora troppo evoluti. Tortellini in doppio brodo di cappone veramente squisiti e galantina di pollo con zabaione salato e giardiniera in mariage con un delizioso Maleto Chardonnay Palazzona di Maggio giallo brillante con sentori di fiori e frutta bianca precedono porzioni di Cotoletta alla Bolognese abbinate a Ulziano Sangiovese di Romagna de La Palazzona di Maggio. Bel colore rubino con unghia violacea e sentori intensi di frutta rossa di bosco, amarene, bacche rosse. Pesche ripiene con cioccolata e marmellata chiudono la degustazione preparata da Marcello Leoni che torna a Bologna per seguire la cucina del Pappagallo e che ha gia’ dato la sua impronta nelle preparazioni che sono state presentate.

Una serie di cene ideate da Marcello per celebrare i 100 anni del Pappagallo sono imminenti.

Umberto Faedi

Nelle foto : Elisabetta Valenti mostra la targa Ascom di Bologna , tortellini, ravioli e pesche dolci , lo chef Marcello Leoni (foto di Umberto Faedi)


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Ultima degustazione alla Enoteca La Cantina in Via Toscana 105/D prima della pausa estiva. La rassegna dedicata alle bollicine si conclude con la degustazione di due Spumanti della Cantina La Versa. Fondata nel 1905 a Santa Maria della Versa nei pressi di Pavia in pieno Oltrepò Pavese da Gustavo Cesare Faravelli, trenta anni fa la cantina realizzò il primo Spumante Metodo Classico Millesimato.

La Versa è una cooperativa vitivinicola ed è attualmente di proprietà di Terre Oltrepò  che raggruppa oltre 800 soci e di Cavit, cantina leader nella produzione di vini trentini che riunisce 11 cantine sociali e ben 4800 viticoltori. Il primo Spumante è Testarossa 2015 Oltrepò Pavese DOCG 13° da Uve Pinot Nero. Perlage fine e persistente, colore giallo oro. Sentori di frutta bianca, fiori bianchi. Secco, persistente. Ecco Spumante Collezione 2007 Oltrepò DOCG Metodo Classico Brut 13° sempre da Uve Pinot Nero. Colore giallo oro pieno. Il perlage si presenta molto fine e molto persistente.

Note di fiori bianchi evoluti e frutta bianca. Al palato si rivela con un gradevole gusto asciutto e prolungato e con giusta acidità. Le degustazioni sono sempre molto ben curate da Nicola, Alessandra e dallo staff dell’Enoteca La Cantina e riprenderanno dopo l’estate con altre interessanti proposte.

Umberto Faedi

Spumante Testarossa La Versa


Spumante Millesimato La Versa 2007

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