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Posts Tagged ‘Wolfango Peretti Poggi’

La rassegna dei  burattini di Bologna estate  giunge  quest’anno alla  ottava edizione con l’eredità artistica lasciata da Wolfango  di cui si sono scoperti bozzetti e disegni inediti   di burattini poi realizzati artigianalmente  da Riccardo Pazzaglia, che, aiutato da Alighiera Peretti Poggi figlia e curatrice dell’opera di Wolfango, ha realizzato  l’Amleto che verrà presentato al Cortile d’onore di Palazzo D’Accursio, domenica 2 e martedì 4 settembre alle 21 ,  il 30 giugno alle 21 Bologna è invitata alla prima rappresentazione di Bologna Estate dei Burattini con un saluto del cantautore Luca carboni , gli spettacoli dei burattini saranno : “Parata di stelle ” e “Le due Mercedes”  Assieme ad altri eventi  ci sarà  la partecipazione del Gruppo Ocarinistico Budriese il 30 agosto  alle 21  per le celebrazioni dell’anno rossiniano con il “barbiere di Siviglia” a 150 dalla scomparsa del grande Maestro.

Una conferenza stampa molto interessante e ricca di stimoli , che  con all’assessore alla Cultura del Comune di Bologna Matteo Lepore che vede coinvolto   il cantautore Luca Carboni come  padrino ufficiale della manifestazione.

Nella conferenza stampa il direttore artistico Riccardo Pazzaglia  ha spiegato l’articolazione della manifestazione che prevede una rassegna di spettacoli, incontri, performance, conferenze e laboratori per i più piccini, una conferenza sulle burattinaie di Milena Fantuzzi e la possibilità di  seguire gli spettacoli e le iniziative anche in inglese  per gli ospiti e i turisti , traducendo il momento estivo delle vacanze e delle visite in un momento coinvolgente  entusiasmante e formativo  anche per i bimbi ospiti a Bologna con lo spettacolo antico e sempre nuovo dei burattini.

L’attore Vittorio Franceschi, che impersona l’Amleto realizzato in forma burattinesca ha raccontato che si vergognava di dire agli amici, quand’era adolescente, che aveva passato i pomeriggi della domenica a vedere i burattini . uno spettacolo che lo ha profondamente formato fino ad arrivare -oggi-  alla sua professione di attore.

Oltre a Riccardo Pazzaglia ha partecipato alla conferenza stampa l’assessore alla Cultura del Comune di Bologna Matteo Lepore, il prof. Vittorio Franceschi che riesce a fare vibrare in  un burattino i complessi  sentimenti che agitano l’Amleto , c’erano Milena Fantuzzi e Alighiera Peretti Poggi , figlia e curatrice dell’opera di Wolfango.

La conferenza stampa a Palazzo D’Accursio sotto “Il cassetto di Wolfango”

 

 

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La Casa dei Risvegli “Luca De Nigris ” a Bologna, all’Ospedale Bellaria, in Via Gaist, ha organizzato una rassegna che ha come filo conduttore : La ricerca della felicità , creando un ponte fra la comunità e la Casa dei Risvegli , il centro innovativo rivolto a giovani e adulti con esiti di coma e stato vegetativo dell’Azienda USL di Bologna che ne condivide gli obbiettivi con l’associazione “gli amici di Luca onlus”.

Lo storico dell’arte, Eugenio Riccomini ha illustrato l’Opera di Wolfango presente alla Casa dei Risvegli Luca De Nigris  “L’allegoria del coma ”  martedì 19 giugno, davanti ad un folto pubblico,

Quando, al termine della sua breve e sofferente vita, Fulvio e Maria, i genitori di Luca De Negris hanno contattato Wolfango (Archiginansio d’oro alla memoria 2018) e gli hanno mostrato le foto e le testimonianze del figlio, in prospettiva della edificazione della Casa dei Risvegli che consentisse alle persone un percorso vigilato per il coma,  Wolfango non ne ha tenuto minimamente conto, per seguire una sua personale ricerca, quella del coma : “- Una coincidenza degli opposti, infatti in tale patologia la vita sussite ancora e la morte non si  è ancora conclusa . Si tratta di uno stato di latenza  totale, in equilibrio, più o meno lungo “.- Dice Wolfango nel catalogo illustrativo che descrive l’Opera.

Wolfango che ha studiato anche alla Facoltà di Medicina,  non laureandosi,   afferma :”- Dalla cultura mitologica ho ricavato le figure del Sonno – Ipnosi – e della Morte- Thanatos.- Sono due fanciulli gemelli , il primo è rappresentato dalla fiamma dormiente, la Vita e fiori di papavero , il Sonno , l’altro nell’atto di spegnere una fiaccola, la Vita.”

L’Opera che occupa una intera parete e che Wolfango chiamava pannello, è una sua Guernica, con il pavone e la ruota della fortuna bendata e la mescolanza del grande pittura assieme al fumetto.

La lezione di Eugenio Riccomini ha seguito passo passo  l’ispirazione di Wolfango e consente di fare un viaggio nel mondo dell’inconscio e del sottile confine fra vita e non. Un viaggio non solo artistico .

 

 

Dall’alto :

la copertina del catalogo : Allegoria del coma

Alighiera Peretti Poggi figlia e curatrice dell’opera di Wolfango

Il prof. Eugenio Riccomini e Fulvio De Nigris nella foto sotto

L’assistente del prof. Eugenio Riccomini Lorenza Selleri e Giorgio il fratello di Wolfango

 

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Lupambolo felsineo

Domani, alle ore 18, conferimento dell’Archiginnasio d’Oro alla memoria del pittore Wolfango Peretti Poggi, scomparso un anno fa, il 16 gennaio del 2017, all’età di 91 anni.

Wolfango (Peretti Poggi) nasce a Bologna nel 1926. Sin dalla prima infanzia viene educato all’arte da uno zio pittore, Giuseppe Mazzotti. Comincia ad esporre e a vendere quadri e disegni dal 1986, in particolare dopo la prima mostra a Bologna proossa da Eugenio Riccòmini. La famiglia lo avrebbe voluto avvocato o medico. Perciò, dopo aver conseguito il diploma di maturità classica al Galvani, si iscrive a Medicina, applicandosi ai saperi anatomici esclusivamente in funzione artistica. Poi, quella che Wolfango ha chiamato l’“irrevocabilità della vocazione” lo aiuta a superare la crisi in cui cade nell’età di mezzo, a 42 anni, sino al punto da indurlo ad occultare la sua vera identità. Si risolleva grazie alla moglie Chiara Pozzati. Da allora va definendosi la sua poetica. I dipinti vengono firmati col nome di Wolfango, nella prima O del quale, molto ingrandita, appare il nome della moglie Chiara. In casa disponeva di due spazi distinti: uno per quadri e l’altro per le illustrazioni. Una “schizofrenia”, uno sdoppiamento che gli permetteva di separare con decisione i due ambiti firmando con il suo vero nome solo i quadri e congedando tutto ciò che era “altro” attraverso l’uso di pseudonimi. Per cinquant’anni è stato anche illustratore, con i nomi di Golpe, Wolf, Anonimo Bolognese, Lupambolo, Golpetto, Vulpes. Come pittore Wolfango ha attraversato i più diversi registri stilistici, spaziando dal naturalismo alla miniatura, dall’informale all’astratto, fino al grottesco e al citazionismo. Si è sempre posto dalla parte della tradizione, con un non dissimilato atteggiaemento di sospetto verso lo sperimentalismo di maniera. A favore di una rappresentazione del mondo così come lo vedono i nostri occhi: mimeticamente. Ogni altra forma, per lui, un tradimento della realtà. Per una liberazione della ricchezza che offre il linguaggio pittorico, contro la pseudo-poiesi, per la vera-mimesi. Di qui la fisicità delle cose. Sino al punto di riprenderle dall’alto. Sino all’uso della lente di ingrandimento, in modo da provocare uno spaesamento nell’osservatore, che si ritrova a “vedere” gli oggetti, in modo diverso, come nuovi. A ciò si aggiunge l’impiego di contenitori che quasi sempre coincidono con i bordi del telaio (una cassetta, un piatto, uno scatolone…).

“Il cassetto”, nella Sala dedicata a Luca Savonuzzi, a palazzo d’Accusio; che contiene, nell’apparente confusione, un ordine e qualche sorpresa.

 

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Arte fiera trova  tutta la città di Bologna  ricca di proposte e suggestioni, ora il meraviglioso invito di Alighiera Peretti Poggi , curatrice dell’Opera di Wolfango e figlia

e che Arte sia non solo in fiera ma dovunque , nelle vie, nelle gallerie, al cinema…

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La mostra :”Wolfango disegnatore” in corso a Palazzo D’Accursio, Sala d’Ercole e visitabile fino al 21 gennaio ,  curata da Alighiera Peretti Poggi, figlia del pittore, che cura anche il catalogo, si prefigge  di fare conoscere l’immensa produzione  di disegni con cento opere inedite. All’inaugurazione hanno partecipato il prof. Eugenio Riccomini, l’assessore alla Cultura Bruna Gambarelli, l’editore Roberto Mugavero, Minerva edizioni .

Il catalogo della mostra, contiene un saggio del prof. Eugenio Riccomini , la prefazione di  da Tomaso Montanari ed è curato  da Alighiera Peretti Poggi. Le fotografie sono di Andrea Samaritani

 

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