Feeds:
Articoli
Commenti

Archive for dicembre 2018

Sono online sul canale YouTube della Fondazione le riprese integrali del seminario di formazione specialistica IL MESTIERE DEL CONOSCITORE. FEDERICO ZERI, tenuto dal 20 al 22 settembre scorsi.

 

 

Fondazione Federico Zeri

Piazzetta Giorgio Morandi, 2

http://www.fondazionezeri.unibo.it

 

 

Read Full Post »

In corso alla ONO Gallery di Bologna in Via Santa Margherita 10 la Mostra :

Il Club 27: Jimi Hendrix, Kurt Cobain, Jim Morrison, Janis Joplin, Amy Winehouse, Brian Jones, Jean Michel Basquiat” allestita fino al 24 febbraio alla Ono Arte Contemporanea, in via Santa Margherita 10. In mostra una quarantina di fotografie realizzate da Jill Furmanovsky, Michael Lavine, Charles Peterson, Jan Persson, Terry O’Neill, Baron Wolman, Lee Jaffe, James Fortune, Guy Webster, che ritraggono quei divi che oggi non ci sono più ma che ancora si fanno rimpiangere.

https://www.facebook.com/onoarte/

 

Read Full Post »

Temporary Gallery
via Santo Stefano 91/a
Sabato 15 dicembre alle ore 19
Paolo Gotti – Cina 1978
Fino al 31 gennaio 2019
ll 15 dicembre  ha inaugurato, alla Temporary Gallery di via Santo Stefano 91, a Bologna la “Cina. 1978. Appunti di viaggio”, mostra firmata da Paolo Gotti che torna indietro nel tempo, per raccontare la società cinese di quaranta anni fa.

Nella foto: Paolo Gotti, Fabbrica di tessuti  1978

Read Full Post »

Alla sua prima mostra personale alla Galleria Forni, Alessandro Piredda presenta un ciclo di scatti dal titolo “Darkitectures”. Protagonisti sono i monumenti storici dell’architettura italiana, ripresi in notturna ed in bianco e nero. La luce è calda, filtrata dall’oscurità, per rivelare l’anima delle architetture quali testimonianze di civiltà, della storia dell’uomo.

La tecnica è stampa Fine Art su carta cotone e ciascun soggetto è realizzato in due formati, uno piccolo e uno grande (solitamente di cm.60×60 e di cm.110×110) in 5 stampe per formato, in totale 10 esemplari per soggetto, più una prova d’autore.

Per maggiori informazioni, scarica il comunicato della mostra in fondo alla pagina e guarda in anteprima le immagini delle opere in esposizione.

Il programma delle mostre della Galleria Forni

http://www.galleriaforni.com/mostre/

Read Full Post »

 

Un calendario per tutti…

Guai ai vinti!

Proviamo a giocare con un pensiero così, che la povertà sia oggi considerata alla stregua di una colpa di chi non ha: i poveri diventano indesiderati e fastidiosi, al punto che la sbandierata guerra alla povertà muta natura per diventare una guerra ai poveri. Che devono essere nascosti, resi inoffensivi, invitati a tacere, e se non tacciono devono essere narcotizzati, perché sono la rappresentazione di ciò che tutti noi potremmo diventare se un giorno la fortuna, che non solo è cieca ma anche abbastanza capricciosa, smettesse di considerarci suoi amici. Ma come? Nessuno può permettersi di mettere in dubbio il dogma per cui chiunque potrà riuscire, chiunque potrà comprare e avere un sacco di cose, perché insieme a quel sacco arriva – ci dicono – anche la felicità. Invece i poveri sono la prova provata che non tutti ce la fanno, che non è così scontato che si possa raggiungere l’obiettivo di sviluppare un consumo sempre più spensierato e agguerrito di oggetti di qualsiasi tipo purché eleganti, belli, lucidi, colorati (e costosi). C’è un inghippo, lungo la strada, ci sta la schiera di coloro ai quali le cose hanno detto male, o hanno avuto una disgrazia, o che si sono smarriti per ritrovarsi da soli.
I poveri devono mostrare la loro faccia triste ed estrema, perché in quella faccia estrema ci consoliamo pensando che a noi una cosa così, ah no, una cosa così non potrà mai capitare. Noi, noi siamo una cosa diversa.
Ma: e se un povero ridesse? Se un povero ci ricordasse che può essere divertente e amichevole? Se gli piacesse fare casino? Se avesse delle storie da raccontare?
Il calendario del 2019 delle Cucine Popolari mostra il volto allegro dei poveri e dei volontari – non quello sbiadito e affaticato della povertà, non quello concentrato e cupo del senso di colpa – e ci ricorda che chiunque ha una storia che vale la pena di ascoltare.
Le Cucine popolari trasformano i cibi in scadenza in pranzi gratuiti, in vita ciò che è destinato al macero, perché tutto torni a essere quello che dovrebbe essere. Sono il luogo semplice dove chi ha inciampato e tarda a rimettersi in sesto trova un pranzo e un amico con cui chiacchierare del tempo e del Governo.

Buone chiacchiere a tutti, allora, e buon pranzo.

Nella foto in alto Roberto Morgantini e Steve Mc Curry, le sue opere sono in mostra alle Collezioni comunali d’Arte al Palazzo Comunale

il calendario delle Cucine popolari, chi lo dona o lo acquista fa un gesto di solidarietà

Read Full Post »

Al teatro Consorziale di Budrio il regista e attore  Giulio Pizzirani  ha diretto “Il Passatore” al secolo Stefano Palloni , prima barcaiolo poi brigante che è entrato nella leggenda della Romagna , attivo a Tredozio, Faenza , Massalombarda e Cotignola. Il regista segue la sua attività e la leggenda che si anima attorno a lui a tutt’oggi.

Read Full Post »

LA PERSISTENZA DELLA LUCE
Fotografie di Mario Beltrambinia cura di Denis Curti

SI FEST vi invita alla mostra fotografica LA PERSISTENZA DELLA LUCE. Fotografie di Mario Beltrambini organizzata da PR2 – Palazzo Rasponi 2, spazio espositivo gestito dal Comune di Ravenna in collaborazione con l’Università di Bologna, Campus di Ravenna.

La mostra, visitabile dal 9 dicembre al 6 gennaio 2019, espone una selezione di immagini che l’autore ha prodotto scegliendo la fotografia stenopeica come mezzo privilegiato per scrivere con la luce ciò che ha appreso dalla realtà.

«È stato proprio fotografando e ingrandendo la superficie
delle cose che stavano intorno a me che io ho cercato
di scoprire quello che c’era dietro queste cose,
quello che c’era al di là»

(Michelangelo Antonioni)

La ricerca di Mario Beltrambini indugia sulla luce e sulla sospensione temporale, per cogliere quella bellezza immobile capace di entrare nel cuore dello spettatore attraverso un meditato uso della tecnica fotografica, in antitesi alla compulsività del medium digitale e del web.
Oggetti persi e luoghi abbandonati, dettagli e spazi solo apparentemente insignificanti assumono una veste priva di separazione tra interiore ed esteriore, grazie a una poetica personale fatta di memorie e tempi dilatati, dove l’attesa diventa panacea alla fredda velocità dello sguardo cui siamo abituati.
I paesaggi privi di riferimenti geografici di Mario Beltrambini sono visioni di quella pianura padana romagnola, cara anche a Michelangelo Antonioni, che guardano a luoghi vissuti e dimenticati con una suggestione diversa.

Denis Curti

Read Full Post »

Older Posts »