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Archive for the ‘Cultura del cibo’ Category

Festunità Casadeipensieri 2017

La quotidianità e straordinarietà del cibo da Bononia romana ai nostri giorni , è stata la conferenza  che ha presentato Massimo Meliconi,  nei giorni scorsi alla Festunità Estragon  con un intervento di  Rolando Dondarini  e tenuta dall’arch.Pietro Maria Alemagna .

Pietro Maria Alemagna partendo da due incisioni antiche al Museo Civico ha parlato della cucina bolognese,  con la mortadella etimologia come mortaio , il Medioevo non divide i pasti  come oggi, si mangia quando si può , il Rinascimento insegna le speziature e le marinature che spesso guastano i sapori coprendoli, ma si stabiliscono orari per pranzo e cena. E’ normale avere un maialino in famiglia che grufola per strada, tant’è che ci sono ordinanze che contengono il fenomeno, il maiale come un bambino “ninnein” dicono con riconoscenza i bolognesi.

I piatti prediletti dei bolognesi,  il pesce ,il biancomangiare i banchetti a sottolineare gli  eventi cittadini . Uno studio intrigante fra cibo e storia sociale della città.

A breve aprirà FICO a Bologna un parco agroalimentare e questa conferenza dell’arch. Pietro Maria Alemagna ha dato un contributo stimolante.

 

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Un’opera di Wolfango : il tagliere  che rimanda ai colori e sapori

 

“Sapori in biblioteca”: presentazione del percorso virtuale

Il 5 ottobre alla biblioteca Guglielmi dell’IBC il racconto della tradizione agricola, alimentare e gastronomica della nostra regione  dalle 16:30 alle 18:30

A Bologna, Biblioteca Guglielmi, via Marsala 31
Persona di riferimento Zita Zanardi

L’IBC ha realizzato, in occasione dell’Esposizione universale milanese del 2015 e in vista dell’inaugurazione di FICO Eataly World, una pubblicazione e un ciclo di incontri volti a valorizzare e far conoscere al grande pubblico gli antichi testi di agricoltura e alimentazione presenti nelle biblioteche e negli archivi del territorio regionale. A questo progetto hanno collaborato istituzioni di varia afferenza (statali, di ente locale, religiose, universitarie, accademie, collezionisti privati ecc.).
La pubblicazione realizzata ha per titolo Agricoltura e alimentazione in Emilia Romagna. Antologia di antichi testi(Modena, Artestampa, 2015). Ad essa è collegato il ciclo di incontri “Sapori in biblioteca”, nato dall’idea di raccontare l’importante tradizione agricola alimentare e gastronomica della nostra regione attraverso la testimonianza di bibliotecari, archivisti, studiosi ed esperti. Partendo dagli spunti tematici e dai documenti antichi proposti nel volume sopra citato, si intende sondare il prezioso patrimonio, materiale e immateriale, di cui i nostri istituti culturali sono depositari. La rassegna si sviluppa in un percorso che ha raccolto l’adesione di nove istituzioni storiche presenti sul territorio regionale che sono state di volta in volta sedi di dialoghi, letture, mostre.

A questi nove incontri si sono affiancate altre occasioni, sette in tutto, richieste e incoraggiate da varie istituzioni, durante le quali si è parlato specificatamente di Agricoltura e alimentazione in Emilia Romagna e della sua genesi. Queste “conversazioni” hanno però caratteristiche diverse rispetto alle precedenti poiché si sono inserite tutte all’interno di iniziative territoriali già consolidate, inoltre l’illustrazione del volume è stata di volta in volta la “causa scatenante” dell’incontro oppure ne ha costituito semplicemente un complemento. In ogni caso nel corso dei singoli incontri si sono sviluppati interessanti approfondimenti riguardanti la tradizione agro-alimentare del luogo nel quale si sono svolti e le sue implicazioni storiche e sociali.

Per non disperdere il patrimonio di informazioni emerse nel corso di questi eventi l’IBC ha realizzato una piattaforma multimediale che contiene i testi, le immagini, i video raccolti. Tale piattaforma utilizza l’open source denominato MOVIO, la cui gestione è affidata all’Istituto centrale per il catalogo unico del MiBACT.

La piattaforma è già consultabile on line all’indirizzo:
http://www.bib-cec.eu/agricultura/it/1/home.

Il percorso virtuale sarà presentato giovedì 5 ottobre, alle 16.30, alla biblioteca Guglielmi dell’IBC. Introduce Claudio Leombroni, responsabile del Servizio biblioteche, archivi, musei e beni culturali.
Presenta Zita Zanardi, IBC, curatrice del percorso virtuale.

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Un ricordo a Oscar Marchisio

Nell’incontro al Baraccano : Forma dell’urbano e paradigma vegetale : il caso italiano e quello cinese al Baraccano. Ne hanno parlato : Franco Naccarella, Sun Lei Lei, Oscar Marchisio, intervento di Land Art del pittore Dario Gambarin.

 

Una foto dell’album di famiglia di Tatiana Marchisio, con suo padre Oscar.

Alcuni passaggi della presentazione del libro di Oscar Marchisio : Polifonica Land

 

Intervista ad Oscar Marchisio nel corso della rassegna mistic media all’Osteria del Moretto

I libri di Oscar Marchisio

http://www.lafeltrinelli.it/libri/oscar-marchisio/176926

 

 

 

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Siamo da Franco Rossi per festeggiare la sua nomina a Cavaliere della Repubblica. Franco ci accoglie con un bel tavolo preparato all’esterno del Ristorante in Via Goito. L’ occasione si  abbina alla tradizionale cena che saluta l’ Estate e comincia con un brindisi a base Prosecco Borgo Molino Extra Dry Cuvee’ di Ornelle, Treviso. Gradevole e fresco, profumato e beverino. Ci trasferiamo poi all’interno visto il caldo opprimente e ci accomodiamo in un comodo tavolo apparecchiato di tutto punto.

Franco è un grande Maitre ed ha ben presieduto la relativa associazione per tantissimi anni. Arriva una Panzanella deliziosa delicata e molto gaspachata. Segue un prosciutto crudo toscano di cinta senese guarnito con melone presentati in modo originale insieme ad un petto d’oca affumicato e pancetta arrostita lievemente. Splendidi! Tagliolini ai fichi e al curry, prosciutto e fiori di zucca freschissimi e deliziosi sono il primo eccezionale piatto. E’ il momento di cambiare vino. I Tagliolini si sposano con un Five Roses Salice Salentino di Leone De Castris cinquantesima vendemmia: Negramaro e Salice Salentino.

Favoloso con i suoi 12,5°. Annata 2016. Arriva un Masciarelli Cerasuolo d’ Abruzzo Villa Gemma veramente poderoso come ottima alternativa. Ecco Saltimbocca alla Romana con spinaci, patate al forno e pomodori gratin. Un trionfo di sapori incredibile. Franco ci versa nei calici Canto alla Luna Masseria Nel Sole Cacc’e Mitte di Lucera biologico 2013 14,5°. Nero di Troia alla massima espressione. Un sorbetto al basilico veramente paradisiaco lo abbiniamo con una Malvasia Dolce Colli Piacentini Maria Poggi Azzali della Tenuta Pernice.

Viene a salutarci lo Chef Lino Rossi e lo ringraziamo per i deliziosi piatti che ha preparato per noi. Grande Lino veramente! Una serata speciale con Amici speciali.

Umberto Faedi

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Nonostante il trend generale negativo dei listini di vendita della maggior parte dei prodotti agricoli, il 2016 ha fatto registrare un’ulteriore crescita per il CESAC, cooperativa aderente a Confcooperative, Apo Conerpo e OP Grandi Colture con sede a Conselice (Ra) e stabilimenti in provincia di Bologna e Ferrara. Sono infatti decisamente positivi i principali dati del bilancio del Centro Economico Servizi Agricoli approvato dall’Assemblea dei soci. Il valore totale della produzione ha superato i 66,6 milioni di euro, con un incremento superiore all’11% rispetto ai quasi 60 milioni di euro dell’annata precedente, mentre i ricavi delle vendite sono passati da 57,5 a oltre 63 milioni di euro (+9,6%). La produzione conferita si è attestata sulle 147.000 tonnellate. Anche in campo vitivinicolo CESAC, Centro Economico Servizi Agricoli e Cantina, punta con decisione e con crescente successo alla qualità. CESAC nasce una cinquantina di anni fa come cantina per i soci viticoltori. Aderisce a Caviro e negli ultimi anni ha potenziato la produzione vinicola. Nell’ambito del processo di rinnovamento della linea vini sono stati messi a punto dagli enologi del gruppo e ben presto saranno commercializzati nuovi prodotti come uno Spumante Grechetto Gentile, inserito nella nuova linea Caput Silicis, che si richiama all’antico toponimo del territorio conselicese. Conselice era sede di un porto fluviale ed il nome indica una strada di pietra selice che partiva dalla cittadina per raggiungere Ravenna e Venezia. Lo Spumante viene affiancato da una linea di Grechetto Gentile Fermo che si colloca nella fascia alta dell’offerta. Un Sangiovese completa le proposte enologiche. Li abbiamo degustati in anteprima. Ottima impressione per lo Spumante, fresco e di facile beva, buona e presente acidità  ma non invasiva.  Il Grechetto Gentile Fermo ha un carattere deciso e rivela una nota amarognola caratteristica del Grechetto ex Pignoletto di pianura. Il Sangiovese ha un sentore di viola e frutta rossa,  ha carattere e corpo senza essere pesante: ricorda i Sangiovese molto schietti e molto romagnoli di una volta. I prezzi al dettaglio sono decisamente interessanti. Umberto Faedi

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Due anniversari nel 2017  per il MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna e per l’edificio che lo ospita, il Forno del pane: il 5 maggio di 10 anni fa apriva i battenti la nuova sede dedicata agli sviluppi più recenti dei linguaggi artistici, che raccoglieva l’eredità della Galleria d’Arte Moderna di Bologna.

Un secolo fa, nel 1917, entrava in funzione il forno cittadino voluto dal sindaco Francesco Zanardi per far fronte alle difficoltà di approvvigionamento dei cittadini bolognesi nel corso della prima guerra mondiale.Per celebrare questi eventi, venerdì 5 maggio e sabato 6 maggio 2017 il museo si apre alla cittadinanza con due giornate di festa sul tema che guidò l’attività politica di Zanardi: “Pane e Alfabeto”.

Il prof. Eugenio Riccomini ha tenuto una conferenza sul pane raffigurato nell’arte : il Pane dipinto , iniziando dalla raffigurazione del pane degli antichi egizi.

Le foto in alto  ritraggono il prof. Eugenio Riccomini in occasione della presentazione  del  volume : Scritti per Eugenio. 27 testi per Eugenio Riccòmini che il figlio Marco ha curato e gli ha dedicato. Nel volume (pubblicato con il patrocinio del Comune di Bologna ed il sostegno della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna) 27 saggi sull’arte antica e moderna, molti dedicati a Bologna e all’Emilia, scritti da storici dell’arte, appartenenti a diverse generazioni, alcuni dei quali amici personali di Riccòmini.

Al centro della foto il prof. Eugenio Riccomini, a sinistra la sua assistente Lorenza , il figlio Marco dietro lui e Alighiera Peretti Poggi, curatrice e figlia di Wolfango .(foto di Roberta Ricci)

 

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Francesco Solimena detto l’Abate Ciccio

In occasione del  Venerdì Santo solo per la giornata di venerdì  14 Aprile al Montecarlo Coffee Culture verrà esposta una preziosa tela “Madonna addolorata”  del famoso pittore napoletano Francesco Solimena (1657-1747).

Francesco Solimena, noto come l’Abate Ciccio Considerato uno degli artisti che meglio incarnarono la cultura tardo-barocca in Italia. Dal 1680, Francesco Solimena si appropria della sperimentazione cromatica di Luca Giordano,allievo di Josè de Ribera, che aveva assimilato le esperienze pittoriche più diverse dell’Italia del momento e ha permesso la fioritura della pittura barocca-napoletana. Lavorò per le maggiori corti europee, pur senza muoversi quasi mai da Napoli. Nel primo Settecento, si rivolse a grandi solenni composizioni, soggetti sacri e profani. Francesco Solimena ha esercitato una notevole influenza sui pittori delle generazioni più giovani e future di Napoli, ma anche di tutta l’Europa centrale. È servito come esempio per la generazione emergente, in particolare Jean-Honoré Fragonard, Francisco Goya e François Boucher, il quale si è ispirato a molte delle opere di Solimena.

 

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