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Archive for the ‘Cultura del cibo’ Category

Nonostante il trend generale negativo dei listini di vendita della maggior parte dei prodotti agricoli, il 2016 ha fatto registrare un’ulteriore crescita per il CESAC, cooperativa aderente a Confcooperative, Apo Conerpo e OP Grandi Colture con sede a Conselice (Ra) e stabilimenti in provincia di Bologna e Ferrara. Sono infatti decisamente positivi i principali dati del bilancio del Centro Economico Servizi Agricoli approvato dall’Assemblea dei soci. Il valore totale della produzione ha superato i 66,6 milioni di euro, con un incremento superiore all’11% rispetto ai quasi 60 milioni di euro dell’annata precedente, mentre i ricavi delle vendite sono passati da 57,5 a oltre 63 milioni di euro (+9,6%). La produzione conferita si è attestata sulle 147.000 tonnellate. Anche in campo vitivinicolo CESAC, Centro Economico Servizi Agricoli e Cantina, punta con decisione e con crescente successo alla qualità. CESAC nasce una cinquantina di anni fa come cantina per i soci viticoltori. Aderisce a Caviro e negli ultimi anni ha potenziato la produzione vinicola. Nell’ambito del processo di rinnovamento della linea vini sono stati messi a punto dagli enologi del gruppo e ben presto saranno commercializzati nuovi prodotti come uno Spumante Grechetto Gentile, inserito nella nuova linea Caput Silicis, che si richiama all’antico toponimo del territorio conselicese. Conselice era sede di un porto fluviale ed il nome indica una strada di pietra selice che partiva dalla cittadina per raggiungere Ravenna e Venezia. Lo Spumante viene affiancato da una linea di Grechetto Gentile Fermo che si colloca nella fascia alta dell’offerta. Un Sangiovese completa le proposte enologiche. Li abbiamo degustati in anteprima. Ottima impressione per lo Spumante, fresco e di facile beva, buona e presente acidità  ma non invasiva.  Il Grechetto Gentile Fermo ha un carattere deciso e rivela una nota amarognola caratteristica del Grechetto ex Pignoletto di pianura. Il Sangiovese ha un sentore di viola e frutta rossa,  ha carattere e corpo senza essere pesante: ricorda i Sangiovese molto schietti e molto romagnoli di una volta. I prezzi al dettaglio sono decisamente interessanti. Umberto Faedi

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Due anniversari nel 2017  per il MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna e per l’edificio che lo ospita, il Forno del pane: il 5 maggio di 10 anni fa apriva i battenti la nuova sede dedicata agli sviluppi più recenti dei linguaggi artistici, che raccoglieva l’eredità della Galleria d’Arte Moderna di Bologna.

Un secolo fa, nel 1917, entrava in funzione il forno cittadino voluto dal sindaco Francesco Zanardi per far fronte alle difficoltà di approvvigionamento dei cittadini bolognesi nel corso della prima guerra mondiale.Per celebrare questi eventi, venerdì 5 maggio e sabato 6 maggio 2017 il museo si apre alla cittadinanza con due giornate di festa sul tema che guidò l’attività politica di Zanardi: “Pane e Alfabeto”.

Il prof. Eugenio Riccomini ha tenuto una conferenza sul pane raffigurato nell’arte : il Pane dipinto , iniziando dalla raffigurazione del pane degli antichi egizi.

Le foto in alto  ritraggono il prof. Eugenio Riccomini in occasione della presentazione  del  volume : Scritti per Eugenio. 27 testi per Eugenio Riccòmini che il figlio Marco ha curato e gli ha dedicato. Nel volume (pubblicato con il patrocinio del Comune di Bologna ed il sostegno della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna) 27 saggi sull’arte antica e moderna, molti dedicati a Bologna e all’Emilia, scritti da storici dell’arte, appartenenti a diverse generazioni, alcuni dei quali amici personali di Riccòmini.

Al centro della foto il prof. Eugenio Riccomini, a sinistra la sua assistente Lorenza , il figlio Marco dietro lui e Alighiera Peretti Poggi, curatrice e figlia di Wolfango .(foto di Roberta Ricci)

 

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Francesco Solimena detto l’Abate Ciccio

In occasione del  Venerdì Santo solo per la giornata di venerdì  14 Aprile al Montecarlo Coffee Culture verrà esposta una preziosa tela “Madonna addolorata”  del famoso pittore napoletano Francesco Solimena (1657-1747).

Francesco Solimena, noto come l’Abate Ciccio Considerato uno degli artisti che meglio incarnarono la cultura tardo-barocca in Italia. Dal 1680, Francesco Solimena si appropria della sperimentazione cromatica di Luca Giordano,allievo di Josè de Ribera, che aveva assimilato le esperienze pittoriche più diverse dell’Italia del momento e ha permesso la fioritura della pittura barocca-napoletana. Lavorò per le maggiori corti europee, pur senza muoversi quasi mai da Napoli. Nel primo Settecento, si rivolse a grandi solenni composizioni, soggetti sacri e profani. Francesco Solimena ha esercitato una notevole influenza sui pittori delle generazioni più giovani e future di Napoli, ma anche di tutta l’Europa centrale. È servito come esempio per la generazione emergente, in particolare Jean-Honoré Fragonard, Francisco Goya e François Boucher, il quale si è ispirato a molte delle opere di Solimena.

 

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L’ Associazione Culturale Arte & Vino organizza eventi volti a diffondere la cultura e la conoscenza di questo prodotto meraviglioso della terra e del lavoro quotidiano dei viticoltori. Sotto l’egida e la presidenza di Carmen Terranegra crea occasioni per serate di degustazione, gite, visite e momenti nei quali il vino è in evidenza e in connubio con la cultura, i prodotti, le opere d’arte ed architettoniche di un territorio.

A Bologna ha allestito due eventi di degustazione a Villa Albergati imperniati sulle Bollicine di alta gamma e sulla Valpolicella che hanno riscosso un grande successo. Il terzo imperdibile appuntamento si e’ tenuto al Relais Hotel Bellaria ed ha avuto come protagonista il Brunello di Montalcino.

La serata condotta con grande piacevolezza e competenza dal Maestro Sommelier Roberto Gardini denominata “Brunello in cattedra” ha visto in degustazione sette vini di cantine della DOCG di Montalcino. Il Brunello ha radici antiche. Il territorio dal quale deriva si trova nei pressi della Via Francigena che collegava importanti città e regioni con Roma. Questa posizione strategica ha contribuito fin dalla metà del 1200 a far conoscere questo rosso particolare e a portarlo ad essere uno dei vini piu’ stimati ed ambiti al mondo. Una fresca introduzione alla serata tenuta dalla Presidente Carmen Terranegra ha preceduto l’inizio della tornata di assaggi.

Il primo Brunello della Azienda Agricola Casanova di Neri e’ un 2012, ottima annata. Bel colore, giovane e intenso all’olfatto con note di fiori rossi. Tannini in evoluzione, elegante, piacevole verve tannica. Capanna di Cencioni 2012 non denota una spiccata intensita’ al naso. Gusto deciso con tannini in cammino, sentori di terra e di bacche rosse e di frutto fresco ancora chiuso. Robusto e persistente. Le Pottazine 2011 ha un bel colore, note di viola e fiori rossi e buona intensità al naso. Buona acidità e buona evoluzione. Sentori di terra e minerali. Sfumature di frutto dolce. Azienda Agricola Uccelliera 2011 rivela un bellissimo colore. Profumi intensi ed accattivanti. Gusto deciso ed elevata acidità.

Frutta rossa, confetture, note di mora. Armonioso, persistente, rotondo. Azienda Agricola Il Marroneto 2011 ha un colore intenso e sentori di fiori rossi. Ottima astringenza, asciutto e persistente con note di tabacco. Elegante e assai tradizionale, evoluto e buoni tannini, molto persistente. Azienda Agricola Podere Le Ripi 2007 svela un colore molto deciso. Profumi intensi e terziari, frutta secca e sotto spirito, etereo. Minerale, elegante, note di tostatura, frutta quasi dolce, molto persistente con tannini ben integrati. Ciacci Piccolomini d’Aragona 2004 si presenta con un colore affascinante. Sentori di frutta secca e goudron. Intenso, molto persistente, etereo e balsamico con un punto di fumo. Al palato svela frutta evoluta, spezie morbide e liquirizia, sfumature di salmastro.

Vigoroso, deciso, poderoso e persistente. Complimenti a Carmen Terranegra e ad Arte & Vino. Alla prossima!
Umberto Faedi

Le foto sono di Umberto Faedi

Carmen Terranegra

Roberto Gardini

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Lo stato dei prodotti alimentari in vendita nel nostro paese e’ per certi versi inquietante. Una valutazione elaborata da Coldiretti in base al rapporto EFSA, la Commissione Europea che si occupa della sicurezza alimentare, che ha esaminato numerosi campioni che si trovano su molti scaffali, da quelli dei supermercati alle bancarelle dei mercati rionali, è abbastanza inquietante. Al primo posto degli alimenti a causa di massicce presenze dei fitosanitari più deleteri per la salute troviamo i broccoli cinesi seguiti dal prezzemolo vietnamita e dal basilico indiano. Dalla Cina proviene grandissima parte del concentrato di pomodoro che circola in Italia e come per gli altri prodotti e’ il prezzo a determinare la scelta di chi acquista per rivendere al dettaglio. E ciò a discapito della salute dei consumatori. La crisi costringe moltissime persone ad acquistare prodotti poco costosi e a non pensare alle conseguenze derivate dalla scelta di alimenti di bassissima qualità. Il danno non si limita alla sfera della salute ma si estende alla diminuzione della occupazione in conseguenza della chiusura delle aziende agricole che non possono reggere la guerra dei prezzi. Riso proveniente dall’India e anche fagioli e piselli del Kenya sono nella lista nera come pure la menta del Marocco. Il comparto della frutta purtroppo non e’ più rassicurante. Melagrane dall’Egitto, arance e fragole marocchine arrivano a tonnellate grazie alle concessioni della UE e la qualità è bassissima, come per il peperoncino che ci spediscono dalla Thailandia. Da Santo Domingo e dal Sud America affluiscono in Italia meloni, cocomeri e altri tipi di frutta che stazionano molti mesi in enormi camere frigo e poi affrontano un viaggio di migliaia di chilometri: che bontà! A proposito della UE e delle sue maglie larghe a scapito del nostro paese: ha concesso al Marocco e alla Tunisia di aumentare le quote di esportazione di olio, arance, clementine, cetrioli, fragole, zucchine, aglio e pomodori da mensa. Grazie a questa concessione molte aziende agricole hanno chiuso i battenti e licenziato lavoratori. E’ il regalo della globalizzazione che impone questi prodotti coltivati con additivi proibiti da anni in Europa. L’Italia per fortuna ha una legislazione sanitaria rigidissima e ciò contribuisce ad arginare i danni derivati da prodotti coltivati e raccolti da gruppi che non si fanno scrupoli pur di aumentare i profitti. La nostra agricoltura è la piu’ verde con 281 progetti DOP e IGP certificati, il divieto assoluto di impiegare OGM ed è al vertice della sicurezza alimentare mondiale con il minor numero di prodotti che presentano residui chimici irregolari: 4 volte meno della media UE e 20 dicasi 20 volte in meno dei paesi extracomunitari. L’ Emilia Romagna detiene 44 di queste uniche eccellenze. Scusate se è poco!

Umberto Faedi
nelle foto di Umberto Faedi alcuni chef che hanno cucinato per la Caritas

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Bottega Portici Academy ha inaugurato la moderna scuola di cucina con un Master di preparazione in diretta di pasta tirata col mattarello. Il laboratorio ha sede presso l’Hotel I Portici situato in Via Indipendenza. Un manipolo di giornalisti di settore si è cimentato nell’impastare e tirare la sfoglia per realizzare tortellini, tagliatelle e altri tipi di pasta.

L’ attenta, gentile e premurosa ed affettuosa guida di due maestre sfogline ha permesso ai più inesperti come il sottoscritto di realizzare prima di tutto un impasto e successivamente con l’ausilio di raccia e mattarello uma sfoglia che, con l’aiuto e la supervisione delle magiche sfogline, si è trasformato in tortellini, tagliatelle, tagliolini ed altro. Ogni postazione della scuola e’ dotata di un banco spazioso, di un classico mattarello e di tutto quello che serve per impastare. La scuola è rivolta a persone ed aziende che intendono ampliare la cultura del buon cibo. L’ Academy de I Portici propone corsi di pasta fresca, caffetteria, show Cooking, pasticceria e team Cooking impiegando prodotti ed alimenti 100% made in Italy.

Il progetto prevede l’imminente apertura di un’ altra sede in Piazza Ravegnana. I risultati finali del Master sono stati buoni e anche il sottoscritto e’ riuscito a realizzare l’impasto e a tirare una buona sfoglia. Meno buono il risultato nella chiusura dei tortellini… Molta solidarietà tra i colleghi e molta la simpatia e la pazienza dimostrata dalle maestre sfogline nei confronti degli scolari. La serata assai istruttiva è terminata con una cena preparata nella ghiacciaia dallo Chef stellato Agostino Jacobucci che ha proposto una Crema Brulee di Parmigiano Reggiano e Fiocchi di Parma, Insalata odorosa, Pera allo Zafferano e Gocce di Aceto Balsamico.

Un piatto di Tortellini davvero buono ha preceduto classiche Tagliatelle alla Bolognese. Sbrisolona in mariage con cioccolato, panna ed emulsione di frutti di bosco ha concluso la serata del Master. La suggestiva ghiacciaia sapientemente restaurata era compresa nel castello che era stato edificato a Porta Galliera e piu’ volte distrutto a furor di popolo: I Portici si trovano nella porzione della fortezza rimasta. Non e’ mai troppo tardi per imparare, anche la storia della città!

Umberto Faedi
 Le foto sono di Umberto Faedi

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Domenica di grande finale per il GustaCinema 2017. L’evento ideato da Maria Grazia Palmieri nell’ambito di MovieValley BazzaCinema giunto alla Sesta Edizione ha avuto il suo epilogo nell’Agriturismo della Tenuta Santa Croce della Famiglia Chiari ubicato a Monteveglio. Il tema di quest’anno era: La Donna attraverso i films di Julianne Moore. A partire dalle ore 18 si e’ riunita la Giuria composta da esperti del settore, giornalisti e Simonetta Nascetti compagna di Piero Valdiserra. La Giuria doveva decidete a chi assegnare Lo Spaghettino d’Oro intitolato alla sua cara memoria allo chef che conquistava il gradimento dei giurati con l’interpretazione dello Spaghetto alla Bolognese. E’ stato assegnato Invece lo Spaghetto d’oro all’attore Bolognese Vito grande appassionato di cucina come Piero che ha scritto il libro “Spaghetti alla Bolognese: l’altra faccia del tipico” suscitando un grandissimo interesse su questo piatto e sulla gastronomia felsinea. Alla tenzone finale degli Spaghetti alla Bolognese sono arrivati dopo le semifinali gli Chef Marco Scandellari gia’ al Borgo delle Vigne di Zola Predosa e Anna Maria Menzani della Antica Trattoria dai Mugnai di Monteveglio che aveva superato per un soffio Saverio Quadrelli Chef del Ristorante Petroniano nella semifinale. Alla fine ha vinto per una incollatura Marco Scandellari. Si sono pure cimentati ai fornelli gli allievi dell’Istituto Alberghiero Bartolomeo Scappi che hanno proposto due timballi: uno di riso con zucca e salame affumicato spagnolo Chorizo e l’altro da tagliolini alla carbonara e gamberi. La Giuria ha preferito il primo. L’allieva Soraya Ventura che ha vinto la tappa Bio per i venti anni di NaturaSi’ ha preparato un delizioso Cocktail Martini in gelatina come aperitivo per i fortunati presenti guarnito con un pancake impreziosito da erba cipollina, caviale di peperone rosso, marmellata di zucca, lime, alga Nori e nero di seppia. Il vincitore Marco Scandellari riceverà nella serata finale del 25 Marzo di MovieValley BazzaCinema lo Spaghettino d’oro. A disposizione per gli abbinamenti Giorgio Chiarli, squisito ospite, ha servito, coadiuvato dagli allievi dell’Alberghiero coordinati dal Professore e Chef Francesco Staniscia, Cuvee’ Nettuno Spumante Brut, Desimo Bianco Bologna 2015 ottenuto da Uve Chardonnay, Riesling e Sauvignon 12,5°, Camerlo’ Rosso Bologna 13° e con le celestiali torte di Simonetta Piccardo un Pignoletto concentrato sperimentale Gradita appunto la partecipazione di Simonetta Piccardo di Genova che ha trionfato nella gara delle torte bio in occasione dei venti anni di NaturaSi’ con il dolce dedicato a Monica Vitti. Ha portato le sue squisite torte al cioccolato porzionate che sono andate a ruba tra i convitati: l’Amor per Monica e Big Heart. Si e’ ispirata per la prima ai biondi capelli della attrice creando una torta che ha una bella nota marrone intensa guarnita da crema Chantilly e scorza d’arancia, elemento ricorrente per lei, che richiama il viso luminoso dell’attrice. Farina di mais, di mandorle e normale, la farina di mais con la quale si fa la polenta che si mangia quando è molto freddo e lascia un grande calore. Big Heart – Grande Cuore e’ composta da cioccolato fondente, zucchero, farina, lievito per dolci, zucchero a velo e fragola per guarnizioni per richiamare le lentiggini dell’attrice. La fantasia si intreccia al sociale difendendo le diversità che non devono essere di ostacolo nelle relazioni tra le persone. A proposito di grande cuore: Simonetta è volontaria all’Ospedale Gaslini di Genova.
Umberto Faedi

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