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Archive for the ‘Cultura del cibo’ Category

Il Ristorante del Borgo delle Vigne sulle colline di Zola Predosa si trova in mezzo alle piante di Pignoletto e delle altre varietà coltivate nei terreni della Cantina Gaggioli.
Piero Valdiserra era molto legato a questo luogo e appena poteva era solito andarci per trascorrere gradevoli momenti in compagnia di familiari ed amici e di Letizia e Carlo Gaggioli. E qualche sera fa la compagna Simonetta assieme a suo figlio Riccardo e gli Amici coi quali Piero condivideva lavoro e svago si sono ritrovati per parlare di Lui e stare insieme. Senza tristezza e molto semplicemente siamo stati a tavola e abbiamo goduto degli ottimi piatti della cucina del Ristorante del Borgo delle Vigne abbinati con gli eccellenti vini della Cantina.
Appena seduti abbiamo brindato a Piero con l’ottimo Spumante Il Francia Brut che ha accompagnato una deliziosa Crema di Asparagi e Burratina guarnite da crostini di pane.
Squisite Caramelle ripiene molto delicate sono state ben abbinate al Sauvignon e hanno preceduto un’ottima Tagliata guarnita con squisite patate al forno in mariage con un eccezionale Rosso Bologna Riserva.
Fragole e Panna cotta al basilico con salsa di limone e zenzero abbinate all’Ambrosia Passito hanno chiuso la cena alla quale hanno partecipato Simonetta e Riccardo, Donatella Luccarini editrice di Charme Magazine, Maria Grazia Palmieri che ha istituito lo Spaghetto D’Oro intitolato a Piero, Alessio Orsi fotografo ed editore di Smap, Giulio Biasion editore del libro di Piero dedicato agli Spaghetti alla Bolognese, Roberta Ricci fotografa e blogger, Letizia e Carlo Gaggioli e il sottoscritto.

Aneddoti e ricordi di momenti, viaggi e giornate trascorse insieme si sono sovrapposti durante la serata con molta serenità. Non è stata e non voleva essere una serata triste o nostalgica, bensì molto tranquilla e piena di affetto ed amicizia come piaceva a Piero.

Umberto Faedi

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La Ditta Majani è presente nell’universo del cioccolato dal 1796, lo stesso anno nel quale Napoleone arrivò a Bologna. Se vi sembra poco! E da allora è stato un susseguirsi di successi e prestigiosi riconoscimenti in tutto il mondo. La Signorina Anna Majani ci illustra la filiera di acquisizione e trasformazione del cioccolato e racconta di quando uno stupito cliente straniero chiese come mai la FIAT di Torino fece confezionare alla Majani di Bologna il famoso Cremino pur essendo presenti in Piemonte una conosciuta tradizione cioccolatiera e lei rispose che il motivo è che a Bologna siamo più bravi dei piemontesi. Siamo nella storica Boutique Majani di Via De’ Carbonesi 5 a Bologna per la presentazione del NUovo Piatto ideato per una Pasqua… movimentata e interpretato con un design unico in sette gustose versioni. Disponibile sia a base di cioccolato fondente che a base di cioccolato bianco finissimo al latte ha un peso di 300 grammi e contiene una sorpresa. L’originale ed intrigante confezione mostra l’uovo interpretato in questa forma inedita ed accattivante. La degustazione consiste nell’abbinamento di Cioccolato Majani Fondente al 50, 75 e 90% e della unica ed inimitabile Scorza con un Passito di Pantelleria, un Moscato di Noto e tre Rum prestigiosi offerti da Rinaldi Importatori di Bologna: Centenario 20 Fundacion Seleccion Premium, Centenario Anejo Especial e Don Papa. A sorpresa vengono inserite nella gustosa degustazione le Palline di cioccolato fondente che fanno parte dell’impasto dei Panettoni artigianali Le Tre Marie. La mia preferenza per gli abbinamenti migliori con il cioccolato Majani va al Moscato di Noto ed al Rum Don Papa delle Filippine.

 

Umberto Faedi

 

 

La Signora Anna Majani e la nuora Michela

 

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Siamo in Via Cesare Gnudi 5 a Bologna presso il Laboratorio di “A scuola di gusto” intitolato a Giorgio Ferriani per partecipare alla presentazione del libro “Come fare il Pane – Il Manuale” scritto e impastato da Antonio Di Benedetto e Maurizio De Pasquale. Il libro esce con la prestigiosa e storica Casa Editrice Hoepli specializzata in manualistica di altissima qualità sino dalla fine del 1800. Il Laboratorio ha la sua sede presso la Associazione Panificatori ASCOM ed è in attività complessivamente da una decina di anni. Il primo direttore è stato Antonio Di Benedetto e oltre duecento sono stati gli allievi che hanno frequentato i corsi. Di Benedetto non ha mancato di sottolineare come questo sia un alimento fondamentale nelle sue varie interpretazioni in tutto il mondo e meriti un grande rispetto, non deve essere sprecato. Erano venticinque anni che non veniva pubblicato un manuale sul pane e questo libro viene a riempire uno spazio importante che era vuoto. Il risultato del lavoro dei due autori è un volume pratico e tecnico professionale che esplica in maniera semplice e chiara le caratteristiche delle materie prime da impiegare oltre alle modalità e alle tecniche di panificazione e per la realizzazione di prodotti da forno, quindi non solo il pane. Rivolto a coloro che operano nel settore e agli aspiranti panificatori può essere assai utile ai semplici appassionati. Verrà adottato dalla “Scuola di gusto” come libro di testo e si presta benissimo alle esigenze formative degli Istituti Alberghieri. L’incontro è terminato con una degustazione di vari tipi di pane, pizza, grissini e crescente usciti nella notte dal forno Di Benedetto che è a San Pietro in Casale abbinati a ottimi salumi, formaggi e buone lasagne. Un grandioso panettone e ottimi pasticcini del forno hanno concluso questo bellissimo incontro.

Umberto Faedi

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Siamo alla Cantina Bentivoglio in Via Mascarella 4/B a Bologna per partecipare al Seminario organizzato da AMO – Associazione Mescitori Organizzati curato dall’Agronomo nonche’ Enologo Professor Gabriele Valentini dell’Università di Bologna degno allievo del Professor Cesare Intrieri.

Oggetto dell’interessante Seminario sono sei vini e un olio provenienti da aree vulcaniche. In degustazione vini di differenti territori italiani caratterizzati da zone vulcaniche distribuite nel territorio italiano.

L’AMO raggruppa 15 enoteche di Bologna e si prefigge lo scopo di fornire informazioni e nozioni per rendere il vino oltre che interessante affascinante. Iniziamo con Selva Lacandona Falanghina 2016 DOC Campi Flegrei 12° della Cooperativa Resistenza. Proviene dalle Colline di Marano intorno a Napoli da terreni confiscati alla camorra nei quali le piante sono rimaste franche di piede, cioè non sono state attaccate dalla famigerata peronospora. Bel colore giallo oro non eccessivo, profumo intenso e aromatico. Sentori di frutta bianca e idrocarburo. Al gusto rivela una spiccata acidità e salinità, note di salmastro e conferma i sentori minerali di idrocarburo. Molto pulito e persistente. Passiamo a Racerno Bio Bianco Frascati Superiore 2014 della Azienda l’Olivella 13°. Bel colore giallo dorato, sentori aromatici, di miele e uva sultanina nonché frutta bianca evoluta. Acidità spiccata ma gentile, sapido e con note di idrocarburi. Caldo, intenso e molto persistente. Il vino successivo è Col Moenia Gambellara Classico 2014 della Azienda Vignato Uva Garganega 100%. Colore giallo poco intenso e sentori sulfurei e di idrocarburi e di frutta bianca non tanto evoluta. Intenso, con glicerolo spiccato e grande spinta alcolica con equilibrata acidità. Ecco il Durello Monti Lessini 2008 13° della Cantina Sandro de Bruno di Montecchia di Crosara in provincia di Verona da Uva Durella che chiude la serie dei bianchi. Vino molto particolare dal colore giallo non molto acceso con sentori di idrocarburi e polvere da sparo, frutta bianca molto evoluta ma non zuccherina. Al gusto rivela una certa sapidità e note sulfuree con sentori di fiori bianchi secchi. Lungo, persistente e molto particolare davvero. Arriva Etna Rosso DOC 2015 14° della Cantina Giacomo Russo da Uve di vigneti storici e viti antiche  Colore rosso rubino intenso. Sentori di frutta rossa non evoluta, bacche e spezie. Minerale, tannico seppur giovane, deciso e persistente. Buona e semplice qualità.  Buona acidità. Il Taurasi Riserva 2006 14,5°da Aglianico Coda di cavallo della Cantina Michele Perrillo di Castelfranci in provincia di Avellino chiude la serie con i suoi14,5°. Colore Rubino scuro con unghia violacea, sentori spiccati di terra, idrocarburi e polvere da sparo, bacche rosse e frutta rossa evoluta, amarene, pepe nero e tabacco da pipa, legno di quercia. Giustamente tannico, elegante, lungo e persistente con potente acidità. Un olio extravergine DOP del Vulture da olive coratina o oliarola della Azienda I Frantoiani del Vulture. Erbaceo, intenso, amaro e saporito molto gradevole. AMO – Associazione Mescitori Organizzati nasce a Bologna il 28 Ottobre 2014 dall’accordo di sedici
firmatari titolari di enoteche e locali situati in diverse zone della città. Le attività del sodalizio sono rivolte alla divulgazione dei valori della amicizia, della condivisione e del divertimento e la sensibilizzazione sul consumo consapevole e responsabile di alcolici.

Le Enoteche e i locali AMO:
Acca’ Vineria, Via San Giorgio 11
Alce Nero Berbere’, Via G. Petroni 9/C
Camera a Sud, Via Valdonica 5
Cantina Bentivoglio, Via Mascarella 4/B
Da Francesco, Via Mascarella 75/A
Enoteca dei Saggi, Via Emilia 124/BCD San Lazzaro di Savena
Enoteca Faccioli,Via Altabella 15/B
Enoteca Zampa, Via Andrea Costa 127/A
Miles Bistro’, Via Caduti di Cefalonia 1/A
Saravino, Via Belvedere 11/A
Sette Tavoli, Via Cartoleria 15
Tempesta, Via Ranzani 17/A
Via con Me, Via San Gervasio 5/D
Vineria alle Erbe, Via San Gervasio 3
Vineria Favalli, Via Santo Stefano 5/A
http://www.amo.bo.it

Umberto Faedi

Gabriele Vantini illustra i vini alla Cantina Bentivoglio (foto di Umberto Faedi)


 

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Siamo all’Enoteca La Cantina in Via Murri 105/D per degustare le proposte della Cantina Barbaglia di Cavallino Valsesia. I vini derivano dai vitigni tipici di questa zona dell’Alto Piemonte Novarese. La degustazione è offerta e come sempre ben organizzata da Nicola Castellucci e dallo staff dell’Enoteca. Il primo vino proposto è Curticella 2009 Dosaggio Zero VSPQ Metodo Classico da Uve Erbaluce del Novarese: 90 mesi sui lieviti. Intenso ma delicato, profumi di fiori bianchi e tracce di crosta di pane, gradevole e molto facile da bere. Segue Lucino Bianco DOC Colline Novaresi 2016. Colore intenso, gusto pieno, spiccata acidità  Ora arriva Ledi Vespolina 12,5°, Vitigno autoctono del territorio. Sentori fruttati, fresco, con note di bosco e leggerissima speziatura. di bacche rosse e pepe. Concludiamo con un Boca 2012 da Uve Spanna all’80% e 20% da Uva Vespolina 13°. Buon carattere, pieno, rotondo, note di frutta rossa evoluta, persistente ed equilibrato con sentori evidenti di speziatura. Pepe nero e tabacco. I vini sono ben abbinati a prodotti gastronomici di Romagna Terre Italia e BioSol Natura con tre tipi di formaggi variamente invecchiati di cui uno arricchito con tre tipi di pepe e un formaggio fresco tipo gorgonzola che si potevano abbinare a deliziose composte di frutta e ortaggi. Un’altra ottima occasione per degustare vini e prodotti alimentari di pregio. Grazie alla disponibilità di Nicola, suo babbo e lo staff dell’Enoteca. Aspettiamo la prossima!

Umberto Faedi

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Festunità Casadeipensieri 2017

La quotidianità e straordinarietà del cibo da Bononia romana ai nostri giorni , è stata la conferenza  che ha presentato Massimo Meliconi,  nei giorni scorsi alla Festunità Estragon  con un intervento di  Rolando Dondarini  e tenuta dall’arch.Pietro Maria Alemagna .

Pietro Maria Alemagna partendo da due incisioni antiche al Museo Civico ha parlato della cucina bolognese,  con la mortadella etimologia come mortaio , il Medioevo non divide i pasti  come oggi, si mangia quando si può , il Rinascimento insegna le speziature e le marinature che spesso guastano i sapori coprendoli, ma si stabiliscono orari per pranzo e cena. E’ normale avere un maialino in famiglia che grufola per strada, tant’è che ci sono ordinanze che contengono il fenomeno, il maiale come un bambino “ninnein” dicono con riconoscenza i bolognesi.

I piatti prediletti dei bolognesi,  il pesce ,il biancomangiare i banchetti a sottolineare gli  eventi cittadini . Uno studio intrigante fra cibo e storia sociale della città.

A breve aprirà FICO a Bologna un parco agroalimentare e questa conferenza dell’arch. Pietro Maria Alemagna ha dato un contributo stimolante.

 

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Un’opera di Wolfango : il tagliere  che rimanda ai colori e sapori

 

“Sapori in biblioteca”: presentazione del percorso virtuale

Il 5 ottobre alla biblioteca Guglielmi dell’IBC il racconto della tradizione agricola, alimentare e gastronomica della nostra regione  dalle 16:30 alle 18:30

A Bologna, Biblioteca Guglielmi, via Marsala 31
Persona di riferimento Zita Zanardi

L’IBC ha realizzato, in occasione dell’Esposizione universale milanese del 2015 e in vista dell’inaugurazione di FICO Eataly World, una pubblicazione e un ciclo di incontri volti a valorizzare e far conoscere al grande pubblico gli antichi testi di agricoltura e alimentazione presenti nelle biblioteche e negli archivi del territorio regionale. A questo progetto hanno collaborato istituzioni di varia afferenza (statali, di ente locale, religiose, universitarie, accademie, collezionisti privati ecc.).
La pubblicazione realizzata ha per titolo Agricoltura e alimentazione in Emilia Romagna. Antologia di antichi testi(Modena, Artestampa, 2015). Ad essa è collegato il ciclo di incontri “Sapori in biblioteca”, nato dall’idea di raccontare l’importante tradizione agricola alimentare e gastronomica della nostra regione attraverso la testimonianza di bibliotecari, archivisti, studiosi ed esperti. Partendo dagli spunti tematici e dai documenti antichi proposti nel volume sopra citato, si intende sondare il prezioso patrimonio, materiale e immateriale, di cui i nostri istituti culturali sono depositari. La rassegna si sviluppa in un percorso che ha raccolto l’adesione di nove istituzioni storiche presenti sul territorio regionale che sono state di volta in volta sedi di dialoghi, letture, mostre.

A questi nove incontri si sono affiancate altre occasioni, sette in tutto, richieste e incoraggiate da varie istituzioni, durante le quali si è parlato specificatamente di Agricoltura e alimentazione in Emilia Romagna e della sua genesi. Queste “conversazioni” hanno però caratteristiche diverse rispetto alle precedenti poiché si sono inserite tutte all’interno di iniziative territoriali già consolidate, inoltre l’illustrazione del volume è stata di volta in volta la “causa scatenante” dell’incontro oppure ne ha costituito semplicemente un complemento. In ogni caso nel corso dei singoli incontri si sono sviluppati interessanti approfondimenti riguardanti la tradizione agro-alimentare del luogo nel quale si sono svolti e le sue implicazioni storiche e sociali.

Per non disperdere il patrimonio di informazioni emerse nel corso di questi eventi l’IBC ha realizzato una piattaforma multimediale che contiene i testi, le immagini, i video raccolti. Tale piattaforma utilizza l’open source denominato MOVIO, la cui gestione è affidata all’Istituto centrale per il catalogo unico del MiBACT.

La piattaforma è già consultabile on line all’indirizzo:
http://www.bib-cec.eu/agricultura/it/1/home.

Il percorso virtuale sarà presentato giovedì 5 ottobre, alle 16.30, alla biblioteca Guglielmi dell’IBC. Introduce Claudio Leombroni, responsabile del Servizio biblioteche, archivi, musei e beni culturali.
Presenta Zita Zanardi, IBC, curatrice del percorso virtuale.

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