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Archive for the ‘Cultura del cibo’ Category

Fino al 13 gennaio una mostra organizzata dal Maestro Nino Migliori a Palazzo Pepoli Campogrande sulla campagna fotografica della Fabbri, industria alimentare locale, famose le sue amarene .
La mostra è ad ingresso libero.
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da Informacibo blog :

Bologna 12 novembre 2015. La storia delle amarene più celebri d’Italia non può prescindere dall’incontro con l’altrettanto nota Bottega Gatti di Faenza. Erano gli anni Venti del Novecento quando il laboratorio di ceramiche emiliano elaborava per la prima volta quei decori blu su fondo bianco che all’epoca riassumevano l’immaginario di un mondo borghese accomunato dalla passione per il decò e le linee eleganti.
Oggi quei vasi liberty che profumano di ciliegia sciroppata campeggiano in molti bar e cucine d’Italia, celebrando il successo planetario di un’idea partorita un secolo fa da Rachele Buriani (in Fabbri), moglie di Gennaro, fondatore dell’azienda emiliana.

Proprio a Rachele, Gennaro portava in dono il primo esemplare del vaso in ceramica che, ispirato ai decori dell’arte cinese, fu banco di prova per tanti maestri ceramisti, da Angelo Minghetti a Riccardo Gatti. Sono passati cent’anni, ma l’impresa continua ad essere guidata dalla famiglia Fabbri, con la quarta generazione che vede lavorare l’uno affianco all’altro i pronipoti Nicola, Andrea, Paolo e Umberto.
Un secolo di storia. Dalla distilleria alla Marena con Frutto.

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Rivoluzione positiva in arrivo nel mondo del pane confezionato. Il 19 Dicembre entra in vigore il Decreto N° 131 emanato l’1 Ottobre che regola la disciplina della denominazione a tutela del consumatore dei termini panificio, pane fresco e pane conservato. Le grandi catene di distribuzione mettono in vendita baguettes ed altre tipologie di pane fragranti che, seppur appena sfornate dai forni interni, spessissimo sono congelate e finite di cuocere presso le sedi dei super ed iper.

Dal prossimo 19 Dicembre quindi tutto il pane confezionato che ha subito un processo di congelamento, surgelazione o contiene additivi conservanti dovrà obbligatoriamente recare in etichetta la dicitura “conservato” oppure “a durabilità prolungata”. Nell’ambito del pane voglio citare quello di Matera, città che sarà nel 2019 Capitale Europea della Cultura.

Meno famoso del pane di Altamura ma non per questo inferiore, ha le sue origini nel Regno di Napoli e anche in tempi più antichi. Impastato esclusivamente secondo disciplinare con semola di grano duro derivata da grani di vetuste origini, deve avere un peso medio che oscilla da 1 a 2 chilogrammi ed un aspetto caratterizzato dall’altezza, dalla forma a cornetto e da tre tagli che simboleggiano la trinità. Ha ottenuto dalla Comunità Europea la IGP nel 1992. Una notizia curiosa arriva da Arona in provincia di Novara. Allo stabilimento dolciario Laica che in questo periodo lavora a pieno regime in vista delle feste natalizie, un’ operaia ha colpito una collega alla testa con una barra di cioccolato del peso di un chilogrammo a causa di un diverbio. La donna è stata ricoverata per trauma cranico all’Ospedale di Stresa. Non sappiamo se c’erano anche le nocciole, ma non sempre il cioccolato fa bene alla salute.

Umberto Faedi

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La Villa Ranuzzi Cospi a Bagnarola di Budrio ha ospitato la Prima Giornata del Ragù alla Bolognese e ha visto la firma della sua Magna Charta. La Villa è sede della Accademia dei Notturni fondata da Giovanni Tamburini titolare di una storica bottega dedicata alle specialità alimentari della ricca provincia felsinea situata in Via Orefici nel pieno centro di Bologna. La ricetta dell’autentico Ragù alla Bolognese è stata deposita dalla Delegazione Petroniana della Accademia della Cucina Italiana alla Camera di Commercio il 17 Ottobre 1982. L’obiettivo della giornata è quello di superare le diatribe sorte tra spaghetti, lasagne e tagliatelle più o meno al ragù e fare in modo che venga definita una piattaforma comune, la Magna Charta del Ragù alla Bolognese, con l’obiettivo di promuovere e far conoscere Bologna in Italia e nel mondo e rendere famosi i tanti unici piatti della ricchissima cucina Petroniana. Molti e qualificati gli interventi al talk show moderato da Eraldo Turra e Giulio Biasion che ha edito il libro di Piero Valdiserra “Spaghetti alla Bolognese: l’altra faccia del tipico”. Il pranzo ha visto Spaghetti alla Bolognese e Tagliatelle curate da Giovanni Tamburini. Gli Spaghetti guarniti col ragù di GiuseppeTarantino vincitore del premio li ho abbinati con Bianco di Monte Canneto Albana 12°  di Enrico Gurioli. Bellissimo colore giallo oro di vino di una volta nel senso nobile del termine, pieno, asciutto, sentori di frutta bianca evoluti, intenso e persistente. Le Tagliatelle erano condite con il Ragù della cucina della Accademia dei Notturni e le abbiamo abbinate sempre con l’Albana. A proposito di Albana abbiamo apprezzato quella Rossa: Ravenna IGT 2015 Collanima da uve biologiche della Cantina Fondo San Giuseppe di Brisighella che dichiara 14° ed ha un colore rubino intenso e note di frutta rossa evoluta. Accentuata la speziatura, pepe nero soprattutto. La ho abbinata col tagliere di salumi, la giardiniera Bolognese e il friggione accompagnati da crescentine, piadina e tigelle. Torta di riso, pinza, tagliatelle fritte, torta Barozzi e raviole hanno chiuso il pranzo. Nella mattinata e nel pomeriggio a partire dalle 15 degustazione di Ragù, Parmigiano Reggiano ed altre gustose specialità come l’Aceto Balsamico Tradizionale e l’eccezionale Olio Extravergine della tenuta La Pace di Monte Canneto di Enrico Gurioli da olive Nostrana di Brisighella, Ghiacciola e Leccino da oliveto DOP che ha ottenuto il titolo di migliore Olio d’Italia. Alle 15,30 abbiamo assistito al divertentissimo spettacolo “Il lamento del maiale” scritto da Eraldo Turra, Stefano Bertonazzi e Maurizio Garuti. Una Giuria costituita da giornalisti, chefs e gastronomi ha premiato il Gran Ragù alla Bolognese preparato da Giuseppe Tarantino e assegnato riconoscimento ai negozi, agli artigiani e ai prodotti industriali.

Umberto Faedi

Foto di Roberta Ricci

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La serata sugli Spaghetti ha visto il tutto esaurito al Borgo delle Vigne della Azienda Gaggioli.

La Balla degli Spaghetti alla Bolognese e il Club dei Sapori unitamente a EdiHouse hanno organizzato l’evento. Letizia e Carlo Gaggioli hanno accolto con entusiasmo l’idea e Letizia ha suggerito di non fare una disfida con le celeberrime Tagliatelle bensi’ di proporre due versioni di Spaghetti che da decenni compaiono sulle tavole dei Petroniani. E cosi’ lo Chef del Borgo delle Vigne Marco Macchiavelli ha proposto dopo l’aperitivo composto da piccole gustose crescentine, olive nere e verdi e Parmigiano Reggiano abbinati a Il Francia Brut Spumante gli Spaghetti col tonno e quelli alla Bolognese accompagnati da Barbera Frizzante. Il secondo piatto Polpette guarnite con Friggione servite con Rosso Bologna 2016 e’ stato molto apprezzato. Il menu’ molto tipico si e’ chiuso con Zuppa Inglese e Torta di Riso in mariage con Ambrosia Passito.

La serata ha fatto il punto sulla querelle degli Spaghetti alla Bolognese che ormai quotidianamente anima il dibattito culinario non solo in citta’ e nei dintorni. Molti gli ospiti qualificati fra giornalisti, chef, ristoratori, addetti del settore ma non solo. Tanti gli interventi che hanno concordato sul punto centrale: gli Spaghetti alla Bolognese sono un brand che gia’ esiste e non costa nulla e come tale va impiegato per lo sviluppo della citta’ a tutti i livelli. Gli irriducibili della cucina tradizionale devono comprendere che nessuno vuole sovvertire la grande tradizione Petroniana. Piero Valdiserra ispiratore della Balla ed autore del libro  “Spaghetti alla Bolognese: l’altra faccia del tipico” pubblicato da EdiHouse e’ stato ricordato con grande commozione.

Umberto Faedi

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Il Ristorante del Borgo delle Vigne sulle colline di Zola Predosa si trova in mezzo alle piante di Pignoletto e delle altre varietà coltivate nei terreni della Cantina Gaggioli.
Piero Valdiserra era molto legato a questo luogo e appena poteva era solito andarci per trascorrere gradevoli momenti in compagnia di familiari ed amici e di Letizia e Carlo Gaggioli. E qualche sera fa la compagna Simonetta assieme a suo figlio Riccardo e gli Amici coi quali Piero condivideva lavoro e svago si sono ritrovati per parlare di Lui e stare insieme. Senza tristezza e molto semplicemente siamo stati a tavola e abbiamo goduto degli ottimi piatti della cucina del Ristorante del Borgo delle Vigne abbinati con gli eccellenti vini della Cantina.
Appena seduti abbiamo brindato a Piero con l’ottimo Spumante Il Francia Brut che ha accompagnato una deliziosa Crema di Asparagi e Burratina guarnite da crostini di pane.
Squisite Caramelle ripiene molto delicate sono state ben abbinate al Sauvignon e hanno preceduto un’ottima Tagliata guarnita con squisite patate al forno in mariage con un eccezionale Rosso Bologna Riserva.
Fragole e Panna cotta al basilico con salsa di limone e zenzero abbinate all’Ambrosia Passito hanno chiuso la cena alla quale hanno partecipato Simonetta e Riccardo, Donatella Luccarini editrice di Charme Magazine, Maria Grazia Palmieri che ha istituito lo Spaghetto D’Oro intitolato a Piero, Alessio Orsi fotografo ed editore di Smap, Giulio Biasion editore del libro di Piero dedicato agli Spaghetti alla Bolognese, Roberta Ricci fotografa e blogger, Letizia e Carlo Gaggioli e il sottoscritto.

Aneddoti e ricordi di momenti, viaggi e giornate trascorse insieme si sono sovrapposti durante la serata con molta serenità. Non è stata e non voleva essere una serata triste o nostalgica, bensì molto tranquilla e piena di affetto ed amicizia come piaceva a Piero.

Umberto Faedi

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La Ditta Majani è presente nell’universo del cioccolato dal 1796, lo stesso anno nel quale Napoleone arrivò a Bologna. Se vi sembra poco! E da allora è stato un susseguirsi di successi e prestigiosi riconoscimenti in tutto il mondo. La Signorina Anna Majani ci illustra la filiera di acquisizione e trasformazione del cioccolato e racconta di quando uno stupito cliente straniero chiese come mai la FIAT di Torino fece confezionare alla Majani di Bologna il famoso Cremino pur essendo presenti in Piemonte una conosciuta tradizione cioccolatiera e lei rispose che il motivo è che a Bologna siamo più bravi dei piemontesi. Siamo nella storica Boutique Majani di Via De’ Carbonesi 5 a Bologna per la presentazione del NUovo Piatto ideato per una Pasqua… movimentata e interpretato con un design unico in sette gustose versioni. Disponibile sia a base di cioccolato fondente che a base di cioccolato bianco finissimo al latte ha un peso di 300 grammi e contiene una sorpresa. L’originale ed intrigante confezione mostra l’uovo interpretato in questa forma inedita ed accattivante. La degustazione consiste nell’abbinamento di Cioccolato Majani Fondente al 50, 75 e 90% e della unica ed inimitabile Scorza con un Passito di Pantelleria, un Moscato di Noto e tre Rum prestigiosi offerti da Rinaldi Importatori di Bologna: Centenario 20 Fundacion Seleccion Premium, Centenario Anejo Especial e Don Papa. A sorpresa vengono inserite nella gustosa degustazione le Palline di cioccolato fondente che fanno parte dell’impasto dei Panettoni artigianali Le Tre Marie. La mia preferenza per gli abbinamenti migliori con il cioccolato Majani va al Moscato di Noto ed al Rum Don Papa delle Filippine.

 

Umberto Faedi

 

 

La Signora Anna Majani e la nuora Michela

 

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