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Archive for the ‘Cultura del cibo’ Category

Siamo alla Cantina Bentivoglio in Via Mascarella 4/B a Bologna per partecipare al Seminario organizzato da AMO – Associazione Mescitori Organizzati curato dall’Agronomo nonche’ Enologo Professor Gabriele Valentini dell’Università di Bologna degno allievo del Professor Cesare Intrieri.

Oggetto dell’interessante Seminario sono sei vini e un olio provenienti da aree vulcaniche. In degustazione vini di differenti territori italiani caratterizzati da zone vulcaniche distribuite nel territorio italiano.

L’AMO raggruppa 15 enoteche di Bologna e si prefigge lo scopo di fornire informazioni e nozioni per rendere il vino oltre che interessante affascinante. Iniziamo con Selva Lacandona Falanghina 2016 DOC Campi Flegrei 12° della Cooperativa Resistenza. Proviene dalle Colline di Marano intorno a Napoli da terreni confiscati alla camorra nei quali le piante sono rimaste franche di piede, cioè non sono state attaccate dalla famigerata peronospora. Bel colore giallo oro non eccessivo, profumo intenso e aromatico. Sentori di frutta bianca e idrocarburo. Al gusto rivela una spiccata acidità e salinità, note di salmastro e conferma i sentori minerali di idrocarburo. Molto pulito e persistente. Passiamo a Racerno Bio Bianco Frascati Superiore 2014 della Azienda l’Olivella 13°. Bel colore giallo dorato, sentori aromatici, di miele e uva sultanina nonché frutta bianca evoluta. Acidità spiccata ma gentile, sapido e con note di idrocarburi. Caldo, intenso e molto persistente. Il vino successivo è Col Moenia Gambellara Classico 2014 della Azienda Vignato Uva Garganega 100%. Colore giallo poco intenso e sentori sulfurei e di idrocarburi e di frutta bianca non tanto evoluta. Intenso, con glicerolo spiccato e grande spinta alcolica con equilibrata acidità. Ecco il Durello Monti Lessini 2008 13° della Cantina Sandro de Bruno di Montecchia di Crosara in provincia di Verona da Uva Durella che chiude la serie dei bianchi. Vino molto particolare dal colore giallo non molto acceso con sentori di idrocarburi e polvere da sparo, frutta bianca molto evoluta ma non zuccherina. Al gusto rivela una certa sapidità e note sulfuree con sentori di fiori bianchi secchi. Lungo, persistente e molto particolare davvero. Arriva Etna Rosso DOC 2015 14° della Cantina Giacomo Russo da Uve di vigneti storici e viti antiche  Colore rosso rubino intenso. Sentori di frutta rossa non evoluta, bacche e spezie. Minerale, tannico seppur giovane, deciso e persistente. Buona e semplice qualità.  Buona acidità. Il Taurasi Riserva 2006 14,5°da Aglianico Coda di cavallo della Cantina Michele Perrillo di Castelfranci in provincia di Avellino chiude la serie con i suoi14,5°. Colore Rubino scuro con unghia violacea, sentori spiccati di terra, idrocarburi e polvere da sparo, bacche rosse e frutta rossa evoluta, amarene, pepe nero e tabacco da pipa, legno di quercia. Giustamente tannico, elegante, lungo e persistente con potente acidità. Un olio extravergine DOP del Vulture da olive coratina o oliarola della Azienda I Frantoiani del Vulture. Erbaceo, intenso, amaro e saporito molto gradevole. AMO – Associazione Mescitori Organizzati nasce a Bologna il 28 Ottobre 2014 dall’accordo di sedici
firmatari titolari di enoteche e locali situati in diverse zone della città. Le attività del sodalizio sono rivolte alla divulgazione dei valori della amicizia, della condivisione e del divertimento e la sensibilizzazione sul consumo consapevole e responsabile di alcolici.

Le Enoteche e i locali AMO:
Acca’ Vineria, Via San Giorgio 11
Alce Nero Berbere’, Via G. Petroni 9/C
Camera a Sud, Via Valdonica 5
Cantina Bentivoglio, Via Mascarella 4/B
Da Francesco, Via Mascarella 75/A
Enoteca dei Saggi, Via Emilia 124/BCD San Lazzaro di Savena
Enoteca Faccioli,Via Altabella 15/B
Enoteca Zampa, Via Andrea Costa 127/A
Miles Bistro’, Via Caduti di Cefalonia 1/A
Saravino, Via Belvedere 11/A
Sette Tavoli, Via Cartoleria 15
Tempesta, Via Ranzani 17/A
Via con Me, Via San Gervasio 5/D
Vineria alle Erbe, Via San Gervasio 3
Vineria Favalli, Via Santo Stefano 5/A
http://www.amo.bo.it

Umberto Faedi

Gabriele Vantini illustra i vini alla Cantina Bentivoglio (foto di Umberto Faedi)


 

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Siamo all’Enoteca La Cantina in Via Murri 105/D per degustare le proposte della Cantina Barbaglia di Cavallino Valsesia. I vini derivano dai vitigni tipici di questa zona dell’Alto Piemonte Novarese. La degustazione è offerta e come sempre ben organizzata da Nicola Castellucci e dallo staff dell’Enoteca. Il primo vino proposto è Curticella 2009 Dosaggio Zero VSPQ Metodo Classico da Uve Erbaluce del Novarese: 90 mesi sui lieviti. Intenso ma delicato, profumi di fiori bianchi e tracce di crosta di pane, gradevole e molto facile da bere. Segue Lucino Bianco DOC Colline Novaresi 2016. Colore intenso, gusto pieno, spiccata acidità  Ora arriva Ledi Vespolina 12,5°, Vitigno autoctono del territorio. Sentori fruttati, fresco, con note di bosco e leggerissima speziatura. di bacche rosse e pepe. Concludiamo con un Boca 2012 da Uve Spanna all’80% e 20% da Uva Vespolina 13°. Buon carattere, pieno, rotondo, note di frutta rossa evoluta, persistente ed equilibrato con sentori evidenti di speziatura. Pepe nero e tabacco. I vini sono ben abbinati a prodotti gastronomici di Romagna Terre Italia e BioSol Natura con tre tipi di formaggi variamente invecchiati di cui uno arricchito con tre tipi di pepe e un formaggio fresco tipo gorgonzola che si potevano abbinare a deliziose composte di frutta e ortaggi. Un’altra ottima occasione per degustare vini e prodotti alimentari di pregio. Grazie alla disponibilità di Nicola, suo babbo e lo staff dell’Enoteca. Aspettiamo la prossima!

Umberto Faedi

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Festunità Casadeipensieri 2017

La quotidianità e straordinarietà del cibo da Bononia romana ai nostri giorni , è stata la conferenza  che ha presentato Massimo Meliconi,  nei giorni scorsi alla Festunità Estragon  con un intervento di  Rolando Dondarini  e tenuta dall’arch.Pietro Maria Alemagna .

Pietro Maria Alemagna partendo da due incisioni antiche al Museo Civico ha parlato della cucina bolognese,  con la mortadella etimologia come mortaio , il Medioevo non divide i pasti  come oggi, si mangia quando si può , il Rinascimento insegna le speziature e le marinature che spesso guastano i sapori coprendoli, ma si stabiliscono orari per pranzo e cena. E’ normale avere un maialino in famiglia che grufola per strada, tant’è che ci sono ordinanze che contengono il fenomeno, il maiale come un bambino “ninnein” dicono con riconoscenza i bolognesi.

I piatti prediletti dei bolognesi,  il pesce ,il biancomangiare i banchetti a sottolineare gli  eventi cittadini . Uno studio intrigante fra cibo e storia sociale della città.

A breve aprirà FICO a Bologna un parco agroalimentare e questa conferenza dell’arch. Pietro Maria Alemagna ha dato un contributo stimolante.

 

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Un’opera di Wolfango : il tagliere  che rimanda ai colori e sapori

 

“Sapori in biblioteca”: presentazione del percorso virtuale

Il 5 ottobre alla biblioteca Guglielmi dell’IBC il racconto della tradizione agricola, alimentare e gastronomica della nostra regione  dalle 16:30 alle 18:30

A Bologna, Biblioteca Guglielmi, via Marsala 31
Persona di riferimento Zita Zanardi

L’IBC ha realizzato, in occasione dell’Esposizione universale milanese del 2015 e in vista dell’inaugurazione di FICO Eataly World, una pubblicazione e un ciclo di incontri volti a valorizzare e far conoscere al grande pubblico gli antichi testi di agricoltura e alimentazione presenti nelle biblioteche e negli archivi del territorio regionale. A questo progetto hanno collaborato istituzioni di varia afferenza (statali, di ente locale, religiose, universitarie, accademie, collezionisti privati ecc.).
La pubblicazione realizzata ha per titolo Agricoltura e alimentazione in Emilia Romagna. Antologia di antichi testi(Modena, Artestampa, 2015). Ad essa è collegato il ciclo di incontri “Sapori in biblioteca”, nato dall’idea di raccontare l’importante tradizione agricola alimentare e gastronomica della nostra regione attraverso la testimonianza di bibliotecari, archivisti, studiosi ed esperti. Partendo dagli spunti tematici e dai documenti antichi proposti nel volume sopra citato, si intende sondare il prezioso patrimonio, materiale e immateriale, di cui i nostri istituti culturali sono depositari. La rassegna si sviluppa in un percorso che ha raccolto l’adesione di nove istituzioni storiche presenti sul territorio regionale che sono state di volta in volta sedi di dialoghi, letture, mostre.

A questi nove incontri si sono affiancate altre occasioni, sette in tutto, richieste e incoraggiate da varie istituzioni, durante le quali si è parlato specificatamente di Agricoltura e alimentazione in Emilia Romagna e della sua genesi. Queste “conversazioni” hanno però caratteristiche diverse rispetto alle precedenti poiché si sono inserite tutte all’interno di iniziative territoriali già consolidate, inoltre l’illustrazione del volume è stata di volta in volta la “causa scatenante” dell’incontro oppure ne ha costituito semplicemente un complemento. In ogni caso nel corso dei singoli incontri si sono sviluppati interessanti approfondimenti riguardanti la tradizione agro-alimentare del luogo nel quale si sono svolti e le sue implicazioni storiche e sociali.

Per non disperdere il patrimonio di informazioni emerse nel corso di questi eventi l’IBC ha realizzato una piattaforma multimediale che contiene i testi, le immagini, i video raccolti. Tale piattaforma utilizza l’open source denominato MOVIO, la cui gestione è affidata all’Istituto centrale per il catalogo unico del MiBACT.

La piattaforma è già consultabile on line all’indirizzo:
http://www.bib-cec.eu/agricultura/it/1/home.

Il percorso virtuale sarà presentato giovedì 5 ottobre, alle 16.30, alla biblioteca Guglielmi dell’IBC. Introduce Claudio Leombroni, responsabile del Servizio biblioteche, archivi, musei e beni culturali.
Presenta Zita Zanardi, IBC, curatrice del percorso virtuale.

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Un ricordo a Oscar Marchisio

Nell’incontro al Baraccano : Forma dell’urbano e paradigma vegetale : il caso italiano e quello cinese al Baraccano. Ne hanno parlato : Franco Naccarella, Sun Lei Lei, Oscar Marchisio, intervento di Land Art del pittore Dario Gambarin.

 

Una foto dell’album di famiglia di Tatiana Marchisio, con suo padre Oscar.

Alcuni passaggi della presentazione del libro di Oscar Marchisio : Polifonica Land

 

Intervista ad Oscar Marchisio nel corso della rassegna mistic media all’Osteria del Moretto

I libri di Oscar Marchisio

http://www.lafeltrinelli.it/libri/oscar-marchisio/176926

 

 

 

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Siamo da Franco Rossi per festeggiare la sua nomina a Cavaliere della Repubblica. Franco ci accoglie con un bel tavolo preparato all’esterno del Ristorante in Via Goito. L’ occasione si  abbina alla tradizionale cena che saluta l’ Estate e comincia con un brindisi a base Prosecco Borgo Molino Extra Dry Cuvee’ di Ornelle, Treviso. Gradevole e fresco, profumato e beverino. Ci trasferiamo poi all’interno visto il caldo opprimente e ci accomodiamo in un comodo tavolo apparecchiato di tutto punto.

Franco è un grande Maitre ed ha ben presieduto la relativa associazione per tantissimi anni. Arriva una Panzanella deliziosa delicata e molto gaspachata. Segue un prosciutto crudo toscano di cinta senese guarnito con melone presentati in modo originale insieme ad un petto d’oca affumicato e pancetta arrostita lievemente. Splendidi! Tagliolini ai fichi e al curry, prosciutto e fiori di zucca freschissimi e deliziosi sono il primo eccezionale piatto. E’ il momento di cambiare vino. I Tagliolini si sposano con un Five Roses Salice Salentino di Leone De Castris cinquantesima vendemmia: Negramaro e Salice Salentino.

Favoloso con i suoi 12,5°. Annata 2016. Arriva un Masciarelli Cerasuolo d’ Abruzzo Villa Gemma veramente poderoso come ottima alternativa. Ecco Saltimbocca alla Romana con spinaci, patate al forno e pomodori gratin. Un trionfo di sapori incredibile. Franco ci versa nei calici Canto alla Luna Masseria Nel Sole Cacc’e Mitte di Lucera biologico 2013 14,5°. Nero di Troia alla massima espressione. Un sorbetto al basilico veramente paradisiaco lo abbiniamo con una Malvasia Dolce Colli Piacentini Maria Poggi Azzali della Tenuta Pernice.

Viene a salutarci lo Chef Lino Rossi e lo ringraziamo per i deliziosi piatti che ha preparato per noi. Grande Lino veramente! Una serata speciale con Amici speciali.

Umberto Faedi

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Nonostante il trend generale negativo dei listini di vendita della maggior parte dei prodotti agricoli, il 2016 ha fatto registrare un’ulteriore crescita per il CESAC, cooperativa aderente a Confcooperative, Apo Conerpo e OP Grandi Colture con sede a Conselice (Ra) e stabilimenti in provincia di Bologna e Ferrara. Sono infatti decisamente positivi i principali dati del bilancio del Centro Economico Servizi Agricoli approvato dall’Assemblea dei soci. Il valore totale della produzione ha superato i 66,6 milioni di euro, con un incremento superiore all’11% rispetto ai quasi 60 milioni di euro dell’annata precedente, mentre i ricavi delle vendite sono passati da 57,5 a oltre 63 milioni di euro (+9,6%). La produzione conferita si è attestata sulle 147.000 tonnellate. Anche in campo vitivinicolo CESAC, Centro Economico Servizi Agricoli e Cantina, punta con decisione e con crescente successo alla qualità. CESAC nasce una cinquantina di anni fa come cantina per i soci viticoltori. Aderisce a Caviro e negli ultimi anni ha potenziato la produzione vinicola. Nell’ambito del processo di rinnovamento della linea vini sono stati messi a punto dagli enologi del gruppo e ben presto saranno commercializzati nuovi prodotti come uno Spumante Grechetto Gentile, inserito nella nuova linea Caput Silicis, che si richiama all’antico toponimo del territorio conselicese. Conselice era sede di un porto fluviale ed il nome indica una strada di pietra selice che partiva dalla cittadina per raggiungere Ravenna e Venezia. Lo Spumante viene affiancato da una linea di Grechetto Gentile Fermo che si colloca nella fascia alta dell’offerta. Un Sangiovese completa le proposte enologiche. Li abbiamo degustati in anteprima. Ottima impressione per lo Spumante, fresco e di facile beva, buona e presente acidità  ma non invasiva.  Il Grechetto Gentile Fermo ha un carattere deciso e rivela una nota amarognola caratteristica del Grechetto ex Pignoletto di pianura. Il Sangiovese ha un sentore di viola e frutta rossa,  ha carattere e corpo senza essere pesante: ricorda i Sangiovese molto schietti e molto romagnoli di una volta. I prezzi al dettaglio sono decisamente interessanti. Umberto Faedi

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