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Archive for marzo 2018

Pasqua a Rimini.  Aperti musei, domus del chirurgo e mostre; nella giornata di Pasqua, prima domenica del mese, l’ingresso è gratuito

In occasione delle festività pasquali Rimini offre a turisti e interessati all’arte e all’archeologia l’occasione per conoscere e apprezzare il patrimonio storico artistico della città e visitare mostre. La Domus del chirurgo, il Museo della Città, la FAR e Palazzo dell’Arengo resteranno aperti anche nei giorni di Pasqua e Pasquetta per offrire una quanto più ampia opportunità di ammirare le collezioni permanenti e le esposizioni temporanee.

La Domus del Chirurgo nella centrale piazza Ferrari  – una piccola Pompei nel cuore di Rimini  – resterà aperta negli stessi orari delMuseo della Città “Luigi Tonini” (da martedì a sabato 9,30-13, 16-19, Pasqua (domenica 1 aprile) e lunedì dell’Angelo (2 aprile) orario continuato 10 – 19.

Nella giornata di Pasqua, per la coincidenza con la prima domenica del mese, l’ingresso al Museo della Città e allaDomus del Chirurgo è gratuito.

Il Museo si propone con le sue collezioni permanenti: la Sezione archeologica, un itinerario nella storia più antica di Rimini, ricca di preziose testimonianze quali gli splendidi mosaici dalle domus di epoca romana, oltre ai reperti provenienti dalla Domus del chirurgo e la suggestiva ricostruzione dell’ambulatorio medico; la Sezione Medievale e Moderna con le testimonianze pittoriche, dalla Scuola del Trecento riminese ai dipinti realizzati per la corte malatestiana, alle dense atmosfere di Guido Cagnacci e degli altri pittori barocchi.

Fino a domenica 8 aprile il Museo della Città ospita “La Grande Guerra”, una mostra documentaria itinerante promossa dall’Ufficio Storico dello Stato Maggiore dell’Esercito e curata, nella nostra Regione, dal Comando Militare Esercito “Emilia-Romagna”.L’allestimento riminese si avvale della collaborazione di ARIES (Associazione Ricerche Iconografiche e Storiche) e dell’Associazione Nazionale Faleristica –RIMINI che hanno gentilmente messo a disposizione alcune testimonianze originali.

L’esposizione intende rievocare gli avvenimenti di cento anni fa, facendo rivivere, attraverso fotografie, stampe, illustrazioni e materiali dell’epoca la grande e tragica vicenda dell’Italia in armi.

L’ingresso alla mostra è libero.

I visitatori durante il ponte pasquale potranno approfittare per visitare inoltre le esposizioni temporanee allestite nella cornice degli antichi palazzi comunali in piazza Cavour:

 

FAR | Fabbrica Arte Rimini

Fino al 2 aprile 2018 la galleria d’arte moderna e contemporanea riminese accoglie una mostra sul tema del legame affettivo tra due generazioni di artisti intitolata ARCIPELAGO PERETTI Ferdinando Peretti / Cuba – Giannutri  Matteo Peretti / PET ISLAND.
Oltre a rimandare al nome di famiglia, la presenza nel titolo del termine “Arcipelago” sembrerebbe marcare ulteriormente quella separazione di stile e di azione tra un artista che si è formato negli anni Sessanta ed il figlio che ha iniziato a produrre le proprie opere dall’ultimo scorcio del Novecento. Ma, in particolare, la titolazione raccoglie, quale filo conduttore, il tema insulare che è alla base della rispettiva selezione di opere compiuta per questa mostra riminese.

Orario (compresi Pasqua e lunedì dell’Angelo): 10-13 / 16-19.

L’ingresso è libero

 

PALAZZO DELL’ARENGO

Nella prestigiosa Sala dell’Arengo dal 24 marzo al 22 luglio è possibile visitare Caravaggio Experience un’emozionante esperienza di arte immersiva dedicata alla vita e alle opere di Michelangelo Merisi coprodotta da Medialart e Maggioli Musei.

Caravaggio Experience è un viaggio esplorativo tra le tecniche, i temi e i segreti dell’esponente più famoso del Barocco Italiano: entrando in sala il pubblico sarà immerso in uno spettacolo di proiezioni e musiche della durata complessiva di quasi cinquanta minuti, in onda contemporaneamente lungo tutto il percorso, senza interruzioni e a ciclo continuo.

Una vera e propria esperienza culturale che fa tappa a Rimini dopo aver visitato Roma, Torino e Città del Messico.

Orario (compresi Pasqua e lunedì dell’Angelo):

dal lunedì al giovedì dalle ore 9.00 alle ore 13.00 e dalle ore 16.00 alle ore 20.00
venerdì, sabato e domenica dalle ore 10.00 alle ore 13.00 e dalle ore 15.00 alle ore 21.00

http://www.maggiolimusei.it/caravaggio-experience/

info: caravaggio@maggioli.it

 

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Ad Arte Fiera, a Bologna , nei giorni scorsi, in Cineteca, è stato proiettato il film su Bill Viola : ” L’esperienza dell’infinito” in cui parla del suo intervento sull’Arte ,il  Rinascimento elettronico, che è basato sull’osservazione dell’arte Rinascimentale che incontrò a Firenze e dintorni in cui negli anni ’70   quando fece frequentemente viaggi ed esplorazioni. Molti dei suoi lavori successivi derivano da queste esperienze italiane e sopratutto di averle viste in un contesto non museale , ma come parte della vita quotidiana.

Nel 1974 Viola partecipa alla rassegna internazionale dei videotape e delle installazioni a Colonia, lavorando per Name June Paik, padre fondatore della videoarte fin dagli anni sessanta e Frank Gillette.

Secondo Viola il movimento rappresenta la svolta fondamentale del Novecento, ma per giungere alle sue sperimentazioni l’artista riflette sull’importanza storica della camera oscura.

Anche qui introduce un elemento di novità con un uso particolare del “ rallentatore o slow-motion o anche supermotion è un effetto cinematografico in cui un movimento è riprodotto a una velocità più lenta del reale. Questa tecnica cinematografica può essere premeditata oppure aggiunta nel montaggio. Fu inventata dal Padre August Musger nel 1904. Prende il nome dal dispositivo montato sulla macchina da presa per accelerare sensibilmente il movimento della pellicola.”

A sei anni, Bill Viola ha rischiato di affogare: non è un caso se il più grande videoartista dei nostri giorni ha sviluppato la sua carriera in una costante ricerca incentrata sul crinale tra la vita e la morte. Dal 2014 nella Cattedrale di St. Paul a Londra troneggiano due sue grandi opere, moderne pale d’altare che illustrano l’una la Madonna e l’altra quattro martiri, uno per ogni elemento: aria, acqua, terra e fuoco.

Il racconto della loro concezione, costruzione, installazione, è un percorso più che decennale di introspezione e creazione compiuto da Bill insieme alla sua compagna di vita e di lavoro Kira Perov . Il risultato sono immagini universali, che emozionano e fanno riflettere sulla nascita, la morte, l’amore, il sacrificio.

Arte che ci interroga sul nostro ruolo nel mondo e sul destino a cui siamo chiamati. (Wikipedia)

alcune immagini con le sequenze del film

 

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Pietro Ghizzardi
Tra tormenti. Luci e nebbie.
dal 7 al 29 aprile 2018

Galleria L’Ottagono
piazza Damiano Chiesa, 2 – Bibbiano (RE)

 

Inaugurazione sabato 7 aprile 2018, ore 17:30

Presentazione a cura di Silvio Panini
con un intervento di Lucia Ghizzardi

Seguirà rinfresco.

Ingresso gratuito.

Orari di visita fino al 29 aprile
sabato e domenica > 10:00 – 12:00 | 16:00 – 18:00
Per visite su appuntamento contattare il 3485306266 o galleriaottagono@gmail.com

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Alcuni momenti della premiazione alla tenuta Chiarli

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nella foto Umberto Faedi e Giulio Biasion

Maria Grazia Palmieri ideatrice di Gustacinema

La Settima Edizione di GustaCinema si è chiusa con la disfida tra gli allievi dell’IPPSAR Bartolomeo Scappi della sede di Casalecchio ValSamoggia e due chef amateurs. La rassegna nasce dalla idea di Maria Grazia Palmieri e l’edizione di quest’anno era dedicata a Sofia Loren, icona del cinena italiana e simbolo di Napoli e della sua cultura gastronomica.  Teatro della contesa la bella sala della Tenuta Santa Croce a Monteveglio.  Giorgio Chiarli e la sua famiglia hanno gradevolmente ospitato per l’ennesima volta gli chefs, la giuria e un folto numero di persone che dal tardo pomeriggio si sono accomodati ai tavoli per assistere alle preparazioni in diretta e successivamente degustarle. L’evento finale è stato preceduto da due appuntamenti. Il primo si è tenuto alla Pizzeria Regina Sofia in Via Clavature a Bologna. Circondati da splendide immagini della Loren la giuria ha assaggiato e votato le pizze ispirate ai films della divina Sofia preparate in diretta dai pizzaioli del locale. La seconda tappa si è svolta alla sede della Associazione Panificatori in Via Gnudi a Bologna. I fornai prescelti hanno preparato tipi di pane e cornetti con riferimenti ai film della grande Sofia. Gli allievi del professor Francesco Spaniscia hanno realizzato due antipasti: il primo era un uovo in camicia assai originale ed il secondo un uovo al pomodoro molto delicato. A seguire il professor Spaniscia ha preparato Paccheri ripieni di pomodoro, ricotta di pecora, mozzarella e pecorino romano. Gli chef amateurs Giovanna Tabanelli e Stefano Fini si sono cimentati in una disfida sugli Spaghetti alla Bolognese per ricordare l’Amico Piero Valdiserra. Lo Spaghetto d’Oro 2018 istituito in suo ricordo è stato attribuito ai disegnatori umoristici Zap & Ida. Presenti la compagna Simonetta, Giulio Biasion amico ed editore del libro scritto da Piero “Spaghetti alla Bolognese: l’altra faccia del tipico”, il sottoscritto ed altri amici Piero è stato con tutti noi. I due piatti di Spaghetti alla Bolognese sono stati rispettivamente il primo di Giovanna Tabanelli ispirato a “Una giornata particolare” con un ragù fatto senza maiale e a base di carne rossa, aglio, alloro, molta passata di pomodoro e vino. Molto delicati e gradevoli. Lo Spaghetto alla Bolognese proposto da Stefano Fini era ispirato al film “Ieri, oggi, domani” ed è stato condito con un ragu’ preparato con coppone, odori, passata di pomodoro, pancetta stesa e latte aggiunto alla fine. È risultato vincitore della disfida mentre i due allievi hanno avuto lo stesso punteggio.

Giorgio Chiarli ha abbinato le portate con la Cuvee Nettuno Brut Nature molto apprezzata da tutti.

Umberto Faedi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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LA GRANDE GUERRA

Rimini, Museo della Città “Luigi Tonini” – 25 marzo – 8 aprile 2018

 

Nella ricorrenza del centenario della fine della Prima Guerra Mondiale, il Museo della Città “Luigi Tonini” ospita “La Grande Guerra”, una mostra documentaria itinerante promossa dall’Ufficio Storico dello Stato Maggiore dell’Esercito e curata, nella nostra Regione, dal Comando Militare Esercito “Emilia-Romagna”. L’allestimento riminese si avvale della collaborazione di ARIES (Associazione Ricerche Iconografiche e Storiche) e dell’Associazione Nazionale Faleristica –RIMINIche hanno gentilmente messo a disposizione alcune testimonianze originali.

L’esposizione intende rievocare gli avvenimenti di cento anni fa, facendo rivivere, attraverso fotografie, stampe, illustrazioni e materiali dell’epoca la grande e tragica vicenda dell’Italia in armi.

Nei 41 mesi di conflitto, dal maggio 1915 al novembre 1918, oltre 5.000.000 di Italiani prestarono servizio su tutti i fronti.

In questo periodo la quotidianità dei soldati fu sconvolta e riempita da alcuni elementi che avrebbero accompagnato l’immagine della guerra sino alla fine: il reticolato, la mitragliatrice, i gas, il fuoco dell’artiglieria, l’aereo, i primi carri armati, la dura permanenza nelle trincee, l’angosciante attesa dell’assalto e lo scontro corpo a corpo fino all’ultimo sangue.

Proprio a tali elementi del lungo periodo bellico si rivolge la mostra, esaminando e talora approfondendo aspetti particolarmente rivelatori, quali

·         le condizioni di vita del soldato al fronte;

·         la guerra in trincea;

·         il contributo delle donne nel conflitto (donne che sostituiscono gli uomini nelle fabbriche, portatrici carniche);

·         lo sviluppo tecnologico degli armamenti (dirigibili, artiglierie; aeroplani; mitragliatrici; tank e armi chimiche);

·         la guerra in montagna;

·         la propaganda nel suo duplice aspetto(rafforzare il morale delle truppe o minare il morale dell’avversario);

·         la croce rossa;

·         la tutela del patrimonio artistico (salvaguardia dei monumenti in città come Padova, Venezia, Treviso, Milano e Udine);

·         la necessità, al termine della guerra, di edificare i sacrari e cimiteri per eternare la memoria dei Caduti alle future generazioni (Redipuglia, Vittoriale).

La mostra sarà visitabile dal 25 marzo all’8 aprile p.v. negli orari di apertura del Museo della Città (da martedì a sabato 9,30-13 / 16-19; domenica e festivi 10-19; lunedì non festivi chiuso).

L’ingresso è gratuito.

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Sempre caro mi fu quest’ermo colle,
E questa siepe, che da tanta parte
Dell’ultimo orizzonte il guardo esclude.
Ma sedendo e mirando, interminati
Spazi di là da quella, e sovrumani
Silenzi, e profondissima quiete
Io nel pensier mi fingo; ove per poco
Il cor non si spaura. E come il vento
odo stormir tra queste piante, io quello
Infinito silenzio a questa voce
Vo comparando: e mi sovvien l’eterno,
E le morte stagioni, e la presente
E viva, e il suon di lei. Così tra questa
Immensità s’annega il pensier mio:
E il naufragar m’è dolce in questo mare.

Giacomo Leopardi

Recanati : particolare, foto di Roberta Ricci

Lorenzo Lotto dialoga con Giacomo Leopardi 

“Solo

senza fidel  governo

et molto inquieto de la mente”

a cura di Vittorio Sgarbi

Dalla presentazione della mostra :

“Non è una singolare coincidenza che Lorenzo Lotto abbia lasciato alcuni dei suoi capolavori a Recanati, dove si tormentò e si espresse Giacomo Leopardi , manifestando uno spirito improvvisamente nuovo, aperto all’infinito della natura. A ripensarne le vicende umane e le singolari esperienze estetiche, è come se, per entrambi ci fosse un passaporto che va oltre il loro tempo . Lotto, è finalmente compreso nel Novecento, ma anche Leopardi sarà interpretato compiutamente soltanto in tempi recenti, con le moderne letture della” ginestra”, de “Il tramonto della luna” , delle poesie della piena maturità. Anche questo può essere uno stimolo: sentire assieme i due artisti, il pittore e i poeta, che tra l’altro, poteva vedere in casa un’opera di Lotto acquistata dal padre Monaldo .

Entrambi a Recanati, hanno lasciato il loro segreto.

Lorenzo Lotto nasce nel 1540 a Venezia , allievo di Giovanni Bellini e una storia di stima e lontananza con Tiziano, dopo essere andato a Roma al seguito di Raffaello, si recò anche nelle Marche . Nel suo registro delle note di pagamento l’ordine dei domenicani gli procurò committenze . Ritratto di un gentiluomo con lettera.

Ut pictura poesis diceva Caio Orazio Flacco, così come nella pittura è nella poesia, questo il senso della nostra che intreccia Lorenzo Lotto e Giacomo Leopardi a Recanati , un dialogo che riesce a mettere in relazione i due grandissimi il quadro di Lorenzo Lotto di un gentiluomo.

 

Lorenzo Lotto ” Annunciazione”
Questa annunciazione di Lotto è un po’ spiazzante, la Madonna sembra respingere sia pure morbidamente la chiamata, il gatto si spaventa e la leggera brezza di cui parlano le scritture si trasforma in vento che solleva i capelli dell’Arcangelo Gabriele.
A Villa Colloredo Mels a Recanati fino all’8 aprile. Rispondendo alla chiamata dei comuni delle Marche per continuare ad essere sostenuti dopo il terremoto.

Pollittico di San Domenico di Lorenzo Lotto a Recanati , la mostra ” Lorenzo Lotto dialoga con Giacomo Leopardi” Villa Colloredo Mels . Fino all’8 aprile.
San Pietro Martire e San Vito

La Vergine e il Bambino  con Papa Gregorio XII e Papa Urbano V

Recanati Polllittico di San Domenico di Lorenzo Lotto
Santa Caterina da Siena e San Sigismondo imperatore del Sacro Romano Impero

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