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Archive for the ‘Fondazione Federico Zeri’ Category

Attraverso una selezione di 120 esemplari tratti dalla fototeca di Federico Zeri e da altre raccolte della Fondazione, la mostra esplora il ruolo svolto dalla fotografia nella diffusione del mito e dell’opera di Raffaello, e nel dibattito storico-critico sull’artista tra Otto e Novecento

La mostra è promossa dalla Fondazione Federico Zeri in occasione del convegno internazionale Raffaello: mito e percezione organizzato dal Dipartimento delle Arti dell’Università di Bologna e dal Kunsthistorisches Institut in Florenz – Max-Planck-Institut (diretta streaming, 9-11 giugno 2021).
Bologna, Fondazione Federico Zeri9 giugno-23 settembre 2021
[lunedì-venerdì, 10.00-17.00]

È un’incisione alla capacità di tutti, una matita ubbidiente come il pensiero, uno specchio in cui si fissano le immagini. Il dagherrotipo sarà compagno inseparabile del viaggiatore, e renderà comuni le più belle opere dell’arte di cui non si hanno che copie a caro prezzo ed infedeli; si avranno i quadri di Raffaello e di Tiziano. Infine esso provvederà a tutti i bisogni dell’arte e ai capricci della vita.  
(François Arago, Presentazione dell’invenzione della fotografia all’Accademia delle Scienze di Parigi, 7 gennaio 1839)

Il progetto espositivo nasce dalla constatazione del ‘primato’ dell’Urbinate nell’ambito della fotografia di documentazione del patrimonio. Tale supremazia è stata innanzitutto temporale. Le opere di Raffaello sparse in tutta Europa furono oggetto della prima ricognizione fotografica su larga scala dedicata a un artista, voluta dal principe Alberto d’Inghilterra e realizzata tra il 1853 e il 1876. Questa impresa evidenziò i limiti del nuovo mezzo nella restituzione dei rapporti tonali dei dipinti, ma anche le sue grandi potenzialità per la documentazione di altri oggetti artistici. Grazie all’adozione di raffinate tecniche di stampa, i fotografi giunsero ben presto a produrre foto con le identiche misure e tonalità dei disegni originali: veri e propri fac-simile che molto contribuirono alla conoscenza del corpus raffaellesco e, più in generale, all’allargamento e ‘democratizzazione’ degli studi sulla grafica.

L’esposizione prende avvio dalle riproduzioni al carbone e in collotipia prodotte a partire dagli anni Settanta dell’Ottocento, in grado di restituire in maniera mimetica le qualità cromatiche e materiche dei disegni del maestro. A queste date la diffusione dei dipinti di Raffaello tramite la fotografia passò soprattutto attraverso la riproduzione di incisioni di traduzione che, spesso appositamente commissionate, risultavano ben più fotogeniche degli originali.

Dall’inizio degli anni Ottanta i progressi tecnici condotti sulle emulsioni fotografiche permisero di raffigurare in maniera efficace e diretta i capolavori raffaelleschi. Nei cataloghi commerciali dei professionisti attivi su scala nazionale, ma anche in specifici contesti locali, ai dipinti dell’artista è sempre dedicato il maggior numero di immagini proposte all’acquisto, a dimostrazione di una stretta corrispondenza tra sviluppo della fotografia, evoluzione della critica d’arte e storia del gusto.

L’esposizione presenta l’estrema varietà dell’offerta posta sul mercato che includeva fototipi dalle tonalità, misure e montaggi più diversi, destinati evidentemente a differenti categorie di fruitori: non solo studiosi e artisti, ma anche turisti, collezionisti e semplici amanti del bello che grazie al nuovo mezzo si avvicinavano all’arte. Alle opere pittoriche di Raffaello sono dedicati anche i primi particolari fotografici e il maggior numero di grandi formati. Queste fotografie, di cui la mostra espone 12 esemplari incorniciati, per la loro bellezza e inalterabilità possono essere considerate veri e propri surrogati dei dipinti, adatti ad essere appesi alle pareti e a decorare le nuove dimore borghesi.

Fondamentale fu il contributo dato dalla fotografia allo sviluppo della disciplina storico artistica e al lavoro dei conoscitori. Federico Zeri, in particolare, se ne avvalse per dirimere alcuni problemi attribuzionistici su opere associate a Raffaello e per documentare l’immensa fortuna visiva di alcune sue composizioni.

Il caso particolare della riproduzione della Santa Cecilia nella Pinacoteca Nazionale di Bologna chiude l’esposizione. Tra i materiali presentati in mostra: la prima fotografia conosciuta di quest’opera eseguita nel 1868 da Emilio Anriot, cartes de visite dal vero e dall’incisione prodotte da Deroche e Poppi negli anni Settanta, stampe positive dipinte a mano proposte prima della diffusione del colore, fotografie a luce radente eseguite attorno al 1930 a scopi diagnostici.

La ricchezza della documentazione, su questo e sugli altri soggetti raffaelleschi, testimonia come la fotografia abbia sempre riflesso il gusto dell’epoca e abbia a sua volta contribuito a formare la cultura figurativa di generazioni di fruitori.

Un artista fotogenico
La fortuna fotografica di Raffaello

Bologna, Fondazione Federico Zeri
9 giugno-23 settembre 2021

A cura di
Francesca Mambelli

Con la collaborazione di
Giulia Alberti
Francesca Candi
Marcella Culatti
Luca Mattedi
Elisa Montecchi
Davide Ravaioli

Conservazione
Lorenza Fenzi

Comunicazione
Marta Forlai

Si ringrazia
Cineteca di Bologna, Biblioteca Renzo Renzi
Università di Bologna:
Biblioteca delle Arti – Sezione di Arti visive «I.B. Supino»
Dipartimento di Filologia Classica e Italianistica
Sistema Museale di Ateneo

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Giovedì 13 maggio, ore 17.30
LA GALLERIA DI PALAZZO CINI A VENEZIA
Raccontata da Mauro Natale
Introduce Luca Massimo Barbero Incontro in diretta Facebook e Zoom
Logo Zeri x newsletter_80x250.pngFondazione Federico Zeri
piazzetta Giorgio Morandi 2
40125 Bologna
Tel +39 051 2097486/471
fondazionezeri.info@unibo.it
www.fondazionezeri.unibo.it

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Un anno di incontri, libri, rassegne per ricordare i 100 anni dalla nascita del grande conoscitore e studioso che ha donato all’Università di Bologna la sua straordinaria fototeca e la biblioteca d’arte.
Dotato di una memoria visiva prodigiosa, di un ‘occhio’ infallibile e di una profonda conoscenza del patrimonio artistico, Zeri è stato una delle personalità più originali e brillanti nel mondo della storia dell’arte.

I MUSEI DI FEDERICO ZERI
Sette incontri in streaming dedicati a musei e collezioni di cui Zeri ha curato il catalogo.
Dalle ricche collezioni fidecommisarie romane, Galleria Spada (1954) e Galleria Pallavicini (1959), ai cataloghi dei dipinti italiani conservati nei musei americani come il Metropolitan di New York (1971-86) e la Walters Art Gallery di Baltimora (1976), modelli insuperati di connoisseurship.

FEDERICO ZERI IN TV
Federico Zeri è stato il pioniere e ineguagliato, grandissimo comunicatore dei fatti d’arte in televisione.
Sono disponibili nella Biblioteca Zeri i documenti video con le sue memorabili apparizioni televisive nei tre canali RAI.
Interviste, filmati e documentari dal 1974 al 1997.

Fondazione Federico Zeri
Piazzetta Giorgio Morandi 2
40125 Bologna
+39 051 2097 486/ 471
fondazionezeri.info@unibo.it
http://www.fondazionezeri.unibo.it

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ESPLORA I FONDI FOTOGRAFICI

Il nuovo strumento ESPLORA I FONDI consente di visionare il patrimonio dell’archivio fotografico della Fondazione, oggi composto da 435.000 foto, e di navigare all’interno delle raccolte, anche quelle non catalogate. Un ulteriore sviluppo delle banche dati che permette di conoscere il contenuto, il contesto di produzione e i criteri di accessibilità di tutte le collezioni acquisite.

FOTOTECA FAHY ONLINE

Sono online oltre 4.500 immagini della fototeca di Everett Fahy (1941-2018), studioso americano tra i massimi esperti del Rinascimento italiano. Le foto documentano dipinti del secondo Quattrocento fiorentino, il nucleo più rappresentativo della raccolta.

FOTOTECA SUPINO ONLINE

E’ online un primo nucleo di 3.260 fotografie della Fototeca di Igino Benvenuto Supino (1858-1940), proprietà del Dipartimento delle Arti dell’Università di Bologna. Le fotografie, di particolare antichità e interesse documentario, sono ora accessibili attraverso il catalogo della Fondazione Zeri.

FEDERICO ZERI NELLE TECHE RAI

La Fondazione Zeri ha acquisito da RAI Teche copia dei documenti video costituiti da interviste, documentari e apparizioni televisive di Federico Zeri dal 1974 al 1997. Zeri è stato pioniere e grandissimo comunicatore dei fatti d’arte in tv con interventi memorabili e ancora oggi attuali. I filmati, catalogati e ricercabili nel catalogo nazionale SBN, sono visionabili su richiesta presso la Biblioteca Zeri.

Fondazione Federico Zeri
piazzetta Giorgio Morandi 2
40125 Bologna
fondazionezeri.info@unibo.it
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Storie dell’arte e archivi di persone alla Fondazione Federico Zeri

Venerdì 16 ottobre 10.00-12.30
Diretta Facebook a questo link: www.facebook.com/fondazionezeri

La Fondazione Federico Zeri presenta le straordinarie raccolte fotografiche acquisite negli anni, che hanno incrementato l’originario lascito di Zeri. Tutti i fondi fotografici saranno esplorabili online attraverso un nuovo strumento di ricerca, che permetterà di navigare anche le raccolte non catalogate.
Seguirà il lancio di ARTchives, la prima piattaforma internazionale per il censimento degli archivi di storici dell’arte.

Fondazione Federico Zeri
piazzetta Giorgio Morandi 2
40125 Bologna
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