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Archive for the ‘Fondazione Federico Zeri’ Category

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«Non credo al bello ma all’opera d’arte come documento storico».
«… respingo l’appellativo di ‘collezionista’, che in nessun modo mi si addice. Per me gli oggetti d’arte tra i quali vivo sono una sorta di appendice ambientale, di arredamento, del mio mestiere di conoscitore e, talvolta, di storico dell’arte.
Tralasciando quel tipo spurio di raccoglitore (per me detestabile) che acquista per investimento, e con il quale non ho nulla in comune, colui che si dedica a formare un’autentica collezione lo fa seguendo uno schema ben preciso… Che si tratti di medaglie o francobolli, di insegne di Ordini, di uniformi, di incisioni o di pesi bizantini, il collezionista autentico si affida ai dettami di una solida letteratura, formata da cataloghi e da repertori. …esiste un altro tipo di collezionista vero e proprio, colui che raccoglie opere d’arte figurativa incontrate casualmente sul mercato, e che vengono raccolte in vista della formazione di un insieme omogeneo… Anche in questo caso la scelta è in funzione di un disegno ben preciso, quello che, io non ho mai avuto presente. …Non mi sono mai preoccupato delle attribuzioni tutt’al contrario: molti pezzi hanno ricevuto un battesimo quando già da anni e anni li vedevo ogni giorno, quali problemi storico artistici».

Quattro incontri con i direttori dei musei a cui Zeri ha donato opere della sua originalissima collezione: Accademia Carrara, Museo Poldi Pezzoli, Musei Vaticani, Accademia di Francia a Roma.

Se per alcuni grandi conoscitori, come Roberto Longhi, la collezione rispecchia con fedeltà l’ambito di studio, non è così per lo straordinario ed eterogeneo insieme di oggetti riuniti da Zeri nell’arco di oltre cinquant’anni.
Praticamente nessun fondo oro e poche opere del Quattro e Cinquecento, abbondano invece
tele barocche, dipinti di scuole e artisti stranieri, ma soprattutto sculture (tra queste, il nucleo di 46 opere donate all’Accademia Carrara), pezzi di archeologia (tra cui la raccolta di 400 lapidi romane tutt’ora nella sua villa di Mentana e i 10 rilievi funerari palmireni donati ai Musei Vaticani), arazzi, tappeti antichi, argenti bizantini.
Un insieme che conferma la sua curiosità e la sua conoscenza sterminata, a tutto campo, di culture anche lontane, e che completa la percezione che abbiamo di Federico Zeri storico dell’arte quale si ricava dai suoi scritti scientifici.
Al tempo stesso, le scelte originali e controcorrente nella sua raccolta di dipinti rivelano in modo evidente lo studio e l’interesse di Zeri per artisti antiaccademici e personalità eccentriche della storia dell’arte italiana.
Più che una collezione da mostrare, quella che Federico Zeri allestisce nella sua villa di Mentana è un’officina, un laboratorio dove sperimentare ogni giorno il suo impareggiabile occhio di conoscitore.


Programma
Bologna | Fondazione Federico Zeri

Giovedì 7 ottobre, 17.30
M. Cristina Rodeschini e Paolo Plebani
FEDERICO ZERI E L’ACCADEMIA CARRARA

Giovedì 21 ottobre, 17.30
Barbara Jatta
FEDERICO ZERI E I MUSEI VATICANI

Giovedì 18 novembre, 17.30
Annalisa Zanni e Andrea di Lorenzo
FEDERICO ZERI E IL MUSEO POLDI PEZZOLI

Giovedì 25 novembre, 17.30
Francesca Alberti
FEDERICO ZERI E L’ACCADEMIA DI FRANCIA A ROMA

Ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili.
Gli incontri sono trasmessi anche in diretta Facebook

Per accedere alla struttura è necessario il green pass.

Canale Federico Zeri

https://www.youtube.com/results?search_query=fondazione+federico+zeri

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Carracci san Vincenzo 360x360Sabato 18 settembre, ore 10.00-13.00Giornata di studio a conclusione del seminario
IL MESTIERE DEL CONOSCITORE.
IL MAGISTERO DI ROBERTO LONGHI
a cura di Andrea Bacchi, Daniele Benati, Laura Cavazzini
Solo diretta Facebook dalla pagina della Fondazione Federico Zeri.
box anno zeriGiovedì 23 settembre, ore 17.00-19.30

ANNO ZERI

Una giornata per ricordare i Cento anni dalla nascita del grande studioso e storico dell’arte.Evento a prenotazione obbligatoria.  
Trasmesso anche in diretta Facebook (17.30-19.30) dalla pagina della Fondazione Federico Zeri.
Leggi il programma e le modalità di ingresso.
Cover conoscitore Federico Zeri_L360Sono usciti gli atti del seminario
IL MESTIERE DEL CONOSCITORE. FEDERICO ZERI
Attraverso sedici saggi, che costituiscono altrettanti casi di studio, il volume restituisce il metodo di indagine di Zeri, considerato uno dei massimi conoscitori della pittura italiana.Pubblicato con il contributo dell’Associazione Antiquari d’Italia.
raffaello fotogenicoProrogata fino a venerdì 29 ottobre la mostra
UN ARTISTA ‘FOTOGENICO’.
LA FORTUNA FOTOGRAFICA DI RAFFAELLO

Ingresso gratuito, dal lunedì al venerdì, 10.00-17.00.Riprendono le visite guidate, primo appuntamento martedì 28 settembre, ore 17.00.
Prenotazione obbligatoria.
Logo Zeri x newsletter_80x250.pngFondazione Federico Zeri
piazzetta Giorgio Morandi 2
40125 Bologna
+39 051 2097 471
fondazionezeri.info@unibo.it
www.fondazionezeri.unibo.it

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Attraverso una selezione di 120 esemplari tratti dalla fototeca di Federico Zeri e da altre raccolte della Fondazione, la mostra esplora il ruolo svolto dalla fotografia nella diffusione del mito e dell’opera di Raffaello, e nel dibattito storico-critico sull’artista tra Otto e Novecento

La mostra è promossa dalla Fondazione Federico Zeri in occasione del convegno internazionale Raffaello: mito e percezione organizzato dal Dipartimento delle Arti dell’Università di Bologna e dal Kunsthistorisches Institut in Florenz – Max-Planck-Institut (diretta streaming, 9-11 giugno 2021).
Bologna, Fondazione Federico Zeri9 giugno-23 settembre 2021
[lunedì-venerdì, 10.00-17.00]

È un’incisione alla capacità di tutti, una matita ubbidiente come il pensiero, uno specchio in cui si fissano le immagini. Il dagherrotipo sarà compagno inseparabile del viaggiatore, e renderà comuni le più belle opere dell’arte di cui non si hanno che copie a caro prezzo ed infedeli; si avranno i quadri di Raffaello e di Tiziano. Infine esso provvederà a tutti i bisogni dell’arte e ai capricci della vita.  
(François Arago, Presentazione dell’invenzione della fotografia all’Accademia delle Scienze di Parigi, 7 gennaio 1839)

Il progetto espositivo nasce dalla constatazione del ‘primato’ dell’Urbinate nell’ambito della fotografia di documentazione del patrimonio. Tale supremazia è stata innanzitutto temporale. Le opere di Raffaello sparse in tutta Europa furono oggetto della prima ricognizione fotografica su larga scala dedicata a un artista, voluta dal principe Alberto d’Inghilterra e realizzata tra il 1853 e il 1876. Questa impresa evidenziò i limiti del nuovo mezzo nella restituzione dei rapporti tonali dei dipinti, ma anche le sue grandi potenzialità per la documentazione di altri oggetti artistici. Grazie all’adozione di raffinate tecniche di stampa, i fotografi giunsero ben presto a produrre foto con le identiche misure e tonalità dei disegni originali: veri e propri fac-simile che molto contribuirono alla conoscenza del corpus raffaellesco e, più in generale, all’allargamento e ‘democratizzazione’ degli studi sulla grafica.

L’esposizione prende avvio dalle riproduzioni al carbone e in collotipia prodotte a partire dagli anni Settanta dell’Ottocento, in grado di restituire in maniera mimetica le qualità cromatiche e materiche dei disegni del maestro. A queste date la diffusione dei dipinti di Raffaello tramite la fotografia passò soprattutto attraverso la riproduzione di incisioni di traduzione che, spesso appositamente commissionate, risultavano ben più fotogeniche degli originali.

Dall’inizio degli anni Ottanta i progressi tecnici condotti sulle emulsioni fotografiche permisero di raffigurare in maniera efficace e diretta i capolavori raffaelleschi. Nei cataloghi commerciali dei professionisti attivi su scala nazionale, ma anche in specifici contesti locali, ai dipinti dell’artista è sempre dedicato il maggior numero di immagini proposte all’acquisto, a dimostrazione di una stretta corrispondenza tra sviluppo della fotografia, evoluzione della critica d’arte e storia del gusto.

L’esposizione presenta l’estrema varietà dell’offerta posta sul mercato che includeva fototipi dalle tonalità, misure e montaggi più diversi, destinati evidentemente a differenti categorie di fruitori: non solo studiosi e artisti, ma anche turisti, collezionisti e semplici amanti del bello che grazie al nuovo mezzo si avvicinavano all’arte. Alle opere pittoriche di Raffaello sono dedicati anche i primi particolari fotografici e il maggior numero di grandi formati. Queste fotografie, di cui la mostra espone 12 esemplari incorniciati, per la loro bellezza e inalterabilità possono essere considerate veri e propri surrogati dei dipinti, adatti ad essere appesi alle pareti e a decorare le nuove dimore borghesi.

Fondamentale fu il contributo dato dalla fotografia allo sviluppo della disciplina storico artistica e al lavoro dei conoscitori. Federico Zeri, in particolare, se ne avvalse per dirimere alcuni problemi attribuzionistici su opere associate a Raffaello e per documentare l’immensa fortuna visiva di alcune sue composizioni.

Il caso particolare della riproduzione della Santa Cecilia nella Pinacoteca Nazionale di Bologna chiude l’esposizione. Tra i materiali presentati in mostra: la prima fotografia conosciuta di quest’opera eseguita nel 1868 da Emilio Anriot, cartes de visite dal vero e dall’incisione prodotte da Deroche e Poppi negli anni Settanta, stampe positive dipinte a mano proposte prima della diffusione del colore, fotografie a luce radente eseguite attorno al 1930 a scopi diagnostici.

La ricchezza della documentazione, su questo e sugli altri soggetti raffaelleschi, testimonia come la fotografia abbia sempre riflesso il gusto dell’epoca e abbia a sua volta contribuito a formare la cultura figurativa di generazioni di fruitori.

Un artista fotogenico
La fortuna fotografica di Raffaello

Bologna, Fondazione Federico Zeri
9 giugno-23 settembre 2021

A cura di
Francesca Mambelli

Con la collaborazione di
Giulia Alberti
Francesca Candi
Marcella Culatti
Luca Mattedi
Elisa Montecchi
Davide Ravaioli

Conservazione
Lorenza Fenzi

Comunicazione
Marta Forlai

Si ringrazia
Cineteca di Bologna, Biblioteca Renzo Renzi
Università di Bologna:
Biblioteca delle Arti – Sezione di Arti visive «I.B. Supino»
Dipartimento di Filologia Classica e Italianistica
Sistema Museale di Ateneo

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Giovedì 13 maggio, ore 17.30
LA GALLERIA DI PALAZZO CINI A VENEZIA
Raccontata da Mauro Natale
Introduce Luca Massimo Barbero Incontro in diretta Facebook e Zoom
Logo Zeri x newsletter_80x250.pngFondazione Federico Zeri
piazzetta Giorgio Morandi 2
40125 Bologna
Tel +39 051 2097486/471
fondazionezeri.info@unibo.it
www.fondazionezeri.unibo.it

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Un anno di incontri, libri, rassegne per ricordare i 100 anni dalla nascita del grande conoscitore e studioso che ha donato all’Università di Bologna la sua straordinaria fototeca e la biblioteca d’arte.
Dotato di una memoria visiva prodigiosa, di un ‘occhio’ infallibile e di una profonda conoscenza del patrimonio artistico, Zeri è stato una delle personalità più originali e brillanti nel mondo della storia dell’arte.

I MUSEI DI FEDERICO ZERI
Sette incontri in streaming dedicati a musei e collezioni di cui Zeri ha curato il catalogo.
Dalle ricche collezioni fidecommisarie romane, Galleria Spada (1954) e Galleria Pallavicini (1959), ai cataloghi dei dipinti italiani conservati nei musei americani come il Metropolitan di New York (1971-86) e la Walters Art Gallery di Baltimora (1976), modelli insuperati di connoisseurship.

FEDERICO ZERI IN TV
Federico Zeri è stato il pioniere e ineguagliato, grandissimo comunicatore dei fatti d’arte in televisione.
Sono disponibili nella Biblioteca Zeri i documenti video con le sue memorabili apparizioni televisive nei tre canali RAI.
Interviste, filmati e documentari dal 1974 al 1997.

Fondazione Federico Zeri
Piazzetta Giorgio Morandi 2
40125 Bologna
+39 051 2097 486/ 471
fondazionezeri.info@unibo.it
http://www.fondazionezeri.unibo.it

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