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Archive for the ‘Video’ Category

GHIGO live A/V

 

 

GHIGO live A/V
Evento Pubblico – Organizzato da SUZ e Basmati Film

GHIGO live A/V
Musiche: Bartolomeo Sailer
Testi, canto e loops: Susanna La Polla De Giovanni
Animazione video in tempo reale: Saul Saguatti|Basmati Film

Venerdì 15 novembre 2019
Inizio spettacolo ore 20.30
Ingresso a offerta libera

Teatro San Leonardo
Via San Vitale 63 – Bologna

 

GHIGO è il risultato dell’elaborazione di un lutto attraverso musica, scrittura, canto, visioni. I dieci brani che lo compongono sono proposti in scena accompagnati da immagini create ed animate in tempo reale grazie a una commistione di tecniche parallele manuali e digitali che sottolineano e scandiscono il precipitare e la risoluzione di un evento improvviso e inconcepibile. Cinquanta minuti che raccontano gli stati d’animo vissuti nell’arco di settanta giorni all’interno del reparto di rianimazione di un grande ospedale: una città nella città, in cui vigono regole, codici, consuetudini, ruoli e gerarchie determinati da quello stesso spazio, luogo di transizione in cui per i pazienti e i visitatori l’unica opzione possibile è l’attesa.

GHIGO è il suono delle prime sillabe gutturali pronunciate da un bambino ancora in fasce ma è allo stesso tempo un nome proprio di persona, la forma italiana del vocabolo germanico ‘wigo’, ossia ‘lotta’, ‘battaglia’. Una lotta impari, protrattasi per settanta interminabili giorni, è al centro di questo progetto audio/video, così come lo è il ritorno all’infanzia, all’origine, a quei primi suoni che in un tempo lontano sono affiorati sulle labbra di ognuno di noi.

AUDIO Le musiche e i testi di GHIGO sono stati scritti nell’arco di un lungo periodo attraversato da due lutti personali di La Polla De Giovanni e Sailer. In questo tempo sospeso, la musica e la scrittura sono divenuti strumenti di elaborazione della perdita cui affidarsi, servendosi di qualsiasi cosa si trovasse a disposizione: un comune software, una complessa console di synth, un semplice tovagliolo di carta o un memo vocale.

I testi di GHIGO sono composti principalmente dalle frasi pronunciate o indicate tramite una tabella di comunicazione dalla protagonista di questa vicenda durante i settanta giorni della sua degenza ospedaliera. Analogamente, alcuni suoni delle musiche di GHIGO provengono da oggetti che in quell’arco di tempo sono stati al centro della quotidianità, dal più inflazionato avviso di ricezione messaggi per smartphone, ai perforanti suoni metallici della macchina di monitoraggio pazienti del reparto di rianimazione.  L’elemento musicale preponderante è qui la ripetizione, una reiterazione sonora poliritmica nella quale possano fondersi momenti meditativi e bagliori liberatori.

VIDEO La parte video di GHIGO si basa sull’improvvisazione ponderata, quindi libera nella sua evoluzione ma costruita su una connessione visiva e sonora collaudata creando passaggi mirati tra lavoro animato materico dal vivo, utilizzo del computer vintage AMIGA 1200 ed elaborazione di video o riprese dirette con Ighina 01, un prototipo autocostruito di Theremin video, ossia un mixer astratto a deformazione elettromagnetica. Basandosi sul ritmo ipnotico e sulle differenti atmosfere musicali dei singoli brani, l’animazione delle immagini presentate sfrutta le tre diverse tecniche utilizzate parallelamente, proponendo rielaborazioni di testo stampato, fotografie, video astratti di archivio relativi a tecnologie mediche, immagini fantastiche e oniriche, figure umane e oggetti.

BARTOLOMEO SAILER Compone musica elettronica da oltre due decenni. È noto come Wang inc., Walking Mountains e White Raven. Ha pubblicato per numerose etichette internazionali e ha collaborato con numerosi artisti fra i quali Matmos, Roy Paci, NicoNote, Vincenzo Vasi. Attualmente cura la sua label Random Numbers insieme a Carlo Mameli (BXP).

SUSANNA LA POLLA DE GIOVANNI Ha all’attivo tre album come solista pubblicati con lo pseudonimo Suz. Ha collaborato/suonato con: Thavius Beck, KutMasta Kurt, Justin Bennett, Katzuma, Angela Baraldi, TY1, Bleso Wastasi, Pandaj, Luca Faggella, Papa Ricky, Ezra Capogna, Riccardo Pedrini, Duccio Lombardi, Valerio Pontrandolfo, Nico Menci, Marco Frattini, Pasquale Mirra, Gaetano Alfonsi, Alessandro Soresini, Weight And Treble, Med’Uza, David Nerattini, Luca Scarrone, Paolo Spaccamonti, Luca Cognetti, Bartolomeo Sailer, Bruno Briscik, Davide Angelica, Paolo Iocca e, non ultimo, Alessio Argenteri, insieme al quale nel 2011 è stata chiamata a sonorizzare la performance di Marina Comandini “Sulle tracce dell’arte” nell’ambito del festival Le Strade del Paesaggio di Cosenza. Ha aperto i dj set di Daddy G (Massive Attack) e Roni Size ed il live A/V di Asian Dub Foundation al Laboratorio Crash! di Bologna. Ha suonato in Italia, Germania, Svizzera, Inghilterra, Scozia, Francia, Ucraina, Giappone, prendendo parte come rappresentante di Bologna Città della Musica UNESCO all’Eat Festival di Lipsia, al Reeperbahn Festival di Amburgo e al WMC di Hamamatsu. Nel 2019 ha pubblicato l’album “Crossroads” (Springstoff), realizzato insieme al produttore tunisino Obsqure, e prestato la voce al brano “Soul Collider”, contenuto nel disco di debutto di Phoet “Broken Symmetry”. È una delle dodici voci del progetto Donnacirco.

SAUL SAGUATTI / BASMATI FILM Interessato ad arte, fumetto e soprattutto animazione, ha iniziato a lavorare sulla fusione delle diverse discipline, dapprima sperimentando tecniche più tradizionali e rudimentali quali l’intervento a graffio e pittura su pellicola, sulla scorta della lezione neo-pittorica di maestri come Pierre Hébert, per passare successivamente a più avanzate forme di ibridazione tra mezzi analogici e mezzi digitali, determinando così la sua ricerca all’incrocio tra manualità e tecnologia elettronica. Convinto assertore di un’esteticità diffusa, lavora inoltre per i principali canali televisivi nazionali tra cui La7, Raidue, Raitre, RaiSat e realizza sigle e videoclip per alcune importanti case discografiche del panorama musicale italiano.

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Avrà luogo il 15 settembre alle 18 l’inaugurazione della mostra di Alessandro Gui : “Omaggio a Hopper e divagazioni ” alla Fondazione Carlo Gajani in Via Castagnoli, 14 a Bologna.

l’articolo di Marco Ottavio Avvisati De Martino

https://www.iamcontemporaryart.com/single-post/LINTERVISTA-ESCLUSIVA-AD-ALESSANDRO-GUI-E-LA-SUA-ARTE-DI-ASCOLTARE-IN-MOSTRA-A-BOLOGNA

 

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La foto di pesca del tonno che celebra un rapporto intenso fra l’uomo e la natura è di Stefano Fogato che ha esposto il suo lavoro sulle tonnare due anni fa a Reggio Emilia in occasione del Festival della fotografia europea.

In realtà circa due secoli fa con la famiglia Florio la Sicilia e le isole raggiunsero un loro fulgore produttivo, da compararsi alla torinese famiglia Agnelli.  I Florio estero il loro dominio sui mari, furono armatori e pescavano il tonno, che andava consumato sotto sale. Poi, improvvisamente la trovata , le scatolette di latta per mantenere il prodotto sempre fresco ,  gli oliveti siciliani  producevano l’olio per la conservazione , poi tutte le piccole aziende artigianali locali vennero coinvolte per l’impresa che finiva col dare lavoro a tante persone e a dare un nuovo assetto economico alla Sicilia. Per gli amanti di auto da corsa la targa Florio fu una delle opportunità offerte dalla famiglia.

Per ripercorrere la storia della famiglia Florio sulla cui barca Stefano  Fogato scatta questa immagine c’è un documentario di Varchetta, Questo documentario illustra le attività passate della famiglia, la loro ascesa, il loro declino. Il documentario è proiettato nelle tonnare di Favignana di cui sono rimasti gli edifici che raccontano la storia .

La storia della famiglia Florio con i video documentari raccolti dalla Rai

 

 

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Siamo lieti di invitarVi a ‘MODUS tecniche, poetiche, materiali nell’arte contemporanea’

a cura di Martina Cavallarin e Eleonora Frattarolo

mostra selezionata ufficialmente come  Evento Collaterale della Biennale di Venezia 2017 alla quale partecipiamo
con
l’opera video dell’artista Lemeh42 ‘Time is waiting for no one|No one is waiting for time’ prodotta dalla Galleria

La mostra, allestita a Ca’ Faccanon raro esempio di palazzo gotico veneziano, sarà visitabile dal 10 maggio al 26 novembre 2017
Promotore WAVE’s (Women Arts Venice) | Organizzatore MilleEventi – 1000e20.it
Commissario Alessandro Corona | Progetto di Martina Cavallarin

Preview 10 – 12 maggio 2017 ore 9 – 20 | Ingresso libero | Visite guidate alle ore 10 e alle ore 17.30

Opening 10 maggio 2017 | Ingresso libero | Visita guidata con le curatrici ore 17.30 | Conferenza stampa ore 18.30 | Brindisi inaugurale ore 19.30

 

Cordialmente
Patrizia Raimondi 348 9870574

L’ARIETE  artecontemporanea

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La Fondazione MAST presenta per la prima volta dalla sua apertura un progetto espositivo interamente dedicato all’immagine in movimento, con 18 opere di 14 artisti internazionali. Se finora il racconto dell’industria e del lavoro è passato attraverso un percorso scandito dalla narrazione fotografica, in questa mostra sono i video a darne una rappresentazione visiva. Mediante l’interpretazione filmata della realtà, lo sguardo della videocamera è in grado di testimoniare la mutabilità di un mondo – quello del lavoro e della produzione ­– in rapida trasformazione, descrivendo in modo immediato e coinvolgente cambiamenti, evoluzioni e rotture.

I video di questa mostra mettono in luce il cambiamento in atto nel mondo dell’industria, vagano senza sosta negli impianti che si svuotano, mentre in altri luoghi le macchine continuano a battere e fischiare e in altri ancora la produzione procede nel silenzio assoluto, ma a ritmo vertiginoso e ad altissima precisione. Queste opere ci accompagnano attraverso realtà produttive semideserte perché completamente digitalizzate, così come in fabbriche abbandonate e ormai in disuso. Ci offrono immagini intense degli ambienti di lavoro e di commercio più diversi: dall’attività artigianale di un singolo individuo alla produzione di massa, dal lavoro umano a quello robotizzato, dalla fornitura di energia a quella di beni e servizi high-tech, dallo sviluppo del prodotto alla contrattazione commerciale, dalle sfide di natura legale alle questioni strutturali ed esistenziali legate al sistema economico e alle sue forme di organizzazione collettiva della vita e del lavoro.

Video di Yuri Ancarani, Gaëlle Boucand, Chen Chieh-jen, Willie Doherty, Harun Farocki / Antje Ehmann, Pieter Hugo, Ali Kazma, Eva Leitolf, Armin Linke, Gabriela Löffel, Ad Nuis, Julika Rudelius e Thomas Vroege.

...”Il lavoro è movimento e con esso la realtà in cui viviamo, il fondamento della nostra esistenza,, la nostra identità, la nostra autostima e la sicurezza in noi stessi. Tutto sembra essere movimento, come se sedessimo sul dorso di una tigre senza avere la più vaga idea di quale sia la destinazione del nostro viaggio. Se finora il racconto delle trasformazioni in atto è passatoattraverso un percorso scandito da una narrazione fotografica in questa mostra ci sono i video a darne una rappresentazione visiva. Mediante l’interpretazione filmata della realtà, lo sguardo della videocamera testimonia la mutabilità di un momdo  – quello del lavoro e della produzione -in rapida metamorfosi, descrivendo in modo immediato e coinvolgente i cambiamenti , evoluzioni e rotture “…(Urs Stahler prefazione alla mostra : il catalogo)

 

Le foto sono riprodotte dal catalogo della mostra.

 

Mancano una manciata di giorni, la mostra chiuderà il 17 aprile alle 19 per vedere la mostra del MAST ad ingresso libero in via Speranza 42 : lavoro in movimento lo sguardo della videocamera sul comportamento sociale ed economico. La mostra è composta da bellissime video installazioni che documentano il lavoro globalizzato , trasversalmente parlando , che va  daĺle persone che smistano i rifiuti nella discariche agli operatori di borsa. Ne esce una lettura composita ,ricca di stimoli, che riprende le categorie di lavoro plusvalore e plusvalenza care all’economia politica, implicitamente. Al piano terra 3 filmati , quindi bisogna prendersi qualche minuto per vederli, che riprendono l’intervista di un uomo d’affari francese che vive in Svizzera che racconta luci e ombre del suo mondo, un filmato sulla City del business quando l’amministratore delegato della Lehman Brothers dice al giudice che assieme ai titoli si vendevano prodotti a rischio (tossici ) e il giudice chiede com’era possibile che la banca fosse contro sé stessa? e l’a.d. :- se compravano titoli a rischio che rischio c’era se non lo mettevamo noi?”- E il giudice , ma l’operatore lo sapeva? E l’amministratore delegato :”- ma sa, siamo 35.000″-. Altro filmato sull’Azerbaijan la vita nella città delle pompe petrolifere . Veramente una mostra non solo bellissima ma formativa con aspetti sociologici di analisi non comuni. Oltre naturalmente al ricorso di video e non di fotografie per descrivere il lavoro, sottolineandone il carattere di movimento.

 

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Nell’ambito della mostra Lavoro in movimento in corso al MAST lo sguardo video di Ina Blom che ha scritto un libro  sulla relazione vita e memoria . L’ingresso alla mostra e agli incontri è libero.

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