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Archive for the ‘Arte e Cultura’ Category

Nel settembre 2017 la Casa Museo “Pietro Ghizzardi” ha compiuto i suoi primi 25 anni di attività: per rendere accessibile ad un numero sempre maggiore di persone la collezione di opere dell’artista irregolare Pietro Ghizzardi (1906-1986) sabato 14 ottobre sarà aperta e visitabile gratuitamente  in occasione della 13° edizione della Giornata del Contemporaneo promossa da A.M.A.C.I. (Associazione Musei d’Arte Contemporanea Italiani).

Le visite guidate permetteranno ai visitatori di scoprire l’universo creativo di Ghizzardi, attraverso la fruizione delle opere esposte (centinaia tra dipinti, disegni e incisioni, opere plastiche, manoscritti), ma anche mediante il contatto diretto con i suoi oggetti di uso quotidiano come gli attrezzi del mestiere accuratamente conservati, le vecchie scarpe rotte, la bicicletta usata negli anni ’50 per “pubblicizzare” i propri quadri appendendoli al manubrio, l’antica camera da letto dei primi del ‘900 della madre.

Un itinerario artistico ed intimo attraverso le testimonianze ancora vive e “parlanti” di un’esistenza semplice, radicata in un tempo che ormai pare lontanissimo, interamente rivolta all’arte e alla pittura.

Orari di partenza visite guidate di sabato 14 ottobre:

Mattino
ore 11.00

Pomeriggio
ore 16.00
ore 17.30

La durata della visita è di circa 1 ora e 15 minuti.

La prenotazione non è obbligatoria ma consigliata al 3405072384 o via mail all’indirizzoinfo@pietroghizzardi.com.

Casa Museo “Pietro Ghizzardi”
via De Rossi, 27/B
Boretto (RE)

 

Per celebrare il 50° anniversario della prima edizione del Premio dei Naïfs di Luzzara, lanciato da Cesare Zavattini il 31 dicembre 1967, la Collezione dei Naïfs di Luzzara sarà in mostra a Palazzo Bentivoglio, a Gualtieri (RE), dal 7 ottobre al 12 novembre.
Tra le opere in mostra ci sarà anche lo splendido “David” di Pietro Ghizzardi, che appartiene alla collezione luzzarese.
Pietro Ghizzardi sarà presente, per la terza edizione consecutiva, all’Outsider Art Fair 2017Parigi, grazie alla sinergia tra Rizomi Art Brut e la Casa Museo “Pietro Ghizzardi”.
La più grande fiera europea dedicata all’arte irregolare sarà ospitata come sempre all’Hotel Du Duc dal 19 al 22 ottobre.
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Silvia Argiolas, Paolo De Biasi, Giuliano Sale, Vanni Cuoghi, Laurina Paperina , Giuseppe Veneziano

Vernissage 30 settembre alle 18

Via Santo Stefano, 38 a Bologna

apertura il 30 settembre fino all’11 novembre dal martedì al sabato dalle 16 alle 20

«Non lasciatevi ingannare dal titolo, questa mostra non è sull’iconografia dell’apocalisse. Non ci saranno piaghe, pestilenze e catastrofi che annunciano l’imminente fine dei tempi e nemmeno dotte allusioni alla celeberrima raccolta di xilografie di Albrecht Dürer (Apocalisse, 1498). Molte sono, invece, le immagini critiche e problematiche che, da un lato, registrano lo stato di crisi della società odierna, dall’altro, attestano la ricostruzione di un linguaggio narrativo adeguato alla frammentata, e quanto mai distratta, sensibilità contemporanea» (Ivan Quaroni).

LABS Gallery di Bologna presenta, dal 30 settembre all’11 novembre 2017, Italian Newbrow. Apocalittica, esposizione collettiva curata da Ivan Quaroni con opere di Silvia Argiolas, Vanni Cuoghi, Paolo De Biasi, Laurina Paperina, Giuliano Sale, Giuseppe Veneziano.

A cinque anni dalla mostra pubblica allestita al Fortino di Forte dei Marmi, Italian Newbrow torna con il progetto Apocalittica che, come di consueto, comprende alcuni artisti della compagine storica (Argiolas, Cuoghi, De Biasi, Sale, Veneziano) unitamente a nuove proposte (Laurina Paperina), nell’intento di documentare un’area della pittura figurativa italiana caratterizzata da un forte anelito comunicativo e narrativo.

«Italian Newbrow – scrive il curatore – registra la persistenza di un immaginario figurativo capace di attingere simultaneamente a una pluralità di fonti iconografiche, siano esse alte o basse, radicate nella cultura o nell’immaginario del mondo globale e connesso della contemporaneità».

Il titolo della mostra – Apocalittica – allude all’origine greca del termine “apocalisse”, ovvero “disvelamento”. L’atto del disvelamento è proprio della pittura figurativa, che si serve appunto di forme e immagini comprensibili. Questa volontà costituisce il cuore di tutte le mostre organizzate a partire dal 2009, anno di nascita di Italian Newbrow, per riallacciare una comunicazione da tempo interrotta con il pubblico e con il mondo dell’arte.

Ad accomunare le opere esposte, diverse per tema e linguaggio pittorico, è quindi la tensione narrativa, anche quando il racconto non è lineare. L’ossatura narrativa si ritrova soprattutto nelle figure dipinte da Silvia Argiolas, che abitano in una sorta di allucinata periferia geografica ed esistenziale, così come nelle icone di Giuseppe Veneziano, sospese sul crinale tra realtà e finzione e nelle ironiche visioni apocalittiche di Laurina Paperina, costellate di allusioni al mondo del cinema e dei cartoon. Strutturati come racconti sono anche i Monolocali di Vanni Cuoghi, realizzati con la tecnica dell’acquarello e del paper cutting e costruiti nella forma di piccole unità abitative. Nelle opere di Paolo De Biasi e Giuliano Sale, invece, la destrutturazione dello spazio e delle figure contribuisce alla costruzione di un ipertesto visivo disseminato di riferimenti e citazioni pretestuose.

Il percorso espositivo comprende esclusivamente opere inedite riconducibili al biennio 2016-2017. Ogni autore presenta un grande dipinto, realizzato per l’occasione, oltre ad una selezione di lavori di piccole e medie dimensioni, parte della sua ultima produzione. Sarà inoltre proiettato How to kill the artists di Laurina Paperina, ottavo episodio di una serie di animazioni in cui noti artisti contemporanei, da Ai Weiwei a Christo e Cindy Sherman, sono trattati con dissacrante ironia.
La mostra, che sarà inaugurata sabato 30 settembre alle ore 18.00, sarà visitabile fino all’11 novembre 2017, da martedì a sabato con orario 16.00-20.00, oppure su appuntamento. Ingresso libero. Catalogo disponibile in Galleria con testi di Ivan Quaroni e ricco apparato iconografico. Per informazioni: M. +39 348 9325473, info@labsgallery.it, www.labsgallery.it.

Italian Newbrow nasce da un’idea, formulata per la prima volta nel 2009 durante Prague Biennale 4, evento internazionale curato da Giancarlo Politi ed Helena Kontova nella capitale della Repubblica Ceca. Successivamente, una sua rappresentativa viene inserita in SerrOne-Biennale Giovani di Monza, mostra tenutasi nell’estate 2009 presso il Serrone della Villa Reale di Monza. Nel 2012 la prima mostra pubblica è organizzata dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Como presso la Pinacoteca Civica Palazzo Volpi. Nello stesso anno un’altra esposizione è promossa dal Comune di Forte dei Marmi presso il Fortino di Forte Dei Marmi. La genesi di Italian Newbrow è illustrata nell’omonimo volume, pubblicato nel 2010 da Giancarlo Politi editore.

LABS Gallery nasce nel 2014 dalla passione ventennale di Stefano Bevilacqua e Alessandro Luppi per l’arte contemporanea. La sua sede si trova nel cuore di Bologna, all’interno di una chiesa sconsacrata del XII secolo. Tra le mostre principali: Pittura Analitica in Italia. Gli Anni Settanta, a cura di Marco Meneguzzo, 2014; Fernando De Filippi, Opere 1974-1979, a cura di Angela Madesani, 2015; Giulio Cassanelli, Kairos, a cura di Angela Madesani, 2015; Carlo Battaglia, Una pittura esemplare, a cura di Marco Meneguzzo, 2015-16; Vanni Cuoghi e Marcel Dzama, Masked Tales, a cura di Ivan Quaroni, 2016; Marc Angeli, Domenico D’Oora, Ivan De Menis, :COLORE, a cura di Angela Madesani, 2016; Herman De Vries, 2017; Antonio Riello, Né capo né coda, a cura di Marco Meneguzzo, 2017; Incidenze spaziali. Transizioni verso il contemporaneo, a cura di Piero Degiovanni e Leonardo Ragno, 2017, in collaborazione con l’Accademia di Belle Arti di Bologna. LABS Gallery ha partecipato ad ArtVerona (Verona, 2013-2016) ed Arte Fiera (Bologna, 2015-2017).

LABS GALLERY – P.I. IVA 03254191202 – info@labsgallery.it | www.labsgallery.it | Seguici su Facebook

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L’isola di Mothya ci ricorda  come era organizzata una città dell’antichità, molto innovativa, sfruttava l’energia eolica e quella solare per il funzionamento energetico

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Dopo l’estate si riguardano le cose viste e si sfoglia l’album:

La processione dei Misteri è una processione religiosa che si svolge a Trapani dal Venerdì al Sabato santo, da oltre 400 anni. L’origine è spagnola e, infatti, ha analogie importanti con le celebrazioni andaluse.

La processione composta da 20 Gruppi Sacri, ha inizio alle 14 del Venerdì santo, per concludersi oltre ventiquattro ore dopo. Viene considerata una delle più lunghe manifestazioni religiose italiane (sia per numero dei gruppi che per durata), e soprattutto una tra le più antiche. La processione che – oggigiorno – parte dalla Chiesa delle Anime del Purgatorio [1], percorre le principali vie cittadine.

I Misteri sono la rappresentazione artistica della morte e passione di Cristo, in totale sono 20 gruppi sacri, di cui due simulacri di Gesù Morto e di Maria Addolorata. Tra gli artisti trapanesi che si cimentarono con queste rappresentazioni si ricordano Mario Ciotta, Baldassare Pisciotta, Antonio, Francesco e Domenico Nolfo, Giuseppe Milanti e Giacomo Tartaglia [. Furono concessi in affidamento, tramite atti notarili, dalla Confraternita di San Michele Arcangelo che istituì il rito alle maestranze locali con l’impegno di curarne l’allestimento, la vigilanza e l’uscita in processione.

La tecnica di realizzazione delle statue, iniziata da Giovanni Matera, consiste nello scolpire nel legno i volti, le mani ed i piedi, così come di legno è lo scheletro. Sono internamente sostenuti da ossature in sughero, sui quali si modellavano gli abiti grazie al fatto che la stoffa, precedentemente immersa in una mistura di colla e gesso, permetteva una maggiore naturalezza degli abiti e, maggiore plasticità espressiva, secondo una tecnica tipicamente trapanese, detta carchèt. In tal modo nei drappeggi dei vestiti vennero realizzate quelle pieghe che si plasmavano alla diversità della scena rappresentata e rendevano ogni figura diversa dall’altra.

Per la realizzazione di questi gruppi non ci si ispirò all’iconografia classica, ma ad episodi citati nei sacri testi o nei vangeli apocrifi ed aggiungendo anche delle personali interpretazioni, e gli artisti trapanesi seppero dare a questi gruppi una dinamicità rappresentativa unica nel vasto panorama delle sacre rappresentazioni.

Le statue sono fissate ad una base lignea detta vara, con un procedimento particolare, al fine di consentire una certa oscillazione durante il trasporto, tale da esprimere una scenica rappresentatività al gruppo. (fonte Wikipedia) 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Onirismo
Tra antico e contemporaneo
L’arte compie spesso cortocircuiti logici e temporali, fondendo insieme ciò che è arcaico con la sua propria contemporaneità. Questa mostra ne è un esempio concreto. Andrea Emiliani 

La mostra che si apre il 9 settembre 2017 a cura di Marco Baldassari ed Irene Guerrini, si tiene presso la Rocca del Castello di Russi, sede del Museo Civico Comunale e presenta dieci opere inedite del giovane artista Federico Santini, nato a Siena il 4 maggio 1986.
Certo, ad osservarli, le opere di Santini parlano la lingua hip-hop del graffitismo, ma non bisogna farsi ingannare. Bruno Bandini

Santini si mette alla prova in questo difficile dialogo con il passato di cui afferra le energie e la potenza bruta dei temi trattati e con tutta la forza ribelle antiaccademica del mondo underground da cui proviene risponde presentando la sua contemporanea interpretazione.
“Onirismo” mette a confronto, a distanza di secoli, opere dei Maestri della storia e la loro lettura da parte di Federico Santini, in opere anche di grandi dimensioni su tela. I capolavori antichi presentati sono inedite anch’esse e di autori quali Tintoretto, Felice Giani, Pelagio Palagi tra gli altri.
In omaggio alla Fiera dei Sette Dolori (Fira di Sètt Dulur) di Russi, Santini realizza appositamente un’opera di 5 metri per 2 metri dal titolo ‘Amen’, allestita all’aperto sulla facciata della Rocca medievale, sede della mostra. Un catalogo a cura di Marco Baldassari accompagna la mostra, con testi di Andrea Emiliani,
Bruno Bandini ed Irene Guerrini, in cui sono riprodotte tutte le opere esposte, antiche e contemporanee. La stampa e la grafica sono a cura di NFC di Rimini, editore specializzato in cataloghi d’arte.
La mostra inaugura il 9 settembre alle ore 18 e si conclude il 30 settembre.
Gli orari di apertura della mostra sono:
Dal 10 al 12 Settembre dalle 20,30 alle 22,30
Dal 13 al 15 Settembre dalle 15,30 alle 23
Dal 16 al 18 Settembre dalle 10 alle 12 e dalle 15,30 alle 23
Dal 19 al 24 Settembre dalle 15,30 alle 18,30
Dal 25 al 29 Settembre su appuntamento
Finissage il 30 settembre

 

 

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Dal 15 luglio al 2 settembre 2017 si sono succeduti  spettacoli, incontri performances e conferenze all’insegna dei burattini, un veicolo didattico di integrazione tradizionale e al tempo stesso innovativo.

Il pittore Wolfango – nella sua poliedricità artistica – è stato un profondo conoscitore dell’arte burattinaia ed intagliatore di burattini. Per questo si è intitolata la manifestazione di quest’anno nel Cortile d’Onore di Palazzo D’Accursio, concessa dal Sindaco di Bologna Virginio Merola a Wolfango che ha sempre sognato di fare realizzare  l’ Amleto in versione burattinesca da Riccardo Pazzaglia e dalla sua compagnia.

Il prof. Eugenio Riccomini ha parlato di Wolfango mentre Vittorio Franceschi, Romano Danielli,Antonio Faeti hanno prestato la voce ai burattini di Riccardo Pazzaglia (Riccardino per Wolfango). Ha curato la manifestazione Alighiera Peretti Poggi figlia di Wolfango.

alcuni momenti dello spettacolo, l’Amleto in burattini (prof. Vittorio Franceschi) e Ofelia (Milena Fantuzzi )

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