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Archive for the ‘Arte e Cultura’ Category

 

VACANZE ROMANE: incontri e conferenze ma anche laboratori e

momenti di esperienza con visite guidate a tema fra Museo, Domus e Città

 

Sono tante le occasioni che la XIX edizione di Antico/Presente Festival del Mondo Antico “I FERRI DEL MESTIERE. La cultura del prendersi a cuore” offre ai tanti fans dell’antico lnon solo per incontrare grandi personalità della cultura ma anche per conoscere o approfondire la conoscenza della storia di Rimini attraverso i suoi monumenti e i suoi Musei. Un approccio che prevede anche momenti di esperienza con visite guidate a tema fra Museo, Domus e Città, attività laboratoriali rivolte agli adulti e partecipazione a ricostruzioni storiche.

La città romana si svela nel percorso guidato lungo l’asse portante dell’impianto della colonia, il decumano massimo che collega l’Arco di Augusto, il più antico dell’Italia settentrionale, al monumentale ponte in pietra sul Marecchia, voluto da Augusto e terminato da Tiberio. Con una sosta nell’antico foro ove si raccoglie la memoria del passaggio di Cesare dopo aver superato, con le legioni in armi, il Rubicone. Una sorta di “benvenuto” a Rimini che invita ad apprezzare un patrimonio unico, una preziosa eredità del passato arricchitasi, 10 annì orsono, con l’apertura al pubblico della Domus del Chirurgo. L’appuntamento per l’itinerario Benvenuti nella Rimini romana è venerdì 8 dicembre alle ore 10.30 al Museo della Città.

La Domus del Chirurgo e lo straordinario strumentario sono protagonisti del percorso guidato In visita alla Domus (venerdì 8 e sabato 9 dicembre ore 16). Ospiti di Eutyches i visitatori ammireranno le stanze in cui esercitava la sua professione, banchettava, riceveva … per essere affascinati dalla raffinatezza dei mosaici, Quindi, nelle sale del Museo, potranno sorprendersi per la varietà degli strumenti chirurgici e per la ricchezza di vasetti e contenitori per i medicinali, nonché di mortai e bilance per la loro produzione. Quei “ferri del mestiere” che hanno dato il titolo a questa edizione del Festival.

Una visita guidata al sito archeologico di piazza Ferrari (sabato 9 ore 9,30, La Domus del Chirurgo) volta a porre in evidenza le tecniche di costruzione antiche, verrà condotta da M. Luisa Stoppioni nell’ambito del progetto La sostenibilità dal Passato, a cura di DimoraenergiaLab.

La Domus ispira anche il workshop Una bellezza inesplorata. Le decorazioni inedite della Domus del Chirurgo (sabato 9 dicembre ore 16 per ragazzi da 12 anni e adulti), un appuntamento che unisce le generazioni intorno al tema delle pitture parietali oggetto anche della mostra documentaria “Affreschi romani ad Ariminum. Per la riscoperta di un patrimonio” (Museo della Città 7 dicembre 2017-11 febbraio 2018).  Partendo dalla mostra verranno brevemente illustrati materiali mai esposti, provenienti dalla domus del Chirurgo e da altredomus riminesi, nonché la ricerca che ne ha permesso la “riscoperta”. È l’occasione per approfondire la conoscenza di Eutyches, medico eccellente ma anche uomo colto e raffinato.

Scene di vita quotidiana prendono vita nelle ricostruzioni sceniche della Legio XIII Gemina-Rubico (Venerdì 8 dalle ore 10 e Sabato 9 dicembre dalle ore 14,30 alle ore 19). Presso la Domus del Chirurgo, nell’ambito delle due giornate, alle ore 17, sono inoltre previsti Un giorno qualunque nell’antica Rimini (in collaborazione con l’Associazione Culturale SPQR) e Viaggio nella storia della medicina antica, a cura di Giorgio Franchetti. Oltre a ricostruzioni di vita civile i volontari della Legio vestiranno i panni degli antichi militari per animare i luoghi emblematici della città romana e Castel Sismondo.

Il Festival crea anche opportunità di incontri per i giovani coinvolti in prima persona in progetti che guardano alla Domus del Chirurgo con occhi e linguaggi contemporanei.. Come nel caso del PROGETTO FOCUS ON ART a cura di Andrea Montemaggi, una mostra interattiva con zona shooting fotografico ambientato in epoca romana (Venerdi 8 e sabato 9, Museo della Città, dalle ore 15.30)

Attraversano il Festival interessanti e coinvolgenti proposte che le famiglie possono condividere.

Come Il torneo dei latrunculi, antico gioco da tavolo dei Romani (venerdì 8 dicembre ore 10,30) organizzato in Castel Sismondonell’ambito della collaborazione con Matrioška Labstore.

O percorsi sul filo della memoria come MEMORY URBANO (Sabato 9 dicembre, ore 10, presso FAR), un laboratorio di stampa in xilografia e disegno nell’ambito della mostra Xilografia che, attraverso la creatività e la magia della stampa, stimola la memoria collocando nella mente suggestioni, ricordi e storia della città.

O ancora il laboratorio di arteterapia L’Arte di prendersi cura attraverso il patrimonio culturale materiale e immateriale (Venerdì 8 dicembre ore 16, da 18 anni). Ove la tecnica, argilla come forma di creazione/relazione, guarda al mito di Cura e al suo gesto di dar forma all’esistenza umana, nel corpo e nella psiche attraverso la relazione con l’arte, la materia, gli oggetti, i luoghi. Chi partecipa all’incontro può proseguire l’esperienza che rientra in un ciclo di 5 appuntamenti a cura di Sonia Fabbrocino.

Per Memory urbano e L’arte di prendersi cura, sono richiesti prenotazione telefonica (tel 329.2103329- 0541.703851) e pagamento di una quota di partecipazione  (rispettivamente di 4.00 e di 15 euro).

 

L’omaggio del Festival a Sigismondo Malatesta nei seicento anni dalla nascita prevede, fra le altre iniziative, la visita guidata Il Tempio Malatestiano di Rimini gioiello del rinascimento italiano (sabato 9 dicembre alle ore 11.15, a cura di Michela Cesarini). Dopo aver ammirato al Museo della Città le medaglie di Matteo de’ Pasti che ritraggono Sigismondo, l’itinerario prosegue al Tempio, opera di moderni artisti e valenti umanisti, legata al fascino dell’età antica.

Nel pomeriggio di venerdì, alle ore 17, la visita animata e sensoriale Belli si nasce o si diventa? La bellezza e la cura di sé nel Rinascimento, a cura di Laura Salvati, conduce alla scoperta dei canoni del bello attraverso le vesti e gli accessori in voga nel rinascimento riminese, le acconciature più originali, le stoffe più pregiate, i gioielli più preziosi e i segreti di bellezza tramandati da antichi ricettari

Sempre venerdì, ma alle ore 18.30 La “cultura del prendersi a cuore” ispira l’incontro Com-Prendiamoci cura organizzato dal filosofo e counselor Loris Falcioni, dell’Associazione Dispaccio filosofico. L’iniziativa è fondata sul dialogo e sulla condivisione tra i partecipanti, ove ciascuno potrà prendere la parola e contribuire, attraverso domande e riflessioni, a fare luce sul tema centrale di questa edizione del Festival. L’appuntamento è al Rosè Cafè, via Quintino Sella 17.

 

E inoltre sabato 9 dicembre alle ore 15 presso il Museo Archeologico di Verucchio, ragazzi e adulti possono partecipare a una visita guidata tattile alla ricostruzione tattile della tomba Lippi 40 e 40bis, dal titolo Punti di vista. Il doppio senso dell’archeologia. Scavare per ricostruire.

 

Le attività, ove non diversamente segnalato, si svolgono al Museo della Città (via L. Tonini, 1) e sono gratuite.

Info: 329.2103329 –  0541.703851

http://antico.comune.rimini.it

 

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ANTICO/PRESENTE-FESTIVAL DEL MONDO ANTICO XIX 2017
2000eDieci anni di Domus del Chirurgo

I FERRI DEL MESTIERE

La cultura del prendersi a cuore

7 – 8 – 9 dicembre 2017

 

Ricorre nel 2017 il decimo anniversario dell’apertura al pubblico del sito della Domus del Chirurgo, inaugurato il 7 dicembre 2007. Un complesso archeologico straordinario, un vero tesoro nel cuore antico della città, custode di una storia lunga venti secoli, di vite vissute, di scienza e arte, di cultura e ricchezza, di vicende belliche e morte, di agi e potere… il tutto riassunto in 700 mq, in una stratificazione che parte dall’età romana repubblicana per giungere a quella medievale!

Antico/Presente Festival del Mondo Antico, giunto alla XIX edizione, abbraccia la ricorrenza del compleanno della Domus, aggiornando al 7, 8 e 9 dicembre il suo calendario.

Fin dalle origini il Festival ha inteso valorizzare Rimini con la sua fascia costiera e l’entroterra nell’originale veste di scenario attendibile per le emergenze dell’antico che lo caratterizzano, quali le testimonianze dell’età romana e le opere di musealizzazione a partire dal complesso archeologico della “Domus del Chirurgo”.

Un vero e proprio distretto dell’antico che si propone per le sue potenzialità culturali ancora da valorizzare appieno nell’offerta turistica nazionale, un teatro naturale in cui confrontarsi su temi urgenti e talvolta anche specialistici ma resi in un linguaggio accessibile al più largo pubblico.

I FERRI DEL MESTIERE. La cultura del prendersi a cuore è il titolo della manifestazione che, come nella tradizione del Festival, svilupperà l’argomento-guida declinandolo fra antico e presente, con uno sguardo proiettato sul panorama internazionale. Con qualche eccezione legata per lo più a un altro importante anniversario per Rimini, i seicento anni dalla nascita di Sigismondo Pandolfo Malatesta.

Tema centrale di questa edizione, ispirata alla Domus come bene culturale e alla figura del chirurgo che per ultimo l’abitò lasciando il suo ricco corredo di ferri, è la cultura del prendersi a cuore. Prendersi a cuore l’uomo e i beni comuni. Un’arte che verrà letta da tanti punti di vista, da quello medico a quello della tutela del patrimonio culturale, dalla cura del corpo a quella dello spirito, da quella della res publica a quella della società nelle sue frange più deboli ed esposte.

Temi anche urgenti e portati all’attenzione quotidiana come quelli della prevenzione e della conservazione dei beni culturali, delle emergenze umanitarie e del rispetto del dell’ambiente anche attraverso un’educazione alimentare.

Gustavo Zagrebelsky apre il Festival con la lectio magistralis “La salute come diritto e dovere” che andrà al cuore della cura trattando del bene più prezioso per l’individuo come per la comunità. Una presenza autorevole cui seguono numerosi studiosi e divulgatori, nomi di prestigio che, in un percorso trasversale fra antico e presente, spaziano dalla scienza all’archeologia, dalla letteratura alla filosofia, dalla storia all’antropologia…

Incontri, dialoghi, tavole rotonde, presentazioni di libri insieme a mostre e a percorsi tematici in un ricco programma tutto a ingresso gratuito. E infine uno spazio dedicato ai più giovani nel consueto Piccolo mondo antico festival.

Partecipano al Festival, fra gli altri,  Roberto Balzani, Alessandro Barbero, Remo Bodei, Pietro Boitani, Giovanni Brizzi, Giovanni Camilleri, Luigi Capasso, Monica Centanni, Giorgio Cozzolino, Lorenzo Cremonesi, Stefano De Carolis, Massimo De Nardo, Pino Donghi, Emanuela Ercolani, Francesco Maria Galassi, Lino Guanciale, Fabio Isman, Ralph Jackson, Kristina Killgrove, Patrizia Magnani, Elisabetta Moro, Maria Giuseppina Muzzarelli, Marino Niola, Jacopo Ortalli, Carlo Petrini, Alessandro Vanoli.

Oggi come 10 anni fa, la manifestazione vede un’anteprima, un invito rivolto agli studenti riminesi per consegnare il sito ancora una volta a loro, eredi e futuri custodi di questo tesoro nel cuore della Città.

La mattinata di giovedì 7 dicembre 2017 è riservata ai giovani con proposte diversificate per ogni ordine di scuola e con visite guidate a titolo gratuito allaDomus.

Il programma prevede:

Ore 9,30 CHE MITO, LA MUSICA!

Per gli alunni della Scuola primaria

Sarà Massimo De Nardo, scrittore e responsabile editoriale di Rrose Sélavy editore (premio Andersen 2014, premio Edito-Re 2015) a parlare del mito di Orfeo, rappresentato al centro del mosaico nello studio della Domus. Un percorso fra mitologia e fiaba per risalire all’origine della musica, divagando anche sul contemporaneo.

Ore 9,30 I MITI E GLI EROI

Per gli alunni della Scuola secondaria di primo grado

Il programma del Festival accoglie gli elaborati realizzati dagli studenti dell’I.C.Igea, Bellaria – Igea Marina, Scuola secondaria di Primo grado, nell’ambito del progetto I MITI E GLI EROI.

Un percorso che dal mito porta alla filosofia, all’etica, ripreso e osservato con il disegno e l’approfondimento sulle opere della cultura classica.

Progetto espositivo a cura di Alessandro La Motta. In collaborazione con le docenti Sara Cotti, Chiara Franchini, Valentina Marra.

Ore 11 A LEZIONE CON I CLASSICI.

Per gli alunni della Scuola secondaria di secondo grado

Piero Boitani, conduce in un viaggio emozionante nel mondo antico. Un percorso ispirato alla sua ultima pubblicazione “Dieci lezioni sui classici” che analizza l’affascinante pensiero greco e romano in una veste nuova, capace di farci riscoprire elementi preziosi e sempre attuali.

Una presentazione che invita a un dialogo con l’Autore moderato dalla prof.ssa Lorenza Bonifazi, già docente di Storia dell’arte.

Il momento inaugurale (ore 17) è l’occasione, oltre che per i saluti di rito, per confrontarsi sui “2000edieci anni di Domus del Chirurgo” e presentare gli interventi di restauro e il progetto di riallestimento delle sale della Sezione archeologica del Museo della Città relative alla Domus. Un incontro a più voci cui seguirà la lectio di Gustavo Zagrebelsky.

La serata (ore 21) vede Giovanni Brizzi, Giovanni Camilleri e Lorenzo Cremonesi dialogare con Pino Donghi sul tema che trae spunto dalla formazione sul campo militare del chirurgo di Ariminum, per affrontare temi sempre attuali e urgenti, quale il ruolo della medicina in situazioni di guerra.

E per allargare lo sguardo, in senso diacronico, sul mondo, sulle ferite causate dai conflitti, sull’impegno scientifico e umanitario.

Ad aprire la giornata di venerdì 8 dicembre saranno i classici attraverso la voce di Piero Boitani, filologo e critico letterario, docente di Letterature comparate alla Sapienza. Omero, Virgilio, Lucrezio, Tacito, Ovidio «non hanno finito mai di dire quel che hanno da dire», e sono, per Piero Boitani, davvero «infinitamente futuri».

Torna poi protagonista la Domus che, come un fil rouge, unisce le giornate del Festival. Venerdì alle ore 11 un nutrito gruppo di studiosi, coordinati da Jacopo Ortalli che diresse gli anni salienti dello scavo del sito, presenta l’atteso volume “Uno scavo straordinario. La Domus del Chirurgo di Rimini” di prossima uscita per le Edizioni Guaraldi.

Sabato 9 alle ore 15, alcuni degli esperti che hanno dato il loro contributo alla pubblicazione sono fra i relatori dell’incontro  “Il chirurgo di Ariminum e la medicina antica”, un focus sul corredo medico-farmacopeutico del chirurgo affidato a chi da sempre se ne è occupato, Ralph Jackson (già conservatore del British Museum) e Stefano De Carolis (Direttore della Scuola di Storia della medicina dell’Ordine dei Medici di Rimini) . Al loro fianco Luigi Capasso(antropologo e paleopatologo dell’Università di Chieti) tratta di aspetti paleopatologici, ma anche paleobiologici (inclusi la durata della vita, i dettagli sulla morte….) emersi nei suoi studi sui “fuggiaschi” di Ercolano.

A Stefano Pivato – che dieci anni fa, nel ruolo di Assessore alla Cultura del Comune di Rimini, diede impulso alla musealizzazione e all’apertura del sito –  il compito di introdurre l’appuntamento ricordando “Com’è nata la Domus”.

Mentre Sarah Yeomans, giovane studiosa dell’Università del South Carolina, porta nel Festival la testimonianza del rilievo internazionale che la scoperta ha assunto.

Il pomeriggio dell’8 dicembre l’incontro “Sciamanismi e arti performative. La seconda soglia” invita a scoprire gli aspetti salienti dello sciamanismo attraverso una mostra dell’artista Elisabetta Casella e le conferenze di Denise Lombardi e Sonia Migani (ore 14,30).(scheda allegata)

Protagonisti della mostra documentaria “Affreschi romani ad Ariminum. Per la riscoperta di un patrimonio” che viene presentata alle ore 15,30 sono le pitture parietali delle domus riminesi e i primi risultati di una ricerca ancora in corso ma che già evidenzia il ruolo di Rimini nella documentazione dell’Italia settentrionale. A cura di Francesca Fagioli, Riccardo Helg, Angelalea Malgieri, Monica Salvadori, l’esposizione nasce all’interno del progetto scientifico Tect dell’Università di Padova (dBC).

Alle 16.30 due giovani e già affermati ricercatori, Francesco Maria Galassi (Università di Zurigo) e Kristina Killgrove (University of West Florida)conversano sulla bioarchaeologia di Roma antica e sulle malattie dei grandi del mondo classico, citando casi medici celebri come casi meno famosi dedotti anche dalla letteratura e dalle fonti epigrafiche, combinando dati storici con dati bioarcheologici.

Alle 18.00 per la prima volta ospite del Festival del Mondo Antico, Alessandro Barbero, introdotto da Andrea Santangelo, prende spunto dal suo ultimo libro per offrire una nuova ricostruzione della battaglia di Caporetto. Un racconto appassionante di un fatto storico che ancora porta a riflettere sulle ferite inferte dalla guerra.

In serata (ore 21) il tema della salute torna attraverso la cultura alimentare e la capacità di prendersi cura dell’uomo e dell’ambiente nella valorizzazione dei prodotti della terra e della sostenibilità. Elisabetta Moro e Marino Niola affronteranno il tema della cultura alimentare con particolare riguardo a quella mediterranea come stile di vita singolare, serbatoio di tradizione, di convivialità e di salute. La serata prevede inoltre un intervento di Carlo Petrini nello spirito e nel pensiero di Slow Food che guarda alla “Terra madre” in una sorta di alleanza fra gli uomini e le varie specie, un patto che nel cibo ha il suo ritmo quotidiano e universale.

La mattina di sabato 9 dicembre ha in serbo incontri su temi che spaziano dalla chirurgia alle pratiche delle guaritrici medievali, all’eredità dei classici.

Alle ore 10 Patrizia Magnani, medico estetico e chirurgo plastico, porta la sua esperienza legata soprattutto a interventi volti a restituire una bellezza perduta a seguito di tragici eventi. Mentre Monica Centanni, già gradita ospite di altre edizioni del Festival, tiene una lectio ispirata alla sua ultima pubblicazione “I Fantasmi dell’antico. La tradizione classica nel Rinascimento”.

Un’altra amica del Festival, Maria Giuseppina Muzzarelli, conduce nel mondo medievale con una visione al femminile della cura che guarda a chi, nel ruolo di moglie, di madre, di guaritrice o di assassina, si è dedicata a nutrire e guarire (ma anche ad avvelenare).

Il pomeriggio vede protagonista l’archeologia con gli incontri “Il chirurgo di Ariminum e la medicina antica” e, alle ore 17, La cura del patrimonio: l’attività di tutela, a cura di Anna Bondini, della Soprintendenza di Ravenna. “Prendersi a cuore” il patrimonio culturale è un dovere di tutti, come afferma il dettato della Costituzione all’art. 9. L’attività di tutela, svolta dallo Stato attraverso il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, costituisce quindi una particolare forma di “cura” volta a garantire la conservazione dei beni per la fruizione collettiva e per le generazioni future. Attraverso l’esempio di un particolare monumento riminese, Porta Galliana, è possibile gettare uno sguardo retrospettivo sul modo in cui ci si è rapportati al patrimonio culturale cittadino e proporre qualche riflessione sul rapporto tra beni culturali, cittadini e amministratori pubblici.

Alle ore 18 il festival accoglie Remo Bodei. Un gradito ritorno del grande filosofo che parla della “Bellezza e cura del corpo nel mondo antico” affrontando il tema dal punto di vista dell’estetica e delle radici etimologiche nelle diverse lingue e culture.

Il congedo del Festival vede Alessandro Vanoli insieme all’attore Lino Guanciale rappresentare ne “Le parole e il mare” il racconto di un viaggio nel Mediterraneo, percorso attraverso le sue coste, la sua storia e le sue parole, segnato da migrazioni e incontri di cui vogliamo “prenderci cura”.

Come già in altre edizioni il Festival va “altrove” uscendo dai confini di Rimini per coinvolgere alcuni realtà del territorio. Cattolica, Riccione, San Leo, Verucchio e Santarcangelo sono partecipi del programma con modalità diverse. Il Museo della Regina di Cattolica e il Comune di San Leo ospitano presentazioni di libri: rispettivamente “L’arte rubata” di Fabio Isman e “Ribelli contro Roma. Gli schiavi, Spartaco, l’altra Italia”, di Giovanni Brizzi. Riccione e Verucchio offrono esperienze laboratoriali per ragazzi e adulti che arricchiscono il calendario di Piccolo Mondo Antico festival.

Partner del Festival è anche la Legio XIII Gemina-Rubico, protagonista di ricostruzioni storiche, ambientate nella Domus del Chirurgo e della Città, nonché di momenti di approfondimento sul tema della medicina e dell’alimentazione, quale quello che si svolgerà sabato 9 dicembre presso il Visitor Center; e inoltre DimoraenergiaLab. (scuola permanente di risorse rinnovabili e antiche tecniche di costruzione),che, sempre nella mattinata di sabato, offre una serie di incontri dedicati a “La sostenibilità dal Passato”.

Il Festival può contare anche sul supporto dei Volontari del Servizio Civile Nazionale assegnati al Museo di Rimini e degli studenti della classe IV B dell’Istituto “Marco Polo” in relazione a un progetto di Alternanza Scuola-Lavoro.

Quest’anno il Festival incontra Matrioška Labstore, spazio di ricerca e  contenitore per artisti, artigiani e artefici che producono pezzi unici realizzati a mano (Castel Sismondo 8-10 dicembre), attraverso alcune proposte condivise sia per i ragazzi che per gli adulti.

Chi frequenta il Festival ha l’occasione anche per visitare mostre temporanee .

Piccolo Mondo Antico è un festival nel Festival, prettamente dedicato ai più piccoli e ai giovani coinvolti con il gioco, la creatività, la scoperta e il divertimento.

L’invito è rivolto a bambini e ragazzi dai 3 anni che diventano protagonisti ripercorrendo le epoche storiche dalla preistoria al rinascimento, attraverso laboratori, visite guidate e cacce al tesoro. Particolare attenzione viene dedicata al mondo romano, in occasione del decennale dall’apertura della Domus, e a Sigismondo Pandolfo Malatesta.

Si parte dagli albori della storia per andare alla scoperta dei villaggi neolitici e poi approdare alla civiltà romana con la creazione di mosaici, affreschi e rievocazioni storiche, e giungere infine nelle botteghe rinascimentali-malatestiane. Il tutto in una narrazione che non può prescindere dall’esperienza e dal coinvolgimento plurisensoriale.

Piccolo Mondo Antico festival proseguirà nel periodo natalizio sempre all’interno della programmazione de “Il Capodanno più lungo del mondo”, con variegate proposte nella serata di San Silvestro per offrire alle famiglie lì opportunità di un Capodanno al Museo tutti insieme.

L’iniziativa è organizzata dai Musei Comunali di Rimini con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini,  l’Istituto per i beni artistici, culturali e naturali della Regione Emilia-Romagna e con la Società editrice Il Mulino. Il Festival si svolge  in collaborazione con Ufficio Scolastico Provinciale di Rimini.

Come già per le edizioni precedenti hanno concesso il patrocinio la Regione Emilia-Romagna, il Dipartimento di Storia Culture Civiltà  – Alma Mater Studiorum Università di Bologna,.l’Ordine dei Medici Chirurghi Odontoiatri con la  Scuola di Storia della Medicina.

il Festival ha come media partner la Rivista “Archeo” e si avvale del supporto di Lepida spa e del contributo della Lega Coop Romagna.

Cura e organizzazione di Angela Fontemaggi, Orietta Piolanti (Musei Comunali di Rimini),Valeria Cicala (IBACN), Antonella Sambri (Il Mulino).

http://antico.comune.rimini.it/

 

LE MOSTRE DEL FESTIVAL AL MUSEO DELLA CITTÀ

 

Affreschi romani ad Ariminum. Per la riscoperta di un patrimonio

7 dicembre 2017- 11 febbraio 2018

La mostra documentaria dedicata agli intonaci delle domus di Ariminum è frutto di una ricerca dell’Università di Padova (dBC) all’interno del progetto scientifico TECT sullo studio e la catalogazione della pittura romana in Italia Settentrionale.

In occasione dei dieci anni dall’apertura al pubblico della domus del Chirurgo, il percorso vuole richiamare l’attenzione sul patrimonio archeologico di Rimini e, in particolare, sulle testimonianze pittoriche di età romana, ancora poco conosciute.

A cura di Francesca Fagioli, Riccardo Helg, Angelalea Malgieri, Monica Salvadori

La Seconda Soglia

7 dicembre 2017-7 gennaio 2018

L’esposizione nasce da una residenza artistica dell’artista Elisabetta Casella durante la quale si è confrontata con alcuni oggetti del Museo degli Sguardi.

Denise Lombardi si è occupata  dell’analisi e della selezione delle opere simbolicamente rappresentative di istanze che percorrono i diversi sciamanismi: la cura, la divinazione e la paura, declinate in maniera differente nelle varie culture.  Coordinamento e documentazione della residenza artistica di Francesca Fiorito

Progetto di Denise Lombardi e Francesca Fiorito in collaborazione con l’ISUR (Scuola Superiore di Filosofia Orientale Comparativa)

I miti e gli eroi

7-9 dicembre

Il Festival accoglie gli elaborati degli studenti dell’I.C.Igea, Bellaria – Igea Marina, Scuola secondaria di I grado, nell’ambito del progetto “I miti e gli eroi”.

Un laboratorio didattico di lettura dei racconti, dai miti costitutivi della cultura greca della creazione: da Prometeo, Pandora, Demetra e Proserpina, Teseo e il Minotauro, ai miti omerici e agli eroi della guerra di Troia.

Un percorso dal mito alla filosofia e all’etica, ripreso e osservato con il disegno e l’approfondimento sulle opere della cultura classica.

Progetto espositivo a cura di Alessandro La Motta. In collaborazione con le docenti Sara Cotti, Chiara Franchini, Valentina Marra.

Xilografia (1924-1926). Un’utopia grafica italiana del primo Novecento

Far e Museo della Città fino al 10 dicembre

La mostra, dedicata a una delle più antiche tecniche di produzione e riproduzione delle immagini, l’incisione su legno,  presenta una selezione di più di cento incisioni originali tratte dalla storica rivista faentina “Xilografia”, curata e diretta da Francesco Nonni, in una delle edizioni ancora in possesso degli editori Lega di Faenza.

A cura di Alessandra Bigi Iotti

Sciamanismi e Arti Performative

La seconda soglia

Cosa significa esperire l’altrove? Un altrove fisico e metaforico, costituito da materia altra da noi e abitato da entità sconosciute e lontane nel tempo e nello spazio. Cosa accade quando attraversiamo la soglia che separa il nostro vivere e sentire comune da altre modalità dell’esistere? Queste sono alcune delle domande che animano il progetto “La Seconda Soglia” grazie al quale si potranno scoprire gli aspetti salienti dello sciamanismo attraverso due conferenze e una mostra presso il Museo della Città di Rimini. Le conferenze affronteranno la dimensione storica e contemporanea delle pratiche sciamaniche. La mostra permetterà di osservare le opere create al momento della residenza artistica di Elisabetta Casella capace di mettere in dialogo alcuni oggetti “esotici” della collezione presente al Museo degli Sguardi con il proprio percorso estetico e artistico. L’esposizione “La Seconda Soglia” è un racconto visivo capace di toccare temi universali, narrati secondo la levità estetica e la profondità intellettuale che caratterizzano la produzione artistica di Casella.

Conferenze:

Sonia Migani “Sciamanismo: un incontro tra scoperta e invenzione. Sguardi e letture nelle collezioni etnografiche riminesi”.

Denise Lombardi “Il Neo-sciamanismo in Occidente come forma di Primitivismo terapeutico”.

Elisabetta Casella (Piacenza 1973)

·       2017 Sipario Ducale, Palazzo Farnese, Piacenza

·       2017 Nidi, Rocca Sillana, Pomarance, Pisa

·       2016 Fuoco e fiamma, Groppi, Piacenza

·       2014 Elisabetta Casella Opere, Supernova Gallery, Palazzo Bottigella Gandini, Pavia

·       2013 SGN, Galleria Hangart, Pavia

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L’Alliance Francaise a Bologna in Via De Marchi, 4,  ospita una mostra di acquarelli, realizzati da Edgardo Battiston, e raffiguranti una serie di ritratti femminili su carta e tela, risultato di alchimie giocate tra pigmenti monocromi, gesso, acqua, sale e matita.
L’ispirazione nasce da un racconto lungo di Balzac “Le chef d’oeuvre inconnu” / “Il capolavoro sconosciuto” che affronta il tema della pittura e delle sue implicazioni esistenziali.

Interviene: Milena Dalmonte
Letture a cura del gruppo Legg’io di Amalia Cosi, Roberta Graziani, Donatella Zanghi.

Edgardo Battiston vive e lavora a Bologna. Interessato fin da giovane al mondo dell’arte, ha studiato illustrazione presso la N.Y. School of Arts frequentando successivamente per un quadriennio la scuola di figura tenuta dal prof Mazza presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna.
Interessato alla pittura figurativa e utilizzando sottili strati di pittura ad olio, ha dipinto ritratti a grandezza naturale e scenari urbani notturni, fissati in attimi quotidiani colti in movimento. Ha esposto in diverse gallerie nazionali e bolognesi mantenendo la propria cifra stilistica, caratterizzata da immagini sfocate e colori non urlati.

Inaugurazione, giovedì 7 dicembre, ore 18.
La mostra sarà visitabile fino a giovedì 21 dicembre.

 

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Un’esistenza piena, metà donna metà sirena di Renato Barilli 

Una certa tradizione popolare aveva inventato la leggenda di qualche maga cattiva che veniva a rapire una neonata perfetta sostituendola con una creatura malaticcia di un potente del luogo. Da ciò Pirandello aveva ricavato l’ultimo capolavoro della sua carriera “La favola del figlio cambiato “. 

E’ un libro d’arte, un living book, un quasi e-book, un libro, un catalogo? Oppure tutte le cose assieme ? questa raccolta di materiali  di Antonietta Laterza ci narra la sua storia di cantautrice disabile con un sé collettivo, gli anni del movimento femminista, le scelte amplificate della soggettività dalla sua musica di cantautrice , paroliera ,performer, artista, conduttrice, scrittrice…

Dice Daniela Calanca  docente Unibo, Dipartimento di Scienze per la qualità della vita

“…ci si pone l’obbiettivo di raccogliere e catalogare l’ingente materiale conservato da Antonietta Laterza,artista e cantautrice in carrozzina, durante il suo percorso artistico professionale, come prima donna diversamente abile nel mondo della musica, della televisione, dello spettacolo e dei media in Italia e, molto probabilmente nel mondo, attualmente certificata “…( Daniela Calanca e Gianluigi Di Giangirolamo)

Ma andiamo con ordine, l’etimologia di libro dizionario  Treccani  online  “Complesso di fogli della stessa misura, stampati o manoscritti, e cuciti insieme così da formare un volume, fornito di copertina o rilegato“ ci porta al catalogo OPAC che cataloga  il libro di Antonietta Laterza :

Sirena cyborg : l’evoluzione della donna diversamente abile nei media dagli anni ’70 a oggi : mostra multimendiale / Antonietta Laterza ; presentazione di Renato Barilli.  -[S.l.] : [s.n.], stampa 2017 (Bologna : Moderna Industrie Grafiche). – 293 p. : ill. ; 22×31 cm.  Note: Catalogo della mostra tenuta a Bologna in Palazzo d’Accursio dal 22 ottobre all’8 novembre 2015 ; curatore Alfonso Maffini ; assistente tecnico Claude Vannucci.

Il catalogo, con fonti illustrate e documentate dell’attività di Antonietta Laterza è effettivamente visibile, anche se di carta, può essere considerato un catalogo digitale, dura 6,58 ore e 35 secondi, ha una dimensione di 640 mb. e ha 296 pagine.

(Attualmente il libro si  può consultare al Centro di Documentazione Arcigay Cassero e in Sala Borsa )

I contributi video di Antonietta Laterza sono documentati con codici QR e immediatamente si può risalire alla fonte cliccando sull’URL, dal proprio telefonino.Dice Antonietta Laterza che la disabilità, a differenza delle altre condizioni, come la cecità ad esempio, penalizza maggiormente la donna cantante perchè il suo corpo diventa anti-seduttivo per l’immagine. Finchè non è arrivata lei, negli anni ’70 per televisione. Negli USA non ci sono testimonianze come la sua, la cantante popolare americana anni’40 Connie Boswell era una vocalist e non apparve mai in una sedia a rotelle, come il Presidente Franklin Delano Roosvelt. 

Fin da subito Antonietta si propone con il suo impegno non solo nella musica, ma anche con performance, corti, installazioni, presenza scenica ma non solo, sono gli anni ’70 e nascono i primi movimenti femministi : “Negli anni ’70, scrive Antonietta Laterza, a Bologna c’era una costellazione di gruppi di donne, femminili come l’UDI, di impronta politica di sinistra P.C.I. E femministi provenienti dal Movimento studentesco come quello della pratica dell’Autocoscienza e il collettivo Femminista Bolognese e caratterizzato dall’analisi della maternità come base materiale della differenza di genere.”

Antonietta , con la sua maternità realizza un video : Vanessa (la figlia) e le bambole

Accanto all’impegno politico come cantautrice arriva il primo disco con Gianni Sassi della Cramps, e avrà come donna di copertina Valeria Magli che assieme a Nadia Gabi ha collaborato con Antonietta Laterza alla realizzazione del suo disco  “Alle sorelle ritrovate ”

Fa seguito il secondo album

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 al Teatro degli Atti la conferenza di Antonio Paolucci su “Sigismondo e Agostino di Duccio nel Tempio malatestiano” del 30 novembre

Si terrà al Teatro degli Atti di via Cairoli la conferenza di Antonio Paolucci su “Sigismondo e Agostino di Duccio nel Tempio malatestiano”, in programma alle ore 17 di giovedì 30 novembre.

Tante sono state le adesioni pervenute in questi ultimi giorni che hanno convinto gli organizzatori a spostare l’incontro dalla Sala del Giudizio del Museo della Città al teatro, triplicando così i posti disponibili.

L’incontro con Antonio Paolucci è un momento che si è confermato attesissimo, un appuntamento con un grande storico dell’arte che, nato a Rimini nel ‘39, si è distinto per le opere e i ruoli istituzionali di primissimo piano che ha ricoperto nella sua lunga e straordinaria carriera.

Ad Agostino di Duccio, che nel Tempio malatestiano ha lasciato la testimonianza più alta della propria opera, Paolucci dedica la dissertazione “Sigismondo e Agostino di Duccio nel Tempio malatestiano” che conclude l’edizione 2017 del ciclo di incontri “Mente locale” che, nel 600mo anniversario della nascita, quest’anno è stato dedicato alla figura di Sigismondo Pandolfo Malatesta, Signore di Rimini e tra gli indiscussi protagonisti del Rinascimento italiano.

L’appuntamento sarà anche l’occasione migliore che presentare al pubblico intervenuto da parte dell’assessore alle Arti Massimo Pulini alcune anticipazioni sulla mostra, in programma dal 16 dicembre alla Far di piazza Cavour, del fotografo Nino Migliori dal titolo “Lumen. I rilievi di Agostino Di Duccio fotografati a lume di candela”, che proprio dalle opere di Agostino di Duccio nel Tempio malatestiano trae origine.

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Venerdì 24 novembre alle ore 18,30, all’interno di un progetto intitolato “Il fronte in corsia”, sarò qui, in questa meraviglia dell’architettura bolognese, con un evento unico: “Rapporto bianco”.

Il Teatro Anatomico dell’Archiginnasio, progettato nel 1637 dall’architetto Antonio Paolucci detto il Levanti, allievo dei Carracci, fu costruito in legno d’abete e decorato con due ordini di statue raffiguranti in basso dodici celebri medici (da Ippocrate a Galeno, a Marcello Malpighi) e in alto venti dei più famosi anatomisti dello Studio bolognese. La cattedra del lettore, che sovrasta quella del dimostratore, è fiancheggiata da due statue dette “Spellati”, scolpite nel 1734 su disegno di Ercole Lelli, famoso ceroplasta dell’Istituto delle Scienze. Sopra al baldacchino una figura femminile seduta, allegoria dell’Anatomia, che riceve da un putto alato non un fiore, ma un femore.

Nella sacralità di questo luogo, dove venivano vivisezionati i corpi degli uomini, dramma e ironia convivono in modo armonioso: celebrano, con uno spirito tutto felsineo, la bellezza della vita.

C’è poi il soffitto a cassettoni, realizzato nel 1645 da Antonio Levanti, che è decorato con figure simboliche rappresentanti quattordici costellazioni e al centro Apollo, protettore della medicina. Il tema astrologico risale alla tradizione di consultare gli astri prima di procedere alle operazioni o di somministrare farmaci, secondo una concezione della medicina che risente dell’influsso esercitato in tutt’Europa dalla scienza diffusa dagli Arabi fin dai tempi della conquista della Spagna. L’astrologia veniva associata alla medicina, ed ogni parte del corpo era posta sotto la tutela di un segno zodiacale; del resto l’Astrologia continuò ad essere materia di studio anche all’università bolognese fine a tutto il secolo XVII. La decorazione del soffitto riflette un certo modo di concepire l’uomo e la sua vita biologica in rapporto con la natura e il cosmo.

In uno spazio come questo, che già da solo dice tanto avvolgendo totalmente chiunque vi entri, l’onore di poter raccontare una storia: quella di “una” medicina che trovò una nuova vita, nel periodo in cui molti uomini trovarono la morte.

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L’ A R I E T E artecontemporanea

IL TEMPORALE NON ESISTE

Rudy CREMONINI  |  Giulia MANFREDI

installazione sonora di   Marta COLETTI

a cura di Eli Genuizzi Sassoli de’Bianchi

opening sabato 11 novembre 2017 ore 18

L’ A R I E T E via D’Azeglio 42 Bologna

11 11 > 12 12 2017 | Info 348 9870574

lun gio ven sab 16|19   mar mer 16|18

 

E’ il tempo dell’aion, dell’eterno divenire.

Tesoro Bianco, di Rudy Cremonini, a testimonianza del passaggio dell’uomo, il cui volto si è fatto scultura, e poi pittura. Bianco, della materia dei sogni, osserva immutabile lo scorrere del tempo. Tracce di malinconia addensano di grigio le orbite, scavate nel solco della memoria, ne avvolgono il corpo per sottrarlo al fondo intriso di rossi che, a guisa di sipario, lo separa dalla natura che, tutt’intorno lo circonda. L’occhio che guarda attraverso cancelli, che si tingono del rosa antico di un glicine intriso di ferro; lo sguardo che penetra la densità umida e soffocante di una serra, il pacato, nostalgico ed innaturale silenzio di uno zoo. Il gesto pittorico si sofferma ad osservare la drammatica compostezza di una natura compressa ed organizzata, quella natura che la mano dell’uomo ha soggiogato e trattenuto ad una forma artificiosa ed innaturale. In ‘The crying light’ il tronco, flebile e sottile del bonsai trattiene a stento la grande chioma variegata sui toni dei rosa venati di grigio, che porta in nuce tutta la forza di un grande albero. Al tempo stesso, è anche un gesto protettivo, una carezza di cera, ad avvolgere i piccoli rami, resi immobili ed imperituri dalla colata preziosa di metallo ed imbrigliati dal calore della resina, entro la quale acquisiscono i bagliori dell’oro, nell’opera di Giulia Manfredi. La giovane artista si sofferma ad indagare l’universo che ci circonda, sperimenta accostamenti inediti tra materiali diversi, rami, resine, vegetali, cristalli di sale, si prestano allora ad assumere una nuova forma, per farsi simulacro. E’ anzitutto un’esigenza di contenimento, per Giulia Manfredi. L’immensità della natura da circoscrivere ad una forma imperitura, e che ne preservi, in eterno, l’inalterata presenza. Rami che si confondono con le radici, in uno sdoppiamento di visione che si allarga ad accogliere, nell’opera, anche ciò che l’occhio non vede, ma che pure esiste. Tracce di pensieri che avvolgono, a guisa di filo conduttore, il percorso dei due artisti, nel tentativo di cogliere, attraverso due linguaggi artistici differenti, ma paralleli, lo stesso sentire. Un piccolo scrigno, questa volta di Rudy Cremonini, conserva la memoria sacra dell’uomo, preziosa come e più della vita stessa e si staglia su un fondo intriso di rosso denso di passione. Non a caso il titolo: Infinito protetto. Restiamo in ascolto, il nostro sguardo si fa pensiero, nel tentativo di cogliere le tracce-radici di un sentire lontano. Ed è un microcosmo di suoni, di rumori più o meno definiti, sottofondo per una campionatura di cinguettii elettronici (da registrazioni di animatronic), stranianti ed ipnotici, che si susseguono, in un andamento ritmico, quasi da cronometro. L’installazione sonora ‘Larry Bird’, della giovane musicista Marta Coletti, ci trasporta in un’atmosfera ove tutto pare restare sospeso. E’ forse il simulacro di una natura, minacciosa e tetra, che si riappropria dello spazio che la mano dell’uomo ha sottratto, quello ipotizzato dallo strumento elettronico? O forse, questa è soltanto una delle ipotesi possibili.

Esiste una porta, una via di fuga. A noi di aprirla oppure no.

Dopotutto, il temporale non esiste.

 

Eli Genuizzi Sassoli de’ Bianchi

 

 

Rudy Cremonini (Bologna 1981) laureato all’Accademia di Belle Arti di Bologna, appartiene alla generazione di artisti presenti e apprezzati in Europa e Stati Uniti che hanno saputo dare nuovo slancio all’aspetto narrativo della pittura contemporanea. Attualmente opera in Italia e Germania. Fra i progetti recenti la mostra ‘Le jardin interieur’ nella sede dell’Istituto Italiano di Cultura a Strasbourg (F). Vive e lavora a Bologna | Rudy Cremonini Portfolio

 

Giulia Manfredi (Castelfranco Emilia 1984) si laurea nel 2008 all’Accademia di Belle Arti in Pittura con una tesi sulla videoarte e le tecnologie satellitari. Ha vissuto a Berlino dal 2006 al 2014 dove ha seguito corsi all’UDK in comunicazioni visive e in belle arti con la docente Hito Steyerl. A Berlino ha collaborato con un collettivo di artisti internazionali con cui ha organizzato numerose mostre e progetti. Nel 2017 ha vinto la quinta edizione del premio Cramum, ha esposto in numerose città italiane ed europee, attualmente vive e lavora a Roma | Giulia_Manfredi_Portfolio.pdf

 

Marta Coletti (Ponte dell’Olio 1983). Lo studio della musica classica la porta ad esplorare le infinite declinazioni dei linguaggi musicali. Attualmente frequenta il corso di musica elettronica al Conservatorio di Parma.

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