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Archive for the ‘Arte e Cultura’ Category

I MERCOLEDÌ DI SANTA CRISTINA
Incontri con l’arte 2020
Ciclo di conferenze e di presentazioni di libri su temi della storia dell’arte nelle sue più diverse manifestazioni e metodologie
a cura di
Daniele Benati e dei docenti di Arti visive

Mirando a un confronto sempre stimolante e propositivo, il Dipartimento delle Arti dell’Università di Bologna si apre alla Città, organizzando un ciclo di conferenze e di presentazioni di libri su temi della storia dell’arte nelle sue più diverse manifestazioni e metodologie. L’intento è mostrare la vitalità e la ricchezza di prospettive con le quali sono oggi praticati la ricerca e l’insegnamento delle discipline storico-artistiche.
Gli incontri hanno luogo alle ore 17 nell’Aula Magna di S. Cristina (p.tta Morandi 2, Bologna), sede delle sezioni di Arti Visive del Dipartimento delle Arti. Ciascuno di essi è introdotto da un docente del Dipartimento.

12 febbraio
Conflitti, rivendicazioni, restituzioni: opere d’arte contese negli anni Venti e Trenta del Novecento
Donata Levi (Università di Udine)
coordina Luca Ciancabilla

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I MERCOLEDÌ DI SANTA CRISTINAin Piazzetta Morandi 2  a Bologna ad ingresso libero

Incontri con l’arte 2020
Ciclo di conferenze e di presentazioni di libri su temi della storia dell’arte nelle sue più diverse manifestazioni e metodologie
a cura di Daniele Benati e dei docenti di Arti visive

Mirando a un confronto sempre stimolante e propositivo, il Dipartimento delle Arti dell’Università di Bologna si apre alla Città, organizzando un ciclo di conferenze e di presentazioni di libri su temi della storia dell’arte nelle sue più diverse manifestazioni e metodologie. L’intento è mostrare la vitalità e la ricchezza di prospettive con le quali sono oggi praticati la ricerca e l’insegnamento delle discipline storico-artistiche.
Gli incontri hanno luogo alle ore 17 nell’Aula Magna di S. Cristina (p.tta Morandi 2, Bologna), sede delle sezioni di Arti Visive del Dipartimento delle Arti. Ciascuno di essi è introdotto da un docente del Dipartimento.

5 febbraio
Il gioco del gatto e del topo: il conoscitore e il falsario
Michel Tarpin (Université Grenoble-Alpes)
coordina Sandra Costa

12 febbraio
Conflitti, rivendicazioni, restituzioni: opere d’arte contese negli anni Venti e Trenta del Novecento
Donata Levi (Università di Udine)
coordina Luca Ciancabilla

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Ciclo di conferenze e di presentazioni di libri su temi della storia dell’arte nelle sue più diverse manifestazioni e metodologie.

A cura di Daniele Benati e dei docenti di Arti visive

Mirando a un confronto sempre stimolante e propositivo, il Dipartimento delle Arti dell’Università di Bologna si apre alla Città, organizzando un ciclo di conferenze e di presentazioni di libri su temi della storia dell’arte nelle sue più diverse manifestazioni e metodologie. L’intento è mostrare la vitalità e la ricchezza di prospettive con le quali sono oggi praticati la ricerca e l’insegnamento delle discipline storico-artistiche.

https://site.unibo.it/damslab/it/eventi/i-mercoledi-di-santa-cristina-2020

Gli incontri hanno luogo alle ore 17 nell’Aula Magna di S. Cristina (p.tta Morandi 2, Bologna), sede delle sezioni di Arti Visive del Dipartimento delle Arti. Ciascuno di essi è introdotto da un docente del Dipartimento.

► 29 gennaio
“Immagini e preghiera: i Libri d’ore nel tardo Medioevo”
Francesca Manzari (Sapienza Università di Roma)

► 5 febbraio
“Il gioco del gatto e del topo: il conoscitore e il falsario”
Michel Tarpin (Université Grenoble Alpes)

► 12 febbraio
“Conflitti, rivendicazioni, restituzioni: opere d’arte contese negli anni Venti e Trenta del Novecento”
Donata Levi (Università degli Studi di Udine)

► 19 febbraio
!Pay Attention”
Cristiana Collu (Direttrice La Galleria Nazionale, Roma)

► 26 febbraio
“Duchamp, la scienza dell’arte”
Marco Senaldi (Università degli Studi di Milano-Bicocca)

► 4 marzo
“Da allievo di Tiziano a maestro di Caravaggio: il singolare destino di Simone Peterzano”
Francesco Frangi (Università degli studi di Pavia)

► 11 marzo
“Opere interminabili: arte, XXI secolo, epica”
Vincenzo Trione (Iulm Università)

► 18 marzo
“Echi bolognesi nella pittura abruzzese della seconda metà del Trecento: la cappella di San Tommaso d’Aquino nella chiesa dei domenicani all’Aquila”
Cristiana Pasqualetti (Università degli Studi dell’Aquila)

► 25 marzo
“Le ‘maniere’ di Raffaello”
Silvia Ginzburg (Università Roma Tre)

► 1 aprile
“Curare mostre di fotografia”
Francesco Zanot (Direttore artistico Foto/Industria – MAST, Bologna)

► 8 aprile
“Sfida al Barocco. Roma Torino Parigi 1680-1750”
Michela Di Macco (Fondazione Roma Sapienza)

► 22 aprile
“Raffaello architetto in Vaticano”
Vitale Zanchettin (Responsabile restauri e servizi scientifici, Musei Vaticani

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Trasmetto all’attenzione delle SsVvIllme copia aggiornata della petizione, le cui sottoscrizioni sono tuttora in corso, ad opportuna  integrazione della documentazione utile  alla disamina della Commissione Toponomastica che si terrà domani 21.1.2020.
Invito a soppesare i dati storici e giuridici offerti in disamina nel corpo della petizione.

All’esito del sopralluogo avvenuto l’altro giorno, così si presentava Via del Limbo, mentre via del Purgatorio si percorre solo longitudinalmente fra un mare di urina (come interno Galleria).

Obiettivamente, il tutto è indecoroso sotto ogni profilo urbanistico ma anche offensivo del senso estetico e del concetto di decoro del centro storico.

Con Bononia Civitas Docta parte da questo momento un gruppo di lavoro trrrotoriale e tematico che rivolge al Sindaco due  prime proposte:

-offrire guardiania (gallonata, decorativa, fissa stile Grand Hotel), in Galleria Acquaderni (arredata con passatoie rosse e luci funzionanti), proveniente da scambio reddito di cittadinanza.
Come un tempo, chiudere la  Galleria con i soli cancelli ad ora fissa, mantenendola fruibile, “salotto buono”, salotto cittadino per conferenze e mini concerti eleganti e sostenibili (una volta, erano i caffè chantant).

– recuperare le stradine e i palazzetti a norma storica e affiggere ovunque lungo i percorsi, le locandine a doblone di color marron che a suo tempo il Comune diffuse nel centro storico, con le opportune spiegazioni e dati storici sui palazzi e sulle  famiglie che li abitarono.

Questo consentirebbe di rilanciare il lavoro artigianale e conservativo edile e di pensare al Ghetto in Unesco: ricordo a tutti che nel piccolo territorio abbiamo l’antica Sinagoga (Via dell’Inferno); la Cappella dei Guarini (e la cura delle malattie veneree), i mitico palazzo Torre Prendiparte e Palazzo Bocchi (unicum nazionale per la scritta, ebraica per i non ebrei,  che, si diceva, proteggesse esotericamente il ghetto) oltre un Ghetto perfettamente conservato ancora, pensiamo,  negli interni urbani.

Con una struttura urbanistica particolare: da via del Limbo si scende in via del Purgatorio, si scende in via dell’Inferno, si arriva alla Sinagoga.
E si va fuori, nel complesso longobardo e non più romanico.

Tante suggestioni, con il senso ironico di una inquisizione che non ha mai toccato la comunità, limitandosi a nominare le strade (così  confermando la nomea protettiva dell’iscrizione di Palazzo Bocchi).

Con tutto  l’orgoglio di essere stata nel 2009 proprio Bononia Civitas Docta, ad indicare la via maestra del rilancio dei primati bolognesi e della loro  declinazione turistica, che ha dato respiro alla tradizione culinaria, musicale, vogliamo oggi invitare il Sindaco, nostro Presidente onorario, e la città tutta, a trasferire parte dell’attenzione dal comparto alimentare (la Grassa), al comparto culturale (la Dotta).

Sapendo che questo patrimonio culturale, di inestimabile valore, consentirà alla città di lavorare per anni alla valorizzazione turistica di qualità.

Ritrovando la propria Anima.

Partiamo, dunque, dal Quadrilatero Bentivoglio, e dall’ex Ghetto ebraico.

Signor Sindaco,
Libero Comune,

Partiamo dunque?

Grazie  a tutti per l’attenzione.

Cordialmente
Bononia Civitas Docta
(La Presidente)
Dott. Antonella Miriello Le foto attuali della zona

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L’esposizione, curata da Chiara Dall’Olio, presenta sei installazioni video e fotografiche, che si interrogano sul significato di concetti come “identità”, “nazione”, “rito” e sulle valenze anche politiche che, oggi più che mai, queste parole hanno nel mondo contemporaneo. In un’Italia e in un’Europa che stanno affrontando tensioni nazionaliste e spinte separatiste, l’artista offre spunti di riflessione di grande interesse e sprona a sua volta il pubblico a interrogarsi sul senso di questi temi.

Il percorso espositivo che si diffonde su due piani di Palazzo Santa Margherita, si apre con il video in bianco e nero The Recorder Player from Sheikh Jarrah, l’opera più documentaria fra quelle presentate, in cui una ragazza suona un flauto dolce davanti ai militari israeliani schierati in occasione delle manifestazioni contro l’espulsione dei residenti musulmani dai dintorni di Gerusalemme a opera dei coloni israeliani.

La mostra prosegue con il video Tashlikh (Cast Off)l’unico in cui non sono riprese né persone, né azioni, ma solo oggetti simbolo appartenuti a uomini e donne che hanno subito persecuzioni e genocidi nell’ultimo secolo, non solo quello perpetrato al popolo ebraico, ma anche a quello armeno, della ex Jugoslavia, dei paesi africani.Il titolo Tashlik – che tradotto in italiano significa gettar via– fa riferimento a una pratica antica dell’Ebraismo, usualmente eseguita nei giorni che portano dalla fine dell’anno vecchio all’inizio di quello nuovo, in cui i peccati dell’anno precedente sono simbolicamente rappresentati da un oggetto, che viene gettato nell’acqua corrente. In questa opera, Yael Bartana lascia fluire oggetti personali come abiti, fotografie, sciarpe che riportano immediatamente alle etnie di appartenenza, che cadono dall’alto su uno sfondo nero e sembrano affondare come se si trovassero nell’acqua.

Nelle sale superiori di Palazzo Santa Margherita, si trova la doppia proiezione di Summer Camp / Avodah. In questo caso, l’artista riprende l’estetica del film Avodah, diretto nel 1935 da Helmar Lerski che sollecitava gli Israeliani a tornare in Patria per edificare uno stato ideale sionista, per ribaltarne la prospettiva e presentare un filmato nel quale racconta la ricostruzione di una casa palestinese – distrutta dalle autorità Israeliane – da parte degli attivisti del Comitato Israeliano Contro la Demolizione delle Case. Il visitatore sarà poi invitato a entrare nella stanza, dove è proiettato True Finn. L’ambiente riprende quello del salotto della casa nella campagna finlandese, dove si è svolta la performance, chiamata appunto True Finn,che ha visto otto residenti finlandesi di etnie, religioni e provenienze differenti, interrogarsi sul significato dell’essere finlandesi. In quest’opera Bartana si confronta con i meccanismi coinvolti nella costruzione di un’identità nazionale in un contesto completamente differente da quello delle sue origini e sceglie di farlo utilizzando una parodia da reality show.

La rassegna prosegue con il video A Declaration– presente nella collezione della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena – un’opera importante nella carriera di Yael Bartana, in quanto è la prima in cui l’azione ripresa non appartiene alla realtà, ma a una finzione cinematografica creata dall’artista e che documenta un gesto fortemente simbolico, ovvero quello di sostituire la bandiera israeliana, presente su uno scoglio della baia di Jaffa, con un albero di olivo. Diversi sono i livelli di significato: l’ulivo, oltre a essere il simbolo universale della pace, è anche quello della nazione palestinese, e il gesto di piantarlo è una citazione dell’ideologia sionista dell’invito al ritorno del popolo ebraico alla terra natale.

La citazione del medesimo stile si riafferma anche nell’ultima stanza in cui è allestita l’installazione fotografica The Missing Negatives of the Sonnenfeld Collection (After Herbert and Leni Sonnenfeld)per la quale Yael Bartana ha scelto alcune immagini dall’immenso archivio dei due fotogiornalisti Leni e Herbert Sonnenfeld che hanno documentato la Palestina / la Terra di Israele fra il 1933 e il 1948. Adottando lo stesso stile eroico, l’artista ricrea le scene delle fotografie originali, usando giovani arabi ed ebrei arabi come modelli, che interpretano figure di contadini, lavoratori e soldati, belli, gioiosi e pieni di speranza, per dare immagine a un momento utopico che sfida l’etica del movimento sionista.

Inaugurazione: venerdì 15 novembre 2019, ore 18

Periodo mostra: 15 novembre 2019 – 13 aprile 2020

Palazzo Santa Margherita
Corso Canalgrande 103, Modena

Orari

Mercoledì-giovedì-venerdì: 11-13 / 16-19

Sabato, domenica e festivi: 11-19

Ingresso

Intero €6,00| Ridotto €4,00

Ingresso libero: mercoledì | prima domenica del mese | 12 ottobre Giornata del Contemporaneo

Informazioni

Tel. +39 059 2032919 | http://www.fmav.org

 

Ufficio stampa FONDAZIONE MODENA ARTI VISIVE
Irene Guzman | T. +39 349 1250956 | Email i.guzman@fmav.org

Ufficio stampa
CLP Relazioni Pubbliche | Stefania Rusconi | tel. 02.36755700 | stefania.rusconi@clponline.it | http://www.clp1968.it

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Alla Fondazione Zeri, in Piazzetta Morandi , 2 a Bologna avranno luogo alcune presentazioni

Giovedì 24 ottobre, ore 17.30

Cinzia Maria Sicca
presenta il volume
PER DILETTO E PER PROFITTO. I RONDININI, LE ARTI, L’EUROPA
di Cristiano Giometti e Loredana Lorizzo

Saranno presenti gli autori

Ingresso libero

YOUTUBE

Sono online nel canale YouTube della Fondazione Federico Zeri le videoregistrazioni integrali degli Incontri in Biblioteca 2019.

Fondazione Federico Zeri
piazzetta Giorgio Morandi 2
40125 Bologna
tel. +39 051 2097 486
fondazionezeri.info@unibo.it
http://www.fondazionezeri.unibo.it

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Si rinnova a palazzo Malvezzi l’appuntamento con il ciclo di conferenze curato dalle professoresse Vera Fortunati e Irene Graziani dal titolo “Il Genio della Donna” dedicato alle donne nel mondo dell’arte. Titolo degli eventi che si terranno fino a dicembre è “Donne e arte in Europa: varietà di sguardi tra età moderna e contemporanea”.

Ad aprire gli incontri sarà la professoressa Alessandra Borgogelli che martedì 22 ottobre interverrà sul tema “Le donne di Giovanni Boldini (1842-1931)”. Sono proprio le immagini femminili a rendere famoso Giovanni Boldini, che risiede a Parigi, città che allora funge da calamita per il bel mondo internazionale. L’universo di Boldini però attinge, oltreché dall’“alto”, anche dal “basso”. Così il senso della femminilità viene colto in modo orizzontale e sempre secondo una rappresentazione dinamica, la stessa che l’artista ritrova nei cavalli in corsa o negli oggetti, tutti dotati dello stesso agitato “animismo” delle belle signore.

Gli altri appuntamenti in programma (gli incontri si terranno tutti alle ore 17.30 a palazzo Malvezzi, via Zamboni 13, sede della Città metropolitana)

giovedì 14 novembre
Liana Cheney
Le immagini mitiche di Evelyn de Morgan: Misteri e Rivelazioni Pre-Raffaellitiche

giovedì 28 novembre
Giovanna Perini Folesani
Carla Caterina Patina e l’invenzione del libro d’arte illustrato

giovedì 5 dicembre
Beatrice Buscaroli
Camille Claudel: talento e destino

Ciclo di conferenze è promosso dalla Città metropolitana di Bologna in collaborazione con il Dipartimento delle Arti, Alma Mater Studiorum – Università di Bologna.
Il ciclo si tiene nell’ambito delle attività del “Centro di documentazione per la storia delle donne artiste in Europa”, che ha sede in via della Rondine 3 a Bologna.

Nella foto la sala di Palazzo Malvezzi dove saranno tenute le conferenze in Via Zamboni, 13 a Bologna

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