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Archive for the ‘Incontri’ Category

                   

Sabato 17 febbraio 2018, ore 17

 

Biblioteca Gambalunga, Sala Cineteca
ingresso libero e gratuito

Benedetta Piazzesi

presenta Così perfetti e utili. Genealogia dello sfruttamento animale (Mimesis, 2015)

Dopo il grande successo del primo incontro, continua “Tra umani e animali. Questioni di specie”, la rassegna organizzata dall’Istituto di Scienze dell’Uomo di Rimini con la collaborazione della Biblioteca Gambalunga. Sabato 17 febbraio, alle ore 17, presso la Sala della Cineteca, Benedetta Piazzesi, studiosa di filosofia e antropologia, presenterà il libro Così perfetti e utili. Genealogia dello sfruttamento animale (Mimesis, 2015), un saggio sul potere zootecnico. Dal mondo agricolo preindustriale al moderno allevamento biologico, i processi storici che hanno modificato i metodi e le finalità di sfruttamento animale, qui osservati secondo linee di continuità e momenti di svolta. Secondo una prospettiva sensibile ai concetti di fondo della politica moderna è messa in luce la circolazione di queste categorie tra dentro e fuori il luogo apparentemente non politico dell’allevamento. Ciò permette di sondare la parentela tra l’istituzione zootecnica e gli altri istituti di sapere-potere che si vanno formulando in quella medesima età dell’oro delle scienze che si situa tra rivoluzione scientifica e rivoluzione industriale. Sotto questa lente le tecniche di governo sui non umani ci appaiono a tratti inedite, a tratti spiranti una certa “aria di famiglia” comune ad altri luoghi di potere, dove i viventi sono resi perfetti in quanto utili e in cui è portata a compimento l’utilità della perfezione. Un’interrogazione delle orme lasciate dagli animali nel passato, utile per il presente nella proposta di una messa in mora di letture destoricizzanti e metafisiche che investono sia i soggetti animali che il potere che ci coinvolge.

Benedetta Piazzesi

Studiosa di filosofia e antropologia, dottoranda in Filosofia presso la Scuola Normale Superiore di Pisa, dove lavora al problema della soggettività animale nella filosofia contemporanea. Fa parte della redazione di “Liberazioni. Rivista di critica antispecista” e ha pubblicato per Mimesis “Così perfetti e utili. Genealogia dello sfruttamento animale” (2015) e “Un incontro mancato. Sul fotoreportage animalista” (2017). Insieme a G. Mormino e R. Colombo, di recente ha pubblicato per Cortina “Dalla predazione al dominio. La guerra contro gli animali”.

Info: Biblioteca Gambalunga – tel. 0541 704486 – fax 0541704480 

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Sabato 10 febbraio 2018, ore 17

Biblioteca Gambalunga, Sala Cineteca
ingresso libero e gratuito

Margherita D’Amico

presenta Socrate 2896 (Bompiani, 2016)

Al via sabato 10 febbraio, alle ore 17, la rassegna “Tra umani e animali. Questioni di specie”, la rassegna organizzata dall’Istituto di Scienze dell’Uomo di Rimini con la collaborazione della Biblioteca Gambalunga sulla “questione animale”, oggetto di interesse e di studio per molti filosofi contemporanei. Ospiti dei tre appuntamenti saranno la giornalista e scrittrice Margherita d’Amico, la filosofa e ricercatrice Benedetta Piazzesi e Massimo Filippi, neuroscienziato e filosofo. I tre incontri si pongono l’obiettivo di impostare in modo consapevole e serio, lontano dall’animalismo da talk show, problemi e prospettive riguardanti la relazione tra il mondo animale e quello umano. La filosofia dovrebbe infatti assumersi il compito di ridefinire l’umano, il modo di pensare la nostra vita nel mondo in relazione agli altri animali e il nostro ruolo nella natura.

Che cos’è l’antispecismo? Che rapporti legano gli umani agli altri animali? Quand’è che l’uomo ha cominciato a considerare gli altri animali come mere risorse da utilizzare? E’ possibile trovare una dimensione umana che non sia strettamente antropocentrica e specista? A queste e altre domande cercheranno di rispondere Margherita D’Amico sabato 10 febbraio, Benedetta Piazzesi sabato 17 febbraio e Massimo Filippi sabato 24 febbraio .

A inaugurare il ciclo di incontri sarà Margherita D’Amico, che presenterà Socrate 2896 (Bompiani, 2016).

Margherita D’Amico: scrittrice e giornalista pubblicista, attivamente impegnata per i diritti dei più deboli, in particolare degli animali, la salvaguardia dell’ambiente e una convivenza più giusta e sostenibile fra l’uomo e le altre specie. Collabora con il Corriere della Sera dal 1989 al 2012 occupandosi dapprima di spettacolo e cultura, quindi specializzandosi in temi umanitari, sociali, ambientali e animalisti. Dal 2012 collabora con la Repubblica. Pubblica il primo romanzo, Rane, nel 1993. Seguono Ritratto con mangusta, Il Secondo di Bordo, L’Aquila delle Scimmie, oltre a romanzi e racconti per ragazzi. Scrive e traduce per teatro, cinema, radio. Nel 1996 pubblica una lunga intervista biografica a sua nonna, la sceneggiatrice Suso Cecchi d’Amico, che nel 2004 darà spunto al documentario Suso racconta. Con Luca Zingaretti, per sostenere i progetti in loco di AMREF, ha realizzato a Gulu, nell’Uganda del Nord, il documentario Gulu-una guerra dimenticata. Nel 2007 esce per la prima volta La pelle dell’orso,che nel giugno 2012 esce nella nuova edizione La pelle dell’orso – dalla parte degli animali (Bompiani), il quale analizza l’ingiustificabile principio su cui si basa l’intera civiltà umana: il mancato riconoscimento dell’identico diritto alla vita di ogni altra specie. In particolare alla difesa degli animali, degli alberi e dei luoghi naturali, Margherita ha dedicato molte inchieste: nella convinzione che benessere, progresso, salvezza, futuro non possano prescindere da una nuova intelligenza nel condividere la Terra con tutti i suoi abitanti. Nel 2017 ha pubblicato con Gallucci Conosco i miei polli. Gli animali ci definiscono.

In occasione delle conferenze, dal 10 al 17 febbraio, presso la Galleria dell’Immagine sarà possibile visitare la mostra fotografica di Stefano Belacchi dal titolo “Un incontro mancato”.

 

Al termine degli incontri si proseguirà con un aperitivo in compagnia dell’autore e con le associazioni aderenti all’iniziativa presso il Bar Lento in via Bertola 52.

Incontri a seguire

Sabato 17 Febbraio ore 17
Benedetta Piazzesi presenta Così perfetti e utili. Genealogia dello sfruttamento animale(Mimesis, 2015)

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Venerdì 2 febbraio 2018
Ore 17
Sala della Traslazione – Convento San Domenico – Bologna
In collaborazione con ERT teatro Nazionale Emilia Romagna

Dialogo e riflessioni sullo spettacolo
Il giorno di un Dio

Fra Giovanni Bertuzzi O.P.
Direttore Centro San Domenico – Bologna
Cesare Lievi
Regista e autore dello spettacolo
Coordina
Marzio Badalì
Lo spettacolo andrà in scena all’Arena del Sole dal 2 al 4 febbraio 2018

Info: Centro San Domenico – piazza San Domenico 12 – 40124 Bologna
tel 051 581718 – fax 051 3395252 – 3404817977- www.centrosandomenico.it

LE ATTIVITÀ DEL CENTRO SAN DOMENICO SONO REALIZZATE GRAZIE AL CONTRIBUTO DI :
FONDAZIONE CASSA DI RISPARMIO IN BOLOGNA, MARCHESINI GROUP, UNICREDIT BANCA, BCC FELSINEA CREDITO COOPERATIVO, cASSA RISPARMIO DI BOLOGNA,  COOPalleanza 3.0, FONDAZIONE UNIPOLIS, GVM (Gruppo Villa Maria)

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Siamo in Via Cesare Gnudi 5 a Bologna presso il Laboratorio di “A scuola di gusto” intitolato a Giorgio Ferriani per partecipare alla presentazione del libro “Come fare il Pane – Il Manuale” scritto e impastato da Antonio Di Benedetto e Maurizio De Pasquale. Il libro esce con la prestigiosa e storica Casa Editrice Hoepli specializzata in manualistica di altissima qualità sino dalla fine del 1800. Il Laboratorio ha la sua sede presso la Associazione Panificatori ASCOM ed è in attività complessivamente da una decina di anni. Il primo direttore è stato Antonio Di Benedetto e oltre duecento sono stati gli allievi che hanno frequentato i corsi. Di Benedetto non ha mancato di sottolineare come questo sia un alimento fondamentale nelle sue varie interpretazioni in tutto il mondo e meriti un grande rispetto, non deve essere sprecato. Erano venticinque anni che non veniva pubblicato un manuale sul pane e questo libro viene a riempire uno spazio importante che era vuoto. Il risultato del lavoro dei due autori è un volume pratico e tecnico professionale che esplica in maniera semplice e chiara le caratteristiche delle materie prime da impiegare oltre alle modalità e alle tecniche di panificazione e per la realizzazione di prodotti da forno, quindi non solo il pane. Rivolto a coloro che operano nel settore e agli aspiranti panificatori può essere assai utile ai semplici appassionati. Verrà adottato dalla “Scuola di gusto” come libro di testo e si presta benissimo alle esigenze formative degli Istituti Alberghieri. L’incontro è terminato con una degustazione di vari tipi di pane, pizza, grissini e crescente usciti nella notte dal forno Di Benedetto che è a San Pietro in Casale abbinati a ottimi salumi, formaggi e buone lasagne. Un grandioso panettone e ottimi pasticcini del forno hanno concluso questo bellissimo incontro.

Umberto Faedi

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Juan Martin Guevara ha presentato a Bologna il suo libro intitolato ” Il Che Mio Fratello” scritto in collaborazione con la giornalista francese Armelle Vincent che tratta del suo rapporto con Ernesto soprannominato Che. Il fratello minore del Che vive a Buenos Aires in Argentina, nazione originaria della Famiglia Guevara de la Serna e durante il regime militare ha passato quasi nove anni in galera a causa della sua attività politica contro il governo e della sua stretta parentela con il Che. Dopo la scarcerazione ha avviato una attività di commercio di sigari cubani e ha fondato l’Associazione “Sulle tracce del Che”. In questo libro svela un Che sconosciuto partendo dagli anni dell’infanzia durante i quali Ernesto ebbe gravi problemi di salute dovuti ad una strana forma di asma a quelli della adolescenza nei quali Ernesto era un ragazzo normale ma molto esuberante, divorava libri e giocava a rugby. Un ragazzo romantico e cocciuto, molto tenero con i fratelli, il prediletto di casa che si laurea a tempo di record in medicina e scrive lettere malinconiche alla Famiglia colpito dalle ingiustizie e dalle miserie viste percorrendo in motocicletta migliaia di chilometri in molti paesi della America Latina. E’ diventato una persona eccezionale: i grandi uomini sono rari ma esistono. Dopo gli appuntamenti nelle librerie ha visitato la sede di Via Battiferro delle Cucine Popolari e ha incontrato amici e giornalisti. La prima sede delle Cucine Popolari voluta da Roberto Morgantini e da sua moglie che nella primavera del 2018 inaugurerà la quarta sede ha accolto Juan Martin Guevara nello stesso modo come ogni giorno accoglie decine di persone sole o in difficoltà. Terminate le interviste e i saluti Juan Martin si è seduto a tavola per mangiare assieme a Roberto e alle tante persone che vanno in Via Battiferro per stare assieme e rifocillarsi, assistiti dai lodevoli volontari che servono a tavola e si alternano in cucina per preparare i piatti e senza i quali l’iniziativa non potrebbe andare avanti. Mentre mangiava le buone tagliatelle al ragù preparate dalle cuoche e dai cuochi volontari ha autografato volentieri molte copie del suo libro scrivendo una dedica a tutti coloro che glielo hanno chiesto. Juan Martin è venuto a Bologna e in Italia con il supporto della Associazione Italia Cuba rappresentata da Mauro Collina che lo accompagnava. Presente la Presidente provinciale dell’ANPI e numerosi giornalisti e fotografi tra i quali Mario Rebeschini, Roberta Ricci e Pasquale Spinelli. Mentre Juan Martin mangiava e autografava i libri un bel gruppo formato da donne africane e musicisti con tamburi e chitarre hanno cantato e suonato la celebre canzone Comandante Che Guevara. È stato davvero un incontro emozionante!

Umberto Faedi

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Creativi, tecnicamente eccellenti, ricchi di citazioni colte, spesso autoironici. Sono gli scatti realizzati dagli ospiti della struttura sanitaria Montecatone Rehabilitation Institute i quali, dopo aver partecipato al corso di fotografia artistica Ri-prendere, progetti di arte e fotografia a cura di Anna Rosati ©, adesso hanno la grande soddisfazione di vedere le loro opere pubblicate in un libro grazie al sostegno dei Rotary Felsinei.

Il volume, vero e proprio catalogo d’arte, si avvale dei testi scientifici curati dalla professoressa Roberta Caldin, Dipartimento Scienze dell’Educazione ‘Giovanni Maria Bertin’, Università di Bologna e referente scientifico del progetto. Il testo che riguarda l’Istituto di Montecatone è stato curato dalla dottoressa Claudia  Corsolini, coordinatrice del Programma Abilitazione e Vita Indipendente. L’analisi critico artistica dei concepts  fotografici, infine, è stata  maturata dalla dottoressa Azzurra Immediato, storica dell’arte.

La pubblicazione, che sarà presentata il 19 dicembre alle ore 16.30 a Montecatone Rehabilitation Institute, Via Montecatone 37 (Imola), raccoglie i lavori dei partecipanti al corso, persone di ogni età e provenienti da ogni parte d’Italia, che hanno scoperto attraverso questo progetto di ‘potersi raccontare’ con un nuovo linguaggio espressivo.  Un risultato emozionante quello ottenuto grazie al percorso Ri-prendere. A condurlo, oltre alla dottoressa Anna Rosati, il collega Gabriele Fiolo, entrambi fotografi professionisti, in collaborazione con l’Associazione WTKG (Willy The King Group) da anni attiva all’interno della struttura e con il supporto degli educatori professionali presso Montecatone R.I., Roberto Messuti e Massimo Renzi.Ri-prendere è un progetto pilota a livello nazionale, si è svolto da settembre 2016 al luglio 2017.

Focus del laboratorio è stato l’insegnamento del linguaggio fotografico, con particolare attenzione rivolta alla realizzazione di immagini artistiche create attraverso l’utilizzo dei vari medium; “il ‘taglio dato a questo progetto – spiegano i due docenti, Anna Rosati e Gabriele Fiolo – voleva che ciascuno potesse porre attenzione prevalentemente all’immagine e al modo di raccontare e raccontarsi, attraverso la creazione di un’opera compiuta e personale”.

Riprendere, infatti, non è stato concepito come corso di fotografia che sviluppasse nozioni tecniche, bensì come percorso creativo ideato e costruito intorno all’idea di generare nuove forme di comunicazione che utilizzassero il linguaggio fotografico.

Intensa è stata l’interazione tra docenti e partecipanti, anche al di fuori delle ore impegnate presso Montecatone, infatti l’aspetto innovativo del percorso è stato lo scambio proficuo delle idee veicolate tramite il cellulare; strumento, quest’ultimo, che per alcuni ospiti si è rivelato fondamentale dopo il rientro a casa, poiché ha permesso loro di essere supportati nella costruzione del proprio progetto artistico, anche ‘a distanza’.

Per la prima volta, dunque, un laboratorio si è esteso anche al post dimissione.  Non è un aspetto da poco. “Il rientro a casa dopo degenze che vanno dai 4 agli 8 mesi o più – spiega Claudia Corsolini –  è per tutti un momento di grandissima difficoltà organizzativa ed emotiva. Le persone, in molti casi devono imparare a convivere con una disabilità.
E’ importante perciò dare loro più strumenti possibili per ridefinirsi; chiamiamo le azioni programmate in questo ambito ‘empowerment’ perché hanno l’obiettivo di aumentare la consapevolezza della persona rispetto al fatto che ha il potere, può trovare una nuova via per realizzarsi”.

I risultati del laboratorio di fotografia sono stati eccellenti, tante citazioni colte, autoironia, talento e immagini che richiamano Magritte, Duchamps, Ghirri; come ad esempio Willy, che ha firmato la propria opera Velasquez a Montese, o Monica Boscarato con La ruota gira, o Jasmine che ha disposto su un cielo africano la propria collezione di calzini, o Stefano Corradini che ha lavorato sul tema della memoria con un progetto intimo ed emozionante. Grazie a questo risultato si desidera sottolineare e valorizzare l’importanza che rivestono le attività ricreative all’interno della delicata sfera riabilitativa presso l’ospedale di Montecatone.

I Rotary Felsinei nel 2017 hanno generosamente attivato la raccolta fondi per la stampa della presente pubblicazione che rappresenta l’atto conclusivo di Ri-prendere, svolto a Montecatone, struttura sanitaria di eccellenza, con cui il Rotary Club di Bologna Valle del Savena, collabora già da alcuni anni in significativi progetti per l’assistenza alle persone ospiti del centro. Il ricavato della vendita del volume Ri-prendere sarà devoluto ad AUS (Associazione Utenti Unità Spinale Montecatone).

Come sottolinea Claudia Corsolini “Era importante che i partecipanti catturassero con la fotografia quel ‘bello’ che aiuta a godersi la vita. Il fatto che non solo tante persone ci abbiano provato, ma abbiano anche scelto di condividere il loro progetto personale in un libro è la prova che insieme abbiamo centrato questo obiettivo”.

Concludendo con le parole della professoressa Roberta Caldin, “raccontare una situazione complessa – anche attraverso la fotografia – permette, infatti, una con-crescita, una co-evoluzione nella quale sono presenti, almeno, due dimensioni fondamentali: una legata all’apprendimento e una legata alla socializzazione; in tal senso, anche quando parliamo di situazioni complesse dobbiamo riferirci a queste due coordinate che devono procedere di pari passo e non una a scapito dell’altra” – e aggiunge – “è necessario e urgente, quindi, un enorme impegno nell’offerta di percorsi introspettivi e relazionali, di narrazione di sé, di confronto e di presa di coscienza delle potenzialità e dei limiti di tutte la persone che vivono un periodo di ‘riabilitazione’, che conducano ad una presa d’atto (non ad una rassegnazione passiva) delle proprie risorse e dei propri vincoli”.

Interverranno:
Roberta Caldin – Referente scientifico del progetto, Università di Bologna Dipartimento di Scienze Dell’Educazione ‘Giovanni Maria Bertin’; Roberto Pederzini – Direttore Generale e Direttore Sanitario di Montecatone R.I.; Claudia Corsolini – Coordinatore Programma Vita Indipendente presso Montecatone R.I.; Roberto Messuti e Massimo Renzi – Educatori professionali presso Montecatone R.I.; Anna Rosati – Ideatrice del progetto; fotografa professionista; Gabriele Fiolo – Fotografo professionista; Azzurra Immediato – Storica dell’arte

Si ringraziano:
Rotary Felsinei che, generosamente, hanno condiviso il service per la realizzazione del volume ‘Ri-prendere’

Parteciperanno all’evento:
Maurizio Marcialis e la consorte Flavia | Governatore Rotary Distretto 2072 Emilia-Romagna e Repubblica di San Marino
Patrizia Farruggia | ass. Governatore
Domenico Lo Bianco | ass. Governatore
Fausto Arcuri | Presid. Rotary Bologna
Gioia Mela | Presid. Rotary Bologna Carducci
Maurizio Fusari | Presid. Rotary Bologna Est
Marino Capelli | Presid. Rotary Bologna Galvani
Onofrio Manno | Presid. Rotary Bologna Nord
Paolo Orsatti | Presid. Rotary Bologna Ovest Guglielmo Marconi
Francesco Serantoni | Presid. Rotary Bologna Sud
Francesco Pannuti | Presid. Rotary Bologna Valle del Samoggia
Amedeo Marozzi | Presid. Rotary Bologna Valle del Savena
Augusto Mioli | Presid. Rotary Bologna Valle dell’Idice

Anna Maria Quaglio | Rotary Club Valle del Savena
Andrea Magalotti | Rotary Club Bologna

 

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