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Archive for the ‘Incontri’ Category

BOLOGNA  – TEATRO DEGLI ANGELI  – Via Massa Carrara 3
Domenica 17 dicembre 2017 alle ore 17 ci sarà il primo incontro di
LIBRO :
Presentazione del libro
di Rita Fortunato dal titolo  ”Che fine ha fatto il gatto con gli stivali? E altri racconti” edizione Persiani Bologna
Decisamente una serie di storie apparentemente banali che in realtà nascondono modi di vita ,in linea col mondo d’oggi e che coinvolgono grandi e piccini in una città come Bologna che vive le contraddizioni della grande città e allo stesso tempo della provincia italiana, fatta di particolarità e peculiarità che le sono propri.
Dove si incontrano modi di vita diversi, dove si crea cultura, modi di fare, di essere ,di atteggiarsi, vicinanza, movimento sotto lo sguardo vigile delle due torri e dei suoi palazzi medievali nonché dell’Università più antica del mondo.
Dentro un’aura fiabesca si snodano tante storie, leggere e meno leggere, creando a loro volta un’atmosfera particolare, magica, perché in fondo la letteratura è un modo di vedere le cose, univoco per lo scrittore oppure condiviso con il lettore che vi si riconosce e che lo sente suo in parte o del tutto e che lo comunica poi agli altri.
Sì perché la letteratura rappresenta un tentativo di comprendere la realtà che ci sfugge e che ,non sempre riusciamo a dominare, perché la letteratura è uno dei tanti campi che l’uomo ha creato per proiettarvi i propri desideri, per divulgare la propria idea di vita, per creare rapporti duraturi con gli altri, per sentirsi pieno e realizzato ,per lasciare qualcosa di sé tangibilmente ai posteri che in qualche modo lo ricorderanno.
Dunque, quello di Rita Fortunato, un libro  ironico e divertente .

Presentazione  dei  LIBRI  D’ARTISTA

L’artista Benedetta  Jandolo  esporrà le opere – libro :

STRANI FRUTTI
CASTELLI IN ARIA
PACHAMANA
ELEMENTI DI BOTANICA PARALLELA – omaggio a Leo Lionni
OPERA DODECAFONICA
LA CITTA’DI ODRADEK – Omaggio a Kafka
BUCCINA DI MARE
VEGETANTE  IDRAULICO

Da Wikipedia
Un libro è un insieme di fogli, stampati oppure manoscritti, delle stesse dimensioni, rilegati insieme in un certo ordine e racchiusi da una copertina.
Il libro è il veicolo più diffuso del sapere.[1] L’insieme delle opere stampate, inclusi i libri, è detto letteratura. I libri sono pertanto opere letterarie e talvolta una stessa opera è divisa in più libri (o volumi). Nella biblioteconomia e scienza dell’informazione un libro è detto monografia, per distinguerlo dai periodici come riviste, bollettini o giornali.
 
Il libro d’artista è un lavoro artistico realizzato sotto forma di libro, spesso pubblicato come edizione numerata a tiratura limitata, sebbene a volte sia prodotto come oggetto unico e venga chiamato appunto unique.
Libri artistici sono stati prodotti usando una vasta gamma di forme, tra cui rotoli, pieghevoli, concertine, fogli rilegati o liberi contenuti in scatole. Gli artisti si sono occupati di stampa e produzione di libri da secoli, ma il libro d’artista si è affermato principalmente nel XX secolo.

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VACANZE ROMANE: incontri e conferenze ma anche laboratori e

momenti di esperienza con visite guidate a tema fra Museo, Domus e Città

 

Sono tante le occasioni che la XIX edizione di Antico/Presente Festival del Mondo Antico “I FERRI DEL MESTIERE. La cultura del prendersi a cuore” offre ai tanti fans dell’antico lnon solo per incontrare grandi personalità della cultura ma anche per conoscere o approfondire la conoscenza della storia di Rimini attraverso i suoi monumenti e i suoi Musei. Un approccio che prevede anche momenti di esperienza con visite guidate a tema fra Museo, Domus e Città, attività laboratoriali rivolte agli adulti e partecipazione a ricostruzioni storiche.

La città romana si svela nel percorso guidato lungo l’asse portante dell’impianto della colonia, il decumano massimo che collega l’Arco di Augusto, il più antico dell’Italia settentrionale, al monumentale ponte in pietra sul Marecchia, voluto da Augusto e terminato da Tiberio. Con una sosta nell’antico foro ove si raccoglie la memoria del passaggio di Cesare dopo aver superato, con le legioni in armi, il Rubicone. Una sorta di “benvenuto” a Rimini che invita ad apprezzare un patrimonio unico, una preziosa eredità del passato arricchitasi, 10 annì orsono, con l’apertura al pubblico della Domus del Chirurgo. L’appuntamento per l’itinerario Benvenuti nella Rimini romana è venerdì 8 dicembre alle ore 10.30 al Museo della Città.

La Domus del Chirurgo e lo straordinario strumentario sono protagonisti del percorso guidato In visita alla Domus (venerdì 8 e sabato 9 dicembre ore 16). Ospiti di Eutyches i visitatori ammireranno le stanze in cui esercitava la sua professione, banchettava, riceveva … per essere affascinati dalla raffinatezza dei mosaici, Quindi, nelle sale del Museo, potranno sorprendersi per la varietà degli strumenti chirurgici e per la ricchezza di vasetti e contenitori per i medicinali, nonché di mortai e bilance per la loro produzione. Quei “ferri del mestiere” che hanno dato il titolo a questa edizione del Festival.

Una visita guidata al sito archeologico di piazza Ferrari (sabato 9 ore 9,30, La Domus del Chirurgo) volta a porre in evidenza le tecniche di costruzione antiche, verrà condotta da M. Luisa Stoppioni nell’ambito del progetto La sostenibilità dal Passato, a cura di DimoraenergiaLab.

La Domus ispira anche il workshop Una bellezza inesplorata. Le decorazioni inedite della Domus del Chirurgo (sabato 9 dicembre ore 16 per ragazzi da 12 anni e adulti), un appuntamento che unisce le generazioni intorno al tema delle pitture parietali oggetto anche della mostra documentaria “Affreschi romani ad Ariminum. Per la riscoperta di un patrimonio” (Museo della Città 7 dicembre 2017-11 febbraio 2018).  Partendo dalla mostra verranno brevemente illustrati materiali mai esposti, provenienti dalla domus del Chirurgo e da altredomus riminesi, nonché la ricerca che ne ha permesso la “riscoperta”. È l’occasione per approfondire la conoscenza di Eutyches, medico eccellente ma anche uomo colto e raffinato.

Scene di vita quotidiana prendono vita nelle ricostruzioni sceniche della Legio XIII Gemina-Rubico (Venerdì 8 dalle ore 10 e Sabato 9 dicembre dalle ore 14,30 alle ore 19). Presso la Domus del Chirurgo, nell’ambito delle due giornate, alle ore 17, sono inoltre previsti Un giorno qualunque nell’antica Rimini (in collaborazione con l’Associazione Culturale SPQR) e Viaggio nella storia della medicina antica, a cura di Giorgio Franchetti. Oltre a ricostruzioni di vita civile i volontari della Legio vestiranno i panni degli antichi militari per animare i luoghi emblematici della città romana e Castel Sismondo.

Il Festival crea anche opportunità di incontri per i giovani coinvolti in prima persona in progetti che guardano alla Domus del Chirurgo con occhi e linguaggi contemporanei.. Come nel caso del PROGETTO FOCUS ON ART a cura di Andrea Montemaggi, una mostra interattiva con zona shooting fotografico ambientato in epoca romana (Venerdi 8 e sabato 9, Museo della Città, dalle ore 15.30)

Attraversano il Festival interessanti e coinvolgenti proposte che le famiglie possono condividere.

Come Il torneo dei latrunculi, antico gioco da tavolo dei Romani (venerdì 8 dicembre ore 10,30) organizzato in Castel Sismondonell’ambito della collaborazione con Matrioška Labstore.

O percorsi sul filo della memoria come MEMORY URBANO (Sabato 9 dicembre, ore 10, presso FAR), un laboratorio di stampa in xilografia e disegno nell’ambito della mostra Xilografia che, attraverso la creatività e la magia della stampa, stimola la memoria collocando nella mente suggestioni, ricordi e storia della città.

O ancora il laboratorio di arteterapia L’Arte di prendersi cura attraverso il patrimonio culturale materiale e immateriale (Venerdì 8 dicembre ore 16, da 18 anni). Ove la tecnica, argilla come forma di creazione/relazione, guarda al mito di Cura e al suo gesto di dar forma all’esistenza umana, nel corpo e nella psiche attraverso la relazione con l’arte, la materia, gli oggetti, i luoghi. Chi partecipa all’incontro può proseguire l’esperienza che rientra in un ciclo di 5 appuntamenti a cura di Sonia Fabbrocino.

Per Memory urbano e L’arte di prendersi cura, sono richiesti prenotazione telefonica (tel 329.2103329- 0541.703851) e pagamento di una quota di partecipazione  (rispettivamente di 4.00 e di 15 euro).

 

L’omaggio del Festival a Sigismondo Malatesta nei seicento anni dalla nascita prevede, fra le altre iniziative, la visita guidata Il Tempio Malatestiano di Rimini gioiello del rinascimento italiano (sabato 9 dicembre alle ore 11.15, a cura di Michela Cesarini). Dopo aver ammirato al Museo della Città le medaglie di Matteo de’ Pasti che ritraggono Sigismondo, l’itinerario prosegue al Tempio, opera di moderni artisti e valenti umanisti, legata al fascino dell’età antica.

Nel pomeriggio di venerdì, alle ore 17, la visita animata e sensoriale Belli si nasce o si diventa? La bellezza e la cura di sé nel Rinascimento, a cura di Laura Salvati, conduce alla scoperta dei canoni del bello attraverso le vesti e gli accessori in voga nel rinascimento riminese, le acconciature più originali, le stoffe più pregiate, i gioielli più preziosi e i segreti di bellezza tramandati da antichi ricettari

Sempre venerdì, ma alle ore 18.30 La “cultura del prendersi a cuore” ispira l’incontro Com-Prendiamoci cura organizzato dal filosofo e counselor Loris Falcioni, dell’Associazione Dispaccio filosofico. L’iniziativa è fondata sul dialogo e sulla condivisione tra i partecipanti, ove ciascuno potrà prendere la parola e contribuire, attraverso domande e riflessioni, a fare luce sul tema centrale di questa edizione del Festival. L’appuntamento è al Rosè Cafè, via Quintino Sella 17.

 

E inoltre sabato 9 dicembre alle ore 15 presso il Museo Archeologico di Verucchio, ragazzi e adulti possono partecipare a una visita guidata tattile alla ricostruzione tattile della tomba Lippi 40 e 40bis, dal titolo Punti di vista. Il doppio senso dell’archeologia. Scavare per ricostruire.

 

Le attività, ove non diversamente segnalato, si svolgono al Museo della Città (via L. Tonini, 1) e sono gratuite.

Info: 329.2103329 –  0541.703851

http://antico.comune.rimini.it

 

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sabato 2 dicembre 2017
ore 18.00

presentazione del libro
Generare Dio
di Massimo Cacciari

dialoga con l’autore
fra Giovanni Bertuzzi O. P.
Direttore Centro San Domenico – Bologna

Salone Bolognini
Convento San Domenico
piazza San Domenico 13
Bologna

ingresso ad offerta libera

giovedì 7 dicembre 2017
ore 21
 

eccezionalmente di giovedì

 

Le onde della memoria.

Radio e conflitti

 

Peppino Ortoleva

professore ordinario – Dipartimento di Studi Umanistici, Università di Torino

 
Sara Zambotti
conduttrice radiofonica, cronista, docente, antropologa, scrittrice e artista
 
Gabriele Falciasecca
presidente Fondazione Marconi
 
 
Salone Bolognini
Convento San Domenico
piazza San Domenico 13
Bologna
 
ingresso ad offerta libera

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Alle ore 17.30 di venerdì 24 novembre, all’interno del ciclo FRONTESPIZIO3, piccola rassegna di libri nuovi sarà presentato nella sala del Giudizio del Museo della Città “L. Tonini” di Rimini il volume “Vivere a Rimini negli anni della Bella Époque”, di Davide Bagnaresi con apparato iconografico a cura di Alessandro Catrani.

Assieme all’autore, Davide Bagnaresi, e al curatore dell’apparato iconografico Alessandro Catrani, interverranno Massimo Pulini, assessore alle Arti del Comune di Rimini, e Daniela Calanca, docente di Storia Contemporanea dell’Università di Bologna.

 

Il 1900 decretò l’avvio di una serie di progressi sociali, economici, culturali e politici che si diffusero a macchia d’olio in Italia. Fu così anche per Rimini, dove nel primo quindicennio del Novecento nacquero imprese innovative, l’elettricità sostituì il gas, fu fatta la prima telefonata, circolarono le prime automobili e, con esse, si verificarono i primi incidenti. La città, in continuo sviluppo, stava ridefinendo una sua nuova identità, crescevano le occasioni per il tempo libero e il turismo, sorgevano nuovi lussuosi alberghi… Fu dunque un’epoca bella… ma non per tutti. A fronte dei citati progressi non cessarono le emergenze sanitarie, le esondazioni del Marecchia furono periodiche, così come scioperi e agitazioni. Questo libro ricostruisce la quotidianità riminese durante la Belle Époque.

Davide Bagnaresi (Dottore di ricerca in Storia dei partiti e dei movimenti politici) è assegnista di ricerca presso il Centro di Studi Avanzati sul Turismo dell’Università di Bologna. Per lo stesso Ateneo, presso il Corso di laurea in Economia del Turismo (Campus di Rimini), è da diversi anni docente a contratto in Storia dei consumi e delle imprese turistiche.

 

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MARTEDI’
21 novembre 2017                                            con il contributo:
Ore 21
Le vie della memoria
Viaggio nella memoria
Vito Paticchia
già ricercatore presso l’Istituto Beni Culturali, progettista di grandi cammini a carattere storico-escursionistico
Silvano Monti
veterinario, autore di documentari e romanzi sulla società rurale dell’Appennino

Salone Bolognini
Convento San Domenico
Piazza San Domenico 13 – Bologna
I MARTEDI’ DI SAN DOMENICO

Viaggio nella memoria

Il Centro San Domenico, aderendo ad un bando della Legge regionale n. 3 del 3 marzo 2016, “Memoria del Novecento. Promozione e sostegno alle attività di valorizzazione della storia del Novecento”: cultura.regione.emilia-romagna.it/temi/promozione/memoria-del-novecento, ha realizzato un progetto articolato in più incontri concatenati. Questi, nello spirito della nostra attività, rilanciano una riflessione che coniuga i grandi temi della storia del Novecento con quella dei territori delle storie dei singoli e delle comunità, le quali devono essere lette, indagate anche con una conoscenza diretta dei luoghi e con una costante capacità critica degli episodi, della storiografia in un tempo in cui la manipolazione delle fonti è una costante da contrastare.

Il viaggio è in genere, un cammino di conoscenza e una ricerca di se stessi, un incontro con l’altro: talvolta, però, è la ricerca che diventa un viaggio, un cammino per trovare tracce e memorie di storie che si sono depositate nei territori. Ed è la ricerca il filo conduttore di due percorsi che nel tempo si incrociano scoprendo affinità e analogie, alimentando nuove ricerche e nuovi viaggi.

Con Vito Paticchia viaggeremo, partendo dai National Archives americani e dai BundesArchiv tedeschi, seguendo mappe, foto, documenti e racconti  ci muoviamo sul fronte di guerra della seconda guerra mondiale in Italia alla ricerca delle tracce di quella Linea Gotica che sono poi diventate un lungo percorso di centinaia di chilometri: un cammino dal Tirreno all’Adriatico, dalle Alpi Apuane ai crinali dell’Appennino fino agli argini del Senio e alla foce del Reno, liberando dall’oblio storie, personaggi  e territori.

Con Silvano Monti viaggeremo, partendo da una foto e da un filmato anch’essi provenienti dagli Archivi americani che ritraggono il passaggio di un carro di sfollati, donne e bambini che ritornano nelle loro case tra Montese e Castel d’Aiano del marzo 1945, prende avvio una ricerca per tentare di dare un volto e un nome a quegli ignari personaggi. Aiutato dal suo ruolo di veterinario, entra in contatto con persone che per età e origini potessero essere a conoscenza di particolari inerenti quei documenti.
I MARTEDI’ DI SAN DOMENICO

SENTIERI DELLA MEMORIA

Viaggi attraverso sentieri di storia

Programma
ü Sabato 18 Novembre 2017 (ATTENZIONE, CAUSA MALTEMPO QUESTO ITINERARIO E’ STATO RINVIATO A DATA DA DEFINIRE)
Ritrovo ore 9.30 a Livergnano (nel cuore della linea gotica), piazzetta centrale sulla  statale della Futa visita al Centro di documentazione sulla seconda guerra mondiale “Winter line”; poi passeggiata fino a Sadurano su sentiero  CAI 809 (2 ore fra andata e ritorno, dislivello +300 -300); pranzo al  sacco; sarà possibile per chi volesse fare l’anello di Monte Rosso (4 ore in  tutto, dislivello +450 -450)
In caso di brutto tempo, dopo aver visitato il centro di documentazione di Livergnano, si andrà a Piamaggio (vicino a Monghidoro) a visitare il  museo della civiltà contadina e dell’emigrazione (molti monghidoresi negli  anni ’50 andarono a lavorare nelle miniere di carbone in Belgio); pranzo in  trattoria; se resta tempo si potrebbe andare al cimitero tedesco della Futa.

ü Sabato 25 Novembre 2017
– partenza da Bologna alle ore 8.00 da Porta S. Isaia con le proprie auto.
ore 10.00 a Castel D’Aiano: se il tempo è bello si sale in mezz’ora a Monte della Spé per vedere le trincee della Linea Gotica.
In caso di pioggia o cattivo tempo, a Castel d’Aiano si andrà a vedere la proiezione del Plastico della Linea Gotica (circa 50′)
Trasferimento a Iola di Montese (20′): visita al Museo (max 1 ora) che conserva una ricca collezione di reperti storici della Linea Gotica e della cultura materiale della montagna modenese. Se il tempo lo permetterà si potrà salire in cima a Monte Terminale (15′) per visitare anche qui postazioni tedesche e americane.
ore 13,00 (o anche prima in caso di maltempo) Pranzo presso l’Agriturismo Le Padulle a Iola.
ore 15.00 partenza per Bologna.
Per informazioni e adesioni:  Tel. 051 581718 – 3404817977 o tramite posta elettronica  centrosandomenicobo@gmail.com
Con il contributo:
NOTIZIE
LE VIE DELLA MEMORIA

Mostra di immagini del fotografo Aniceto Antilopi

Dolore e Libertà

La Linea Gotica è stata un groviglio di mondi e di passioni, un atroce susseguirsi di vita e di morte, un tritacarne, un girone infernale.
Mesi dominati dal dolore e dalla violenza, da sofferenze inflitte o patite, vittime e carnefici, prede della paura e interpreti della brutalità, eroismo ed angoscia, patiboli e distruzioni, la bestialità della guerra.
Ma è stata anche un prima e un dopo, un punto di non ritorno, un’occasione di quelle in cui bisogna scegliere, perché da quel confine in poi niente sarebbe stato come prima.
È stata soprattutto il momento finale di un desiderio di riscatto, l’apice del sussulto di dignità che ha percorso l’Italia e che attraverso quella cruenta purificazione è riuscito a diventare Libertà.
Queste fotografie vogliono essere una sequenza di impressioni.
Non si tratta di una ricerca sistematica, né tantomeno di una schedatura per immagini riferita alle centinaia di segni che settant’anni dopo ancora riconducono alla Linea Gotica, non ha pretese di completezza o di organicità.
È un modo per cercare di fermare i sentimenti che si provano dinanzi ai monumenti, camminando fra le tombe e le lapidi, di fronte ai lunghi elenchi di morti, nei resti dei ricoveri abbandonati e nei bunker di cemento, nelle cripte e negli ossari, sui crinali dell’Appennino, davanti alle vallate, alle spiagge, agli argini dei fiumi.
È un tentativo di rendere fotograficamente le mie emozioni.
(Aniceto Antilopi)

Le fotografie sono il frutto di uno studio del fotografo Aniceto Antilopi durato due anni (2013-2015), durante i quali egli ha visitato e documentato il territorio interessato dalla Linea Gotica, dalla Versilia fino a Pesaro, fotografando paesaggi, fortificazioni, monumenti, lapidi e cimiteri dove riposano le vittime civili delle stragi e i giovani di tutte le nazionalità caduti in questa zona durante la fase finale della seconda guerra mondiale.
Con parte delle immagini è stata realizzata una mostra fotografica composta da 85 fotografie in bianco e nero. Il “Gruppo di Studi Gente di Gaggio” ha pubblicato un catalogo in lingua italiana e inglese di oltre 200 pagine che accompagna la suddetta mostra, già allestita in varie sedi delle province interessate (Lucca, Pistoia, Bologna, Cesena, Rimini) e anche in Lombardia.
Le foto sono montate su cornici in legno di cm 45×55 con passepartout di colore bianco.

Info: la mostra sarà aperta dal 21/11 al 7/12 – 051581718 – 3404817977

Con il contributo:

NOTIZIE

Cari amici,
all’inizio del nuovo anno di attività del Centro, il 48°, ci permettiamo ricordarVi l’importanza di rinnovare, qualora non l’abbiate già fatto, la quota associativa, valore fondamentale per la continuità del nostro cammino.
Le iniziative e i progetti per questo nuovo anno sono già partiti e come sempre troverete argomenti e presenze che saranno capaci di alimentare il piacere della riflessione e la curiosità culturale.
Il Vostro sostegno darà il segno di un percorso comune che continua, guardando al tempo in cui viviamo e nel ricordo sempre di padre Michele che ci ha stimolato in tale prospettiva. Trascriviamo  gli appoggi bancari per chi ritenesse più comodo un bonifico.
In calce riportiamo gli importi delle varie quote che ciascun Socio dovrà versare per regolarizzare la propria posizione.
Ringraziamo fin d’ora chi desiderasse contribuire all’attività del Centro, versando una quota superiore.
Vi invitiamo anche a proporre o a regolare un’iscrizione  a persone amiche che possano essere interessate a conoscere la realtà del nostro Centro.
RingraziandoVi per l’interesse che sempre ci dimostrate, in attesa di un Vostro riscontro, Vi salutiamo caramente.
Unicredit Banca, Piazza Galvani –IBAN  IT69Q0200802430000002740469
Cassa Ris Bo, Sede, Via Farini –   IBAN  IT94O063850240107400035771S

Socio simpatizzante      €        50,00
Socio sostenitore          €        80,00
Socio benemerito          €      160,00
Vitalizio                        €   2.500,00

Info: Centro San Domenico – piazza San Domenico 12 – 40124 Bologna
tel 051 581718 – fax 051 3395252 – www.centrosandomenico.it

LE ATTIVITÀ DEL CENTRO SAN DOMENICO SONO REALIZZATE GRAZIE AL CONTRIBUTO DI :
FONDAZIONE CASSA DI RISPARMIO IN BOLOGNA, MARCHESINI GROUP, UNICREDIT BANCA, BCC FELSINEA CREDITO COOPERATIVO, cASSA RISPARMIO DI BOLOGNA,  COOP alleanza 3.0, FONDAZIONE UNIPOLIS, GVM (Gruppo Villa Maria)

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Domenica 19 novembre 2017
alle ore 17,30 alla FAR, Fabbrica Arte Rimini – Piazza Cavour

ALBERTO MINGOTTI terrà una visita guidata alla mostra
XILOGRAFIA (1924 – 1926), UN’UTOPIA GRAFICA.

Alberto Mingotti, scultore, esperto di ceramica, xilografo, studioso e appassionato collezionista di incisioni su legno ha collaborato all’evento con un saggio in catalogo dedicato all’opera xilografica di Arturo Martini e Lorenzo Viani, due tra i più significativi artisti del secolo scorso. Si tratta di un testo determinante per capire i motivi che hanno spinto Martini e Viani a confrontarsi col decorativismo internazionale del loro tempo.

La sala più importante e centrale alla Far della mostra XILOGRAFIA (1924-1926) Un’utopia grafica è infatti quella dedicata all’opera xilografica di Viani, mentre alcuni straordinari e inediti pezzi di Arturo Martini sono esposti all’interno della mostra “La rinascita della xilografia in Italia agli inizi del Novecento”, evento collaterale in corso presso il Museo della Città.

La visita partirà dalla sede della Far alle 17,30 e proseguirà al Museo della città.

La visita guidata è gratuita.

La vasta mostra, che è articolata in diverse sezioni e presenta trecento opere circa, si sviluppa su due sedi, la FAR e il Museo della Città; è a cura di Alessandra Bigi Iotti, ed è dedicata all’incisione su legno di inizio Novecento in Italia. In modo particolare viene esplorata la rivista XILOGRAFIA, fondata da Francesco Nonni, stampata con incisioni originali a Faenza negli anni Venti presso l’editore Fratelli Lega. Le ragioni che sanciscono l’importanza della rivista Xilografia sono molteplici e, tra queste il fatto che con le sue 360 incisioni originali è uno dei gioielli italiani dell’Art Deco.

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Biblioterapia. Come curarsi (o ammalarsi) coi libri 2017

REALTÀ… e mondi possibili

Claudio Bartocci

Scrittori matematici

Sabato 18 novembre, ore 17

 

Sala del Giudizio – Museo della Città

ingresso libero e gratuito fino a esaurimento posti

Sabato 18 novembre (Sala del Giudizio, Museo della Città, ore 17), Biblioterapia 2017 incontra Claudio Bartocci, docente di Fisica matematica, Geometria differenziale e Storia della matematica nell’Università di Genova. “Scrittori matematici” è il titolo della sua conversazione, che ci introdurrà al rapporto con la verità e la realtà intessuto dalla matematica.

Per questa tappa essenziale nel percorso intorno a “Realtà… e mondi possibili” non potrebbe esserci guida migliore di Bartocci, che “con calviniana ‘leggerezza’ – per citare Mario Porro – naviga fra i saperi e la loro storia obbedendo al demone dell’Enciclopedia”, e le cui pagine “promuovono intrecci, fecondi incroci fra scienze e cultura umanistica”. Come nel suo ultimo libro, “Zerologia. Sullo zero, il vuoto e il nulla” (il Mulino, 2016), dialogo con un fisico, Piero Martin, e un filosofo, Andrea Tagliapietra, su quella che la presentazione del libro chiama “grammatica del non”, necessaria alla conoscenza umana, perché “lo zero, il vuoto e il nulla ci consentono di sporgerci su ciò che non sappiamo ancora, su quel non sapere che sempre circonda ciò che crediamo di sapere”.

“Scrittori matematici”, al di là della centralità che la matematica ha assunto negli sviluppi recenti della fisica e della tecnologia, intende aprire il nostro sguardo alla sua potenzialità di arte immaginativa. Negli ultimi due secoli, infatti, a seguito delle profonde trasformazioni di questa disciplina, si sono approfonditi i suoi intrecci con la letteratura: tra gli scrittori che ne sono stati influenzati, a partire dal Novecento, annoveriamo Hermann Broch, Leo Perutz, Carlo Emilio Gadda, i sodali dell’Oulipo (Raymond, Queneau, Georges Perec, Jacques Roubaud, Italo Calvino), Dino Buzzati, Umberto Eco, Max Frisch, Hans M. Enzensberger, Don DeLillo, David Foster Wallace… Se è vero infatti che letteratura e matematica sono attività dell’intelligenza, della “finzione”, e consistono nell’invenzione di mondi possibili, offrono anche strumenti per demistificare la realtà attraverso giochi di rispecchiamento, per sondare la nostra capacità (o incapacità) di dare un nome alle cose, per esplorare le possibilità (nelle parole di Calvino) di un “nuovo rapporto tra la leggerezza fantomatica delle idee e la pesantezza del mondo”.

Anche la matematica, come la letteratura, può costruire il nuovo perché sa distruggere i pregiudizi, ignora i confini del sapere; “l’intuizione creativa rovescia il motto di Sherlock Holmes: non bisogna più abbandonare l’impossibile per l’improbabile, ma dimostrare proprio quello che non pare possibile a coloro che si sentono ‘padroni del pensiero’”.

Claudio Bartocci, matematico, è docente di Geometria, Fisica matematica e Storia della matematica presso l’Università di Genova. Ha ricoperto visiting positions presso la State University of New York at Stony Brook, l’Université de Paris VII, la University of Philadelphia, l’École de Hautes Études en Sciences Sociales, Paris, la Sissa di Trieste; nel 2011 ha avuto una fellowship dalla Italian Academy, Columbia University, New York. È autore di numerose pubblicazioni specialistiche e ha diretto con P. Odifreddi, i 4 volumi della Matematica(Einaudi, 2007-2011). I suoi ultimi libri sono Una piramide di problemi (Cortina, 2012) e Dimostrare l’impossibile. La scienza inventa il mondo (Cortina, 2014; finalista premio Galileo),Zerologia: sullo zero, il vuoto e il nulla (con Piero Martin, Andrea Tagliapietra, Il Mulino, 2016), Scrittori matematici, (Codice, in corso di pubblicazione).

CALENDARIO DEI SUCCESSIVI INCONTRI

Sala del Giudizio –Museo della città

Sabato 25 novembre

Luigi Zoja, psicanalista

La morte del prossimo: eccesso di virtualità

 

Sabato 2 dicembre

Luca Serianni, linguista

Le parole e le cose: due realtà che cambiano nello spazio e nel tempo

 

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