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Archive for giugno 2015

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Con un catalogo corposo di 368 pagine afferente alla rassegna che dura dal 27 giugno al 4 luglio a Bologna , che parla delle   le Opere e delle energie messe in campo da tante persone che hanno curato i film ed il loro restauro, coordinati dal direttore della Cineteca Gianluca Farinelli, una brochure con gli eventi ed un gelato del Gelatauro inizia la rassegna “Il Cinema ritrovato”. La gelateria siciliana “Il Gelatauro”   interpreta i sapori con il suo  “il gelato ritrovato” dando alla rassegna  un prezioso gusto “il Cinema ritrovato”, una maratona di film bellissimi e introvabili . L’assessore alla cultura del Comune di Bologna Alberto Ronchi ha detto che il cinema ritrovato è una delle rassegna fra le più importanti del mondo, citando Martin Scorsese. Dice l’assessore alla Cultura  che verranno stabilizzati 45 restauratori del cinema ritrovato, così come si riuscirà a stabilizzare   i lavoratori dipendenti del teatro comunale del comunale, ringraziando i sindacati dei lavoratori per la collaborazione al progetto, in particolare la CGIL. Gian Luca Farinelli, direttore della Cineteca di Bologna  introduce  parlando di una selezione sulla nouvelle vague italiana , ci sarà una mostra all’ interno di Sala Borsa, su Albert Samama Chikly , parla del jazz al cinema con “Ascensore per il patibolo” che si avvale della colonna sonora, registrata in diretta, con la musica Miles Davis, una musica particolarmente incisiva perchè, al momento , Davis era che era preso da questioni razziali nel suo Paese,  rinasce in Francia e nasce un rapporto con Jeanne Moureau, un rapporto basato sul sentimento, quindi in quella musica di Davis c’è tutto il suo sentimento verso Jeanne Moureau. Abbiamo a disposizione il cinema più bello del mondo , un grande ringraziamento dei lavoratori della cineteca. Gianluca Farinelli dice che :”- noi stessi siamo quasi increduli siamo passati da 5 a 45 dipendenti, all’apertura dell immagine ritrovata inauguriamo una sede ad Hong Kong. La cultura può essere un volano di sviluppo.

427 film del cinema ritrovato Ghibolleau Questo festival è un lavoro di squadra: arrivare al festival è stato un parto, possiamo realizzare un terzo delle idee che di solito si affacciano quando formuliamo i nostri progetti, e così siamo presi dal tormento di programmazione realizzando i progetti più qualcosa , teniamo dei video su tutto quello che facciamo, abbiamo tanti ospiti che parlano del loro lavoro, facciamo confronti fra la politica e il digitale. Sicuramente ci siamo tenuti un margine per mostrare altri film, quindi arriveremo alla proiezione di 450 film. Gianluca Farinelli “- ognuno di noi ha in tasca l’ archivio del 900: è come se i miei nonni avessero avuto in tasca le immagini della rivoluzione francese, una possibilità per ognuno di trovare il proprio percorso. Il cinema ritrovato è un festival di ricerca , noi mostriamo film belli e bellissimo è il frutto del lavoro di molti anni tutto ciò che si vedrà è unico , Il Mago di Oz oppure la Majer che parte per l’ Afghanistan e decide di rimanere lì per 5 anni i luoghi delle grandi guerre , documenti e documentari , si dice che Mussolini non era d’accordo  con le  leggi razziali, abbiamo trovato un discorso che fece Mussolini a Trieste grazie all’ archivio di Torino , abbiamo un documento su Andreotti visto da Tatti Sanguineti. E’ in corso il centenario di Orson Welles e il centenario della Bergman, che accanto alla sua attività di attrice si scopre che ha sempre girato in super otto , i filmati della Bergman riprendono  i cartelli dei negozi in Germania  mentre era in viaggio, le marce delle truppe naziste il nazismo in Germania.  Abbiamo Memory of justice di 4 ore e mezzo di filmati ripresi in Germania , nei campi di concentramento dove la troupe inglese fa un film che mostra il dramma del genocidio, film, tra l’altro,che  per motivi di diplomazia era rimasto chiuso per settant’ anni.

Marianne Lewinsky parla dell’attività della sala Mastroianni che parla del cinema di 100 anni fa , che vede tre tematiche al centro, le dive tre grandi dive, Assunta Spina, Pina Penichelli Ida Borrelli, e la prima al teatro comunale. Chi vedrà il Mago di Oz in 3d. Un particolare approfondimento sull’emigrazione italiana, la guerra uccide le industrie europee in Francia e in  Italia , operatori cinematografici dell’ armata francese . I  film, dice Marianne Lewinsky, che possediamo dei 120 anni della Gaumont. Abbiamo in tasca le immagini del secolo, ma dobbiamo fare una ricerca e capire queste immagini. Orfani armeni , il primo che fotografa l’ Armenia è fatto da un italiano gira un film nel Caucaso , ricerca sia per film che per interpretazione , film muti di donne o di tematiche femminili,  Marianne  Lewinsky ricorda una sezione importante del cinema giapponese e Valentina Frascaroli grandissima attrice del muto per i drammi a cui aderisce cinematograficamente come una prima Jane Eyre, poi i film con Valentina Frascaroli , la Bergman , Murillo con la nuora  sceneggiatrice . I film  di Albert Samama Chikly ,  racconta la leggenda metropolitana che le sue macchine fotografiche siano state donate ed in esposizione in Cineteca , sposato con Bianca Ferrero , dice Farinelli,  definirlo regista è riduttivo, la fotografia nasce come terreno vivo di esperimenti Chikly. C’è un regista che fa il giro in bici della Tunisia  ed è coevo dei Lumiere. La ricerca del cinema ritrovato è lunga un anno e affonda le radici nelle ricerche precedenti. E’ presente una rassegna su Keaton, Buster Keaton ha avuto alterne vicende , la sua è una parabola in discesa e in salita molti film hanno bisogno di essere restaurati queste sono ricerche lunghe e complesse. Il cinema ritrovato è anche storia come ad esempio la storia della mucca, quel film convinse Khomeini che il cinema non doveva essere chiuso, grazie a quel film invisibile il cinema si è introdotto in Iran. All’ inizio del 900 il Mediterraneo era un mare che univa e il nostro catalogo è  l’ oggetto di cui siamo più fieri frutto del lavoro di quest’anno . Catalogo, che a ben guardare è una enciclopedia del cinema .

                                                                                      Roberta Ricci

http://festival.ilcinemaritrovato.it/

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Ho conosciuto il fotografo Amer Kapetanovic sfogliando una rivista croata , poi , meravigliandomi per le sue immagini (infatti capivo solo quelle)  l’ho ritrovato sulla rete chiedendogli di aggiornarmi sulla sua produzione fotografica, che , talvolta , coincide anche con i suoi viaggi.

In questo periodo Amer  Kapetanovic sta facendo un viaggio in India e mi ha gentilmente concesso di pubblicare alcune delle sue immagini  che hanno la capacità riflessiva dello sguardo e che scrutano le relazioni fra le persone  che spesso sono avvolte in un loro mondo mistico, profondo, intimo.

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Accanto alla ricerca dei Maestri della fotografia  esistono tante avanguardie che sviluppano un discorso di ricerca ed elaborazione con la fotografia, è il caso di Rocchina Del Priore che pubblica frequentemente sui social . Le sue foto ricercano nel cibo, elemento originario di vita  quegli accostamenti fra gusto e qualità dell’essenza delle cose spostandosi anche su un discorso di ritrattistica . Al momento Rocchina svolge una ricerca in un suo blog dedicato al cibo .

Le rivolgiamo alcune domande sulla sua ricerca fotografica, Rocchina quando hai iniziato a fotografare?

Ho iniziato a fotografare dal 2008, quando ho preso la mia prima reflex digitale. L’ho fatto però in maniera discontinua durante gli anni, perché nel frattempo lavoravo in un grande supermercato e il tempo per dedicarmi completamente alla fotografia non ne avevo. Diciamo che è diventata da un paio di anni a questa parte ad essere una passione continuativa, fotografo ogni giorno. Potessi, avrei sempre la macchina fotografica con me. Comunque in passato, diciamo nell’adolescenza, ho usato qualche macchina analogica. con le vecchie pellicole mi trovavo bene e voglio riavvicinarmi alla stampa e allo sviluppo in camera oscura.

Perchè hai scelto la fotografia come mezzo espressivo?

La fotografia ha scelto me, non il contrario. Non saprei rispondere perchè l’ho scelta come mezzo espressivo, forse per la sua immediatezza, forse perchè mi piace l’illusoria sensazione di fermare un attimo per sempre. La fotografia comunque in casa c’è sempre stata, ricordo che ammiravo sempre con estremo interesse le vecchie foto che mia nonna custodiva gelosamente. Sentivo che la fotografia era qualcosa che andava oltre, il più prezioso degli oggetti, era proprio un modo di ricordare e tenere con sè per sempre.

Spesso, Rocchina, la tua sensibilità e la composizione delle tue immagini si ispira alla pittura ti piacciono le immagini del primo fotopittorialismo ?

Domanda interessante…amo profondamente la pittura. Da piccola disegnavo moltissimo e dipingevo ogni tanto. La pittura è il mio punto di riferimento, perché attraverso essa ho imparato la composizione, ad amare la luce, i cromatismi, l’estetica. La pittura per me è una sorta di sorella della fotografia, lo era almeno in passato, agli albori.Per esempio, Caravaggio sarebbe stato un fotografo eccezionale.

Quali sono i set delle tue immagini ?

I set per le foto di food sono costruiti in veranda, con luce naturale. Ho la fortuna di avere una veranda molto spaziosa e con enormi vetrate, da cui ricevo tutta la luce possibile per scattare. In inverno invece uso un set di luci artificiali. Costruisco il set in base al piatto che devo cucinare. In genere metto un before, caotico, con tutti gli ingredienti mescolati e poi un after, con gli scatti del cibo cucinato e pronto. Mi faccio ispirare dalla ricetta, soprattutto, dai colori del cibo e in base a questo colloco oggetti che possono riempire l’inquadratura. Non sempre è facile fotografare del cibo, ci sono degli elementi di cui bisogna assolutamente tenere conto. Un cibo preparato presto si sciupa, bisogna essere già pronti con le luci, averle già studiate in precendenza, altrimenti si rischia di buttare tutto, soprattutto con i dolci freddi e bisogna ricominciare daccapo. Cucino e fotografo, faccio tutto da sola e questo spesso mi risulta difficoltoso, però non demordo fino a quando non ho ottenuto l’immagine giusta.

La tua visione rievoca anche la pittura classica, i fiamminghi , mentre per i tuoi ritratti si assiste ad una ricerca nella direzione prerafaelita

SI, spesso in mente quando compongo le foto di cibo mi faccio ispirare dalle nature morte del seicento, soprattutto dei fiamminghi, anche se non voglio riprendere nei dettagli gli elementi di tale pittura, più che altro per la luce e la composizione. I fiamminghi poi erano dei miniaturisti, per forza di cose la loro pittura era carica di elementi anche metaforici, che nella fotografia possono non essere utilizzati per essere efficace. Comunque mi piace che ci sia sempre la mia visione personale della fotografia, dello scatto, senza perdere di personalità. Cerco di avere un mio stile, senza essere didascalica. La mia è una fotografia semplice, femminlle, non cerebrale.

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Un nuovo modo

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Unindustria Bologna finanzia tre progetti del Comune di Bologna: la riqualificazione del Nettuno, la realizzazione del Cinema Modernissimo e sostiene il Teatro Comunale. Si tratta di tre iniziative che sono state individuate e approvate all’unanimità dal consiglio direttivo di Unindustria per i prossimi tre anni, per un ammontare complessivo di 1 milione di euro. 

Restauro del Nettuno

Unindustria Bologna destinerà 333.000 euro in tre anni all’attività di restauro della fontana monumentale simbolo della città. La cifra verrà così ripartita: due annualità da 111.000 euro destinate alle attività di restauro vero e proprio, e una terza di pari importo finalizzata a finanziare la manutenzione. Quest’ultima annualità, in particolare, sarà vincolata ad un piano di messa in sicurezza che dovrà consentire di conservare l’opera nel suo splendore originario in maniera duratura.

– See more at: http://www.comune.bologna.it/news/unindustria-finanzia-tre-progetti-del-comune-di-bologna-nettuno-cinema-modernissimo-e-teatro#sthash.3iouQ6RP.dpuf

(tratto da Iperbole)
Si è svolta oggi la conferenza stampa relativa  al forte  investimento di Unindustria  in cultura, ciò  non è solo un atto liberale , l’innovazione tecnologica ha bisogno della qualità artistica che fa dei progetti sulla cultura . La decisione di investire in cultura, è dettata da  fattori come un aumento del turismo del 19% ,, da un investimento in musica e cinema , in lavori strutturali come quelli tuttora in corso per riqualificare la città . Questo è stato un obbiettivo del Sindaco di Bologna Virginio Merola che sta prendendo forma e che è intervenuto aprendo i lavori congiuntamente all’assessore Alberto Ronchi. 
Il teatro comunale di una città dell’ Unesco  che ha la capacità  di mettere a posto i conti , spiega il Sovrintendente Nicola  Sani ,  con un , impegno essenziale  sui tre anni , citando gli importanti spettacoli di visibilità internazionale come l’Ernani.
il cinema  e la  fondazione della Cineteca ricorda Gianluca Farinelli, parla di risultati  che cominciano a vedersi nel mondo globale ,  la cineteca andrà a breve  in estremo Oriente..
Introducendo il discorso del progetto del Modernissimo restituendolo alla città con un adeguato restauro  su cui si  stanno investendo  3 milioni di euro. .
Oggi è una giornata importante che  mette in rapporto il  mondo privato e quello  della cultura , lavorando  su una organicità diversa.. Non si può portare avanti un rapporto con la cultura se non c’è relazione adeguata  fra mondo pubblico e privato., e questo è un atto importante di unindustria per la crescita della collettività.
Gianluca Farinelli ha detto “- Ho 52 anni e  ho sempre sentito dire che l’ età del loro fosse alle nostre spalle , Invece ora sono d’accordo col Sovrintendente Sani  che i nostri progetti, come lui ha ricordato  abbiano una visibilità internazionale: l’ art bonus del  ministro Dario  Franceschini  sta muovendosi  nel comune interesse del  bene pubblico e privato  assieme .
Il progetto,  si ricorda,  l’inizio  delle proiezioni estive in piazza Maggiore  ,  e queste proiezioni hanno fatto   il giro del mondo. Variety  ha messo Bologna nei luoghi sacri del cinema mondiale e  anche grazie all’esperienza di Bologna  si stanno riaprendo i vecchi cinema del mondo, come a Vienna  e a  Parigi  che ha  riaperto i luoghi consacrati al cinema.
C’è da dire che il cinema Modernissimo verrà concesso  alla Cineteca per 50 anni .
. L intervento di restauro , di Palazzo Ronzani , originariamente ideato dall’architetto Puntoni nel 1912, che aveva previsto un teatro sotterraneo ,  ora adibito a cinema , è in un  palazzo fa parte integrante della storia della città,  un teatro che diventerà cinema . Riporterà il palazzo agli antichi fasti  ., Giancarlo Basili che lo restaurerà  ha immaginato un intervento che proiettasse questo luogo nel futuro , in coordinamento  con la facoltà di Ingegneria , Il  luogo dovrà essere sia della modernità che del passato  i primi cittadini e quelli di oggi  che vivono in uno schiacciamento di tempo , il progetto Modernissimo . E non sfugge  Gianluca Farinelli la citazione del film “Budapest Hotel ”  di Wes Anderson.
L’assessore Riccardo  Malagoli  , sollecitato per la tempistica del  restauro del Nettuno  dice che  sta cercando di elaborare  le linee guida per il restauro.ed è in corso una valutazione di esperti di restauro.

Unindustria

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Mario Giacomelli

dal fotografo Enrico Scuro 
SENIGALLIA FOTOGRAFIA INCONTRI 2015: DUE GIORNI DI FULL IMMERSION NEL MONDO DELLA FOTOGRAFIA
Viaggio negli archivi fotografici, workshop di antiche tecniche fotografiche, convegni sull’autoritratto fotografico e sul ruolo della fotografia nella ricerca storica,
economica e sociale. Via vai di grandi fotografi e curatori di musei ed archivi. Senigallia rilancia il suo ruolo storico di Città della fotografia con un evento fotografico di forte richiamo nazionale, programmato a Palazzo del Duca, il 27 e 28 giugno, in concomitanza con il CaterRaduno RAI e articolato su una due giorni di incontri, promossi  dal Centro Italiano per la Fotografia di Torino, dal Museo d’arte moderna di Senigallia e dalla Fondazione Città di Senigallia. Il progetto nasce dalla sinergia progettuale di Lorenza Bravetta, direttrice di Camera a Torino nonchè di Magnum/Europa a Parigi e di Carlo Emanuele Bugatti, direttore del Musinf di Senigallia.

La full immersion negli incontri di fotografia di Senigallia prende avvio il 27 giugno alle ore 11 al palazzo del Duca con un Viaggio negli Archivi del Musinf, quando Barbara Bergaglio,
responsabile di Camera – Centro Italiano per la Fotografia, Torino, presiederà un incontro dedicato all’illustrazione di archivi e pubblicazioni del Musinf. A parlare dell’Archivio Giacomelli e del Gruppo Misa sarà il prof. Carlo Emanuele Bugatti. Sarà presente il fotografo Riccardo Gambelli che, con Giuseppe Cavalli, Ferruccio Ferroni,
Mario Giacomelli ed altri è stato protagonista della vicenda del Gruppo Misa. Poi il fotografo Paolo Mengucci testimonierà gli storici ed emozionanti momenti di amicizia con Mario Giacomelli che sono illustrati nelle tante fotografie dell’ Archivio “Io e Giacomelli. I ritratti di Mario Giacomelli scattati da Paolo Mengucci sono stati pubblicati sui quotidiani di tutto il mondo in occasione della mostra di Giacomelli alla Biblioteca Nazionale di Parigi, tempio mondiale della fotografia.

Sarà il sindaco Maurizio Mangialardi ad aprire gli Incontri e a salutare i relatori con la notizia della mostra al Museo di Sens delle opere di Mario Giacomelli, programmata nel 2016 su richiesta del Museo di Sens. Seguiranno la testimonianze di Giorgio Pegoli, il fotoreporter senigalliese di fama internazionale, le cui opere sono conservate oltre che al Musinf anche
nell’Archivio di Charles Henri Favrod a Losanna e nel Museo delle culture euopee di Berlino e quella del fotografo Enrico Scuro, che per l’occasione annuncerà la donazione al Museo di Senigallia di un’importante serie di fotografie da lui scattate al Parco Lambro, rappresentative della cultura e della rivolta giovanile del secondo Novecento.

Il fotografo romano Ruggero Passeri illustrerà l’Archivio dedicato ai suoi ritratti di artisti del 900, conservati al Musinf di Senigallia. Il regista e fotografo Antonio D’Agostino parlerà della sua esperienza, documentata nell’Archivio Fluxus, con scatti storici di Yoko Ono e delle altre protagoniste e degli altri protagonisti di Fluxus.
Scatti oggi conservati al Musinf ed esposti in varie mostre europee curate da Achille Bonito Oliva. Del nuovissimo Archivio Musinf degli ambasciatori Pentax sarà relatore Enea Discepoli con un excursus nei siti internet di Musinf e Fowa Pentax. Avendo per relatore il fotografo Gioacchino Castellani verrà presentato il catalogo della mostra, tenuta a Senigallia dall’ “Accademia Sali d’argento”, antologia significativa degli autori marchigiani fedeli alla tradizione della fotografia in camera oscura, che sono: Domenico Taddioli, Raffaella Baldoni, Stefano Coacci,
Fabio Corinaldesi, Walter Ferro, Patrizia Lo Conte, Marco Mandolini, Anna Mencaroni, Alfonso Napolitano, Daniele Papa, Giorgio Pegoli, Alberto Raffaeli, Paolo Roscini, Paolo
Mengucci, e lo stesso Gioacchino Castellani. L’ormai vastissimo Archivio Musinf della Fotografia Stenopeica avrà per relatore il fotografo Massimo Marchini, che terrà anche un laboratorio di fotografia al collodio umido con macchine d’epoca e presenterà il suo nuovo manuale di antiche tecniche fotografiche. Salvato nelle fasi della drammatica
alluvione di Senigallia l’Archivio storico Cingolani sarà raccontato dai fotografi Alfonso Napolitano e Patrizia Lo Conte, che parleranno anche dell’esperienza della catalogazione e restauro delle centinaia di negativi su vetro che compongono la raccolta Cingolani al Musinf, dove è stato allestito anche un laboratorio di restauro. Anna Mencaroni presenterà la slide Sulle Tracce di Mario Giacomelli, documentative del viaggio a Scanno degli allievi e docenti del Musinf con Renzo Tortelli, che aveva  accompagnato a Scanno Mario Giacomelli in occasione degli scatti ormai storici del grande maestro della fotografia senigalliese. Naturalmente è prevista la presenza di Renzo  Tortelli. Il fotografo Adriano Gamberini, infine parlerà della sua raccolta di foto donate al Musinf e di un suo libro fotografico presentato da Dario Fo. L’intero fittissimo
programma delle due giornate di incontri di Senigallia è sui siti del Centro Italiano della Fotografia di Torino e del Musinf di Senigallia. Verrà illustrato alla stampa azionale nei prossimi giorni.

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Con “ERSATZ LIGHTS” si intende tutto ciò che abbiamo inventato come “surrogati della luce solare”, ed è proprio questa luce, artificiale, l’elemento essenziale della sintassi fotografica e poetica di Olivo Barbieri.
La mostra raccoglie immagini realizzate in 30 anni di lavoro, una selezione di 200 immagini fatta dallo stesso autore nelle quali la realtà, il mondo, l’oriente e l’occidente sono confrontanti attraverso un unico elemento comune: la luce artificiale.
L’autore ha descritto, giocando con luci, messa a fuoco e bilanciamento cromatico, una realtà capace di mostrare, di fronte all’obiettivo del fotografo, aspetti nuovi e inediti.

“Ersatz Lights. Case study #1 east west”, di Olivo Barbieri
|| Chiostri di San Pietro, via Emilia San Pietro 44/C
‪#‎fotografiaeuropea‬‪#‎reggioexpo2015‬

Capita raramente di trovarsi di fronte, come in occasione della Fotografia europea di Reggio Emilia ad un universo fatto di immagini che sviluppano molteplici livelli di elaborazione.

Olivo Barbieri, a cui è dedicata un’ampissima personale affronta il tema del paesaggio urbano, a cui il fotografo aggiunge colori improbabili e atmosfere iridescenti, Singapore, la Cina , la periferia emiliana paiono convergere sul piano coloristico e formale fondando un nuovo umanesimo della visione

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