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Archive for the ‘Collezione Maramotti di Reggio Emilia’ Category

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Collezione Maramotti è lieta di annunciare un pomeriggio di apertura speciale sabato 17 ottobre 2020.

A partire dalle ore 15.00 e fino alle ore 18.00, previa prenotazione e nel rispetto delle norme sanitarie vigenti, sarà possibile visitare liberamente i due piani della collezione permanente, che presentano oltre duecento opere di arte italiana e internazionale dagli anni Cinquanta al 2017.

Le due mostre temporanee in corso Mollino/Insides e Two Thoughts saranno aperte dalle 14.30 alle 18.30, senza necessità di prenotazione.

Per informazioni e prenotazioni:
Tel. +39 0522 382484 / Email: info@collezionemaramotti.org
L’ingresso è gratuito e consentito soltanto ai visitatori dotati di mascherina personale.

 

✧ Autumn brings good vibes ✧


Collezione Maramotti
Via Fratelli Cervi 66, Reggio Emilia
Tel. +39 0522 382484
info@collezionemaramotti.org

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Collezione Maramotti è lieta di presentare la nuova mostra Mollino/Insides, con opere pittoriche di Enoc Perez e fotografie di Brigitte Schindler e di Carlo Mollino.

Attraverso alcuni scorci dell’ultima enigmatica dimora di Mollino in via Napione a Torino – che ospita ora il Museo Casa Mollino – trasformata dall’interpretazione pittorica di Perez e dall’occhio fotografico di Schindler, si accede alle fotografie degli anni ’50 e ’60 delle modelle di Mollino, sfumate nell’essenza misteriosa dell’immaginario che abitano.
Per approfondire clicca qui.
La mostra è accompagnata da un libro con testi di Mario Diacono e Fulvio Ferrari e contributi di Enoc Perez e Brigitte Schindler.

Il comunicato

4 ottobre 2020 – 16 maggio 2021

Prendendo spunto dal tema di Fotografia Europea 2020 “Fantasie. Narrazioni, regole, invenzioni” *, Collezione Maramotti, in collaborazione con Museo Casa Mollino, presenta Mollino/Insides, un percorso di mostra con opere pittoriche di Enoc Perez e fotografie di Brigitte Schindler e di Carlo Mollino.

Attraverso alcuni scorci dell’ultima enigmatica dimora di Mollino in via Napione a Torino – che ospita ora il Museo Casa Mollino – trasformata dall’interpretazione pittorica di Perez e dall’occhio fotografico di Schindler, si accede alle fotografie degli anni ’50 e ’60 delle modelle di Mollino, sfumate nell’essenza misteriosa dell’immaginario che abitano.

Dalla seconda metà degli anni Novanta Enoc Perez, artista portoricano con base a New York, ha avviato una ricerca su architetture iconiche del Novecento e su come queste siano state appropriate dall’immaginario collettivo come forme e metafore sociali di fascinazione e di bellezza. Al contempo, dalla materia pittorica affiora una consistenza fantasmatica delle immagini, simboli che il tempo trasfigura e trasporta in una dimensione più indefinita, a tratti onirica. Alla Collezione Maramotti appartengono già diverse opere dell’artista, tra cui un dittico su Casa Malaparte realizzato per una mostra temporanea nel 2008 e ora esposto in permanenza.

Nel settembre 2019, Perez ha visitato il Museo Casa Mollino e scattato delle fotografie degli interni, a partire dalle quali ha tratto e realizzato, specificamente per questa mostra, alcuni nuovi dipinti di grandi dimensioni.

La stessa Casa è stata e continua ad essere fonte di ispirazione anche per Brigitte Schindler, la cui passione per la fotografia ha dato vita, negli ultimi tre anni, a immagini suggestive e prospettive inedite degli interni, ricche di dettagli rivelatori. Queste fotografie di Schindler – mai esposte prima – intercettano il mistero sospeso negli ambienti, le sottili connessioni tra gli oggetti accuratamente scelti e posizionati da Mollino. In un raffinato equilibrio di specchi, riflessi, metamorfosi e disvelamenti, le sue visioni introducono chi guarda in profondità a un percorso di scoperta estetica e concettuale del complesso mondo di Carlo Mollino, personalità multiforme del Novecento, conosciuto, tra le altre cose, come architetto, designer e fotografo.

La fotografia accompagna Mollino (1905-1973) dall’infanzia fino alla sua scomparsa. Egli la utilizza come strumento per la creazione di una realtà diversa, alternativa. Il corpo femminile è un tema ricorrente, dai primi ritratti di ispirazione surrealista alle polaroid di nudi degli anni Sessanta. Con grande minuzia, Mollino sceglie e prepara ambienti, oggetti, vestiti, accessori per ritrarre le sue modelle, le trasporta in uno spazio particolare accuratamente studiato, ne glorifica la bellezza, ne esalta l’iconografia. Attivato da uno sguardo visionario e teso alla sperimentazione, Mollino si dedica alla composizione di un’immagine ricercata e multiforme della controparte femminile ideale della sua esistenza, alla creazione di quello che Fulvio Ferrari, direttore del Museo Casa Mollino, definisce un “esercito di farfalle”, che completi Mollino e lo accompagni anche oltre la vita terrena.

Mollino molto raramente utilizza come ambientazione per le sue fotografie la sua ultima dimora di Via Napione – mai realmente abitata e sempre tenuta segreta –, disegnata nei minimi dettagli e concepita come specchio della sua visione del mondo. In un percorso eclettico in cui sempre il contenuto precede la forma e la forma non è mai scontata, dalla camera oscura del fotografo alla camera oscura, nascosta e segreta, delle sue case (in particolare dell’ultima), Mollino lavora con la materia della “parentesi necessaria” che è la nostra vita, studia ed esplora la bellezza della natura (umana e non) per indagare il senso profondo dell’esistenza attuale e preparare la sua prosecuzione ultraterrena.

Oltre al soggetto delle opere in mostra – Mollino e il suo raffinato e complesso immaginario – trasformazione e creazione visionaria accomunano i tre autori.

Perez muta in pittura l’architettura e gli spazi, passando attraverso la riproduzione fotografica, aggiungendo nuovi livelli di lettura e di valori associati a quelle immagini. L’utopia degli architetti nella progettazione di edifici e spazi è condivisa dall’artista nella dimensione del linguaggio pittorico e nel valore della sua espressione.

Mollino costruisce concettualmente e fisicamente i mondi/case in cui ambientare le sue fotografie. Ogni oggetto, ogni dettaglio diventa simbolo e attivatore di storie e rimandi. Con un approccio mentale estremamente ordinato e uno stile a un tempo composto ed estremo, Mollino dà vita a narrazioni e scenari altri, simbolici e spesso di complessa decifrazione.

Schindler si concentra sull’essenza di dettagli all’apparenza minori, sulla loro capacità di diventare chiavi e indizi per accedere a una magia dello sguardo, a nuove “stanze visive”. Ogni scatto condensa lo scenario di un racconto che si rivela attraverso gli oggetti del mondo, grazie a uno spostamento della loro percezione.

La mostra sarà accompagnata da un libro con testi di Mario Diacono e Fulvio Ferrari e contributi di Enoc Perez e Brigitte Schindler.

 

* La quindicesima edizione di Fotografia Europea è stata annullata a causa dell’emergenza Covid-19. Alcune delle mostre fotografiche prodotte dal Festival saranno presentate nell’autunno 2020 (fotografiaeuropea.it), nell’attesa della prossima edizione del festival prevista per la primavera 2021.

 

Mollino/Insides
4 ottobre 2020 – 16 maggio 2021

Visita con ingresso libero negli orari di apertura della collezione permanente.
Giovedì e venerdì 14.30 – 18.30
Sabato e domenica 10.30 – 18.30
Chiuso: 1° novembre, 25 e 26 dicembre, 1 e 6 gennaio, 25 aprile e 1° maggio.

 

 

 

 

 

4 ottobre 2020 – 16 maggio 2021
Visita con ingresso libero negli orari di apertura della collezione permanente.
Giovedì e venerdì 14.30 – 18.30
Sabato e domenica 10.30 – 18.30
Chiuso: 1° novembre, 25 e 26 dicembre, 1 e 6 gennaio, 25 aprile, 1° maggio

Collezione Maramotti
Via Fratelli Cervi 66, Reggio Emilia
Tel. +39 0522 382484

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Angelo Bellobono
Linea Appennino 1201
presentazione del libro

Sabato 5 settembre 2020, ore 15.30
Rifugio Bargetana
Ventasso – Loc. Ligonchio, Reggio Emilia

Dipingo per tornare a casa.
La pittura è la mia mappa fatta di sudore, vento, freddo, sole, salite e discese, è la costruzione del sentiero. (A. Bellobono)

La Collezione Maramotti è lieta di annunciare la pubblicazione del libro d’artista “Linea Appennino 1201” di Angelo Bellobono (Danilo Montanari Editore) e la presentazione del volume il 5 settembre 2020 alle ore 15.30 presso il Rifugio Bargetana di Ligonchio (RE).

Da diversi anni il lavoro di Bellobono si concentra sulle montagne del Mediterraneo – concepito come grande lago incastonato tra le vette che lo circondano – e sull’Appennino, che con i suoi 1201 km rappresenta la colonna vertebrale orografica del nostro Paese.
Nel 2018 l’artista ha percorso a piedi la dorsale appenninica, dal limite meridionale del Pollino/Dolcedorme fino al Monte Maggiorasca in Liguria.

Il libro raccoglie una selezione delle pagine delle riviste dipinte dedicate e ispirate da Bellobono all’Appennino, opere in cui dei magazine di arte contemporanea diventano supporto ideale per accogliere la necessità del gesto pittorico e del pensiero immaginifico.

In un costante percorso di esplorazione denso di sensazioni, memorie e connessioni attivate a partire da territori perlopiù ignorati, Bellobono riflette sull’Italia interna e alta per costruire futuri possibili, realizzando diari di viaggio “artistico-ritualistici” in cui si fondono l’esperienza fisica della natura e la materia della pittura.

Il 5 settembre presso il Rifugio Bargetana, sull’Appennino reggiano, l’artista presenterà il libro in conversazione con Elisa Del Prete, curatrice e autrice che da tempo segue la sua ricerca.

Presentazione del libro

Sabato 5 settembre 2020, ore 15.30
Rifugio Bargetana, via Bargetana 1, 42032 Ventasso Loc. Ligonchio, Reggio Emilia www.rifugiobargetana.it

Per consentire la partecipazione nel rispetto delle norme vigenti in materia di distanziamento sociale, si richiede di prenotare la partecipazione all’evento.

In caso di maltempo l’evento sarà annullato.

Per informazioni e prenotazioni
tel. +39 0522 382484
Email: info@collezionemaramotti.org

 

Ufficio stampa
Rhiannon Pickles – Pickles PR
tel. +31 (0)6158 21202
rhiannon@picklespr.com

 

Collezione Maramotti
Via Fratelli Cervi 66, Reggio Emilia
Tel. +39 0522 382484
info@collezionemaramotti.org
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Dimitris Papaioannou || Sisyphus / Trans / Form
24 – 27 ottobre 2019
un progetto per Collezione Maramotti e I Teatri di Reggio Emilia

Inserito nella cornice del Festival Aperto 2019  Sisyphus / Trans / Form è il nuovo progetto in prima ed esclusiva italiana che il coreografo greco Dimitris Papaioannou ha creato per la Collezione Maramotti.
Le performance site specific di Papaioannou si terranno dal 24 al 27 ottobre 2019 (6 repliche) negli spazi della Collezione.

La decennale collaborazione tra Collezione Maramotti, Max Mara e Fondazione I Teatri giunge con Papaioannou al suo sesto appuntamento, dopo Trisha Brown Dance Company (2009), Shen Wei Dance Arts (2011), Wayne McGregor | Random Dance (2013), Hofesh Shechter/Shechter Junior (2015) e Saburo Teshigawara_KARAS (2017).
L’invito a coreografi di fama internazionale a ideare e presentare performance di danza in spazi dedicati all’arte contemporanea nasce dalla volontà di attivare un confronto diretto e stimolante fra coreutica e arti visive.
La collaborazione include la presentazione della nuova creazione di Papaioannou all’interno del Festival Aperto 2020: un progetto internazionale che vede I Teatri tra i coproduttori, con il sostegno di Max Mara.

In Sisyphus / Trans / Form i corpi dei danzatori sono al contempo in equilibrio e spezzati, si muovono in una dimensione installativa creando illusioni ottiche che, ispirate al mito di Sisifo, cercano delicatamente di illuminare la ricerca di senso dell’essere umano. È un’opera che indaga il nostro relazionarci con la materia fisica, un confronto che può elevare la nostra esistenza al di sopra di essa. Papaioannou ha concepito questa performance nel tentativo di generare un’energia meditativa attraverso azioni semplici e incoraggiare un viaggio emotivo attraverso l’illusione.

Dimitris Papaioannou si è formato nell’ambito delle arti visive, è stato pittore e fumettista prima di dedicarsi alle arti performative come coreografo, regista, danzatore, scenografo e costumista.
Il suo linguaggio visionario, potente e originale oltrepassa i confini tradizionali tra danza, pittura e scultura. I corpi dei performer, incessantemente mescolati a materiali grezzi e oggetti di scena, sono abilmente scomposti e ricomposti in rappresentazioni che riecheggiano miti classici e narrazioni universali. L’immaginario lirico a cui dà vita è denso di contrasti e di epifanie che disvelano tracce di memorie individuali e collettive, in un amalgama fluido in cui convivono tempi e culture diversi. Papaioannou costruisce mondi onirici in cui affiorano archetipi e iconografie dalle radici profonde, elementi propri dell’esperienza umana così come della storia dell’arte.

° Programma °

24–27 ottobre 2019
Collezione Maramotti
Sisyphus / Trans / Form
performance site specific
giovedì 24 ottobre, ore 20.30
venerdì 25 ottobre, ore 20.30
sabato 26 ottobre, ore 16.30 e ore 19.00
domenica 27 ottobre, ore 16.30 e ore 19.00
Ideazione visiva e direzione Dimitris Papaioannou
con Christos Strinopoulos, Drossos Skotis, Costas Chrysafidis, Ioanna Paraskevopoulou, Pavlina Andriopoulou
con il sostegno di MEGARON – THE ATHENS CONCERTHALL

Biglietti in vendita sul sito www.iteatri.re.it e presso la biglietteria del Teatro Municipale Valli (giorni e orari di apertura sul sito www.iteatri.re.it).
Eventuali biglietti disponibili saranno messi in vendita presso la Collezione Maramotti, a partire da un’ora prima dello spettacolo.

Dimitris Papaioannou incontrerà il pubblico dello spettacolo al termine della performance delle ore 19.00 del 26 ottobre.

Nei giorni delle performance sarà possibile per i possessori di biglietto visitare liberamente il 1° piano dell’esposizione permanente della Collezione Maramotti in concomitanza degli spettacoli:
giovedì 24 ottobre, dalle 19.00 alle 20.00
venerdì 25 ottobre, dalle 19.00 alle 20.00
sabato 26 ottobre, dalle 15.00 alle 16.00 e dalle 17.30 alle 18.30
domenica 27 ottobre, dalle 15.00 alle 16.00 e dalle 17.30 alle 18.30

Le mostre temporanee di Helen Cammock e Mona Osman osserveranno i seguenti orari:
giovedì 24 ottobre, dalle 14.30 alle 20.00
venerdì 25 ottobre, dalle 14.30 alle 20.00
sabato 26 ottobre, dalle 10.30 alle 16.15 e dalle 17.30 alle 18.30
domenica 27 ottobre, dalle 10.30 alle 16.15 e dalle 17.30 alle 18.30

Ufficio stampa
Rhiannon Pickles – Pickles PR

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Max Mara Art Prize for Women, in collaborazione con Whitechapel Gallery
Le finaliste dell’ottava edizione 2019 – 2021

Whitechapel Gallery, Collezione Maramotti e Max Mara sono liete di presentare le cinque finaliste dell’ottava edizione del Max Mara Art Prize for Women: Allison Katz, Katie Schwab, Tai Shani, Emma Talbot e Hannah Tuulikki.
Le artiste si sono trovate oggi alla Collezione Maramotti per presenziare all’annuncio ufficiale e all’inaugurazione del progetto Che si può fare, realizzato dalla settima vincitrice del premio, Helen Cammock ed esposto per la prima volta la scorsa estate alla Whitechapel Gallery di Londra.

Le finaliste del premio edizione 2019 – 2021 sono state selezionate da una giuria presieduta da Iwona Blazwick, OBE, Direttrice di Whitechapel Gallery e composta da: Florence Ingleby (gallerista), Chantal Joffe (artista), Fatima Maleki (collezionista), Hettie Judah (critica d’arte).

Il Max Mara Art Prize for Women nasce nel 2005 da una collaborazione tra la Whitechapel Gallery e il Max Mara Fashion Group, con la finalità di promuovere artiste emergenti che lavorano nel Regno Unito consentendo loro di sviluppare il proprio potenziale, oltre a ispirare nuovi sguardi e prospettive sull’Italia del XXI secolo. La vincitrice – il cui nome sarà annunciato agli inizi del 2020 – potrà trascorrere un periodo di residenza di sei mesi in Italia, ideata a misura dell’artista, dopo aver presentato alla giuria una proposta per un nuovo progetto artistico. L’opera risultante verrà presentata per la prima volta alla Whitechapel Gallery di Londra per poi essere esposta alla Collezione Maramotti di Reggio Emilia nel 2021.

Iwona Blazwick, OBE, Direttrice di Whitechapel Gallery e Presidente della giuria del Max Mara Art Prize for Women, ha dichiarato: “Questo premio unico nel suo genere offre tempo, spazio e sostegno economico per consentire alle artiste di sviluppare il proprio potenziale. Per troppo tempo le donne artiste hanno dovuto lottare per conquistare un giusto riconoscimento. Il Max Mara Art Prize offre ad artiste di diverse generazioni l’opportunità di trascorrere un periodo formativo di diversi mesi in Italia e le risorse per creare un nuovo importante progetto che le porrà al centro dell’attenzione del mondo”.

Le artiste finaliste del Max Mara Art Prize for Women 2019-2021 sono:

Allison Katz (n. 1980)
Allison Katz è nata in Canada, a Montréal, vive e lavora a Londra. La sua pratica artistica comprende pittura, ceramica, grafica e scrittura. Nel suo lavoro mescola immagini familiari di animali, figure umane e still-life con narrazioni astratte e surreali. Con variazioni di scala, che passano dalla dimensione domestica a quella monumentale, Katz aggiunge una dimensione testurale ai suoi quadri, creando incrostazioni superficiali di sabbia o riso. Battute e giochi di parole abbondano nei suoi lavori, in un gioco di rimandi umoristici tra testo e immagini che crea punti di confluenza paradossali, se non assurdi.

Katie Schwab (n. 1985)
Katie Schwab vive e lavora a Londra. Le sue opere si sviluppano facendo propri i contesti sociali, storici e formali che ne determinano la creazione. L’artista documenta il sapere e le abilità condivise tra artisti, studenti, operatori museali, tecnici e cittadini comuni, mediante un processo creativo che intende facilitare la partecipazione ad atelier, incontri, lezioni e tour, insieme a una ricerca su materiale d’archivio, storia orale e campionari. Schwab si serve di diverse tecniche, tra cui tessitura, ceramica, ricamo, ebanisteria, stampa, video e molto altro, che trovano una comunanza nella considerazione di una manifattura collettiva.

Tai Shani (n. 1976)
Tai Shani è nata a Londra, dove vive e lavora. La sua pratica multidisciplinare comprende performance, film, fotografia e installazioni. Shani crea sculture dai colori brillanti poste all’interno di elaborate installazioni che talvolta riportano testi sperimentali scritti dall’artista. Shani intende reimmaginare l’alterità femminile in quanto totalità perfetta, inserita in un mondo che comprende cosmologie, miti e storie che negano il patriarcato. Shani è stata selezionata per il Turner Prize 2019 per la sua partecipazione a Glasgow International 2018, la personale DC: Semiramis a The Tetley, Leeds e la partecipazione alla mostra collettiva Still I Rise: Feminisms, Gender, Resistance.

Emma Talbot (n. 1969)
Emma Talbot vive e lavora a Londra. La sua opera esplora temi autobiografici. L’artista elabora e articola memorie e stati psicologici in poesie visuali o ruminazioni associative, attraverso il disegno, la pittura, installazioni e scultura. Le immagini nelle sue opere sono dirette e tracciate a mano, risultanti in rappresentazioni immediate, aperte e inventive di ciò che è visto nella mente. Incorporando la propria scrittura, riferimenti e citazioni da altre fonti, Talbot combina testi, immagini e modelli per evocare il simbolico, il metaforico e il quotidiano. Il suo lavoro esplora il sé, la politica e la società, il genere, il “mondo naturale”, la nostra intimità con la tecnologia e il linguaggio.

Hanna Tuulikki (n. 1982)
Hanna Tuulikki, nata a Brighton, artista, compositrice e performer, lavora a Glasgow, in Scozia. La sua pratica artistica abbraccia performance, film e installazioni audiovisive multicanale, fondendo insieme voce, danza, costume e disegno. I suoi progetti multidisciplinari indagano “i modi in cui il corpo comunica oltre le parole, gravitando verso gli spazi ‘nel mezzo’, sia esso umano-e-più-che-umano, maschio o femmina, antico o contemporaneo”. Con un interesse particolare per la ‘mimesi’ – l’imitazione o l’incarnazione del ‘mondo naturale’ – all’interno delle tradizioni interculturali di musica e danza, il suo lavoro esplora i luoghi delle narrazioni popolari, della memoria, del rituale e della tecnologia in ambienti ed ecologie specifici.

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Ufficio stampa
Rhiannon Pickles – Pickles PR

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