Feeds:
Articoli
Commenti

Archive for the ‘Fotografia dell’industria e del lavoro al Mast’ Category

Al  Mast Fino al 22 aprile ad ingresso libero.
Thomas Struth rivela, nelle sue immagini, il dietro le quinte della tecnologia , da lontano le sue squillanti e curatissime immagini ricordano alla visione un pattern armonico , constatiamo le “eccessive proliferazioni meccaniche dello spirito e della creazione umana” (dice il curatore Urs Stahel) . Una nuova e progressiva visione del mondo tecnologico.
Dice ancora il curatore che la macchina fotografica di Struth si avventura in zone proibite, quella della microchirurgia al computer , qua si vede un paziente che subisce un intervento non invasivo con una sonda.
Fino al 22 aprile ad ingresso gratuito al MAST.

 

Read Full Post »

La Fondazione MAST ha invitato Thomas Struth, protagonista della mostra in corso nella PhotoGallery, a condividere con il pubblico i film che hanno segnato la sua formazione intellettuale e artistica e contribuito alla sua ricerca visiva – opere che ritiene rilevanti anche per le generazioni più giovani.
L’artista ha selezionato otto lungometraggi che vanno ad arricchire la programmazione di MAST rivelando al pubblico il punto di vista originale e imprevedibile di uno dei grandi autori della fotografia contemporanea.
Provenienti da contesti temporali e geografici diversi, in alcuni casi capolavori della cinematografia mondiale, i titoli selezionati da Struth, proprio come il suo lavoro, sondano temi quali le strutture sociali, il mondo fisico, l’inconscio, la mortalità e riflettono sotto vari aspetti alcuni degli interrogativi sollevati nelle sue opere, tra cui il rapporto tra natura e politica e l’idea di sviluppo tecnologico come promessa unica del progresso umano.
Anche a livello estetico, in questi film si ritrovano echi, risonanze e connessioni con tutto il lavoro fotografico di Struth – dalla serie Unconscius Places, serie di strade inquadrate con il rigore documentaristico tipico della Scuola di Düsseldorf, ai Family Portraits, ritratti di famiglie confinate nelle loro case, dalle selve lussureggianti di Paradise alle misteriose roccaforti tecnologiche di Nature & Politics esposte al MAST.

La rassegna è organizzata in collaborazione con la Cineteca di Bologna.

 

Read Full Post »

La Fondazione MAST presenta una selezione di grandi fotografie a colori realizzate da Thomas Struth a partire dal 2007 in siti industriali e centri di ricerca di tutto il mondo, che rappresentano l’avanguardia della sperimentazione e dell’innovazione tecnologica. Artista tra i più noti della scena internazionale, Struth, nelle 25 immagini di grande formato esposte nella PhotoGallery di MAST, ci mostra luoghi solitamente inaccessibili, offrendoci uno spaccato del mondo che si cela dietro la tecnologia avanzata.

Laboratori di ricerca spaziale, impianti nucleari, sale operatorie, piattaforme di perforazione sono fotografati con minuziosa attenzione, distaccata curiosità e una spiccata sensibilità estetica. L’artista punta l’attenzione sulle macchine in quanto strumenti di trasformazione della società contemporanea e ci mostra una serie di sperimentazioni scientifiche e ipertecnologiche, di nuovi sviluppi, ricerche, misurazioni e interventi che in un momento imprecisato, nel presente o nel futuro, in modo diretto oppure mediato, faranno irruzione nella nostra vita e ne muteranno il corso. Attraverso queste opere siamo in grado di percepire tutta la complessità, la portata, la forza dei processi, ma anche di intuire il potere, la politica della conoscenza e del commercio che essi celano.

Su un versante tematico diverso, al livello 0 della Gallery, nella videoinstallazione Read This Like Seeing It For The First Time (Leggilo come se lo vedessi per la prima volta) del 2003, l’artista rappresenta il lavoro umano, la capacità propria dell’uomo di operare con la massima precisione manuale e artistica. Il video, che registra cinque lezioni di chitarra classica svolte da Frank Bungarten nell’Accademia musicale di Lucerna, illustra l’interazione puntuale tra insegnante e studenti, lo scambio necessario tra insegnamento e apprendimento, tra il dare e il ricevere.

 

APERTURE SPECIALI IN OCCASIONE DI ARTEFIERA 2019
SABATO 2 FEBBRAIO 2019,  ORE 10–24
DOMENICA 3 FEBBRAIO 2019,  ORE 10–20

Read Full Post »

Giorgio Wolfensberger è nato nel 1945 a Zurigo, è cresciuto a Winterthur ed è morto nel 2016 in Umbria, che ha fatto della sua patria geografica e politica adottiva. Non era solo un fotografo industriale, un regista, uno specialista di slide-show, un esperto e uno scrittore per la moderna ballerina e insegnante di danza svizzera Suzanne Perrottet, straordinario investigatore di fotografie d’archivio; era anche un collezionista e fotografo dotato di un settimo senso per le cose di questo mondo. Sembra essere stato un magnete per le peculiarità della vita di tutti i giorni, le partenze dalla norma, il gioco degli oggetti, l’umoristico e il grottesco, come se i suoi occhi, il naso e le dita fossero sonde immerse nella realtà fisica. Che si tratti di un incarico per un progetto espositivo o di un libro, vagare liberamente in cerca di prede in città o in giro per la campagna, ha sempre scoperto qualcosa di insolito nel luogo comune, qualcosa di suo nel generale, qualcosa di ricco nei poveri, qualcosa di strano nella norma. Questo libro riunisce per la prima volta la sua fotografia artistica freelance, per formare un gabinetto di curiosità, un variegato cabaret di cose. A partire dalla fotografia documentaria in bianco e nero dei suoi primi anni in Italia, ha sviluppato gradualmente una foto povera ricca, divertente e colorata, una danza incantevole e pensosa di cose semplici “povere”.

-Urs Stahel

https://www.editionpatrickfrey.com/en/books/giorgio-wolfensberger-foto-povera 

 

Read Full Post »

La strage di Pittsburgh
Nei mesi scorsi a Bologna, al MAST è stato ospite con una ricca scelta di immagini, William Eugene Smith, fotografo di Life , tutte su Pittsburgh, oggi si apprende che proprio questa operosa ed accogliente cittadina, vista in quelle belle immagini, che era partita da un piccolo nucleo piccolo di persone e da tanti emigrati accorsi a lavorare nel settore siderurgico e meccanico , è stata teatro di una strage, un uomo è entrato in Sinagoga e ha ammazzato 11 persone senza motivo.
Una cosa gravissima mi unisco al lutto della comunità globale
Una foto di un lavoratore dell’acciaio di WE Smith http://www.adnkronos.com/…/pittsburgh-entra-sinagoga-una-st…

Nella foto un lavoratore di una fabbrica di Pittsburgh

https://misticmedia.wordpress.com/tag/mast-bologna/

Read Full Post »

 

In occasione del novantacinquesimo anniversario di G.D, una delle aziende storiche del Gruppo Coesia, una mostra organizzata in collaborazione con la Fondazione MAST ne racconta la lunga e affascinante vicenda industriale attraverso una ricca documentazione: lastre di vetro, stampe fotografiche e filmati originali provenienti dagli archivi aziendali, motorini degli anni trenta, un wall painting di 120 metri quadrati, una sfavillante videoinstallazione immersiva a 360°– un ciclorama – che conduce il visitatore in un viaggio dentro le macchine G.D e lo avvicina alla straordinaria competenza di chi le progetta e le produce. Un’esposizione multiforme che si propone di recuperare la memoria e portare alla luce dimensioni del lavoro da cui potranno nascere riflessioni e quesiti per provare a sognare o a raffigurare il futuro.

 

MAST.GALLERY LIVELLO 0

27 OTTOBRE 2018 – 13 GENNAIO 2019

MARTEDÌ–DOMENICA, 10–19

INGRESSO GRATUITO

 

VISITE GUIDATE

SABATO E DOMENICA, ORE 11 E ORE 16

Read Full Post »

Pendulum : merci e persone in movimento al MAST fino al 13 gennaio le immagini della collezione della Fondazione MAST

…Il mondo di oggi è una sfida alla memoria e alla forza di gravità. Tutto sembra essere in movimento. Allo sviluppo seguono la produzione, il trasporto,la vendita, la diversificazione il cambiamento di nome, la riacquisizione, la delocalizzazione…
Per secoli gli eventi hanno seguito un andamento lento e tranquillo. Ci si prendeva tutto il tempo necessario, il tempo stesso aveva bisogno di tempo, le cose dovevano maturare come il vino…
scrive Urs Stahler, il curatore della mostra nel catalogo di presentazione.
http://www.mast.org/
La foto è di Lewis Hine

Read Full Post »

Older Posts »