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Archive for the ‘Fotografia dell’industria e del lavoro al Mast’ Category

La Fondazione MAST presenta una selezione di grandi fotografie a colori realizzate da Thomas Struth a partire dal 2007 in siti industriali e centri di ricerca di tutto il mondo, che rappresentano l’avanguardia della sperimentazione e dell’innovazione tecnologica. Artista tra i più noti della scena internazionale, Struth, nelle 25 immagini di grande formato esposte nella PhotoGallery di MAST, ci mostra luoghi solitamente inaccessibili, offrendoci uno spaccato del mondo che si cela dietro la tecnologia avanzata.

Laboratori di ricerca spaziale, impianti nucleari, sale operatorie, piattaforme di perforazione sono fotografati con minuziosa attenzione, distaccata curiosità e una spiccata sensibilità estetica. L’artista punta l’attenzione sulle macchine in quanto strumenti di trasformazione della società contemporanea e ci mostra una serie di sperimentazioni scientifiche e ipertecnologiche, di nuovi sviluppi, ricerche, misurazioni e interventi che in un momento imprecisato, nel presente o nel futuro, in modo diretto oppure mediato, faranno irruzione nella nostra vita e ne muteranno il corso. Attraverso queste opere siamo in grado di percepire tutta la complessità, la portata, la forza dei processi, ma anche di intuire il potere, la politica della conoscenza e del commercio che essi celano.

Su un versante tematico diverso, al livello 0 della Gallery, nella videoinstallazione Read This Like Seeing It For The First Time (Leggilo come se lo vedessi per la prima volta) del 2003, l’artista rappresenta il lavoro umano, la capacità propria dell’uomo di operare con la massima precisione manuale e artistica. Il video, che registra cinque lezioni di chitarra classica svolte da Frank Bungarten nell’Accademia musicale di Lucerna, illustra l’interazione puntuale tra insegnante e studenti, lo scambio necessario tra insegnamento e apprendimento, tra il dare e il ricevere.

 

APERTURE SPECIALI IN OCCASIONE DI ARTEFIERA 2019
SABATO 2 FEBBRAIO 2019,  ORE 10–24
DOMENICA 3 FEBBRAIO 2019,  ORE 10–20

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Giorgio Wolfensberger è nato nel 1945 a Zurigo, è cresciuto a Winterthur ed è morto nel 2016 in Umbria, che ha fatto della sua patria geografica e politica adottiva. Non era solo un fotografo industriale, un regista, uno specialista di slide-show, un esperto e uno scrittore per la moderna ballerina e insegnante di danza svizzera Suzanne Perrottet, straordinario investigatore di fotografie d’archivio; era anche un collezionista e fotografo dotato di un settimo senso per le cose di questo mondo. Sembra essere stato un magnete per le peculiarità della vita di tutti i giorni, le partenze dalla norma, il gioco degli oggetti, l’umoristico e il grottesco, come se i suoi occhi, il naso e le dita fossero sonde immerse nella realtà fisica. Che si tratti di un incarico per un progetto espositivo o di un libro, vagare liberamente in cerca di prede in città o in giro per la campagna, ha sempre scoperto qualcosa di insolito nel luogo comune, qualcosa di suo nel generale, qualcosa di ricco nei poveri, qualcosa di strano nella norma. Questo libro riunisce per la prima volta la sua fotografia artistica freelance, per formare un gabinetto di curiosità, un variegato cabaret di cose. A partire dalla fotografia documentaria in bianco e nero dei suoi primi anni in Italia, ha sviluppato gradualmente una foto povera ricca, divertente e colorata, una danza incantevole e pensosa di cose semplici “povere”.

-Urs Stahel

https://www.editionpatrickfrey.com/en/books/giorgio-wolfensberger-foto-povera 

 

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La strage di Pittsburgh
Nei mesi scorsi a Bologna, al MAST è stato ospite con una ricca scelta di immagini, William Eugene Smith, fotografo di Life , tutte su Pittsburgh, oggi si apprende che proprio questa operosa ed accogliente cittadina, vista in quelle belle immagini, che era partita da un piccolo nucleo piccolo di persone e da tanti emigrati accorsi a lavorare nel settore siderurgico e meccanico , è stata teatro di una strage, un uomo è entrato in Sinagoga e ha ammazzato 11 persone senza motivo.
Una cosa gravissima mi unisco al lutto della comunità globale
Una foto di un lavoratore dell’acciaio di WE Smith http://www.adnkronos.com/…/pittsburgh-entra-sinagoga-una-st…

Nella foto un lavoratore di una fabbrica di Pittsburgh

https://misticmedia.wordpress.com/tag/mast-bologna/

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In occasione del novantacinquesimo anniversario di G.D, una delle aziende storiche del Gruppo Coesia, una mostra organizzata in collaborazione con la Fondazione MAST ne racconta la lunga e affascinante vicenda industriale attraverso una ricca documentazione: lastre di vetro, stampe fotografiche e filmati originali provenienti dagli archivi aziendali, motorini degli anni trenta, un wall painting di 120 metri quadrati, una sfavillante videoinstallazione immersiva a 360°– un ciclorama – che conduce il visitatore in un viaggio dentro le macchine G.D e lo avvicina alla straordinaria competenza di chi le progetta e le produce. Un’esposizione multiforme che si propone di recuperare la memoria e portare alla luce dimensioni del lavoro da cui potranno nascere riflessioni e quesiti per provare a sognare o a raffigurare il futuro.

 

MAST.GALLERY LIVELLO 0

27 OTTOBRE 2018 – 13 GENNAIO 2019

MARTEDÌ–DOMENICA, 10–19

INGRESSO GRATUITO

 

VISITE GUIDATE

SABATO E DOMENICA, ORE 11 E ORE 16

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Pendulum : merci e persone in movimento al MAST fino al 13 gennaio le immagini della collezione della Fondazione MAST

…Il mondo di oggi è una sfida alla memoria e alla forza di gravità. Tutto sembra essere in movimento. Allo sviluppo seguono la produzione, il trasporto,la vendita, la diversificazione il cambiamento di nome, la riacquisizione, la delocalizzazione…
Per secoli gli eventi hanno seguito un andamento lento e tranquillo. Ci si prendeva tutto il tempo necessario, il tempo stesso aveva bisogno di tempo, le cose dovevano maturare come il vino…
scrive Urs Stahler, il curatore della mostra nel catalogo di presentazione.
http://www.mast.org/
La foto è di Lewis Hine

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In occasione dei 5 anni di apertura dell’omonimo centro culturale, la Fondazione MAST presenta una nuova selezione di opere dalla propria collezione di fotografie, installazioni video e photo-album sui temi dell’industria e del lavoro. Oltre 250 immagini storiche e contemporanee di 65 grandi autori da tutto il mondo –maestri di fama internazionale come Robert Doisneau, David Goldblatt, Helen Levitt e Mario De Biasi insieme a talenti più giovani tra cui Richard Mosse, Ulrich Gebert e Sonja Braas – mettono a fuoco la genialità e l’energia che negli ultimi due secoli hanno spinto gli uomini a progettare mezzi e infrastrutture per muovere merci, persone e dati.
Riflessione a più voci sul tema della velocità che caratterizza la società attuale, l’esposizione, di cui il pendolo è metafora visiva, illustra le energie opposte che si sprigionano dai due fenomeni che dominano il nostro presente: da una parte la forza prorompente dei motori, l’enorme accelerazione, i mezzi di trasporto trasformati in feticcio del nostro tempo, la connessione continua come imperativo assoluto e dall’altra il rallentamento, la brusca frenata, il blocco dei flussi di persone che migrano, unica barriera al mito della mobilità globale.
YTO BARRADA, GABRIELE BASILICO, SONJA BRAAS, LUCA CAMPIGOTTO, CLODT VON JÜRGENSBURG, MARIO DE BIASI, ROBERT DOISNEAU, ROGER FENTON, MARIO FINOCCHIARO, FLOTO + WARNER, VINCENT FOURNIER, ROBERT FRANK, SIMON FRIDLAND, ULRICH GEBERT, RICCARDO GILARDI, FRANK GOHLKE, GEERTGOIRIS, DAVID GOLDBLATT, HEIN GORNY, GUIDO GUIDI, JACQUELINE HASSINK, ROBERT HÄUSSER, LEWIS W. HINE, RUDOLF HOLTAPPEL, EMIL OTTO HOPPÉ, BORISIGNATOVICH, WILLIAM HENRY JACKSON, GASTON JACQUIN, JEAN-PIERRE LAFFONT, MIMMO JODICE, PHILIP JONES, ANNICA KARLSSON RIXON, PETER KEETMAN, TORKEL KORLING, JUSTIN KOZLOWSKI, KARL KRÜGER, GERMAINE KRULL, DOROTHEA LANGE, HELEN LEVITT, O. WINSTON LINK, ELI LOTAR, MALESHERBES PHOTO, RÉMY MARKOWITSCH, EDGAR MARTINS, DON MCCULLIN, TINA MODOTTI, RICHARD MOSSE, UGO MULAS, MARTIN MUNKÁCSI, ANTONIO PAOLETTI, ALFREDPERSON, XAVIER RIBAS, LUCIANO RIGOLINI, STEFANO ROBINO, TATA RONKHOLZ, ARKADIJ SAJCHET, ROGER SCHALL, BEN SHAHN, GRAHAM SMITH, HENRIKSPOHLER, JOHN THOMSON, ALEXEY TITARENKO, JAKOB TUGGENER, BRETT WESTON

http://www.mast.org/pendulum

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Il 16 settembre si concluderà la mostra di William Eugene Smith al Mast, il finale sarà accompagnato dalla visione di alcuni film sul Jazz per accompagnare la visione dell’Opera di Smith che viveva in un loft dove i gruppi si alternavano per provare. Smith aveva cablato il palazzo per non perdere nessuna prova.

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