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Archive for the ‘Maestri della fotografia’ Category

Nella foto il Maestro Nino Migliori

I volti umani sono monumenti irripetibili che contengono storie, esperienze, emozioni, paure, amori, dolori e gioie. Nino Migliori ha fotografato seicento volti di donne e uomini, alla luce di un fiammifero, come ha fatto con molte sculture e bassorilievi. Ci sono volti che qualcuno riconoscerà o altri che rimarranno sconosciuti. Sono amici, o amici di amici, che sono andati a trovarlo dal 2016 ad oggi nel suo studio in via Elio Bernardi, 6 a Bologna.

Attraverso i tanti ritratti che Nino Migliori realizza nel corso del tempo è possibile riconoscere l’evoluzione del suo linguaggio e capire che i generi fotografici sono per lui un pretesto da cui partire per trovare e sperimentare nuove possibilità di visione e di narrazione. Per Migliori la fotografia è un processo di scrittura per immagini del proprio pensiero, che permette di aprire nuovi interrogativi sulla percezione del reale.
Sperimentare non è solo verificare la struttura e le possibilità di un linguaggio, ma significa confrontarsi anche con la tradizione poetica e iconografica del passato, per rileggere il presente. Oltre alla luce, l’autore riprende sempre nelle sue ricerche il tempo, inteso come fattore che segna la realtà e permette alla fotografia di formarsi, la materia, corpo del reale e dell’immagine, e infine la memoria, come traccia stratificata in divenire. Tutto questo è considerato da Migliori in relazione all’evoluzione tecnologica dei sistemi di visione, non solo fotografici, che consentono diverse possibilità di lettura e di percezione della realtà.

Lorenzo Balbi direttore del Mambo
Il docente Bruno Stefani
Il fotografo Fulvio Fulchiati
La nobildonna Cecilia Matteuzzi
Il prof. Renato Barilli
Marina Truant Migliori
Davide e Alighiera Peretti Poggi
Elisabetta Sgarbi
Nino Migliori : Via Elio Bernardi, 6 : ritratti a lume di fiammifero
il direttore della Cineteca di Bologna Gianluca Farinelli

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Jacques Henri Lartigue , uno dei più grandi Maestri della fotografia del 20° secolo . Lartigue in tutta calma, fece la prima mostra a 67 anni , al Museum of Modern Art di New York.

Nella Costituzione americana c’è il diritto alla felicità , della felicità Lartigue ne ha fatto una ricerca , di gioia in questo momento ne abbiamo bisogno e”L’invenzione della felicità” è a Milano, al Museo Diocesano fino al 10 ottobre.

L’intervista a Luca Frigerio

Prenotazione e informazioni : https://chiostrisanteustorgio.it/

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La mostra  From London to free Derry  di  Gian Butturini – a cura di  Gigliola Foschi  e promossa dall ‘ Associazione Gian Butturini – presenta oltre 30 tra le foto più significative dei libri dell’autore dedicati alla  Londra di fine anni ’60  e all’ Irlanda del Nord subito dopo la strage del Bloody Sunday .

La curatrice Gigliola Foschi così introduce questa esposizione nel testo critico:
“ Una mostra in difesa della libertà di parola, immagine, pensiero . Una mostra contro una cancel culture che, senza confronto e senza discussione, nella liberale Inghilterra ha fatto ritirare dal commercio il libro fotografico London di Gian Butturini (Damiani editore, 2017, ristampa del volume pubblicato nel 1969) e infangato la figura di un uomo che per tutta la vita si era impegnato contro ogni forma di razzismo e di ingiustizia, come testimonia la sua biografia e anche uno dei suoi libri successivi: Dall’Irlanda dopo Londonderry (1972), di prossima ripubblicazione. […] 
In questo ultimo foto-libro Butturini testimonia la radicalizzazione della situazione politica e del conflitto dell’Irlanda del Nord già una settimana dopo il Bloody Sunday : la strage compiuta a Derry nel gennaio del 1972 dai soldati del Primo Battaglione del Reggimento Paracadutisti dell’esercito britannico che sparò contro pacifici manifestanti uccidendone 14.
La mostra è inoltre arricchita da alcune opere, sempre realizzate negli anni ’70, dove l’autore (fotografo, ma anche grafico e interior designer ), a partire da noti fumetti dell’epoca interviene con colori e scritte oppositive e graffianti. […]
La scelta di inserire in mostra tali opere volutamente spiazzanti e dissacratorie non è casuale perché, proprio grazie a esse, si può comprendere l’operazione innovativa, altrettanto ironica e provocatoria, che sorregge il libro London e che, a distanza di 51 anni, non è stata più capita. Proprio quell’impostazione provocatoria e progressista di Butturini, infatti, è diventata fonte di un tragico fraintendimento che ha portato al ritiro del libro di Londra.”

Una doppia immagine del libro, con una donna di colore che vende i biglietti della metro chiusa dentro un bugigattolo e un gorilla in gabbia, è stata infatti accusata di ” razzismo concluso”, mentre invece voleva – come testimonia tutto il libro e il testo dell ‘autore – suscitare indignazione nei confronti delle condizioni di due esseri viventi entrambi ingiustamente intrappolati e discriminati.
Non più diffuso attraverso i normali canali distributivi questo libro cult può essere acquistato in galleria o scrivendo a: archiviogianbutturini@gmail.com, a fronte di una sottoscrizione a sostegno delle attività dell’associazione.

 

Gian Butturini (1935-2006)
Fotoreporter internazionale, artista poliedrico della comunicazione, si afferma da giovane a Brescia come designer e architetto d’interni .

Nel 1969 pubblica Londra di Gian Butturini; nel 2017 esce la ristampa del libro (Damiani editore) con prefazione di Martin Parr.
Ha realizzato quaranta libri fotografici tra i quali Cuba 26 Luglio, Dall’Irlanda dopo Londonderry, Tu Interni Io Libero con Franco Basaglia, C’era una volta il Muro, DONNE lo sguardo, le storie introduzione di Carla Cerati e due volumi dedicati alla storia cilena. Nell’autobiografico DAIQUIRI (Edizioni Mimesis) ha narrato le cronache dei reportage.
Sue foto sono state esposte in Strange and Familiar al Barbican Centre londinese, alla Manchester Art Gallery ea Somerset House per PHOTO LONDON 2018.
In qualità di regista ha prodotto documentari tra i quali Crimini di Pace con musiche di Luigi Nono e Bologna, 10.15 strage, il film Il Mondo degli Ultimi con Lino Capolicchio premiato al Festival internazionali.
Il lascito culturale dell’autore è attualmente promosso dall’Associazione Gian Butturini.

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NEW YORK, UNITED STATES – JANUARY 01: LIFE photographer Margaret Bourke-White making a precarious photo from the Chrysler Building. (Photo by Oscar Graubner/The LIFE Images Collection via Getty Images/Getty Images)

(Immagine di Margaret Bourke White tratta dal Web)

La fotogiornalista, antesignana dell’informazione e dell’immagine, Margaret Bourke-White (New York, 1904 – Stamford, 1971) è protagonista a Palazzo Reale con oltre 100 immagini, provenienti dall’archivio Life di New York. Dal titolo “Prima, donna. Margaret Bourke-White” e a cura di Alessandra Mauro, la mostra sarà allestita dal 25 settembre al 14 febbraio e ricostruisce in 11 sezioni tematiche la carriera della fotografa, evidenziandone la capacità visionaria e insieme narrativa.

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Man Ray fotografo di moda: una nuova mostra (articolo di Essia Sahli)

Una retrospettiva a Parigi esplora per la prima volta gli scatti del grande fotografo surrealista dedicati agli abiti di grandi couturier come Paul Poiret e Elsa Schiaparelli e ritratti di Peggy Guggenheim, Nush Eluard e modelle dell’epoca per Vogue e Vanity Fair

Gli artisti vissuti a cavallo tra gli anni 20 e 30 sono stati testimoni, e allo stesso tempo fautori, di un’epoca fervida di cambiamenti storici e sociali, riflessi in nuove e sperimentali forme d’espressione che fossero capaci di esprimerne l’essenza. Tra le personalità più influenti e poliedriche in tal senso troviamo Emmanuel Radnitsky, meglio conosciuto come Man Ray, artista e fotografo americano di origini russe: le sue opere sono diventate emblema del contesto artistico tra le due guerre, attraverso le influenze surrealiste nella pittura così come nella fotografia. Ed è proprio nell’ottava arte che Man Ray ha esplorato il legame con la moda dell’epoca, lavorando con alcuni dei più grandi couturier del primo Novecento, così come per alcune riviste di rilievo come Vogue, Vanity Fair e Harper’s Bazaar. Una visione singolare, quella della moda, che viene esplorata per la prima volta in una retrospettiva interamente dedicata al lavoro del fotografo da questa prospettiva, al Musée du Luxembourg di Parigi: nonostante la fotografia di moda fosse nata solo un decennio prima, Man Ray sviluppò sin dal 1921 un’estetica innovativa e avanguardista, fatta di inventiva tecnica, libertà e umorismo.” 

di più :

https://www.vogue.it/news/article/man-ray-fotografo-di-moda-mostra-parigi

 

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