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Archive for the ‘Maestri della fotografia’ Category

Helen Levitt (Brooklyn, 31 agosto 1913 – New York, 29 marzo 2009) è stata una fotografa documentaria statunitense.

È cresciuta a Brooklyn (New York) e una volta finita la scuola ha subito cominciato a lavorare nel campo della fotografia presso uno studio nel Bronx.

Nel 1937, intrapresa la carriera dell’insegnamento, rimase fortemente affascinata dai chalk drawings, i disegni coi gessetti colorati tipici della cultura di strada newyorkese del tempo.

Servendosi di una Leica 35mm, assecondò la sua nuova passione e nell’arco di dieci anni scattò un gran numero di fotografie di chalk drawings. Il suo lavoro culminò in un’uscita editoriale soltanto nel 1987con In The Street: chalk drawings and messages, New York City 1938-1948, una raccolta che ebbe straordinario successo e che è oggi considerata tra i più importanti libri fotografici di sempre.

Tra il 1938 e 1941 studiò e collaborò con Walker Evans, il maestro dei Subway portraits di New York. Nel 1943, Edward Steichen in persona si occupò di curare e allestire al Museum of Modern Art di New York la sua prima esposizione. In seguito, Helen Levitt seguì la strada della fotografia documentaristica.

Negli anni cinquanta lavorò a fianco di James Agee e si cimentò nella regia cinematografica. Nel 1959 e nel 1960 la Fondazione Guggenheim le commissionò dei portfolio a colori su New York. Gran parte di queste foto fu poi trafugata; le foto rimaste ed alcuni scatti degli anni successivi sono stati raccolti in Slide Show: The Color Photographs of Helen Levitt (maggio 2005). La sua prima pubblicazione fu A Way of Seeing (1965).

https://it.wikipedia.org/wiki/Helen_Levitt

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DALL’ARCHIVIO AL MONDO.
L’ATELIER DI GIANNI BERENGO GARDIN.
a cura di Alessandra Mauro e Susanna Berengo Gardin, coordinamento scientifico Laura Gasparini. In collaborazione con Fondazione Forma per la Fotografia e Contrasto.

La mostra propone di indagare  l’archivio come luogo del pensiero e della creazione oltre che di custodia della memoria del proprio lavoro. Verranno esplorate le numerose connessioni tra il processo creativo e gli oggetti di lavoro del fotografo italiano, come le macchine fotografiche, le attrezzature, ma anche i provini a contatto, documenti, video, che illustrano l’atelier, l’archivio e l’opera di uno dei più importanti fotografi italiani.

Gianni Berengo Gardin trasporta nel suo studio, in ogni sala , ai Chiostri di San Pietro,  oltre alle sue opere ricostruisce un’atmosfera , il luogo dove la memoria, la storia, gli archivi coincidono . Una scelta delle sue immagini più celebri per ribadire la forza del tempo

 

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Fino al 24 settembre al MAST una mostra fotografica su Industria e lavoro . Ad ingresso gratuito.

http://www.mast.org/

La mostra che espone delle fotografie della collezione privata trova, fra gli altri, Margareth Bourke White, Nino Migliori, anche delle fotografie di Richard Avedon, Gente del West , una emozione avere di fronte le foto del grandissimo Avedon.

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Alcune personalità bolognesi alla inaugurazione di Lumen di Nino Migliori a Santa Maria Della Vita in Via Clavature, la mostra è visibile il Martedì, Mercoledì, Giovedì, Venerdì, Sabato, Domenica: 10.00 – 19.00 ed è ad ingresso gratuito.Per le scuole, visite guidate santamariadellavita@genusbononiae.it +39 051 230260

 

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Alessandro Bergonzoni

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Federica Muzzarelli docente di fotografia, Università degli studi di Bologna, sede di Rimini

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Il curatore della mostra Graziano Campanini

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Cecilia Matteucci

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La fotografa Daniela Facchinato

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Marco macciantelli già Sindaco di san Lazzaro ed esperto d’arte

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Nino Migliori a sinistra, il prof. Fabio Alberto Roversi Monaco, Graziano Campanini

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Urs Stahler con Nino Migliori

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la prof.ssa Vera Fortunati preside del Dipartimento di Arti Visive, Università di Bologna

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Nino e Marina Migliori con Urs Sthaler

 

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La mostra fotografica Nino Migliori – Lumen, curata da Graziano Campanini e promossa da Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna e Genus Bononiae, è un omaggio del fotografo bolognese al capolavoro rinascimentale de Il Compianto del Cristo Morto di Niccolò dell’Arca.

Il fotografo, infatti, non irradia i suoi soggetti con la luce, con un effetto diffuso, indaga nella materia  dello scultore con un lume di una candela (lumen  equivale al flusso luminoso visibile emesso da una sorgente isotropica con intensità luminosa di 1 candela per ogni angolo solido di 1 steradiante)  aprendo l’Opera ad una nuova lettura  e rileggendola   in una nuova luce. Il sociologo canadese Marshall Mc Luhan indaga sulla società prima e dopo la luce elettrica, e, in questo caso il fotografo ne analizza la diffusione su una superficie prima che fosse irradiata alla corrente elettrica riportandone la visione originaria.  Questa visione è anche stata fonte di ispirazione  di Brassai, che, qualche anno fa, a Milano, ha avuto una retrospettiva “Brassai pour l’amour de Paris” in cui c’è una ricerca fotografica  alle guglie e alle statue in stile fantasy della facciata di Notre Dame.

 Nino Migliori come Brassai per Parigi, si affaccia alla sua città, Bologna, cogliendola in una nuova luce e affrontando la lettura di un’opera impegnativa come il “Compianto di Cristo morto” che la critica concorda nel definire potentemente spettacolare un l’urlo straziante della Madonna che vede suo figlio martirizzato è un urlo senza voce, un ossimoro, un luogo dove la disperazione è suprema.

Nino Migliori, ancora una volta invita a vedere un’Opera d’arte in forma non conclusa e avvicinando sempre la propria sensibilità alla lettura dell’Opera.

Nino Migliori – Lumen Santa Maria della Vita , dal 20/01/2017 al 23/04/2017

L’intervento del Maestro Nino Migliori

 

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invito

In occasione di Art City  sabato 28 gennaio la mostra rimarrà aperta fino alle 24. http://agenda.comune.bologna.it/cultura/artcity

La mostra fotografica Nino Migliori – Lumen, curata da Graziano Campanini e promossa da Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna e Genus Bononiae, è un omaggio del fotografo bolognese al capolavoro rinascimentale de Il Compianto di Niccolò dell’Arca.

Da sempre grande sperimentatore di materiali e linguaggi fotografici, dal 2006 Nino Migliori conduce una ricerca sulla visione: fotografare opere scultoree utilizzando come unica fonte luminosa la luce di una candela.
Prodotto degli ultimi due anni di lavoro, il “capitolo bolognese” del progetto è riassunto in 34 fotografie inedite che Migliori ha generosamente donato per le Collezioni d’Arte e di Storia della Fondazione Carisbo.

L’inaugurazione della mostra Nino Migliori. Lumen – Il Compianto di Niccolò dell’Arca è venerdì 20 gennaio alle ore 18 (ingresso gratuito).
Accompagna l’esposizione un catalogo (Edizioni Quinlan) dedicato interamente al progetto bolognese, con i testi di Graziano Campanini, Eugenio Riccòmini e la riproduzione di tutte le fotografie esposte.

Le fotografie di Nino Migliori tornano in una delle sedi di Genus Bononiae a distanza di quattro anni dalla splendida Antologica realizzata a Palazzo Fava in concomitanza con Arte Fiera 2013: un’esposizione che ripercorreva il lavoro di uno dei più grandi fotografi italiani del nostro tempo con più di 300 opere che hanno incantato la città e i numerosi visitatori.

Orari
Martedì, Mercoledì, Giovedì, Venerdì, Sabato, Domenica: 10.00 – 19.00
Sede
Santa Maria della Vita

via Clavature 8-10, Bologna

http://www.genusbononiae.it/mostre/nino-migliori-lumen/

 

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John Heartfield, , dal suo vero nome Herzsfeld, patronimico che egli anglicizzò per protestare contro il nazismo tedesco, nacque a Berlni nel 1891. Assai legato al pittore George Grosz , egli militò, a partire dal 1916, nei circoli berlinesi dell’avanguardia rivoluzionaria prima di diventare uno dei protagonisti più attivi del dadaismo berlinese. Soprannominato montatore dadaista egli dette al fotomontaggio la sua dimensione politica…(Alfredo De Paz : l’immagine fotografica. Bologna : Clueb, stampa 1986 pag. 349) 

…John Heartfield pensava che il lavoro dell’artistqa è un mezzo di lotta per la  libertà e la rivoluzione, fin dai suoi primi collages comprese l’efficacia di questo mezzo per battersi simultaneamente contro un ordine sociale storicamente  determinato e contro l’arte e la culturaprodotte della borghesia  la quale si oppone in maniere diverse dall’affermazione del proletariato, auspicando invee l’affermazione sempre più intensa di una società di massa eterodiretta… (Alfredo De Paz, ibidem pag.349) 

http://anpi.it/media/uploads/patria/2009/1/LE_FOTOSTORIE_26.pdf

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