Feeds:
Articoli
Commenti

Archive for the ‘Maestri della fotografia’ Category

Fino al 24 settembre al MAST una mostra fotografica su Industria e lavoro . Ad ingresso gratuito.

http://www.mast.org/

La mostra che espone delle fotografie della collezione privata trova, fra gli altri, Margareth Bourke White, Nino Migliori, anche delle fotografie di Richard Avedon, Gente del West , una emozione avere di fronte le foto del grandissimo Avedon.

Read Full Post »

Alcune personalità bolognesi alla inaugurazione di Lumen di Nino Migliori a Santa Maria Della Vita in Via Clavature, la mostra è visibile il Martedì, Mercoledì, Giovedì, Venerdì, Sabato, Domenica: 10.00 – 19.00 ed è ad ingresso gratuito.Per le scuole, visite guidate santamariadellavita@genusbononiae.it +39 051 230260

 

alessandro-bergonzoni

Alessandro Bergonzoni

federica-muzzarelli

Federica Muzzarelli docente di fotografia, Università degli studi di Bologna, sede di Rimini

graziano-campanini

Il curatore della mostra Graziano Campanini

cecilia-matteucci

Cecilia Matteucci

daniela-facchinato

La fotografa Daniela Facchinato

marco-macciantelli

Marco macciantelli già Sindaco di san Lazzaro ed esperto d’arte

nino-migliori-fabio-alberto-roversi-monaco-e-graziano-campanini

Nino Migliori a sinistra, il prof. Fabio Alberto Roversi Monaco, Graziano Campanini

urs-sthaler

Urs Stahler con Nino Migliori

vera-fortunati

la prof.ssa Vera Fortunati preside del Dipartimento di Arti Visive, Università di Bologna

20170120_195042

Nino e Marina Migliori con Urs Sthaler

 

Read Full Post »

La mostra fotografica Nino Migliori – Lumen, curata da Graziano Campanini e promossa da Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna e Genus Bononiae, è un omaggio del fotografo bolognese al capolavoro rinascimentale de Il Compianto del Cristo Morto di Niccolò dell’Arca.

Il fotografo, infatti, non irradia i suoi soggetti con la luce, con un effetto diffuso, indaga nella materia  dello scultore con un lume di una candela (lumen  equivale al flusso luminoso visibile emesso da una sorgente isotropica con intensità luminosa di 1 candela per ogni angolo solido di 1 steradiante)  aprendo l’Opera ad una nuova lettura  e rileggendola   in una nuova luce. Il sociologo canadese Marshall Mc Luhan indaga sulla società prima e dopo la luce elettrica, e, in questo caso il fotografo ne analizza la diffusione su una superficie prima che fosse irradiata alla corrente elettrica riportandone la visione originaria.  Questa visione è anche stata fonte di ispirazione  di Brassai, che, qualche anno fa, a Milano, ha avuto una retrospettiva “Brassai pour l’amour de Paris” in cui c’è una ricerca fotografica  alle guglie e alle statue in stile fantasy della facciata di Notre Dame.

 Nino Migliori come Brassai per Parigi, si affaccia alla sua città, Bologna, cogliendola in una nuova luce e affrontando la lettura di un’opera impegnativa come il “Compianto di Cristo morto” che la critica concorda nel definire potentemente spettacolare un l’urlo straziante della Madonna che vede suo figlio martirizzato è un urlo senza voce, un ossimoro, un luogo dove la disperazione è suprema.

Nino Migliori, ancora una volta invita a vedere un’Opera d’arte in forma non conclusa e avvicinando sempre la propria sensibilità alla lettura dell’Opera.

Nino Migliori – Lumen Santa Maria della Vita , dal 20/01/2017 al 23/04/2017

L’intervento del Maestro Nino Migliori

 

compianto migliori_01 migliori_03 migliori_04 migliori_05 migliori_06 migliori_07 migliori_08 migliori_09

Read Full Post »

invito

In occasione di Art City  sabato 28 gennaio la mostra rimarrà aperta fino alle 24. http://agenda.comune.bologna.it/cultura/artcity

La mostra fotografica Nino Migliori – Lumen, curata da Graziano Campanini e promossa da Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna e Genus Bononiae, è un omaggio del fotografo bolognese al capolavoro rinascimentale de Il Compianto di Niccolò dell’Arca.

Da sempre grande sperimentatore di materiali e linguaggi fotografici, dal 2006 Nino Migliori conduce una ricerca sulla visione: fotografare opere scultoree utilizzando come unica fonte luminosa la luce di una candela.
Prodotto degli ultimi due anni di lavoro, il “capitolo bolognese” del progetto è riassunto in 34 fotografie inedite che Migliori ha generosamente donato per le Collezioni d’Arte e di Storia della Fondazione Carisbo.

L’inaugurazione della mostra Nino Migliori. Lumen – Il Compianto di Niccolò dell’Arca è venerdì 20 gennaio alle ore 18 (ingresso gratuito).
Accompagna l’esposizione un catalogo (Edizioni Quinlan) dedicato interamente al progetto bolognese, con i testi di Graziano Campanini, Eugenio Riccòmini e la riproduzione di tutte le fotografie esposte.

Le fotografie di Nino Migliori tornano in una delle sedi di Genus Bononiae a distanza di quattro anni dalla splendida Antologica realizzata a Palazzo Fava in concomitanza con Arte Fiera 2013: un’esposizione che ripercorreva il lavoro di uno dei più grandi fotografi italiani del nostro tempo con più di 300 opere che hanno incantato la città e i numerosi visitatori.

Orari
Martedì, Mercoledì, Giovedì, Venerdì, Sabato, Domenica: 10.00 – 19.00
Sede
Santa Maria della Vita

via Clavature 8-10, Bologna

http://www.genusbononiae.it/mostre/nino-migliori-lumen/

 

Read Full Post »

John Heartfield, , dal suo vero nome Herzsfeld, patronimico che egli anglicizzò per protestare contro il nazismo tedesco, nacque a Berlni nel 1891. Assai legato al pittore George Grosz , egli militò, a partire dal 1916, nei circoli berlinesi dell’avanguardia rivoluzionaria prima di diventare uno dei protagonisti più attivi del dadaismo berlinese. Soprannominato montatore dadaista egli dette al fotomontaggio la sua dimensione politica…(Alfredo De Paz : l’immagine fotografica. Bologna : Clueb, stampa 1986 pag. 349) 

…John Heartfield pensava che il lavoro dell’artistqa è un mezzo di lotta per la  libertà e la rivoluzione, fin dai suoi primi collages comprese l’efficacia di questo mezzo per battersi simultaneamente contro un ordine sociale storicamente  determinato e contro l’arte e la culturaprodotte della borghesia  la quale si oppone in maniere diverse dall’affermazione del proletariato, auspicando invee l’affermazione sempre più intensa di una società di massa eterodiretta… (Alfredo De Paz, ibidem pag.349) 

http://anpi.it/media/uploads/patria/2009/1/LE_FOTOSTORIE_26.pdf

heartfield heartfield_01 heartfield_03 heartfield_04 heartfield_05 heartfield_07 heartfield_08 heatfield_04

Read Full Post »

L’affermazione lenta e graduale della fotografia delle origini ha avuto un lungo e tortuoso cammino e sicuramente la Cameron ne è stata una pioniera. All’epoca la disputa fra pittura e fotografia , fra la riproducibilità e quindi la non unicità dell’opera spingeva i fotografi a unicizzare la fotografia con tecniche di laboratorio complesse e con esposizioni alla chimica dei prodotti talvolta dannosa. Per ideare una corretta esposizione dei soggetti, che richiedevano dosi massicce di luminosità a causa degli obbiettivi, Julia Margaret Cameron adattò un locale di sole vetrate (abbiamo già visto che gli Alinari a Firenze avevano uno studio con le pareti di vetro e lo stesso George Melies faceva costruire gli studi per il suo cinema con pareti di vetro) per rendere possibili le lunghe esposizioni.

Da Wikipedia : la biografia https://it.wikipedia.org/wiki/Julia_Margaret_Cameron

Era la figlia di James Pattle, un ufficiale inglese della British East India Company, e di Adeline de l’Etang, figlia di aristocratici francesi. Visse in Francia sino al 1838, quindi tornò in India per sposare Charles Hay Cameron. Si trasferì a Londra nel 1848 quando il marito si ritirò dagli affari. Nel 1860 la famiglia Cameron acquistò una proprietà nell’Isola di Wight dopo aver visitato la tenuta del poeta Alfred Lord Tennyson. La proprietà venne chiamata Dimbola Lodge ed ospita tuttora un museo e una mostra fotografica della Cameron. La passione per la fotografia nacque solo nel 1863, quando ricevette in regalo una fotocamera dalla figlia Julia. L’attività fotografica conquistò la Cameron che praticò principalmente il ritratto e la rappresentazione allegorica di racconti e romanzi. Le sue immagini incorporano l’atmosfera sognante dell’epoca vittoriana, il leggero “fuori fuoco” restituisce eterei ritratti di bambini e di donne immerse nella natura.

 

 Foto ritratto di Ellen Terry del 1864di Julia Margaret Cameron.
Tra i personaggi che passarono per l’obiettivo di Julia Margaret Cameron ci sono Charles Darwin, Alfred Lord Tennyson, Robert Browning, John Everett Millais, William Michael Rossetti, Edward Burne-Jones, Ellen Terry e George Frederic Watts.  Su richiesta del poeta Alfred Lord Tennyson, Cameron illustrò il suo componimento Idilli del re (Idylls the King) utilizzando personaggi in costume. 
Nel 1875 la famiglia Cameron tornò a Ceylon, ma la sua attività fotografica fu impedita dal difficile reperimento dei materiali fotografici. Nessuna fotografia di quest’ultimo periodo è giunta fino a noi.

 

I suoi modi imperiosi e insieme amabili, nonché la sua dedizione totale alla fotografia, piena di travolgente entusiasmo, sono abbondantemente testimoniati da molti di questi amici, che si troveranno da lei coinvolti in sessioni fotografiche sfiancanti all’interno della scomoda e caotica Glass House (un locale a vetri, fornito di tendaggi per filtrare opportunamente la luce, ricavato da un pollaio di casa). Gli stessi non mancheranno di celebrarne l’innato talento, più che la scarsa avvenenza.
Il suo lavoro, così osannato, non trova però unanime consenso, ed è anzi talora stroncato, dai colleghi, che vedono nella sua tecnica imperdonabili lacune.Cameron non volge tutti gli sforzi verso la perfezione tecnica: ciò è attestato dal fatto che spesso lo strato d’emulsione al collodio sulle lastre originali non è uniforme ed è segnato da polvere e graffi, come pure le sue stampe all’albumina sono ricoperte da macchie, o sbiadite, per un cattivo fissaggio.(dal blog di Rosa Maria Puglisi) https://specchioincerto.wordpress.com/donne-e-fotografia/julia-margaret-cameron/#comment-6535

 

2783

2783

angel_of_the_nativity_by_julia_margaret_cameron beatrice camerun giulia-m giulia_m_c julia-margaret-cameron julia_01 mary_mother_by_julia_margaret_cameron-1 perugino queenlg

Read Full Post »

Ci sono uomini che non vogliono essere veduti se non per trasparenza negli altri. E in questo c’è molta saggezza. F. Nietzsche

L’I(stituto)B(eni)C(ulturali) dell’Emilia Romagna ha organizzato una mostra allo spazio Vinci di Cesenatico di Arturo Zavattini ,  con le immagini/viaggio fotografico di Arturo Zavattini fotografo di scena del neorealismo al cinema . Le immagini si riferiscono al viaggio in Italia (1950-1960) .Il fotografo Arturo Zavattini figlio di Cesare e collaboratore di  Vittorio De Sica per il neorealismo al cinema , ma non solo, anche di Ernesto De Martino e altri giganti del cinema e documentari mostra una parte della sua raccolta di foto “viaggio in Italia ” a Cesenatico. Le foto preparatorie dei set sono immagini di un viaggio in assenza di globalizzazione che ci parlano del Nord del Sud e del centro italiano. Immagini che ci fanno riflettere sul come eravamo.

dal sito del Ministero dei Beni culturali http://www.beniculturali.it/mibac/export/MiBAC/sito-MiBAC/Contenuti/MibacUnif/Eventi/visualizza_asset.html_103318504.html

Arturo Zavattini è noto, oltre che come operatore cinematografico e direttore della fotografia di molti film importanti, non solo italiani, come fotografo in ambito etnografico per aver accompagnato Ernesto de Martino, nella sua spedizione in Lucania nel 1952. Egli ha continuato, tuttavia, a praticare la fotografia per molti anni producendo un numero cospicuo di immagini. La sua cultura fotografica è maturata a stretto contatto con il Neorealismo italiano e con il realismo americano (ebbe modo di conoscere Paul Strand nel corso della realizzazione del celebre volume fotografico Un Paese). Arturo Zavattini ha saputo legare aspetti della cinematografia e della fotografia, con curiosità, arguzia, spirito critico.
Zavattini, preziosa memoria dell’epoca, ha lavorato, negli ultimi anni, a reperire immagini e a mettere ordine nel suo archivio in modo che si può ora realizzare una mostra completa su di lui, che copre un decennio (1950-1960), di grandissimo interesse per la storia dell’immagine e per quella del nostro Paese.

bambina

Bambina della Bassa Reggiana che va a scuola

bassa-reggiana

un guidatore di carretto

calzolaio

Lucania

lucania_01

Lucania

matera

Matera

porta-portese

Mercatino di Porta Portese

porta-portese_01

Mercatino di Porta Portese a Roma

sperlonga

Sperlonga

spazio-vinci

Spazio Vinci a Cesenatico

venezia

Venezia

vittoriano

Roma

zavattini_01

Read Full Post »

Older Posts »