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Archive for the ‘Maestri della fotografia’ Category

 

Ernst Haas sul set del film di Howard Hawk “la regina delle piramidi”

 

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Modena rende omaggio al grande Franco Fontana .
“Modena rende omaggio a Franco Fontana con una mostra che ripercorre l’intera carriera Eventi a Modena.
„Dal 23 marzo al 25 agosto 2019, FONDAZIONE MODENA ARTI VISIVE, nelle tre sedi della Palazzina dei Giardini, del MATA – Ex Manifattura Tabacchi e della Sala Grande di Palazzo Santa Margherita, ospita la mostra, dal titolo Sintesi, che ripercorre oltre sessant’anni di carriera dell’artista modenese e traccia i suoi rapporti con alcuni dei più autorevoli autori della fotografia del Novecento.“

http://www.fondazionefotografia.org/artista/franco-fontana/

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MAESTRI DELLA FOTOGRAFIA AL FESTIVAL DELLA FOTOGRAFIA EUROPEA DI REGGIO EMILIA 2019

Horst P.Horst: Il genio della fotografia glamour
By Giuseppe Santagata ·
Le fotografie di Horst P. Horst. (pseud. di Horst Paul Albert Bohrmann) sono riconosciute come sinonimo di eleganza, stile e glamour. Le sue immagini hanno ritratto alcune fra le celebrità più influenti degli anni Trenta (tra le altre, Elsa Schiaparelli), reinventando la fotografia di moda.

“Horst nacque nel 1906 a Weißenfels in Germania. Intraprese gli studi in Architettura, ma li abbandonò presto per dedicarsi alla Fotografia. Lavorò a Parigi come assistente di Le Corbusier. Ebbe il suo primo incarico negli anni ’30 con Vogue. Nel 1940, Horst si trasferì negli Stati Uniti e vi prese la cittadinanza. Continuò, tuttavia, sempre a collaborare con Vogue.
Horst è stato uno dei più celebrati fotografi di glamour, un genio insuperato per la sapienza delle sue coreografie e l’uso delle luci. Nella sua opera si possono notare da una parte l’influenza del surrealismo, dall’altra quella del classicismo greco, con i suoi ideali di bellezza affine al pensiero del movimento tedesco conosciuto come CULTURA NARC, che esaltava la bellezza e l’adorazione del corpo. Nelle sue immagini i soggetti ritratti sono sempre distaccati, non interagiscono con il fotografo, che sembra osservarli da un’altra stanza. Le sue immagini classiche sembrano trascendere il tempo…”

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Yannis Behrakis  premio Pulitzer 2016 a Pedagogia in Via Filippo Re

Yannis Behrakis è il premio Pultitzer 2016 per la sua attività di fotogiornalista . Nato ad Atene nel 1960 è improvvisamente scomparso il 2 marzo 2019 , mentre era in corso questa  mostra a Bologna al Dipartimento di Scienze dell’Educazione .
PATHS OF HOPE AND DESPAIR di Yannis Behrakis al
Dipartimento di Scienze dell’Educazione – Via Filippo Re, 6 Bologna fino al 30 marzo 2019 (ingresso libero)
Orari di apertura:
lunedì – venerdì: 9.00-18.00;
sabato 9.00-12.00
Vincitore del Premio Pulitzer nel 2015. E’ nato nel 1960 ad Atene, dove ha studiato fotografia nella Athens School of Arts and Technology e ottenuto il suo Bachelor of Arts (Honours) in Arte presso la Middlesex University. Fotogiornalista per la Reuters a partire dal 1988, si è occupato di una notevole varietà di eventi, tra cui il funerale dell’Ayatollah Khomeini in Iran, i cambiamenti epocali in Europa Orientale e nei Balcani, le guerre civili in Croazia, Bosnia e Kosovo, le guerre in Cecenia, Sierra Leone, Somalia, Afghanistan e Libano, nonché la prima e la seconda Guerra del Golfo. Con il suo lavoro ha anche testimoniato per molti anni il conflitto israelo-palestinese. Ha documentato i terremoti in Kashmir, Turchia, Grecia e Iran, le rivolte civili e i principali avvenimenti politici mondiali e la recente Primavera Araba in Egitto, Tunisia e Libia. In seguito si è occupato anche delle rivolte civili in Turchia e nel 2014 della crisi Ucraina a Kiev e della guerra civile in Ucraina Orientale. I suoi lavori hanno spaziato anche in altri ambiti tra cui la documentazione di diverse edizioni dei Giochi Olimpici Estivi, la Coppa del Mondo di calcio negli Stati Uniti e numerosi altri eventi sportivi di portata mondiale. Nel 2008 si è trasferito a Gerusalemme come responsabile per un lungo reportage fotografico della Reuters in Israele e nei Territori Palestinesi. Nel 2010 è tornato nel suo paese natale come capo fotografo, sempre per l’agenzia Reuters, per testimoniare la crisi finanziaria e politica in Grecia e Cipro. Nel 2015-2016 si è occupato della crisi dei rifugiati in Europa.

Di più:

https://eventi.unibo.it/infanziamigrante/mostra-fotografica?fbclid=IwAR2kaHNXLXFuckXvqx-7YGlYdypv2tl0K9dod4Jv9CfNWahI9ASgleqCyy4

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Il 6 gennaio a Forlì ai Musei di San Domenico si concluderà la mostra di Ferdinando Scianna.
La mostra ha molteplici letture, quella che visitiamo, la visione che racconta in cuffia il Maestro Scianna per chi ne fa richiesta alla reception, in cui suggerisce l’ interpretazione del suo mondo, quello che stiamo visitando, i piani spaziali diversi in cui è collocata l’esposizione che ci conduce in un mondo, fotografico ed espressivo, di Ferdinando Scianna.
Una ottima occasione per iniziare il 2019 delle esposizioni.

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HENRI CARTIER-BRESSON. IN AMERICA
Lu.C.C.A. – Lucca Center of Contemporary Art
Dal 16 giugno all’11 novembre 2018
a cura di Maurizio Vanni

Dal 16 giugno all’11 novembre 2018 il Lu.C.C.A. – Lucca Center of Contemporary Art accende i riflettori sulla mostra fotografica “Henri Cartier-Bresson. In America”,  a cura di Maurizio Vanni, organizzata in collaborazione con Magnum Photos e Fondation Henri Cartier-Bresson con il supporto di MVIVA.

L’esposizione, che si compone di 101 immagini in bianco e nero, riunisce gli scatti che il fotografo parigino – fondatore della Magnum Photos insieme a Robert Capa, George Rodger, David ‘Chim’ Seymour e William Vandivert – realizzò negli Stati Uniti a partire dalla metà degli anni Trenta, quando visitò per la prima volta il Paese, fino alla fine degli anni Sessanta. Questi lavori sono riusciti a catturare la realtà e l’essenza della vita americana di allora, mostrando in particolare la diversità della ricca società americana.

Di più

http://www.luccamuseum.com/it/mostre/main/henri-cartier-bresson-america

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A Forlì ai Musei di San Domenico , dove è ospitata la mostra di Ferdinando Scianna , al piano terra, è presente una mostra di Paolo Monti (1908-1982).
La sua precisione documentaria lo ha fatto assumere dall’istituto dei Beni culturali per la creazione di un censimento dei Beni dell’Emilia Romagna e decidere il futuro urbanistico del mostro territorio nella direzione conservativa.
Le sue foto in mostra sono 400 il prof. Andrea Emiliani in un video spiega il senso della politica del territorio da fine anni 60 ad oggi, il segreto risiede in queste meravigliose fotografie d’ambiente.
Anche la sensibilità di un Sindaco come Guido Fanti ha giocato un suo ruolo decisivo.
Come eravamo, come siamo.

https://www.beic.it/mostre/monti/bio.html

 

 

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