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Frutto di studio e di una lunga preparazione, non solo musicale, ma anche etnomusicografica, che passa per la lingua yiddish, l’aramaico ,  la storia di quella musica che traccia le note dell’insediamento dei popoli nell’Europa, il Maestro Paolo Buconi ha inciso un nuovo album musicale di cui esegue alcuni brani .

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Il Sindaco di Bologna, Virginio Merola, propone agli organi di informazioni di divulgare questa importante notizia per contrastare l’abbandono scolastico :

Studenti - Archivio Città metropolitana di Bologna

Aperto il bando, le domande solo on line, entro il 31 marzo

Per contrastare l’abbandono e la dispersione scolastica la Città metropolitana ha emanato il bando per la concessione di borse di studio per l’anno 2016/2017 destinate agli studenti delle scuole secondarie di secondo grado e agli organismi di formazione professionale accreditati per l’obbligo di istruzione che operano nel sistema regionale Istruzione e formazione professionale (IeFP).
L’obiettivo del contributo regionale, rivolto a alunni meritevoli e/o a rischio di abbandono del percorso formativo, in disagiate condizioni economiche, è rendere effettivo il diritto allo studio e all’istruzione. Per ottenerlo la Situazione Economica Equivalente (ISEE) calcolata secondo la vigente normativa non potrà essere superiore a 10.632,94 euro.
Con questa tipologia di intervento lo scorso anno scolastico sono state erogate più di 1000 borse di studio con importi unitari base di 364,35 euro, maggiorati a 455,45 euro per merito.
Possono presentare la domanda gli studenti residenti nel territorio metropolitano frequentanti il primo biennio delle scuole secondarie di 2°grado del sistema nazionale d’istruzione e il secondo anno dell’Istruzione e Formazione Professionale.
La novità di quest’anno riguarda la presentazione delle domande che potrà avvenire unicamente on-line utilizzando un apposito applicativo all’indirizzo https://scuola.er-go.it/. Sarà possibile ricevere assistenza gratuita alla compilazione presso alcuni CAF convenzionati.
Il Bando con l’elenco dei CAF convenzionati è disponibile presso la segreteria della scuola o dell’ente di formazione frequentati e presso gli Urp della Città metropolitana di Bologna (in via Benedetto XIV, 3a) e comunali. Inoltre è pubblicato on line sull’Albo pretorio della Città metropolitana di Bologna (Bandi, Atti e avvisi diversi).

di più

https://tinyurl.com/z8cq896

 

L’architetto Vincenzo Lucchese, già docente di Architettura a Venezia nell’arco della sua carriera ha fatto incontri artistici di grande rilievo di cui oggi  oggi propone alcuni artisti in
una mostra a Bologna che avrà luogo giovedì 23 febbraio alle 18 da Ridò in via Caldarese,1/2 che durerà fino al 12 marzo.
La mostra si chiama Faces and Flowers in a Fantasy World, in omaggio anche al Carnevale, ma non solo alla Galleria Ridò che vede la partecipazione di Maurizio Cecchini, vincitore del premio Celeste, fotografo che propone il party del Cappellaio Matto, le fotografie di Vanja Ivanova, russa, fotografa di eventi miliardari e sfarzosi Marzia Forteguerri con le sue wunderkammer .

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un ritratto di Marzia Forteguerri

Enrico Franco intervista Luciano Canfora in occasione della pubblicazione del suo ultimo libro  La schiavitù del capitale (Bologna, Il Mulino, 2017). Campeggiano sulla scena del mondo due diverse utopie, tra loro molto distanti ma entrambe in difficoltà: l’utopia della fratellanza e l’utopia dell’egoismo. Il capitalismo ha vinto, ma forse è solo un tornante della storia.
Proprio come l’Idra, il mostro mitologico le cui teste, mozzate da Ercole, avevano il potere di rinascere raddoppiandosi, il capitalismo, un tempo solo occidentale oggi planetario, ricompare sulla scena del mondo riproponendo nuove e più sofisticate forme di schiavitù. Ma se è vero che dai grandi conflitti del ’900 il capitalismo è uscito vincitore trionfando su ogni rivoluzione, è altrettanto vero che «l’uguaglianza è una necessità che si ripresenta continuamente, come la fame».
Nella trama della storia qual è il posto di questo anelito, proprio delle religioni di salvezza e del comunismo moderno?

Luciano Canfora professore emerito dell’Università di Bari, dirige la rivista «Quaderni di storia» e collabora al «Corriere della Sera». Fra i suoi libri più recenti: «Augusto figlio di Dio» (2015), «La crisi dell’utopia. Aristofane contro Platone» (2016), «Tucidide. La menzogna, la colpa, l’esilio» (2016), tutti pubblicati con Laterza; per il Mulino «Disegnare il futuro con intelligenza antica» (curato con U. Cardinale, 2013) e «Gli antichi ci riguardano» (2014).

Enrico Franco, giornalista, direttore del “Corriere del Trentino” e del Corriere dell’Alto Adige fin dalla loro nascita, dirige dal 2015 il “Corriere di Bologna”.

In collaborazione con Il Mulino e Librerie.Coop

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Informazioni utili

Titolo: Renato Barilli. Incontri e scontri con il reale

Artista: Renato Barilli

Date: 11 febbraio – 12 marzo 2017

Inaugurazione: sabato 11 febbraio alle ore 18.00, ingresso libero

Conversazioni “Ritorno ai pittori della vita moderna”: venerdì 24 febbraio, venerdì 3 marzo e venerdì 10 marzo alle ore 17.00

Orario di apertura: dal giovedì alla domenica, dalle ore 11.00 alle 19.00 e su appuntamento

Sede: Autostazione di Bologna, primo piano, Piazza XX Settembre 6, Bologna

Ingresso: gratuito, riservato ai soci dell’Associazione Culturale Caravan SetUp Info: info@caravan-it.com info@setupcontemporaryart.com

La mostra Renato Barilli. Incontri e scontri con la realtà è organizzata da Caravan SetUp Associazione culturale in collaborazione con SetUp Contemporary Art Fair.

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Caravan SetUp in occasione della mostra Renato Barilli. Incontri e scontri con il reale propone un ciclo di tre conversazioni con Renato Barilli che ritorna nei panni di docente per avvicinare il pubblico alla comprensione delle opere esposte con un excursus dall’Impressionismo a oggi. Il prezioso contributo dal titolo Ritorno ai Pittori della vita moderna si articola in tre appuntamenti venerdì 24 febbraio, 3 marzo e 10 marzo alle ore 17.00.

Ritorno ai Pittori della vita moderna – scrive renato Barilli – è la famosa formula usata da Baudelaire, con riferimento a un artista in sé mediocre, Constantin Guys, ma attraverso di lui il grande poeta manifestava tutto il suo attaccamento alle visioni della vita urbana, anche la più squallida e prosaica, come fonte insuperabile di ispirazione. A dire il vero – continua Barilli – , io preferisco parlare di “contemporaneo”, piuttosto che di “moderno”, infatti l’intera età moderna, dalla prospettiva fondata dall’Alberti e da Leonardo fino all’Impressionismo, insegue per lo più un traguardo di rappresentazione fedele della realtà, quasi anticipando gli esiti della fotografia. E dunque il momento cruciale di questa fase si può cogliere nella famosa mostra del 1874, in cui Monet e compagni espongono nel gabinetto fotografico di Nadar, e proprio il dipinto monetiano “Inpression: soleil lévant” fa nascere, con intenti di scherno, lo stesso termine di Impressionismo. Ed è anche l’inizio di un combattimento per un’immagine, in cui pittori e fotografi si contendono il primato di chi rende in modo più felice e aderente lo spettacolo della realtà. Ma col passare del tempo i pittori perdono terreno, tanto che, a partire da Gauguin e Seurat, decidono di “tenere altro cammino” e di prendere le vie dell’astrazione e di quella che oggi si direbbe “flatness”. Tutto ciò corrisponde al “contemporaneo” propriamente inteso. Ma il 1968, con la sfiducia nelle possibilità della pittura, anche se astratta, porta gli artisti a riavvicinarsi ai fotografi e a valersi del loro mezzo, rinasce cioè un “combattimento per un’immagine”, che a dire il vero sembra risolversi del tutto a favore della fotografia, lasciando poco margine a chi tenta di inseguirla sul suo stesso terreno con lo strumento, che ormai appare ritardato e conservatore, della pittura.

Il primo appuntamento, Impressionismo rivisitato, è fissato venerdì 25 febbraio alle ore 17.00.

In questa ottica di recupero del “moderno”, rispetto al contemporaneo, se si ritorna al movimento principe dell’Impressionismo, appare improprio ritenerlo rappresentato al massimo da Monet, che in definitiva rinuncia a molti dei temi propri della “vita moderna”, scompaiono quasi del tutto dal suo repertorio i paesaggi urbani, e c’è perfino la fuga dal personaggio umano. Non così invece nelle opere di Degas e di Manet, che al contrario riescono al meglio nei temi di figura e di interni, e sono magnificamente seguiti a ruota dagli alquanto dimenticati Jean-Fréderic Bazille e Gustave Caillebotte. In loro, e non certo in Monet, si trovano i presupposti di certi passaggi ulteriori, dai Fauves agli Espressionisti in genere, e soprattutto ai vari pittori della realtà, come per esempio, negli USA, Edward Hopper e compagni. E ci stanno dentro anche alcuni nostri autori del Novecento, preso sia in senso cronologico che come etichetta di un movimento.

Venerdì 3 marzo alle ore 17.00, con il secondo appuntamento, la conversazione riprende rimanendo in tema di Impressionismo: è l’ora di affermare che il culmine di questo movimento, e il miglior continuatore di Degas e Manet, è stato lo statunitense Winslow Hopper, magari con accanto anche Thomas Eakins, e si potrebbe dare anche un’occhiata ai nostri Macchiaoli, soprattutto ai più anziani, anch’essi grandi cantori del soggetto umano, come Fattori e Lega.

Infine a chiusura, venerdì 10 marzo alle 17.00, la terza conversazione sarà uno sguardo dell’epica della “vita moderna” che ha i suoi cultori anche oggi, si pensi a un David Hockey per quanto riguarda la Pop Art in versione inglese, e a un fiancheggiatore, ma da posizioni di autonome, nell’ambito statunitense come Alex Katz. E Naturalmente sarà possibile elencare altri casi sorpresi qua e là nell’orizzonte artistico attuale.

Le opere sono distribuite in cinque serie tematiche: 1. Ritratti di personaggi del mondo dell’arte; 2. Altri ritratti; 3. Cartoline turistiche; 4. Dentro e fuori casa; 5. Per le vie della città. Il motivo di fondo è quanto già espresso nella sua precedente mostra alla Galleria Stefano Forni. Viene riconosciuto che oggi il vincolo principale tra noi e la realtà è assicurato dalla fotografia, soprattutto se realizzata col mezzo rapido del cellulare. Ma a quell’immagine neutra e oggettiva è forse il caso di ridare una consistenza sensibile di tessuti, stoffe, carni, da qui l’utilità di una ripresa col colore e i pennelli, anche se condannata a ricalcare certi procedimenti tipici dei “peintres de la vie moderne”. E dunque, si tratta di una resurrezione dell’atto del dipingere, come oggi risulta da più parti, anche per decelerare sugli svolgimenti della ricerca e riportarli a modalità più tradizionali.

Caravan SetUp

E’ un’associazione culturale fondata nel 2015 le cui finalità sono la promozione della cultura per mezzo dell’arte visiva. L’associazione è nata con l’intento di far vivere quotidianamente gli spazi in disuso dell’Autostazione di Bologna e con il preciso l’obiettivo di mettere in atto un processo di riqualificazione urbana e sociale. Il nome dell’associazione CARAVAN è emblematico delle volontà dei soci fondatori (Alice Zannoni, Simona Gavioli e Giulia Giliberti): realizzare uno spazio ABITATO dai progetti e fruito dai soci con l’umore confidenziale di una dimora, uno spazio in grado di attivare amore per la cultura della quale ci si prende cura come “cosa” propria. CARAVAN è un progetto impresso fin dal principio da un’ospitalità culturale, gitana nel suo essere arrangiata, errante nel suo essere aperta alle discipline e MOBILE nella definizione dei contenuti.

CARAVAN, contenitore metaforicamente nomade, vuole accogliere i progetti e le iniziative per essere polo culturale, e assieme ad altri costruire la “carovana” per attraversare la storia e segnare una rotta nel panorama dell’arte.

Giovedì 23 febbraio ore 17.30

presentazione del libro
di Philippe Costamagna
HISTOIRES D’OEILS
Andrea Bacchi e Daniele Benati ne parlano con l’autore

 

Fondazione Federico Zeri
piazzetta Giorgio Morandi 2
Bologna

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