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Nel settecentesimo di Dante non poteva mancare un film , il regista Riccardo Marchesini ha postato una foto dal set del film su Dante di Pupi Avati .

Sovvertire le convenzioni. Vedere oltre i limiti della rappresentazione ordinaria. Osservare l’invisibile.
La Fondazione MAST ospita la prima mostra antologica dell’artista Richard Mosse, curata da Urs Stahel: un percorso unico in termini di impatto visivo, capace di rovesciare il modo in cui rappresentiamo e percepiamo la realtà.

Fin dal principio della sua ricerca, l’artista lavora sul tema della visibilità, sul modo in cui siamo abituati a vedere, pensare e intendere la realtà.
Le situazioni critiche e i luoghi di conflitto sono fotografati e filmati con l’utilizzo di tecnologie di derivazione militare, che stravolgono totalmente la rappresentazione fotografica, creando immagini che colpiscono per estetica, ma che al contempo suscitano una riflessione etica. Quando attraverso la bellezza, che l’artista definisce “lo strumento più affilato per far provare qualcosa alle persone”, si riesce a raccontare la sofferenza e la tragedia, “sorge un problema etico nella mente di chi guarda”, che si ritrova confuso, impressionato, disorientato. L’invisibile diventa visibile, in tutta la sua natura conflittuale.

Nella mostra, le fotografie di grande formato e i video generano un’esperienza immersiva di rara intensità, sorprendente per la forza degli stimoli visivi e sonori. Emerge la straordinaria attualità del lavoro di Mosse, che sovvertendo le convenzioni fotografiche, grazie alla tecnologia, ci fa osservare l’invisibile: i conflitti, le migrazioni, il cambiamento climatico.

Scrive Simona Marani su Elle :

https://www.elle.com/it/magazine/arte/a36720496/mostre-bologna-2021-richard-mosse/?fbclid=IwAR3HNlFpnhaIo1TV9Czxi-ykva5YJ28GPOMDnLZ_n0VCVRVnVzJWPHGPf44

Usando in modo eversivo la relazione tra fotografia documentaria e arte contemporanea, armi termografiche e pellicole sensibili ai raggi infrarossi in dotazione all’esercito, Richard Mosse altera anche l’equilibrio tra visibile e invisibile, tra estetica ed etica. Insinua dubbi su quello che stiamo guardando e desideriamo vedere, usa la nostra brama di estetica per recuperare l’etica. Sollecita il risveglio della coscienza del mondo per salvare la bellezza? Di sicuro accende una luce diversa su quello che non possiamo-vogliamo-riusciamo a vedere, con un messaggio rosa shocking che articola anche la sua prima antologica, Richard Mosse. Displaced. Migrazione Conflitto Cambiamento Climatico curata da Urs Stahel negli spazi della Fondazione Mast di Bologna.

Il lavoro di Richard Mosse in mostra alla #FondazioneMAST si arricchisce con la rassegna cinematografica DISPLACED, che approfondisce e amplifica i temi e i luoghi al centro del lavoro del grande fotografo irlandese.Promossa da Fondazione MAST in collaborazione con la Cineteca Bologna, la rassegna in programma al MAST.Auditorium vedrà la proiezione di film, sia documentari che cortometraggi, ambientati al confine tra Ruanda e Congo, sullo sfondo di una delle pagine più sanguinose del XX secolo. Storie di guerra, migrazioni, conflitti che innescano gesti disperati e valorosi, capaci di fornirci una chiave riflessiva sulla natura della nostra umanità.L’ingresso è gratuito, la prenotazione è obbligatoria.Per maggiori informazioni sui film e gli orari delle proiezioni:

https://www.mast.org/rassegna-cinematografica-displaced

Nelle foto di Paolo Ferrari i processi per il Terrorismo . I provini sono stampati a contatto per illustrare il procedimento usato per la selezione delle immagini, prima del digitale. Il curatore della mostra è dell’archivio è il prof. Marco Baldassari docente di Fotografia dell’accademia di Brera r voleva dare l’idea della scelta delle immagini prima di inviarle ai giornali

Renato Curcio (con barba e baffi)

Al centro dei provini Marco Biagi, Paolo Ferrari scatterà, per combinazione ,ad un convegno l’ultima foto che immortalerà Marco Biagi
Strage del 2 agosto una sanitaria tranquillizza un bambino (foto di Paolo Ferrari)
Strage dell’Italicus

Francesca Alinovi e l’omicidio di Via Del Riccio

A sinistra Paolo Ferrari e Walter Breviglieri
le macchine fotografiche

Il 27 giugno ha chiuso , a Bologna, la mostra Criminis Imago , le immagini della criminalità a Bologna di due maestri del reportage Walter Breviglieri il cui possente archivio di 250 mila negativi è stato acquisito dalla casa editrice Minerva , e Paolo Ferrari il cui archivio è stato acquisito da Genus Bononiae.

La mostra esordisce con la Banda Casaroli che fa respirare un’aria di thriller, siamo nel 1950, e i fatti si svolgono nella centrale via Petronio Vecchio. Il regista Florestano Vancini girò un film nel 1962 sul caso e nella mostra ci sono le foto , Walter Breviglieri è il fotografo di scena.

La visione del film e delle nebbie come le sue atmosfere a sottolineare una condizione umana protratta nell’abisso. Si vede una immagine di Bologna con le rovine dopo la guerra, alle spalle di Renato Salvatori. L’immagine è dell’attuale complesso di Santa Cristina.

Alcune immagini di Walter Breviglieri sul processo e alcune foto di scena del film realizzato da Florestano Vancini

La cronaca nera di Walter Breviglieri documenta il caso Ettore Grande . Diventato viceconsole della Legazione italiana in Siam nel 1938 ,coniugato con Vincenzina Virando si trasferirono in un bungalow di lusso sulle rive del fiume Chao Phraya a Bangkok, la mattina del 23 novembre 1938 venne trovato il cadavere della moglie con ferite d’arma da fuoco alla testa. Due le tesi, Grande si dichiarò estraneo e parlò di suicidio mentre la famiglia di lei parlò di omicidio. Le foto si riferiscono al complicato processo , fu condannato a 24 anni di carcere, quando i partigiani lo liberarono Ettore Grande insistette per la revisione del processo e rimase in carcere , nel 1951 la Corte d’assise di Bologna lo prosciolse per insufficienza di prove, ci furono 19 perizie sul corpo della moglie dal 1939 al 1951.C’e anche un film su di lui “Il caso Ettore Grande” è su History Channel. Il catalogo (mozzafiato) della mostra è dell’editrice Minerva https://youtu.be/JysQoQwDv1Q

Ettore Grande il processo

Fra le immagini in mostra il caso Rina Fort

“l 30 novembre 1946 una ventata di orrore allo stato puro attraversò l’Italia intera: la notizia di un orrendo massacro scoperto in un appartamento del civico 40 di via San Gregorio, nella zona di porta Venezia, a Milano. Una donna e i suoi tre figli – un maschietto di sette anni, una bambina di cinque e un altro piccolo di dieci mesi – erano stati trovati ammazzati a colpi di spranga: la moglie e i tre figli di Pippo Ricciardi, commerciante dagli affari incerti, di origine catanese, da qualche tempo immigrato nel capoluogo lombardo.” la storia

http://www.misteriditalia.it/cn/?page_id=4510

Prosegue la proiezione del film “Cinematti una storia folle” in tour per i cinema italiani dando modo di trovarsi in presenza ai Cinematti , che si conoscono per i post e le loro osservazioni sui film. Durante la pandemia il gruppo si è ulteriormente accresciuto per chi desiderava commentare un film visto o chiedere consigli su ciò che poteva vedere.

nel film c’è spesso la visione del passaggio di un treno da più punti di vista che, come spiega Nicola Di Monte serve per descrivere la propogazione e la diffusione delle idee in modo figurato .

Primo gruppo di discussione sul Cinema frequentato da oltre 90 mila persone

Nicola Di Monte e il regista Giacomo Bartocci

Nicola Di Monte : l’ideatore del gruppo di Facebook Cinematti che a tutt’oggi conta più di 90 mila persone