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Fonte askanews 
https://www.askanews.it/cultura/2020/02/20/fotografia-la-milano-di-cesare-colombo-in-mostra-al-castello-pn_20200220_00192/
 Il Comune di Milano rende omaggio con una mostra a Cesare Colombo, uno dei  più importanti fotografi e studiosi della fotografia del Novecento. Curatore di importanti mostre e animatore di dibattiti, sin dal Dopoguerra Colombo ha contribuito a far crescere la cultura fotografica in Italia e oggi, grazie a 100 immagini tutte milanesi, selezionate e donate al Comune di Milano dalle figlie Sabina e Silvia Colombo, responsabili dell’”Archivio Cesare Colombo”, il suo grande talento è in mostra nella rassegna “Cesare Colombo. Fotografie/Photographs 1952-2012”.
L’esposizione, curata da Silvia Paoli, responsabile del Civico Archivio Fotografico, è allestita nella Sala Viscontea da Italo Lupi, amico e compagno di strada del grande fotografo, e resterà aperta al pubblico con ingresso gratuito fino al 14 giugno 2020. Quasi quarant’anni, una vita, dedicati da un fotografo a vedere Milano, grande città italiana e nello stesso tempo simbolo di una qualsiasi grande città del mondo: scriveva così Corrado Stajano nel 1990 sul catalogo Alinari che accompagnava la prima grande mostra milanese di Cesare Colombo, allestita all’Arengario. Dopo tre decenni una nuova rassegna riprende e completa l’eredità lasciata per restituire un nuovo affresco dell’attività fotografica dedicata da Colombo alla sua città, nella quale le foto più conosciute si uniscono a immagini inedite e a vere e proprie riscoperte d’archivio.
Il percorso espositivo, diviso in sei sezioni, comprende oltre 100 fotografie in cui Milano viene descritta nei suoi molteplici aspetti culturali, politici e sociali e offre un vivido racconto biografico lungo sessant’anni (1952-2012) di sviluppo urbano, trasformazioni del lavoro e mutamenti del tessuto sociale. Il mondo delle fabbriche e le manifestazioni sindacali, le rivolte studentesche e le periferie; ma anche uno sguardo attento su una città in continuo cambiamento, che produce e crea: le fiere e i negozi, la moda e il design, l’arte e lo spettacolo. Punti di vista di una città ‘abitata’ di uno dei suoi più attivi interpreti.

Parco Sempione
 Piazza Castello, 20121 Milano MI
 02 8846 3700

 

 

FANTASIE. NARRAZIONI, REGOLE, INVENZIONI

 

 


A 100 anni dalla nascita di due grandi innovatori che della fantasia e della creatività hanno fatto la cifra della loro carica innovativa – Loris Malaguzzi e Gianni Rodari – Fotografia Europea intende portare il suo contributo, dal punto di vista della narrazione e del pensiero immaginativo.
Fantasie. Narrazioni, regole, invenzioni: ovvero la creatività è un gioco serio.
Anche nella più libera delle attività immaginative esistono regole, riferimenti, interferenze più o meno esplicite e consapevoli che orientano, suggeriscono, consentono infine di cambiare paradigmi, orizzonti e abitudini. Allo stesso modo nelle attività più strutturate e razionali, la capacità di immaginare alternative e nuovi scenari determina progresso ed evoluzione.
La fantasia non è dunque una, ma molteplice; si dice e si esprime in molti modi.

ANSA) – REGGIO EMILIA, 11 FEB – Il festival Fotografia Europea torna ad animare Reggio Emilia dal 17 aprile al 24 maggio e dedica la 15/a edizione alla fantasia, nel centenario della nascita di Gianni Rodari. La rassegna presenterà progetti inediti di Joan Fontcuberta e Alex Majoli, una mostra tra pittura e fotografia alla Fondazione Palazzo Magnani, un ricco programma di eventi e oltre 300 mostre del ‘circuito Off’. La Russia sarà il Paese ospite, grazie alla collaborazione con il Museo Ermitage di San Pietroburgo.

    ‘Fantasie. Narrazione, regole, invenzioni’ è il tema del 2020, che sarà declinato con una serie di mostre fotografiche a partire dall’esposizione di Palazzo Magnani, dedicata al rapporto della fotografia con il mondo della musica. “Mettiamo la cultura al posto giusto, cioè fuori posto – dice il sindaco Luca Vecchi – Promuoviamo, muoviamo l’acqua, ascoltiamo, creiamo confronto, contaminiamo i saperi. A Reggio questa è la strada intrapresa per la cultura. E Fotografia Europea non sarà esente da questo approccio”. (ANSA).

Il programma

https://www.fotografiaeuropea.it/

 

Si è svolta nei giorni scorsi a Bologna, ma l’augurio sarebbe quello di rendere permanenti le letture, Qui vive…” biblioteche in campo contro l’antisemitismo è l’iniziativa voluta dall’Istituzione Biblioteche del Comune di Bologna e realizzata in collaborazione con la scuola di teatro “Alessandra Galante Garrone”, per affermare, attraverso i libri, i valori della memoria, della libertà e della solidarietà.

Le biblioteche decentrate diventano “casa” per dieci tra gli autori più emblematici della Shoah, le cui parole rivivranno grazie alla lettura ad alta voce curata dagli allievi della scuola di Teatro “Alessandra Galante Garrone”. Un breve evento collettivo aperto a tutti, per condividere la memoria storica e l’emozione suscitata da pagine così dense di sofferenza. Una parentesi che conferma l’impegno quotidiano delle biblioteche comunali nel conservare la memoria.

Le letture si svolgeranno dalle 17 alle 17.30: l’appuntamento costituisce un naturale prologo alla “Fiaccolata contro l’odio” la manifestazione di solidarietà dedicata al recente episodio accaduto nel quartiere San Donato, ovvero la “marchiatura” di un luogo e di una famiglia con richiami a una delle pagine più atroci di tutta la storia dell’umanità. Al termine della breve lettura tutti infatti potranno unirsi alla fiaccolata che avrà inizio alle ore 18.

L’iniziativa è il punto di partenza di un progetto più ampio in via di definizione: nelle prossime settimane, fino al 21 aprile ciascuna biblioteca dedicherà un giorno alla settimana alla lettura integrale, collettiva e ad alta voce, del testo adottato.

10 autori, 10 biblioteche

• Natalia Ginzburg, Primo Levi Se questo è un uomo
• Casa di Khaoula, Anne Frank Diario
• Jorge Luis Borges, Mary Berg Il ghetto di Varsavia
• Lame – Cesare Malservisi, Irene Nemirovsky Suite francese
• Orlando Pezzoli, Elie Wiesel La notte
• Corticella – Luigi Fabbri, Etty Hillesum Diario 1941-1943
• Luigi Spina, Imre Kertész Essere senza destino
• Scandellara – Mirellla Bartolotti, Joseph Joffo Un sacchetto di biglie
• Oriano Tassinari Clò, Shlomo Venezia Sonderkommando Auschwitz
• Borgo Panigale, Aharon Appelfeld Storia di una vita

 

Giovedì 27 febbraio, ore 17.30

Presentazione del libro
UNA PANCHINA A MANHATTAN
Nuove geografie dell’arte
di Anna Ottani Cavina
Adelphi

Ne parla con l’autrice Andrea Bacchi

Anche se lo abbiamo quasi dimenticato, c’è stato un tempo in cui le grandi esposizioni internazionali riscrivevano la mappa del mondo dell’arte, rivelando universi visivi fin lì nascosti, scatenando passioni e polemiche, ma alla fine guidando, molto più della critica o dell’accademia, le evoluzioni del gusto. Così in questo libro, che raccoglie le cronache scritte in diretta il giorno della vernice, e a volte da città o sedi improbabili, Anna Ottani Cavina tenta di ricostruire, con la massima fedeltà possibile, non solo il significato e le conseguenze di quelle proposte eterodosse, ma anche il loro effetto collaterale forse più importante e duraturo: l’emozione della scoperta.

Fondazione Federico Zeri
piazzetta Giorgio Morandi 2
40125 Bologna
tel. +39 051 2097 486
fondazionezeri.info@unibo.it
www.fondazionezeri.unibo.it

I MERCOLEDÌ DI SANTA CRISTINA
Incontri con l’arte 2020

Ciclo di conferenze e di presentazioni di libri su temi della storia dell’arte nelle sue più diverse manifestazioni e metodologie
a cura di
Daniele Benati e dei docenti di Arti visive
dalle 17:00 alle 19:00 – Complesso di Santa Cristina/Aula Magna (piazzetta G. Morandi 2, Bologna)

 

Mirando a un confronto sempre stimolante e propositivo, il Dipartimento delle Arti dell’Università di Bologna si apre alla Città, organizzando un ciclo di conferenze e di presentazioni di libri su temi della storia dell’arte nelle sue più diverse manifestazioni e metodologie. L’intento è mostrare la vitalità e la ricchezza di prospettive con le quali sono oggi praticati la ricerca e l’insegnamento delle discipline storico-artistiche.
Gli incontri hanno luogo alle ore 17 nell’Aula Magna di S. Cristina (p.tta Morandi 2, Bologna),

26 febbraio
Duchamp, la scienza dell’arte
Marco Senaldi (Università di Milano Bicocca)
coordina Silvia Grandi

 

4 marzo
Da allievo di Tiziano a maestro di Caravaggio: il singolare destino di Simone Peterzano
Francesco Frangi (Università di Pavia)
coordina Daniele Benati

Il Gruppo Monti Salute Più è una realtà importante a Bologna e Provincia, e si è espanso in molte città d’Italia aprendo nuove sedi. In occasione dei 50 anni di attività arriva a Bologna RM Signa Artist. Innovativa risonanza magnetica RM Signa Tesla 1,5 garantisce con i suoi 128 canali una risonanza con prestazioni uniche in Italia. Le convenzioni con il servizio sanitario nazionale e le assicurazioni permettono a tutti di usufruire dei servizi. Nelle sede del Centro Bodi di Via Irnerio sono presenti strumentazioni di avanguardia. Il centro è aperto il sabato e la dirigenza sta pensando di tenere aperto la domenica.

Il gruppo creato nel 1970 dal Professor Antonio Monti ha 5 centri termali a Bologna e 12 poliambulatori accreditati tra Bologna, Venezia e Ferrara. Nei pressi di Monterenzio il Villaggio della Salute Più dispone di albergo diffuso, agriturismo, acquapark e oasi termale.

Nel 1975 è stato inaugurato il centro di formazione Valet. 75.000 medici e 12.000 terapisti hanno sinora seguito i corsi organizzati del centro. Recentemente è stato inaugurato in Via Irnerio 10/L a Bologna il Concept Store, tre strutture collegate per portare avanti la visione completa della salute. 1000 metri quadrati presso il quale si possono acquistare i prodotti della linea di bellezza e salute.

Profumi naturali, l’acqua di Felsina e articoli di benessere  Birra derivata da acqua termale, distillati ricavati da erbe, il Saltapasto prodotto da forno dolce e salato sono a disposizione nel settore degli alimenti. Ecofashion ispirata alla famosa Via della Seta Bolognese propone linea di intimo, kimono e pigiami in seta creati con una particolare texture. Una offerta completa volta al benessere e alla salute.

Umberto Faedi

 

nella foto Bepep Lanci con Lina Wertmuller

 

Light Cafè, incontri di fotografia alla Casa del Cinema ,

domenica 23 febbraio 2020 – ore 11.00 – 13.00

LARGO MARCELLO MASTROIANNI, n. 1 ROMA (VILLA BORGHESE)

il  programma:
Cinque domeniche di fine mese, cinque appuntamenti per conoscere da vicino i segreti della fotografia nel cinema. Da domenica 23 febbraio, prenderà il via alla Casa del Cinema di Villa Borghese Light Cafè. Incontri di luce, la manifestazione a cura di Shot Academy in collaborazione con la stessa Casa del Cinema, che proporrà un programma di cinque incontri con i grandi direttori della fotografia italiani per parlare di luce e di cinematografia.

Saranno appuntamenti di approfondimento e studio, per conoscere nel dettaglio come si realizza e si costruisce un film e rivelare le diverse tecniche con cui si progetta il look di una pellicola. Attraverso il racconto in prima persona degli ospiti cinematographer e la formula dell’intervista di volta in volta condotta da Alessandro Bernabucci e Stefano Di Leo, gli spettatori avranno modo di scoprire il lavoro di uno dei principali collaboratori del regista.

Gli appuntamenti con Light Cafè

Si comincerà domenica 23 febbraio alle ore 11.00 con Oltre la luce, il primo appuntamento dedicato al maestro Beppe Lanci.

Docente di fotografia cinematografica presso il Centro Sperimentale di Cinematografia, Lanci vanta una filmografia molto ampia con più di cinquanta film all’attivo, molti dei quali diretti da grandi maestri del nostro cinema come Marco Bellocchio, Nanni Moretti e i Fratelli Taviani. Dopo aver svolto agli inizi della carriera il ruolo di assistente operatore per grandi film come I pugni in tasca, C’era una volta il west, Porcile e Nel nome del padre, Lanci fa il suo esordio come cinematographer nel 1977 con il film Difficile morire di Umberto Silva, affermandosi negli anni ’80 con Gli occhi, la bocca di Bellocchio, Nostalghia di Andrej Tarkovskij, Kaos dei F.lli Taviani, Un complicato intrigo di donne, vicoli e delitti di Lina Wertmüller – film che gli valse il David di Donatello – fino a consacrarsi definitivamente alla fine degli ’80 e nei ’90 con i film di Nanni Moretti (Palombella rossa, Caro diario, Aprile, La stanza del figlio), le successive opere di Bellocchio e dei Taviani e le collaborazioni in film come In nome del popolo sovrano di Luigi Magni e Piccoli maestri di Daniele Luchetti.

Nel corso dell’incontro si parlerà della carriera del maestro, dei motivi che lo hanno portato ad intraprendere la strada del cinema e del rapporto con i registi con cui ha lavorato nel corso dei trent’anni di attività. A dare respiro all’incontro/intervista saranno le sequenze di alcuni dei film principali “fotografati” da Lanci come Salto nel vuoto di Bellocchio, Nostalghia di Tarkovskij e La stanza del figlio di Moretti.

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