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Presso la Biblioteca Comunale di Misano Adriatico hanno avuto luogo vari incontri sull’Europa

in particolare un incontro con Massimo Cacciari. Dopo Brexit, quale destino per l’Europa?

Vito Mancuso : Dio e il suo destino

Antonio Pascale : Che si dice sull’amore ovvero il destino dell’amore

Per i video grazie alla cortesia della Biblioteca di Misano

l suo nuovo film, “La via lattea” è molto atteso e si vedrà finalmente alla prossima Mostra del cinema di Venezia. Nell’attesa ecco apparire il regista Emir Kusturica a Sogliano sul Rubicone (Forlì), ma non da cineasta bensì nel suo altrettanto amato ruolo di rocker.

Con la sua No Smoking Orchestra inaugura alle 21.30 la Festa dell’Unità di Rontagnano – «una bella festa,una delle più importanti della provincia spiegano i promotori – inserita in un piccolo paese, che ha avuto il coraggio di organizzare questo meraviglioso concerto». (Da Repubblica, 8 agosto 2016) .

Non ha parlato di cinema il regista Emir Kusturica ma si è esibito in una versione da rocker con la sua band trasportando il numerosissimo pubblico con le  musiche balcaniche. Ha fatto eseguire dei brani di alcuni dei suoi film dalle tromba e dai violini della scatenata band. Una serata indimenticabile

Emir Kusturica & The No Smoking Orchestra alla festa dell’Unità di Rontagnano (Forlì)

La Cultura è l’ Europa.

Il programma integrale di Casadeipensieri2016

CASADEIPENSIERI2016 
26° rassegna culturale internazionale
La Cultura è l’ Europa
Bologna, 25 Agosto-19 Settembre
Festa de L’Unità di Bologna
Direzione artistica
Davide Ferrari
Coordinamento
Massimo Meliconi
Consulenza progetti arte
Bruno Stefani
Consulenza progetti musicali
Piero Mioli
Assistente alla Direzione
Antonio Iannone
Autori internazionali
Daniela Zoboli
Programmazione
Mirta Ferrarini
Lillia Papperini
Angela Al Mureden
Si ringraziano Angela Amadori, Gabriele Chessa, Graziella Giorgi, Marco Macciantelli, Loris Marchesini per le idee e la collaborazione

http://casadeipensieri2000.blogspot.it/

Agosto

25 Giovedì
ore 21 Sala centrale “Renato Zangheri”
Casadeipensieri2016
“La follia di fare l’Orlando. Orlando Furioso 500 anni, Vivaldi, Handel, Calvino, Ronconi”
Parole, immagini, musiche con Gian Mario Anselmi, Rossella Cabiddu, Claudio Longhi, Emanuela Marcante, Piero Mioli, Daniele Tonini.

in sala:“Il teatro dei paladini”: esposizione in Sala di pupi dal Museo dei burattini di Budrio, collezione Zanella-Pasqualini

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26 Venerdì
ore 21 Sala centrale “Renato Zangheri”
“Il nome della rosa.
Il libro ed il film. Seguendo Umberto Eco, seguendo Jean Jaques Arnaud”
Proiezione del film “La rosa dei nomi”
di Nene Grignaffini e Francesco Conversano, in collaborazione con Giovanna Grignaffini
prodotto da Movie Movie srl
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27 Sabato
ore 21 Sala centrale “Renato Zangheri”
Casadeipensieri2016
Proiezione del film:
“Non arretreremo!
Renato Zangheri il Sindaco Professore”
Regia di Mauro Bartoli e Lorenzo K. Stanzani
Intervengono Paolo Bolognesi, Francesco Critelli, Gianluca Farinelli, Angelo Varni

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30 martedì
h 19,5 Libreria della Festa, Parco Nord
Presentazione del libro
” Nonostante tutto ” Una storia tra biografia e romanzo.
Di Aldo Bacchiocchi e Maurizio Garuti
Minerva edizioni 2016
Letture ad Alta Voce di Saverio Mazzoni
Incontrano l’autore
Learco Andalo’, Carlo Castelli e Cesare Sughi
A cura della Libreria della Festa
In collaborazione con Casa Dei Pensieri
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Settembre
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2 venerdì
ore 21 Sala Metropolitana
Casadeipensieri2016
“Bologna: la storia ed i luoghi dello spettacolo, dall’antichita’ ai nostri giorni”
Un racconto illustrato di Pietro Maria Alemagna
Presenta Pietro Zanelli

La vita della città attraverso i suoi spettacoli e le sue rappresentazioni. Da Bononia Romana alla città medioevale. Le rappresentazioni sacre, la Commedia dell’Arte e il Teatro in Piazza. Dai « pueri cantores » al melodramma . Il teatro pubblico ed i teatri privati. Bologna città di teatri. Le meraviglie della scenografia. Gli spettacoli dei burattini e i cantastorie. I café chantant. Dal teatro al cinematografo. L’avanspettacolo. I cinematografi. Dai brustulli ai popcorn.

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3 sabato
ore 17,30 Libreria Ubik, via Irnerio 27
Casadeipensieri2016
“50 anni fa: Guido Fanti Sindaco”
Intervengono: Lanfranco Fanti, Luisa Lama,
Dante Stefani, Franco Tassinari.
Presiede Loris Marchesini

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5 lunedì
ore 20,30 Sala Metropolitana
Casadeipensieri2016
“Utopia e progetto”
Incontriamo Frei Betto
in dialogo con Giancarla Codrignani
e Silvia Scatena

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ore 22 Sala Metropolitana
Casadeipensieri2016
“Incontriamo Moni Ovadia
Presentazione di Vittorio Franceschi
Di M. Ovadia: “Il coniglio Hitler ed il cilindro del demagogo”
La nave di Teseo ed.

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6 martedì
ore 17, 30 Libreria Ibs, piazza dei Martiri 5
Casadeipensieri2016
“Montale-Dante”
Conversazione di Emilio Pasquini,
presentazione di Magda Indiveri
Nicola Muschitiello legge suoi versi
da “La rosa eterna”, Editore Nino Aragno

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7 mercoledì
ore 20,30 Libreria della Festa, Parco Nord
Casadeipensieri2016
“La poesia di Carla Muzzioli Cocchi” .
In dialogo con l’autrice Gian Piero Pedretti e Stefano Delfiore
Di C. Muzzioli Cocchi: “L’aria della sera”, Danilo Montanari ed.
In collaborazione con la Libreria della Festa
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ore 22 Libreria della Festa, Parco Nord
Casadeipensieri2016
“Ludocrazia. Il gioco d’azzardo: un problema sociale”
In dialogo con Marco Dotti intervengono Gianguido Nobili, Giulio Pierini, Susanna Vezzadini, presiede Raffaele Salinari
A cura di M.Dotti e M. Esposito: “Ludocrazia. Un lessico dell’azzardo di massa” , O barra O ed.

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8 giovedì
ore 21 Libreria della Festa, Parco Nord
Casadeipensieri2016
“L’uomo del futuro. Sulle strade di don Lorenzo Milani”.
Incontriamo Eraldo Affinati, con i volontari della Penny Wirton
Il libro di E.Affinati è edito da Mondadori

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9 venerdì
ore 20,30 Libreria della Festa, Parco Nord
Casadeipensieri2016
“L’Europa e la rinascita dei nazionalismi”
Conversazione di Valerio Castronovo.
Interviene Giacomo Bottos
Il libro di V. Castronovo è edito da Laterza

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ore 22 Libreria della Festa
Casadeipensieri2016
“Lo stato di ebbrezza”
presentazione in anteprima dello spettacolo teatrale liberamente dal libro di Valerio Varesi
Con l’autore intervengono Stefano Volpe, regista e interprete, Tiziana Marongiu, di Bellavista associazione.
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10 sabato
ore 20,30 Libreria della Festa, Parco Nord
Casadeipensieri2016
“Il processo di via Barberia.
la requisitoria stalinista che annunciò la fine del Pci”
Dialogo con Domenico Del Prete, Aldo Balzanelli, Piero Ignazi, Antonio La Forgia
Il libro di D.Del Prete è edito da Pendragon
In collaborazione con la Libreria della Festa

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ore 22 Libreria della Festa, Parco Nord
Casadeipensieri2016
“Uomini diventati numeri.I militari italiani internati nella Germania di Hitler”
Dialogo di Ilaria Micheletti con Valerio Varesi e Luciano Casali, presiede Massimo Meliconi
Di Amedeo Zironi, a cura di I.Micheletti: “Ero il numero 33292. Memorie di un ex internato militare italiano” Aras edizioni

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11 domenica
ore 18,30 Libreria della Festa, Parco Nord“
Casadeipensieri2016
“Lotta alle mafie.
Io, come cittadino, cosa posso fare?”
Sandro Ruotolo, Antonio Picascia, Enrico Quarello,
Ulisse Belluomini, Simmaco Perillo, Silvia Manfredini
Moderatore Andrea Bonzi
in collaborazione con il Comitato “Io lotto”

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ore 20,30 Libreria della Festa, Parco Nord
Casadeipensieri2016
“Incontriamo Dorit Rabinyan“
in dialogo con la scrittrice Alberto Sebastiani
Presiede Michela Turra
Di D.Rabinyan:”Borderlife”, Longanesi
“Una magnifica storia d’amore
che la tragedia di due popoli
non riesce a sopraffare”
Amos Oz
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ore 22 Libreria della Festa, Parco Nord
Casadeipensieri2016
“Voglio un cibo educato”
Dialogo di Gianpiero Calzolari con Andrea Segrè
presiede Claudia Castaldini
Di A. Segrè “Cibo”, Il Mulino

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12 lunedì
ore 20,30 Libreria della Festa, Parco Nord
Casadeipensieri2016
“ Targa ricordo di Paolo Volponi per l’impegno civico a Paola De Donato”.
Intervengono Ethel Frasinetti e Guido Armellini.
Consegna la Targa Luigi Tosiani.
Presiede Graziella Giorgi.

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ore 21 Sala Palacuore
Casadeipensieri2016
“La bicicletta di Leonardo. Incontriamo Paco Ignatio Taibo II”
Intervengono con l’autore Pino Cacucci e Giovanni Gentile Marchetti
I libri di P.I.Taibo II: “La bicicletta di Leonardo”
e ”A quattro mani”, sono editi da La nuova frontiera
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ore 21 Sala centrale
“Mi chiamo Renato”, il film sulla storia dello stadio di Bologna scritto da Emilio Marrese. Regia di Paolo Muran e Cristiano Governa. Interpretato da Vito, Bob Messini, Angela Baraldi, Bruno Pizzul, Giancarlo Marocchi, Adam Masina, Gianfranco Civolani e Cristina Chinaglia con la straordinaria
partecipazione di Vasco Rossi.
In collaborazione con Casadeipensieri2016
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13 Martedì
ore 19 Libreria della Festa, Parco Nord
Casadeipensieri2016
“Della Propria Voce”,
Una antologia di poesia
Intervengono Paola Elia Cimatti,Patrizia Dughero, Leila Falà, Zara Finzi, Donatella Franchi, Serenella Gatti Linares, Loredana Magazzeni, Paola Tosi, Alessandra Vignoli, Vannia Virgili, Anna Zoli, Giovanna Zunica.
Il libro è edito da Qudulibri ed.

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ore 20,30 Libreria della Festa, Parco Nord
Casadeipensieri2016
“I voli di Leonardo e Ludovico”
Intervista parallela a Ludovico Ariosto ed a Leonardo da Vinci
con Valentina Fortichiari e Gino Ruozzi.
Di V. Fortichiari “La vita di Leonardo” Sedizioni ed.
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ore 22 Libreria della Festa, Parco Nord
Casadeipensieri2016
“La femmina nuda”
Elena Stancanelli in dialogo con Giovanni Egidio e Annamaria Tagliavini
Il romanzo di E.Stancanelli è edito da La nave di Teseo

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14 mercoledì
ore 17,30 Libreria Coop Zanichelli
Casadeipensieri2016
“60 anni fa : il libro bianco di Dossetti”
Intervengono: Domenico Cella, Marco Macciantelli,
Mauro Moruzzi, Luigi Pedrazzi.
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ore 20,30 Libreria della Festa, Parco Nord
Casadeipensieri2016
“Shakespeare-Eduardo. Le tempeste teatrali”
“La tempesta” tradotta da Eduardo De Filippo
Interventi di Gianni Ghiselli, Giuseppe Spano,
Carlo Cammuso, presiede Federico Diamanti
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ore 22 Libreria della Festa, Parco Nord
Casadeipensieri2016
“Calcio tricolore, la nazionale, la società , la politica, i media”.
Dialogo con Alberto Guasco, Emilio Marrese, Andrea Mingardi, Silvia Napoli
Intervento in video di Dino Zoff
Conduce Cristian Tracà
di A.Guasco: “Spagna ’82. Storia e mito d’un mondiale di calcio ”.
Carocci ed.

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16 venerdì
ore 20,30 Sala Metropolitana
Casadeipensieri2016
“Targa ricordo di Paolo Volponi 2016 a Nino Migliori e Vittorio Giardino”.
Intervengono, in dialogo con Nino Migliori: Michele Smargiassi, Graziano Campanini,
in dialogo con Vittorio Giardino: Daniele Barbieri ed Emilio Varrà
Consegna le Targhe Virginio Merola
Presentazione di Marco Macciantelli

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17 sabato
ore 17 Sala centrale “Renato Zangheri”
Casadeipensieri2016
“Targa ricordo di Paolo Volponi a Wolfango”
Intervengono Matteo Marchesini, Eugenio Riccomini, Cesare Sughi
Consegna le Targa Francesco Critelli
Presentazione di Bruno Stefani
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18 domenica
ore 21 Estragon
Casadeipensieri2016
“900 anni del comune di Bologna”
Dialogo di Rolando Dondarini e Andrea De Maria con Giorgio Diritti e Grazia Verasani,
con proiezione del film
“Bologna 900” di Giorgio Diritti
e Letture di Olga Durano da: “Bo Bohème” di Grazia Verasani

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19 lunedì
ore 21 Sala centrale “Renato Zangheri”
Casadeipensieri2016
“Rossini, Rossini…Il Barbiere di Siviglia. 200 anni”
Interventi di Alfredo Caruso Belli, Davide Ferrari, Piero Mioli,
Al pianoforte Matteo Matteuzzi, soprano Valeria D’Astoli

Performance di Land Art

LE OLIMPIADI DELLA MISERICORDIA

di Dario Gambarin

 

 

Dario Gambarin 1 RIO 2016 Dario Gambarin 4 RIO 2016 Dario Gambarin 5 RIO 2016

 

Castagnaro (VR)

31.7.2016

 

Si intitola “LE OLIMPIADI DELLA MISERICORDIA” ed è dedicata alle imminenti olimpiadi di Rio, l’ultima opera di Land Art dell’artista veronese Dario Gambarin,  realizzata con un trattore senza segni tracciati in precedenza sul terreno. Gambarin, che ha dato vita con questa tecnica a numerosi ritratti tra cui quelli di Obama, Mandela, Papa Francesco e Robin Williams, vuole rivolgere agli atleti in partenza, l’invito a preservare lo spirito leale e onesto dello sport. L’opera di 47mila metri quadrati è stata realizzata a Castagnaro su un campo di stoppie di grano trebbiato (La figura è di circa 180 metri ossia cinque volte l’altezza del redentore di Rio).  <Mi auguro – ha detto Gambarin – che lo sport unisca i popoli e attenui le tensioni razziali, religiosi e sociali di questo periodo>.

Informazioni

per foto e video

cell.: 0039-333-8909901

e-mail: dariogambarin@libero.it

 

Un ringraziamento speciale a Dario Gambarin per consentirci la pubblicazione della sua Opera sulle Olimpiadi di Rio i cui giochi si sono aperti il 5 agosto. 

www.LauraFantini.com   –  Luglio 2016
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Corpus
Museu Nacional José Malhoa
Caldas da Rainha, Portogallo
2 Luglio – 4 Settembre, 2016

Il Museo Nazionale José Malhoa, uno dei musei d’arte più significativi del Portogallo, nella bella città di Caldas da Rainha, ha invitato alcuni artisti a pensare al linguaggio del corpo come una costruzione sociale e politica. Ispirato dal lavoro di Malhoa nell’importante collezione del museo, gli artisti hanno dovuto contrapporsi con le sfide della società contemporanea.

Quali sono le sfide delle donne e degli uomini al giorno d’oggi? Ogni società ha il “proprio” corpo. Tale come un linguaggio, questo corpo è soggetto ad un percorso sociale. Questo segue le regole, i rituali d’interazione, la teatralità quotidiana. Il corpo contemporaneo, l’immaginario relativo al corpo contemporaneo, si differenzia da qualsiasi altro periodo storico. Non si è mai avuta una preoccupazione tanto grande per la bellezza, la gioventù e il piacere, come nell’attualità. L’eterna ricerca per l’edonismo si presenta anch’essa come fattore decisivo in questo processo.

Questa esposizione rientra nel Progetto She (sviluppato dal 2014) ed è curata da Genoveva Oliveira.

corpus

Sono molto emozionata che mi sia stato chiesto di partecipare a questa importante esposizione, con l’opera intitolata “Un po’ di te” (immagine qui a fianco).

La mostra si e’ inaugurata il 2 luglio scorso, con una performance dell’artista Monica Mura, seguita da una visita guidata tenuta della curatrice Genoveva Oliveira.

Presto ci saranno altre news!!!

Non dimenticate di visitare il mio nuovo sito: www.laurafantini.com

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Nelle foto di Roberta Ricci l’atto di sturare la bottiglia di vino con la sciabolata ad opera di Umberto Faedi

 intervista a Piero Valdisserra autore del libro di Roberta Ricci

Il 14 Luglio giorno della presa della Bastiglia si e’ tenuto il processo pubblico agli Spaghetti alla Bolognese. Nel ristorante del Borgo delle Vigne della Cantina Gaggioli a Zola Predosa alla presenza di un centinaio di persone, la difesa rappresentata da Umberto Faedi e Piero Valdiserra soci fondatori della Balla degli Spaghetti e la pubblica accusa ben sostenuta da Carlo Gaggioli si sono confrontati senza risparmiarsi colpi bassi. Un delizioso aperitivo ottimamente organizzato da Letizia Gaggioli preceduto dal sabrage di alcune bottiglie di Carlet Pignoletto Spumante ha accolto gli intervenuti. Il raro Salame Rosa e la Mortadella di Bologna del Salumificio Negrini erano affiancati da gustose crescentine e spiedini con pomodorini e mozzarelline. Terminato l’aperitivo la corte e la giuria popolare composta da tutti gli intervenuti si sono spostati nella sede del dibattimento e si sono accomodati. L’accusa ha esposto le sue ragioni e poi sono arrivate sulle tavole delle magnifiche Tagliatelle al ragu’ abbinate a scelta con Pignoletto Frizzante e Pignoletto Superiore DOCG. Chi lo desiderava poteva grattugiare sopra la pasta il magnifico Re Nero della Famiglia Chiari Campione del Mondo dei Formaggi, parmigiano dell’Appennino con la crosta esterna trattata con carbone vegetale e altri ingredienti tenuti segreti e spennellata a mano. In questo modo la crosta stessa risulta molto più sottile e oltre a poter essere tagliata piu’ agevolmente risulta meno pesante e incide meno sul peso e sul prezzo, e a questo i consumatori e le massaie sono molto attenti. La Famiglia Chiari ha ripreso la tradizione dei Frati Cappuccini che lavoravano la parte esterna del parmigiano con cenere e miele. Piero Valdiserra per la difesa ha replicato prima dell’arrivo degli Spaghetti e esposto i motivi della costituzione della Balla alla presenza degli altri soci fondatori. Umberto Faedi ha incentrato l’intervento sul fatto che questo piatto, non tradizionale ma presente nei menu’ casalinghi, diventi un valore aggiunto per far conoscere ed apprezzare ancora di piu’ Bologna nel mondo. La Balla non vuole stravolgere i dettami della cucina tradizionale ma utilizzare un dato di fatto e cioe’ che i famigerati Spaghetti sono conosciuti in tutto il mondo e forse anche dagli alieni…. E sono arrivati in tavola guarniti dalla stesso ragu’ delle Tagliatelle. I commensali hanno apprezzato moltissimo le preparazioni fatte dallo chef Massimo Bugli e dal suo vice. I piatti sparecchiati erano sempre rigorosamente vuoti! Gli Spaghetti e le Tagliatelle sono stati prepararati nel laboratorio allestito nel ristorante: un vero successo. In attesa delle polpette con i piselli abbinate a scelta con la Barbera Frizzante o il Rosso Bologna, Carlo Gaggioli per l’accusa ha affermato che il piatto e’ cattivo, che e’ stato inventato sul finire della seconda guerra mondiale, che i sedicenti Spaghetti alla Bolognese sono quelli conditi col tonno e per ben finire che proprio non esistono. Le repliche affidate alla difesa hanno evidenziato che gli Spaghetti a giudicare dai piatti vuoti non sono assolutamente cattivi, anzi. Esistono ben da prima della fine della seconda guerra mondiale e quello conditi col tonno, piatto di magro della tradizione sono appunto quelli col tonno…..Sul fatto poi che non esistano basta consultare internet per rendersi conto del contrario. Certamente al di fuori di Bologna e provincia le interpretazioni sono assolutamente disdicevoli così come i famigerati barattoloni e latte che uniscono una non meglio definita “salsa Bolognese” con la pasta e contro questa blasfemia culinaria bisogna battersi strenuamente. Le gustose polpette con i piselli hanno preceduto la fine del processo che si e’ concluso con una giusta assoluzione del piatto eretico. Una deliziosa torta di riso in mariage con Ambrosia Pignoletto Passito ha chiuso questa cena con processo. Prima del caffe’ e del Nocino e’ stata decretata dai presenti la bonta’ degli Spaghetti blasfemi. Assoluzione quindi ma non vi erano dubbi! Nel corso della serata Giulio Biasion giornalista ed editore, socio fondatore della Balla assieme a Neria Rondelli, Franco Mioni e Vittorio Spampinato ha annunciato l’uscita per conto della EdiHouse a settembre di un libro sugli Spaghetti scritto da Piero Valdiserra. Alla prossima udienza!
Umberto Faedi

Anno 2392
Mi chiamo Ben Starbuck, nato a Londra 42 anni fa. Sono al comando dell’astronave Essex. Grazie alla nuova tecnologia ESP, che consente scorciatoie subliminari, stiamo atterrando su Kepler-22, nella
costellazione del Cigno. Come certamente sapete, si tratta di un avvenimento dalla straordinaria importanza. La prima volta che, con  assoluta certezza, ci troviamo al cospetto di una forma di vita
intelligente, probabilmente di una qualche forma di civiltà. Anche se, a dirla tutta, alcuni ricercatori divergono su quest’ultimo punto… ma di questo parleremo dopo.
Il sistema di bordo mi avverte che mancano circa 22 minuti al contatto, quindi cerco di rilassarmi.
Mi torna in mente mio padre, un diplomatico dell’Unione. Con lui quando ero adolescente ho fatto bellissimi viaggi. Penso sia per questo che mi è venuta la voglia d’avventura, lo spirito dell’esploratore. Più precisamente fu la frustrazione dovuta a Hemingway.
Mi spiego meglio. Come dicevo, grazie al particolare lavoro di mio padre, ci spostavamo spesso nei cinque continenti e, naturalmente capitava di visitare luoghi bellissimi, come Venezia, Siviglia, Parigi, Cuba, parchi Africani, Caraibi, luoghi ameni nei posti più remoti, insomma…
spessissimo mi imbattevo in irritanti targhette che attestavano che l’intrepido giornalista e scrittore era stato li, prima di noi. Persino a Stresa, sul lago Maggiore, dove avevo abitato con mia madre.
Nell’ingenuità’ tipica di quei teneri anni, la presi come un sopruso, una violazione; col tempo, una sfida. Crescendo decisi di esplorare nuovi mondi extraterrestri. Penso che il desiderio di surclassare Ernest, nel
dipingere con grandi reportage, quei territori stucchevoli, nello stupore di svelare per primo località incontaminate, abbia giocato un ruolo fondamentale.
Finalmente mi avvisano che siamo in prossimità dell’atterraggio. Quello che appare, dopo aver attraversato un denso strato di nuvole, e’ un pianeta incantevole e inquietante. Tra lembi di vapore, che fuggono veloci, intravedo un mondo prevalentemente coperto d’acqua. costellato
da rare isole, oasi di dimensioni varie, difficili da definire da questa distanza.
Il portellone non ha finito di scorrere che vedo venirmi incontro il capitano Carlos Santiago, una vecchia conoscenza. Prima che possa dispormi a salutarlo, mi abbraccia calorosamente.
– Ciao Ben, spero che tu abbia fatto un buon viaggio. –
– Non male, tranquillo e piacevole, come al solito. Qui piuttosto non è cambiato nulla, immagino. Rispetto al rapporto intendo. – – No certo. Tutto come prima. Nessuno ha mai oltrepassato il Limes della nostra mega cupola magnetica, anche se le condizioni lo permetterebbero, come ben sai. All’esterno continuano ad apparirci queste creature, che noi abbiamo chiamato Olegh. Appaiano all’improvviso, a una distanza di un centinaio di metri. All’inizio, come miraggi creati dal calore dell’aria, tremolanti come ectoplasmi, poi
avvicinandosi sembrano assumere un aspetto umano. Quando finalmente te li trovi di fronte, ti rendi conto che sono in tutto uguali a noi. Uomini e donne, vestiti a volte in modi buffi, vagamente retro’. Ti guardano con uno sguardo dolce, curioso, che ti mette a disagio. Non parlano, non
dicono nulla.
Qualcuno afferma di aver stabilito un qualche rapporto telepatico, ma non ci sono riscontri naturalmente. Se hai letto il rapporto saprai che è stato citato”Solaris”, un romanzo del XX secolo di Stanisław Lem. Il
grande Andrej Tarkovskij ne fece un film, come saprai… Comunque, in effetti ci sono delle analogie.
C’è chi ha avanzato l’ipotesi che gli Olegh siano solo proiezioni del pianeta; forse l’unico, vero essere vivente, razionale e intelligente, che esista qui. Un autentico organismo, con una qualche coscienza. Si
ipotizza che usi queste proiezioni, queste creature, fin troppo a nostra immagine e somiglianza, per comunicare. –
– Però si tratta di persone vere, almeno questo e’ appurato, credo? – – Si certo, sono state fatte tutte le analisi: sembrano in tutto uguali a noi. Ed e’ questo che inquieta, che veramente ci fa dubitare. L’atmosfera esterna e’ molto simile a quella terrestre, anche questo e anomalo. Ci troviamo in prossimità del polo sud e la temperatura e’ piuttosto rigida.
Sul pianeta compaiono continuamente nuove isole, poi lentamente sembrano dissolversi. Osservandole con i satelliti apparentemente sembrano come quelle terrestri, ma quando vai ad ingrandire, tutto
diventa nebuloso, indefinito. Non ci sono disturbi ottici, ne alterazioni atmosferiche, lo abbiamo verificato naturalmente, piuttosto sembra una condizione oggettiva; come se la materia di cui son composte fosse densa e gassosa, in continua lenta metamorfosi. – – Certo, ho letto tutti i rapporti naturalmente. Non vedo l’ora di verificare tutto personalmente. Ora penso di riposarmi un poco. Tra
quarantotto ore sarà il gran giorno. –
– Ti sei offerto volontario, avrai valutato i rischi…? – – Sicuramente. Qualcosa mi dice che non accadrà nulla di grave. Almeno per quel che riguarda la mia incolumità fisica. – – Si… Certo. Con i tuoi studi di antropologia e psicologia di gruppo sei il più adatto a questa missione, complimenti per il coraggio comunque. Da parte nostra abbiamo predisposto tutto quello che ci è possibile per che concerne la localizzazione e le comunicazioni. Capirai però che non può dipendere solo da noi.-
Primo giorno
Mi accompagnano al Limes. Carlos aziona un comando e compare un’apertura, con un leggero sibilo. Dall’esterno Entra un vento gelido che mi inquieta.
– Bene, buona fortuna allora, e… come si dice in questi casi: teniamoci in contatto.-
– Speriamo. Voglio dire, spero sia possibile, ma non ti preoccupare vedrai che tornerò tutto intero. Ne sono sicuro. –
Attraverso la soglia con un certo timore. È normale penso. Per fortuna la tuta termica mi protegge dalla temperatura di soli sei gradi. Trascino il mio trolley come un turista qualsiasi. L’aria e leggera e pungente, con poca umidità. Si sta bene. Non passano che pochi minuti, e in lontananza scorgo  tre sagome. Prendono forma lentamente, nella leggera foschia marina. Avvicinandomi, riconosco le sembianze umane.
Sono tre donne di una bellezza inquietante. Alte e conturbanti, come uscite da un trailer di moda, Vestono pellicce che coprono corpi sinuosi.
Ninfe di una saga nordica
– Salve Ben, mi chiamo Sylvie. Loro sono Gesebel e Offra. –
– Salve a voi. Come sai il mio nome?-
– Tu me lo hai detto. L’ho letto nel tuo pensiero, dott. Ben Starbuck
immagino? –
Le stringo la mano con un leggero disagio.
– Cominciamo bene, imbarazzante direi. –
Un sorriso splendido e malizioso, lo sguardo dai riflessi metallici, mi disarmano.
– Bene, noi abbiamo uno yacht che ci aspetta. Vieni con noi? –
Guarda il mio trolley.
– Certo. –
– Ne ero sicura. Sento in te una grande curiosità. Anche per noi è lo
stesso.–
– Non è una minaccia? –
Ridono.
– Stai tranquillo, non ti succederà nulla di spiacevole. Siamo un
popolo pacifico, e civile. –
Lo yacht in realtà e’ una nave bianca avorio di sessanta metri; blu, sotto la linea di galleggiamento, le finiture in lucente metallo. Un design accattivante e sorprendentemente moderno. Sul ponte ci salutano un ventina di persone, in maggioranza ragazze. Tutti con un aspetto giovanile e aitante. Mi sconcertano, ho l’impressione di essere parte di una saga da comix, o di una qualche mitologia scandinava, con protagonisti personaggi col fisico da supereroi. Tutto e’ troppo perfetto, come in una fiction.
Sylvie mi presenta i compagni di viaggio, tutti con nomi che
riecheggiano quelli di antiche culture terrestri: Saffira, Zamora, Esther, Sharon, Miriam, Bethel, Judith, Ruth, Kelvin, Morbius, Astrid, Hannah, Ruben, David, Artie, Matteo…
Sono accolto con molto calore a affabilità, come uno di loro. Un ronzio e il natante si alza, comincia a muoversi lentamente. In breve acceleriamo senza sforzo e rumore, sottintendendo una tecnologia evoluta, probabilmente a levitazione anti-g.
Vedo enormi iceberg scorrere lentamente attraverso le ampie vetrate della sala. Brillano di un celeste intenso, quasi innaturale, alla luce bianca del sole. Appaiono come finzione, una video istallazione di un artista del XX secolo, tanto sono ipnotici e ripetitivi. Con sinistra bellezza sfilano ripetitivi, senza fine.
– Cos’è che ti turba tanto? –
Il viso splendido di Sylvie mi sta davanti, gli occhi suadenti, fissi sui miei.
– Niente, mi ero perso nei miei pensieri. –
– Lo sai che non possono esserci segreti tra noi. So cosa ti turba,
cosa non ti convince… –
Mi decido a parlare.
– Da noi, sul nostro pianeta, esiste l’evoluzione delle specie. Per farla breve se una qualsiasi essere vivente, si sposta dal suo ambiente, magari su un’isola poco distante, non avendo più contatti con i suoi simili, bastano poche migliaia di anni per creare delle differenze morfologiche, di dimensioni, abitudini,
ecc…Insomma, la cosa immediata che mi viene da chiedermi e’ questa: come è possibile che in un pianeta distante anni luce, vivano degli esseri del tutto simili a noi, nelle dimensioni, nei particolari, le abitudini, persino somiglianze culturali. Per certi versi, addirittura, e’ come guardarsi in uno specchio che non
rifletta i difetti. –
Non distoglie lo sguardo, occhi incantevoli, pieni di promesse.- – Non fermarti alle apparenze Ben. Ci sono profonde differenze tra noi e voi. Per quello che ci rende simili ci possono essere milioni di
spiegazioni. Per ora limitiamoci alle differenze più evidenti. La nascita prima di tutto. Voi procreate per innesto genetico tra corpi di sesso diverso. – uno sguardo allusivo e incantevole.
– Be’ , semplificando, possiamo metterla così. –
– Noi no. Veniamo creati da Oen, la nostra Terra, il nostro universo. Voi generate con dolore, duplicando in miniatura le vostre caratteristiche, noi no. Oen ci genera e a lui torniamo, senza infanzia e senza vecchiaia. Sopratutto senza dolore. –
– Sembra una favola, a noi terrestri sicuramente rimanda a leggende di fate ed elfi.
Gesebel interviene.
– Capiamo cosa vuoi dire, ma non è così. Noi iniziamo il ciclo della vita creati dalle nebbie e dal fango di Oen. In stato confusionale si, ma con capacità già sviluppate. Sopratutto in sintonia, armonia con
tutti i viventi, figli di Oen.-
Un lampo sensuale nei suoi occhi profondi.
– La nostra società non conosce guerre – continua – non abbiamo la vostra aggressività, la violenza che vi contraddistingue. Il nostro mondo non ha mai conosciuto l’evoluzione come la concepite voi.
Tutto si sviluppa in modo naturale come il crescere spontaneo di una pianta, che lentamente, inesorabilmente, sviluppa tutte le sue potenzialità. Anche nella nostra comunità e’ così. Nessuno, come
individuo, inventa niente. Tutto si evolve insieme, secondo le esigenze, secondo il bisogno collettivo. In modo naturale.
– Dire che sono perplesso e’ un eufemismo. Come possibile un progresso sociale, scientifico, senza la creatività dell’individuo?
Come è possibile senza una vera competizione? –
– L’ho detto, siete troppo bellicosi; il vostro disorientamento deriva in una eccessiva fiducia nel positivismo. Cosa c’è di più creativo della natura stessa. Le soluzioni di Oen sono sempre le più giuste
per le esigenze dello sviluppo vero, basta saperle leggere, assecondare. –
Di nuovo lo sguardo più dolce del mondo.
– Come fate ad innovare, capire le esigenze del cambiamento? – Per noi non esiste cambiamento, tutto si sviluppa secondo disegni prestabiliti, potenzialità insite nello sviluppo armonico. Chi riesce a
inventare più della natura stessa, chi dà le risposte giuste a ogni esigenza, ogni cambiamento, meglio di Oen? – – Una cosa mi colpisce. Se la differenziazione sessuale non serve a procreare, perché anche voi l’avete?
Osservo Sylvie, il suo sguardo mi ipnotizza. Anche Gesebel, Zamora e Bethel, mi fissano con una certa lussuria. – La nostra, sopratutto, è una ricerca della felicità, del piacere come comunione. –
Sento un’ attrazione indomabile, mi perdo nel blu cobalto degli occhi di Sylvie. La stringo a me, la bacio. Presto tutto collassa in una condizione orgiastica. Non è però l’euforia erotica a sorprendermi, ma un senso di annichilamento, di pace spirituale, che lentamente s’impossessa di tutto. Sento i loro pensieri, il loro essere fondersi con il mio.
Salgo sul ponte, semplice e pulito. Legno chiaro e corrimano splendenti, materiale trasparente dai riflessi metallici. Gli iceberg, finalmente più radi, sono anche di dimensioni ridotte. La temperatura e’ mite, si sta meglio. L’ora del tramonto colora l’acqua e il ghiaccio di velature in oro rosato. Lontano sale una leggera
foschia a saturare l’aria. Le onde si perdono, declinando dolcemente nell’azzurro indistinto. Il mare si nasconde oltre le nebbie, oltre l’orizzonte. Il cielo e le rare nubi ora si accendono in sfumature che da giallo arrivano fino al turchese, attraverso sfumature malva e acquamarina. Un mondo davvero troppo
perfetto.
Come prevedevo non riesco a comunicare con la base, comunque registro tutto. Mi tornano alla mente le parole di Santiago: ” quando abbiamo analizzato la materia di Kepler e anche i loro stessi corpi,
ci siamo resi conto che non c’è nulla oltre i quark. Niente anelli di Schwinger, ne conseguenti Shirrs multidimensionali. È come quando ingrandisci un’immagine oltre il limite di definizione, rimangono solo pixel indistinti. Ci deve essere una qualche energia che li sopporti, non si spiga altrimenti come possano esistere.”
Ho quasi l’impressione che tutto possa dissolversi in aria sottile; gli Oleg, le isole ricoperte dalle nubi, e questo stesso vasto globo, con tutto ciò che contiene. Vedo Saffira avvicinarsi.
– Nostalgia per i classici? –
La guardo interrogativo, come un gatto che sbuca in cucina. – So cosa stai considerando. Non è come pensi. Anzi è il vostro modo di pensare ad essere mal impostato. Vi siete fidati, adagiati per troppo tempo su una visione razionale, materialistica della realtà. Nulla è più sfuggente della materia in questo mondo. V’illudete, da centinaia d’anni oramai, di trovare un’equazione, una semplice, ultima spiegazione, che
riveli l’arcano: la pietra angolare su cui si regge l’universo.
Senza rendervene conto vi volete sostituire a Dio. Non considerate di essere confinati a una prospettiva parziale ed estremamente soggettiva. Sondate piani sempre più profondi dell’esistere, sperando di trovarne uno che sostenga tutto l’impianto teorico, faticosamente costruito. In fondo non vi
siete allontanati più di tanto da quella mitica visione della
tartaruga che sorregge l’universo.
– Una delle nostre religioni più antiche, l’induismo, dice che il creato è tessuto sull’unico Brahman, e che il Brahman, qualsiasi cosa esso sia, non può che dividersi in due parti: immanifesta e manifesta. L’unico è sempre due. E tra le due, la prima e di gran lunga preponderante…
– L’invisibile compenetra il visibile, ma non è possibile il contrario. Noi abbiamo un detto: il visibile non vede l’invisibile, però lo può sentire.
– Uhm … – il mio sguardo si perde lontano, sulle onde dorate del tramonto. – Sai, anche da noi ai poli fa freddo, più o meno come qui. Sono le regioni dove c’è più vita; il mare, il cielo, brulicano della
fauna più varia. Qui invece non ho ancora notato nessun animale. –
– Nel nostro pianeta la vita abbonda, te ne renderai conto nei prossimi giorni. Adesso sediamo in coperta, sarai stanco, credo. Hai bisogno di dormire. – il suo sorriso dolce è suadente non ammette repliche.
Terzo giorno
Naturalmente era da due mattine che eravamo preceduti da branchi di Sireni, molto simili ai nostri cetacei insomma; orche e balene direi. Strano, ma la cosa non mi stupiva. Sulle onde volteggiavano specie di rondini giganti. Accarezzavano il mare per lunghi tratti, poi all’improvviso s’impennavano, alzandosi repentine ad altezze ragguardevoli, fin quasi scomparire.
La temperatura è più gradevole, sui venti gradi. Improvvisamente dalle brume lontane compare un’isola. Presto distinguo un profilo di colline nebbiose, nei toni grigi, digradanti, di una finzione teatrale. Mi richiamano alla mente le Langhe Piemontesi.
Avvicinandoci la costa prende la forma di un porto incantevole,  come un pastello di Raoul Dufy. Stormi di volatili danzano nel cielo come seguissero le note di un’arcana armonia. Un’aria fragrante,
pervasa di allegria festiva, vacanziera. La gente è vestita in modo buffo, mi fa venire alla mente la New Orleans del 1950. Sembra più un vezzo alla moda che qualche richiamo al pudore, visto che noto
in spiaggia, assieme a costumi con ricami e fronzoli rococò, bagnanti completamente nudi.
Finalmente sbarchiamo a terra. Il porto è un continuo via vai, una massa che ride, grida, si diverte. Trasmettono energia positiva. Ci sono molte persone con al seguito animali da compagnia, un
incrocio tra dei lemuri e cani da salotto.
Non ci sono bambini e nessuno dimostra più di trentacinque anni. Vengo inghiottito in quel fiume di euforia è presto mi perdo nei vicoli che s’inerpicano su per il paese. Mi incuriosiscono i molti locali, bar, locande alla francese, con i tavoli che invadono la promenade. Mi siedo in quello che mi sembra il più carino. Scopro che a servire ai tavoli sono degli androidi. Mi informano che anche che gli abitanti fanno a turno, dei blandi servizi di sorveglianza, sopratutto per garantire la soddisfazione dei clienti. L’economia di quel mondo mi sfugge completamente. Tra l’altro, con soddisfazione realizzo che non esiste nessuna forma di pagamento; tutto è gratuito.
Mi assale poi, quando mi rendo conto di essermi perso, un irragionevole panico. In fondo, penso, basta che mi riporti al nostro attracco.
Quello che temo è che mi abbiano abbandonato. Una ragazza, al tavolo a fianco, mi si rivolge con modo gentile.
– Qui nessuno è solo, nessuno si perde. Stanno venendo prenderla. – notato il mio stupore aggiunge – Gesebel e Sylvie stanno per raggiungerci. – Infatti non passano che pochi minuti che le vedo
arrivare.
Vedo che ti sei sistemato bene. –
– Sedetevi, prendete qualcosa anche voi. –
mi pavoneggio da anfitrione.
Parliamo di cose frivole, divertendoci come vecchi amici. Poi Sylvie lancia una proposta.
– Che ne dici di andare a una rappresentazione..a teatro? Come dite voi; cinema? Un film ecco. Qui a due passi, all’anfiteatro. –
Il piccolo stadio, da diecimila posti è ricavato scavando una collina, appena sopra il paese. È quasi al completo. Guardare quegli strani spettatori che affollano le gradinate mi da la sensazione di far io
stesso parte di un film. Si avvicina il crepuscolo, pennellando d’oro e malva la volta celeste. Una piacevole brezza accarezza i capelli.
Il buio s’avvicina, al limitare del bosco un uccello ci delizia con un canto melodioso, poi scompare nelle profondità invisibili del cielo.
Gesebel mi sussurra all’orecchio.
– Manca un minuto, mettiti comodo, rilassati. –
– Il centro del teatro è vuoto, senza ombra di nessuna scenografia. Le luci lentamente si attenuano e rapidamente il buio ci circonda.
Una nebbia onirica avvolge la mia psiche. Quando si dirada vivo un’esperienza vivida, reale, con lo sguardo, addirittura il corpo, di un protagonista a me sconosciuto. “Durante un giorno triste, cupo, senza suono, verso il finire dell’anno, un giorno in cui le nubi pendevano opprimentemente basse nei cieli, io avevo attraversato solo, a cavallo, un tratto di regione singolarmente desolato, finché ero venuto a trovarmi, mentre già si addensavano le 0mbre della sera, in prossimità della malinconica Casa. Non so come fu, ma al primo sguardo ch’io diedi all’edificio, un senso intollerabile di abbattimento invase il mio
spirito. Dico intollerabile poiché questo mio stato d’animo non era alleviato per nulla da quel sentimento che per essere poetico è semipiacevole, grazie al quale la mente accoglie di solito anche le più tetre immagini dello sconsolato o del terribile. Contemplai la scena che mi si stendeva dinanzi, la casa, l’aspetto della tenuta, i muri squallidi, le finestre simili a occhiaie vuote, i pochi giunchi maleolenti, alcuni bianchi tronchi d’albero ricoperti di muffa; contemplai ogni cosa con tale depressione d’animo ch’io
non saprei paragonarla a nessuna sensazione terrestre se non al risveglio del fumatore d’oppio, l’amaro ritorno alla vita quotidiana, il pauroso squarciarsi del velo. Sentivo attorno a me una freddezza, uno scoramento, un nausea, un invincibile stanchezza di pensiero che nessun pungolo dell’immaginazione
avrebbe saputo affinare ed esaltare in alcunché di sublime. Che cos’era mi soffermai a riflettere, che cos’era che tanto mi immalinconiva nella contemplazione della Casa? Era un mistero del tutto insolubile; ne’ riuscivo ad afferrare le incorporee fantasticherie che si affollavano intorno a me mentre così
meditavo. Fui costretto a fermarmi sulla insoddisfacente conclusione che mentre, senza dubbio, esistono combinazioni di oggetti naturali e semplicissimi che hanno il potere di così influenzarci, l’analisi tuttavia di questo potere sta in considerazioni che superano la nostra portata. Poteva dirsi, riflettei, che una piccola diversità nella disposizione dei particolari della scena o in quelli del quadro sarebbe bastata a
modificare, o fors’anche ad annullare la sua capacità a impressionarmi penosamente; e agendo sotto l’influsso di questo pensiero frenai il mio cavallo sull’orlo scosceso di un oscuro e livido lago artificiale che si stendeva con la sua levigata e lucida superficie in prossimità dell’abitazione, e affissai lo sguardo, con
un brivido che però mi scosse ancor più di prima, sulle immagini rimodellate e deformate dei grigi giunchi, degli spettrali tronchi d’albergo, delle finestre aperte come vuote occhiaie ….” *
Quando dopo un tempo che mi parve eterno, indefinito, tornai alla realtà, quella vera, ero sconvolto.
– Ehi, che ti è successo, sembri catatonico. – Lentamente focalizzo il volto dolce di Sylvie.
– Si, questa storia mi ha profondamente turbato. Così reale, piena di emozioni vere, di sentimenti. Amore e orrore…al tempo stesso.
Per voi non è stato lo stesso?-
Gesebel mi guarda con sguardo materno.
– Quello che importante sono le emozioni, le esperienze, i sentimenti personali, che ognuno si porta con se. Anche se esiste una storia, una rigida sceneggiatura, ognuno di noi la vivrà a suo modo. Come nei sogni, ogni film sarà il tuo film, unico e diverso dagli altri. Anche la scelta del protagonista non è la stessa per tutti, ma si adatta all’indole di chi guarda. –
Questa chiarimento mi sconcerta, mi porta a riconsiderare la personalità di quegli esseri che probabilmente, e troppo affrettatamente, ho giudicato come subordinati a Oen.
Abbiamo passato altri sette giorni meravigliosi su quell’isola, tra escursioni, giochi spensierati, serate romantiche e orge sfrenate.
Decimo giorno
Navighiamo verso sud, in un clima sempre più temperato. Quando siamo salpati eravamo solo in sei. Oltre me, Gesebel e Sylvie, sono rimasti Moebius, Saffira e Miriam. Gli altri sono semplicemente spariti. Quando chiedo perché, mi forniscono spiegazioni vaghe. La sensazione strana, che mi procura un forte
senso di inquietudine, fino a farmi dubitare di essere in preda a una qualche ossessione, è che sento trasfigurati i miei compagni, come avessero introiettato le personalità di chi ci ha lasciato. La cosa strana è che la nuova situazione non mi dispiace, anzi mi conforta, mi rassicura.
Dopo due giorni di navigazione arriviamo in vista di un nuovo arcipelago, splendide isole tropicali, bellissimi atolli scorrono lenti davanti a noi. Spiagge bianche costellate da scogli che svettano alti, sul blu
intenso del mare; coperti da una intensa vegetazione di un verde abbagliante.
Sul ponte noto Moebius, mi avvicino.
– Dove siamo? –
– Questo per noi è un luogo sacro. Siamo qui per motivi…voi direste religiosi. Oggi è il giorno della grande comunanza…della comunione con Oen. –
– Il vostro è un Dio molto invadente, possessivo. Voglio dire che è immanente, presente, ad ognuno di voi. Non lascia molto spazio al dubbio insomma. –
– Forse un tempo era così anche per voi, poi l’avete dimenticato. – Il mio sguardo si perde lontano, distratto da quel paesaggio da paradiso perduto.
– Già, probabilmente è così. Senti mi chiedo spesso quale livello di conoscenza avete del mondo esterno, dell’universo…se avete prova dell’esistenza di altre forme di vita? – L’universo brulica di vita. Oen può far nascere la vita su qualsiasi pianeta capace di ospitarla. Non c’è problema di distanza, noi siamo in contatto continuo, indipendentemente da spazio e tempo, come un unico organismo. Conosciamo da molto anche il vostro pianeta e i suoi abitanti. –
Sento un brivido lungo la schiena, magari mi sta prendendo in giro con uno stupido bluff. – Ma Adesso basta con le chiacchiere, scendi in acqua con noi, sarà un’esperienza indimenticabile ti garantisco. –
Le ragazze stanno aspettandoci sulla barca di servizio. L’acqua è trasparente come l’aria, l’ombra che il natante proietta sul fondo lo fanno apparire come sospeso nel vuoto. Ci allontaniamo verso il largo dove il mare è di un colore intenso. In alto mare, indossati maschera e pinne, ci prepariamo a scendere in acqua.
Mi accodo anch’io.
Moebius guida la processione. Arrivati in un punto che pare soddisfarlo ci fa disporre in cerchio, a una distanza di due metri uno dall’altro. Immobili sospesi nell’abisso, osserviamo il blu intenso, ipnotico, che ci circonda.
Lentamente si affiancano a noi le creature più varie; cetacei, pesci, creature di ogni forma e specie. A migliaia; formiamo un branco enorme.
Una strana estasi m’invade, sento la mia mente annullarsi, annichilirsi. Mi sento in sintonia con tutta quell’enorme massa di esseri, con l’intero universo, qualcosa di grande ci lega, unisce tutto il creato. Vibriamo insieme, come un’unica lentissima onda che ci attraversa, ci pervade. Un’esperienza mistica indescrivibile, sconvolgente.
Cinquantesimo giorno
Sono ormai molti giorni che navighiamo oziosamente tra le isole di questo arcipelago da sogno. Le spiagge infinite, bianche, al limitare di una splendida vegetazione tropicale. Poca gente che come noi si
rilassa al sole. Spesso dalla foresta escono giaguari, pantere. Si accovacciano volentieri con noi, facendosi accarezzare come gattoni. Gesbel mi assicura che non corriamo nessun pericolo, sono mansueti e Oen soddisfa tutte le loro esigenze. Capita spesso che giochino con noi, anche quando entriamo in acqua.
Mi rendo conto che ho iniziato questo viaggio come un qualsiasi esploratore, ma il viaggio da geografico, antropologico si è trasformato in un percorso di emozioni…un viaggio sentimentale insomma. Sono quasi sempre insieme a Gesebel. Anzi a dire il vero è da parecchio tempo che gli altri sono spariti. Mi tormenta un’idea balzana, ciononostante è giusto che la registri. Ho l’impressione, l’ossessione direi, che Gesebel sia sempre più affascinante, più bella. Come se avesse assorbito tutte le caratteristiche,fisiche e
spirituali di Sylvie, Miriam, Saffira, Ruth ecc.. So che è azzardato ma ho la fissazione che questo mondo, questa entità divina che loro chiamano Oen, cerchi di accondiscendere i miei desideri, cerchi di capire come accontentarmi.
La verità è che ho perso il senso della missione. Non vorrei più andarmene da questo Eden, questo mondo perfetto. Sono innamorato di Gesebel e ho intenzione di dirglielo al più presto.

Cinquantaduesimo giorno
Siamo soli in spiaggia. Gesebel mi osserva, i suoi meravigliosi occhi turchesi fissi sui miei.
– Che c’è, sembri felice stamattina. –
– Si, è vero. Stare qui con te, in questo luogo splendido è incredibile. Pensavo anche alla fortuna di averti incontrato, di essere il primo terrestre a conoscere questo mondo fantastico… –
– Non proprio il primo. Un altro uomo è stato qui molto tempo fa. Un tipo buffo, non tanto alto, con una barba bianca si chiamava
Ernest..Ernest…
– Hemingway ? – quasi grido, d’istinto.
– Si, si, o Hemingway, lo conosci? – un tuffo al cuore
– No! No ..Anzi si …ne ho sentito parlare. –
– Che hai, stai male, sei così pallido. –
Niente, non è niente. Mi è già passato.
* Da: La caduta della casa degli Usher, di Edgar Allan P0e

Ringraziamenti a  Willy Masetti per l’onore che ci regala con la pubblicazione del suo nuovo racconto

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