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L’artista Bernard Plossu si avvicina alla fotografia nel 1958 durante un viaggio con il padre nel deserto del Sahara. Vive a Parigi, in California e in New Messico in un periodo di grande fermento artistico in cui si avvicina ai protagonisti della cultura alternativa americana. Con gli scatti della mostra ‘Factory of original desires’ di FOTO/INDUSTRIA emerge la sua indagine del rapporto tra persone e cibo: un lavoro di estrema complessità, sempre in bilico tra attrazione e bisogno, desiderio e necessità, piacere ed eccesso, fatta di contraddizioni e di introspezioni personali. Le foto di Plossu vanno dagli anni ’70 ad oggi e rivelano l’ atemporalità e l’ universalità del villaggio globale .

L’esposizione a Palazzo Fava, in dialogo nelle sale de “Le avventure di Enea”.

ROMANA MARZADURI – OLTRE LO SPECCHIO

Inaugurazione sabato 23 ottobre 2021 alle ore 18.

GALLERIA B4, Via Vinazzetti 4/b (zona universitaria), Bologna.

Fino al mercoledì 24 novembre, mar-sab, 17-20.

Ingresso libero, oppure su appuntamento.

In un clima di congelante sospensione durante la costrizione al lockdown, la visione inattaccabile dal virus di Romana Marzaduri, sviluppa un nuovo progetto intitolato “Oltre lo specchio”,

che sta ad indicare che il mistero non si inserisce nel mondo rappresentato, ma si nasconde e palpita dietro di esso.

Otto donne che dal mondo reale, attraverso lo specchio, assumono le sembianze di Supereroine vestite del loro fascino arcano.

Alimentate di energia fotoatomica e mature per grazia divina, sono forti, risolute, coraggiose e assolutamente perfette,

pronte ad affrontare questo destino e salvare il nostro mondo malato,

agendo per il bene del gruppo e in difesa della comunità.

Il Realismo Magico, un rifugio da un mondo ostile, nel vero sempre più vero fino al finto.

Oltre lo specchio 7, 80×80, acrilico su tela, 2020.

A palazzo Fava, in dialogo con una incredibile sala con le avventure di Giasone, una mostra di Herbert List , a Bologna, con le sue immagini che riguardano una pagina importante della storia italiana. Siamo nel 1951 e List aderisce all’agenzia Magnum, dopo avere dato prova della sua arte anche collaborando alla Bauhaus . Le foto in mostra che seguono l’argomento della Biennale della Foto d’Industria 2021 che ha come tema Food, il cibo , si riferiscono allo stabilimento di Favignana della famiglia Florio che hanno inventato il tonno in scatola e la possibilità di commerciarlo, in tutto il mondo , grazie alla conservazione sottolio . La filiera del tonno con il confezionamento nei barattoli, l’olio, i tessuti tipici del luogo per i pacchi regalo delle aziende nelle feste importanti , le ceramiche per le confezioni fecero un motore di sviluppo per la Sicilia che, in quel momento fronteggiò Torino e l’industria dell’auto.

Poi successero varie cose, ora di quel periodo leggendario rimane la Targa Florio, le foto di Herbert List e quelle struggenti del fotografo Stefano Fogato esposte a Reggio Emilia in occasione del festival della fotografia europea rievocano la pesca del tonno . Gli stabilimenti di Favignana comprendevano anche asili nido e scuole per bambini, intanto che la famiglia lavorava , feste di piazza , pescatori che collaboravano per la pesca , i momenti comuni .

dal 14 ottobre 2021 al 20 marzo 2022, al Palazzo Ducale di Genova

Dai primi di ottobre sarà disponibile anche il catalogo, che racchiude una sorpresa importante. Concepito come il 63esimo numero della rivista Sgt. Kirk, oltre alle immagini della mostra, contiene anche una storia inedita in Europa di Hugo Pratt.

PALAZZO DUCALE DI GENOVA

Indirizzo: Piazza Matteotti, 9
Cap: 16123, Genova

Lunedì: 14.00 – 19.00
Martedì, mercoledì, giovedì, sabato e domenica: 10.00 – 19.00
Venerdì: 10.00 – 21.00

Hugo Pratt e Genova, dalla storia alla leggenda

La mostra “Hugo Pratt da Genova ai mari del Sud”, nasce da una storia, che ha creato poi una leggenda. Negli anni ’60 l’imprenditore Florenzo Ivaldi decide di inseguire il suo sogno: dare vita ad una rivista di fumetti, dove avrebbe lavorato il disegnatore che più ammirava, tale Hugo Pratt, da poco rientrato in Italia dall’Argentina, dove insieme a Hector German Oesterheld e molti altri aveva fatto nascere l’embrione di quella che si sarebbe chiamata in un futuro non lontano “letteratura disegnata”. Ivaldi raggiunse, quasi inseguì, Pratt a Venezia, si sedettero da Scarso e lì raccontò del suo sogno. Nessuno saprà mai cosa sia siano detti, tra un bicchiere di vino e racconti di terre lontane; fatto sta che nel 1967 Hugo Pratt si trasferì a Genova e poco dopo aprì la rivista Sgt. Kirk. Per l’occasione Hugo volle creare una storia inedita, che affiancasse la traduzione di quelle già uscite in Sud America. Era “Una ballata del mare salato”. Il mito aveva inizio.

Il concept della mostra

L’esposizione è promossa e organizzata da Fondazione Palazzo Ducale per la Cultura e CMS.Cultura, curata da Patrizia Zanotti, managing director di Cong, che ha idealmente tracciato una nuova rotta, che da Genova ci accompagna nei luoghi dell’immaginario prattiano oltreoceano. Come spiega Patrizia Zanotti “Sì perché Pratt con la sua vita avventurosa non è da meno del suo iconico personaggio: da Venezia, la sua città natale, all’Africa coloniale dove trascorse l’adolescenza insieme al padre militare, all’Argentina degli anni ‘50 e fino al ritorno a Venezia, passando da Genova, Milano, Parigi, Losanna… da dove far partire Corto verso i luoghi leggendari che hanno fatto parte della sua letteratura di riferimento: i Caraibi, l’Amazzonia, l’Asia, Venezia, la Normandia e l’Inghilterra della mitica Stonehenge e ancora l’Africa fino a Mū, il continente scomparso.”

Allora prepariamoci a salpare in questo viaggio in oltre 200 acquerelli originali, immagini, riferimenti letterari e racconti e che parlano di idealisti, rivoluzionari, donne avventurose e uomini straordinari, dal Tenenete Koïnsky ad Anna Livingstone, dal Ticonderoga a Corto Maltese. Parafrasando Wheeling, il sentiero questa volta sarà delle amicizie ritrovate.

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