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Archive for settembre 2017

Il finissage della mostra di Alessandro Gui alla Fondazione Gajani in ricordo della  inaugurazione

 

 

Dall’alto, Carlotta Gui con Alba Parietti ed Eva Robbins, Angela Gajani fra Elena Di Gioia Grandi e Roberto Grandi, Brigitte Gui, Marco Macciantelli con la Signora Raviola vedova Magnus, Marco Macciantelli  e Alessandro Gui , Vittorio Gui ,Stefano Bonaga, Daniela Facchinato, il regista Massimo Manini, Isabella Seragnoli, Roberta Ricci fra Alessandro e Brigitte Gui, Daniela Facchinato con Angela Gajani, Daniela Scognamillo Campogrande e Stefano Campogrande con Vittorio Gui

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Della mostra che chiuderà oggi alla Fondazione  Gajani a Bologna in Via Castagnoli, 14 rimarrà una intervista ad Alessandro Gui : Il vento , le pietre una intervista al fotografo Alessandro Gui in cui spiega come, in anni in cui le scuole di fotografia non erano frequenti,  presenta il suo lavoro , un  trailer regia di Massimo Manini.

 

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Silvia Argiolas, Paolo De Biasi, Giuliano Sale, Vanni Cuoghi, Laurina Paperina , Giuseppe Veneziano

Vernissage 30 settembre alle 18

Via Santo Stefano, 38 a Bologna

apertura il 30 settembre fino all’11 novembre dal martedì al sabato dalle 16 alle 20

«Non lasciatevi ingannare dal titolo, questa mostra non è sull’iconografia dell’apocalisse. Non ci saranno piaghe, pestilenze e catastrofi che annunciano l’imminente fine dei tempi e nemmeno dotte allusioni alla celeberrima raccolta di xilografie di Albrecht Dürer (Apocalisse, 1498). Molte sono, invece, le immagini critiche e problematiche che, da un lato, registrano lo stato di crisi della società odierna, dall’altro, attestano la ricostruzione di un linguaggio narrativo adeguato alla frammentata, e quanto mai distratta, sensibilità contemporanea» (Ivan Quaroni).

LABS Gallery di Bologna presenta, dal 30 settembre all’11 novembre 2017, Italian Newbrow. Apocalittica, esposizione collettiva curata da Ivan Quaroni con opere di Silvia Argiolas, Vanni Cuoghi, Paolo De Biasi, Laurina Paperina, Giuliano Sale, Giuseppe Veneziano.

A cinque anni dalla mostra pubblica allestita al Fortino di Forte dei Marmi, Italian Newbrow torna con il progetto Apocalittica che, come di consueto, comprende alcuni artisti della compagine storica (Argiolas, Cuoghi, De Biasi, Sale, Veneziano) unitamente a nuove proposte (Laurina Paperina), nell’intento di documentare un’area della pittura figurativa italiana caratterizzata da un forte anelito comunicativo e narrativo.

«Italian Newbrow – scrive il curatore – registra la persistenza di un immaginario figurativo capace di attingere simultaneamente a una pluralità di fonti iconografiche, siano esse alte o basse, radicate nella cultura o nell’immaginario del mondo globale e connesso della contemporaneità».

Il titolo della mostra – Apocalittica – allude all’origine greca del termine “apocalisse”, ovvero “disvelamento”. L’atto del disvelamento è proprio della pittura figurativa, che si serve appunto di forme e immagini comprensibili. Questa volontà costituisce il cuore di tutte le mostre organizzate a partire dal 2009, anno di nascita di Italian Newbrow, per riallacciare una comunicazione da tempo interrotta con il pubblico e con il mondo dell’arte.

Ad accomunare le opere esposte, diverse per tema e linguaggio pittorico, è quindi la tensione narrativa, anche quando il racconto non è lineare. L’ossatura narrativa si ritrova soprattutto nelle figure dipinte da Silvia Argiolas, che abitano in una sorta di allucinata periferia geografica ed esistenziale, così come nelle icone di Giuseppe Veneziano, sospese sul crinale tra realtà e finzione e nelle ironiche visioni apocalittiche di Laurina Paperina, costellate di allusioni al mondo del cinema e dei cartoon. Strutturati come racconti sono anche i Monolocali di Vanni Cuoghi, realizzati con la tecnica dell’acquarello e del paper cutting e costruiti nella forma di piccole unità abitative. Nelle opere di Paolo De Biasi e Giuliano Sale, invece, la destrutturazione dello spazio e delle figure contribuisce alla costruzione di un ipertesto visivo disseminato di riferimenti e citazioni pretestuose.

Il percorso espositivo comprende esclusivamente opere inedite riconducibili al biennio 2016-2017. Ogni autore presenta un grande dipinto, realizzato per l’occasione, oltre ad una selezione di lavori di piccole e medie dimensioni, parte della sua ultima produzione. Sarà inoltre proiettato How to kill the artists di Laurina Paperina, ottavo episodio di una serie di animazioni in cui noti artisti contemporanei, da Ai Weiwei a Christo e Cindy Sherman, sono trattati con dissacrante ironia.
La mostra, che sarà inaugurata sabato 30 settembre alle ore 18.00, sarà visitabile fino all’11 novembre 2017, da martedì a sabato con orario 16.00-20.00, oppure su appuntamento. Ingresso libero. Catalogo disponibile in Galleria con testi di Ivan Quaroni e ricco apparato iconografico. Per informazioni: M. +39 348 9325473, info@labsgallery.it, www.labsgallery.it.

Italian Newbrow nasce da un’idea, formulata per la prima volta nel 2009 durante Prague Biennale 4, evento internazionale curato da Giancarlo Politi ed Helena Kontova nella capitale della Repubblica Ceca. Successivamente, una sua rappresentativa viene inserita in SerrOne-Biennale Giovani di Monza, mostra tenutasi nell’estate 2009 presso il Serrone della Villa Reale di Monza. Nel 2012 la prima mostra pubblica è organizzata dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Como presso la Pinacoteca Civica Palazzo Volpi. Nello stesso anno un’altra esposizione è promossa dal Comune di Forte dei Marmi presso il Fortino di Forte Dei Marmi. La genesi di Italian Newbrow è illustrata nell’omonimo volume, pubblicato nel 2010 da Giancarlo Politi editore.

LABS Gallery nasce nel 2014 dalla passione ventennale di Stefano Bevilacqua e Alessandro Luppi per l’arte contemporanea. La sua sede si trova nel cuore di Bologna, all’interno di una chiesa sconsacrata del XII secolo. Tra le mostre principali: Pittura Analitica in Italia. Gli Anni Settanta, a cura di Marco Meneguzzo, 2014; Fernando De Filippi, Opere 1974-1979, a cura di Angela Madesani, 2015; Giulio Cassanelli, Kairos, a cura di Angela Madesani, 2015; Carlo Battaglia, Una pittura esemplare, a cura di Marco Meneguzzo, 2015-16; Vanni Cuoghi e Marcel Dzama, Masked Tales, a cura di Ivan Quaroni, 2016; Marc Angeli, Domenico D’Oora, Ivan De Menis, :COLORE, a cura di Angela Madesani, 2016; Herman De Vries, 2017; Antonio Riello, Né capo né coda, a cura di Marco Meneguzzo, 2017; Incidenze spaziali. Transizioni verso il contemporaneo, a cura di Piero Degiovanni e Leonardo Ragno, 2017, in collaborazione con l’Accademia di Belle Arti di Bologna. LABS Gallery ha partecipato ad ArtVerona (Verona, 2013-2016) ed Arte Fiera (Bologna, 2015-2017).

LABS GALLERY – P.I. IVA 03254191202 – info@labsgallery.it | www.labsgallery.it | Seguici su Facebook

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Nelle foto di Pier Paolo Zani esposte al festival della fotografia di Savignano sul Rubicone viene analizzato il ciclo della stampa delle coperte di cotone di Gambettola. I buoi, risorsa familiare erano umanizzati e veniva loro dedicata una coperta che diventava elegante nelle fiere paesane in omaggio al rapporto di dipendenza fra l’uomo e la terra che i buoi aiutavano a coltivare. Veniva impressa sulle loro coperte l’immagine di Sant’Antonio che doveva vegliare sulla loro salute.

I buoi si chiamavano Rò e Bunì per la direzione, uno destra e uno sinistra se si invertiva la loro coppia si fermavano.

Ecco perchè ricorre Rò e Bunì, indicano la direzione di marcia per l’aratura dei campi. Il fotografo Pierpaolo Zani  ha fatto un libro fotografico.


i momenti di allegria della comunità agricola, i balli sull’aia alcune  delle foto esposte a Savignano del fotografo Pier Paolo Zani

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Passando per la via Emilia  strada storica che narra una lunga tradizione  ci si domanda cosa e’ rimasto della civiltà contadina e delle tradizioni popolari visto che si susseguono il verde i campi e le colture fra le varie città che si toccano passando.
Così a #Savignanodsfest la  mostra di un fotografo, Pier Paolo Zani, che ha dato una risposta, tutta fotografica  alla storia ,agli antichi costumi, il ciclo delle lavandaie sul fiume Uso e il loro modo di lavare, stendere e piegare la biancheria dopo averla lavata e il rapporto uomini-animali nell’agricoltura, un rapporto talmente intenso che la stamperia su tela di Gambettola per le grandi occasioni ha delle decorazioni su tela apposta per i buoi, con Sant’Antonio a salvaguardia della loro salute . Le immagini sono in un catalogo visibili alla biblioteca di Savignano sul Rubicone. Le lavandaie nel fiume Uso.

foto di Pier Paolo Zani

 

 

 

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