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Archive for the ‘Teatro’ Category

TEATRO DEL NAVILE – SPAZIO ARTE

Bologna, marzo 2017 COMUNICATO STAMPA

Sabato 8, alle ore 21, e domenica 9 aprile, alle ore 17, al Teatro del Navile di Bologna, in via Marescalchi 2/b (ang. via D’Azeglio 9), il Teatro del Navile è lieto di presentare in prima assoluta “Clarissa scrive a un’amica” di Renato Barilli, con Agnese Corsi e Simona Ortolani, regia di Nino Campisi.

Una produzione Teatro del Navile – Compagnia Teatro Studio. Barilli, autore di numerosi saggi sulla storia della narrativa europea, dal Settecento al Novecento, ha preso l’abitudine, su consiglio di amici del mondo del teatro, di ricavarne delle pièces sicuramente ad alto valore didattico, se non proprio drammatico. Così è stato per il dialogo immaginario tra Emma Bovary e Anna Karenina, derivante dal saggio “La narrativa europea in età modera, Da Defoe a Tolstoj”, Bompiani, 2010, dove le due eroine di Flaubert e Tolstoj erano analizzate da vicino. L’atto unico venutone, e interpretato dalla coppia Silvana Strocchi-Francesca Fuiano, è stato portato in scena proprio dal Teatro del Navile nel 2015, poi replicato in altre sedi.  L’anno successivo è andato in scena al Teatro Dehon, concepito nello stesso spirito, un dialogo tra Franz Kafka, autore di una fondamentale Lettera al padre, e una risposta inventata di sana pianta attribuita a quest’ultimo, anche in questo caso con numerose repliche.

Ora è la volta di un dramma ricavato dal capolavoro di Samuel Richardson, che tra il 1747 e il ’48 ha steso la sua monumentale Clarissa, in ben tre tomi, per un totale che rasenta le 2.000 pagine, tradotto in italiano da Masolino D’Amico, Frassinelli editore. Il Richardson ci aveva già dato un’opera analoga, intitolata a Pamela, parlandoci anche in questo caso di una fanciulla, posta in una situazione economica disagiata, costretta ad andare a servizio presso una buona dama altolocata, che però troppo presto scompare, lasciando la giovane in balia di un figlio scapestrato che tenta con ogni mezzo di abusare di lei, ma incontrandone una fiera e orgogliosa resistenza. In quel caso il grande narratore inglese opta per una soluzione “buonista”, infatti il giovane libertino, alla fine, si convince a seguire una via virtuosa e dunque a sposare la fanciulla ribelle.

Non altrettanto succede alla povera Clarissa, nonostante, o forse a causa di una situazione sociale di totale benessere, che però mette i genitori e i fratelli più anziani nella tipica situazione di volerle imporre un matrimonio vantaggioso solo ai loro occhi, con un pretendente più anziano di lei e privo di qualsivoglia capacità di suscitarle moti di simpatia, per non dire di amore. In fondo, l’autore inglese già anticipava la triste storia su cui il Manzoni avrebbe impostato il tragico capitolo della Monaca di Monza.

Purtroppo, nel tentativo di sottrarsi all’unione ingrata, la povera Clarissa cade nelle grinfie di un seduttore, tale Lovelace, sicuramente più gradito a lei rispetto all’anziano che la famiglia le vuole imporre, ma costui riesce a farla fuggire di casa con inganni, e di nuovo, come accadeva al padrone di Pamela, tenta di approfittarne con il miraggio di un matrimonio sempre procrastinato, senza i rimorsi che infine, nella vicenda precedente, conducono a uno happy end. Qui invece Clarissa, ripudiata dai genitori, ingannata dall’amante cui peraltro nulla concede, deperisce di giorno in giorno fino a una morte anticipata.

Unica consolazione, un fitto scambio epistolare con un’amica del cuore, con cui ha concepito l’utopistico sogno di andare a vivere libere e padrone del loro destino nella grande Londra. Una pièce del genere si presta a una lettura scenica, in quanto senza dubbio è scarsa di azione, affidata com’è allo scambio epistolare, se si eccettua la sera fatale in cui con l’inganno Clarissa viene spinta ad abbandonare la casa paterna. Il testo di questa nuova pièce, assieme alle due precedenti, è stato pubblicato recentemente, quindi gli spettatori, se lo vorranno, potranno giovarsi di una sorta di libretto da seguire puntualmente. Ingresso riservato ai soci: Tessera € 1,00 – Biglietti: Intero €10,00 – Ridotto € 8,00 Sabato 8 aprile: biglietteria ore 20,30 – Inizio ore 21. – Domenica 9 aprile: biglietteria ore16,30 – Inizio ore 17. Con preghiera di cortese pubblicazione. TEATRO DEL NAVILE – SPAZIO ARTE – Via Marescalchi 2/b (ang. via D’Azeglio ,9)          tel.051224243

https://www.teatrodelnavile.org/

 

Gruau il disegno 

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Domenica 17 maggio al Teatro 1763 Paola Gatta presenterà il suo spettacolo : Tempo di lui, la vita di tre donne straordinarie  a Villa Aldrovandi Mazzacorati in Via Toscana, 19 a Bologna 

TEATRO 1763 (2) TEATRO 1763

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BIDONE
Scritto e diretto da Luisa Grosso
interpretato da Tita Ruggeri

8 – 9 – 10 maggio 2015 ore 21.00

Il Teatro di Casalecchio di Reno
Piazza del Popolo, 1 – Casalecchio di Reno (BO)

Un finto monologo con un cassonetto della spazzatura pieno di poesia. Non è socialmente utile né politicamente corretto ma può aiutarti a riconoscere l’immondizia della tua vita, a scegliere cosa tenere, cosa buttare e anche cosa riciclare. Per esempio: che ne faccio di un uomo inutile, lo butto nell’umido? Durante il monologo ANCHE un brano tratto da Decameron, scelto come omaggio a Franca Rame.

Al termine dell’ultima replica, il 10 maggio, il poeta Giancarlo Sissa incontrerà il pubblico per una breve conversazione su poesia, teatro e bidoni. A seguire un brindisi conclusivo con la compagnia.

Biglietto ridotto a 13 euro su presentazione della cartolina trimbrata dalla Biblioteca delle Donne. Nel caso di prenotazione online, acquistare il biglietto ridotto “Feltrinelli”

Al termine dell’ultima replica, il 10 maggio, il poeta Giancarlo Sissa incontrerà il pubblico per una breve conversazione su poesia, teatro e bidoni. A seguire un brindisi conclusivo con la compagnia.
Info e prenotazioni:
www.teatrocasalecchio.it/bidone/

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Tempo di Lui, la vita di tre donne straordinarie”, di e con Paola Gatta : Santa Giovanna D’Arco, Santa Teresa di Lisieux, Gabrielle Bossis: il Fuoco,l’Aria, l’Acqua.
Tre Essenze, tre aspetti che rappresentano la Donna

articolo di  Paola Gatta 

Spostandosi continuamente su più piani temporali, tra presente e passato, una Donna deve scoprire il trascorso di altre donne, ma per fare questo deve afferrare Qualcosa che appartiene a sé. Ci sono tre donne, quattro donne, oppure una sola?
Attraverso i secoli il cuore dell’una continua a battere nel cuore dell’altra, ognuna ne segue le tracce, attraverso percorsi di sacrificio, donazione di sé e ricerca del divino nell’altro. In modi diversi tutte seguono una Voce guida. E’ il suono dell’Assoluto che, se ben ascoltato, può capovolgere la nostra storia.
La mia rappresentazione nasce dall’esigenza d’indagare le ragioni del vivere attraverso il linguaggio della mistica e della poesia. Calandomi in tre figure che attraverso l’amore hanno trasformato la propria esistenza in una continua ricerca e scoperta di Dio, anche nei momenti più sofferti, ho conosciuto tre donne che non si sforzano di far salire la Terra in Cielo, come pressoché la totalità dei Santi, ma al contrario fanno scendere il Cielo sulla Terra, accrescendone così il valore e ridando significato all’umanità.
Con loro non c’è più distinzione tra “poveri” e “benestanti”, a tutti vengono riconosciuti meriti e dignità, senza nessuna discriminazione. Pur nella diversità di vissuti e temperamenti, è la loro volontà di azione umana e terrena a costituirle sante, arrivando a fonderne le anime in un Corpo Solo, senza più alcuna distinzione spazio – temporale.
Il suono di un carillon, sonora “scatola dei ricordi”, conduce lo spettatore in un percorso circolare in cui una donna dei giorni nostri, nella sofferenza “cristologica” del suo quotidiano, si fa “donna” in Giovanna, che a sua volta si fa “donna” in Teresa, che ancora fonde il proprio “essere donna” in Gabrielle, fino ad arrivare a quell’Unica Essenza che è già Voce e Corpo dell’Oltre.
“E dopo, dopo che sarà…Dopo sarò Io, sarò sempre Io”.

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La Mandragola

 

 

Il 12 luglio alle 21 presso il teatro di Paglia presso il Museo Nazionale etrusco di Marzabotto in Via PorrettanA  Sud  13

Preceduto da un invito ad un cocktaail alle 20 all’Agriturismo Cà Malfolle

prenotazioni cell.3332385812

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Franca Rame...Quel Nobel era metà tuo

Ciao Franca !

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Da Fausto Carpani

Una rappresentazione all’Arena del Sole sui mondiali

Locandina dello spettacolo all’Arena del Sole

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