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Archive for the ‘Teatro’ Category

Serata finale
LE CITTÀ VISIBILI

V EDIZIONE

rassegna teatrale e musicale estiva

a cura di

Tamara Balducci e Linda Gennari

Sabato 5 agosto 2017 – ore 21.30

Rimini, GIARDINO DI PALAZZO LETTIMI (via Tempio Malatestiano, 26)

INGRESSO LIBERO

 

La rassegna Le città visibili è pronta per la serata finale in musica di sabato 5 agosto.

Ospite della kermesse che trova spazio nell’incantevole Giardino di Palazzo Lettimi (via Tempio Malatestiano, 26) il duo al femminile Io e la tigreche presenterà in concerto i brani del suo ultimo

album “Per sempre” (Garrincha Dischi), uscito lo scorso 30 giugno.  Ad aprire il concerto della band, con inizio alle 21.30 a ingresso libero, saranno gli emergenti riminesi Alternative Station, che

l’1 luglio si sono esibiti come gruppo spalla al concerto dei record di Vasco Rossi a Modena Park.

Il disco “Per sempre” di Io e la tigre segue l’esordio discografico “10 e 9” (Garrincha Dischi) pubblicato a dicembre 2015 e candidato alla Targa Tenco del 2016. “Per Sempre” è una promessa ma è anche una presa di coscienza – commenta il duo -. Di ciò che ci ha segnate indelebilmente e di ciò che vorremmo non dimenticare mai. “Per Sempre” è il momento in cui abbiamo compreso come siamo arrivate fino a qui: attraverso caverne di dolore e improvvisi spiragli di gioia, che ci hanno catapultate in una nuova dimensione. “Per Sempre” sono le striature della tigre sulla nostra pelle, a ricordarci chi siamo e soprattutto la forza che abbiamo dentro di noi e che nessuno potrà mai strapparci”.

IO e la TIGRE sono: Aurora Ricci (IO) – voce, chitarra, tastiere e cori e Barbara Suzzi (la TIGRE) – batteria, glockenspiel, tastiere e cori.

Il duo è attivo nel circuito nazionale della musica indipendente dal 2012, quando Aurora e Barbara si sono ritrovate molti anni dopo il loro ultimo concerto insieme. Entrambe militavano nella formazione della band Lemeleagre, formatasi alla fine degli anni 90. Una lunga pausa ha funto così da anticamera a una prolifica attività artistica. Una volta riunitesi, con il nome di “Io e la Tigre”, le due compositrici e polistrumentiste hanno iniziato a scrivere nuove musiche e nuovi testi. All’attività in studio – ad oggi hanno pubblicato 1 ep e due album –  affiancano quella sul palco.

Opening act

ALTERNATIVE STATION

Band riminese nata nel 2013. Nel 2015 viene pubblicato il primo lavoro in studio, l’omonimo EP dal titolo _Alternative Station_, per l’etichetta Acanto, prodotto da Andrea Felli. L’EP è stato presentato in prima assoluta al Velvet Club and Factory di Rimini. Altri concerti significativi sono stati tenuti al Vidia (Cesena), Altromondo Studios (Rimini), Le Mura (Roma), Locomotiv e Covo Club (Bologna). Gli Alternative Station sono stati scelti come band di apertura ai concerti di: Upon This Dawning, A Giant Dog e Cymbals Eat Guitars, band americane in tour in Italia. Nel 2016 gli Alternative Station sono stati _resident band_ al MIR di Rimini, selezionati tra le formazioni emergenti con la migliore attitudine live per esibizioni utili a testare l’efficacia delle ultime novità audio e video, luci e laser. Sempre nel 2016 gli Alternative Station sono stati selezionati tra i cinque artisti più promettenti nel contest _Abbassa Il Volume_ di Doc Servizi. In questa occasione Massimo Cotto di Virgin Radio così ha tratteggiato la loro musica e le loro atmosfere: “Un indie rock di bella fattura tra Strokes e Pixies, con un pizzico di inquietudine e bella sfacciataggine”. Nel marzo 2017 hanno collaborato con Silvia Gribaudi, artista internazionale, per il Festival Dei Teatri di Santarcangelo e sempre per il Festival a Luglio dello stesso anno. Hanno inoltre partecipato al contest di Sziget Italia. Il 30 giugno del 2017 vincono il concorso Standing Ovation, il contest musicale collegato al concerto di Vasco Rossi a Modena Park (in giuria Giuseppe Vessicchio, Massimo Cotto, Gabriele Minelli). Il primo luglio del 2017 suonano a Modena Park per il concerto di Vasco (l’evento eccezionale che ha battuto tutti i record mondiali di presenze: duecentomila persone). Andrea Donati: voce e chitarra; Luca Maiolo: chitarra; Giacomo “Jack” Grossi: basso e cori; Leonardo Gasperoni: batteria.

Aperitivo etnico a cura dell’associazione Vite in transito dalle ore 19.

In caso di pioggia la serata si terrà nella Sala del Giudizio del Museo di Rimini, in via L.Tonini 1.

 

Sito internet:

www.lecittavisibili.com

Pagina facebook:

https://www.facebook.com/lecittavisibiliassociazione

Contatti:

info@lecittavisibili.com

cell. 339 4976319

Gli artisti coinvolti sono disponibili per interviste.

 

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Giovedì 3 agosto, Il Festival de Le Città Visibili presenta:

“SIC TRANSIT GLORIA MUNDI” – Ippogrifo produzioni

Ore 21.30, Giardino di Palazzo Lettimi, Via Tempio Malatestiano 26, Rimini

Dopo il concerto di Nada e Julian Barrett, il festival Le Città Visibili si avvia alla conclusione. Lo fa con due serate che incarnano l’essenza dell’intera manifestazione, che si propone di fondere in armonia il teatro e la musica. Gli ultimi due eventi previsti nel cartellone saranno infatti uno spettacolo e un concerto. Nella serata di giovedì 3 agosto andrà in scena all’interno del giardino di Palazzo Lettimi lo spettacolo “Sic Transit Gloria Mundi” di Ippogrifo Produzioni, che all’interno del festival ha una valenza particolare: non si tratta solo di una produzione che per la prima volta viene rappresentata sul territorio, ma di uno spettacolo teatrale scelto da una giuria “popolare” composta da semplici appassionati di teatro, indipendenti dalla direzione artistica della kermesse o dal parere di qualsiasi personalità appartenente al settore. Il festival Le Città Visibili ha infatti aderito al progetto nazionale “L’Italia dei Visionari”, che anno dopo anno cerca di avvicinare sempre più persone al mondo del teatro. Lo spettacolo avrà inizio alle ore 21.30. Le porte del giardino di Palazzo Lettimi saranno aperte già dalle ore 19.00 quando avrà inizio l’aperitivo etnico a cura dell’associazione Vite in transito. La cittadinanza è invitata a partecipare e a visitare gli spazi del giardino, che il 5 agosto chiuderà di nuovo i battenti per molto tempo, preparandosi forse a vivere una nuova vita in virtù dei nuovi progetti al vaglio dell’amministrazione comunale.

Il progetto “L’Italia dei Visionari”

Per il terzo anno consecutivo il festival Le Città Visibili ha aderito al progetto “L’Italia dei Visionari” grazie al quale molti cittadini comuni, non addetti ai lavori del settore teatrale sono diventati parte di una giuria popolare che ha selezionato uno degli spettacoli che il Giardino di Palazzo Lettimi ospiterà durante la manifestazione riminese. Il valore dell’iniziativa è consistito nell’essere riusciti (ma il progetto è destinato a ripetersi) a coinvolgere un pubblico di appassionati in maniera partecipata nel processo di organizzazione di evento culturale della loro città – in questo caso il Festival Le Città Visibili-. Ma c’è di più: l’Italia dei Visionari è un progetto partito anni fa dalla piccola città di Sansepolcro (AR) ed è tutt’ora in crescita su scala nazionale.

 

I visionari sono persone curiose -né attori né registi – e sono stati chiamati a selezionare uno o più spettacoli destinati a figurare nella programmazione di un festival o di una stagione teatrale prevista nella loro città di riferimento, l’accesso è stato libero. A Rimini la selezione ha previsto per il 2016 1 spettacolo da scegliere ad opera degli appassionati romagnoli, 9 da parte di quelli di San Sepolcro, 5 dai comaschi, 3 dai messinesi, 6 dai visionari di Teramo. La selezione è stata aperta ai singoli artisti e alle compagnie professionali emergenti e indipendenti operanti professionalmente nel teatro contemporaneo, nella danza e nella performing art tramite un bando rivolto a tutti i tipi di gruppi, sia associazioni, cooperative o altro, sia gruppi informali e singoli artisti ad esclusione dei gruppi amatoriali e i saggi di laboratorio. La giuria, ha analizzato il materiale inviato dalle compagnie visionando collettivamente, in un percorso di diversi incontri, 20 minuti dei video degli spettacoli caricati appositamente su una piattaforma online (www.ilsonar.it), arrivando a selezionare i vincitori.

 

Lo spettacolo: “SIC TRANSIT GLORIA MUNDI” (Ippogrifo produzioni)

Scritto e diretto da Alberto Rizzi

Interpretato da Chiara Mascalzoni

Luci e fonica Manuel Garzetta Organizzazione Barbara Baldo

Spettacolo selezionato dai Visionari del bando “L’Italia dei Visionari” 2016/2017 Vincitore 2° posto Premio Cervi 2016 (Reggio Emilia) Vincitore 1° premio Endas Emilia Romagna 2016 (Bologna) Vincitore migliore interpretazione Doit Festival 2017 (Roma)

E se il prossimo papa fosse donna? Un monologo divertente, intelligente e fantasioso, che attraverso l’inventatissima vicenda di Papa Elisabetta I, la prima donna a salire sul soglio di Pietro, affronta il verissimo tema del maschilismo occidentale. Attraverso una insolita prospettiva, ovvero la storia della chiesa cattolica, si rilegge il ruolo e la funzione della donna in tutta la storia occidentale. Si ride molto e si pensa altrettanto, soprattutto alla violenza, all’esclusione e alla discriminazione a cui la donna è stata sottoposta fin dai tempi di Eva. Si uscirà dallo spettacolo spiazzati e storditi domandosi davvero “in fondo perché è tanto bizzarro immaginare una donna papa?”

INGRESSO LIBERO

Aperitivo etnico a cura dell’associazione Vite in transito dalle ore 19.

In caso di pioggia la serata si terrà alla Sala del Giudizio del Museo di Rimini, in via L.Tonini 1

Enea Conti – Ufficio Stampa Delfi Comunicazione  – Festival Le Città Visibili


Enea Conti
3405615682

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TEATRO DEL NAVILE – SPAZIO ARTE

Bologna, marzo 2017 COMUNICATO STAMPA

Sabato 8, alle ore 21, e domenica 9 aprile, alle ore 17, al Teatro del Navile di Bologna, in via Marescalchi 2/b (ang. via D’Azeglio 9), il Teatro del Navile è lieto di presentare in prima assoluta “Clarissa scrive a un’amica” di Renato Barilli, con Agnese Corsi e Simona Ortolani, regia di Nino Campisi.

Una produzione Teatro del Navile – Compagnia Teatro Studio. Barilli, autore di numerosi saggi sulla storia della narrativa europea, dal Settecento al Novecento, ha preso l’abitudine, su consiglio di amici del mondo del teatro, di ricavarne delle pièces sicuramente ad alto valore didattico, se non proprio drammatico. Così è stato per il dialogo immaginario tra Emma Bovary e Anna Karenina, derivante dal saggio “La narrativa europea in età modera, Da Defoe a Tolstoj”, Bompiani, 2010, dove le due eroine di Flaubert e Tolstoj erano analizzate da vicino. L’atto unico venutone, e interpretato dalla coppia Silvana Strocchi-Francesca Fuiano, è stato portato in scena proprio dal Teatro del Navile nel 2015, poi replicato in altre sedi.  L’anno successivo è andato in scena al Teatro Dehon, concepito nello stesso spirito, un dialogo tra Franz Kafka, autore di una fondamentale Lettera al padre, e una risposta inventata di sana pianta attribuita a quest’ultimo, anche in questo caso con numerose repliche.

Ora è la volta di un dramma ricavato dal capolavoro di Samuel Richardson, che tra il 1747 e il ’48 ha steso la sua monumentale Clarissa, in ben tre tomi, per un totale che rasenta le 2.000 pagine, tradotto in italiano da Masolino D’Amico, Frassinelli editore. Il Richardson ci aveva già dato un’opera analoga, intitolata a Pamela, parlandoci anche in questo caso di una fanciulla, posta in una situazione economica disagiata, costretta ad andare a servizio presso una buona dama altolocata, che però troppo presto scompare, lasciando la giovane in balia di un figlio scapestrato che tenta con ogni mezzo di abusare di lei, ma incontrandone una fiera e orgogliosa resistenza. In quel caso il grande narratore inglese opta per una soluzione “buonista”, infatti il giovane libertino, alla fine, si convince a seguire una via virtuosa e dunque a sposare la fanciulla ribelle.

Non altrettanto succede alla povera Clarissa, nonostante, o forse a causa di una situazione sociale di totale benessere, che però mette i genitori e i fratelli più anziani nella tipica situazione di volerle imporre un matrimonio vantaggioso solo ai loro occhi, con un pretendente più anziano di lei e privo di qualsivoglia capacità di suscitarle moti di simpatia, per non dire di amore. In fondo, l’autore inglese già anticipava la triste storia su cui il Manzoni avrebbe impostato il tragico capitolo della Monaca di Monza.

Purtroppo, nel tentativo di sottrarsi all’unione ingrata, la povera Clarissa cade nelle grinfie di un seduttore, tale Lovelace, sicuramente più gradito a lei rispetto all’anziano che la famiglia le vuole imporre, ma costui riesce a farla fuggire di casa con inganni, e di nuovo, come accadeva al padrone di Pamela, tenta di approfittarne con il miraggio di un matrimonio sempre procrastinato, senza i rimorsi che infine, nella vicenda precedente, conducono a uno happy end. Qui invece Clarissa, ripudiata dai genitori, ingannata dall’amante cui peraltro nulla concede, deperisce di giorno in giorno fino a una morte anticipata.

Unica consolazione, un fitto scambio epistolare con un’amica del cuore, con cui ha concepito l’utopistico sogno di andare a vivere libere e padrone del loro destino nella grande Londra. Una pièce del genere si presta a una lettura scenica, in quanto senza dubbio è scarsa di azione, affidata com’è allo scambio epistolare, se si eccettua la sera fatale in cui con l’inganno Clarissa viene spinta ad abbandonare la casa paterna. Il testo di questa nuova pièce, assieme alle due precedenti, è stato pubblicato recentemente, quindi gli spettatori, se lo vorranno, potranno giovarsi di una sorta di libretto da seguire puntualmente. Ingresso riservato ai soci: Tessera € 1,00 – Biglietti: Intero €10,00 – Ridotto € 8,00 Sabato 8 aprile: biglietteria ore 20,30 – Inizio ore 21. – Domenica 9 aprile: biglietteria ore16,30 – Inizio ore 17. Con preghiera di cortese pubblicazione. TEATRO DEL NAVILE – SPAZIO ARTE – Via Marescalchi 2/b (ang. via D’Azeglio ,9)          tel.051224243

https://www.teatrodelnavile.org/

 

Gruau il disegno 

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Domenica 17 maggio al Teatro 1763 Paola Gatta presenterà il suo spettacolo : Tempo di lui, la vita di tre donne straordinarie  a Villa Aldrovandi Mazzacorati in Via Toscana, 19 a Bologna 

TEATRO 1763 (2) TEATRO 1763

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BIDONE
Scritto e diretto da Luisa Grosso
interpretato da Tita Ruggeri

8 – 9 – 10 maggio 2015 ore 21.00

Il Teatro di Casalecchio di Reno
Piazza del Popolo, 1 – Casalecchio di Reno (BO)

Un finto monologo con un cassonetto della spazzatura pieno di poesia. Non è socialmente utile né politicamente corretto ma può aiutarti a riconoscere l’immondizia della tua vita, a scegliere cosa tenere, cosa buttare e anche cosa riciclare. Per esempio: che ne faccio di un uomo inutile, lo butto nell’umido? Durante il monologo ANCHE un brano tratto da Decameron, scelto come omaggio a Franca Rame.

Al termine dell’ultima replica, il 10 maggio, il poeta Giancarlo Sissa incontrerà il pubblico per una breve conversazione su poesia, teatro e bidoni. A seguire un brindisi conclusivo con la compagnia.

Biglietto ridotto a 13 euro su presentazione della cartolina trimbrata dalla Biblioteca delle Donne. Nel caso di prenotazione online, acquistare il biglietto ridotto “Feltrinelli”

Al termine dell’ultima replica, il 10 maggio, il poeta Giancarlo Sissa incontrerà il pubblico per una breve conversazione su poesia, teatro e bidoni. A seguire un brindisi conclusivo con la compagnia.
Info e prenotazioni:
www.teatrocasalecchio.it/bidone/

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Tempo di Lui, la vita di tre donne straordinarie”, di e con Paola Gatta : Santa Giovanna D’Arco, Santa Teresa di Lisieux, Gabrielle Bossis: il Fuoco,l’Aria, l’Acqua.
Tre Essenze, tre aspetti che rappresentano la Donna

articolo di  Paola Gatta 

Spostandosi continuamente su più piani temporali, tra presente e passato, una Donna deve scoprire il trascorso di altre donne, ma per fare questo deve afferrare Qualcosa che appartiene a sé. Ci sono tre donne, quattro donne, oppure una sola?
Attraverso i secoli il cuore dell’una continua a battere nel cuore dell’altra, ognuna ne segue le tracce, attraverso percorsi di sacrificio, donazione di sé e ricerca del divino nell’altro. In modi diversi tutte seguono una Voce guida. E’ il suono dell’Assoluto che, se ben ascoltato, può capovolgere la nostra storia.
La mia rappresentazione nasce dall’esigenza d’indagare le ragioni del vivere attraverso il linguaggio della mistica e della poesia. Calandomi in tre figure che attraverso l’amore hanno trasformato la propria esistenza in una continua ricerca e scoperta di Dio, anche nei momenti più sofferti, ho conosciuto tre donne che non si sforzano di far salire la Terra in Cielo, come pressoché la totalità dei Santi, ma al contrario fanno scendere il Cielo sulla Terra, accrescendone così il valore e ridando significato all’umanità.
Con loro non c’è più distinzione tra “poveri” e “benestanti”, a tutti vengono riconosciuti meriti e dignità, senza nessuna discriminazione. Pur nella diversità di vissuti e temperamenti, è la loro volontà di azione umana e terrena a costituirle sante, arrivando a fonderne le anime in un Corpo Solo, senza più alcuna distinzione spazio – temporale.
Il suono di un carillon, sonora “scatola dei ricordi”, conduce lo spettatore in un percorso circolare in cui una donna dei giorni nostri, nella sofferenza “cristologica” del suo quotidiano, si fa “donna” in Giovanna, che a sua volta si fa “donna” in Teresa, che ancora fonde il proprio “essere donna” in Gabrielle, fino ad arrivare a quell’Unica Essenza che è già Voce e Corpo dell’Oltre.
“E dopo, dopo che sarà…Dopo sarò Io, sarò sempre Io”.

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La Mandragola

 

 

Il 12 luglio alle 21 presso il teatro di Paglia presso il Museo Nazionale etrusco di Marzabotto in Via PorrettanA  Sud  13

Preceduto da un invito ad un cocktaail alle 20 all’Agriturismo Cà Malfolle

prenotazioni cell.3332385812

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