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Archive for the ‘Fotografia e viaggi’ Category

La foto di Roberta Ricci  la Apple e la fila a Bologna per l’apertura  post Covid

In un articolo comparso nei giorni scorsi su “La Repubblica” l’autore il giornalista Daniele Vulpi  rivela  che :

… poche persone sanno che alcuni dei suoi scatti sono stati usati negli sfondi per desktop di uno dei sistemi operativi Apple più popolari, Mac OSX 10.5 Leopard. Proprio così. La rivelazione arriva da da una persona “informata dei fatti” considerando che ha lavorato per un ventennio a Apple, nella sede centrale di Cupertino, Chris Hynes. Nel suo blog ha raccolto alcune fotografie, scattate da Jobs, usate come sfondi proprio per quel sistema operativo annunciato il 6 giugno 2005 durante il Worldwide Developers Conference a San Francisco: foglie di erba riprese con obiettivo macro per coglierne la rugiada posata sopra, un albero pieno di foglie verdi, una distesa di piante di lavanda, un tempio zen buddista a Kyoto, in Giappone, e un tradizionale giardino di pietre. 

Hynes racconta anche un aneddoto che riguarda Jobs e ha che a fare proprio con la fotografia, in un post dal titolo “L’ultima volta che ho visto Steve Jobs”. Fu al quartier generale di Cupertino, Jobs che stava dirigendosi verso una macchina nel parcheggio che lo attendeva con la portiera aperta e il motore acceso. Scrive Hynes: “Una famiglia era vicino al cartello Apple all’esterno dell’edificio, il luogo spesso scelto dai turisti per scattare foto durante le loro visite a Apple. Il padre si rivolse a Steve mentre passava vicino e gli chiese: ‘Mi scusi, signore, le dispiacerebbe scattarci una foto?”

L’attività di fotografo di Steve Jobs è sotto gli occhi di tutti , passato nell’anonimato ?

di più :

https://www.repubblica.it/tecnologia/2020/05/15/news/steve_jobs_fotografo_suoi_alcuni_sfondi_desktop_di_mac_osx_10_5-256700699/

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Ormai il Festival della Fotografia europea di Reggio Emilia ha chiuso , ma è talmente profonda e ricca la ricerca esposta che le immagini ritornano a popolare l’immaginario , in particolare il lavoro di Michele Nastasi che ha fotografato i vari aspetti difformi per paesaggio usi e costumi dell’Arabia di oggi
la scheda critica :
https://www.fotografiaeuropea.it/…/mostra/michele-nastasi-2/
““Arabian Transfer” mette in luce la condizione transitoria di sei città della Penisola Araba, Abu Dhabi, Doha, Dubai, Kuwait City, Manama, Riyadh, rappresentandole come territori di approdo di culture e persone.

Negli ultimi decenni questi luoghi sono apparsi come mondi nuovi, nuovi epicentri globali resi possibili dall’attuale iper-mobilità di persone e immagini, beni e finanze: essendo per lo più popolate (ed edificate) da immigrati di tutto il mondo, essi sono oggi un laboratorio vivente in cui le aspirazioni identitarie locali si confrontano con i modelli occidentali e con le culture di provenienza degli abitanti.

In queste fotografie Michele Nastasi ha cercato di distaccarsi dal tono sublime e grottesco con cui la fotografia tende a enfatizzare gli aspetti più spettacolari di questi paesaggi, così come dall’immaginario astratto dei nuovi skyline. Essi rimangono sullo sfondo come la New York di Dos Passos a cui allude il titolo.

Nelle immagini ha privilegiato un rapporto intimo e diretto con le città e i loro abitanti, avvenuto in prevalenza camminando e passando molto tempo nelle strade e nei luoghi urbani, senza nascondere le difficoltà della condizione metropolitana. Attraverso la quotidianità di abitudini, gesti e volti, ha cercato di far emergere un senso di presenza, mostrando queste città come luoghi in cui le persone vivono e dove, nella forma estrema e paradossale che le caratterizza, è possibile riconoscere la condizione contemporanea globale a cui noi stessi partecipiamo.”

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ART CITY WHITE NIGHT
– MOSTRA FOTOGRAFICA –

Foto Image, via delle Belle Arti 19, Bologna. Primo piano, Palazzo Filicori, sabato 2 febbraio 2019,  dalle ore 19.00 alle ore 24.00
Per la notte bianca dell’arte, in occasione di Arte Fiera, abbiamo allestito la mostra “With my own hands” di Fulvio Bugani. In anteprima nel nostro studio, questa esposizione fa parte di un ampio progetto sull’agricoltura sostenibile a Cuba, luogo dove l’autore sta lavorando dal 2009. Altre parti di questo progetto hanno ricevuto diversi importanti riconoscimenti internazionali (Leica Oskar Barnack 2016) e sono state esposte in diverse gallerie in tutto il mondo.

“With my own hands” è un viaggio nella campagna di Cuba, una parte meno conosciuta dell’isola, lontano dai riflettori dei luoghi più turistici. Qui la vita segue il ritmo della natura: il risveglio del sole, gli animali come compagni eterni, la terra come partner leale e il raccolto come prezioso tesoro. “With my own hands” è una storia sui contadini e sul loro rapporto forte e autentico con la Madre Terra. Questo ritratto genuino della loro dura vita vuole essere una sorta di inno dedicato a una delle prime forze vitali per l’economia di Cuba.

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Cina 1978 è la mostra attualmente in corso a Bologna del fotografo architetto Paolo Gotti, in collaborazione con l’istituto Confucio alla Temporary Gallery in Via Santo Stefano 91/a.
Il fotografo , al seguito di una delegazione italiana in Cina per studiare gli aspetti antropologici riuscì a fotografare liberamente e consegnare alla storia queste belle immagini.

Alla morte di Mao il successore Den Xiaopin diede vita a riforme che si estendevano su quattro campi , agricoltura, scienza e tecnologia industria e difesa nazionale l’obbiettivo era quello di “costruire un paese socialista di alto grado di civilizzazione e democrazia entro il 2000”

Queste immagini sono preziose perché raccontano dal punto di vista occidentale la visione .
Colpiscono le immagini dei bambini a scuola , uno stile didattico ordinato e stimolante .
Mostra da non perdere è centralissima e ad ingresso libero.

 

Dall’alto : il fotografo Paolo Gotti nella grande Muraglia

Diorama che illustra come i contadini ebbero la meglio sui latifondisti (che stavano a guardare quelli che lavoravano i latifondisti  con abiti di seta)

una strada cinese, Zhou Enlai la persona in primo piano alle sue spalle il presidente Mao, Zhou Enlai (1888-1976)

il campo sicurezza nazionale, alcune soldatesse si esercitano ad un poligono di tiro

uno dei campi del programma di Den Xiaopin , lo sviluppo industriale

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