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Archive for the ‘Fotografia e viaggi’ Category

Ormai il Festival della Fotografia europea di Reggio Emilia ha chiuso , ma è talmente profonda e ricca la ricerca esposta che le immagini ritornano a popolare l’immaginario , in particolare il lavoro di Michele Nastasi che ha fotografato i vari aspetti difformi per paesaggio usi e costumi dell’Arabia di oggi
la scheda critica :
https://www.fotografiaeuropea.it/…/mostra/michele-nastasi-2/
““Arabian Transfer” mette in luce la condizione transitoria di sei città della Penisola Araba, Abu Dhabi, Doha, Dubai, Kuwait City, Manama, Riyadh, rappresentandole come territori di approdo di culture e persone.

Negli ultimi decenni questi luoghi sono apparsi come mondi nuovi, nuovi epicentri globali resi possibili dall’attuale iper-mobilità di persone e immagini, beni e finanze: essendo per lo più popolate (ed edificate) da immigrati di tutto il mondo, essi sono oggi un laboratorio vivente in cui le aspirazioni identitarie locali si confrontano con i modelli occidentali e con le culture di provenienza degli abitanti.

In queste fotografie Michele Nastasi ha cercato di distaccarsi dal tono sublime e grottesco con cui la fotografia tende a enfatizzare gli aspetti più spettacolari di questi paesaggi, così come dall’immaginario astratto dei nuovi skyline. Essi rimangono sullo sfondo come la New York di Dos Passos a cui allude il titolo.

Nelle immagini ha privilegiato un rapporto intimo e diretto con le città e i loro abitanti, avvenuto in prevalenza camminando e passando molto tempo nelle strade e nei luoghi urbani, senza nascondere le difficoltà della condizione metropolitana. Attraverso la quotidianità di abitudini, gesti e volti, ha cercato di far emergere un senso di presenza, mostrando queste città come luoghi in cui le persone vivono e dove, nella forma estrema e paradossale che le caratterizza, è possibile riconoscere la condizione contemporanea globale a cui noi stessi partecipiamo.”

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ART CITY WHITE NIGHT
– MOSTRA FOTOGRAFICA –

Foto Image, via delle Belle Arti 19, Bologna. Primo piano, Palazzo Filicori, sabato 2 febbraio 2019,  dalle ore 19.00 alle ore 24.00
Per la notte bianca dell’arte, in occasione di Arte Fiera, abbiamo allestito la mostra “With my own hands” di Fulvio Bugani. In anteprima nel nostro studio, questa esposizione fa parte di un ampio progetto sull’agricoltura sostenibile a Cuba, luogo dove l’autore sta lavorando dal 2009. Altre parti di questo progetto hanno ricevuto diversi importanti riconoscimenti internazionali (Leica Oskar Barnack 2016) e sono state esposte in diverse gallerie in tutto il mondo.

“With my own hands” è un viaggio nella campagna di Cuba, una parte meno conosciuta dell’isola, lontano dai riflettori dei luoghi più turistici. Qui la vita segue il ritmo della natura: il risveglio del sole, gli animali come compagni eterni, la terra come partner leale e il raccolto come prezioso tesoro. “With my own hands” è una storia sui contadini e sul loro rapporto forte e autentico con la Madre Terra. Questo ritratto genuino della loro dura vita vuole essere una sorta di inno dedicato a una delle prime forze vitali per l’economia di Cuba.

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Cina 1978 è la mostra attualmente in corso a Bologna del fotografo architetto Paolo Gotti, in collaborazione con l’istituto Confucio alla Temporary Gallery in Via Santo Stefano 91/a.
Il fotografo , al seguito di una delegazione italiana in Cina per studiare gli aspetti antropologici riuscì a fotografare liberamente e consegnare alla storia queste belle immagini.

Alla morte di Mao il successore Den Xiaopin diede vita a riforme che si estendevano su quattro campi , agricoltura, scienza e tecnologia industria e difesa nazionale l’obbiettivo era quello di “costruire un paese socialista di alto grado di civilizzazione e democrazia entro il 2000”

Queste immagini sono preziose perché raccontano dal punto di vista occidentale la visione .
Colpiscono le immagini dei bambini a scuola , uno stile didattico ordinato e stimolante .
Mostra da non perdere è centralissima e ad ingresso libero.

 

Dall’alto : il fotografo Paolo Gotti nella grande Muraglia

Diorama che illustra come i contadini ebbero la meglio sui latifondisti (che stavano a guardare quelli che lavoravano i latifondisti  con abiti di seta)

una strada cinese, Zhou Enlai la persona in primo piano alle sue spalle il presidente Mao, Zhou Enlai (1888-1976)

il campo sicurezza nazionale, alcune soldatesse si esercitano ad un poligono di tiro

uno dei campi del programma di Den Xiaopin , lo sviluppo industriale

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Il 6 gennaio a Forlì ai Musei di San Domenico si concluderà la mostra di Ferdinando Scianna.
La mostra ha molteplici letture, quella che visitiamo, la visione che racconta in cuffia il Maestro Scianna per chi ne fa richiesta alla reception, in cui suggerisce l’ interpretazione del suo mondo, quello che stiamo visitando, i piani spaziali diversi in cui è collocata l’esposizione che ci conduce in un mondo, fotografico ed espressivo, di Ferdinando Scianna.
Una ottima occasione per iniziare il 2019 delle esposizioni.

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Ha avuto luogo, nei giorni scorsi , nei locali della Biblioteca Borges a Bologna, la mostra, di Cristian Cizmar .

Scrive la curatrice della sua mostra, Arianna Fornasari, nella prefazione :

“Non sempre una mostra nasce dall’intenzione del fotografo di presenziare come artista dinnanzi al pubblico. E’ questo il caso di Cristian , italo-europeo, generazione anni Settanta, amante dei viaggi e dell’arte, proprio grazie ai primi, la stampa di alcuni scatti ha portato il turista Cristian ad esporre come fotografo. La sua macchina fotografica cattura dettagli o panoramiche di edifici e monumenti tramite un punto di vista soggettivo – oltre a quanto lo fa ovviamente l’occhio di chiunque scatti una foto – rendendo la composizione finale  un insieme visto attraverso un dettaglio , possa essere questo un oculo, una breccia nel muro, una finestra rotta, un’arcata.

Un filtro , inteso nel linguaggio fotografico, che diventa filtro architettonico. Non invalida la panoramica di chi visita la mostra, gli dà altresì uno sguardo altro  con cui approcciarsi al soggetto della foto, sia che lo si conosca che nel caso contrario. Non sempre l’artista è consapevole di esserlo, vuoi per modestia, vuoi perchè non sia, è proprio il caso di dire , scattato il lampo della piccola scintilla che alimenta il fuoco che a sua volta accende ed amplia la sua visione di sè come Artista, qui con la maiuscola  in quanto espositore.

Si potrebbe e si dovrebbe dire esponente, non solo nel senso di chi espone , ma anche di un futuro, ce lo auguriamo, in cui possa collocarsi in una qualsivoglia corrente stilistica o, ancora meglio, capostipite di una nuova.

Percorso difficile, senza dubbio, ma spesso il seme fertile del Genio si cela proprio laddove mai ci si sarebbe aspettati di trovarlo, o nei percorsi paralleli a quelli canonici. Occorre coltivare i nuovi talenti sono il terreno su cui edificare i prossimi corridoi espositivi.”

Arianna Fornasari

Dice Cristian che come nelle “Città invisibili” Italo Calvino invita il lettore a decifrare un linguaggio che è sotteso alla descrizione di città immaginarie , così io invito lo spettatore ad indagare il visibile di città reali europee descritte attraverso il mio obiettivo. 

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l presidente della Regione dice che l’Emilia Romagna è un museo diffuso, percorribile in lungo e in largo, con la via Emilia , una mostra a Forlì diventa patrimonio della Regione specie se la mostra è di un grande Maestro, Ferdinando Scianna.
La mostra usa diversi percorsi espositivi movimentando lo sguardo. In queste immagini della Sicilia c’è anche la fogheraccia , tradizione comune con la Romagna, quando il 19 marzo per il giorno di San Giuseppe vengono bruciati i residui dell’inverno.
Federico Fellini in Amarcord racconta con ironia e grottescamente come al poveraccio che accende il fuoco venga scherzosamente tolta la scala per discendere.
Ma, si sa , ogni ricordo ha un suo lato pungente .

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