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Archive for the ‘Fotografia’ Category

 

 

Da Ridò in Via Caldarese 1/2 avrà luogo una rassegna che vede tre autori confrontarsi e aderire al progetto di arte dello show room, i tre artisti sono Nadia Fantini , fotografa, Laura Fantini, pittrice che vive e lavora tra Bologna e New York e il fotografo Willy Masetti che usa da sempre la fotografia come mezzo sperimentale.

Le mostre, che sono da effettuarsi nel periodo estivo,  sono in sintonia con i progetti estivi del Comune di Bologna, ed intendono offrire altri sguardi ai turisti per consentire un’assimilazione dei luoghi d’arte della città che sono sempre attivi . All’inaugurazione sarà presente il dott. Marco Macciantelli,già Sindaco di San Lazzaro.

Inaugurazione il 12 giugno alle 18 in Via Caldarese, 1/2

 

Florilegio di Nadia Fantini (nota critica di sandro Parmeggiani) 

 

 

L’occhio di Nadia Fantini s’avvicina e si sofferma su fiori e foglie, su insetti e rane, sulla superficie di un tronco e sulla sabbia in cui il vento ha scavato ritmi e ondulazioni appena accennate, o, più raramente, si spinge lontano a cogliere le geometrie che l’uomo ha nel tempo costruito e sedimentato sulla terra, e sempre ci svela colori, forme, composizioni che escono dall’ignoto e dal mistero in cui fino ad ora la pigrizia del nostro sguardo li aveva confinati. Soprattutto, quando l’occhio di Nadia si spinge a sfiorare un tronco rugoso, segnato dalle asperità del tempo, o un intrico di foglie che non è l’esito di un’abile mano umana nel disporre una certa composizione, o ancora le increspature ossessive della sabbia, ci rendiamo conto di quanta bellezza s’annidi intorno a noi, qualcosa che abbiamo talvolta scoperto nelle opere d’arte. E ci rendiamo conto della verità intuita da Leopardi: per catturare l’infinito, il suo senso profondo, non è necessario spingere lo sguardo verso un orizzonte lontano, ma basta osservare ciò che è a noi prossimo, ciò che per definizione è finito: nel finito s’annida l’infinito.
Le fotografie di Nadia Fantini nascono da questa sua esigenza di avvicinarsi, di fare silenzio e di trattenere il respiro, quasi, di varcare la soglia di ciò che comunque potrebbe essere ritenuto ormai conosciuto, tante volte incontrato, per andare testardamente alla scoperta di ciò che di ignoto vi si cela, e che spesso si rivelerà sublime: si comporta, il suo occhio, come l’esploratore o il ricercatore che sanno che ci sono ancora luoghi o argomenti in ombra, sui quali occorre gettare luce. Da questo punto di vista, le sue immagini sono anche il diario di un percorso di iniziazione e di conoscenza personali, di scoperta della bellezza e del perenne mistero delle cose: un sentiero, lungo il quale lei si è da anni incamminata, per giungere alla “radura”, al “chiaro del bosco” dove le cose finalmente si rivelano nella loro verità. Si è detto, e a ragione, che molti hanno imparato a vedere i girasoli grazie a van Gogh, e potrei aggiungere che può capitare di essere sedotti da un mazzo di fiori che se ne sta dentro un vaso sul tavolo da lavoro non solo perché siamo a pochi centimetri, ne possiamo leggere petali, corolle, pistilli – nel mio caso specifico, l’alveare di petali di alcuni fiori d’ortensia blu –, ma anche perché sempre ritorna la memoria di un dipinto in cui quei fiori sono stati rappresentati e che abbiamo nel passato incontrato, in un museo, in una mostra, su un libro. Forse, in questo processo di avvicinamento si potrebbe correre il rischio di inoltrarsi nella terra dello stordimento, ma Nadia è molto abile nel controllare l’inquadratura e la messa a fuoco di un dettaglio, fissando l’obiettivo su un lacerto che merita di essere esaltato o su un frammento in cui le forme del reale s’accostano, s’intrecciano, rimano tra di loro, come se la mano di un artista invisibile ne avesse curato la disposizione.

Lunga è la tradizione della fotografia naturalistica. Senza considerare i reportage – si pensi solo a quelli, spesso davvero di straordinaria qualità, di National Geographic – molti fotografi si sono cimentati con l’architettura e le forme di fiori e foglie, catturati nella loro nuda essenza: si pensi, solo per fare un elenco del tutto manchevole, ai capolavori in bianco e nero di Blossfeldt, Weston, Steichen, Ansel Adams, Alvarez Bravo, Kertész, Mapplethorpe, Moriyama, Hütte. Nadia Fantini viene da un’altra esperienza – per lei la fotografia è stata l’esperienza di un’immersione nella natura, di un coinvolgimento diretto e personale che non si limitasse a inseguire e fissare la rivelazione di una forma pura – e ha imboccato una strada in cui non ha rinunciato al colore, alla sua capacità di renderci atmosfere di luce, scintillii, stordimenti, vapori. È, il suo, una sorta di rapporto personale con la natura cui lei non può rinunciare, quasi che le interessasse farsi natura, assumere un certo ritmo di respiro sincrono con quello del reale, annullare quasi il proprio intervento, non limitarsi a guardare da fuori ma avvicinarsi fino al punto estremo in cui l’occhio è giunto sull’impervio crinale oltre il quale perde la propria capacità di vedere. In queste sue immagini – esito di una luce e di un momento irripetibili – il tempo pare sospeso; nella vita reale, i fiori, più o meno lentamente, svaniscono, le foglie cadono, anche se può consolare sapere che, dentro il ciclo vitale, fiori e foglie di quel tipo torneranno in un’altra primavera, pur senza replicare esattamente l’unicità e l’irripetibilità del vivente che furono; nelle foto di Nadia, tuttavia, si respira un senso di perenne.
Sandro Parmiggiani

 

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Presentazione del libro di Patrizia Pulga

Le donne fotografe dalla nascita della fotografia ad oggi
Uno sguardo di genere

Giovedì 25 maggio 2017 ore 18.00

Biblioteca Italiana delle Donne
Via del Piombo, 5 – Bologna

Ne parla con l’autrice
Daniela Facchinato fotografa

Oltre duemilatrecento profili di fotografe di tutto il mondo, suddivisi per provenienza geografica e inseriti all’interno dei movimenti culturali e delle correnti che hanno percorso la storia degli ultimi due secoli: è quindi la fonte più completa per quanto riguarda la fotografia “al femminile”. Una storia mai raccontata di determinazione e creatività.

http://www.women.it/

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QR Photogallery è un progetto culturale noprofit che nasce a Bologna con l’apertura di uno spazio espositivo dedicato alla fotografia d’autore. La nuova galleria, gestita dall’Associazione TerzoTropico, intende qualificarsi attorno ad un segmento specifico che comprende la fotografia documentaria e sociale, il fotogiornalismo e la ricerca fotografica sul territorio.

La programmazione, curata da Cristina Berselli e Alessandro Zanini, si orienta verso una scelta qualificata di autori italiani e internazionali, sia affermati sia emergenti.

Per questo QR Photogallery sta sviluppando una rete di rapporti con partner nazionali, mirando alla costituzione di un circuito distributivo dedicato ai settori della fotografia caratterizzanti la propria offerta culturale.

La programmazione rimarcherà la volontà di proporre fotografi che coniugano scelte stilistiche distintive, con contenuti legati all’impegno sociale e civile.

Il progetto della Galleria QR

http://qrphotogallery.altervista.org/progetto.html

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Fino al 24 settembre al MAST una mostra fotografica su Industria e lavoro . Ad ingresso gratuito.

http://www.mast.org/

La mostra che espone delle fotografie della collezione privata trova, fra gli altri, Margareth Bourke White, Nino Migliori, anche delle fotografie di Richard Avedon, Gente del West , una emozione avere di fronte le foto del grandissimo Avedon.

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Nicola Casamassima (Andria, 1956) è un fotografo eclettico che lavora da anni (anche) tra i set di film hard.
Ben oltre la pura attività professionale di ripresa, Casamassima ha costruito un diverso spazio artistico, catturando momenti a bordo e fuori dal set.
In questa mostra proponiamo una selezione tra i suoi scatti, realizzati dal 1995 ad oggi, che vogliono raccontare qualcosa di quel mondo attraverso le scarpe, vissute spesso come rituale di messa in scena. Durante il vernissage di mercoledì 10 maggio alle ore 18.30, sono previsti happening e improvvisazioni a sorpresa sul tema, mentre sono anche attesi ospiti dal mondo hard-movie: da Trentalance alle colleghe Squirting Nidya, Martina Gold, Lady Scarlet previsti e il regista Pat de la Sublime.

L’evento è raccomandato come “adults only”, noi vi aspettiamo (anche senza tacchi).

L’appuntamento è alla Factory in Via Castiglione, 26 a Bologna dal 10 al 13 maggio
Ingresso gratuito

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Foto in bianco e nero di paesaggi e gli articoli di un viaggio, quello realizzato nel 1941 da Piacenza a Rimini da Giovannino Guareschi, ma anche la bicicletta con la quale lo scrittore e giornalista ha compiuto l’impresa e quella che il suo celebre personaggio Don Camillo (l’attore francese Fernandel) ha utilizzato durante le riprese del film.

Sono gli elementi semplici e allo stesso tempo straordinari della mostra “Il Piccolo Mondo di Guareschi, in bicicletta lungo la via Emilia”, un viaggio fotografico nei luoghi in cui hanno preso vita, 70 anni fa, i personaggi indimenticabili del sindaco di Brescello Peppone (interpretato da Gino Cervi nei film realizzati nel ‘52 dal regista Julien Duvivier) e del suo avversario politico e amico, il parroco Don Camillo (Fernandel). Il reportage del viaggio fu pubblicato in sei articoli sul Corriere della Sera, testata della quale Guareschi era giornalista, corredato da numerose fotografie delle località toccate e da lui stesso scattate.

L’esposizione, promossa dalla Regione Emilia-Romagna in collaborazione con il Comune di Bologna, sarà inaugurata venerdì 28 aprile, alle ore 16, nella Biblioteca Sala Borsa a Bologna dall’assessore regionale al Turismo e commercio, Andrea Corsini, e dall’assessore Economia e promozione della città del Comune di Bologna, Matteo Lepore.

“Abbiamo voluto valorizzare queste ricorrenze per celebrare lo scrittore che ha reso famosa l’Emilia-Romagna nel mondo- commenta l’assessore Corsini- e per ripercorrere attraverso i suoi ricordi il viaggio lungo la via Emilia, una strada storica che non è solo una via di comunicazione ma anche un simbolo della nostra regione: una terra ‘plurale’, fatta di gente industriosa, creativa e proiettata verso il futuro. Proprio per questi motivi ‘Via Emilia’ è stata scelta dalla Regione Emilia-Romagna quale marchio per identificare le eccellenze enogastronomiche, meccaniche e industriali conosciute a livello internazionale. Food Valley e Motor Valley sono diventate oggi un potente ed esclusivo progetto di marketing di destinazione e di prodotto. E lungo la via Emilia c’è l’essenza del made in Italy”.

La mostra sarà visitabile dal 28 aprile al 15 maggio, per poi trasferirsi in diverse località dell’Emilia-Romagna. E’ prevista anche la presentazione della storia di Guareschi da parte di Egidio Bandini, curatore dell’archivio Guareschi e della sua biografia, accompagnata dalla fisarmonica del maestro Medioli.

http://www.bibliotecasalaborsa.it/eventi/26911

Fernandel e Gino Cervi nei panni di Don Camillo e Peppone in una foto d’archivio. Il sanguigno parroco emiliano nei cinque film della serie e’ in perenne lotta con il bonario ma al contempo collerico sindaco comunista Peppone. ANSA

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La Rassegna “A Savignano Guardiamo” prosegue nel mese di maggio con 5 serate imperdibili…

“A Savignano Guardiamo”, non è un nome scelto a caso. Lo abbiamo scelto perché ben descrive il percorso a doppio senso della nostra rassegna.

Infatti, se dapprima “a Savignano guardiamo” verso di voi, verso la grande platea di autori, professionisti affermati e talenti emergenti alla ricerca di persone che ci colpiscano per i propri lavori, o per la propria storia di vita, successivamente, tutti assieme, noi “a Savignano guardiamo” voi, i nostri invitati.

Voi che ci venite a raccontare il vostro modo, il vostro mondo e le vostre esperienze. Tutti assieme vi guardiamo e vi ascoltiamo, attentamente.
E ad ogni incontro ci rendiamo conto che si può. E prendiamo coraggio per perseguire obiettivi che vediamo voi avete raggiunto. E, stimolati, continuiamo il nostro cammino sulla via della crescita personale.

Gli incontri si svolgeranno al secondo piano del civico 51 di Corso Vendemini a Savignano sul Rubicone e inizieranno alle ore 21. Vi ricordiamo che le serate sono ad ingresso gratuito e aperte a tutti, soci e non: vi aspettiamo numerosi. E non dimenticate di invitare i vostri amici!

 

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