Feeds:
Articoli
Commenti

Archive for the ‘Fotografia’ Category

Foto di Romana Zambon

Dal ritratto al nudo, passando per il paesaggio. Al Centro Culturale di Milano, Sguardi a fior di pelle raccoglie una cinquantina di fotografie che compongono un viaggio attraverso il linguaggio fotografico. Curata da Roberto Mutti, la mostra è visitabile fino al 25 ottobre.
Realizzata in collaborazione con Giuliani, Sguardi a fior di pelle raccoglie autori italiani e internazionali, che dalla metà dell’Ottocento sino a oggi si sono misurati con diversi generi fotografici: è un viaggio nel tempo attraverso i loro sguardi, da quelli più rigorosi, è il caso di Giorgio Sommer con uno scatto dell’Arco della Pace del 1889, a quelli più avanguardistici e astratti di Romana Zambon, Lucrezia Roda o ancora Davide Mosconi con fotografie degli anni duemila, in cui i soggetti subiscono una trasfigurazione.

Cinque le sezioni in cui è suddivisa la mostra, ognuna delle quali evoca l’evoluzione del gusto, attraverso fotografie scattate in anni differenti. Si parte da Human, che indaga l’evoluzione del genere del ritratto: una volta esaurito l’effetto sorpresa che generava il vedersi ritratti in uno scatto, i fotografi più che sottolineare la verosimiglianza palpabile caratterizzano le fotografie per il loro stile. Ecco dunque che entra in scena Maurizio Galimberti che ritrae Carla Fracci con una fotocamera a obbiettivo rotante, capace di allargare il campo visivo di chi osserva e catturare il senso del movimento.

da “Artlife ”

https://artslife.com/2020/10/09/sguardi-a-fiori-di-pelle-evoluzione-linguaggio-fotografico/

Centro Culturale di Milano
Largo Corsia Dei Servi, 4

Sguardi a fior di pelle
6-25 ottobre 2020

Mostra fotografica a cura di Roberto Mutti
In collaborazione con Giuliani Spa

Read Full Post »

La mostra a Palazzo Magnani, a cura di Walter Guadagnini, è la prima in Europa dedicata al fenomeno della staged photography, tendenza che, a partire dagli anni Ottanta, ha rivoluzionato il linguaggio fotografico e la collocazione della fotografia nell’ambito delle arti contemporanee.

GLI ARTISTI
Prodotta da Fotografia Europea, la mostra presenta il lato più immaginifico della fotografia attraverso le invenzioni di alcuni tra i maggiori autori degli ultimi trent’anni e le sperimentazioni nate dall’avvento della tecnologia digitale. Partendo da grandi maestri come Jeff Wall, Cindy Sherman, James Casebere, Sandy Skoglund, Yasumasa Morimura, Laurie Simmons passando per artisti come Erwin Olaf, David Lachapelle, Nic Nicosia, Emily Allchurch, Joan Fontcuberta, Julia Fullerton Batten, Paolo Ventura, Lori Nix, Miwa Yanagi, Alison Jackson, Jung Yeondoo, Jiang Pengyi, fino ad arrivare ad autori raramente esposti in Italia come Bernard Faucon, Eileen Cowin, Bruce Charlesworth, David Levinthal, l’esposizione dimostra, con oltre cento opere, non solo la diffusione di questo linguaggio, ma anche la sua longevità.

IL PROGETTO
Il progetto espositivo rivela il desiderio della staged photography di ampliare non solo i confini del linguaggio fotografico, ma anche quelli della percezione del mondo; la fotografia, regno di (presunta) oggettività, diventa il regno della fantasia, dell’invenzione e della soggettività, compiendo l’ultima decisiva evoluzione della sua storia: la macchina fotografica, un tempo considerata “specchio del mondo”, diventa un generatore di sogni e di inganni, mettendo lo spettatore in guardia nei confronti di ciò che vede.
La mostra è corredata da un catalogo edito da Silvana Editoriale, interamente dedicato alla staged photography in cui Walter Guadagnini fa il punto su questa importante pratica fotografica, approfondendo, per la prima volta in Italia e in Europa, le varie sfaccettature che la caratterizzano e raccogliendo le biografie degli artisti presenti in mostra che ad essa si sono avvicinati, ognuno con il proprio sguardo.

Con il biglietto di True Fictions sarà possibile visitare anche la mostra organizzata a Palazzo da Mosto nelle stesse date, per scoprire la mostra ATLANTI, RITRATTI E ALTRE STORIE – 6 giovani fotografi europei, anche questa prodotta da Fotografia Europea. Si tratta di una collettiva che raccoglie le personali dei tre vincitori dell’open call lanciata da FOTOGRAFIA EUROPEA 2020, a cui sono stati aggiunti tre progetti selezionati dalla giuria composta da Walter Guadagnini, Maria Pia Bernardoni e Oliva Maria Rubio curatrice indipendente: Alessandra Baldoni (Perugia, 1976); Alexia Fiasco (Parigi, 1990); Francesco Merlini (Aosta, 1986); Manon Lanjouère (Parigi, 1993); Giaime Meloni (Cagliari, 1984) e Denisse Ariana Pérez (Republica Dominicana, 1988).

– TRUE FICTIONS. Fotografia visionaria dagli anni ‘70 ad oggi | Palazzo Magnani, corso Garibaldi 29 – Reggio Emilia
– ATLANTI, RITRATTI E ALTRE STORIE. 6 giovani fotografi europei | Palazzo Da Mosto, via Mari 7 – Reggio Emilia
– 17 ottobre 2020 – 10 gennaio 2021
– Venerdì, sabato, domenica: 10 – 19 | Aperture straordinarie: 24 novembre – 8 dicembre – 1 gennaio (ore 15-19) – 6 gennaio| Chiuso il 25 dicembre
– Biglietto unico True Fictions + Atlanti, ritratti e altre storie: Intero 10€ / Ridotto 8€ / Studenti Universitari (19 – 26 anni) 6€ / Ragazzi (6-18 anni) 5€ / Pacchetti famiglia | BIGLIETTI DISPONIBILI ANCHE ON LINE SU www.palazzomagnani.it/biglietteria

 

Read Full Post »

(Vita ai tempi del Corona Virus)

La fotografia “che cura” e aiuta le persone a razionalizzare cosa è accaduto con la pandemia. Ha un obiettivo molto ambizioso quest’anno il Festival della Fotografia Etica di Lodi che tornerà a ottobre con l’undicesima edizione (che quest’anno durerà per cinque settimane, una in più rispetto agli altri anni). Un evento internazionale che permetterà a un territorio come quello Lodigiano, epicentro dei contagi da coronavirus in Italia, di ripartire dopo mesi difficili e di paura. Per la prima volta il Festival si allargherà alla città di Codogno, luogo simbolo della pandemia, con una mostra speciale dedicata ai giorni difficili del lockdown. Lodi rimarrà comunque il centro della manifestazione organizzata da Alberto Prina insieme ai soci del Gruppo fotografico Progetto Immagine.

Fotografia etica : il programma

Un’opportunità incredibile per il Lodigiano che potrebbe approfittare del successo e la partecipazione sempre crescenti del Festival (oltre 17mila biglietti, 90mila le presenze, un vero e proprio boom) per risollevarsi e attirare turisti da tutta Italia e dall’estero. “Il Festival è un’occasione per tutti, una grande vetrina per la città e la provincia”, racconta il fondatore Alberto Prina. “La fotografia è stata determinante per mettere in comunicazione le persone durante le settimane difficili dell’emergenza. In questo momento storico è fondamentale il ruolo dei fotografi: ora più che mai devono raccontare questo periodo per mantenere viva la memoria e fornire uno spunto per rielaborare e razionalizzare quello che è successo. La pandemia ha fatto capire che i problemi di tutto il mondo sono anche i nostri. E niente può unire il mondo più della fotografia con uno sguardo e un abbraccio al mondo“. Una sezione particolare del Festival della Fotografia Etica di Lodi sarà dedicata alla pandemia con le foto del concorso LIFE in the time of Coronavirus. La open call internazionale, promossa dall’associazione Roma Fotografia in collaborazione con TWM Factory, la rivista IL FOTOGRAFO e The Walkman Magazine, si chiuderà il 30 luglio.

 

È il suo undicesimo anno di vita e il Festival della Fotografia Etica di Lodi cambia e si rinnova.E lo fa in un anno, il 2020, in cui molto è cambiato e sta cambiando a livello globale, come raramente è capitato nei tempi moderni.

Sguardi sul nuovo mondo è infatti, e non a caso, la lente attraverso la quale pensare a questa nuova edizione in cui saremo come esploratori appena giunti su terre sconosciute.

Il programma è ricchissimo: 80 fotografi da tutto il mondo per 22 mostre sparse tra Lodi, principalmente, e Codogno. Importante novità di quest’anno, infatti, è il coinvolgimento e il sostegno del Comune della prima città della zona rossa. Attraverso la collaborazione con Roma Fotografia e il magazine Il Fotografo, nel Cortile del Comune di Codogno sarà raccontato per immagini l’impatto del virus che ha cambiato il pianeta, attraverso storie che offriranno una visione planetaria e una locale del periodo storico che stiamo vivendo.

Grande attenzione alla sicurezza, con sedi all’aperto in parchi pubblici, chiostri e cortili, oltre all’introduzione del numero massimo di visitatori per giornata, estensione di un weekend a settembre e possibilità di visite infrasettimanali il giovedì.

di più su Artribune :

https://www.artribune.com/arti-visive/fotografia/2020/07/festival-fotografia-etica-lodi-2020/

Read Full Post »

Il 19 settembre alle ore 9,00 alla presenza del Presidente Della Camera Roberto Fico presso la sede della Fondazione Leonardo Sciascia a Racalmuto verrà inaugurata la mostra Leonardo Sciascia e la Fotografia.Una serie di fotografie inedite, scattate al principio degli anni ’50 del secolo scorso, dal grande scrittore siciliano Leonardo Sciascia. La mostra, curata da Diego Mormorio, presenta 27 istantanee, mai rese pubbliche fino ad ora, che fissano impressioni di un continente in piena rinascita dopo il secondo conflitto mondiale e testimoniano, ancora una volta, l’interesse dell’autore de Il giorno della civetta, Todo modo, La scomparsa di Majorana e di tanti altri romanzi, racconti, saggi e pamphlet, per le arti figurative.

 In un intrecciarsi di simmetrie e prospettive che denotano una profonda conoscenza, non solo delle tecniche fotografiche, ma anche della pittura e della grafica, rigorosamente in bianco e nero, si susseguono scatti che hanno immortalato paesaggi ancora poco toccati dall’uomo, città colte nei momenti di quiete e di silenzio, piccoli ricordi familiari. Ecco le sagome di due ciclisti, sotto gli archi di pietra, allora pericolanti, del centro di Randazzo, in provincia di Catania. Ecco una figura femminile ammantata di nero inerpicarsi per le scale, verso le torri orientaleggianti di una chiesa. Ecco, proprio a Racalmuto, dei ragazzini cresciuti troppo rapidamente immersi nella polvere; e una contadina che, casa per casa, munge e vende il latte della sua capra. E abitazioni quasi scavate nella roccia; e, a contrasto, il porto di Palermo, la laguna di Venezia, l’architettura di Gaudí a Barcellona. Ecco la moglie e le figlie dello scrittore, incastonate dentro sfondi che ricordano i dipinti di Caspar David Friedrich.

Leonardo Sciascia ha scritto: “La fotografia è la forma per eccellenza: colta in un attimo del suo fluido significare, del suo non consistere, la vita improvvisamente e per sempre si ferma, si raggela, assume consistenza identità significato. È una forma che dice il passato, conferisce significato al presente, predice l’avvenire”. Le istantanee in mostra a Racalmuto, col loro miscuglio di acume e riservatezza, nel fissare un’umanità che per stile di vita ci appare lontana ma che storicamente ci è molto vicina, quasi c’inducono a rimpiangere quel mondo muto, senza colori, eppure sano, semplice. Lo stesso Sciascia, negli ultimi anni della sua vita, aveva sintetizzato questa sensazione nella battuta “Il brutto che è passato è quasi bello”. 

Nella sua introduzione al catalogo della mostra, edito da Mimesis, Mormorio sostiene la tesi di Sciascia: la fotografia è verità momentanea, e soprattutto “verità che contraddice altre verità di altri momenti”. Frase che, nonostante il tempo e le disillusioni, rimane indimenticata, imprescindibile. E da associare a un famoso brano del Gattopardo: “In nessun luogo quanto in Sicilia la verità ha vita breve: il fatto è avvenuto da cinque minuti e di già il suo nocciolo genuino è scomparso, camuffato, abbellito, sfigurato, oppresso, annientato dalla fantasia e dagli interessi; il pudore, la paura, la generosità, il malanimo, l’opportunismo, la carità, tutte le passioni – le buone quanto le cattive – si precipitano sul fatto e lo fanno a brani; in breve è scomparso”.

Domenica 20 settembre, giorno dell’apertura, la Fondazione Sciascia sarà visitabile dalle ore 9 alle ore 13. Nelle settimane successive, la mostra sarà accessibile al pubblico lunedì, mercoledì e domenica dalle 9 alle 13 e martedì, giovedì  venerdì, sabato dalle 9 alle 13 e dalle 16 alle 18.

I prezzi dei biglietti sono intenzionalmente popolari: 4 euro l’intero, 2 euro il ridotto. La prenotazione è obbligatoria per i gruppi, che possono essere composti al massimo da venti persone.La Fondazione Leonardo Sciascia – ente morale giuridicamente riconosciuto, istituita dal Comune di Racalmuto d’intesa con lo scrittore – custodisce una pregevole collezione di ritratti di scrittori, quasi tutte le edizioni italiane e straniere dei suoi libri, le lettere ricevute in mezzo secolo d’attività letteraria e circa 2000 volumi della sua biblioteca e si pone come obiettivo di mantenere viva l’alta lezione etica di un letterato mai succube del Potere.
La mostra resterà allestita fino al 20 febbraio 2021

articolo di

https://livesicilia.it/2020/09/14/sciascia-e-la-fotografiagli-scatti-della-mostra/?unapproved=1279780&moderation-hash=30ec860521284043230f1c6ef69c6b47#comment-1279780

Read Full Post »

 

Grazie a InToscana per l’aggiornamento 
 
Ci sono le macerie del campanile della Basilica di San Marco, a Venezia, che crollò nel 1922 a causa di un disastroso intervento murario. Ma anche il Foro romano prima di venire portato alla luce, quando ancora le mucche pascolavano tra le rovine. E ancora la temibile esplosione del Vesuvio del 26 aprile 1872, immortalata da Giorgio Sommer in quella che probabilmente è la prima foto di un’eruzione vulcanica. Senza dimenticare Firenze, dal fermento degli anni in cui fu capitale d’Italia alle immagini degli angeli del fango che salvano i libri dall’alluvione del 1966. È solo una piccola parte della storia italiana conservata nell’Archivio dei Fratelli Alinari, la più antica azienda fotografica al mondo fondata a Firenze nel 1863 da Leopoldo Alinari: un patrimonio di 5 milioni di immagini che rischiava di andare disperso e che la Regione Toscana ha deciso di salvare con quella che il presidente Enrico Rossi ha definito “un’operazione di politica culturale tra le più importanti degli ultimi cinque anni”.

FRATELLI ALINARI: LA FAMIGLIA CHE IMMORTALÒ LA STORIA
È il 1854 quando Leopoldo, Romualdo e Giuseppe Alinari fondano a Firenze la loro società
 

Sì perché grazie all’impegno regionale questo im menso tesoro sarà gestito dalla Faf, la Fondazione Alinari per la fotografia, che aprirà anche un Museo della fotografia a Firenze, nei locali di Villa Fabbricotti entro due anni. Tutto è iniziato il 13 gennaio di quest’anno, quando la Regione ha acquisito l’archivio Alinari, con un’operazione da 15 milioni di euro che puntava a conservarlo e soprattutto a renderlo fruibile per il pubblico.

“Si chiude un percorso iniziato con l’acquisizione da parte della Regione Toscana, nel gennaio scorso, del patrimonio fotografico Alinari – ha spiegato il governatore Rossi presentando l’iniziativa – un grande, immenso patrimonio culturale e artistico di rilevanza mondiale che in questo modo potrà restare nel presente e per le future generazioni. Da oggi parte un nuovo capitolo di una grande storia. Non esistono Fondazioni come questa, molti altri depositi sono stati smembrati, venduti e non sufficientemente valorizzati. Quello che abbiamo concretizzato oggi è un esempio di politica culturale moderna, seria, profonda, di cui potranno usufruire tutti i cittadini, e non solo della nostra regione e del nostro Paese.”

https://www.intoscana.it/it/articolo/fondazione-alinari-fotografia/

Read Full Post »

Older Posts »