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Archive for the ‘Arte’ Category

Una delle opere cinematografiche sull’arte più interessanti e vissute del 2017  è sicuramente Manifesto di Julian Rosefeldt . Il cineasta è un artista e approda al cinema con questa opera collaudata, nel passato ha fatto 13 installazioni che grazie alla genialità interpretativa di Cate Blanchett diventano 13 personaggi quotidiani nel film. I personaggi danno voce ai principali manifesti dell’arte del secolo breve, futuristi, situationnistes , non oggettivi fluxus dancer, dadaisti, nichilisti, punk , suprematisti, dogmatici (Lars Von Trier ). Un lavoro gigantesco in biblioteca, si vede dai titoli di coda, in cui si sono cimentati in uno studio enciclopedico i fautori dei testi recitati da Cate Blanchett.
Julian Rosefeldt , assieme a Gianluca Farinelli , che ha inaugurato al mattino della stessa giornata “Visioni italiane” (matinee al cinema) con una presenza di pubblico da capogiro in Cineteca, con due sale colme al Lumière e in partenza ha presentato Rosefeldt e ha comunicato che Cate Blanchett sarà la prossima presidente al festival del cinema di Venezia.
Rosefeldt ha detto che la bravura e il carisma di Cate  Blanchett hanno superato il suo film .
Un ringraziamento speciale al Mast che ha dato ospitalità alla visione e al commento di Julian Rosefeldt.

https://openagenda.com/saison-culturelle-en-ile-de-france/events/manifesto-de-julian-rosefeldt?lang=it

un’opera di Rosenfeldt

https://www.julianrosefeldt.com/

 

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E’ in corso a Bologna, al Mambo, la mostra  REVOLUTIJA. Da Chagall a Malevich, da Repin a Kandinsky, una mostra in sintonia con l’anniversario della rivoluzione russa. Un evento che, oltre a cambiare il corso della storia, influenzò radicalmente anche lo sviluppo dell’arte.

Si ritiene che la storia dell’avanguardia russa abbia avuto inizio nel 1908, quando a Mosca e a San Pietroburgo si tennero esposizioni di vari giovani sovversivi che cambiarono radicalmente le fondamenta dell’arte: i fratelli Burlyuk, Larionov, Goncharova, Lentulov, solo per citarne alcuni. Negli anni che precedettero la rivoluzione del 1917, il movimento d’avanguardia si sviluppò a ritmi vertiginosi.

Molti esponenti di questa tendenza accolsero con entusiasmo la rivoluzione. Le loro idee artistiche spesso coincidevano con slogan politici, ad esempio la proposta contemplativa di Kazimir Malevic di bruciare tutti i quadri per esporre poi le loro ceneri nei musei, visto che dopo il suprematismo l’arte non esisteva. E durante le prime decisioni politiche relative all’ordine precedente la rivoluzione, questa proposta si rivelò tragicamente premonitrice.

si legge nel sito del Mambo

L’arte delle avanguardie russe è uno dei capitoli più importanti e radicali del modernismo. Il periodo compreso tra il 1910 e il 1920 ha visto nascere, come in nessun altro momento della storia dell’arte, scuole, associazioni e movimenti d’avanguardia diametralmente opposti l’uno all’altro e a un ritmo vertiginoso.
Revolutija: da Chagall a Malevich, da Repin a Kandinsky intende mettere in luce la varietà degli sviluppi artistici in Russia tra i primi del Novecento e la fine degli anni ’30 ma anche, come evidenzia Evgenia Petrova: “riportare all’attenzione non tanto della critica o degli addetti ai lavori, quanto del pubblico, artisti tipo Repin come anche Petrov-Vodkin o Kustodiev, rimasti un po’ nell’ombra a causa dell’enorme successo avuto da altri quali Chagall, Malevich o Kandinsky che pure sono presenti in mostra”.
Oltre 70 opere, capolavori assoluti provenienti dal Museo di Stato Russo di San Pietroburgo, raccontano gli stili e le dinamiche di sviluppo di artisti tra cui Nathan Alt’man, Natal’ja Gončarova, Kazimir Malevich, Wassily Kandinsky, Marc Chagall, Valentin Serov, Aleksandr Rodčenko e molti altri, per testimoniare la straordinaria modernità dei movimenti culturali della Russia d’inizio Novecento: dal primitivismo al cubo-futurismo, fino al suprematismo e al costruttivismo.

 

Dall’alto : Il’ja Repin
17 ottobre 1905 (1907)

L’inizio del 900 la Russia era diventata la metà di arti e artisti internazionali.
Convivevano vari stili compresi i realisti di Ilia Repin. Le opere in mostra sono divise in
realismo ironico
Stile neoclassico
Jugendstil
Fauvismo
Larionov e Goncharova sono esempi di neoprimitivismo russo. Le fonti risiedevano nella tradizioni e nella ricchezza delle tradizioni popolari

Il’ja Repin
Che vastita’ 1903

Nathan Alt’man Ritratti di Anna Achmatova 1915

Natalia Goncarova Ciclista 1913

Kazimir Malevich
Composizione con la Gioconda (eclisse parziale ) 1914

Marc Chagall La passeggiata 1917

Wassily Kandinski su bianco 1920
L’Astrattismo dai Kandinski si differenzia da quello di Malevich. Kandinski voleva riprodurre il ritmo e le sensazioni .
Su bianco si riferisce al predominio del colore bianco

Nathan Alt’man Petrokommuna 1921

L’esposizione di libri di narrativa di letteratura russa

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http://www.mambo-bologna.org/mostre/mostra-238/

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Il 7 gennaio a Palazzo Diamanti a Ferrara ha chiuso la mostra di Carlo Bonomi, 1569?/1632 pittore che rappresenta l’Officina ferrarese e che fa sicuramente rete con il Guercino, Guido Reni, Giovanni Lanfranco e i Carracci.

Non solo pale d’altare, Carlo  Bonomi dipinge, come dimostra la raccolta dei dipinti, pitture da cavalletto, per collezioni di privati. Morirà in solitudine  in odore di asocialita’ e misantropia, e va da se’ in povertà, consentendoci una visione meravigliosa del mondo espresso con le Sacre Scritture che evoca nella sua narrazione pittorica delle pale d’altare.

“Pittore di scene mitologiche nonché di grandi cicli decorativi sacri e di pale d’altare, Bonomi elabora un linguaggio pittorico che pone al centro l’emozione, il rapporto intimo e sentimentale tra le figure dipinte e l’osservatore. Negli anni drammatici dei contrasti religiosi, dei terremoti e delle pestilenze, il sapiente uso della luce e il magistrale ricorso alla teatralità fanno di lui uno dei primi pittori barocchi della penisola, come testimoniano le seducenti decorazioni di Santa Maria in Vado del 1617 circa.” 

 

 

dall’alto : Il Guercino – pittore che spesso collabora con Carlo Bonomi “San Girolamo ”

“Annunciazione” Il marchese Ippolito Bentivoglio commissiono’ a Carlo Bonomi , per la Chiesa di Modena San Bartolomeo, una Annunciazione che attrae l’interesse sulla sua pittura, il dipinto fu collocato nella Cappella di Famiglia in Santa Maria della Neve a Reggio Emilia dove risiede attualmente , siamo attorno al 1611.

” Il genio della arti “di Carlo Bonomi 1620

Giovanni Lanfranco , proprietà del Palazzo della Pilotta di Parma e raffigura “Sant’Agata visitata in carcere da San Pietro e un angelo ”

gli esempi che prende Carlo di Bonomi.

Deposizione” di Cristo di Carlo Bonomi

“San Sebastiano ” di Guido Reni , per sottolineare la vicinanza di Carlo Bonomi agli illustri seicenteschi

“l’Angelo custode di Bonomi ” del 1625 e risiede alla Pinacoteca di Ferrara

“San Sebastiano” di Carlo Bonomi  del 1626 che risiede al Musee Des Beaux Arts di Strasburgo

” Madonna con Bambino in gloria con i santi Rocco e Sebastiano ” Bologna, collezione privata

“il miracolo di Soriano “databile 1621/1626  di Carlo Bonomi e parla dell’apparizione di San Domenico, come si vede il dettato della Controriforma viene rispettato nel dettagli, i corpi coperti di drappeggi di abiti. Ferrara chiesa di San Domenico.

Una “invocazione di San Luigi di Francia” questo quadro viene definito una poesia dipinta , una pala per la fine della peste , il dipinto è a Vienna di carlo Bonomi

” Madonna di Loreto che appare ai Santi Giovanni, Giacomo, Bartolomeo e Sebastiano” , 1622/1623 di Carlo Bonomi risiede a Tolosa Musee Des Augustins

 

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http://www.palazzodiamanti.it/1582

 

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Ultimi giorni di apertura a Palazzo dei Diamanti a Ferrara
Rimangono solo pochi giorni per conoscere L’ultimo sognatore dell’Officina ferrarese:  Carlo Bononi, a Ferrara fino al 7 gennaio

FERRARA – Carlo Boboni. L’ultimo sognatore dell’Officina ferrarese è la mostra che aprirà il 14 ottobre a Palazzo dei Diamanti di Ferrara, dedicata a uno dei grandi protagonisti della pittura seicentesca.

Il ferrarese Carlo Bononi, il cui nome, non a caso, è stato spesso accostato a quelli di Zurbarán o di Caravaggio, è rimasto a lungo in ombra, offuscato dal ricordo della magica stagione rinascimentale degli Este. Solo una lenta operazione di recupero critico ha progressivamente messo a fuoco la figura di questo artista unico, capace di interpretare in modo sublime e intimamente partecipato la tensione religiosa del suo tempo.

La mostra, a cura di Giovanni Sassu e Francesca Cappelletti, organizzata dalla Fondazione Ferrara Arte e dalle Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea di Ferrara rappresenta la prima monografica a lui dedicata.

Bonomi fu pittore di scene mitologiche nonché di grandi cicli decorativi sacri e di pale d’altare, ma allo stesso tempo anche un grande naturalista. Pochi come lui hanno saputo coniugare il nudo maschile con le esigenze rappresentative dell’Italia ancora controriformista di inizio Seicento: i suoi martiri e i suoi santi sono dipinti con perfezione potente e, al contempo, suadente, ma senza alcun gusto voyeuristico.

Guido Reni, a pochi mesi di distanza dalla morte di Bononi, avvenuta nel 1632, lo esaltava descrivendolo “pittore non ordinario” dal “fare grande e primario”, dotato di “una sapienza grande nel disegno e nella forza del colorito”.
Il giudizio di Reni sarà dunque messo alla prova nell’autunno del 2017 a Palazzo dei Diamanti.

Vademecum

CARLO BONONI
L’ultimo sognatore dell’Officina ferrarese
Ferrara, Palazzo dei Diamanti
14 ottobre 2017 – 7 gennaio 2018
Informazioni
tel. 0532 244949 | diamanti@comune.fe.it
http://www.palazzodiamanti.it

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E’ in pubblicazione sul sito e sulle pagine social del Comune di Rimini l’intervento  di Antonio Paolucci dissertazione su “Sigismondo e Agostino di Duccio nel Tempio malatestiano”.

Un momento bellissimo dedicato nel 600mo anniversario della nascita, alla figura di Sigismondo Pandolfo Malatesta, Signore di Rimini e tra gli indiscussi protagonisti del Rinascimento italiano.

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Elysia Athanatos : Pneuma, Oro, Terre a cura di Eleonora Frattarolo

opening sabato 16 dicembre 2017 ore 18

L’ A R I E T E artecontemporanea | via D’Azeglio 42 Bologna

16 12 2017 > 20 1 2018|

348 9870574 |

chiuso dal 31 12 al 7 01 2018

orario  lun gio ven sab 16-19 mar mer 16-18

Nella città di Jingdezhen, Elysia Athanatos arrivò nel 2009. Veniva da Firenze, dove aveva studiato scultura, e procedendo a ritroso, dalla Chelsea University of Fine Arts di Londra, dove si era dedicata alle arti applicate. Nella città cinese, in cui si reca per aver vinto una residenza presso la Sanbao arte ceramica, Elysia s’innamora della porcellana, perché Jingdezhen è uno dei centri più importanti della sua lavorazione e ogni sua strada è occupata da botteghe e manifatture, e ovunque ferve curiosità e amore per questo materiale. Qui la giovane cipriota sperimenta, azzarda, dà vita a mescolanze mai sondate prima, tra le sue dita scorrono polveri  minerali rare e preziose, si rafforza e radica la passione per le terre, che poi in Italia, nell’Istituto Ballardini, sarà ancora più decantata dalla millenaria sapienza faentina. Oggi L’Ariete artecontemporanea ospita la prima mostra monografica di Elysia Athanatos, artista che la galleria ha inserito nel parterre di L’ArieteLab, nato per fare scouting, scoprire e valorizzare nuovi talenti. Le installazioni di Elysia, composte da grandi vasi in terre refrattarie o in porcellana, lustrati all’interno con oro puro o smalti, segnano lo splendido trionfo della trasmutazione materica e della bellezza scaturita dai sortilegi della chimica. Archetipo di ciò che contiene e preserva, il vaso si ammanta di luce, il suo peso specifico quasi svanisce, alleviato dal dinamismo del pneuma che ne dilata e forza il corpo, agito da tensioni materiche e spirituali in perenne movimento e trasformazione.

Eleonora Frattarolo

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Sabato 16 dicembre alle 17 in Cappella Farnese a Palazzo d’Accursio verrà presentata la biografia di Wolfango.

                                 WOLFANGO OLTRE I COLORI scritta da Eleonora Renda  di Minerva Edizioni

Introduce : Bruna Gambarelli Assessore alla Cultura del Comune di Bologna

Intervengono : Eugenio Riccomini, Marco Antonio Bazzocchi, Guido Armellini, Eleonora Renda, Alighiera Peretti Poggi

Legge Saverio Mazzoni

 

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