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Archive for the ‘Arte’ Category

Tratto da Artribune

Tempo d’estate e tempo di mare, l’occasione per vedere il Part di Rimini . Un articolo lo presenta su ArTribune

Inaugurato nel settembre 2020il museo si colloca all’interno del complesso monumentale medievale costituito dal duecentesco Palazzo dell’Arengo e dal trecentesco Palazzo del Podestà, i due imponenti edifici contigui di grande rilevanza storica e architettonica che insieme a Palazzo Garampi, al Teatro Galli e alla Pescheria si affacciano sulla Piazza Cavour, cuore della città.
Il progetto è stato resa possibile attraverso un intenso lavoro sinergico tra pubblico e privato sociale: l’intesa tra Comune di Rimini e Fondazione San Patrignano, grazie anche al prezioso contributo della Regione Emilia Romagna, ha permesso di dotare la città di un innovativo museo pensato per essere a un tempo occasione di avvicinamento all’arte contemporanea per il pubblico generale e strumento per valorizzare al massimo le donazioni ricevute dalla comunità.


Una ricca collezione di opere donate

La raccolta d’arte contemporanea ospitata dal PART è il risultato, in continua crescita ed evoluzione, della prima grande iniziativa italiana di endowment su modello anglosassone: le opere della raccolta sono state donate alla Fondazione San Patrignano con atti che impegnano la Fondazione a non alienarle per un periodo minimo di cinque anni, contribuendo alla loro messa in valore rendendole visibili al pubblico; successivamente potranno essere cedute solo in caso di esigenze straordinarie della comunità per soddisfare prioritarie necessità degli ospiti in percorso di recupero dalla tossicodipendenza.
La raccolta è già oggi una ricca collezione contemporanea che riunisce artisti di grande valore tra cui: Vanessa Beecroft, Bertozzi & Casoni, Jake e Dinos Chapman, Sandro Chia, Enzo Cucchi, Alberto Garutti, Shilpa Gupta, Mona Hatoum, Damien Hirst, Carsten Höller, Emilio Isgrò, William Kentridge, Igor Mitoraj, Mimmo Paladino, Michelangelo Pistoletto e Grazia Toderi.
Il PART ospita inoltre un’opera site-specific dell’artista David Tremlett, realizzata con l’aiuto dei ragazzi della comunità San Patrignano. I ragazzi della Comunità hanno inoltre collaborato con Roberto Coda Zabetta all’interno di PART per la creazione dell’opera Cantiere 1.

L’arte contemporanea come asset

Clarice Pecori Giraldi, responsabile del coordinamento curatoriale della Collezione San Patrignano, ha dichiarato, in occasione dell’inaugurazione: “Il concetto di patrimonio artistico in Italia viene prevalentemente ricondotto all’arte antica; l’apertura di PART Palazzi dell’Arte Rimini è un’ulteriore testimonianza del fatto che anche l’arte contemporanea contribuisce in maniera significativa a questo patrimonio. Le opere d’arte costituiscono un tesoro finanziario oltre che culturale, e ad esse la Fondazione San Patrignano riconosce pieno carattere di asset patrimoniale. Radicalmente innovativa è anche l’assunzione di responsabilità da parte della Fondazione nei confronti dei donatori – collezionisti, artisti, galleristi – riguardo alla valorizzazione dei doni ricevuti attraverso un’attenta politica espositiva, iniziata con le mostre temporanee e che oggi raggiunge il proprio momento culminante con l’apertura del PART nel cuore storico di Rimini, conseguendo concretamente la perfetta armonia tra valore culturale e sociale del progetto”.

www.palazziarterimini.it

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500mo di Raffaello

Dei Santi e del Fuoco

Data di inaugurazione: 12 giugno dalle ore 12.00 alle 19.00

Durata: 12 giugno – 24 ottobre 2021

Sede: Museo di Palazzo Trinci Ulteriori informazioni: T. + 39 0742 330584 |

Sito: www.museifoligno.it/i-musei/palazzo-trinci

OPEN CALL: LA MADONNA DI FOLIGNO, IL METEORITE E IL PUNCTUM. COME RILEGGERE UN CAPOLAVORO – mostra collettiva dei finalisti

Data di inaugurazione: 12 giugno ore 16.00

Durata: 12 giugno – 24 ottobre 2021 Sede: Museo Capitolare Diocesano di Foligno

Ulteriori informazioni: T. + 39 0742 351209 / 0742 330584

| Sito: https://sites.google.com/view/museo-diocesano-foligno/home

Il Cinquecentenario dalla morte di Raffaello Sanzio è stato un pretesto perfetto per sollecitare l’arte contemporanea a riscoprire e interpretare temi e canoni estetici che sembrano oggi così distanti.

La mostra Raffaello e La Madonna di Foligno: la fortuna di un modello ospitata presso Palazzo Trinci a Foligno fino al 24 ottobre 2021, consta di diversi capolavori ispirati all’opera di Raffaello.

Il Comune e la Diocesi di Foligno, confermando l’imprescindibile necessità del dialogo con la scena artistica attuale, hanno fortemente voluto e lavorato verso la realizzazione di un progetto speciale che ha coinvolto l’arte contemporanea affidando alla storica dell’arte e curatrice Marta Silvi due eventi dedicati al linguaggio contemporaneo: la mostra di Nicola Samorì presso il Museo di Palazzo Trinci e una open call con la conseguente mostra dei finalisti presso il Museo Diocesano di Foligno, entrambe aperte dal 12 giugno al 24 ottobre 2021.

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Quando è stato premiato col David di Donatello il regista bolognese Giorgio Diritti ha detto che, con il suo film voleva parlare di quelle persone che vediamo per strada e ci appaiono stravaganti , dicendo che dietro ad ognuno ci può essere una storia come quella di Ligabue.
Il film è un capolavoro, dal mio punto di vista, che mette alla luce il rapporto fra la pittura e le sue origini, a che titolo dipingevano i nostri antenati? Per disegnare una preda , per evocarla o vedevano ciò che osservavano? L’arte primitiva, quella dei bambini e quella dei folli hanno molti elementi in comune, il prof. Giorgio Celli ha fatto mostre e robusti studi a tal proposito e, in questo contesto, la pittura di Antonio Ligabue si collega all’arte primitiva, dal punto di vista dell’ispirazione, di quella delle grotte di Lescaux , quella dell’uomo che raccontava ,con la zoologia , la sua storia evolutiva, lo studio dell’uomo che per esprimersi si serve di forme animali. La gestualità che Diritti fa utilizzare a Elio Germano/Antonio Ligabue è molto complessa , è una danza che unisce la natura all’uomo, un punto di incontro fra uomo e natura una danza evocativa materna . Una danza antica, quella delle origini.
La fotografia è splendida, non ci sono trucchi o inganni , la luce sotto i portici di Gualtieri sono tutti senza effettistica. E a volte , a pensar male si fa peccato ma ci si prende, il fatto che questo film non abbia preso l’Oscar ci fa pensare che non vince sempre migliore .

Roberta Ricci

MIGLIOR FILM
Volevo nascondermi – prodotto da Carlo DEGLI ESPOSTI, Nicola SERRA, con RAI CINEMA per la regia di Giorgio DIRITTI

MIGLIOR REGIA
Giorgio DIRITTI per il film Volevo nascondermi

MIGLIORE REGISTA ESORDIENTE
Pietro CASTELLITTO per il film I predatori

MIGLIORE SCENEGGIATURA ORIGINALE
Mattia TORRE per il film Figli

MIGLIORE SCENEGGIATURA NON ORIGINALE
Marco PETTENELLO, Gianni DI GREGORIO per il film Lontano lontano

MIGLIOR PRODUTTORE
Marta DONZELLI e Gregorio PAONESSA per VIVO FILM con RAI CINEMA, Joseph ROUSCHOP e Valérie BOURNONVILLE per TARANTULA BELGIQUE per il film Miss Marx

MIGLIORE ATTRICE PROTAGONISTA
Sophia LOREN per il film La vita davanti a sé

MIGLIOR ATTORE PROTAGONISTA
Elio GERMANO per il film Volevo nascondermi

MIGLIORE ATTRICE NON PROTAGONISTA
Matilda DE ANGELIS per il film L’incredibile storia dell’Isola delle Rose

MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA
Fabrizio BENTIVOGLIO per il film L’incredibile storia dell’Isola delle Rose

MIGLIOR AUTORE DELLA FOTOGRAFIA
Matteo COCCO per il film Volevo nascondermi

MIGLIORE COMPOSITORE
GATTO CILIEGIA CONTRO IL GRANDE FREDDO, DOWNTOWN BOYS per il film Miss Marx

MIGLIOR CANZONE ORIGINALE
“IMMIGRATO” musica e testi di Luca MEDICI, Antonio IAMMARINO, interpretata da Luca MEDICI per il film Tolo Tolo

MIGLIORE SCENOGRAFIA
Ludovica FERRARIO, Alessandra MURA – Paola ZAMAGNI per il film Volevo nascondermi

MIGLIORE COSTUMISTA
Massimo CANTINI PARRINI per il film Miss Marx

MIGLIOR TRUCCATORE
Luigi CIMINELLI – Andrea LEANZA, Federica CASTELLI (prostetico o special make-up) per il film Hammamet

MIGLIOR ACCONCIATORE
Aldo SIGNORETTI per il film Volevo nascondermi

MIGLIORE MONTATORE
Esmeralda CALABRIA per il film Favolacce

MIGLIOR SUONO
Presa diretta: Carlo MISSIDENTI
Microfonista: Filippo TOSO
Montaggio: Luca LEPROTTI
Creazione suoni: Marco BISCARINI
Mix: Francesco TUMMINELLO
Per il film Volevo nascondermi

MIGLIOR REGIA
Giorgio DIRITTI per il film Volevo nascondermi

MIGLIORE REGISTA ESORDIENTE
Pietro CASTELLITTO per il film I predatori

MIGLIORE SCENEGGIATURA ORIGINALE
Mattia TORRE per il film Figli

MIGLIORE SCENEGGIATURA NON ORIGINALE
Marco PETTENELLO, Gianni DI GREGORIO per il film Lontano lontano

MIGLIOR PRODUTTORE
Marta DONZELLI e Gregorio PAONESSA per VIVO FILM con RAI CINEMA, Joseph ROUSCHOP e Valérie BOURNONVILLE per TARANTULA BELGIQUE per il film Miss Marx

MIGLIORE ATTRICE PROTAGONISTA
Sophia LOREN per il film La vita davanti a sé

MIGLIOR ATTORE PROTAGONISTA
Elio GERMANO per il film Volevo nascondermi

MIGLIORE ATTRICE NON PROTAGONISTA
Matilda DE ANGELIS per il film L’incredibile storia dell’Isola delle Rose

MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA
Fabrizio BENTIVOGLIO per il film L’incredibile storia dell’Isola delle Rose

MIGLIOR AUTORE DELLA FOTOGRAFIA
Matteo COCCO per il film Volevo nascondermi

MIGLIORE COMPOSITORE
GATTO CILIEGIA CONTRO IL GRANDE FREDDO, DOWNTOWN BOYS per il film Miss Marx

MIGLIOR CANZONE ORIGINALE
“IMMIGRATO” musica e testi di Luca MEDICI, Antonio IAMMARINO, interpretata da Luca MEDICI per il film Tolo Tolo

MIGLIORE SCENOGRAFIA
Ludovica FERRARIO, Alessandra MURA – Paola ZAMAGNI per il film Volevo nascondermi

MIGLIORE COSTUMISTA
Massimo CANTINI PARRINI per il film Miss Marx

MIGLIOR TRUCCATORE
Luigi CIMINELLI – Andrea LEANZA, Federica CASTELLI (prostetico o special make-up) per il film Hammamet

MIGLIOR ACCONCIATORE
Aldo SIGNORETTI per il film Volevo nascondermi

MIGLIORE MONTATORE
Esmeralda CALABRIA per il film Favolacce

MIGLIOR SUONO
Presa diretta: Carlo MISSIDENTI
Microfonista: Filippo TOSO
Montaggio: Luca LEPROTTI
Creazione suoni: Marco BISCARINI
Mix: Francesco TUMMINELLO
Per il film Volevo nascondermi

MIGLIORI EFFETTI VISIVI
Stefano LEONI, Elisabetta ROCCA per il film L’incredibile storia dell’Isola delle Rose

PREMIO CECILIA MANGINI MIGLIOR DOCUMENTARIO
Mi chiamo Francesco Totti di Alex INFASCELLI

MIGLIOR FILM STRANIERO
1917 di Sam Mendes (01 Distribution)

MIGLIOR CORTOMETRAGGIO
Anne di Domenico CROCE e Stefano MALCHIODI

DAVID GIOVANI
18 regali di Francesco AMATO

DAVID ALLA CARRIERA
Sandra Milo

DAVID SPECIALE
Monica Bellucci
Diego Abatantuono

DAVID DELLO SPETTATORE
Tolo Tolo di Luca Medici

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Nel vecchio spazio del Banco dei Pegni in Via Del Monte, 1 a Bologna sorge ora Regus, una società che fornisce servizi, nel palazzo restaurato, e rinnovato, dove vengono affittati spazi per il coworking , un’anteprima nel corso di Art City.In questo contesto, che ha visto l’inaugurazione dello spazio per la presentazione al pubblico, Fabio Adani ha esposto le sue opere, acquarelli, con fotografia e tecnica mista. Limes è la parola che lui usa più frequentemente per descrivere le sue opere, e, in effetti, guardandole è come passeggiare sulla neve oppure nelle prime ore dell’alba o del tramonto sul mare in cui il cielo e il mare si confondono perdendosi nei pensieri , l’uomo diventa piccolino in questa immensità che diventa un bagno di pura luce di cui il suo pennello diventa portatore .Ci sono alcune vedute alpine dove Adani usa la tecnica mista della fotografia che esce dalla cornice e diventa acquarello invadendo lo spazio sottostante. Nato nel 1974 a Correggio (RE) Fabio Adani vive e lavora; diplomato all’Accademia di Belle Arti di Bologna, attualmente lavora anche come docente di Disegno e Storia dell’Arte .Campogrande Concept che organizza eventi sul territorio l’ha proposto in questa edizione di Art City, portando una luce per la riapertura dopo le chiusure di questo tempo. Grazie all’art director Daniela Campogrande Scognamillo

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..Ei fu siccome immobile dato il mortal sospiro stette la spoglia immemore…quando le poesie si dovevano imparare a memoria e per quanta fatica si faceva a memorizzarle per quanto ora si riescono a ricordarle
Il 5 maggio del 1821, solo e abbandonato sull’isola di Sant’Elena, muore in esilio Napoleone Bonaparte. Leader visionario, figura controversa, ha determinato le sorti dell’Europa intera per 15 anni, fino alla sua sconfitta, a Waterloo. Il 5 maggio 2021 si celebrano i 200 anni dalla sua morte, che ai tempi aveva scosso il mondo e spinto Alessandro Manzoni a scrivere nel giro di tre giorni una poesia, il «Cinque Maggio» appunto, di cui noi tutti conosciamo almeno i versi iniziali.
Nato in Corsica il giorno di Ferragosto del 1769, a lui è dedicata un’intera epoca che inaugura la storia contemporanea, l’era napoleonica. A soli 26 anni gli viene affidato il compito di riconquistare il Nord Italia – un’operazione ricordata come campagna d’Italia – e lui invade la penisola fino alla Romagna. Poi scende in Egitto, per attaccare indirettamente gli inglesi. Con la forza dei suoi successi militari, torna in patria e mette fine alla crisi politica con un colpo di stato. Il momento più leggendario legato alla sua vita è sicuramente il 2 dicembre del 1804, quando nella cattedrale di Notre Dame, Napoleone toglie dalle mani la corona al papa Pio VII e se la mette in testa da solo. Dicendo: «Dio me l’ha data, guai a chi la tocca!». Dopo aver conquistato in pratica tutta l’Italia, dopo aver combattuto la Prussia e la Spagna, il passo falso di Napoleone giunge nel 1812 con la campagna di Russia. L’esercito viene sconfitto dal rigido clima e dalla mancanza di provviste. La Russia crea un’alleanza con Inghilterra, Prussia e Austria che riesce a costringere Napoleone all’esilio. Dove morirà, appunto, il 5 maggio del 1821, esattamente duecento anni fa.

Napoleone è stato ricordato a Milano, a Palazzo Reale in una rara mostra su Ingres, “Ingres e la vita artistica al tempo di Napoleone” , la mostra è stata aperta fino al 23 giugno al Palazzo Reale di Milano, ed è collocata in un luogo perfetto in cui contenuto e contenitore ripropongono l’antico dialogo che l’Empereur ha avuto con il capoluogo lombardo, anche attraverso l’arte.

L’esposizione, in cui sono stati proposti parecchi materiali provenienti dal museo di Montauban, in Occitania, la città natale di Jean-Auguste-Dominique Ingres (Montauban, 1780 ‒ Parigi, 1867), ha voluto testimoniare la particolare forza di quel momento artistico. Ha voluto rendere alla pittura e alla scultura degli anni 1780-1820, come spiegato dai curatori Stéphane Guégan e Florence Viguier-Dutheil nel catalogo, edito da Marsilio, la sua forza innovativa e, volendo osare, il suo Romanticismo precursore.

Non si tratta, infatti, di un semplice quanto freddo ritorno all’antico, ma di un’epoca di studio, di ripresa, di comprensione delle ragioni che avevano portato a certe scelte, a certe posizioni.

Articolo su Artribune di Angela Madesani

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