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Archive for the ‘Arte’ Category

Trenta incisioni realizzate da Édouard Manet (1832-1883), provenienti dalla Collezione Ceribelli di Bergamo, saranno esposte dal 17 marzo al 28 aprile presso la Sala del Francia di Ca’ la Ghironda-ModernArtMuseum (Zola Predosa).
Le incisioni, precedentemente ospitate alla Casa Natale di Raffaello di Urbino, sono state realizzate da Manet tra il 1860 e il 1882 utilizzando le tecniche dell’acquaforte, dell’acquatinta e della puntasecca. Acquistate nel 1905 da Alfred Strölin per essere tirate in 100 esemplari, le 30 lastre rappresentano una raccolta esaustiva della produzione dell’Artista. Furono, infatti, selezionate come le opere più indicative della sua ricerca sul mezzo per dar vita a una delle tre maggiori edizioni postume dedicate all’esperienza grafica del Maestro. Nel caso di Manet, infatti, le pubblicazioni postume risultano indispensabili per lo studio della sua ricerca grafica, non essendo mai state realizzate da lui o dagli stampatori con cui all’epoca lavorava vere e proprie edizioni panoramiche della sua produzione. La mostra sarà accompagnata da laboratori didattici aperti alle scuole e alle famiglie, dove verrà utilizzato il torchio proveniente dal laboratorio di Piero Turchetti – artista pittore/incisore. Durante i laboratori i partecipanti scopriranno tutti gli aspetti dell’incisione e del percorso artistico e storico che ha caratterizzato l’artista.
Ai laboratori didattici parteciperanno artisti incisori, appartenenti ad ALI (Associazione Liberi Incisori), che proporranno delle performance sull’incisione calcografica e xilografica.
Verrà inoltre allestita, nello Spazio-Atelier di Ca’ la Ghironda, la mostra “Autorappresentazioni” curata da ALI (Associazione Liberi Incisori). Saranno esposte circa 50 opere che documentano i linguaggi e le varie tecniche delle stampe originali contemporanee.
Durante il periodo della mostra saranno in esposizione nella Sala delle Colonne un’installazione e opere calcografiche realizzate dagli studenti dell’IsArt che, proprio quest’anno, hanno approfondito attraverso numerose visite a Ca’ la Ghironda, guidati dal Direttore Vittorio Spampinato, il tema “Arte e Natura” come spunto e ispirazione artistica.
La mostra “Manet – Incisioni” si inserisce, inoltre, in un percorso legato ad artisti incisori che verranno proposti presso Ca’ la Ghironda fino al 2020.
Questo appuntamento conferma, dopo l’esposizione “Rembrandt – Incisioni” (febbraio- aprile 2018), la volontà di MAGMMA di Villacidro e il Modern Art Museum di Ca’ la Ghironda – Città Metropolitana di Bologna di proseguire nel percorso già intrapreso e cioè nella presentazione di artisti di spessore internazionale che abbiano realizzato nell’incisione un loro percorso artistico significativo e storico di eccellenza.
La mostra è curata da Vittorio Spampinato (Direttore del Ca’ la Ghironda – ModernArtMuseum) e Walter Marchionni (Direttore del Museo MAGMMA) ed è patrocinata, tra gli altri, dalla Città metropolitana di Bologna.

 

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A Bologna prosegue il ciclo di conferenze “Il Genio della Donna. Donne e arte in Europa dal Medioevo al Novecento“, il ciclo di conferenze dedicate alle donne artiste curato dalle professoresse Vera Fortunati e Irene Graziani, propone un nuovo e interessante calendario di appuntamenti fino a maggio 2019. Il progetto, promosso e organizzato dalla Città metropolitana in collaborazione con il Dipartimento delle Arti dell’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna, intende divulgare gli esiti dei più recenti studi emersi in Italia e all’estero sul ruolo della donna nella storia dell’arte.

Dal Medioevo al Novecento il ruolo della donna a Bologna è stato particolarmente significativo sia nel campo delle arti figurative che in quelli della letteratura e delle scienze. Se lo Studium ha precocemente favorito la presenza femminile nella docenza universitaria, anche l’ambiente artistico si è dimostrato aperto all’attività delle donne artiste. Partendo dalla ricostruzione di questa storia – che ha dato vita nel tempo alla pubblicazione di studi monografici e a importanti mostre dedicate a protagoniste come Properzia de’ Rossi, Lavinia Fontana, Elisabetta Sirani, Ginevra Cantofoli, divenute ormai note al grande pubblico – è sorto a Bologna il “Centro di documentazione per la storia delle donne artiste in Europa” sotto la direzione scientifica di Vera Fortunati, che ha sede in via della Rondine 3 a Bologna, presso l’Archivio storico della Città metropolitana.

Ore 17.30 a palazzo Malvezzi, via Zamboni 13, sede della Città metropolitana

giovedì 18 aprile
Jadranka Bentini
Le amazzoni russe

 

giovedì 9 maggio
Stefania Biancani
Quando la regina lascia la corona e va in giardino: Élisabeth Vigée Lebrun e il ritratto

 

giovedì 16 maggio
Maura Pozzati
Le fioriture dei versi linguisticati: un incontro con Sissi

 

Il programma delle conferenze

Ore 17.30 a palazzo Malvezzi, via Zamboni 13, sede della Città metropolitana

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Il 9 aprile al Centro San Domenico a Bologna c’è uno spettacolo su Maria di Magdala di Paola Gatta .
La storia :
“Nel corso dei secoli sulla figura di Maria Maddalena si è tramandata una grande ambiguità.
Alcune tradizioni l’accostano a Maria di Betania, sorella di Marta e Lazzaro, all’innominata peccatrice a cui «molto è stato perdonato perché molto ha amato» (Luca 7, 36-50) e all’ossessa miracolata da Gesù (Luca 8, 1-13), che lo seguì e assistette con le altre donne fino alla crocifissione ed ebbe il privilegio di vederlo risorto.
A tal proposito, con l’espressione “questione delle tre Marie”, la critica denomina il problema dell’identità delle tre donne che compaiono nei testi evangelici.”…
A Bologna a Santa Maria della Vita c’è il “Compianto del Cristo Morto” di Nicolò Dell’Arca e le tre Marie sono apertamente descritte nel loro lutto terribile e disperato (naturalmente le figure evocano l’umanità) .
Ma c’è anche un grande progetto del fotografo Nino Migliori che osservando “Il compianto di Cristo morto” , alla maniera di Brassai si accosta alle tre figure con la luce della candela speriementando la visione originale dell’Opera all’epoca delal visione dei nostri antenati quando la luce elettrica e irradiante non c’era.

 

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Il progetto, promosso e organizzato dalla Città metropolitana in collaborazione con il Dipartimento delle Arti dell’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna, intende divulgare gli esiti dei più recenti studi emersi in Italia e all’estero sul ruolo della donna nella storia dell’arte.

Dal Medioevo al Novecento il ruolo della donna a Bologna è stato particolarmente significativo sia nel campo delle arti figurative che in quelli della letteratura e delle scienze. Se lo Studium ha precocemente favorito la presenza femminile nella docenza universitaria, anche l’ambiente artistico si è dimostrato aperto all’attività delle donne artiste. Partendo dalla ricostruzione di questa storia – che ha dato vita nel tempo alla pubblicazione di studi monografici e a importanti mostre dedicate a protagoniste come Properzia de’ Rossi, Lavinia Fontana, Elisabetta Sirani, Ginevra Cantofoli, divenute ormai note al grande pubblico – è sorto a Bologna il “Centro di documentazione per la storia delle donne artiste in Europa” sotto la direzione scientifica di Vera Fortunati, che ha sede in via della Rondine 3 a Bologna, presso l’Archivio storico della Città metropolitana.

Il programma delle conferenze si svolgerà dalle ore 17,30 a palazzo Malvezzi, via Zamboni 13, sede della Città metropolitana nelle giornate di:

martedì 9 aprile – Bernardina Sani – Rosalba Carriera, la cultura galante e la società della conversazione in Europa nel Settecento

giovedì 18 aprile – Jadranka Bentini – Le amazzoni russe

giovedì 9 maggio – Stefania Biancani – Quando la regina lascia la corona e va in giardino: Élisabeth Vigée Lebrun e il ritratto

giovedì 15 maggio – Maura Pozzati – Le fioriture dei versi linguisticati: un incontro con Sissi

 

L’immagine della rassegna :

Elisabeth Louise Vigee Le Brun, autoritratto con cappello di paglia,  1782. É stata una delle più famose e prolifiche ritrattiste di tutta la storia dell’arte. Da un suo conteggio, eseguì più di novecento opere durante i suoi ottantasette anni di vita (1755-1842). Fra queste opere ci sono dipinti di storia, e anche paesaggi, ma la stragrande maggioranza erano ritratti raffinati e idealizzati degli aristocratici più eminenti del suo tempo. La sua più importante mecenate fu Maria Antonietta. Vigee Le Brun dipinse più di venti ritratti di questa regina austriaca, dal 1778 fino alla fuga della pittrice dalla Francia nella notte in cui i regnanti furono fatti prigionieri dalla folla rivoluzionaria, il 6 ottobre 1789.

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Mercoledì 20 marzo, ore 17.30
IL CONOSCITORE E IL MILIONARIO:
FEDERICO ZERI E J. PAUL GETTY
Davide Gasparotto, The J. Paul Getty Museum, Los Angeles

Ingresso libero

Fondazione Federico Zeri
piazzetta Giorgio Morandi 2
Bologna

 

Giovedì 28 marzo, ore 17.30
Micaela Antonucci e Monica Preti
presentano il volume
CONSTRUIRE AVEC LE CORPS HUMAIN

A cura di
Sabine Frommel, Eckhard Leuschner,
Vincent Droguet
, Thomas Kirchner

 

 

PUBBLICAZIONI

Consulta il catalogo completo con le pubblicazioni della Fondazione Federico Zeri. Con l’acquisto di un volume contribuirai a sostenere l’attività della Fondazione.

Per ordini e acqusti:
fondazionezeri.info@unibo.it
+39 051 2097 487

Ingresso libero

Fondazione Federico Zeri
piazzetta Giorgio Morandi 2
Bologna

 

STAGE E TIROCINI

La Fondazione Federico Zeri ospita presso la propria struttura studenti e laureandi in materie umanistiche per attività di supporto alla biblioteca, fototeca e segreteria.

Comunicazione
Marta Forlai
Fondazione Federico Zeri
piazzetta Giorgio Morandi 2
40125 Bologna
tel. +39 051 2097 486
fondazionezeri.info@unibo.it
http://www.fondazionezeri.unibo.it

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In occasione dei 350 anni dalla scomparsa del grande pittore, saranno decine le mostre speciali a Amsterdam, Delft, Dordrecht, Haarlem, Hoorn, Leida, Middelburg e L’Aia, coordinate da un comitato nazionale di studiosi e istituzioni statali.

I principali musei del Paese festeggiano il più grande pittore olandese, protagonista assoluto del cosiddetto Secolo d’oro con decine di mostre.

Nessun museo al mondo possiede un numero di opere di Rembrandt superiore a quello del Rijksmuseum di Amsterdam.  Quest’anno, in cui ricorrono i  350 anni dalla scomparsa del maestro olandese, il Museo permetterà di ammirare la collezione completa composta da 22 dipinti, 60 disegni e 300 stampe. Stiamo parlando della mostra “Tutti i Rembrandt al Rijksmuseum”, che si terrà dal 15 febbraio al 10 giugno 2019,  offrendo un’opportunità straordinaria di scoprire i segreti sulle tecniche pionieristiche e sulle idee innovative di Rembrandt.

Al Rijksmuseum inizieranno, terminata la mostra, anche i preparativi per il restauro-show e live, che dal mese di luglio avverrà sotto gli occhi dei visitatori, della “Ronda di notte” (1642), che sarà sottoposta a un delicato intervento di pulitura e consolidamento della pittura dato che in diversi punti i colori mostrano segni di sbiancamento o di ingiallimento.

Tutte le fasi del lavoro di restauro saranno trasmesse in diretta online grazie a una webcam a cui potranno collegarsi tutti gli amanti dell’arte.

Ad Amsterdam inoltre sarà possibile visitare anche la Casa Museo del pittore, che nell’anno tematico organizzerà ben tre diverse mostre: “La rete sociale di Rembrandt”, con opere mai esposte prima d’ora in Olanda, “Ispirati a Rembrandt” e “Laboratorio Rembrandt”. A L’Aja il Mauritshuis proporrà le grandi opere di Rembrandt presenti nel museo dal 31 gennaio al 15 settembre 2019.

Saranno dunque visibili dipinti concessi in prestito mai esposti prima in Olanda, come ad esempio opere provenienti dal Museo d’Israele di Gerusalemme ospitate al Museo Storico Ebraico di Amsterdam. Verrà presentata anche la notevole collezione di dipinti del XVII secolo del Museo Frans Hals di Haarlem. Infine sarà allestita un’esposizione incentrata sull’acqua presso il Westfries Museum di Hoorn.

Nel loro insieme dunque le mostre olandesi permetteranno di approfondire la conoscenza di Rembrandt e dell’epoca fiorente in cui l’artista visse, con la possibilità di contemplare opere che solo molto di rado, o forse mai, sono state esposte.

http://www.artemagazine.it/attualita/item/8360-il-2019-e-l-anno-di-rembrandt-al-rijksmuseum-amsterdam-tutta-la-grande-collezione-di-dipinti

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Il comunicato stampa

Rehang
Dal 3 marzo 2019

Per la prima volta dall’apertura al pubblico della Collezione Maramotti nell’ottobre del 2007dieci sale del secondo piano dell’esposizione permanente saranno riallestite per accogliere alcuni dei progetti presentati nei primi dieci anni di apertura: Enoc Perez (2008), Gert & Uwe Tobias (2009), Jacob Kassay (2010), Krištof Kintera (2017), Jules de Balincourt(2012), Alessandro Pessoli (2011), Evgeny Antufiev (2013), Thomas Scheibitz (2011),Chantal Joffe (2014), Alessandra Ariatti (2014).
Questa serie di esposizioni personali offre una panoramica, seppur parziale, sul work in progress portato avanti dalla Collezione attraverso l’invito ad artisti italiani e internazionali – in un momento particolare nello sviluppo della loro ricerca – a realizzare un nuovo corpus di opere da presentare al pubblico e che, successivamente, sono entrate a far parte del patrimonio.
Il percorso si snoda attraverso progetti diversi, in cui il costante interesse per l’evoluzione del linguaggio pittorico si accompagna a un’attenzione per nuove forme espressive e a un’interrogazione sullo statuto dell’opera d’arte, sempre con una forte tensione verso il futuro, una pre-visione attraverso cui coglierne le tracce.

Rehang: Archives
3 marzo – 28 luglio 2019

Rehang offre l’occasione per presentare al pubblico una mostra temporanea, a piano terra, con documenti, libri, opere e oggetti custoditi negli Archivi e nella Biblioteca d’Arte della Collezione, luoghi vivi di conoscenza e approfondimento.
Nel suo svolgersi variegato e naturalmente non esaustivo, la mostra mette in dialogo questi materiali con alcuni lavori presenti negli spazi della collezione permanente, restituendo la vitalità del processo di creazione delle opere d’arte e le connessioni permeabili tra i diversi nuclei di raccolte della Collezione.
All’interno della ricca documentazione bibliografica e archivistica sono stati selezionati alcuni esempi stimolanti, senza finalità critico-filologiche, ma con l’obbiettivo di offrire una visione più ampia e articolata dell’opera. Libri d’artista, cataloghi, lettere, bozzetti, fotografie, video e altri materiali diventano le tessere di una storia legata alla creazione artistica.
Dieci gli artisti dei progetti presentati: Claudio Parmiggiani, Peter Halley, Barry X Ball, Giulio Paolini, Vito Acconci, Jason Dodge, Enzo Cucchi, Evgeny Antufiev, Gert & Uwe Tobias, Krištof Kintera.

Informazioni e Orari :Come fin dalla sua apertura, la visita alla collezione permanente è su prenotazione, accompagnata, gratuita e riservata a un massimo di 25 visitatori per volta.
Le visite iniziano nei seguenti orari: giovedì e venerdì ore 15.00; sabato e domenica ore 10.30 e ore 15.00.
Per prenotazioni: www.collezionemaramotti.org/it/prenotazione-online
oppure tel. +39 0522 382484

Per visitare la mostra temporanea d’Archivio non occorre la prenotazione.
Giovedì e venerdì 14.30-18.30
Sabato e domenica 10.30-18.30

Giorni di chiusura: 25 aprile, 1° maggio, dall’1 al 25 agosto, 1° novembre, 25 e 26 dicembre.
Ingresso gratuito.

Ufficio stampa
Rhiannon Pickles – Pickles PR
Tel. +31 (0)6158 21202
rhiannon@picklespr.com

Collezione Maramotti
Via Fratelli Cervi 66, Reggio Emilia
Tel. +39 0522 382484
info@collezionemaramotti.org
collezionemaramotti.org

 

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