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Archive for the ‘Arte’ Category

 

Xilografia (1924-1926)

Un’utopia grafica

Rimini, Far

14 ottobre – 10 dicembre 2017

Tra la seconda (2016) e la terza edizione (2018) della Biennale del Disegno di Rimini, l’Assessorato alle Arti del Comune di Rimini e i Musei Comunali propongono un’ampia esposizione di oltre 140 opere su carta: xilografie, ovvero incisioni da matrici in legno originali tratte dalla prestigiosa rivista “Xilografia”, ideata e curata da Francesco Nonni tra il 1924 e il 1926 e simbolo del Liberty e del Déco italiano ed europeo.

La mostra, dal titolo Xilografia (1924-26). Un’utopia grafica, a cura di Alessandra Bigi Iotti, è stata inaugurata   a Rimini, nella sede della Far, Sabato 14 ottobre alle ore 18.

“Xilografia” fu stampata a Faenza in 300 esemplari presso lo Stabilimento Tipografico dei fratelli Lega ed ebbe uscita mensile. Conservate per lo più in archivi pubblici e privati e in biblioteche storiche, le rare serie complete di “Xilografia” sono per lo più inaccessibili e sconosciute al grande pubblico, che in occasione della mostra riminese potrà ammirare le xilografie esposte come vere e proprie singole opere d’arte, grazie alla disponibilità degli eredi Lega, che sfascicolando una intera serie l’hanno generosamente messa a diposizione del pubblico. Sarà inoltre possibile visionare, accanto alle xilografie, alcune matrici lignee originali provenienti dalla Biblioteca manfrediana di Faenza e in origine di proprietà dei Lega.

 

“Xilografia”, ideata e realizzata da Francesco Nonni, uno degli artisti più rappresentativi del Liberty e del Déco italiano, chiude un’epoca: la fase “eroica” della rinascita della xilografia d’invenzione inaugurata a inizio ‘900 con l’opera di Adolfo De Carolis. Un’utopia grafica di rara bellezza e completezza che è oggi considerata il panorama più completo della xilografia italiana del primo Novecento, con le migliori opere di artisti come Adolfo De Carolis, i romagnoli Domenico Baccarini, Gino Barbieri, Antonello Moroni e Francesco Nonni, inventore di alcune delle immagini più suggestive del gusto Dèco. Importanti incisori e illustratori dell’epoca sono inoltre Giannetto Malmerendi e Gino Carlo Sensani. Non mancano i nomi più significativi del cosiddetto bianco e nero: Benvenuto Disertori, Benito Boccolari, Armando Cermignani e Guido Marussig. Fino alle potentissime immagini xilografiche scavate nel legno del viareggino Lorenzo Viani, rappresentante di punta della linea espressionista italiana.

Mostra e catalogo a cura di Alessandra Bigi Iotti

Catalogo

Grafica e impaginazione: NFC edizioni Rimini. Stampa: IBC Regione Emilia Romagna

Comitato scientifico e testi in catalogo

Massimo Pulini, Alessandra Bigi Iotti, Gianignazio Cerasoli, Vittorio Lega, Alberto Mingotti, Antonella Imolesi Pozzi, Umberto Giovannini, Maria Pina Bentivenga

Con il sostegno di: IBC Regione Emilia Romagna

Fabriano Opificio della Rosa RUFA Rome University of Fine Arts e Central Saint Martins

FAR Inaugurazione: ORE 18,00

Orari: 10,00-13,00/16,00-19,00

EVENTI COLLATERALI

LABORATORI DIDATTICI

FAR I° piano

A cura di Veronica Azzinari (Opificio della Rosa, Montefiore Conca)

Sono previsti laboratori didattici sulla tecnica della xilografia per tutte le scuole e laboratori specifici per tutti i visitatori della mostra, solo su prenotazione (info…)

 

Laboratori didattici aperti al pubblico

Domenica 22 ottobre, ore 16,00: “My T-shirt”

Domenica 29 ottobre, ore 16,00: “Dentro l’immagine”

Domenica 12 novembre, ore 16,00: “Memory urbano”

Domenica 26 novembre, ore 16,00: “Se fossi una lettera”

Sabato 9 dicembre, ore 10,00: “Memory urbano”

 

I laboratori domenicali si svolgeranno nella sede della Far

 

MOSTRA: “XILOREPORTAGE”- RIMINI 2017

FAR I° piano

A cura di Opificio della Rosa (Montefiore Conca)

Viaggio xilografico nella capitale del turismo-Rimini 2017 attraverso gli occhi di dieci giovani artisti internazionali (Central Saint Martins, University of the Arts London e RUFA, Rome University of Fine Arts)

 

MOSTRA: LA RINASCITA DELLA XILOGRAFIA IN ITALIA AGLI INIZI DEL NOVECENTO

Museo della città/Sala delle teche

A cura di Alessandra Bigi Iotti/Gianignazio Cerasoli

 

La mostra è stata realizzata grazie al prestito delle opere da parte di: Marco Sangiorgi, Gianignazio Cerasoli, Alberto Mingotti, Vittorio Lega, Damiano Bandini (La Vecchia Stamperia di Faenza)

 

Orari Museo della città:10,00-13,00/16,00-19,00

 

CONFERENZE/VISITE GUIDATE

Sabato 28 ottobre, ore 17,30

GIANIGNAZIO CERASOLI, Tra mercato e passione. Riflessioni a voce alta di un collezionista di xilografie a passeggio nel suo mondo di carta

Domenica 5 novembre, ore 17,30

UMBERTO GIOVANNINI, Barbieri-Banksy. Iconografia militante

Domenica 19 novembre, ore 17.30

ALBERTO MINGOTTI, Visita guidata alla mostra Xilografia (1924-1926). Un’utopia grafica

Domenica 10 dicembre, ore 17.30

ANTONELLA IMOLESI POZZI, Nel segno di Francesco Nonni. Una visita guidata

 

Conferenze e visite guidate prenderanno avvio dalla sede della FAR

 

 

 

L’Ufficio Stampa

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La Galleria d’Arte 2000 & NOVECENTO di Reggio Emilia (Via Sessi, 1/F) presenta, dal 21 ottobre 2017 al
21 gennaio 2018, “Contrasti, fondi blu e materia poetica”, esposizione collettiva con opere realizzate dagli
anni ‟50 ad oggi.
Il titolo della mostra, in parte riferibile a due dipinti di Mario Nigro (“Contrasto”, 1973) e Giulio Turcato
(“Fondo blu”, anni ’70), evidenzia le tre aree tematiche in cui si suddivide il progetto, ovvero i contrasti
cromatici, la prevalenza di un blu profondo e il connubio tra materia, memoria e poesia, nell‟ambito di un
percorso che privilegia opere realizzate negli anni ’50, ’60 e ’70.
Per la sezione “Contrasti”, il dipinto di Mario Nigro, teso a ridurre a regola le strutture estetiche del quadro,
ed un olio su tela di Piero Dorazio (“Senza titolo”, 1955), grande colorista e maestro dell‟astrattismo italiano,
nella cui opera si evidenziano l‟uso calibrato di velature in contrasto con prevalenti colori saturi.
Per la sezione “Fondi blu”, un “Concetto spaziale” di Lucio Fontana dei primi anni „60, il “Personaggio” di
Emil Schumacher del 1958, una tempera su cartoncino di Carla Accardi del 1960, un lavoro di Giorgio
Griffa del 1974, “Verifica 5” e “Verifica 7” di Enrico Della Torre, “Blu” di Marco Gastini e l‟opera a tecnica
mista su tela di Giulio Turcato che dà il titolo al gruppo.
Per la sezione “Materia poetica”, un dipinto del 1960 di Gastone Novelli, maestro dell‟informale, da sempre
attratto dalla materia e dal segno, sino a sconfinare nella poesia visiva, un “Toro” del 1967 in ottone di
Fausto Melotti, scultore e poeta, unitamente al tuffo nella materia di Piero Ruggeri, all‟opera di Omar
Galliani a matita su tavola dedicata alla personificazione di “Andromeda” ed “L.P.” di Walter Valentini, che
evidenzia l‟interesse dell‟artista per il cielo e la cosmografia.
La mostra è completata da opere selezionate di Alberto Manfredi, presentate in occasione della grande
retrospettiva “Alberto Manfredi. Dipinti 1953-2000. La Collezione Giacomo Riva” curata da Sandro
Parmiggiani presso Palazzo da Mosto a Reggio Emilia.
L‟esposizione sarà visitabile fino al 21 gennaio 2018, tutti i giorni con orario 10-12,30 e 16-19,30, aperto
anche domenica e festivi. Ingresso libero.
Per informazioni: tel. 0522 580143, duemilanovecento@tin.it, http://www.duemilanovecento.it,
http://www.facebook.com/duemilanovecento.

 

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Emma Hart | Mamma Mia!
Luisa Rabbia | Love
15 ottobre 2017 – 18 febbraio 2018
Collezione Maramotti è lieta di annunciare le mostre Mamma Mia! di Emma Hart e Love di Luisa Rabbia, che apriranno al pubblico da domenica 15 ottobre 2017.

Emma Hart è la vincitrice della sesta edizione del Max Mara Art Prize for Women, in collaborazione con Whitechapel Gallery. Frutto della sua residenza tra Milano, Todi e Faenza, Mamma Mia! presenta una famiglia di grandi teste/lampade in ceramica in dialogo tra loro, realizzate in collaborazione con artigiani faentini. La grande installazione – che presenta alcune interessanti variazioni rispetto alla tappa londinese alla Whitechapel – è il risultato di una ricerca sui pattern visivi e sulle relazioni psico-fisiche all’interno delle dinamiche familiari e incorpora engrammi e motivi originali ispirati alla tradizione italiana della maiolica sulla superficie delle sculture. Centrale nel suo progetto è la manifestazione fisica delle emozioni che viene trasferita nel rapporto tra opera e spettatore.

La mostra di Luisa Rabbia, Love, accoglie un corpo di dieci opere realizzate dal 2009 al 2017, tutti lavori acquisiti dalla Collezione Maramotti che da molti anni segue la sua ricerca. La mostra include interventi su carta e su tela – che rappresentano un passaggio significativo del suo lavoro dal disegno alla pittura – un libro d’artista e un’importante opera site-specific, realizzata direttamente sulla parete dello spazio espositivo durante la sua residenza in Collezione. La mostra prende il titolo da un grande dipinto, mai esposto in precedenza, che fa parte della trilogia Love-Birth-Death, l’ultimo progetto dell’artista.

Per maggiori informazioni, la preghiamo di visitare il nostro sito.

 

Orari
Domenica 15 ottobre –> 14.30 – 18.30
16 ottobre 2017 – 18 febbraio 2018 –> visita negli orari di apertura della collezione permanente:
giovedì e venerdì 14.30 – 18.30
sabato e domenica 10.30 – 18.30
chiuso: 1° novembre, 25–26 dicembre, 1 e 6 gennaio
ingresso libero

 

Ufficio stampa
Rhiannon Pickles – Pickles PR
Tel. +31 (0)6158 21202
rhiannon@picklespr.com

 

 

Collezione Maramotti
Via Fratelli Cervi 66, Reggio Emilia
Tel. +39 0522 382484
info@collezionemaramotti.org
http://www.collezionemaramotti.org

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ART VERONA 2017 | L’ARIETE artecontemporanea | Pad 12 Stand F 7

venerdì 13 ottobre preview su invito 11-14 | inaugurazione 14-19.30
sabato 14 domenica 15 ottobre 11-19.30 ||| lunedì 16 ottobre 10-14

per inviti omaggio online > info@galleriaariete.it | 348 9870574

#

Omar GALLIANI  |  Paolo MIGLIAZZA  |  Ettore FRANI  | Greta FRAU |  LEMEH42

Vanni SPAZZOLI | Maurizio BOTTARELLI | Fabrizio PASSARELLA [Retrophuture]

Mimmo PALADINO  |  Aldo MONDINO  |  SALVO  |  Beth MOON

&

MAROTTA & RUSSO ‘Ampersand Attitude|No Place to Hide’ | sezione King Kong

ArtVerona marchio con data ENG

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L’isola di Mothya ci ricorda  come era organizzata una città dell’antichità, molto innovativa, sfruttava l’energia eolica e quella solare per il funzionamento energetico

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Dopo l’estate si riguardano le cose viste e si sfoglia l’album:

La processione dei Misteri è una processione religiosa che si svolge a Trapani dal Venerdì al Sabato santo, da oltre 400 anni. L’origine è spagnola e, infatti, ha analogie importanti con le celebrazioni andaluse.

La processione composta da 20 Gruppi Sacri, ha inizio alle 14 del Venerdì santo, per concludersi oltre ventiquattro ore dopo. Viene considerata una delle più lunghe manifestazioni religiose italiane (sia per numero dei gruppi che per durata), e soprattutto una tra le più antiche. La processione che – oggigiorno – parte dalla Chiesa delle Anime del Purgatorio [1], percorre le principali vie cittadine.

I Misteri sono la rappresentazione artistica della morte e passione di Cristo, in totale sono 20 gruppi sacri, di cui due simulacri di Gesù Morto e di Maria Addolorata. Tra gli artisti trapanesi che si cimentarono con queste rappresentazioni si ricordano Mario Ciotta, Baldassare Pisciotta, Antonio, Francesco e Domenico Nolfo, Giuseppe Milanti e Giacomo Tartaglia [. Furono concessi in affidamento, tramite atti notarili, dalla Confraternita di San Michele Arcangelo che istituì il rito alle maestranze locali con l’impegno di curarne l’allestimento, la vigilanza e l’uscita in processione.

La tecnica di realizzazione delle statue, iniziata da Giovanni Matera, consiste nello scolpire nel legno i volti, le mani ed i piedi, così come di legno è lo scheletro. Sono internamente sostenuti da ossature in sughero, sui quali si modellavano gli abiti grazie al fatto che la stoffa, precedentemente immersa in una mistura di colla e gesso, permetteva una maggiore naturalezza degli abiti e, maggiore plasticità espressiva, secondo una tecnica tipicamente trapanese, detta carchèt. In tal modo nei drappeggi dei vestiti vennero realizzate quelle pieghe che si plasmavano alla diversità della scena rappresentata e rendevano ogni figura diversa dall’altra.

Per la realizzazione di questi gruppi non ci si ispirò all’iconografia classica, ma ad episodi citati nei sacri testi o nei vangeli apocrifi ed aggiungendo anche delle personali interpretazioni, e gli artisti trapanesi seppero dare a questi gruppi una dinamicità rappresentativa unica nel vasto panorama delle sacre rappresentazioni.

Le statue sono fissate ad una base lignea detta vara, con un procedimento particolare, al fine di consentire una certa oscillazione durante il trasporto, tale da esprimere una scenica rappresentatività al gruppo. (fonte Wikipedia) 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Onirismo
Tra antico e contemporaneo
L’arte compie spesso cortocircuiti logici e temporali, fondendo insieme ciò che è arcaico con la sua propria contemporaneità. Questa mostra ne è un esempio concreto. Andrea Emiliani 

La mostra che si apre il 9 settembre 2017 a cura di Marco Baldassari ed Irene Guerrini, si tiene presso la Rocca del Castello di Russi, sede del Museo Civico Comunale e presenta dieci opere inedite del giovane artista Federico Santini, nato a Siena il 4 maggio 1986.
Certo, ad osservarli, le opere di Santini parlano la lingua hip-hop del graffitismo, ma non bisogna farsi ingannare. Bruno Bandini

Santini si mette alla prova in questo difficile dialogo con il passato di cui afferra le energie e la potenza bruta dei temi trattati e con tutta la forza ribelle antiaccademica del mondo underground da cui proviene risponde presentando la sua contemporanea interpretazione.
“Onirismo” mette a confronto, a distanza di secoli, opere dei Maestri della storia e la loro lettura da parte di Federico Santini, in opere anche di grandi dimensioni su tela. I capolavori antichi presentati sono inedite anch’esse e di autori quali Tintoretto, Felice Giani, Pelagio Palagi tra gli altri.
In omaggio alla Fiera dei Sette Dolori (Fira di Sètt Dulur) di Russi, Santini realizza appositamente un’opera di 5 metri per 2 metri dal titolo ‘Amen’, allestita all’aperto sulla facciata della Rocca medievale, sede della mostra. Un catalogo a cura di Marco Baldassari accompagna la mostra, con testi di Andrea Emiliani,
Bruno Bandini ed Irene Guerrini, in cui sono riprodotte tutte le opere esposte, antiche e contemporanee. La stampa e la grafica sono a cura di NFC di Rimini, editore specializzato in cataloghi d’arte.
La mostra inaugura il 9 settembre alle ore 18 e si conclude il 30 settembre.
Gli orari di apertura della mostra sono:
Dal 10 al 12 Settembre dalle 20,30 alle 22,30
Dal 13 al 15 Settembre dalle 15,30 alle 23
Dal 16 al 18 Settembre dalle 10 alle 12 e dalle 15,30 alle 23
Dal 19 al 24 Settembre dalle 15,30 alle 18,30
Dal 25 al 29 Settembre su appuntamento
Finissage il 30 settembre

 

 

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