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Archive for the ‘Bologna giardini’ Category

 


 

Il tempo del Casoncello Gabriella Buccioli, la mia vita, il mio giardino un film di Emilio Tremolada 59’59” Italia. 2019 “Quando nel 1980 decisi di tornare a vivere al Casoncello, il piccolo podere di famiglia sull’Appennino bolognese, abbandonato da oltre trent’anni, mi trovai di fronte a una natura impenetrabile, fatta di rovi, robinie, clematidi e altre piante cresciute tanto liberamente da aver cancellato il ricordo delle antiche coltivazioni. Oggi a distanza di quarant’anni i giardini del Casoncello accolgono le essenze più diverse, piante solitamente considerate infestanti hanno trovato la stessa dignità delle specie più pregiate, così come quelle acquistate nei vivai si sono accompagnate a quelle arrivate con il vento. Le piante invadono gli spazi, prendono d’assalto gli alberi, restringono i passaggi e tappezzano i declivi. Il giardino appare come una giungla selvaggia, magica e suggestiva, sono io che l’ho voluto così. L’ho creato poco alla volta, all’inizio senza quasi rendermene conto, poi in maniera sempre più consapevole, man mano che l’opera prendeva forma, ho assecondato il mio amore per il mondo vegetale, seguendo il filo dei ricordi infantili e facendomi spesso complice o allieva della natura, senza rinunciare alla mia impronta personale “. Gabriella Buccioli

“Vent’anni fa ho incontrato Gabriella Buccioli e i suoi giardini del Casoncello. Da subito mi sono appassionato al suo pensiero e al suo modo di progettare il giardino e lavorare a questa grande opera verde. Negli anni ho realizzato diversi reportage fotografici sul giardino, e nel 2013 ho iniziato a filmare e ne ho seguito l’evoluzione. Mi interessava riprendere il giardino non solo nei diversi momenti della giornata ma anche nei diversi periodi dell’anno. Ho atteso la neve, la nebbia, il sole, il vento, per assistere al passare delle stagioni e costruire il racconto della vita nel giardino lungo l’arco di un intero anno. Seguivo Gabriella nel suo lavoro e mi facevo raccontare. Mi colpiva la sua dedizione alla tradizione ma anche la sua libertà di pensiero. Ho filmato durante le operazioni di diserbo, di semina, di cura dell’orto, mentre il tempo scorreva. Inverno, primavera, estate, rose e papaveri, frutti e marmellate e poi l’autunno con il lento addormentarsi della vegetazione. Gabriella racconta di singole piante e di come si è composta quest’opera nell’arco del tempo: un giardino che è ragione di vita e di espressione artistica”. Emilio Tremolada, regista.

Qualche tempo fa una visita estiva estiva ai Giardini del Casoncello

 

 

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Per molto tempo ho vissuto come dentro ad una campana di vetro: ignara di quello che stava accadendo vicino a me e che, tra l’altro, mi toccava personalmente. Da qualche mese a questa parte la campana ha iniziato a suonare rompendosi lasciandomi lentamente accorgere di tutto ciò che fino ad allora mi ero persa (o meglio non avevo pienamente compreso). Tutto è iniziato da quella statua un po’ bizzarra posizionata al centro (in realtá è un po’ di sbieco) del giardino Klemlen durante una cerimonia alla quale erano presenti Lo Stato Sociale e Merola, sindaco di Bologna.

Da quel giorno mi sono tornati in mente tanti altri episodi che reputo importanti nel mio processo di “liberazione” da quella campana e che mi hanno aperto definitivamente gli occhi su uno dei grandi temi che da sempre costellano la mia vita, ovvero “Chi era mio papá?” : il premio Tenco del 2010, la collaborazione con J-ax e i Lunapop. La pubblicazione di svariati libri (tra cui il mio preferito “Non c’è gusto in Italia ad essere Intelligenti”). Sono stati altrettanto fondamentali tutti i ricordi affettuosi dei fans di Freak, quelli che poi ci hanno portato alla decisione di far nascere l’associazione WeLoveFreak: come la neolaureata Penelope, la quale ha dedicato la sua tesi agli Skiantos, il libro “Skiantos” di Gianluca Morozzi e Lorenzo “Lerry” Arabia e tutti quei ragazzi/e che continuamente mi scrivono su fb per dirmi quanto apprezzano il lavoro demenziale di una “merda d’artista”.
Oggi sono 5 anni dalla tua morte, Freak, e io sono veramente orgogliosa di Te. Il tuo progetto, purché troppo avanti per i tempi, in qualche modo è stato compreso e gradito da quel pubblico al quale, irriverente e ribelle, lanciavi le foglie di lattuga e pomodori. Il tuo progetto in qualche modo vive ancora oggi (ultima foto).

Il Sindaco di Bologna e Margherita Antoni inaugurano la statua del Freak al Parco del Cavaticcio  a Bologna

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Il Comune di San Lazzaro di Savena (Bologna) nella persona del  Sindaco Isabella Conti e nel Comune confinante di Ozzano il cui Sindaco Luca Lelli hanno inaugurato una statua in omaggio alle vittorie olimpioniche di Alberto Tomba, nell’ambito di una popolosissima cerimonia che ha visto l’Alberto Tomba fan club.

Una intervista a Gennaro Natullo artefice dell’opera .

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A  Bologna la manifestazione giardini e terrazzi  ha mostrato al pubblico il cuore verde di Bologna, i suoi giardini. Anticamente pensati per potere approvvigionare le famiglie dei prodotti dell’orto, prima degli ortolani come li concepiamo . Questo giardino , detto delle sordomute, è stato al centro di una serrata del quartiere, infatti la precedente amministrazione voleva farci un parcheggio . Potete immaginare cos’è successo e oggi vedete perché abbiamo avuto ragione di impuntarci. (foto di Roberta Ricci)

Mostra mercato d’artigianato di eccellenza organizzata a sostegno del progetto “Let me talk” per la Fondazione Pio Istituto per le Sordomute povere

 

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